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Lunedì, 29 Giugno, 2009 - 14:20

Sant’Ambrogio e Darsena, via libera ai box

Da milano.corriere.it:

Lavori e proteste

Sant’Ambrogio e Darsena, via libera ai box

Pronti i progetti definitivi per i parcheggi sotterranei. «Cantieri aperti entro l’anno»

Una svolta per due. Il proget­to definitivo del parcheggio in Sant’Ambrogio è pronto e sarà consegnato dai costruttori al Comune a metà di questa setti­mana: l’apertura del cantiere è certa, pur rimandata da luglio a settembre. La proposta di Dar­sena spa per l’autosilo sottac­qua sarà invece sul tavolo del­l’assessore Bruno Simini vener­dì: ai 713 posti auto a rotazione saranno affiancati 300 box in vendita ai residenti, una modi­fica inserita dai promotori per colmare il buco da circa 12 mi­lioni di euro scavato nel bilan­cio da rilievi archeologici, ritar­di e lungaggini. L’accordo pub­blico- privato è «quasi fatto»: i lavori sul Naviglio dovrebbero partire a fine 2009, a cinque an­ni dall’avvio fantasma, in una Darsena nel frattempo marcita, diventata latrina e discarica, re­clamata dagli striscioni appesi alle finestre del quartiere. In pratica, pratiche sblocca­te. L’intervento accanto alla ba­silica di Sant’Ambrogio inizie­rà dallo spostamento della rete fognaria, per poi passare ai 236 posti a rotazione e 234 per resi­denti (un sistema elettronico, discusso con la Soprintenden­za, controllerà le vibrazioni pro­dotte dal cantiere). La rampa d’accesso sarà collocata davan­ti al sacrario di largo Gemelli, mentre lo stradone diventerà isola pedonale, senza auto né bus, ma con vialetti di pietra, fi­lari d’alberi, aiuole, panchine. Non sono bastate le proteste di cittadini, intellettuali e Italia Nostra a bloccare il progetto: «È un oltraggio alla basilica», sostengono. E non da soli. L’ul­tima petizione antibox è firma­ta dal presidente deputato del Santo Sinodo della chiesa greca ortodossa: in una mail inviata al Comune l’8 giugno, l’autori­tà religiosa s’è spinta oltre prof e ambientalisti, definendo l’au­tosilo sotto la basilica un «atto sacrilego» e un’offesa ai cristia­ni ortodossi. Motivo: gli operai dovranno ribaltare l’area identi­ficata nell’antico «cimitero ad martires della Legione Tebana» (nella basilica di Sant’Ambro­gio un sacello è dedicato pro­prio a San Vittore martire, la cu­pola in Ciel d’oro). Altra pratica, la Darsena. Il presidente della società che ha vinto l’appalto, Ezio Pellegrini, ha rassicurato il Comune il 25 giugno, via posta elettronica: «Abbiamo intensamente lavo­rato e stiamo ancora lavoran­do... ». Un messaggio formale, certo, ma che a Palazzo Marino è stato letto come un’apertura, del tipo sediamoci a un tavolo e firmiamo: la proposta delle imprese prevede l’aumento a 42 degli anni di concessione ai privati e il ritocco a 1,80 euro della tariffa oraria dei box. Ve­nerdì sarà il giorno decisivo. Mentre «importanti» sono stati le ultime settimane in piaz­za XXV Aprile, altro parcheggio in ritardo sulla tabella di mar­cia e ultimamente frenato pure dalla crisi economica. «Proble­mi risolti, da luglio si procede­rà più velocemente», assicura Giampiero Villoresi, l’architet­to progettista dell’autosilo.

Armando Stella
astella@corriere.it
29 giugno 2009

Lunedì, 29 Giugno, 2009 - 11:55

Class action:ulteriore rinvio, l'Italia è la barzelletta d'Europa

Class action: ulteriore rinvio, rischiamo di diventare la barzelletta d'Europa
Dalla newsletter di Altro consumo del  26 giugno 2009

 
Il Governo si appresta a far slittare di ulteriori sei mesi l'entrata in vigore della normativa sulle class action. Si tratta di una notizia assolutamente negativa non solo per i consumatori ma anche per lo sviluppo moderno dell'economia del nostro Paese. Mentre viene così ancora una volta calpestato l'interesse generale, la maggioranza dichiara di volersi impegnare a discutere delle modifiche da apportare alla normativa con le associazioni di consumatori: non c'è da esserne felici, considerato che le nostre proposte migliorative da tempo consegnate a governo e maggioranza sono rimaste inascoltate.
 
Un rinvio dopo l'altro
Dopo due successivi rinvii, l'entrata in vigore delle class action era fissato per il 1° luglio. Ora ecco altri 6 mesi di rinvio. Senza contare che di recente il Senato, sulla base di un emendamento governativo, aveva svuotato di efficacia e impatto la normativa cancellando anche la retroattività delle class action. Una presa in giro bella e buona per i cittadini e un ulteriore regalo alla lobby di quelle parti più retrograde dell'industria nazionale che, anche in questo periodo di crisi, continuano a rifugiarsi nella protezione del governo, arroccate nelle loro posizioni di privilegio. Ci troviamo di fronte allo scontro fra chi sta dalla parte dei consumatori (e che chiede di poter disporre di uno strumento che non penalizza ma responsabilizza le imprese) e del diritto e chi vuole che le aziende, anche se commettono illeciti a loro danno, restino protette da un sistema giudiziario che funziona male.
 
L'importanza delle azioni di gruppo
Perché è importante l'introduzione delle class action? Perché un consumatore danneggiato dal comportamento illecito di un'azienda subisce un danno che, individualmente, può essere poco rilevante dal punto di vista economico. E quindi può subentrare un atteggiamento remissivo da parte del singolo. La portata economica del danno diventa invece di un certo peso se si considera l'impatto che il comportamento illecito produce sulla collettività dei consumatori. Le azioni collettive risarcitorie, la class action, non sono una minaccia per le imprese, ma uno strumento efficace di controllo diffuso del rispetto delle regole e della responsabilità sociale dell'impresa. Uno strumento che già esiste in Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Olanda, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia e Regno Unito. Contiunuano peraltro a livello europeo i lavori che porteranno a una normativa europea sulle class action, anche per questo il terzo e probabilmente non ultimo rinvio della class action all'italiana rischia di far diventare il nostro Paese la barzelletta d'Europa.
 
Riteniamo che un'azione collettiva debba poter essere allargata al più ampio numero di soggetti: la class action dovrà essere applicabile a tutti i consumatori vittime di illeciti diffusi. Diventa importante che tutti i cittadini facciano sentire la loro voce, per questo vi invitiamo a continuare a sottoscrivere il nostro appello al quale aderisce anche il Centro Tutela Consumatori Utenti.
 
Dalle bollette gonfiate ai mutui: molti i casi da class action
Se il nostro appello rimanesse inascoltato, i consumatori che hanno ricevuto negli ultimi anni le bollette gonfiate di Telecom Italia non potranno usufruire dello strumento della class action per far valere i propri diritti. Stesso trattamento per tutti coloro che illegittimamente non hanno potuto esercitare la surroga gratuita del mutuo a causa delle pratiche commerciali scorrette delle banche. Anche i cittadini di Roma e provincia che hanno pagato per anni un sovrapprezzo per il pane, nonostante la recente decisione dell'Antitrust contro il cartello dei panificatori, non potranno essere risarciti.
 
La class action non sarà utilizzabile nemmeno per gli oltre 4000 risparmiatori coinvolti nella vicenda Parmalat che si sono rivolti a Altroconsumo.
 
Se anche tu, come noi, sei indignato dal rinvio deciso a fine 2008, iscriviti a questo gruppo su Facebook Class action: ulteriore rinvio, beffa per i cittadini - indigniamoci!", dove ti aggiorneremo sulle nostre prossime iniziative in merito alla legge sulle class action.
 
Leggi il testo dell'appello:
Appello per l'entrata in vigore in Italia dell'azione collettiva risarcitoria (Class Action)
Il 2009 avrebbe potuto iniziare con il festeggiamento da parte dei cittadini italiani di un'importante conquista per la tutela dei loro diritti: l'entrata in vigore anche nel nostro Ordinamento dell'istituto della class action.
Come è noto, purtroppo così non è stato. Il governo è intervenuto, infatti, in extremis, e ancora per decreto, con un rinvio di ulteriori sei mesi, dopo il primo rinvio deciso a giugno scorso e la promessa, non mantenuta, che il testo sarebbe stato migliorato e definitivamente approvato entro fine 2008.
Per ALTROCONSUMO, associazione indipendente di consumatori , si è trattato di una straordinaria occasione perduta per rendere finalmente effettiva la tutela per tutte quelle situazioni nelle quali i consumatori, avendo subito ingiuste vessazioni avrebbero potuto difendere collettivamente i loro diritti, considerato anche che, allo stato, non vi sono strumenti veramente efficaci ed accessibili sul piano dell'azione individuale.
1) Una normativa sulle class action che sia facilmente azionabile, accessibile, equa, percorribile in tempi rapidi e certi è utile per i consumatori, ma anche per la modernizzazione del nostro sistema economico e per le imprese che intendono misurarsi correttamente sul mercato
La gravità della mancata entrata in vigore della normativa sulle class action risulta in tutta la sua evidenza se solo si prova a pensare a quante e quali volte - solo nel corso dell'ultimo anno - si sono verificati comportamenti illeciti plurioffensivi posti in essere da parte di aziende nell'ambito di rapporti contrattuali, extracontrattuali, derivanti da abusi di posizione dominante e/o da intese anticoncorrenziali o da pratiche commerciali scorrette come gli addebiti in bolletta per servizi telefonici non richiesti, gli abusi di banche e assicurazioni, i sempre più frequenti disservizi nel trasporto aereo e ferroviario, la pubblicità ingannevole, che hanno leso in maniera seriale i diritti di tanti cittadini, consumatori e utenti i quali non si sono attivati con cause individuali in quanto non lo hanno giudicato conveniente visto l'importo prevalentemente poco elevato della questione e l'inefficienza della giustizia civile.
Occorre inoltre rilevare che se i danni di ogni singolo consumatore sono spesso modesti, ove computati individualmente, essi hanno invece una portata economica rilevante se considerati nel loro insieme, per l'impatto economico che il comportamento illecito di un'impresa può produrre sulla collettività dei consumatori e sul mercato. In tal senso l'atteggiamento remissivo del singolo danneggiato ricade, più in generale, sull'efficienza stessa del mercato. Siamo, infatti, convinti che le azioni collettive contro i comportamenti scorretti nel sistema economico non costituiscano una "minaccia" per le imprese, ma che, al contrario, oltre ad essere un valido strumento per la tutela dei consumatori, possano rivelarsi un'utile leva di private enforcement per una più efficace regolazione del mercato. La class action, insomma, non è contraria agli interessi delle aziende, ma è anzi confacente allo sviluppo di un mercato più sano ed efficiente, in questo senso dovrebbe essere vista favorevolmente da parte delle imprese più virtuose, corrette e competitive.
L'istituto della class action, infatti, colmando il divario tra il riconoscimento statico dei diritti individuali e la possibilità di loro effettiva tutela in via giudiziale, costituisce anche un incentivo al maggior rispetto delle regole e un mezzo per prevenire, o almeno contenere, il compimento di illeciti per effetto dell'onere finanziario che esse possono comportare a carico del responsabile. Sotto questo profilo la class action appare pienamente funzionale all'esigenza di una vigilanza e controllo diffuso e della responsabilità sociale d'impresa.
L'introduzione delle azioni collettive risarcitorie nel nostro Ordinamento, inoltre, porrebbe l'Italia al passo con quei Paesi membri dell'Unione europea, quali ad esempio Portogallo, Francia, Spagna, Olanda, Inghilterra, dove tale strumento è già in vigore da tempo con ottimi risultati per i consumatori e il mercato .
2) Un iter legislativo confuso e fuorviante - il tempo è scaduto, che il governo dica francamente in Parlamento e al Paese, al di là delle cortine fumogene, quale è la sua visione in materia di azioni collettive e si comporti di conseguenza
Sebbene non abbia ancora conosciuto la luce, la storia della class action made in Italy è già lunga e controversa. Dopo un primo tentativo con una proposta di legge nella XIV Legislatura, approvato pressoché all'unanimità alla Camera ma poi arenatosi al Senato, dove non è stato mai avviato l'esame da parte delle commissioni competenti, è nella scorsa Legislatura che, a seguito di varie e articolate discussioni su altre proposte di legge, è arrivata l'approvazione nel dicembre 2007 a mezzo della legge finanziaria che ha introdotto il nuovo art. 140-bis, rubricato "Azione collettiva risarcitoria" nel Codice del Consumo.
Secondo tale norma la class action sarebbe dovuta diventare applicabile a partire dal 30 giugno 2008 sennonché soli cinque giorni prima, quando già i vari soggetti legittimati - ivi compresa Altroconsumo - si erano attivati anche presso i consumatori per il tempestivo avvio delle prime azioni collettive, il governo decideva di intervenire con un decreto facendo slittare l'appuntamento al gennaio 2009 "al fine di individuare e coordinare specifici strumenti di tutela risarcitoria collettiva, anche in forma specifica nei confronti delle pubbliche amministrazioni".
Peccato che, malgrado si fosse ravvisata la sussistenza dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza atti ad intervenire per decreto, e nonostante il governo attualmente in carica disponga di una ampissima maggioranza parlamentare i sessanta giorni successivi all'approvazione del provvedimento non venivano utilizzati per inserire in sede di conversione gli emendamenti intesi a "migliorare" il testo della normativa vigente e allargare il campo dell'azione collettiva risarcitoria anche alla Pubblica Amministrazione. Né si utilizzavano i quattro mesi successivi per approvare in Parlamento una norma che modificasse in tempo utile per la nuova scadenza di dicembre 2008 il testo vigente, tantomeno in questo periodo il governo e/o le commissioni parlamentari competenti si degnavano di consultare le associazioni dei consumatori e/o di acquisire il parere del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti che veniva così evidentemente svuotato di una sua prerogativa in una materia di sua specifica competenza.
Giungeva così in dicembre, attraverso l'art. 19 del c.d. decreto milleproroghe, l'ulteriore rinvio, ancora per decreto, ancora con un provvedimento che si limitava a far slittare di altri sei mesi l'entrata in vigore della normativa sulle class action nulla dicendo circa le modifiche da introdurre. Di lì a poco, il 23 dicembre, il governo presentava sì finalmente i propri emendamenti ma tali modifiche al testo di legge vigente, nel merito e sugli aspetti negativi dei quali diremo in conclusione, non venivano presentati in sede di conversione del decreto legge milleproroghe bensì quale emendamento al disegno di legge n. 1195 pendente in Senato.
La questione, si badi bene, non è di poco momento, infatti, un governo cosciente di avere già lasciato scadere una proroga introdotta per decreto all'entrata in vigore di un importante provvedimento legislativo, e che si veda così costretto ad introdurre una successiva proroga, qualora abbia finalmente preso una posizione sulle modifiche da apportare al testo di legge dovrebbe affrettarsi a introdurre gli emendamenti in sede di conversione del decreto di proroga. Così non è stato e questo ci conduce purtroppo a ritenere che probabilmente, nelle intenzioni dell'esecutivo, questa ulteriore proroga all'entrata in vigore delle class action è solo la seconda di una lunga serie e che si stia utilizzando una altrimenti assurda tecnica legislativa nel preciso obiettivo di dare luogo ad un rinvio sine die evitando di affrontare l'opinione pubblica su quella che è la propria visione in materia di azioni collettive, ovvero che non ci debbono essere.
3) L'emendamento presentato dal governo al Senato introduce quasi esclusivamente elementi peggiorativi rispetto al testo vigente e volti a ridurre l'efficacia e l'ambito di applicabilità della class action
Potremmo fermarci qui, ma vogliamo nutrire ancora qualche flebile speranza che vi possa essere un ravvedimento da parte del governo e, quindi, non ci esimiamo dal commentare nel merito, seppure in sintesi, l'ultimo emendamento, frutto della pressione lobbistica dell'industria operata nelle segrete stanze e non in consultazione pubblica nelle più consone sedi istituzionali, presentato dall'esecutivo il 23 dicembre 2008 in Senato al disegno di legge n. 1195 che modifica l'art. 140 bis del Codice del Consumo, ora rubricato "Azione di classe".
  • L'unico aspetto positivo che ravvisiamo è l'introduzione, al comma 12, dell'esecutività della sentenza di condanna, considerato che nel testo vigente si parla, invece, solo di accertamento di un diritto.
  • L'eventuale deposito cautelativo della somma dovuta da parte dell'impresa dopo la sentenza di primo grado, di cui al comma 13, è, in realtà, una misura a favore dell'impresa condannata, non certo dei consumatori, di regola il debitore dovrebbe, infatti, pagare il dovuto, anche in pendenza di appello, essendo la sentenza di primo grado provvisoriamente esecutiva per legge, principio che deve essere rispettato anche per quanto concerne le class action.
  • Non siamo contrari neanche all'allargamento della legittimazione attiva, di cui all'art.1. Sia chiaro, non abbiamo mai chiesto la legittimazione esclusiva in capo alle associazioni di consumatori iscritte all'Elenco nazionale ai sensi dell'art. 137 del Codice del Consumo, in quanto siamo sempre stati fermamente convinti che la class action debba consentire un più efficace accesso alla giustizia per il cittadino-consumatore in caso di illeciti plurioffensivi, non certo creare una cerchia ristretta di soggetti legittimati ad agire che, oltre a rischiare di rivelarsi un collo di bottiglia per le molteplici possibili azioni avrebbe una sgradevole accezione protezionistica che spesso contestiamo a ragione in alcuni settori di mercato per quanto concerne le imprese.
Vi sono poi due modifiche notevolmente peggiorative rispetto al testo vigente:
  • E' improprio e fuorviante parlare di "retroattività" (o meno) della legge. Su questo punto il comma 2 dell'art. 30bis che stabilisce che la class action si applica "anche retroattivamente, agli illeciti compiuti successivamente al 1° luglio 2008" appare di rara grossolanità. Tutte le leggi processuali si applicano alle azioni esercitabili successivamente alla loro entrata in vigore secondo il principio generale "tempus regit actum". Una deroga a tale principio comporterebbe che domande identiche, introdotte nello stesso momento e originate dallo stesso fatto risulterebbero soggette a due diverse procedure (azione collettiva o individuale) a seconda di quando è avvenuto l'illecito, il che, a nostro avviso, pone seri problemi di costituzionalità, rispetto ai principi di cui all'art.3 e 24 Cost. Conseguentemente chiediamo non tanto che l'azione collettiva risarcitoria sia "retroattiva" (senza limitazioni di tempo, come invece previsto dall'emendamento) ma, molto più semplicemente, che essa sia applicabile, a partire dalla sua data di entrata in vigore, a tutti i soggetti legittimati che hanno validi diritti da azionare, ovvero che essa possa operare per tutti i consumatori vittime di illeciti plurioffensivi, senza discriminazioni di ordine "cronologico", cioè derivanti dal momento in cui essi hanno subito il torto.
  • La pubblicazione a spese del soccombente dell'eventuale ordinanza di inammissibilità dell'azione collettiva (come previsto dal paragrafo 8 del comma 1 dell'emendamento del Governo) è una disposizione assurda, punitiva e assolutamente da eliminare. Da parte nostra non abbiamo mai chiesto l'introduzione dei danni punitivi in favore dei consumatori e a danno delle imprese, che pur esistono nell'esperienza statunitense, in quanto non concepiamo la class action come strumento punitivo delle imprese e vogliamo che sia introdotto in Italia un istituto giuridico equilibrato e non strumentalizzabile. Ciò detto, appare a dir poco peculiare l'introduzione, ai sensi del paragrafo 8, di una sorta di danno punitivo a contrario. In caso di ordinanza di ammissibilità dell'azione collettiva, bisognerebbe, invece, prevedere che i costi di informazione ai consumatori siano messi a carico dell'impresa e non del soggetto promotore dell'azione collettiva.
Infine, siamo consci che nell'altra ala del Parlamento, presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, è stata presentata ed è in discussione una proposta di testo unificato in materia di azione risarcitoria collettiva redatta essenzialmente sulla base della proposta di legge n. 410 e tenendo conto di taluni aspetti della proposta di legge n. 1824, si tratta di un testo forse più articolato di quello proposto dal governo in Senato, ma non intendiamo in ogni caso qui prenderlo in esame. Piuttosto, quale parte sociale interessata e per poter presentare ulteriori e più dettagliate osservazioni rivendichiamo la necessità di sapere al più presto dal governo quali siano le sue reali intenzioni, se intende cioè procedere con l'emendamento introdotto al Senato ovvero con il disegno di legge pendente alla Camera. A leggere le relazioni dei lavori della Commissione Giustizia della Camera sembra che anche gli stessi deputati di maggioranza e opposizione abbiano questa stessa necessità di chiarezza e si sentono un po' in balia di questo iter legislativo a dir poco peculiare e della cortina fumogena messa in atto dal governo sulla class action.
Tutto ciò premesso e considerato, Altroconsumo e gli aderenti al presente appello chiedono al governo di fare in modo che l'ennesimo rinvio circa l'entrata in vigore della normativa sulle class action sia effettivamente l'ultimo e che, quindi, una volta introdotti i miglioramenti sopra esposti, anche in Italia sia possibile utilizzare un'azione di classe facilmente azionabile, accessibile, equa, percorribile in tempi rapidi e certi, a partire dal 1° luglio 2009 o prima.
 
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Giovedì, 25 Giugno, 2009 - 11:30

stato dell’organico biblioteche per il 75° Congresso dell’IFLA

Milano, 25 giugno 2009

 

Alla cortese attenzione del

Settore Cultura del Comune di Milano;

dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano;

del Settore Manutenzione del sistema bibliotecario del Comune di Milano del Comune di Milano;
della Commissione Educazione e Biblioteche del Consiglio di Zona 4 di Milano

 

 

Interrogazione in merito allo stato dell’organico attualmente in dotazione alle strutture bibliotecarie milanesi in vista del 75° Congresso dell’IFLA

 

Considerato che

 

dal 20 al 27 agosto Milano ospiterà il 75° Congresso dell’IFLA, nel Convention Centre di Fiera Milano City, Congresso dell'International Federation of Library Associations

 

visto che

 

la scelta di Milano è importante anche perchè determina una responsabilità per l'amministrazione comunale il cui settore bibliotecario rientra nelle proprie competenze gestionali e organizzative, riconoscendo alla città un ruolo fondamentale nell'ambito dell'offerta di spazi di consultazione e di accesso ai saperi nella dimensione nazionale e internazionale

 

preso atto che

 

A organizzare l'iniziativa internazionale è, oltre al Comune di Milano e all'Assessorato alla Cultura, il Ministero per i Beni e le Attività culturali (in particolare la Direzione generale Beni Librari e Istituti Culturali); la Regione Lombardia (in particolare l’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia)

 

Rilevato che

 

l'evento e l'appuntamento non può essere finalizzato a una discussione, seppure fondamentale, circa le scelte di merito e di ambito tematico riguardanti alle modalità e ai criteri di circolazione del bene patrimoniale libristico e ai rapporti tra l'amministrazione bibliotecaria e gli editori nell'acquisizione utile e necessaria di libri, ma deve saper individuare strategie opportune e necessarie per il miglioramento qualitativo e quantitativo del servizio bibliotecario

 

considerato che

 

in questa ultima dimensione deve affrontarsi in modo diretto e particolare la situazione attuale del sistema del servizio bibliotecario milanese e comunale, civico, sia dal punto di vista delle strutture, un loro miglioramento e un loro amplimento in termini di presenza, tema che indurrebbe a formulare alcune problematiche riguardanti lo stato attuale del progetto della BEIC, sia dal punto di vista quantitativo e qualitativo dell'offerta del servizio

 

visto che

 

in questa dimensione è necessario valutare l'insufficienza dell'attuale organico predisposto nelle diverse biblioteche civiche, come testimoniano diverse risposte ricevute a mie interrogazioni sollevate in merito e come dimostrano le chiusure inaspettate delle sedi presenti nella nostra circoscrizione avutesi in diversi momenti nell'ambito del servizio giornaliero

 

si chiede

in prospettiva dell'appuntamento internazionale del Congresso IFLA

 

- all'assessorato biblioteche e cultura del Comune di Milano se sia stata predisposta una disposizione utile e funzionale a prevedere un aumento dell'organico e una sua distribuzione equa nei vari plessi, anche in funzione di un ampliamento dell'offerta sul territorio municipale e una corretta distribuzione in vista di un miglioramento qualitativo dell'offerta;

- al settore biblioteche del Comune di Milano l'attuale situazione riguardante l'organico presente nelle varie strutture e, in particolare, nell'ambito del settore di zona 4;

- all'assessorato biblioteche e cultura del Comune di Milano se sia predisposta l'ipotesi di ampliamento quantitativo delle attuali strutture bibliotecarie, essendo diverse le zone non beneficiate nel proprio ambito di un plesso bibliotecario adeguato a soddisfare le esigenze della popolazione residente

 

si prende occasione con la presente

 

di chiedere

 

al settore manutenzione del sistema bibliotecario del Comune di Milano di provvedere nel breve tempo a intervenire presso la Biblioteca di Via Oglio 18 sulla porta della sala consultazioni e comunicante con l'esterno, oggi totalmente inagibile in quanto il vetro è scheggiato; nonchè se le impalcature oggi presenti lungo i muri perimetrali esterni della struttura bibliotecario siano funzionali a garantire l'intervento di ristrutturazione dell'impiantito del terrazzo sovrastante la biblioteca di Via Oglio al fine di sostituire i pannelli oggi mancanti nel soffitto dei locali interni alla struttura, intervento, questo, più volte richiesto tramite interrogazioni formulate dal sottoscritto

 

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

 

Giovedì, 25 Giugno, 2009 - 11:29

riqualificazione dell’area ex Sert di Via Montemartini

Milano, 25 giugno 2009

 

Alla cortese attenzione del

Settore Lavori Pubblici del Comune di Milano;

dell’Assessorato Lavori Pubblici del Comune di Milano;

dell’Assessorato all'edilizia del Comune di Milano;
della Commissione Territorio e Trasporti del Consiglio di Zona 4 di Milano

 

Interrogazione in merito al progetto di riqualificazione dell’area di Via Montemartini prima occupata da una struttura SERT di assistenza alle tossicodipendenze

 

Considerato che

 

in via Montemartini esiste da tempo un'area totalmente priva di manutenzione da diverso tempo e di progetti di riqualificazione adeguati e pertinenti

 

preso atto che

 

l'area vedeva sorgere una struttura adibita in un primo momento a una biblioteca civica e, in un secondo momento, a un centro di servizio per assistenza e terapia per tossicodipendenti, Sert, anch'esso chiuso da qualche anno

 

constatato che

 

attualmente l'area sorge in un contesto prossimo a residenze pubbliche gestite dall'ALER e dalla Romeo, nonchè in un contesto di verde e giardino

 

visto che

 

la struttura è abbastanza consona a essere adibita e riproposta per progetti di riqulificazione di utilità sociale e pubblica, anche in vista dell'ampliamento dei servizi oggi presenti nella città, tra cui biblioteche civiche, molto carenti nella circoscrizione

 

si chiede

 

- al settore lavori pubblici del Comune di Milano se esista un provvedimento in fase esecutiva o definitva, stadio preliminare, inerente alla riqualificazione dell'area e, in caso affermativo, lo stato attuale dei lavori e della fase preliminare di progettazione;

- all'assessorato lavori pubblici e all'assessorato all'edilizia e al territorio se esista un progetto di riqualificazione dell'area e se tale progetto predisposto sia indirizzato a interventi funzionali al riutilizzo della struttura e a quale destinazione la struttura sarebbe finalizzata e riproposta, nonchè se tali interventi determinino una variazione della volumetria complessiva della struttura e, addirittura, una modificazione totale dell'attuale assetto strutturale;

- alla Commissione Territorio del Consiglio di Zona 4 di provvedere a inserire in un punto all'ordine del giorno di una prossima seduta di commissione l'esame della questione, invitando progettisti e dipendenti del settore di riferimento comunale o dell'assessorato, nonchè la cittadinanza residente in loco

 

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

Giovedì, 25 Giugno, 2009 - 11:28

stato attuale di bilancio della Società Milano Sport spa

Milano, 25 giugno 2009

 

Alla cortese attenzione del

Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano;

Direzione della Società Milano Sport spa;

Assessorato al Bilancio del Comune di Milano;
della Presidenza Commissione Bilancio del Consiglio Comunale;

dell’Assessorato Aree Cittadine del Comune di Milano;

 del Settore Aree Cittadine del Comune di Milano;
della Commissione PMZ/CAM del Consiglio di Zona 4 di Milano

 

 

Interrogazione in merito allo stato attuale di bilancio della Società Milano Sport spa e ai criteri di elargizione dei servizi da essa espressi

 

Considerato che

 

la copertura di spese di cassa immediate da parte della società MilanoSport, le cui disponibilità economiche e finanziarie rischiavano di definire un bilancio in perdita dopo 6 mesi di gestione del presente anno, è stata garantita tramite intervento del Comune di Milano attraverso il versamento di 500000 Euro

 

preso atto che

 

le spese previste servono a coprire gli stipendi erogati dalla società ai dipendenti per il mese di giugno e ai fornitori

 

constatato che

 

da un articolo pubblicato su Repubblica a nome di Alessia Gallione lo scorso 5 giugno si denuncia che diversi milioni non sono stati ancora erogati da parte del Comune per la ristrutturazione degli impianti sportivi e che tale anticipo abbia determinato una perdita notevole nelle casse della società

 

visto che

 

il Comune di Milano ha definito un nuovo piano strategico funzionale a garantire un pareggio dei conti in bilancio della società, a cui corrisponde ogni anno un corrispettivo di circa 7 milioni versati in funzione del carattere sociale delle tariffe non di mercato dell’erogazione dei servizi dell’azienda

 

rilevato che

 

il Presidente di MilanoSport Mirko Paletti avverte che in base di una nuova pianificazione e un rinnovato accordo circa priorità e obiettivi di investimento da parte della società con il Comune di Milano si stiano “facendo approfondimenti con il Comune”

 

preso atto di fatto che

 

il nuovo piano strategico e i rinnovati accordi tra Comune e MilanoSport saranno disposti in modo tale per cui si ipotizza l’istituzione di un nuovo sistema tariffario in cui si preveda un aumento delle tariffe per le face di reddito più alte beneficiare dei servizi, “salvaguardando anziani e associazioni”

 

si chiede

 

-       All’Amministrazione della Società Milano Sport quali fossero in base alla finanziaria 2009 e alle linee di indirizzo dell’amministrazioni le voci di capitolo di spese immediate in base alle priorità e agli obiettivi prefissatisi e quali criteri siano stati presi per determinarne la loro entità;

-       All’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano se sussistono gli aumenti di tariffe previsti nell’articolo di Repubblica e, in caso affermativo, i criteri di imposizione definiti e di erogazione dei servizi emessi dalla Società;

-       All’amministrazione Comunale, all’Assessorato al Bilancio e all’Assessorato alle aree cittadine  in cosa consistano le ipotesi di rinnovo del piano strategico concordato con la società per la ridefinizione delle priorità e degli obiettivi di investimento, al fine di garantire un’economia di scala volta al pareggio del bilancio di gestione societario di fine anno;

-       All’Assessorato al Bilancio del Comune di Milano e alla Commissione Bilancio del Consiglio Comunale lo stato attuale finanziario ed economico della società stessa, definendo, così, una maggiore chiarezza circa il futuro gestionale dei servizi erogati dalla società, in particolare modo i capitoli di spesa che riguardano gli investimenti nella manutenzione degli impianti sportivi, la nostra circoscrizione ne è particolarmente interessata in riferimento all’impianto sportivo di Via Mecenate, nonché i servizi offerti e predisposti dai Centri di Aggregazione Multifunzionale, i rapporti di lavoro e la qualità dei primi

 

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

 

Giovedì, 25 Giugno, 2009 - 11:26

sicurezza della rete di trasporto pubblico

Milano, 25 giugno 2009

 

Alla cortese attenzione del

Settore Attuazione Mobilità e Trasporti – Servizio Trasporto Pubblico del Comune di Milano;

Direzione dell’ATM e dell’Amministratore Delegato Elio Catania;
della Presidenza della Commissione Traffico e Mobilità del Consiglio Comunale;

 dell’Assessorato alla Mobilità del Comune di Milano;
della Commissione Territorio e Trasporti del Consiglio di Zona 4 di Milano

 

 

Interrogazione in merito alla sicurezza della rete di trasporto pubblico, dei dipendenti e allo stato economico dell’Azienda Trasporti Municipale

 

Considerato che

 

Ogni anno si stimano mediamente 2550 incidenti, di varia entità e portata, e che riguardano mezzi di superficie Atm, autobus e tram e sulla totalità si evidenzia che il 94% degli stessi sono causati da automobilisti nel traffico

 

Preso atto che

 

Si contano 160 Km di percorsi protetti e le corsie preferenziali per bus, filovie e tram Atm su un totale di 1495 complessivo di chilometri ed estensione di tutta la rete di trasporto

 

Visto che

 

Il 19 giugno due tram della linea 29/30 in Piazza Cinque Giornate, situazione al confine di pertinenza territoriale della nostra circoscrizione, ma di eguale interesse per la nostra zona, si sono scontrati dopo che un tram ha deragliato sulla corsia di svolta a sinistra andando a impattare con il tram che giungeva dalla parte opposta, causando sei persone lievemente ferite, dei quali due sono state trasportate all'Istituto clinico Città Studi, altre due all'ospedale San Raffaele e, infine, le ultime due a Paderno Dugnano

 

Constatato che

 

Il 6 novembre 2008 il sottoscritto aveva presentato un’interrogazione titolata “Sicurezza e utilizzabilità dei mezzi pubblici ATM a fronte di ultimi disagi e incidenti e a fronte delle ultime dichiarazioni dell’Amministratore Delegato Elio Catania” dove si chiedevano informazioni di tipo gestionale, amministrativo, economico e programmatico predisposte da parte dell’ATM e dell’Assessorato alla mobilità del Comune di Milano in merito al miglioramento della rete di servizio di trasporto della città

 

Visto di fatto che

 

A tale interrogazione è stata recapitata in data 10 aprile la risposta del Settore Attuazione Mobilità e Trasporti – Servizio Trasporto Pubblico, dove si fa riferimento alla legge 24 novembre 2006 n. 286 il cui testo ha introdotto il finanziamento di un fondo destinato ad interventi diretti ad “elevare il livello di sicurezza nei trasporti pubblici locali ed il loro sviluppo”, e alla legge 27 dicembre 2006, legge finanziaria 2007, tramite cui si istituisce “il fondo sopra citato attribuendo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la gestione di tale fondo”, mentre, infine, il decreto del Ministero dei Trasporti del 26 novembre 2007 n 4801 ha assegnato al Comune di Milano un finanziamento di € 32050000 “al fine della realizzazione degli interventi finalizzati all’ottenimento di migliori condizioni di sicurezza nella Metropolitana Milanese”

 

Rilevato che

 

A fronte dell’ultimo episodio sarebbe opportuno richiedere l’istituzione di una commissione di indagine comunale sul funzionamento dei mezzi pubblici, come richiesto da parte di alcuni consiglieri dell’opposizione, tra cui Carlo Montalbetti, al Presidente della Commissione Traffico e Mobilità del Consiglio Comunale, con la finalità di “verificare lo stato di manutenzione dei mezzi e della rete, l’addestramento del personale e le eventuali responsabilità del management, indicando i necessari provvedimenti che ATM dovrà adottare per rendere sicuro il trasporto pubblico a Milano”

 

PQM

Si chiede

 

-       al Settore Attuazione Mobilità e Trasporti – Servizio Trasporto Pubblico del Comune di Milano se, tra le voci di spesa previste in base al finanziamento predisposto dalle leggi e dal decreto soprammenzionati, sono previsti capitoli indirizzati alla soddisfazione degli interventi di manutenzione dei mezzi e della rete stessa di trasporto metropolitana, non solo metropolitana ma anche di superficie, nonché alla messa in sicurezza, tramite misure e provvedimenti, della rete stessa complessiva e delle vetture;

-       all’Assessorato alla Mobilità se sia stato attuato un monitoraggio complessivo della rete di trasporto pubblica, le esigenze e le necessità definite e riportate, nonché provvedimenti tesi a migliorarne il funzionamento e a implementarne la sicurezza viabilistica;

-       alla Direzione dell’ATM se siano state predisposte misure necessarie e occorrenti per la garanzia e la tutela della sicurezza dei passeggeri e del personale, il quantitativo di orario che ciascun dipendente effettua sulla linea, la gestione degli straordinari che i macchinisti e gli automobilisti effettuano, nonché la sussistenza di corsi di aggiornamento e di addestramento migliorativi;

-       si rinnova alla stessa Direzione dell’ATM e all’Amministratore Delegato Elio Cattania la richiesta già espressa nella precedente interrogazione del 6 novembre 2008 concernente la verifica e la pubblicazione dei provvedimenti amministrativi in merito alle linee strategiche ed economico - finanziarie dell’azienda nell’anno gestionale in corso, ancora non conosciute da parte del sottoscritto e del presente consiglio;

-       alla Presidenza della Commissione Traffico e Mobilità del Consiglio Comunale se l’ipotesi e la proposta espressa da parte di alcuni consiglieri comunali, tra cui il consigliere Carlo Montalbetti, sia stata presa in esame e come si consideri avviarne l’istituzione e l’organizzazione complessiva, le sue funzioni e attribuzioni

 

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

 

Giovedì, 25 Giugno, 2009 - 09:37

P.I.I. Barona

E' pervenuta la richiesta di parere sul P.I.I. di via Barona.

A scomputo oneri di urbanizzazione sarà realizzata una pista ciclabile.

La Commissione Territorio Ambiente e Urbanistica esprimerà il suo parere il 9 Luglio.

 

Massimiliano Bombonati

Lunedì, 22 Giugno, 2009 - 16:20

Documento Commissione Biblioteche CDZ 4 su wifi in biblioteca

Il testo, predisposto dal sottoscritto e fatto proprio dalla Commissione Biblioteche del Consiglio di Zona 4, è stato approvato nella seduta di Consiglio di giovedì 11 giugno. Un passo in avanti per la diffusione di mezzi e strumenti pe run libero accesso plurale ai saperi, iniziando dalle nostre biblioteche zonali e civiche.

Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - GRUPPO LA SINISTRA
Consiglio di Zona 4 Milano

La Commissione Biblioteche ed Educazione

 
Considerate
 
le due mozioni approvate dal presente consiglio di zona 4 nella presente consiliatura aventi come finalità e funzione l’attivazione e l’estensione del collegamento senza fili, tra cui l’ultima proposta e licenziata giovedì 22 gennaio dal titolo “stato di attuazione della connessione wireless e dell'utilizzo del software Open Source (OSS) nell'ambito del decentramento Settore Zona 4”
 
preso atto che
 
sussiste il progetto Milano Wireless, presentato a Palazzo Marino da alcuni gruppi consiliari e dall’assessore all’Innovazione Luigi Rossi Bernardi, nel marzo 2007, che prevede la copertura di ampie zone della città e lo stanziamento di 17 milioni di Euro, e che al momento solo una parte del progetto è divenuta operativa
 
visto che
 
nei locali della Biblioteca di Via Oglio 18 è presente il sistema hardware, consistente in antennine di "access point" installate, utili all’attivazione del collegamento wireless, essendo pertanto ancora assente la gestione delle connessione, e che tale attivazione sarebbe un passo maggiore nella proposta di estensione del collegamento nelle sedi di frequentazione pubblica, tra cui anche scuole, centri sportivi, parchi, giardini, fermate dei mezzi ATM,
 
constatata
 
la pubblica utilità che deriverebbe dall’attivazione della connessione senza fili in rete dei locali della biblioteca, frequentati quotidianamente da un’utenza studentesca, la maggioranza, necessitante di una maggiore accessibilità al servizio internet rispetto a quella offerta attualmente, esigua
 
considerato che
 
diverse istanze sono state formulate in questa direzione richiedendo un accesso più facilitato e diretto, tramite la piattaforma di connessione wireless, oggi ritardato nella sua attuazione nei locali interessati in quanto si era in presenza di un periodo di assenza di un rinnovo della convenzione con l’azienda appaltatrice interessata
 
PQM
 
chiede
 
al Settore Biblioteche del Comune di Milano e alla Direzione del Settore Sistemi informatici e telecomunicazionali, SI e Tlc del Comune di Milano di dar avvio nel brevissimo termine all’attivazione della gestione delle connessioni senza fili nei locali suddetti, sia per quanto concernono i locali di Via Oglio 18, dove già esiste il sistema hardware (le antennine "access point" summenzionate), sia per quanto riguarda la sede di Via Calvairate, ove provvedere anche alla realizzazione dell'impianto funzionale all'attivazione della gestione della connessione wireless (il sistema hardware consistente nelle antennine dell'"access point"), individuando modalità di connessione operative e facili nel loro utilizzo, e un accesso da parte di un’ampia utenza tramite criteri non restrittivi seppur di controllo

Lunedì, 22 Giugno, 2009 - 16:12

Interrogazioni presentate al Consiglio di Zona dell'11 giugno

Interrogazione in merito alla soppressione della Commissione comunale d'inchiesta Antimafia istruita e votata all'unanimità previa delibera il 5 marzo 2009
 
considerato che
 
il 5 marzo il Consiglio Comunale con voto unanime ha istituito la Commissione Comunale d'inchiesta Antimafia e che ha determinato un organo istituzionale istruttorio utile a garantire un supporto alle attività investigative della Polizia Giudiziaria e affinancanti la funzione unica della Magistratura di verificare e accertare i fatti criminosi e prevedere misure penali adeguate
 
visto che
 
lo steso sindaco di Milano, Letizia Brichetto Moratti, aveva espresso la sua volontà di affidare un compito puramente conoscitivo alla Commissione, riconoscendone un ruolo fondamentale d'inchiesta sul fenomeno mafioso e criminale, in aumento a Milano a seguito degli appalti conseguenti all'EXPO
 
constatato
 
che la disposizione è stata approvata anche in riferimento alle dichiarazioni del Giudice Guido Salvini in cui veniva riportata la contrarietà espressa dal sindaco a cogliere la proposta di delibera formulata dall'opposizione in merito all'istituzione dell'organo deputato a vigilare anche sui criteri di assegnazione degli appalti e sulla natura societaria delle imprese beneficiarie e appaltatrici
 
preso atto che
 
la Direzione Nazionale Antimafia ha denunciato che Milano è la vera capitale della 'ndrangheta e che tale organizzazione opera su bar, ristoranti, centri commerciali, imprese edili e di movimento merci
 
è chiaro
 
che il fenomeno trova un forte radicamento nel territorio della nostra circoscrizione soprattutto in riferimento alle denunce riguardanti infiltrazioni di tipo mafioso e criminale nello spazio dell'Ortomercato di Milano, dove operano esponenti delle cosche, motivo, questo, principe nell'accoglimento della proposta di delibera da parte del Consiglio Comunale
 
constatato
 
che, dopo alcune settimane di inattività della Commissione, ripetutamente aggiornata senza mai raggiungere il numero legale sufficiente nelle varie sedute, il Consiglio Comunale, basandosi sull'intervista rilasciata dal Prefetto Valerio Lombardi, costituita da pareri assolutamente personali, in cui esprimeva l'inconcepibilità dell'organo comunale nella sua esistenza, ha deliberato il giorno 25 maggio lo scioglimento della Commissione con 29 voti favorevoli del centrodestra, 24 contrari dell'opposizione e un'astensione espressa dal Presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri, che ha da sempre sostenuto che la Commissione fosse utile e legittima
 
preso atto che
 
lo stesso Consiglio di Zona 4 aveva su proposta del sottoscritto deliberato all'unanimità la richiesta al Consiglio Comunale di Milano di provvedere a inserire nell'ordine del giorno di una riunione di consiglio l'approvazione dell'istituzione dell'organo stesso, anche in virtù dell'allarmante dato emesso dalla Commissione Antimafia Nazionale, delle dichiarazioni del Giudice Vincenzo Macrì in merito alla presenza del fenomeno mafioso nella città di Milano, e delle denunce avutesi riguardo alle infiltrazioni criminali all'interno dell'Ortomercato
 
si chiede
 
- la motivazione adotta da parte della maggioranza in Consiglio Comunale in riferimento alla presentazione della proposta di delibera di scioglimento della Commissione, il numero delle convocazioni avutesi a partire dalla sua istituzione e, infine, gli ordini del giorno riguardanti le singole conovocazioni;
- quale sia il canale e lo strumento supplettivo, ammesso che possa esistere, in riferimento alla mancanza di una Commissione Comunale di Indagine Antimafia, unico organo funzionale ad avviare un'azione conoscitiva e di controllo sulla dimensione del fenomeno, sulle conseguenze da esso derivanti e, soprattutto, sui criteri e sulla natura delle società appaltatrici beneficianti delle assegnazioni previste per i lavori e i progetti in vista dell'EXPO 2015;
- se esista l'intenzione e la volontà di prevedere un aggiornamento in consiglio comunale della discussione inerente l'istituzione della Commissione, chiarificando in modo più dettagliato i compiti e le funzioni a essa attribuibili, anche in riferimento all'esperienza positiva avutasi nei primi anni 90, ultimo periodo in cui operò in Consiglio Comunale un organo analogo a quello soppresso,
- infine se esista la volontà da parte del Consiglio Comunale e della Giunta di verificare il numero e la portata delle risorse umane pedisposte a fronteggiare il fenomeno, dato che la stessa Commissione Antimafia Nazionale ha stimato l'irrisoria cifra di 200 persone funzionali al contrasto del fenomeno, sia a livello investigativo, sia a livello repressivo
 
 
Interrogazione in merito allo stato di attuazione della proposta di ampliamento della connessione wifi sul territorio milanese, nonchè sullo stato di attuazione dell'installazione della piattaforma Open Source all'interno degli uffici comunali e amministrativi
 
Considerato che
 
in data 29 gennaio 2009 il sottoscritto ha proposto una mozione in Consiglio di Zona, approvata a maggioranza assoluta e deliberata, titolata "stato di attuazione della connessione wireless e dell'utilizzo del software Open Source (OSS) nell'ambito del decentramento Settore Zona 4"
 
preso atto che
 
tale proposta deliberata rafforza rispettivamente la mozione presentata dal sottoscritto titolata “attivazione sul territorio circoscrizionale della proposta, approvata dal Consiglio Comunale tramite l’emendamento alla Relazione previsionale e programmatica di Bilancio 2007/2009, di estensione e implementazione della connessione wi-fi” e la mozione presentata sempre dal sottoscritto titolata “Utilizzo del software Open Source (OSS) nell'ambito del decentramento Settore Zona 4”, entrambe votate a maggioranza assoluta e divenute delibere
 
constatato che
 
il Progetto Milano Wireless è stato da tempo già presentato a Palazzo Marino dai gruppi consiliari del centrosinistra e dall’assessore all’Innovazione Luigi Rossi Bernardi, nel marzo 2007, prevedendo la copertura di ampie zone della città e lo stanziamento di 17 milioni di Euro, e che al momento solo una parte del progetto è divenuta operativa
 
si sottolinea che
 
la proposta originaria prevedeva l'attivazione di antenne hot spot presso i seguenti siti:
lampioni, semafori degli incroci (700), scuole e sedi universitarie (300), biblioteche, punti di ritrovo di giovani e anziani e centri sportivi (170), parchi e giardini pubblici (50), fermate dell'ATM, compresi i tunnel delle tre linee metropolitane, già cablate, ponendo come data ultima di completamento il 2009
 
preso atto che
 
nel testo della delibera si invitava l'amministrazione comunale a prevedere una forma di coinvolgimento delle sedi decentrate, i consigli circoscrizionali, nell'individuazione dei siti dove apporre le antennine per determinare l'attivazione della connessione wifi, unici organi competenti a garantire una mappatura efficace e completa in base alle esigenze e alle necessità della cittadinanza
 
si chiede
 
- Alla Direzione di Settore Nuove Tecnologie e all’assessorato alle Nuove Tecnologie i tempi e le modalità del progetto di completamento dell'estensione della connessione wifi all'interno del territorio comunale e se siano già stati stabiliti atti e provvedimenti in attuazione del progetto stesso;
- all'Assessorato competente e ai settori se sia previsto un bando e un appalto funzionale a garantire la concessione a un'unica società appaltatrice la gestione della rete wifi, i criteri della convenzione stessa e la natura;
- si rinnova al Settore Decentramento del Comune di Milano i tempi e le modalità di attuazione del progetto conseguente al testo della delibera presentata e approvata in Consiglio di Zona sull'attivazione dell'Open Source all'interno degli uffici amministrativi del Comune di Milano, e in particolare, per competenza del presente organo consiliare circoscrizionale, all'interno del Settore di Zona 4 di Milano, nonchè se sia previsto un provvedimento utile a destinare i fondi risparmiati dal rinnovo delle licenze per garantire un finanziamento di corsi di formazione del personale funzionali a fornire le conoscenze opportune e fondamentali per la gestione e l’utilizzo della nuova tipologia di software impiegato
 
 
 
Interrogazione in merito alla Commissione Politiche sociali tenutasi presso Palazzo Marino dalle ore 16 alle ore 17.30 di mercoledì 10 giugno con unico punto all'ordine del giorno la discussione sul minutaggio nelle convenzioni delle Rsa
 
considerato che
dal sito del Comune di Milano si intende per Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) le case di riposo, "strutture extra-ospedaliere che offrono accoglienza permanente ai cittadini anziani bisognosi di cure e di assistenza"
si constata
che i servizi previsti sono rivolti a persone parzialmente o totalmente non autosufficienti residenti a Milano che abbiano compiuto 60 anni, e che tali servizi, per quanto concernono le RSA Comunali, sono elargiti gratuitamente da parte delle stesse strutture
preso atto che
attraverso diverse dichiarazioni rilasciate dall'amministrazione esiste la volontà e la proposta di affidare le suddette Residenze a soggetti terzi, sterni, di natura cooperativistica, con cui definrie una convenzione con il Comune di Milano e che tale proposta ha già destato alcune istanze e preoccupazioni sia tra l'utenza delle strutture, preoccupata per un abbassamento della qualità del servizio e un'onerosità del medesimo, sia per i dipendenti, preoccupati per un'eventuale riduzione del numero delle risorse oggi impiegate
visto che
 
la qualità e i criteri efficenti dei servizi finora erogati sono stati mantenuti grazie a un controllo effettuato dall'amministrazione pubblica, dalla stessa utenza, coinvolta, nonchè, infine, a un impiego di professioniste e professionisti nel settore, conoscitori della natura del servizio stesso, data l'esperienza continuativa nel servizio
 
preso atto
 
del punto unico previsto nell'ordine del giorno della seduta di commissione che concerne la discussione sul minutaggio nelle convenzioni delle Rsa, riguardante le prestazioni sanitarie e il tempo delle prestazioni stesse erogate in base al fabbisogno assistenziale complessivo espresso dalla tipologia dell'utenza presente
 
visto di fatto
 
che sul nostro territorio circoscrizionale è presente la RSA "Virgilio Ferrari" di Via Panigarola e che tale struttura vede in totale un numero di posti pari a 235, erogando tra i servizi: Servizio medico, infermieristico, assistenziale (24 ore su 24 ore); trasporti per visite specialistiche, farmaci, parafarmaci, ausili per incontinenti; Servizio Sociale, fisioterapia, pedicure, podologia, parrucchiere uomo e donna, lavanderia, pulizia, biblioteca, soggiorni climatici, animazione, trasporti per gite.
 
si chiede
 
- alla Presidenza della Commissione Politiche Sociali del Comune di Milano quali siano stati i temi affrontati durante la discussione, che cosa si preveda in base al tema del minutagio assistenziale, se sia stata predisposta una proposta di delibera in merito e, infine, se sia stata discussa la questione concernente il futuro gestionale delle strutture stesse e i criteri di erogazione, considerato come fondamentale il mantenimento della pubblicità nella gestione, anche in riferimento ai livelli di qualità espresse dai servizi delle strutture;
- all'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano che cosa si intenda proporre in merito alla gestione delle attuali strutture residenziali RSA comunali, e se sia prevista la graduale esternalizzazione della medesima e, in caso affermativo, se tale esternalizzazione venga vincolata a criteri erogatori e di continuità del rapporto di lavoro con gli attuali dipendenti, garanti dell'alta qualità del servizio erogato dalle stesse strutture;
- alla Commissione Servizi Sociali del Consiglio di Zona 4, in riferimento anche all'incontro avutosi qualche mese fa da parte della Presidenza del Consiglio di Zona 4 con le lavoratrici e i lavoratori delle stese strutture RSA della zona, su proposta del Consigliere Angelo Misani, di affrontare, così come richiesto in diverse interrogazioni formulate dal sottoscritto in materia, il tema invitando la rappresentanza dei dipendenti delle RSA della zona, gli utenti e, infine, un funzionario del settore comunale di riferimento

Interrogazione in merito alla connessione wireless all'interno della Biblioteca di Via Oglio 18 e di Via Calvairate e al sistema di areazione e di funzionamento dei condizionatori e deumidificatori interno ai locali di Via Oglio
 
Considerato che
 
oggi verrà presentato internamente all'ordine del giorno del presente Consiglio su proposta della Commissione Biblioteche del Consiglio di Zona 4 di Milano il documento in cui si richiede un'accelerazione del procedimento di attivazione della connessione wireless all'interno dei locali della biblioteca di Via Oglio 18 e di Via Calvairate
 
si sottolinea
 
l'importanza di tale documento in quanto richiede di dare avvio alla connessione wifi all'interno degli stessi locali in cui già sono previste le antennine hot spot utili e funzionali a garantire la struttura tecnica per la copertura, fino a oggi non azionate, ma da tempo presenti all'interno della struttura, in perfetta consonanza con strutture bibliotecarie ad alto contenuto tecnologico di altre città e comuni
 
si chiede
 
a latere del documento e indipendentemente dallo stesso al Settore Manutenzione e Tecnico del Sistema Bibliotecario Civico Milanese e al Settore Biblioteche Civiche del Comune di Milano il motivo per cui, pur essendoci da tempo le strutture tecniche funzionali, non sia stata attivata la connessione wireless all'interno delle strutture bibliotecarie di Via Oglio 18 e di Via Calvairate, e se tale motivo sia riferibile all'assenza di criteri e di modalità di gestione della medesima, nonchè alla vacanza della convenzione scaduta per la gestione del servizio
 
in riferimento
 
alle istanze pervenute da diversi utenti della struttura della Biblioteca di Via Oglio 18 segnalanti il funzionamento inefficente del sistema di areazione e di funzionamento dei condizionatori interni ai locali, così come, durante i mesi invernali, si denunciava il cattivo funzionamento del servizio di riscaldamento all'interno dei locali
 
si chiede
 
- al settore manutenzione del servizio bibliotecario civico di Milano il motivo dell'inefficenza del sistema complessivo di areazione e di refrigeramento della struttura, se sia stato predisposto un programma manutentivo del sistema, i tempi della manutenzione nel suo complesso, la scadenza per la revisione della manutenzione ordinaria nei locali e la società appaltatrice a cui è stata convenzionata l'attività manutentiva del sistema stesso
 

Alla Cortese Attenzione dell’Assessorato all’Educazione del Comune di Milano;
del Settore all’Educazione del Comune di Milano;
del Vicesindaco del Comune di Milano con delega alla sicurezza, Riccardo Decorato;
della Commissione Educazione del Consiglio di Zona 4 di Milano;
del Consiglio di Zona 4 e delle sue componenti;
del Comando della Polizia Municipale di Zona 4 di Milano;
pc: della Commissione Sicurezza del Consiglio di Zona 4 di Milano 
Interrogazione in merito all’ingresso di agenti della Digos nei locali della Scuola primaria di Viale Puglie e nella Scuola primaria Mezzani di Via Martinengo, e in merito ai preoccupanti ridimensionamenti previsti sull’organico delle scuole primarie e secondarie di primo grado previsti a Milano 
 
Considerato che 
Venerdì 22 maggio due uomini della Digos sono entrati nella Scuola Primaria di Viale Puglie e hanno richiesto la rimozione di manifesti dalla facciata dell’edificio su cui, a titolo informativo e comunicazionale, era scritto semplicemente “Meno uno”, ossia si denunciava il fatto che in quella scuola l’organico degli insegnanti veniva ridotto di un’unità  
Si prende atto che 
Nella stessa giornata la Scuola Primaria Pezzani di Via Martinengo è stata interessata da una simile situazione, dato che altri agenti della Digos, entrando, hanno chiesto la rimozione di analoghi cartelli informativi  
Si constatata 
Che nel primo plesso, oltre alla rimozione richiesta, sono state interrogate due insegnanti, di cui giusto mantenerne l’anonimato per questioni di garanzia e di sicurezza, dagli stessi agenti della Digos, dopo avere fotografato la scuola e i locali interni 
Si sottolinea 
Che mercoledì 27 maggio l’Ufficio Scolastico Provinciale è stato occupato da insegnanti e operatori del servizio scolastico per protestare contro i poderosi tagli che si stanno verificando con conseguenze devastanti determinati dalle disposizioni governative e dalla legge finanziaria ultima, che porteranno a una riduzione dell’organico complessivo degli insegnanti, inficiando sul tempo pieno e la sua continuazione 
Si denuncia che 
nelle scuole primarie di Milano e Provincia, come viene considerato da Alberto Ciullini, rappresentante dell’Assemblea delle scuole del milanese, sono stati apportati tagli cospicui tali per cui ci saranno 470 maestre in meno, tra cui 170 specialiste nell’insegnbamento della lingue inglese 
lo stesso dicasi 
per le scuole secondarie di primo grado in cui si prevede un ridimensionamento del corpo docente pari a 900 unità in meno, nonché una riduzione grave e preoccupante di 790 commessi e segretari, riguardanti l’ambito amministrativo e gestionale dei plessi 
eguale portata 
si avranno sull’organico riguardante il corpo insegnante di sostegno e quello per l’ora alternativa di religione, opzione da sempre assicurata e garantita dalle disposizioni ministeriali tramite legge dello stato 
si precisa 
che tale segnalazione è già avvenuta in seduta di commissione educazione nella giornata di ieri dal consigliere Angelo Misani e che si era anticipato l’esigenza di verificare la portata, le dinamiche e le motivazioni del fatto 
si chiede 
  • All’Assessorato all’Educazione del Comune di Milano se siano previsti i tagli, dove essi siano previsti e in quale entità influiranno sulla didattica complessiva e sulla garanzia del proseguimento della promozione del diritto allo studio nel suo complesso;
  • Allo stesso assessorato il motivo dei tagli previsti, da quali disposizioni siano essi disposti e se sia opportuno prevedere, nell’immediato periodo, a misure e manovre funzionali a eludere le gravi conseguenze che da essi deriverebbero sulla didattica e sulla gestione delle scuole;
  • All’Assessorato alla Sicurezza, nonché al Vicesindaco del Comune di Milano, Riccardo Decorato, a fronte dei preoccupanti e gravissimi fatti verificatisi venerdì 22 maggio, che non hanno precedenti e che determinano, invece, intollerabili precedenti in merito, ossia l’entrata di agenti della DIGOS all’interno delle strutture scolastiche interessate, se lo stesso ne fosse a conoscenza, quale organo abbia la responsabilità delle disposizioni che hanno determinato l’irruzione degli agenti, se il Comando della Polizia Municipale di Zona 4 fosse stato informato della disposizione stessa, nonché, infine, le motivazioni derivanti da una simile disposizione non tollerabile nell’ambito della garanzia e della tutela dell’autonomia didattica e scolastica, principio fondante l’ordinamento costituzionale repubblicano;
  • Alla Commissione Educazione di provvedere a trattare il tema riguardante le conseguenze derivanti e derivabili dai tagli poderosi annunciati e previsti in un punto di un ordine del giorno di una prossima e ravvicinata seduta, invitando un dirigente dell’Assessorato comunale, e fare proprie le misure e i canali di accertamento, congiuntamente alla Commissione Sicurezza del Consiglio di Zona 4, della dinamica dei preoccupanti fatti verificatisi in data Venerdì 22 maggio e della loro origine
 
Alessandro Rizzo

Giovedì, 18 Giugno, 2009 - 08:11

Estate Navigli 09:disattese le proposte del Consiglio di Zona 6

ESTATE SUI NAVIGLI 2009: la Giunta delibera senza tenere conto delle proposte del Consiglio di Zona 6
Con delibera di Giunta del 28 maggio 2009 è stata istituita l’Isola pedonale Navigli 2009.
Ricalca quasi interamente le stesse prerogative dell’anno scorso, affidando la gestione culturale e ludica degli eventi alle associazioni dei commercianti. In pratica “con lo scopo di rivitalizzare e riqualificare anche turisticamente la zona Navigli, offrire un servizio di intrattenimento alla cittadinanza con spazi di aggregazione”. La richiesta nasce soprattutto dall’esigenza dell’occupazione di suolo pubblico per esercitare le attività di vendita, di somministrazione di cibi e bevande e di commercio nell’area prospiciente gli esercizi commerciali delle vie interessate, con la conseguente chiusura al traffico veicolare delle vie che gravitano attorno al Naviglio Grande e Pavese.
La delibera prevede l’inizio dell’isola pedonale quando ancora le scuole sono aperte, dal 29 maggio al 27 di settembre. Durante il periodo di apertura delle scuole (dal  29 maggio al 16 giugno e dall’14 settembre al 27 settembre ) gli orari sono previsti dalle ore 18.00 alle ore 01.00 - dal lunedì al giovedì dalle ore 18.00 alle ore 02.00 - venerdì e sabato, dalle ore 12.00 alle ore 01.00 - domenica e festivi. Negli altri periodi l’orario è prolungato di un’ora. E’ fatto divieto di diffondere musica all’esterno, usare generatori e tutti dovranno avere arredi comuni.
L’Amministrazione Comunale, tramite il Settore Politiche dell’identità e del turismo, parteciperà alla realizzazione di un pacchetto di attività, proposte dalla Navigli Lombardi Scarl sulla base di un progetto presentato e condiviso dalle realtà associative più rappresentative dell’area dei Navigli, nel periodo 20 giugno - 13 settembre 2009 comprendente 40 eventi di musica di vario genere, intrattenimenti teatrali di vario tipo ed eventi sportivi per animare l’area dei Navigli. Alla realizzazione del progetto contribuiranno con proprie risorse finanziarie la Navigli Lombardi Scarl, le Associazioni presenti sul territorio, l’Unione del Commercio, Turismo e Servizi e il Comune di Milano - Settore Politiche dell’Identità e del Turismo che trova copertura finanziaria nel capitolo di Bilancio del medesimo Settore.
Fin qui quanto la delibera dice. Sembrerebbe tutto bene. Invece va rimarcata ancora una volta l’assoluta indifferenza e lontananza dell’Amministrazione centrale alle proposte dei Consigli di Zona.
Il Consiglio di Zona 6, attraverso la Commissione Navigli e gli incontri con gli operatori e i residenti, alla luce dei gravi disagi patiti l’anno scorso, hanno presentato un documento che il Consiglio ha fatto proprio con una delibera del 29 gennaio u.s..
In questa delibera, considerate le criticità e le problematiche riscontrate nel corso dell’iniziativa “Estate sui Navigli 2008”, proponeva al Settore Attività Produttive del Comune di Milano che:
-          l’iniziativa fosse temporalmente compresa tra i mesi di giugno e settembre, a scuole chiuse;
-          l’orario fosse inderogabilmente fissato entro le ore 1 tra venerdì e sabato e gli altri giorni alla mezzanotte;
-          al Comune e ai Consigli di Zona 5 e 6 sia affidata la scelta e l’assegnazione delle attività culturali ed aggregative;
-          nessuna riduzione sul plateatico;
-           e la non partecipazione a quei locali che non fossero in regola rispetto alle direttive sull’arredo urbano del 2008.
Tutto quanto sopra è stato disatteso e non tenuto in considerazione dalla delibera di Giunta. Molti si sono stracciate le vesti, compreso il presidente del Consiglio di Zona 6 Massimo Girtanner che sui giornali dichiarava di essere contrario e di sciogliere la commissione Navigli con le dimissioni del suo presidente. Tutto poi è rientrato, le dimissioni non sono state nemmeno formalmente presentate. L’opposizione in Consiglio di Zona 6 ha così presentato, l’8giugno, un documento nel quale si chiede una forte presa di posizione del Consiglio stesso, sottolineandone il ruolo di proposizione e mediazione. In caso contrario l’opposizione ritirerà i propri consiglieri dalla Commissione, non partecipando ad un organismo che non ha alcuna facoltà di incidere e dirimere le questioni che vedono residenti e commercianti su fronti opposti.
L’area dei Navigli ha bisogno di un progetto di più ampio respiro che non può non vedere tutti i soggetti interessati farne parte attiva. In primis l’Amministrazione Comunale che deve dettare regole e promuovere iniziative culturali di livello che non siano solo appannaggio di una categoria.
Angelo Valdameri, consigliere di zona 6 Lista Fo

 
 
 
 
 
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