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.: Il Blog di Donatella Elvira Camatta
Lunedì, 13 Ottobre, 2008 - 16:16

Partecipate Area Tematica PACE E DISARMO

L’area tematica “Pace e Disarmo” è attiva dal 2003, con la partecipazione di persone di diversi paesi europei: con il nome di “Commissione Pace e Nonviolenza”,ha preso parte alla riunione della Regionale Umanista Europea a Praga nel 2003, a quella di Budapest del 2004 e al Forum Umanista Europeo di Lisbona del 2006.
Tutti questi appuntamenti sono stati occasioni di interscambio, confronto e condivisione di esperienze e presentazione dei documenti elaborati dai partecipanti sulle tematiche legate alla pace, con l’obiettivo di fornire dati poco conosciuti, uniti ad un punto di vista umanista.
Si sono così affrontati temi come la Costituzione Europea (poi bocciata nei referendum del 2006 in Francia e Olanda), la produzione e il commercio di armi, le bombe nucleari, la politica estera europea e la presenza di truppe di paesi europei al seguito delle guerre degli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq, il conflitto Palestina-Israele, i genocidi, l’andamento della spesa militare mondiale ecc.
I partecipanti all’area tematica sono inoltre attivi in molte iniziative e campagne, da Europe for peace, per un’Europa libera dalle armi nucleari, al movimento contro le basi USA in Repubblica Ceca, dalle manifestazioni e i simboli della pace in Ungheria, all’organizzazione di forum e conferenze con esperti e militanti in Spagna ed Italia, fino alla raccolta di firme in Italia per leggi di iniziativa popolare sul disarmo nucleare e le basi militari.
In occasione del Forum Umanista Europeo dell’ottobre 2008, nel tavolo di lavoro “Pace e Disarmo” i rappresentanti di varie organizzazioni europee si incontreranno per definire punti in comune, lanciare iniziative di appoggio reciproco e momenti di mobilitazione.
Oltre a questo incontro di interscambio, che si terrà la mattina di sabato 18 ottobre all’Università Bicocca, abbiamo organizzato tre tavole rotonde su temi importanti legati al nostro campo di attività, invitando esperti ed attivisti di vari paesi: il nostro interesse è quello di approfondire temi come le armi nucleari, ma anche di ascoltare esperienze poco conosciute, che dimostrano come la voce della nonviolenza possa levarsi anche nei luoghi più violenti del mondo e di conoscere storie interessanti e incoraggianti alla “Davide contro Golia”.
Ecco il programma in via di definizione:
Venerdì 17 ottobre al Palalido:
Tavola rotonda su: Fermare la guerra nucleare, il ruolo dell’Europa
  • Oratori confermati
  • Giorgio Schultze, portavoce del Forum Umanista Europeo
  • Hans Kristensen, Direttore del Nuclear Information Project, Federation of American Scientists (video messaggio)
  • Angelo Baracca, professore di fisica all’Università di Firenze
  • Giulietto Chiesa, europarlamentare
  • Pol D'Huyvetter, International Office, Mayors for Peace 2020 Vision Campaign
Sabato 18 ottobre, Università Bicocca
h. 10-13 Incontro tra attivisti e rappresentanti di varie organizzazoini per definire punti in comune, lanciare iniziative di appoggio reciproco e momenti di mobilitazione.
h. 15 Tavola rotonda su: “Scudo anti-missile e militarizzazione dell’Europa
Oratori confermati:
  • Jan Tamas, portavoce del movimento contro le basi in Repubblica Ceca
  • Angelica Romano, Comitato pace, disarmo e militarizzazione del territorio, Napoli
  • Massimo Zucchetti, Politecnico di Torino
  • Lindis Percy, Coordinatore Campaign for the accountability of American bases - CAAB
  • Vittorio Agnoletto, europarlamentare
  • Silvano Caveggion, Rete Lilliput, Vicenza

h. 15 Tavolo di lavoro sulla campagna "Banche Armate"

h. 17 Tavola rotonda su “Una soluzione nonviolenta per il conflitto Israele-Palestina”
Oratori confermati:
  • Noam Livne, "refusnik" israeliano
  • Monica Czyza, Centro delle Culture di Barcellona
  • Giorgio Forti, Rete degli ebrei contro l’occupazione
  • Luisa Morgantini, Vice-presidente del Parlamento Europeo
  • Felicity de Zulueta, Centro per il trattamento dei traumi, Maudsley Hospital, Londra
h. 17 "Sosteniamo LaOnf, il movimento nonviolento iracheno"
Martina Pignatti Morano di Un ponte per...
"Popolazioni bersaglio di guerre ed occupazioni: le vittime, le armi, l'eredità dei danni e i contesti delle resistenze a Gaza, in Iraq e in Libano"
  • Giuditta Brattini, la Gazzella
  • Muhamed Tareq, Conservation Center of Environmental and reserves in Fallujah & Monitoring Net of Human Rights In Iraq (MHRI) 
  • Paola Manduca, New weapons
Popolazioni bersaglio delle guerre ed occupazioni- le vittime, le armi, l'eredità di danni e i contesti delle resistenze in questi 3 paesi: Gaza, Iraq e Libano

Giuditta Brattini, Associazione la Gazzella
Muhamed Tareq, Conservation Center of Environmental and reserves in Fallujah & Monitoring Net of Human Rights In Iraq (MHRI)
Paola Manduca, newweapons

Presenteranno dati raccolti sul campo nei 3 paesi.
Illustreranno l'uso di armi illegali nel contesto delle regole ed accordi internazionali, da parte di USA ed Israele e del loro uso rivolto consapevolmente a colpire le popolazioni. Discuteranno della inefficacia degli organismi internazionali che hanno mandato di controllo e giudizio. Descriveranno metodi per cercare la verità sull'uso di armi letali e subletali, e soprattutto descriveranno il lascito di queste forme di guerra nella vita presente e futura e nei corpi delle vittime civili e dei loro figli, con particolare riguardo ai bambini offesi.

Una mezz'ora o più sarà dedicata al dialogo con la platea.
Saranno disponibili copie della campagna per gli accademici perseguitati in Iraq e per i rifugiati Iracheni e si raccoglieranno firme e fondi per queste campagne.
Sarà aperta la raccolta di fondi per assistere i bambini feriti e cronicizzati di Gaza.

Mostra fotografica "USA e getta": l'isola sarda della Maddalena viene abbandonata dalle forze armate statunitensi, che però lasciano indelebili segni di contaminazione.

Link utili

www.nonviolence.cz
www.mondosenzaguerre.org
www.unfuturosenzatomiche.org
www.europeforpeace.eu
forodesarme.blogspot.com
it.youtube.com/mondosenzaguerre
www.usaegettaprogetto.com
www.marchamundial.org
Lunedì, 13 Ottobre, 2008 - 16:14

Forum Europeo Umanista a Milano il 17-18-19 Ottobre 2008

Forum Europeo Umanista

Milano 17.18.19 ottobre 2008
http://www.humanistforum.eu/it/info/contesto

I governi europei sostengono di voler “promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei loro popoli“, ma poi partecipano alle guerre scatenate dagli Stati Uniti e non si oppongono alla nuova, folle corsa agli armamenti nucleari; lo scontro tra le culture è fomentato a detrimento del dialogo e della cooperazione, mentre si rafforzano i fanatismi e il razzismo; l'avidità e il miope egoismo dei potenti stanno distruggendo le risorse ambientali e il futuro delle giovani generazioni. I sogni di progresso, uguaglianza e sicurezza si sono tradotti in affari per pochi e in debiti per la maggioranza. Autoritarismo, manipolazione dell'opinione pubblica ed esclusione dei cittadini dalle decisioni sono prassi quotidiana nell’esercizio del potere.
Coloro che governano il nostro continente non possono immaginare un futuro diverso da quello che consente loro la legge del mercato, alla quale restano incatenati. Essi ormai non rappresentano più i popoli d'Europa, nei quali sta cominciando a manifestarsi una nuova sensibilità.
Esiste un movimento sociale nascente, che sta iniziando a prendere coscienza di se stesso. Questo movimento rifiuta la violenza, spinto da un forte impulso morale.
Tale rifiuto implica non solo l’impegno contro tutte le forme di violenza, che stanno producendo dolore e sofferenza in Europa e nel mondo, ma anche la scelta della nonviolenza come metodologia d’azione.
Nella crisi globale che sta attraversando l’umanità, la nonviolenza non è più soltanto una possibile alternativa, ma è una necessità. Non esiste altra via d’uscita per garantire la
sopravvivenza e lo sviluppo dell’umanità e realizzare un mondo senza violenza.
Il cammino verso la nonviolenza è un percorso intenzionale, che richiede un profondo cambiamento personale, la riconciliazione con se stessi e con gli altri, imparando a trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati. A livello sociale, implica la ricerca di mezzi nuovi e creativi per risolvere i conflitti, nella prospettiva di superare completamente la violenza in tutte le sue forme di espressione.
In questo contesto, è necessario creare ambiti di confluenza, interscambio e discussione
per coloro che aspirano a mettere in moto un nuovo modello di sviluppo, che abbia come fondamento etico e come metodologia d’azione la nonviolenza attiva. Questi ambiti di incontro si apriranno alle forze sociali, politiche, economiche, gli intellettuali e a ogni persona che voglia coordinare azioni, definire progetti e rafforzare l’enorme potenza dell’azione nonviolenta.
Nel Forum Umanista Europeo, che si terrà a Milano nell’ottobre del 2008, i popoli d'Europa si incontreranno per lavorare alla costruzione di un’Europa aperta al futuro, diversa, accogliente, nonviolenta e solidale, capace di aprire i nuovi orizzonti e i nuovi cammini che l’essere umano ha bisogno di percorrere e di dare il proprio apporto alla nascita della Nazione Umana Universale, la nuova civiltà planetaria libera dalla violenza.
Il programma del forum, in via di definizione, prevede tavoli di lavoro su:
  • Economia alternativa
  • Anti-discriminazione
  • Diritti umani
  • Culture, migrazioni e cooperazione internazionale
  • Arte ed espressioni popolari
  • Ecologia e Ambiente
  • Pace e Disarmo
  • Sanità
  • Educazione
  • Mezzi di comunicazione
  • Movimento studentesco
  • Religiosità e spiritualità
  • Tecnologia digitale
  • Partiti politici
  • Nuove generazioni
  • La menzogna dell'informazione
E inoltre seminari, conferenze, laboratori, dibattiti su temi di attualità, esposizioni, presentazioni di libri e film, eventi artistici e tutti i contributi che organizzazioni e singoli vorranno fornire.

Venerdì, 5 Settembre, 2008 - 18:44

FORUM Umanista a Milano "Mossa vincente"

La  forza  della nonviolenza

UN EVENTO INTERNAZIONALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA| ingresso aperto a tutti con contributo liber
Inaugurazione venerdì 17 ottobre, ore 15:00

Partecipano tra gli altri :
 Angelo Baracca | Paolo Bolognesi | Rita Borsellino | Maria Cuffaro

Manuela Dviri Vitali Norsa | Claudio Fracasso | Pina Grassi | Hans Kristensen | Giovanni Impastato

Mohammed Bakri | Luisa Morgantini | Ottavia Piccolo | Giorgio Schultze

con il patrocinio di si ringrazia

UNA MOSSA VINCRT DIRECTOR | MASSIMILIANO SEMINARA FOTO | PAOLO CARDILE

Comune

di Cinisello Balsamo
Provincia
di Ferrara
Provincia
di Rovigo
un evento realizzato
grazie al supporto di
Provincia
di Pesaro e Urbino
Comune
di Milano
Comune
di Agrate

Venerdì, 5 Settembre, 2008 - 18:32

Pacchetto Sicurezza


zona Rogoredo  Milano  (fotografia  fatta da Donatella C.)

Dopo l’approvazione del “pacchetto sicurezza” gli interventi a tutto campo della polizia si sono intensificate.
Spesso controllori e vigili salgono sugli autobus a far dei controlli diretti in particolare contro gli immigrati. Ora è anche arrivato l’esercito. Tutti accusano i cittadini immigrati di essere clandestini ma nessuno dice che la  clandestinità è tutta responsabilità del governo. Quelli che governo, mass media e settori di popolazione chiamano “clandestini” sono persone che lavorano ma che non possono regolarizzarsi perché la legge sull’immigrazione non lo permette. Molti italiani che si lamentano (ipocritamente) del pericolo “clandestini” hanno poi un “clandestino” alle loro dipendenze che lavora nelle loro fabbriche, cura i loro figli e i loro genitori.
Questo testo è un intento di far conoscere ai cittadini immigrati, ma non solo, cosa la polizia può fare e cosa non può fare affinché si possano denunciare gli eventuali abusi. Il testo è stato prodotto grazie al lavoro degli avvocati di “Supporto legale contro il razzismo". L’associazione Arci Todo Cambia ha contribuito alla sua realizzazione.
info: controilrazzismo@yahoo.ittodo.cambia@libero.it

Allegato Descrizione
vademecum_definitivo.doc
54 KB
SICUREZZA
Giovedì, 3 Luglio, 2008 - 22:07

Cado in ginocchio.. Milano città aperta,libera e accogliente

amnesty
Ogni  giorno

abbraccio rabbie

scivolando  su asfalti freddi

in ricerca  di  togliere 

tali  disperazione che l'anima ascolta.

Non riesco

a  gioire 

leggendo  i quotidiani

 guardare i  volti immortalati

con sorrisi finti ,insicuri

e  poi  parlano di  sicurezza!

Dialogo per  una Pace Mondiale

diplomazia  solo per portare  ancora  uomini

al macello!

Fermate la  violenza

si

ronde a  quattro nei  viali

con fiori ai balconi.

Cado in ginocchio

su  sassi,

marchiateci tutti con il  fuoco

 per l'intolleranza

razziale

il dolore  arriva sino  al  cuore mio! Donatella  Camatta

Milano città aperta, libera e accogliente
 
Artisti, docenti, migranti e italiani in piazza tra spettacoli e riflessioni contro tutti i razzismi.
 
Sabato 5 luglio 2008, ore 15.00-19.00, L.go Cairoli, Milano

Donne, uomini, cittadini italiani e stranieri scenderanno in piazza insieme, sabato 5 luglio, per dire no al razzismo e alla xenofobia dilagante e offrire a Milano un'occasione di festa, riflessione e reciproca conoscenza.
A partire dalle ore 15.00 in l.go Cairoli, sono previsti spettacoli teatrali e interventi.
Parteciperanno tra gli altri Djiana Pavlovic, attrice e mediatrice culturale romni, l'attore e autore senegalese Mohamed Ba e Tommaso Vitale, docente di Sociologia nell'Università di Milano Bicocca.
Tante voci unite per rompere il pesante silenzio sugli episodi drammatici seguiti al nuovo decreto voluto dal Governo e che hanno per protagonisti individui e comunità che nelle nostre città hanno radicato le loro speranze di una vita migliore. Retate sui mezzi pubblici, ronde notturne, espulsione dagli alloggi, campagne contro le moschee, sgomberi violenti, schedature etniche di Rom e Sinti sono solo alcuni esempi di un'ondata xenofoba impressionante provocata da misure legislative e da scelte governative che vogliono l'esercito nelle strade, la reclusione nei centri di permanenza temporanea fino a 18 mesi e la criminalizzazione degli irregolari. Tutto questo nonostante nella nostra città la società multietnica sia ormai una realtà.
Legalità e sicurezza non possono essere interpretate solo come controllo e repressione ma vanno intese come un sistema di garanzie per difendere i diritti umani: il diritto alla salute, all'educazione, al lavoro, alla casa, alla libertà di espressione. La vera sfida è mettere in campo politiche urbane, abitative, sociali, culturali in grado di produrre solidarietà, partecipazione e rispetto dei diritti, attraverso percorsi democratici e condivisi, e non indicando negli stranieri e nei poveri il capro espiatorio di ogni problema sociale, economico o urbano.

Una società che imbocca la strada della xenofobia e del razzismo è destinata a diventare sempre più insicura e invivibile, la sicurezza non può nascere dall'emarginazione, bensì dall'accoglienza e dal riconoscimento dei diritti di tutti sulla base di valori irrinunciabili quali:

  • la realizzazione dei principi di uguaglianza, di rispetto delle diversità e di giustizia sociale presenti nella Costituzione Italiana;
  • l'impossibilità di imporre regole speciali in violazione del principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi. 
È necessario che mille e mille voci si levino per chiedere:
  • l'abolizione della legge Bossi-Fini che costringe alla clandestinità;
  • la regolarizzazione di tutti coloro che lavorano e vivono in Italia;
  • tempi certi e rapidi per il rilascio dei documenti, senza tassazione e con il trasferimento delle competenze agli enti locali;
  • l'introduzione di una legge organica per i richiedenti asilo politico e umanitario;
  • il superamento di forme abitative ghettizzanti e su base etnica (i cosiddetti "campi nomadi"), garanzia di condizioni abitative dignitose e non discriminanti;
  • l'abolizione del pacchetto sicurezza;
  • l'abbandono del reato di immigrazione clandestina;
  • la chiusura dei CPT e l'eliminazione della schedatura etnica.
Promuovono: Arci, Camera del lavoro di Milano, Centro delle Culture, ass. Dimensioni diverse, ass. Punto Rosso, SdL Intercategoriale, Mosaico interculturale, ASMP, ass. Arci Todo Cambia, ass. Arci Zagridi, Comitato "Movimento Pais", Federacion ecuatoriana de Asociaciones, Rete Scuole senza permesso, Circolo Arci "Blob".

Partecipano inoltre: Partito Umanista, ass. 3 febbraio, Ernesto Rossi (pres. ass. Aven Amenza), Sinistra critica, Luciano Mulbahuer (Consigliere regionale Lombardia, Prc); AceaOnlus, Massimo De Giuli, Federazione milanese PRC, CRIC Milano, ass. Altropallone Ads Onlus, Vittorio Agnoletto (europarlamentare), Sinistra democratica per il socialismo europeo - zona 8, ass. per una Libera Università delle Donne, ACCESSO Coop.sociale, Alessandro Rizzo (Capo lista Uniti con Dario Fo consiglio zona 4 Milano), Comitato No Expo, Arci Corvetto, Sinistra Zona 4, Alfredo Di Sirio (portavoce Movimento studentesco di Bergamo), Casa della Sinistra, Donne in Nero Milano, Collettivo Vagabondi di Pace, Naga, Antonio Oldani (Presidente Comitato Intercomunale per la Pace del Magentino - MI), Pietro Galasso, Le radici e le ali Onlus, Pakaritambo - Casa dell'aurora, Circolo Arci Metronondo, Isolacasateatro, Giuseppe Natale (presidente Anpi Crescenzago e coordinatore Anpi Zona 2), Gabriele Rapaci, F ranz Brunacci (avvocato, consigliere gruppo misto zona 4), Circolo Arci Metissage, Piero Maestri (Consigliere Provinciale Sinistra Critica), Susanna Verri (Psichiatra e psicoterapeuta del Centro Studi Assenza di Milano e Servizio Volontario Ambulatorio Medico Polispecialistico della Fondazione Fratelli di San Francesco), Mario Agostinelli (Consigliere regionale Lombardia, Prc).

Adesioni e informazioni: retemigrantemilano@gmail.com

 

Mercoledì, 25 Giugno, 2008 - 15:01

Milano Teatro di Razzismo

Milano, 20 giugno 2008. La città di Milano è ancora teatro di una
vile, brutale spedizione punitiva nei confronti di un cittadino
romeno di etnia Rom, effettuata questa volta da agenti di polizia in
divisa. Dopo l'aggressione avvenuta la mattina del 17 giugno nei
confronti di Rebecca Covaciu - la bambina che si è aggiudicata il
Premio Unicef 2008 per le sue doti artistiche - e dei suoi familiari,
ieri sera, 19 giugno 2008, un altro pestaggio, ancora più violento e
inquietante, ha colpito il papà di lei, Stelian Covaciu, missionario
della Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale. In seguito al primo,
drammatico episodio di matrice razzista il Gruppo EveryOne aveva
lanciato un allarme internazionale, coinvolgendo i media nonché
numerose personalità della cultura e della politica.
Contemporaneamente i deputati radicali - Pd depositavano
un'interrogazione urgente al Ministro degli Interni. Immediatamente
dopo la nuova aggressione, Gina Covaciu, moglie di Stelian, chiamava
ancora Roberto Malini del Gruppo EveryOne che, insieme a una
responsabile dell'associazione milanese Naga, allertava un'ambulanza
e le forze della polizia di stato, che accorrevano sul luogo
dell'agguato e conducevano l'uomo, pieno di contusioni e traumi
interni, sofferente e in stato confusionale, presso l'ospedale San
Paolo, dove veniva sottoposto ad esami e ricoverato. E' tuttora in
prognosi riservata. Dopo aver allertato il Partito Radicale, che
raccoglieva i particolari dell'avvenimento per agire a tutela delle
vittime sul piano politico, il Gruppo EveryOne contattava la questura
centrale per assicurarsi che le autorità formalizzassero la denuncia
di aggressione ed effettuassero indagini scrupolose. "Quando Gina ci
ha chiamato," riferiscono i leader del Gruppo EveryOne Roberto
Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "era talmente agitata e
disperata che faticava ad articolare discorsi comprensibili. Vicino a
lei, Stelian si lamentava, pronunciando parole sconnesse. Quando la
donna si è calmata, ci ha raccontato i particolari dell'agguato. Gli
stessi energumeni che avevano picchiato, insultato e minacciato i
Covaciu si trovavano ancora davanti a loro. Stavolta però erano scesi
da un'auto della polizia, in divisa e armati di manganelli. Dopo la
prima aggressione, la piccola Rebecca, che è una ragazzina molto
intelligente e intuitiva, ci aveva già detto che gli aguzzini della
sua famiglia indossavano guanti simili a quelli che indossano i
poliziotti. Sospettavamo che avesse ragione, anche perché un numero
crescente di Rom ci segnala di questi tempi un comportamento violento
o intimidatorio da parte delle forze dell'ordine, ma speravamo di
sbagliarci. L'ipotesi più grave, invece, è stata confermata dai fatti
e gli agenti razzisti hanno colpito ancora". Questa volta, però, la
violenza degli uomini in divisa si è concentrata su Stelian. La loro
azione brutale si svolgeva in piazza Tirana, nei pressi della
Stazione San Cristoforo, dove la famiglia vive all'interno di un
riparo di emergenza, fatto di teli e cartone. "Gli agenti si sono
avvicinati all'uomo," proseguono i leader EveryOne, "e l'hanno
apostrofato con un tono minaccioso: 'Ci riconosci? Hai fatto un
errore a parlare con i giornalisti, un errore che non devi ripetere'.
Quindi hanno cominciato a picchiarlo con cieca violenza, sia con i
pugni che con i manganelli, riducendolo in condizioni penose. Quindi,
mentre Stelian era a terra, l'hanno insultato e minacciato: 'Non
raccontarlo a nessuno o per te saranno guai ancora maggiori'. Quando
i due picchiatori si sono allontanati, Gina, i figli e alcuni
concittadini di Stelian l'hanno soccorso. Lui si lamentava ed era in
evidente stato di shock". Intanto un'attivista sopraggiungeva sul
posto e raccoglieva numerose testimonianze da parte dei Rom che
vivono nei dintorni della stazione di San Cristoforo, che
confermavano le parole di Gina Covaciu ovvero che due poliziotti in
divisa, scesi da un'auto della polizia, erano gli autori del violento
pestaggio. "E' necessario che si ponga fine a questa persecuzione, "
concludono gli attivisti, "perché il diffondersi dell'odio razziale,
di cui sono latori politici e numerosi media, ha scatenato una
sequenza impressionante di atti di violenza nei confronti dei
cittadini Rom. Sappiamo che le forze dell'ordine sono formate per la
maggior parte da agenti che operano seguendo il codice etico europeo.
Ci appelliamo anche a loro affinché i razzisti e i violenti siano
isolati e perseguiti, mentre le famiglie Rom, che rappresentano la
parte più vulnerabile della società, siano protette. La violenza
contro i Rom e le intimidazioni nei confronti degli attivisti che si
battono per i diritti dei 'nomadi' crescono, in Italia, ogni giorno
che passa. Famiglie intere vengono braccate fin sotto i ponti, nelle
case abbandonate, nei parchi. Forze dell'ordine, sindaci e assessori-
sceriffi, squadristi e giustizieri hanno scatenato una caccia
all'uomo tanto feroce quanto irrazionale. I Rom vengono costretti a
fuggire da un luogo all'altro, privati di qualsiasi forma di
sostentamento - dall'elemosina ai servizi di strada - ridotti a
fuggiaschi disperati, affamati, malati, senza alcun diritto. Nedo
Fiano, Piero Terracina, Goffredo Bezzechi, Tamara Deuel, Mirjam
Pinkhof, tutti sopravissuti all'Olocausto, avvertono con
preoccupazione i cittadini europei affinché non cedano alle seduzioni
del razzismo e paragonano la persecuzione dei Rom agli anni della
Shoah, gli sgomberi e le spedizioni punitive ai pogrom. Rebecca, la
figlia 12enne, di Stelian, è un grande talento, che l'Unicef ha
premiato proprio nel 2008, ma che l'Italia punisce ogni giorno con il
veleno dell'emarginazione, della povertà, dell'odio e della violenza.
Un Paese che si rende colpevole di una simile ingiustizia, un paese
che accetta tanta violenza, tanta crudeltà verso un intero popolo è
un paese imbarbarito, è un Paese che ha perso la strada dei Diritti
Umani ed è vicino a una crisi dei valori tanto grave da essere
paragonata all'Italia delle leggi razziali, dei manganelli, delle
camicie nere e dei treni per Auschwitz".

Siti consigliati:
www.lasvolta. org www.brahmaweb. net
www.partitoumanista.it


MILANO CITTA’ APERTA LIBERA E ACCGLIENTE

Siamo donne e uomini, cittadini italiani e cittadini stranieri che hanno deciso di essere in piazza insieme per offrire alla nostra città una occasione di festa, di riflessione e di conoscenza reciproca.

Con tante voci vogliamo rompere il silenzio pesante che da troppo tempo incombe a Milano su episodi drammatici che per decisioni del Governo ricadono su individui e comunità che nelle nostre città hanno radicato le loro speranze di una vita migliore.

Retate sui mezzi pubblici, ronde notturne, espulsione dagli alloggi, campagne contro le moschee, sgomberi violenti, schedature etniche di rom e sinti: sono solo alcuni esempi di un crescendo impressionante che vede misure legislative e scelte governative che vogliono l’esercito nelle strade, la reclusione nei Cpt fino a 18 mesi e la criminalizzazione degli irregolari.

Eppure nella nostra città la società multietnica è ormai una realtà: italiani o stranieri, cristiani, musulmani o non credenti, viviamo tutti qui, frequentiamo le stesse scuole, lavoriamo fianco a fianco e facciamo tutti la stessa fatica per tirare a fine mese.

Siamo consapevoli che Milano, come molte altre città, è attraversata da manifestazioni sempre più evidenti di disgregazione sociale che colpiscono soprattutto i quartieri periferici, ma proprio perché viviamo in questa città e  ne conosciamo i problemi, siamo convinti che per farvi fronte, legalità e sicurezza non possono essere interpretate solo come controllo e repressione.

La sicurezza va intesa come un sistema di garanzie per difendere i diritti umani: il diritto alla salute, all’educazione, al lavoro, alla casa, alla libertà di espressione.

La sfida è mettere in campo politiche urbane, abitative, sociali, culturali in grado di produrre solidarietà, partecipazione e rispetto dei diritti, attraverso percorsi democratici e condivisi.
Ci sono molti amministratori, forze politiche e mezzi di comunicazione che oggi continuano a seminare ostilità e conflitti, indicando negli stranieri e nei poveri il capro espiatorio per tutti i problemi sociali, economici e urbani che determinano la condizione precaria di ognuno di noi, gettando un’ombra inquietante sul presente e sul futuro della nostra comunità.
Una società che imbocca la strada della xenofobia e del razzismo diventerà sempre più insicura e invivibile, perché la sicurezza non può nascere dall’emarginazione, ma dall’accoglienza e dal riconoscimento dei diritti di tutti sulla base di valori irrinunciabili:
-    i principi di uguaglianza, di rispetto delle diversità e di giustizia sociale, presenti nella Costituzione italiana, devono vivere concretamente nelle politiche e nelle azioni amministrative.
-    Non si possono imporre regole speciali che violino il principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi.

È necessario che si levino mille e mille voci per chiedere:
- abolizione della legge Bossi – Fini perché costringe alla clandestinità
- regolarizzazione di tutti coloro che lavorano e vivono in Italia
- tempi certi e rapidi per il rilascio dei documenti senza tassazione e con trasferimento delle competenze agli enti locali
- introduzione di una legge organica per i richiedenti asilo politico e umanitario
- no al pacchetto sicurezza
- no al reato di immigrazione clandestina
- chiusura dei CTP per sostituirli con centri di prima accoglienza.

Giovedì, 12 Giugno, 2008 - 22:25

22 Giugno 2008 Giornata Mondiale sciopero della fame ....

22 giugno – Giornata mondiale di sciopero della fame contro lo scudo
UnAltroMondo ONLUS aderisce alla campagna “No scudo” contro l'istallazione della base radar degli Stati Uniti in Repubblica Ceca.
Puoi firmare la petizione online su www.nonviolence.cz, collegarti al sito www.nonviolenza.net e infine aderire con noi alla giornata mondiale di sciopero della fame contro lo scudo spaziale, per dire con noi ai potenti del mondo: “Smettetela di alimentare la macchina della guerra e cominciate a nutrire la gente!”
Spot di Fiorello contro lo Scudo spaziale

http://it.youtube.com/watch?v=uUfIUwmdlKs

Martedì, 27 Maggio, 2008 - 18:01

Appello della campagna “L’Europa dice no allo scudo spaziale”

Il governo degli Stati Uniti vuole installare una base radar in Repubblica Ceca, come parte del sistema di difesa antimissile detto “Scudo spaziale”. Lo scudo spaziale è un’arma di offesa e uno strumento per il dominio globale attraverso la militarizzazione e il controllo dello spazio. L’installazione della base radar in Repubblica Ceca è solo il primo passo e ha già causato un aumento delle tensioni internazionali e la ripresa della corsa agli armamenti, ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”. Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli stessi Parlamenti, com’è avvenuto in Italia. La lotta contro questo progetto non riguarda solo la Repubblica Ceca (dove il 70% della popolazione è contraria alla base radar), ma deve estendersi a tutta l’Europa. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare, minacciando la pace e la sopravvivenza stessa dell’umanità. Il 13 maggio Jan Tamas e Jan Bednar, del movimento ceco contro la base radar USA, hanno iniziato uno sciopero della fame e varie città europee - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - si sono unite alla protesta portata avanti a Praga con diverse iniziative di denuncia e solidarietà. Vi invitiamo a sostenere ed allargare questa protesta nonviolenta, per formare una rete ampia e far pressione sul nostro governo perché prenda una posizione chiara contro lo scudo spaziale e a favore di un’Europa senza basi militari e armi nucleari. Come primo passo si può firmare e diffondere la petizione on-line al link www.nonviolence.cz, per chiedere che l’installazione della base radar in Repubblica Ceca venga sottoposta a referendum. Nel sito si trova anche informazione aggiornata sulla campagna. Per adesioni: adesioninoscudo@gmail.com Prime adesioni: Mondo senza guerre, Centro delle culture, La Comunità per lo sviluppo umano, Partito Umanista, Unaltromondo onlus, Sviluppo Umano, Cammini aperti, Rete Lilliput (Vicenza), Sinistra Critica (Trieste), Rifondazione Comunista (Trieste), Tavola della Pace del Friuli Venezia Giulia, Rete artisti contro le guerre (Trieste), Arci (Trieste), Dennis Visioli (assessore alla pace della provincia di Trieste) Alfonso Navarra, Lega per il disarmo unilaterale, Mariella Cao, Comitato sardo Gettiamo le Basi, Alessandro Rizzo, Berretti Bianchi, Basilio Rizzo, consigliere comunale Uniti con Dario Fo (Milano), Rete No War Roma e Lazio, Giulietto Chiesa, Comitato promotore Legge di iniziativa popolare sui trattati internazionali, le basi e le servitù militari, Rete semprecontrolaguerra, Disarmiamoli

Domenica, 13 Aprile, 2008 - 14:40

Presidio-Evento solidarietà con Il Popolo Tibetano

Associazioni e cantanti, insieme per realizzare il simbolo della pace

PRESIDIO-EVENTO DI SOLIDARIETA'

CON IL POPOLO TIBETANO

Sabato 19 aprile 2008 ore 17.00, p.zza Duomo


Sabato 19 aprile alle ore 17 in piazza Duomo le associazioni Students for a free Tibet, Centro delle Culture, la Casa del Tibet e Italia-Tibet, insieme alla Nazionale Italiana Cantanti, organizzano un evento di solidarietà con il popolo tibetano per ribadire il proprio sì alla pace e al dialogo tra i popoli.

Obiettivo dell'evento è riportare l’armonia tra la comunità tibetana e quella cinese. Per questo a ogni partecipante verrà offerto un palloncino colorato e chiesto di unirsi alla creazione di un grande simbolo della pace umano con i colori della bandiera del Tibet. Dopo la creazione del simbolo, i palloncini verranno liberati rappresentando simbolicamente la speranza della risoluzione di questo e di tutti i conflitti.

Durante l'evento sarà letto il messaggio di pace che il Dalai Lama ha rivolto al popolo e al governo cinese e verrà esposta una gigantesca bandiera tibetana.

Mentre la fiaccola olimpica prosegue il suo viaggio verso la Cina, tra manifestazioni represse, censure, imbarazzanti silenzi dei governi e violazioni dei diritti umani, l'evento vuole dare dare voce al dialogo e alla nonviolenza come unica soluzione ai tanti conflitti che ancora affliggono il nostro pianeta.

Siete tutti invitati ad intervenire partecipando alla creazione del simbolo della pace.


Promuovono:
Students for a free Tibet
Centro delle Culture Milano
Nazionale Italiana Cantanti
Casa del Tibet
Associazione Italia-Tibet

Ad oggi hanno aderito:



Per informazioni e adesioni:
Dhundup Chomphel Gelek
Presidente Students for a Free Tibet
cell. 3477922346

Allegato Descrizione
LOCANDINA-pace.jpg
140.37 KB
Venerdì, 11 Aprile, 2008 - 23:22

LISTA " Per il bene comune""

L’appello del Partito Umanista di Milano è quindi di
votare e far votare anche nelle altre regioni la
Lista “Per il bene comune”.
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Umanisti per il Bene Comune
L’unico voto inutile è quello che dai a chi ti inganna sempre
A Torino alcuni candidati del Partito Umanista si presentano alle elezioni politiche all'interno della lista " PER IL BENE COMUNE" presente su tutto il territorio nazionale.
Gli umanisti torinesi hanno partecipato attivamente alla stesura del programma, inserendo proposte alle quali stiamo lavorando da anni.
Ecco i punti essenziali:
  • pace e disarmo;
  • uguali diritti e opportunità per tutti;
  • istruzione e sanità di buon livello e gratuita ed accessibile a tutti;
  • difesa dell’ambiente, rilancio delle energie rinnovabili;
  • abolizione delle Leggi Biagi e Treu, abbattimento della precarietà e sicurezza sul lavoro;
  • risoluzione dei conflitti d’interessi tra incarici politici, mediatici e proprietà economiche;
    democrazia reale, diretta e partecipata, responsabilità politica e
    decentramento del potere;
  • risoluzione dell’emergenza abitativa;
  • abolizione della Legge Bossi-Fini e chiusura dei CPT;
  • no alle grandi opere inutili e dannose come il Tav in Val di Susa, il Ponte sullo Stretto, i rigassificatori e i ermovalorizzatori;
  • riaffermazione della laicità dello Stato.
Se la lista PER IL BENE COMUNE prende almeno il 4% a livello nazionale, concorrerà alla suddivisione dei seggi della Camera dei Deputati, avendo superato lo sbarramento elettorale (in realtà potrà essere sufficiente raggiungere anche un po' meno del 4%).

Superando lo sbarramento elettorale e grazie al meccanismo dei resti, in una grossa Regione come il Piemonte, si potrebbero promuovere anche 2 deputati! Per questo motivo è possibile, votando la lista in ogni
regione d'Italia, contribuire a superare lo sbarramento elettorale, necessario affinché possa esserci una speranza di ottenere un eletto umanista a Torino.

L’appello del Partito Umanista di Milano è quindi di votare e far votare anche nelle altre regioni la Lista “Per il bene comune”.

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