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.: Il Blog di Angelo Valdameri
Sei nella categoria Parco Agricolo Sud - Barona - Torna indietro »
Mercoledì, 16 Settembre, 2009 - 07:59

richiesta di commissariamento alla Provincia da immobiliare

INTERROGAZIONE

Oggetto: richiesta di commissariamento alla Provincia da parte di operatore

Richiesta di commissariamento alla Provincia da parte di operatore immobiliare.

Il  sottoscritto  Basilio Rizzo, consigliere comunale della Lista Uniti con
Dario Fo, ha appreso oggi dalla stampa che un operatore immobiliare avrebbe
adito  l’istituzione  di  rango  superiore  (la  Provincia)  perché ponesse
rimedio  ad  inadempienze  o torti subiti da quella di rango inferiore (nel
caso il Comune di Milano).
Ora  che  il  Comune di Milano non abbia (questa volta) assecondato in modo
rapido  e  pieno  le richieste di un immobiliarista forse è una notizia, ma
non sarebbe una cattiva notizia.
Tuttavia  viene  messo  in  discussione  il buon funzionamento della nostra
macchina  comunale:  e questo non mette certo in buona luce Milano e merita
risposte chiare.
Giova  altresì  ricordare  l’omogeneità  tra la giunta provinciale e quella
comunale  per  cui  i  fatti  non  possono  essere ricondotti a valutazioni
politiche diverse….
E’  allora  un modo perché dall’esterno, tramite commissariamento, si possa
ottenere  ciò  che  dall’istituzione  competente  (in  cui  è  possibile un
controllo democratico dei consiglieri) non è possibile avere?
E la Provincia si presterebbe a questo gioco? (Fra l’altro si creerebbe una
situazione   nella   quale   l’assessore   al  territorio  della  Provincia
interverrebbe su un ente del quale fino a prova contraria fa ancora parte!)
In  ogni  caso  il sottoscritto interroga il Signor Sindaco e gli assessori
competenti per sapere:
   a quali pratiche si riferiscono i fatti sopra descritti;
   quali  misure  l’Amministrazione  intende  porre  in  atto  a tutela del
      rispetto delle regole.
Inoltre, poiché non sembra potersi escludere l’ipotesi che l’immobiliarista
in  questione  sia  la  “importante  risorsa  della  città” che ha comunque
qualche decina di contenziosi con l’Amministrazione comunale, chiede:
   se  sia  possibile  verificare  il  rispetto di tutte le convenzioni tra
      società riconducibili a quell’operatore ed il Comune di Milano;
   se esista la possibilità che i consiglieri comunali, ovvero i cittadini,
      possano    chiedere    alla    Provincia   di   intervenire   laddove
      l’Amministrazione  comunale non è riuscita ad ottenere il rispetto di
      impegnative   e  di  convenzioni  firmate  da  società  del  suddetto
      operatore.

                                                      Basilio Rizzo

Milano, 15 settembre 2009

Allegato Descrizione
ligrestilarepubblica15.9.09.jpg
2.67 MB
Martedì, 1 Settembre, 2009 - 08:08

No all'inceneritore nel Parco Sud

MEDIGLIA, GATTI: “PRESENTATA INTERROGAZIONE PER SOLLECITARE INTERVENTO DELLA PROVINCIA CONTRO IL GASSIFICATORE/INCENERITORE. GLI ATTI ESISTONO, VANNO SOLO LETTI E APPLICATI”

 

Milano, 28 agosto 2009. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia – PRC – PdCI, Massimo Gatti, oggi ha presentato un’interrogazione al Presidente della Provincia di Milano in merito all’ impianto di trattamento dei rifiuti urbani di Mediglia, per venire a conoscenza delle azioni che la Giunta Provinciale intende intraprendere per attuare l’ordine del giorno approvato all’unanimità il 25 marzo 2009 dal Consiglio provinciale e la deliberazione n. 566 del 25 maggio 2009, in cui la Giunta provinciale esprimeva il proprio parere negativo in ordine alla realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti urbani con valorizzazione energetica dei medesimi mediante gassificazione/incenerimento.

 

“Per tutelare gli interessi generali delle cittadine e dei cittadini di Mediglia – ha affermato Massimo Gatti - che si sono già espressi ripetutamente contro il gassificatore/inceneritore, è necessario che la Provincia di Milano si attivi rapidamente per realizzare quanto approvato da Consiglio e Giunta, sostenendo con determinazione e celerità queste decisioni nei confronti della Giunta Regionale. Contrariamente a quanto affermato continuamente e con troppa disinvoltura dal Presidente Podestà, gli atti formali esistono, si tratta solo di saperli leggere ed applicare. È necessario un impegno univoco di tutti i soggetti istituzionali per impedire che Mediglia diventi una seconda Inzago”.  

 

Nell’interrogazione si chiede inoltre quali iniziative intende mettere in campo la Giunta provinciale per attuare i contenuti del vigente Piano provinciale per la gestione dei rifiuti, in modo particolare in merito alle azioni di riduzione, potenziamento della raccolta differenziata, riciclo e riuso, a partire dalla città di Milano.

 

“Infatti non servono nuovi, inutili e dannosi inceneritori, né a Mediglia né altrove – ha concluso Massimo Gatti -. In questi ultimi giorni il Comune di Milano, la Regione Lombardia e la Provincia di Podestà, stanno invece riproponendo la pericolosa litania di un nuovo inceneritore a tutti i costi, solo per obbedire alle esigenze di massimizzazione dei profitti di alcuni potentati e non agli interessi generali della nostra popolazione”.  
 
 

Luca Forlani

Segreteria Gruppo Consiliare Lista civica Un'Altra Provincia-PRC-PdCI

tel. 02.77402614 - cell. 334.3952953

gattialtraprovincia@gmail.com

http://massimogatti.wordpress.com

Martedì, 7 Luglio, 2009 - 09:55

Area giochi attrezzata di via Mazzolari – via Barona=degrado

In allegato l'articolo di Marianna Vazzana apparso su Cronaca Qui del 7 luglio, che fotografa il degrado, l'incuria, i vandalismi e lo spaccio sull'area verde di via Mazzolari angolo via Barona.

Allegato Descrizione
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Giovedì, 12 Febbraio, 2009 - 15:58

Parchi,il blitz di Forza Italia:ai Comuni più potere

Parchi,il blitz di Forza Italia:ai Comuni più potere
L'allarme di Lega ed opposizione in Consiglio Regionale.
La maggioranza che governa il Pirellone punta a concedere ai soli comuni ogni potere decisionale sui piani dei parcghi, esautorando i direttori che in futuro saranno nominati d'intesa con la Regione. Servono dei direttori manager e non architetti.
Lega e opposizione non ci stanno e annunciano battaglia in commissione, così come avvenuto per l'emendamento "ammazzaparchi" affossato in aula dalle opposizioni solo qualche mese fa.  
In allegato l'articolo di A.Montanari su La Repubblica del 12.2.09

Mercoledì, 10 Dicembre, 2008 - 10:12

Palazzinari in festa: si potrà costruire nel Parco Agricolo Sud

Palazzinari in festa: si potrà costruire nel Parco Agricolo Sud Milano
Che si voglia cementificare il Parco Agricolo Sud Milano rischia di non essere più una notizia. Solo pochi mesi fa scrivevamo dei tentativi, autonomi e differenti, di Provincia e Regione di rivedere i confini del Parco. La Regione attraverso la modifica alla LR12/05 e la nuova legge sui parchi; la Provincia attraverso fantasiosi criteri di revisione del perimetro. Poi la modifica alla legge regionale si è arrestata in Consiglio, mentre il tentativo della Provincia è stato bocciato dalla stessa Regione Lombardia che non ha potuto far altro che prendere atto di come questi criteri fossero in palese contrasto gli obiettivi del Parco e con la normativa vigente.

Oggi il quadro è cambiato. Mentre in Regione è ferma la proposta di modifica alla legge regionale sui parchi (che avrebbe effetti su tutti i parchi, ma in particolare sul parco sud che sarebbe costretto a rivedere la propria legge istitutiva e quindi il proprio perimetro), l’Ente Parco Agricolo Sud Milano ha approvato dei nuovi criteri. Questi contengono un’importante novità. Per poter edificare le aree oggi incluse nei confini del Parco non è più necessaria una modifica del perimetro: si consente di costruirci direttamente dentro.

Proprio così. Martedì 9 dicembre, il Consiglio Direttivo del Parco Agricolo Sud Milano ha approvato i nuovi criteri per edificare all’interno dell’area protetta. Questi prevedono sostanzialmente una variante normativa al suo piano territoriale di coordinamento con l’individuazione di una nuova categoria di territori, le “Aree di ricomposizione dei margini urbani e di riqualificazione paesistica e ambientale, di interesse pubblico e di riassetto urbanistico”. In questo modo i 61 Comuni potranno individuare aree interne al parco, cambiarne la destinazione e quindi edificarle.

Così, mentre tutti si dichiarano contrari al consumo di suolo, il parco avvia un procedimento per edificare complessivamente 500 ettari (da sommare ai 360 dei Piani di Cintura Urbana, a quelli del Cerba e a quelli non ancora quantificati dai piani di fruizione). Questa naturalmente è solo una prima indicazione visto che nei passaggi successivi (a partire dal Consiglio Provinciale, cui spetta il compito di approvare definitivamente questa procedura) non è escluso che queste cifre possano aumentare, anche significativamente. La delibera è passata con 5 voti a favore (PD, Socialisti, Sinistra Democratica e “UDC”) e 4 contrari (Forza Italia, Verdi, agricoltori e ambientalisti).

Questa procedura ha poco senso per il Parco Agricolo Sud Milano. Infatti, se aree con una simile destinazione esistono in molti altri parchi regionali (es. quello del Ticino) e non esistono nel Parco Sud il motivo è semplice: quando è stato disegnato il perimetro del Parco, invece di includere aree poi da assegnare a pianificazione autonoma da parte dei Comuni (come per altri parchi), queste aree sono state direttamente escluse. Per farsi un’idea delle loro dimensioni, basta osservare la carta del Touring Club del parco: sono piuttosto evidenti le aree “bianche”, aree esterne al perimetro (quindi di esclusiva competenza dei Comuni), dove realizzare le espansioni urbanistiche.  Dobbiamo credere che tutti i Comuni del Parco, in soli otto anni, abbiano esaurito le proprie previsioni di espansione urbanistica? Difficile crederlo; quello che certamente non si è esaurita è quella miope visione di sviluppo limitata allo sviluppo urbanistico, visione che evidentemente perdura anche in chi amministra il Parco Sud.

L’approvazione di questi nuovi criteri, infatti, non fa che confermare con evidenza (se ce ne fosse bisogno) come le priorità dell’azione di questa amministrazione del Parco non coincidano proprio con quelli previsti dalla sua legge istitutiva. Non si spiegherebbero altrimenti le risorse ed il tempo spesi per cercare di mettere a disposizione dei costruttori aree fino ad oggi protette, lasciando in secondo piano quelli che sono gli obiettivi del Parco, quelli stabiliti dalla sua legge istitutiva (che la Regione si è vista costretta a ricordare agli attuali amministratori nel bocciargli i vecchi criteri. Un episodio senza dubbio imbarazzante).

Se così non fosse, il tempo, le risorse e le energie spesi per rivedere i confini sarebbero stati investiti in modo più utile e coerente con le finalità del parco, magari anche per ascoltare i bisogni, le esigenze e le proposte dei cittadini da impiegare per la redazione dei piani della fruizione e dei percorsi, i piani per far vivere il parco. Nulla di tutto questo. Questi piani, facile prevederlo, saranno invece calati dall’alto proprio in prossimità delle elezioni, magari per cercare di far dimenticare la decisione di oggi.

Quella della revisione dei confini è una lunga storia, cominciata pochi mesi dopo l’approvazione del PTC del Parco, nel 2000. Una storia significativa di quello che è un approccio purtroppo diffuso al parco sud e, in genere, alle aree protette, viste come un enorme deposito di terreni da usare all’occorrenza per edificare e, nel frattempo, da riempire con variegate iniziative di comunicazione. Ce ne siamo già occupati nel primo numero di Gragra a cui si rimanda per approfondire i criteri bocciati, criteri, lo ricordiamo, fantasiosi, incoerenti con la normativa vigente e scritti esplicitamente per permettere l’edificazione delle aree del parco (quei criteri contenevano anche un tariffario con i prezzi delle aree da stralciare: così per la prima volta un parco regionale “metteva in vendita” le proprie aree). Mai approvati dal Consiglio Direttivo del Parco, bocciati dalla Regione Lombardia, sono stati però inviati ai Comuni (anche successivamente alla bocciatura regionale). L’effetto è stato quello di creare delle enormi aspettative di revisione e hanno di fatto sollecitato l’invio di richieste da parte dei Comuni. La decisione del Consiglio Direttivo di oggi non è che un ulteriore passo sbagliato di questo scriteriato, miope percorso.

Naturalmente torneremo sull’argomento.

10 dicembre 2008
 
 

Giovedì, 20 Novembre, 2008 - 12:35

La Regione commissaria la Provincia e sblocca l’impianto.

PARCOSUD: VIA LIBERA ALL’INCENERITORE
La Regione commissaria la Provincia e sblocca l’impianto.
Repubblica di oggi (allegato) riporta la notizia che il nuovo inceneritore si farà nel Parco agricolo Sud. E’ stato nominato il commissario nella persona del presidente della Provincia, Filippo Penati, e pochi minuti dopo la nomina lo stesso si è affrettato a dire che il nuovo inceneritore si farà nel Parco Sud. Ha aggiunto che ha già dato il via libera alle modifiche del Piano Provinciale Rifiuti, richieste dalla Regione e che ieri stesso, firmando una delibera che, di fatto, esaurisce il suo compito di commissario e metterà la Regione nelle condizioni di decidere. Dopo il chiarimento politico in Provincia, con i Verdi, PRC e Sinistra Democratica sulle barricate e il dietro-front di Penati, a nulla è servito visto che il nuovo inceneritore si farà e proprio nel Parco Sud: resta ancora da decidere dove se a Pieve Emanuele, a Nosedo vicino al nuovo depuratore o a Opera nei pressi del carcere. I sindaci dell’area sud sono contrari e disposti a tutto pur di contrastare questa nefasta logica che vuole il Parco Sud nuova terra di conquista. Non serve poi sostenere che Milano è autosufficiente se solo si raddoppiasse la capacità dell’impianto di Trezzo e il potenziamento di quello di Sesto S.Giovanni. A.Valdameri, consigliere di zona 6 Lista Fo

Allegato Descrizione
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Martedì, 18 Novembre, 2008 - 09:20

Parco Blu:un nuovo spazio verde in città

Riporto dal sito del Comune di Milano

Interessata un'area di 6.000 mq


Parco Blu. Un nuovo spazio verde in città

La Giunta ha approvato un progetto da 650mila euro per trasformare in 60 orti urbani il terreno abbandonato tra il Carcere Minorile Beccaria e il parco dei Fontanili
Milano, 14 novembre 2008 – La Giunta comunale ha approvato un progetto da 650 mila euro per recuperare il Parco Blu: un’area verde abbandonata, situata tra il Carcere Minorile Beccaria e il parco dei Fontanili.
Nel parco, che si estende su una superficie di 6.000 mq, che in precedenza aveva già avuto un utilizzo agricolo, verranno realizzati 60 orti urbani di 55 mq ciascuno. Saranno attrezzati con casette di legno per il deposito di piccoli attrezzi da giardinaggio. Inoltre verranno piantate diverse specie arboree, disposte a filare lungo il percorso principale, e sarà previsto un servizio igienico autopulente. La fruizione di quest’area potrà essere aperta anche a scolaresche, come attività didattico-pedagogica.
“Un modo intelligente e innovativo di rivitalizzare un’area abbandonata, inserita in un contesto periferico, mettendola a verde con un’attenzione particolare alla socialità. I veri e propri orti urbani che realizzeremo, verranno infatti consegnati alla cittadinanza, specialmente agli anziani, che, con il loro presidio, potranno nel contempo dissuadere lo svolgersi di spaccio e le altre attività illecite”, ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici e Infrastrutture Bruno Simini.
“Restituiamo alla città un nuovo spazio verde – ha detto l'assessore all'Arredo, Decoro Urbano e Verde Maurizio Cadeo – che, in questo caso con la costruzione di nuovi orti, ha anche una funzione sociale a testimonianza della nostra attenzione per uno sviluppo equilibrato della città. Riaffermiamo come i progetti di ‘grigio’ nascono intorno a progetti di ‘verde’, che, in molti casi, guidano lo sviluppo’.
“Contiamo di iniziare i lavori nel 2009 – ha conclude l’assessore Simini - e di finirli in un anno circa”.
Mercoledì, 5 Novembre, 2008 - 09:44

Approvato il Piano Rifiuti da parte del Consiglio provinciale

Approvato il Piano Rifiuti da parte del Consiglio provinciale.
E’ stato approvato il nuovo Piano Rifiuti della Provincia. Dopo che nei giorni scorsi Rifondazione Comunista aveva minacciato l’uscita dalla Giunta Penati se fosse stato approvato il Piano Rifiuti senza che si togliesse la possibilità di realizzare il nuovo inceneritore, ieri è stato approvato  con il voto favorevole di PD, Italia dei valori e Socialisti: astenuti PRC,Verdi e Sinistra Democratica. Contrari Pdci, Udc e Sinistra Critica; Pdl e Lega non hanno partecipato al voto.
Il documento approvato accoglie le prescrizioni della Regione che amplia la quantità di rifiuti da smaltire, ma però invita a localizzare un nuovo inceneritore. E qui c’è l’inghippo: nel nuovo Piano approvato, là dove si dice che non potrà essere realizzato nei parchi regionali, con l’esclusione però del Parco Agricolo Sud. Come se quest’ultimo non fosse un parco a tutti gli effetti. Nel contempo è passato un emendamento del PD che dice no a nuovi impianti a Milano ....vicino al Parco Sud!. Penati però si è già dichiarato possibilista dicendo che “il Piano non esclude nulla – ed è vero – con la Regione lavoreremo per definire la nuova localizzazione”!. Siamo alle solite: il Parco Sud viene inteso come terra di conquista e come territorio da allocare tutto quello che la città respinge, dall’inceneritore, agli sfasciacarrozze, alle discariche, alle cave riadattate. Manca, sia a destra che a sinistra, una vera cultura ambientalista che preservi il territorio e l’ambiente. Una risorsa unica in Europa, come il parco agricolo Sud, dovrebbe essere valorizzata, salvaguardata e incentivata.
A.Valdameri, consigliere di zona 6 Lista Fo
Venerdì, 26 Settembre, 2008 - 14:24

Cascina Mocucco: attuazione del progetto di riqualificazione

Allego il testo della mozione presentata ieri sera in Cdz6 - 25 settembre - dal consigliere Mapelli e sottoscritta da tutti i consiglieri. Riguarda il progetto di riqualificazione e nel contempo chiede spiegazioni sull'assegnatario che allo stato attuale non ha mai iniziato l'attività oggetto della convenzione col Comune di Milano.

Allegato Descrizione
moncucco25.9.08.doc
416 KB
Venerdì, 26 Settembre, 2008 - 14:17

Cascina Carliona

Allego il testo dell'interrogazione urgente presentata ieri sera - 25 settembre - al Consiglio di Zona 6

Allegato Descrizione
carliona.doc
28 KB
Venerdì, 1 Agosto, 2008 - 08:12

ASSALTO AL VERDE DEL PARCO AGRICOLO SUD MILANO

ASSALTO AL VERDE DEL PARCO AGRICOLO SUD MILANO
Da ieri i Piani di Cintura Urbana iniziano l’iter amministrativo. Sono stati discussi all’interno del Direttivo del Parco Agricolo Sud e dovrebbero essere approvati a breve. I PCU sono 5 progetti urbanistici che riguardano aree agricole e non, vincolate, del Parco Sud, nel territorio di Milano e nella fascia periurbana con l’hinterland. Nei giorni scorsi c’è stato un accordo tra la Provincia di Milano e il Comune che prevede l’edificazione sull’8% di questi terreni. Sconosciuto è l’indice di edificabilità che sarà concesso. I progetti che riguardano i PCU sono 5 per un totale di 4.800 ettari. Il protocollo, firmato da Parco Sud e i comuni, prevede che l’82% del territorio rimarrà agricolo, un 8% destinato a servizi e impianti sportivi, il restante 8% a edilizia e infrastrutture.
E’ partito quindi l’assalto al Parco Agricolo Sud da qualcuno- assessore Masseroli, indicato solo come degrado e abusivismo. Per la Provincia invece l’edificazione concessa potrà consentire di finanziare il verde e preservare l’agricoltura esistente. In pratica gli oneri di urbanizzazione delle nuove case pagheranno la realizzazione del nuovo e la riqualificazione del verde esistente. Per fare questo occorrerà stabilire un meccanismo di scambio con i proprietari dei terreni – in massima parte riconducibili a Ligresti e alle fondazioni (Cà Granda-Ospedale Maggiore). La Provincia pensa ad un meccanismo di compensazione: per ogni metro quadro di cemento, 10 mq2 di area agricola da cedere al parco. Il Comune di Milano, col Piano di Governo del Territorio, che dovrà essere approvato entro la primavera del 2009, punta alla perequazione. Si assegnerà un indice edificabile a tutti i terreni, anche quelli agricoli non edificabili, che sarà cumulato con altre aree edificabili. Le aree non edificabili passerebbero di proprietà del Comune e quelle edificabili avrebbero un indice maggiore.
In allegato l'articolo de La Repubblica del 31 luglio 2008

Allegato Descrizione
parcosudallarme.doc
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Martedì, 24 Giugno, 2008 - 14:21

Salviamo il Parco Ticinello e Cascina Campazzo

Salviamo il Parco Ticinello e Cascina Campazzo
(Informativa 06/08)

La storia sofferta dal Parco del Ticinello
Il Parco Ticinello, nell’area sud della città, limitrofo all’abitato, insiste su un’area di 880.000 mq. Dal 1982 il Comune di Milano ha inserito nelle sue previsioni urbanistiche questo progetto che prevede la commistione della fruizione pubblica e dell’attività agricola.
All’interno dell’area è compresa la struttura di Cascina Campazzo, il vero cuore del parco, sia per la presenza di un allevamento di bovini da latte, sia per la rilevanza della struttura architettonica, con l’oratorio, l’antico forno a legna e altri edifici monumentali che risalgono al XVIII e al XIX secolo.
Questo progetto, pur appoggiato e fortemente voluto dalla popolazione circostante, che già in parte ne gode grazie alla presenza dell’Associazione Parco Ticinello, ha trovato grandi difficoltà nella sua realizzazione, soprattutto in forza dell’atteggiamento del proprietario di buona parte della superficie. Tuttavia, nel 2003, circa metà delle aree destinate a parco sono state acquisite dal Comune di Milano attraverso l’esproprio e un investimento di circa 10 milioni di Euro.

La situazione oggi
L’ attuale Amministrazione comunale,  dopo il suo insediamento, ha operato per approvare gli strumenti urbanistici finalizzati alla realizzazione del parco, strumenti decaduti nel maggio 2006. La scorsa primavera ha riapprovato, con delibera di Consiglio  n. 20 del 23.04.07, la variante al Piano regolatore del Parco del Ticinello. Tale documento ribadisce la presenza di un’agricoltura reale nel parco e l’indispensabilità della Cascina Campazzo a questo scopo. Nel successivo mese di giugno ha poi adottato, con delibera di Giunta  n. 1374 del 27.09.07, il progetto preliminare del parco. Inoltre ha anticipato, nella revisione di bilancio del settembre scorso, con delibera di Consiglio  n. 5 del 27.09.07,  lo stanziamento per le opere del primo lotto del parco e per l’acquisizione di Cascina Campazzo già prevista per il 2007.
Il passaggio successivo, indispensabile per la realizzazione definitiva del parco, sarebbe stata la Dichiarazione di Pubblica Utilità della cascina; la qual cosa avrebbe consentito la sua acquisizione, tramite esproprio. Questo passaggio è competenza dell’Assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli.
Nel mese di novembre l’assessore stesso ha però interrotto l’iter amministrativo della pratica, motivandola con l’avvio di una trattativa con la proprietà che avrebbe raggiunto gli stessi obiettivi in tempi brevi.

L’urgenza di chiudere la partita
Attorno a Cascina Campazzo si sta registrando lo scontro determinante per il futuro del Parco Ticinello. Il proprietario con una serie di azioni legali intende allontanare dalla cascina l’agricoltore affittuario. In assenza dell’attività agricola tutto il progetto Parco Ticinello, e la cascina in particolare, non avrebbe più ragione d’essere.
Il tribunale, su richiesta della proprietà, ha emesso un’ordinanza  di inibizione di manifestazioni pubbliche nell’ambito della cascina. Così finiscono le famose feste sull’aia che coinvolgevano migliaia di abitanti della città.
Nel frattempo, a seguito di una sentenza della Cassazione, per l’agricoltore lo sfratto è diventato esecutivo. Dopo due rinvii, il 19 settembre prossimo, l’ufficiale giudiziario si presenterà all’ingresso di Cascina Campazzo.

Giugno 2008
Associazione per il Parco Sud Milano

Allegato Descrizione
Salviamo il Ticinello.pdf
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Venerdì, 9 Maggio, 2008 - 14:09

Mozione sul Parco Agricolo Sud Milano

Allego la mozione passata ieri sera in CDZ 6, sul parco Agricolo Sud, presentata dal PD e sottoscritta da tutta l'opposizione.

(18 si, 10 dei quali tutta l’opposizione presente,  8 astenuti,

3 contrari, due dei quali della Lega)

Allegato Descrizione
parcoagricolosud.doc
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Lunedì, 10 Marzo, 2008 - 09:58

DUE PROGETTI PER LA VIABILITÀ A MILANO SUD

DUE PROGETTI PER LA VIABILITÀ

 

La 'bretella Merula-Chiodi' e un nuovo collegamento con Assago mirano a risolvere i problemi del traffico cittadino

 

Buccinasco, come sanno i suoi abitanti, ha un problema di traffico. Le necessità sono in sostanza due: migliorare i collegamenti con Milano ed evitare i flussi di attraversamento tra ovest (Nuova Vigevanese, MM1 Bisceglie) ed est (Milanofiori).

Le due questioni irrisolte determinano lunghe code in orario di punta sulle principali vie di collegamento con Assago e Milano, e mezzi di ogni tipo, anche pesanti, che passano a tutte le ore da piazza San Biagio, entrando insomma nel cuore della città. Non a caso le rilevazioni dell'ARPA hanno mostrato che la qualità dell'aria nell'abitato di Buccinasco è ai livelli di quella di Milano.

Per la prima volta dopo tanti anni, si profila in questo periodo la possibilità di risolvere il problema del traffico di attraversamento. Non certo con la dirompente strada-parco, che tanto assomiglia al ponte di Messina per ottusità progettuale, spreco di denaro pubblico e possibili interessi privati. Bensì con due strutture più piccole ed economiche: il collegamento via Merula-via Chiodi, in Milano, e un nuovo collegamento Buccinasco-Assago nella zona di Buccinasco Più.

Il primo intervento è già deciso e finanziato, si attende solo il via libera ai lavori. Il secondo è in discussione.

Ecco in dettaglio le implicazioni dei due progetti:

         Collegamento tra le vie Merula e Chiodi

Nota come “bretella Merula-Chiodi”, è una nuova strada di cui si parla dagli anni Novanta. Utilissima, perché collegherà direttamente via Merula, all'altezza della cascina Corio, con via Chiodi, all'altezza della scuola Tre Castelli. Il tracciato resterà vicino all'abitato, riutilizzando la stradina in parte non asfaltata già esistente. Due corsie complessive, per evitare possibili gare di velocità. Il Parco Teramo, situato allo sbocco della nuova strada, subirà una limatura per la necessità di non lambire con la strada la scuola Tre Castelli.

Gli automobilisti in arrivo dal cavalcavia Giordani, quindi dalle zone ovest e nord-ovest di Milano, invece di girare a destra e addentrarsi in Buccinasco potranno svoltare a sinistra, percorrere la bretella, le vie Faenza e Famagosta, lo svincolo di piazza Maggi e il collegamento alla A7.

Un percorso quasi rettilineo, su strade periferiche a basso indice di riempimento. Per andare dal Giordani a Milanofiori e viceversa basteranno 10-15 minuti, senza spingere particolarmente sull'acceleratore.

La bretella Merula-Chiodi è già in fase attuativa. Il comune di Milano ha approvato da tempo il progetto esecutivo, stanziando circa 20 milioni di euro. I lavori dovevano iniziare a fine 2007 e concludersi nel 2009. Non sono ancora partiti perché si attende la disponibilità di un ultimo appezzamento di terreno, per il quale non è stato raggiunto l'accordo economico con il proprietario. La palla è ora al TAR, la sentenza o l'accordo tra le parti sbloccheranno in qualche modo la situazione.

 

- Nuovo collegamento con Assago

Le amministrazioni di Buccinasco e Assago stanno valutando di collegare il nuovo insediamento Buccinasco Più con l'autostrada A7.

Due le ipotesi sul tavolo: una strada che giri 'dietro' Buccinasco Più, al confine con Assago, per arrivare a un nuovo scavalco della tangenziale all'altezza del Carrefour, anch'esso da realizzare. Oppure partire da via Guido Rossa con una nuova strada che raggiunga Assago.
La seconda ipotesi costerebbe meno. Entrambe resterebbero non distanti dall'abitato, evitando di consumare il territorio agricolo.
Con questa strada gli abitanti di Buccinasco Più, Milano Più e dei vicini insediamenti di Assago non avrebbero più bisogno di andare verso piazza San Biagio per raggiungere Milano in tempi decenti negli orari di punta. Uscendo di casa potrebbero imboccare il collegamento e da lì essere rapidamente alla MM2 o allo svincolo di piazza Maggi.

- Confronto con la 'strada-parco'
Il collegamento diretto tra il cavalcavia Giordani e l'autostrada A7 è definito strada-parco perché passerebbe per ben 5,5 km nella fascia agricola del Parco Sud che ancora resiste tra Milano e Assago. La fascia sarebbe spaccata in due, compromettendo l'ecosistema interno, fatto delle cascine storiche, delle attività agricole, dei laghetti e degli animali che è ancora possibile osservarvi (è stato censito anche un falchetto), e aprendo alle colate di cemento.
Al momento la strada-parco esiste solo sulla carta, però è prevista nel Piano di coordinamento provinciale. Andrebbe concordata tra Milano, Assago e Rozzano, più l'ente Parco Agricolo Sud e la Provincia stessa.
Per farsi un'idea dei costi, tale infrastruttura sarebbe cinque volte più lunga della Merula-Chiodi, 4 corsie contro due, nessun riutilizzo di tracciati esistenti, più tutti i costi e le complicazioni legate agli espropri e al coordinamento degli enti coinvolti. Parlare di 150 milioni e 5-10 anni di tempo non è, probabilmente, lontano dalla verità.
A parte gli interessi edilizi della criminalità organizzata nel Parco Sud, e senza neanche sottolineare l'importanza di tutelare il territorio vergine nel posto più inquinato d'Europa (la Lombardia), con una semplice calcolatrice appare chiara l'insensatezza economica della strada-parco. La bretella Merula-Chiodi risolverà la stessa esigenza con una frazione del tempo e dei costi.
La speranza è che Milano ora insista per iniziare finalmente i lavori.

A cura di Alessandro Franco e Angelo Valdameri, consigliere zona 6 Lista Fo

Venerdì, 7 Marzo, 2008 - 09:26

lavori in via san Marchetto:risposta della Polizia Municipale

Allego la risposta della polizia Municipale pervenuta ieri 6 mnarzo 2008.

Allegato Descrizione
sanmarchettolrispvv.uu3.08.doc
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Venerdì, 7 Marzo, 2008 - 09:08

nuova interrogazione per via San Marchetto/laghetti di assago

Presentata una nuova interrogazione in merito all'attività estrattiva e di lavorazione in via San Marchetto ai laghetti di Assago.

Allegato Descrizione
sanmarchettolavorilaghetti2.08.doc
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Venerdì, 7 Marzo, 2008 - 09:02

Costruzioni di unità abitative in via Valpolicella 5

E' stata presentata l'interrogazione urgente allegata in merito a nuove costruzioni in via Valpolicella 5, all'interno di un'area destinata a rimessaggio mezzi movimento terra e in pieno Parco Agricolo Sud Milano.

Allegato Descrizione
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Giovedì, 6 Marzo, 2008 - 09:34

Parchi, retromarcia della regione

Dal Corriere della Sera del 5 marzo 2008 a firma G.M.Fagnani, si legge che la Regione ha ritirato la norma contestata dagli ambientalisti e denominata ammazza-parchi. Il contestato art.13 è stato ritirato dall'assessore regionale leghista Davide Boni. La modifica affidava all Regione l'ultima parola nel caso di contenziosi urbanistici tra i Comuni e gli Enti Parco. Ora se ne riparlerà con la nuova legge di riordino dei parchi regionali, il cui iter è appena iniziato. E' un successo degli ambientalisti , della mobilitazione di sindaci, cittadini, agricoltori e associazioni, dal WWF a Legambiente, Italia Nostra, FAI e le Associazioni del Parco agricolo Sud.

Venerdì, 15 Febbraio, 2008 - 13:32

Lavori in via S.Marchetto-laghetti di Assago

Allego la lettera di sollecito inviata alla Polizia Municipale x i lavori ai laghetti di Assago.

Venerdì, 15 Febbraio, 2008 - 13:24

Legge regionale: torna il provvedimento "mangia territorio

 

 

Legge urbanistica regionale: torna il provvedimento "mangia territorio"

12/2/2008 - FAI, Italia Nostra e WWF: siamo contrari e informeremo il BIE, l'organizzazione internazionale che gestisce le esposizioni universali

 

FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, Italia Nostra e WWF Italia informano che mercoledì 13 febbraio la Commissione Territorio della Giunta Regionale Lombarda tornerà a discutere degli emendamenti alla Legge sull’urbanistica, a danno dei parchi regionali.
Se l’emendamento “mangia territorio” dovesse essere approvato, le tre associazioni, che hanno costituito l’”Osservatorio Expo”, porteranno all’attenzione del segretario generale del BIE, Bureau International des Expositions – l’organizzazione internazionale che gestisce le esposizioni universali -  quello che sta succedendo, perché in netto contrasto con le linee di sostenibilità ambientale espresse dalla candidatura di Milano e  supportate dalla Regione Lombardia.

Gli emendamenti alla legge Urbanistica regionale 12/2005 proposti dall’Assessore all’Urbanistica Davide Boni, hanno come obiettivo quello di facilitare ai Comuni espansioni insediative nei 24 Parchi Regionali. La tutela dell’ambiente, della storia, dell’interesse collettivo, sembra essere assente nella politica dell’attuale Giunta Regionale, nonostante le normative europee vadano in direzione opposta. Queste scelte  potrebbero  generare gravissime conseguenze sulla tutela e
gestione delle risorse territoriali e sul sistema della pianificazione.

“E’ il primo vero attacco al sistema dei parchi, un patrimonio collettivo costruito con tanta fatica, la cui importanza - come valore del territorio e come presidio per la conservazione  e la tutela di ecosistemi naturali e per la realizzazione di reti ecologiche anche in contesti fortemente urbanizzati - non sembra preoccupare il Governo Regionale” dice Enzo Venini, Presidente WWF Italia .

“In molti paesi europei ci sono leggi che limitano l’occupazione di aree libere, di svago, agricole o incolte che siano  e che impongono di utilizzare solo aree già urbanizzate per qualsiasi nuova edificazione, con il duplice obiettivo di recuperare e bonificare le aree dismesse, ricreando paesaggio e allo stesso tempo salvaguardando le aree verdi – così vitali per la vivibilità delle città e per la salute dei cittadini. In Lombardia invece espandiamo le città sui parchi” afferma Giulia Maria Mozzoni Crespi, Presidente FAI.

Tutto ciò avviene mentre il Comune di Milano e la Regione Lombardia, promuovono per Expo 2015 una immagine di “città amica dell’ambiente e del territorio”, mentre l’approvazione di questi emendamenti determinerebbe un nuovo quadro di consumo del suolo in cui il progetto Expo 2015 andrebbe a inserirsi, in contrasto con quanto dichiarato dal Sindaco Moratti.
Tali emendamenti consentirebbero infatti ai Comuni di introdurre, mediante i propri Piani di Governo del Territorio e tramite procedure semplificate, attribuite per competenza alla Regione, espansioni insediative all’interno dei perimetri dei Parchi Regionali, delegittimando in tal modo l’esistenza dei parchi stessi.

“Nella proposta avanzata dalla Giunta lombarda, l’espansione dei singoli Comuni, sottratta a logiche di coordinamento anche nei territori dei Parchi, potrà impoverire gli spazi naturali e le aree dedicate all’agricoltura, sulla cui valorizzazione bisognerebbe invece insistere proprio in vista dell’EXPO”  dice Luca Carra, Presidente Italia Nostra Milano.

Questo comunicato viene inviato alla stampa e contemporaneamente al Comune di Milano nella persona del Sindaco Letizia Moratti, alla Provincia di Milano, nella persona del Presidente Filippo Penati e alla Regione Lombardia, nella persona del Presidente Roberto Formigoni.

Milano, 11 febbraio 2008                    


Ufficio stampa
FAI tel 02467615219ufficiostampa@fondoambiente.it
Italia Nostra tel 02-86461400 milano@italianostra.org
WWF Italia Sara Bragonzi tel 329 8315718 s.bragonzi@wwf.it

 

Venerdì, 15 Febbraio, 2008 - 09:18

Mozione Parco agricolo Sud

Presentata dal consigliere del  PD Garlaschelli- ieri sera 14 febbraio in CDZ6- la mozione sul Parco Agricolo Sud messo in pericolo dalla presentazione dell'emendamento alla legge regionale che consentirebbe l'edificazione nel Parco sud.La mozione è stata sottoscritta da tutti i partiti dell'opposizione in CdZ6.

Allegato Descrizione
parcoagricolosud.doc
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Venerdì, 7 Settembre, 2007 - 10:31

Area giochi di via Mazzolari ang.Barona

Allego l'interrogazione che ieri sera 6 settembre ho presentato in Consiglio di Zona sul degrado del nuovo parco giochi di via Barona angolo via Mazzolari.

Allegato Descrizione
mazzolaribaronainterrogaz9.09.doc
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Martedì, 24 Luglio, 2007 - 07:31

Lavori alla ex cascina Colomberotto

Allego il testo dell'interrogazione presentata in Consiglio di Zona sulla ex cascina Colomberotto.

Allegato Descrizione
colomberottointerrog7.07.doc
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Venerdì, 29 Giugno, 2007 - 07:41

Deviatore Fiume Olona via Zurigo - Danusso

Ieri sera il Consiglio di Zona 6 ha votato all'unanimità la mozione presentata dalla Lista Ferrante,Lista Fo,Rosa nel Pugno riguardante il deviatore del fiume Olona da via Zurigo a via Danusso.

Allegato Descrizione
MOZIONE_DEVIATORE_FIUME_OLONA[1].doc
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Venerdì, 29 Giugno, 2007 - 07:39

Segnaletica Parco Agricolo Sud Milano, zona Barona

In allegato la mozione da me presentata ieri sera in Consiglio di Zona 6, votata all'unanimità.La mozione chiede un intervento del Comune per segnalare adeguatamente il Parco Agricolo Sud Milano in Barona.

Allegato Descrizione
mozionesegnaletica parcosud.doc
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Giovedì, 8 Marzo, 2007 - 09:11

Via San Marchetto:abuso edilizio?

In via San Marchetto, alla Barona, nei pressi dei Laghetti di Assago, hanno costruito negli ultimi giorni dei muraglioni e un basamento in cemento armato che non si capisce bene a cosa preluda. Il cartello apposto sopra la staccionata di ingresso riporta tutti i dati dell'impresa costruttrice, della società mandataria, ma non evidenzia il numero di permesso a costruire o la D.I.A., dichiarazione inizio attività. Preoccupati che ciò possa significare una ripresa dell'attività estrattiva della ex cava - ora laghetto per la pesca sportiva- o nella peggiore delle ipotesi usata come discarica, abbiamo segnalato la questione alla Polizia Municipale, ai C.C. della Barona,alla Provincia di Milano nella persona dell'ass.ra Brembilla (Parco Agricolo Sud) e al Consiglio di Zona 6. Da tempo all'interno del Parco Sud si realizzano nuove edificazioni come in via Bardolino 31, si spianano terreni che vengono usati come deposito di inerti, senza alcun controllo degli organi preposti.A. Valdameri consigl. di zona 6 Lista Fo

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sanmarchettolavorilaghetti.doc
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