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.: Il Blog di Rosario Pantaleo
Giovedì, 5 Agosto, 2010 - 12:56

Il Parco delle Cave: 120 ettari di natura in cerca d'autore e di futuro

Lettera aperta all’assessore al Verde del Comune di Milano

Egregio sig. Assessore,

Il Parco delle cave, apprezzato nel mondo e considerato una delle eccellenze di Milano, si è fermato.
Nato ufficialmente nel 1997, i milanesi l’hanno amato e ne hanno visto l’occasione per realizzare un sogno: riqualificare un’area degradata, trasformarla in un polmone naturalistico per la città, parte del sistema di verde – agricolo più ampio: il parco Ovest.
La mobilitazione e il protagonismo di tanti cittadini, associazioni, partiti, dell’allora Consiglio di Zona 18, l’intuizione dell’assessore Ercole Ferrario, i convegni, le campagne di sensibilizzazione del mensile di zona “Il Diciotto” portarono concretamente all’avvio della realizzazione di quel sogno quando si giunse alla collaborazione tra il Comune di Milano e Italia Nostra - Centro di Forestazione Urbana.
Collaborazione che ha fatto sì che un’area di rilevanti dimensioni, che per decenni era stata una discarica incontrollata, riprendesse a vivere, riqualificata e progressivamente restituita ai milanesi.
Natura in città, riforestazione, acqua, agricoltura di prossimità, cascine, produzione, tempo libero, educazione ambientale, volontariato e cultura sono stati i cardini di quel progetto innovativo, che trasformava e riorganizzava il territorio e l’ambiente, rispettandolo e valorizzandone la conformazione e la storia.

Parco multiforme quindi, con una pluralità di paesaggi e di funzioni, gestito con rigore.
Obiettivi che il PD continua a perseguire, potendosi sviluppare su quest’area una grande esposizione “sul campo” in vista del previsto Expo 2015.
Purtroppo, durante la Giunta Moratti, Italia Nostra è stata messa nella condizione di rinunciare alla gestione, essendo venuti a mancare i presupposti della sperimentata collaborazione.
L’Amministrazione ha ritenuto, legittimamente, quanto inspiegabilmente, di cambiare strada.
Ora il Parco è completato per meno della metà, ma da ormai cinque anni nessun nuovo intervento è stato eseguito, le attività sono ridotte alla minima manutenzione, con reti di recinzione bucate, pontili divelti, porte dei servizi igienici guaste per mesi e un po’ di rifiuti non raccolti in più.
Nessuna nuova ulteriore progettualità.
Fermi anche i progetti di riqualificazione già elaborati da Italia Nostra, dei quali non conosciamo la definizione.
Come qualsiasi cosa che sta ferma, dopo un po’ di tempo anche il Parco, sig. Assessore, regredisce.
Emblematica è la mancata riqualificazione della cava di Quinto Romano, denominata Ongari-Cerutti, degradata e chiusa da molti anni per ordinanza del Sindaco, nonostante gli impegni presi in campagna elettorale e non mantenuti.

Le abbiamo chiesto da tempo di confermarci se, come dai nostri calcoli, si spendano alcune centinaia di migliaia di euro in più rispetto alla precedente gestione. 
Le abbiamo anche chiesto quando e come saranno utilizzati i 5 milioni di euro per il parco provenienti dagli oneri di urbanizzazione del nuovo intervento urbanistico denominato Calchi-Taeggi (Bisceglie).
Sono domande che Le hanno già rivolto i nostri consiglieri di Zona 7 del Pd e alle quali non ha risposto.
Domande che non vorremmo vedere nel frattempo superate dalla trasformazione delle cave in “parco del divertimento” secondo il modello di West Park dell’intrattenimento indicato nel Piano di Governo del Territorio.
Nè vorremmo che il Parco venisse utilizzato prevalentemente per iniziative come “Parchi in Comune” di cui, francamente, non si sentiva la mancanza, ma di cui si accusa il colpo economico (1.100.000,00 euro complessivi per un’iniziativa di poche settimane, dei quali, possiamo ipotizzare, 140.000,00 euro spesi in pochi giorni per il solo Parco delle cave).
Vorremmo avere risposte chiare da chi ci amministra e non vorremmo averle a ridosso della prossima campagna elettorale.
Anche perché non sarebbero più credibili per nessuno.

PD Zona 7 Milano

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Martedì, 13 Febbraio, 2007 - 14:14

i tornelli dello stadio

Quelli che il calcio...il resto niente.
 
Sabato 10 febbraio abbiamo visto all'opera la vera efficienza meneghina ed in 24 ore una serie di tornelli sono stati posti agli ingressi dello stadio Meazza. Rapidità, efficienza, efficacia, operosità per la sicurezza. Peccato che il decreto Pisanu abbia ormai la barba lunga tanto è vecchio ed inapplicato a Milano. Peccato che la medesima rapidità di intervento non la si conosca nè percepisca per altre realtà cittadine (ascensori da collaudare e quant'altro magari in attesa da anni...).
Ma suvvia, vogliamo fare paragoni con il calcio? Ma quello è un altro mondo...
 
Rosario Pantaleo
Capogruppo de "L'Ulivo" - zona 7

Mercoledì, 29 Novembre, 2006 - 11:22

Il Consiglio di Zona 7 e la legge finanziaria

Una discussione sulla legge finanziaria in Consiglio di ona 7 ?
Interessante se non fosse strumentale. infatti bastava leggere il testo presentato dei gruppi di maggiornaza per comprendere che la finalità non era quella di discutere in maniera seria ed approfondita su questa importante, fondamentale, legge che governerà la vita econmica e fiananziaria del Paese per il prossimo anno, bensì di attaccare (probabilmente sotto dettatura centrale) il Governo del Centro Sinistra.
 iccome, però, non ci manca la voglia e l'esperienza, a nome il Gruppo dell'Ulivo ha presentato 32 emendamenti ed un ordinedel giorno con lo scopo non di fare una misera ed opportunistica ostruzione ma di portare il livello della discussione in ambiti più seri e qualificanti.

Rosario Pantaleo
Capogruppo dell'Ulivo in Zona 7

Allego l'ordine del giorno presentato dal gruppo dell'Ulivo.

Allegato Descrizione
odg_finanziaria.pdf
63.96 KB
Ordine del giorno legge finanziaria
Martedì, 28 Novembre, 2006 - 17:45

Senhal, Tenores Nugoresu, Fratelli Mancuso allo Spazio Teatro 89 (Quarto Cagnino - Milano)

Lo Spazio Teatro 89 è una splendida realtà sorta nel Borgo di Quarto Cagnino, nella zona Ovest di Milano, sulle ceneri di una vecchia ed indimenticata, dai “vecchi” residenti del Borgo, balera. La sala in cui insiste lo Spazio Teatro è composta da un ampio palco, assistito da adeguate attrezzature audio-video, l’acustica è ottima e le quasi quattrocento comode poltroncine danno la possibilità di assistere in maniera adeguata a spettacoli musicali e rappresentazioni teatrali. Questa sala è un’opportunità fortemente voluta dalla Cooperativa Edilizia Ferruccio Degradi, centenaria e benemerita cooperativa che a consentito a generazioni di milanesi di poter abitare in una casa dignitosi ed a prezzi sostenibili. E dopo avere superato tutti i possibili (e talvolta incomprensibili) ostacoli burocratici, finalmente è giunto il momento dell’inaugurazione ufficiale ed una delle iniziative scelte dalla Cooperativa, coadiuvata dall’“Associazione Culturale Equinozi” è stata la presentazione di un interessante set di musica popolare. Infatti, la sera di venerdì 13 ottobre, con buona e sentita partecipazione di pubblico, con la presenza del gruppo musicale Senhal, dall’ensemble canoro Tenore Nuguresu e dal duo Fratelli Mancuso, è stato possibile fare affacciare alla finestra della musica popolare un pubblico probabilmente poco avvezzo a determinati suoni e liriche. Ed il pubblico, come sempre più avanti di quanto pensano spesso le frasi fatte oppure i pregiudizi, ha risposto in maniera entusiastica alle proposte musicali che sono state presentate.

In allegato la recensione della serata 

Allegato Descrizione
recensione.pdf
26.58 KB
La recensione della serata
Giovedì, 21 Settembre, 2006 - 09:04

La discussione sul programma della CdL in Zona 7

Intervento al Consiglio di zona 7
11 settembre 2006
George Orwell, 1946, “La libertà intellettuale”

Inizio con un consiglio letterario: 60 anni dopo la sua pubblicazione è tornato alle stampe uno straordinario libro “La libertà intellettuale” di George Orwell. E’ una lettura che consiglio a chiunque intenda la politica lettura della storia priva degli occhiali del pregiudizio ideologico. Una analisi degli “ismi” che hanno attanagliato, ed attanagliano tutt’ora, il nostro intervento nell’ambito della politica. 

Questa nuova consigliatura si apre in una data infausta. Una data che ci ricorda che, dopo 5 anni di guerre, del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale è rimasto solo l’odore della polvere da sparo e l’immagine delle migliaia di vittime che sono entrate nel gorgo dell’attentato prima e delle guerre afhgane ed irachene, poi. Della pace promessa nessuno ha notizie…
Noi iniziamo questo nuovo quinquennio con aspettative forti rispetto all’attuazione delle promesse inerenti il decentramento amministrativo, ma dopo 10 anni di promesse e speranze disattese, non ci aspettiamo davvero molto di più di quanto abbiamo sperimentato: nulla…
Ma per lanciare una scialuppa di salvataggio questa Amministrazione centrale, voglio ricordare subito le parole pronunciate dal neo sindaco di Milano in occasione del suo insediamento a Palazzo Marino:

Il decentramento

“insieme alla mia Giunta rilanceremo la politica del decentramento per avvicinare sempre di più l’azione del Comune di Milano ai cittadini. Non solo: daremo nuove deleghe e nuove responsabilità ai Consigli di zona che costituiscono la principale rete del Comune sul territorio, i luoghi di democrazia più vicina ai cittadini dove sono rappresentati al meglio maggioranza ed opposizione, facendoli divenire sempre più luoghi di rappresentanza degli interessi e dei bisogni dei cittadini, punti attivi di rilevazione e di controllo della qualità e dell’efficacia degli interventi dell’amministrazione comunale. Dobbiamo mettere i Consigli di zona in condizione di amministrare e gestire competenze più ampie, facendoli diventare ancor più di quanto lo siano stati in passato, luoghi di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica ed alla definizione delle politiche del Comune, ridefinendone spazi di intervento, compiti e funzioni.”
(Letizia Moratti, 23.6.2006)
   
I consigli di zona come possono ritenersi protagonisti del tessuto sociale: solo elargendo fondi ad attività, pur lodevoli, ma senza una continuità che sia in grado di lasciare il segno oppure devono essere loro fautori oltre che di iniziative spot, di programmi e progetti a lunga scadenza? Non è il caso che diventino soggetti politici con una ben definita identità che li leghi in maniera responsabile al territorio? Che diventino, subito, elementi riconosciuti e riconoscibili di governabilità?
Come evolve il decentramento? Quale davvero il suo futuro? Quali le proposte e le progettualità dell’amministrazione centrale? Quanto ancora il centro monopolizza le sue decisioni sulle aree periferiche e quali le reali deleghe del decentramento e quelle che, invece, vorremmo fossero regolamentate ed attuate? Quali sono le necessarie deleghe per rendere efficace ed efficiente il decentramento? Questo è il nodo politico che non possiamo lasciare disatteso per altri 5 anni!
Il bene comune come valore da mettere a frutto e da rendere quanto più elemento valoriale condiviso. Ma il bene comune come può essere imparziale? Come può fare davvero il bene di tutti e non solo di una parte? Quali elementi di discontinuità devono emergere dalla giunta Moratti rispetto alla giunta Albertini? Qual’è la progettualità insita nelle scelte a venire della nuova amministrazione rispetto alle aspettative dei cittadini delle zone?
L’elemento economico, il Bilancio, è un elemento forte e fondante per l’autonomia politico-amministrativa delle zone. Come la maggioranza di questo consiglio intende essere elemento forte e dirompente con il sindaco Moratti affinché le parole spese, il programma indicato, non rimangano lettera della morta?
Che cosa si intende per “azione amministrativa incisiva” da parte delle zone? Sono parole oppure sono le avanguardie di un nuovo atteggiamento da parte della maggioranza? Ma, al di là delle parole, quali sono i fatti che questa maggioranza vuole porre in atto per il bene comune del/dei consigli di zona?   
Da parte dell’Ulivo vi è la consapevolezza che le zone possono divenire elementi di reale partecipazione democratica e non di demagogica strumentalizzazione dei cittadini solo se il Comune riorganizzerà la sua struttura in favore di deleghe precise e determinanti alle realtà istituzionali delle zone cittadine.
Ma alfine il problema vero è quello della governabilità della città e delle zone. In tal contesto non si può che chiedere a gran voce la costituzione di municipalità che siano effettiva espressione di immediatezza nelle risposte alle esigenze dei cittadini. Da questo primo passo si potrà verificare se esistono la possibilità di pensare, insieme con altre istituzioni, alla creazione di una realtà amministrativa estesa quale potrebbe delinearsi nella città metropolitana.

Il traffico

Il trafficoIl trafficoLa strade interquartiere sono elementi di attrazione di traffico che la battaglia del comitato contro la gronda nord ha già ampiamente smascherato come agenti di inquinamento acustico, ambientale e fisico. Non strade interquartiere, della cui dimensione non abbiamo contezza, bensì individuazione di nuovi percorsi e/o flussi di traffico che vadano a mitigare le invadenze automobilistiche a profitto di una differente e migliore scelta del mezzo pubblico sul quale, invece, devono essere fatti investimenti adeguati e costanti nel tempo e non legati solo all’ennesima emergenza.

Sul descritto sottopasso Ippodromo-Patroclo, chiaramente manca ai proponenti la conoscenza dei flussi reali di traffico, evidenti ed esorbitanti solamente nel corso di manifestazioni sportive. Manifestazioni che vorremmo sempre più senza auto e pullman e non dando ulteriori possibilità di incrementare il traffico privato in aree congestionate ad orologeria….    
Da tempo è pronto il piano del trasporto pubblico (PGT), che ha al suo interno, per esempio, anche i miglioramenti del servizio a Quinto Romano, ma il consiglio comunale, come mi scrisse l’ex assessore Goggi, ancora non l’ha portato in discussione. Allora chi è che vuole, o meno, risolvere, o almeno tentare, in parte, il problema della viabilità nella nostra città?
Tratto MM1 Bisceglie-Olmi: credo che non ci sia nessuno che sia d’accordo con questa ipotesi. Ma da quanti anni ne parliamo? Quali passi concreti sono stati fatti per concretizzare questa speranza e, al contempo, necessità?

Collegamento piazza Axum-parcheggi modiali ‘90: questo è un altro elemento di interesse per la zona e ne parliamo da 16 anni!

Sulla ciclabilità di Milano credo che stiamo rasentando il ridicolo: da anni l’amministrazione afferma che ha creato, oppure che ha in animo di creare, piste ciclabili per i cittadini di “buona volontà”. Eppure chi può dire di conoscere i percorsi di queste piste? Chi può davvero indicare la lunghezza e la localizzazione di queste ipotetiche e chimeriche piste?

Sui parcheggi pertinenziali potremmo anche non avere particolari contrarietà salvo discutere di due elementi particolari: il primo è la localizzazione in funzione del vissuto e del verde esistente; la seconda è l’avversione verso l’utilizzo a fini speculativi del parcheggio/box pertinenziale. Non sono sconosciuti casi di box acquistati da chi non ne aveva titolo.

Ricordiamo, a titolo esemplificativo, dei ritardi nella messa in opera definitiva dei parcheggi di via delle Betulle Est ed Ovest la cui realizzazione ha procurato ritardi nell’inizio dei lavori per la nuova fognatura del Quartiere degli Olmi.

Sui parcheggi di corrispondenza alle fermate MM, ricordiamo la defaillance del parcheggio MM1 Bisceglie e di quello MM1 di Bande nere, per il quale attendo ancora risposte in merito alla mia richiesta della percentuale di occupazione quotidiana del parcheggio. Percentuale certamente non ottimale rispetto alle esigenze della città e dei cittadini. Forse è per questo che la risposta tende a latitare…?

Manca una visione di insieme dei bisogni della zona ed in talune aree periferiche vi ha ancora sofferenza di trasporto pubblico, in particolare nelle festività e nelle ore serali, di continuità nel trasporto.   
Senza un adeguata politica di incentivo per il mezzo pubblico sarà impossibile che si possano stimolare i cittadini a limitare l’uso del mezzo di trasporto privato.

Per le piste ciclabili riteniamo che, ormai,  da questa amministrazione, non possiamo attenderci, realisticamente, più nulla anche se le esigenze della zona sono indubbiamente notevoli ed abbisognerebbero di un’adeguata e seria rivalutazione nell’ambito del tessuto urbano.

Verde

Siamo d’accordo per la valorizzazione del verde: questo significa un accordo forte e deciso in merito alle intenzioni edificatorie in ambiti di pregio e di valorizzazione del territorio. In sintesi tutto ciò che è nell’area denominata Parco Agricolo Sud non deve essere messo alla lotteria dei PII oppure delle DIA o delle concessioni edilizie di finta ristrutturazione. Questo è un elemento sul quale non è possibile nessuna discussione, cedimento, patteggiamento. Vi sono aree verdi sulle quali non deve e non dovrà essere consentito edificare. Punto.

Per quanto riguarda il Parco delle cave ricordo che nella convenzione tra il comune di Milano ed Italia Nostra vi era uno strumento importante che in nove anni si è riunito solo una volta. Una commissione di lavoro nella quale in Consiglio di zona avrebbe dovuto rappresentare un elemento fondamentale ed attivo. Che intenzioni ha la maggioranza rispetto a questo strumento: intende utilizzarlo oppure lasciarlo dormiente per altri cinque anni?

La gestione del Parco deve integrarsi ed armonizzarsi con i bisogni e le aspettative delle Associazioni che là hanno sede ed attività, di quelle che sono parte del comitato di salvaguardia, dei cittadini tutti. L’obbiettivo deve essere quello di rendere sempre più vivibile (e rispettato) un ambito non solo naturalistico ma anche generatore di esperienze di vita importanti e valorizzanti.

Per la cascina Sella Nuova ormai abbiamo consumato ogni fiato. Da anni se ne parla e da anni si osserva il suo inesorabile degrado. Attendiamo proposte serie e supportate da adeguati denari che, fino ad oggi, non abbiamo visto apparire. Oppure attendiamo di raderla al suolo per un bel PII nel quale porre un pizzico di agricoltura?

Ricordiamoci l’importanza di continuare e monitorare la situazione della cascina Case Nuove e della cascina Linterno: realtà sulle quali abbiamo speso tempo, energie, proposte ed i cui percorsi si sono incamminati verso prospettive di positività ma sulle cui realtà non dobbiamo limitare l’attenzione. Questo in particolare per quanto riguarda la Cascina Linterno, elemento qualificante, aggregante e vivificante della nostra zona, basti pensare alle tante belle e corpose iniziative poste in essere sia dall’Associazione Amici della Cascina Linterno che dal mondo associativo che vi ruota intorno: dal falò di Sant’Antonio alla Lusiroeula.

La nostra zona è ricca di aeree verdi che è necessario preservare in particolare armonizzando le varie anime presenti sul territorio: agricoltori, associazioni, privati, enti pubblici. Riteniamo sia importante la valorizzazione delle esperienze degli agricoltori in funzione di salvaguardia del territorio e di sviluppo anche per eventuali attività di agriturismo che possono essere aiutate anche da un adeguata attenzione economica da parte dell’amministrazione comunale.

Le aree verdi sono soggette, comunque, ad interessi urbanistici che, riteniamo, non possano essere prevalenti, rispetto ai bisogni complessivi della collettività.

Vi è anche il nodo delle cascine dimesse e/o, comunque, fatiscenti, che deve essere portato al pettine dell’amministrazione comunale che dovrebbe essere fautrice di iniziative che portino al loro recupero ed alla loro messa a disposizione della collettività.

Riqualificazione aree verdi 

La proposta di coinvolgere i cittadini, anziani e non, per la salvaguardia del verde può essere condivisa a patto che le risorse a sostegno di questa eventuale iniziativa non siano episodiche ma strutturali; non siano per un’estate sola ma diventino elemento di continuità al fine di costruire un vissuto che rimanga nel tempo e non legato ad una stagione, ad una consigliatura, ad un’idea che si arrotola su se stessa.

Nella stessa misura va valutata l’idea di Vacanze nel Quartiere che non deve essere l’ipotesi minima di chi non ha possibilità economiche per una pur breve vacanza, bensì una possibilità in più per chi sceglie, volente o nolente, Milano come luogo di permanenza estiva.

La piazza d’Armi è elemento di particolare importanza per la nostra città.  Il rischio della speculazione edilizia è evidentemente dietro l’angolo, nonostante innumerevoli ma sospette rassicurazioni. Elemento di grande deterrenza contro un uso malsano e maldestro di questa area sarà la messa in opera di progetti condivisi che scaturiscano da questo consiglio di zona sull’utilizzo di questa area. Utilizzo per il quale, personalmente, ho qualche idea…

Sviluppo e salvaguardia del territorio

Sul nostro territorio abbiamo avuto esempi di intervento residenziale che non sono stati messi in campo con la dovuta attenzione e ci riferiamo all’intervento di via Faccioli, via Mosca e Via Brigatti. Vi sono altri interventi in itinere per l’area del parco delle cave sui quali vorremmo che non vi fosse superficialità nel votare delibere favorevoli all’edificazione.

Nell’ambito dello sviluppo del territorio è fondamentale tenere conto dei borghi storici della zona ed in questi ambiti è necessario costituire piani di limitazione del costruibile mantenendo quanto più possibile il tessuto urbanistico delle aree. A questo proposito è necessario tenere conto della delibera comunale che è ancora pendente e procederà a nuovi azzonamenti sui quali sarà necessario porre la dovuta e partecipata attenzione.

Le Norme tecniche di attuazione devono essere riviste per rendere possibile una limitazione degli indici di edificabilità rendendo possibile un’urbanistica più a misura di cittadino per l’oggi e per il domani.

Oltre a quanto sopra, sarà importante il monitoraggio del PII Parri-Fontanili, per l’importanza dell’impatto dell’area Via Lucca-Viterbo-Valsesia e sul realizzando Parco dei Fontanili.

Arredo Urbano


Sono contento di leggere che si interverrà per la riqualificare alcuni ambiti di zona quali piazza Stovani e Piazza Anita Garibaldi. Questo significa che quanto più volte affermato dall’opposizione, e cioè che i suddetti interventi sono stati assolutamente scadenti. Ciò a riprova che le critiche non erano frutto “bieca” operazione di disturbo e propaganda ma reale elemento di disagio che per anni è stato inascoltato e disatteso nelle sue richieste di soluzione del “mal fatto” non limitato, tra l’altro, alla sola aerea di Baggio ma tracimante in altre aeree della nostra zona.

Per quanto riguarda la Piazza di Via delle Betulle ricordiamo che la sua riqualificazione, era inserita in un intervento più ampio in favore del quartiere degli Olmi e che questo era a sua volta parte di un gruppo di dieci progetti per riqualificare, nello specifico, Baggio. Progetti dei quali si è persa ogni traccia nonostante la loro eclatante presentazione nel corso della Sagra di Baggio del 2002.

Per lo spostamento del mercato di via Cabella, oltre che alle attività già personalmente svolte a livello comunale, faccio presente il centro sinistra ha già presentato in consiglio comunale una mozione urgente che, ci auguriamo, venga discussa quanto prima e che la stessa sia supportata dalla maggioranza al fine di rendere fattibile, quanto prima, lo spostamento richiesto a gran voce dai residenti della via Cabella con una soluzione pensata per non penalizzare gli ambulanti.

Per quanto riguarda le strutture abbandonate, mi chiedo se è stata fatta una mappatura di questi ambiti. Sarebbe interessante conoscere quali sono e dove si trovano questi luoghi e la maggioranza ne conosce l’ambito di disagio e disagiati che, eventualmente, le occupano.

Sicurezza


Di telecamere ormai siamo circondati. Il problema semmai è sapere quante di quelle installate funzionano realmente, qual è il loro grado di deterioramento, qual’è la percentuale e la tipologia dei guasti delle apparecchiature e della rete a cui sono connesse; qual è la rotazione del personale preposto; quali sono i criteri per l’installazione delle reti e delle telecamere relative; quante volte le telecamere installate sono state utili per la soluzione e/o prevenzione di eventi delittuosi?
Il presidio di PS del Quartiere degli Olmi non è operativo dal punto di vista della prevenzione ma raccoglie denunce ed operare per il rilascio di passaporti. Non opera in termini di specifica pubblica sicurezza e, comunque, non possiede né spazi né personale per un eventuale installazione di strumenti di visione.

I passaggi metropolitani dopo le ore 20.00, vedi la stazione MM di De Angeli, sono chiusi già da tempo.

Per quanto riguarda il poliziotto di quartiere crediamo sia inutile ritornare sul tema: si è trattato di una campagna pubblicitaria del passato governo che non ha mai posto in essere, in maniera seria e continuativa questo servizio. 3.100 sono i poliziotti di quartiere. Per tutto il paese e non per Milano…

Per quanto riguarda il campo nomadi di Muggiano ricordiamo quanto detto, scritto e disatteso dal vice sindaco De Corato e dall’allora assessore Lupi, mese di luglio 1997 sul tema. Altre parole sarebbe opportuno non spenderne ma, per il bene degli abitanti di Muggiano e della zona 7, sarebbe il caso che il regolamento per i nomadi entrasse realmente in vigore, con mezzi e strutture adeguate, senza indugi e senza ulteriori ed inopportune impennate demagogiche.

Per quanto riguarda i nomadi di Via Cardinal Tosi vorremmo sapere se gli stessi sono inopportuni dal punto di vista estetico oppure se hanno manifestato elementi di devianza o se sono stati protagonisti di atti criminali. Nel primo caso ricordiamo l’esposizione quotidiana di prostitute nella stessa via Tosi e, a ulteriore memento, le prostitute che affollano la via Silla in ore notturne e diurne. Non ci risulta che attività di prevenzione e/o repressione siano state messe in atto dalla passata amministrazione per mitigare o sanare il problema.

Cultura

Anche noi del centrosinistra siamo consapevoli dell’importanza della crescita culturale della zona e dei suoi cittadini. A questo proposito, però, vorrei ricordare che per il salone del CTS Olmi, utilizzato per spettacoli di varia natura e qualità, è stato chiesto, da anni, di intervenire in maniera massiccia per la sua riqualificazione. Interventi sono stati posti in essere nella scorsa consigliatura, anche grazie allo stimolo posto in atto dall’opposizione ma non si è pensato, come più volte richiesto, a dotare il palco di quinte, ad acquistare un service audio ed un impianto luci adeguato, a rendere la presenza degli operatori/animatori costante, continua e non precaria come ancora oggi accade.  Ancora oggi nella struttura vi sono due casse audio rese disponibili dal sottoscritto per il ballo degli anziani. Possibile che il Consiglio di zona non possa spendere qualche euro per comperare queste casse se attraverso il ballo si riesce a fare socializzare un buon gruppo di anziani che preferiscono il movimento alla poltrona?

Per quanto riguarda l’Istituto Marchiondi forse è sfuggito l’assegnazione del bando di gara ad un pool di associazioni ONLUS. Pertanto il problema non è cosa fare all’interno della struttura bensì come cooperare con chi ha acquisito il diritto di superficie per 35 anni. Cooperazione che potrebbe portare ad un lavoro sinergico che tenga presente anche delle esigenze culturali dei giovani, integrando le attività che verranno poste in atto dal privato sociale con proposte di questo consiglio di zona. 

Per la funzione delle biblioteche sarebbe opportuno spingere sull’assessore alla cultura affinché renda operativo, con fondi adeguati, il servizio serale, come richiesto da una mozione, da me presentata in consiglio comunale lo scorso anno ed approvata all’unanimità. Oltre a ciò è importante fare in modo che i dipendenti comunali diventino protagonisti delle attività all’interno delle biblioteche e, pertanto, che il loro numero sia adeguato alle necessità ed alle esigenze degli utenti.

Turismo locale ed identità territoriale

Questo è un ambito già ottimamente servito da pubblicistica (vedi i quaderni de Il Diciotto) e da associazioni che da tempo presidiano il territorio (come ACL) oppure da opere didattiche sulle cascine della nostra zona (a cura dei fratelli Angelo e Gianni Bianchi). Questi sono semplici e minimi esempi per ricordare che non mancano le risorse sul territorio bensì è latitante il sostegno economico da parte dell’amministrazione per sostenere progetti a lunga scadenza capaci di modificare la fisionomia economica del territorio in chiave propositiva per nuovi modelli socio-economici. Il problema non solo il conoscere la storia ma valorizzarla per il futuro e per le generazioni che verranno.

Servizi sociali e sanitari

Si parla di nuovi insediamenti di centri anziani per i quali vorremmo comprendere meglio i percorsi che questa maggioranza e questa amministrazione vorrebbe mettere in campo questa maggioranza ricordando che sul tema del no-profit non tutti i soggetti che si pongono in questo campo ci convincono, non tanto per la loro capacità professionale, bensì per la reale natura dello sbandierato no-profit che nasconde, spesso, ottime e versatili attività di business non sempre a favore di coloro che si afferma di “lavorare”.

Tra l’altro mi chiedo se è stato fatto un censimento mirato dei centri anziani disponibili, sul numero degli utenti che li frequentano, sulla tipologia degli anziani, sulle richieste di nuove localizzazioni e nuovi servizi, etc.

Per quanto concerne gli interventi di prevenzione da parte dei medici di base forse, prima di illudere i cittadini circa la possibilità di ottenere chimerici servizi di prevenzione, sarebbe opportuno creare una sinergia con la Regione affinché autorizzi le ASL a mettere a disposizione i medici di base per servizi immaginati. Autorizzazione che, ad esempio, ancora sto attendendo per l’insediamento di un promesso presidio farmaceutico in Muggiano.

Attività giovanili

“la nostra non è una zona a forte rischio di degrado sociale”: questo è indicato nel testo di questo capitolo. Mi chiedo se questa maggioranza conosce il numero dei minori che abitano nella zona 7 e che sono stati segnalati, per varie tipologie di disagio, ai servizi sociali del Comune. Credo che solo dopo avere preso coscienza di questo dato sia possibile impostare una seria e lungimirante attività di prevenzione sul territorio. Ricordo, solo a titolo di cronaca, che quando ero parte attiva di questo consiglio, proposi una ricerca (tra l’altro contrastata da parte di alcuni componenti della maggioranza) sull’atteggiamento nei confronti della legalità da parte di un campione di giovani studenti delle scuole medie superiori della zona. L’intervento venne posto in essere dall’associazione Libera, legata al Gruppo Abele di Don Ciotti. Non ho avuto notizia, dopo il mio ingresso in consiglio comunale, di sviluppi su questo tema.

Attualmente, dati del 2005, ci sono 629 minori seguiti dai servizi sociali del Comune. Questo significa che molti di questi sono stati segnalati dal Tribunale dei Minori e già vivono situazione di forte disagio affettivo e relazionale. Che cosa si pensa di fare per costruire opportunità adeguate nei confronti di questi ragazzi possibili devianti del futuro?  

E chi conosce il numero di anziani non autosufficienti oppure i malati di AIDS della zona? Chi conosce i dati epidemiologici del maggior Ospedale presente in zona? Chi conosce i dati delle persone senza occupazione oppure disabili? Quanti spazi di lavoro su cui impostare una programmazione operativa. Ma su questi temi la maggioranza che intenzioni ha?   

Alla luce di queste situazioni, di questa realtà, che cosa intende, nel concreto, proporre la maggioranza del Consiglio di zona: singoli interventi tampone oppure uno o più progetti a lunga scadenza?

Sport

“In una zona a forte rischio di degrado sociale”: questo è indicato nel testo di questo capitolo, in palese contrasto e contraddizione con quanto indicato nel capitolo precedente. Figlia, questa contraddizione, di mani differenti che hanno elaborato il programma della casa delle libertà della zona 7.

Lo sport è elemento qualificante di crescita umana, sociale e civile. Ma al di là di contributi sporadici importante è il seguire le associazioni sportive per la soluzione dei problemi legati ad eventuali abusi edilizi da sanare; nel dare loro il supporto istituzionale, non solo economico, ad attività di sviluppo logistico; a rendere fattibile la riduzione sensibile della Tarsu, iniquo balzello per chi già vive al limite delle proprie forze economiche; rendere possibile l’utilizzo dell’acqua di falda da parte delle associazioni calcistiche con prestiti del credito sportivo a tassi agevolati.

Parlando di sport non ci si può dimenticare di due realtà importanti della zona. La prima sono gli ippodromi che devono essere salvaguardati insieme all’area verde che rappresentano. La seconda è lo stadio Meazza per il quale ancora l’amministrazione non ne ha deciso, insieme con Inter e Milan, la sorte. Non vorremmo che da questo braccio di ferro snervante ed infinito, ne uscissero sconfitti i cittadini, in particolare quelli residenti nelle aeree limitrofe.

Quelli esposti sono solo alcuni degli spunti su cui porre in atto un confronto, serrato ma serio e leale, per rendere un servizio ai cittadini amministrati e per fare crescere in maniera forte il desiderio di democrazia diretta e partecipata di cui da decenni si parla ma, almeno nell’ambito del decentramento, ben poco si è ottenuto. In questa ottica, allora, sarà necessario lavorare affinché l’amministrazione comunale si impegni, nell’arco di sei mesi, a proporre un nuovo regolamento del decentramento, a portarlo nelle zone tramite l’assessore competente affinché sia possibile discuterlo per giungere ad un documento concordato che divenga il punto di riferimento dell’agire politico nelle zone. Ma prima di iniziare questo percorso vorremmo che il Sindaco, a riprova dell’impegno proclamato all’inizio del suo mandato, si confronti con i Consigli di zona cittadini, in maniera franca ed aperta, affinché sia possibile esprimere le aspirazioni, esigenze, desideri e possibilità inerenti il rapporto tra amministrati ed amministratori. Senza più alibi e con le necessarie responsabilità. D’altra parte il candidato Sindaco Moratti è venuto più volte nella zona 7 nel corso della campagna elettorale. Mi aspetto, ci aspettiamo, ora, che da Sindaco venga ancora più spesso.   

Rosario Pantaleo
Capogruppo de “L’Ulivo”

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