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.: Il Blog di Angelo Valdameri
Giovedì, 15 Gennaio, 2009 - 08:58

MORATTI INDAGATA: PM CONTABILE, COLPA GRAVE PER SINDACO

MORATTI INDAGATA: PM CONTABILE, COLPA GRAVE PER SINDACO -

(ANSA) - MILANO, 14 GEN - Lo spoíl system ai vertici della macchina comunale di Milano operato dalla giunta Moratti all'inizio del proprio mandato configura una 'colpa grave', imputabile in misura superiore al sindaco Letizia Moratti, ma, in subordine anche ai suoi assessori e ai cinque alti funzionari di Palazzo Marino che firmarono gli atti di assunzione dei nuovi dirigenti. Lo ha ribadìto oggi il pubblico ministero contabile Claudio Chiarenza nella sua requisitoria davanti alla Corte dei Conti della Lombardia che dovra' valutare l'eventuale danno erariale causato dà questa vicenda.

Il magistrato, che ha rilevato l'indagine a suo tempo condotta dal procuratore Domenico Spadaro e dalla Guardia di Finanza di Milano, ha sottolineato 'il carattere preminentemente politico dell'operazione illecita' che sarebbe stata animata dalla 'volontà' di fidelizzazione dei dirigenti dell'amministrazione'.

Un'operazione che, per la procura contabile, avrebbe generato un danno erariale di oltre 7 milioni di euro.

Per Chiarenza la sostituzione dei vecchi dirigenti con personale scelto in base alla fiducia personale (intuitu personae) rappresenterebbe già di per sé una violazione del dettato costituzionale che impone per gli impiegati pubblici la selezione tramite concorso e la fedeltà esclusiva alla nazione.

Ma entrando nello specifico dei singoli casi, il pm ha passato al setaccio tutte le presunte violazioni alle norme che regolano l'assunzione di dirigenti e dipendenti pubblici. Illegittime, per il pm, sono le nomine dei consiglieri regionali Gian Pietro Borghini e Alberto Bonetti Baroggi rispettivamente a direttore generale e a capo del gabinetto del sindaco per il principio non comulabilità degli stipendi.

Fuori legge sono anche tutte le promozioni a alti dirigenti di persone non laureate. "Dare a una persona che non ha i requisiti culturali uno stipendio è sempre danno", ha affermato Chiarenza.

Stesso discorso vale per il personale dell'ufficio stampa: "Tutti gli addetti dell'ufficio stampa non dotati di diploma di laurea - ha subito aggiunto - sono illegittimi e dannosi". Per il magistrato non rappresenta una scriminante per l'amministrazione la modifica del regolamento all'ordinamento degli uffici e dei servizi, approvata per altro tre giorni prima delle assunzioni, visto che un tale atto non può mutare i requisiti previsti dalla legge, ma soltanto indicare limiti, modalità e criteri delle assunzioni.

Né allevia la responsabilità degli amministratori l'aver chiesto pareri alla Funzione Pubblica e alla Corte dei Conti. "La responsabilità non cessa di fronte a un parere", ha concluso il magistrato.

Nel corso del pomeriggio sono proseguiti gli interventi delle parti davanti alla corte, che all'inizio dell'udienza ha però rigettato, per vizio procedurale, la richiesta di costituirsi come parte del consigliere comunale di opposizione Basilio Rizzo autore dell'esposto che ha dato vita tanto all'inchiesta contabile quanto alla parallela indagine penale. (ANSA)

Martedì, 13 Gennaio, 2009 - 18:05

COPERTO IL LAVATOIO DI VICOLO DEI LAVANDAI

COPERTO IL LAVATOIO DI VICOLO DEI LAVANDAI
Non è stata la recente nevicata ma la posa di diverse fioriere che hanno completamente oscurato il lavatoio di vicolo dei Lavandai, sull’Alzaia Naviglio Grande.
Un posto “da cartolina”  visitato da migliaia di persone viene dalla mattina alla sera completamente coperto da alcune fioriere messe probabilmente dal vicino ristorante.
Si tratta la roba pubblica come se fosse privata.
Era già accaduto qualche mese fa che, a causa di un cedimento della copertura, senza chiedere nessuna autorizzazione, tantomeno alla Sovrintendenza; un’impresa ha sostituito il legno che tiene le beole. Ci sono state segnalazioni alla polizia Municipale ed esposti alla Sovrintendenza.
La segnalazione è stata fatta in Consiglio di Zona 6 dal consigliere della Lista Ferrante Rovelli.
Speriamo che sortisca qualche effetto e le fioriere vengano al più presto rimosse.
Angelo Valdameri consigliere di zona 6 Lista Fo          

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Venerdì, 9 Gennaio, 2009 - 09:22

Cantiere del Nuovo di via Soderini

Presentata ieri sera l'interrogazione sulle mancate risposte a seguito della delibera di Consiglio di Zona 6 del novembre scorso, sulla richiesta di utilizzo di alcuini spazi all'interno del "Cantiere del Nuovo" di via Soderini.

INTERROGAZIONE URGENTE
Cantiere del Nuovo di via Soderini
Premesso che:

-          il Consiglio di Zona 6 ha approvato - il 6/11/2008 con delibera n° 122 – alcune delle proposte avanzate dai cittadini e dal Comitato Soderini su alcuni aspetti dell’intervento relativo alla nuova realizzazione del Cantiere del Nuovo di via Soderini;

-          dette proposte sono state formulate e fatte proprie dalla Zona, condivise anche ad un tavolo con l’Assessorato allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano d’intesa con l’Assessorato al lavoro della Provincia;

Posto che:

-          la realizzazione e la gestione attuativa dell’intervento condiviso, avverrà a cura dei citati Assessorati, secondo le competenze di ciascuno di essi.

Constatato che:

-         a tutt’oggi non risultano pervenute le conferme scritte per gli impegni assunti da ciascuna delle parti coinvolte, Comune di Milano e Provincia.
SI CHIEDE
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI ZONA 6di attivarsi presso gli Assessorati allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano e l’Assessorato al Lavoro della Provincia di Milano affinché confermino per iscritto, per quanto di competenza, gli impegni assunti al tavolo di lavoro.

Milano 8 gennaio 2009
Angelo Valdameri Lista Uniti con Dario Fo

Lunedì, 5 Gennaio, 2009 - 17:53

CHIUSA STRUTTURA DI VIA BERGOGNONE PER CEDIMENTO DI UN SOFFITTO

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

INFANZIA. CHIUSA LA STRUTTURA DI VIA BERGOGNONE PER CEDIMENTO DI UN SOFFITTO

Milano, 5 gennaio 2009 - Potrebbe essere stata la scossa di terremoto che ha interessato la Lombardia a ridosso delle festività natalizie a causare il cedimento di un soffitto nella scuola dell'infanzia comunale di via Bergognone. Lo stabiliranno i tecnici che mercoledì effettueranno un nuovo sopralluogo alla struttura per verificarne l'agibilità.

Lo comunicano gli assessori Mariolina Moioli (Famiglia, Scuola e Politiche sociali) e Bruno Simini (Lavori pubblici e Infrastrutture).

La scoperta del danno è stata fatta questa mattina da personale comunale in servizio recatosi nella struttura per prepararla alla riapertura del prossimo 7 gennaio.

Per il momento i circa 125 bambini che frequentano le 5 sezioni di via Bergognone saranno ospitati nelle scuole adiacenti, presso le quali gli uffici dell'Assessorato alla Scuola hanno già disposto l'accoglienza. Nello specifico: le sezioni blu e gialla saranno ospitate in via Tortona mentre le sezioni azzurra, rossa e arancione troveranno accoglienza presso la scuola di via Savona.

La responsabile della scuola si è subito messa in contatto con i genitori, tramite i loro rappresentanti: tutti saranno avvisati per tempo in modo da agevolare le famiglie al rientro dalle vacanze.

Sabato, 3 Gennaio, 2009 - 09:05

Da Osservatorio di Milano:LA VERITA’ SUL PRIMO ANNO DI ECOPASS

 
LA VERITA’ SUL PRIMO ANNO DI ECOPASS
Premessa: la ricerca dell’Osservatorio vuole portare parole di verità su cosa è stato l’Ecopass per l’ambiente, per la città, per i turisti, per i ceti medio bassi che non possono permettersi un euro 4 (lavoratori con un reddito inferiore a 1700 euro al mese), lavoratori stranieri , pensionati, studenti, famiglie non ricche e sul piano strettamente morali.
Metodologia: le fonti della ricerca sono l’Arpa, l’Agenzia per al Mobilità e l’Ambiente, l’Atm, 300 interviste mirate ai piccoli commercianti del centro e a 500 cittadini appartenenti ai ceti medio bassi sopraelencati su come si è ripercosso l’Ecopass sul loro reddito.
LA VERITA’
Abbiamo esaminato i dati presentati dal Comune con i 6 punti che dovrebbero giustificare i provvedimenti dei primi 6 mesi di Ecopass fino a settembre 2008. L’osservatorio si chiede perché siano stati esaminati i dati fino a settembre quando ci sono a disposizione quelli di ottobre e novembre? Perché negli ultimi mesi sono diminuite le auto che non entrano in centro e conseguentemente i passeggeri dei mezzi pubblici.
1.     Il Comune dice che ci sono stati 22000 veicoli inquinanti in meno dei primi 9 mesi (24,4%). La realtà invece è un’altra, il trend delle auto circolanti è il seguente: 24,5 a fine gennaio, maggio e giugno 16%, 13,4% a ottobre, 12,3% a dicembre; come si deduce da questi dati c’è un calo netto, circolano il 50% di macchine in più.
2.     Secondo il Comune c’è stato un aumento di 10000 posti disponibili sui trasporti pubblici; questo aumento è un dato non significativo perché bisognerebbe sapere quanti dei suddetti posti sono realmente occupati
3.     Il Comune afferma che c’è stato un aumento di corse di tram e bus, dato non significato poiché non si può calcolare quanti cittadini usufruiscano del servizio.
4.     Il Comune parla di 40000 persone in più (non confermati da ATM perchè non presenti sul sito)  che prendono i mezzi, il dato non è veritiero perchè a febbraio dopo il primo mese di Ecopass venivano segnalati 23500 in più ma entravano 22000 macchine in meno. A dicembre, ne entrano solo 11.070, i passeggeri saranno diminuiti
5.     Il Comune parla di diminuzione degli incidenti stradali nella cerchia cittadina, anche in questo caso è un dato discutibile, non sono stati paragonati al numero di incidenti dell’intera città, il calo di incidenti è dovuto alla diminuzione di veicoli circolanti ma anche ai nuovi divieti messi oltre all’ecopass.
6.     Il Comune sostiene che ci sono stati 51 superamenti dei limiti per le poveri sottili in meno rispetto agli ultimi 5 anni. Da Arpa risulta che mediamente nei comuni di provincia e  regione ci sono stati dai 45 ai 55 superamenti in meno rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Si è in linea con gli altri comuni in cui l’effetto Ecopass è nullo. Inoltre vogliamo sottolineare come l’Arpa abbia detto che sono aumentati rispetto ad ottobre 2007, a parità di condizioni atmosferiche, nell’ottobre 2008, di 10 microgrammi al metro cubo i livelli di pm 10 (aumento del 17%).
Conclusione: l’Ecopass non ha minimamente migliorato le condizioni dell’ambiente in particolare quelle legate all’inquinamento da pm 10; sono stati il vento e la pioggia 3 volte più forti rispetto all’anno scorso ad abbassare i livelli di inquinamento tra Milano e provincia con variazioni minime tra di loro. Se le auto circolanti si sono ridotte di 11000 macchine basterebbero 10 domeniche a piedi o 10 giorni di targhe alterne per fermare 3 milioni di auto all’anno, esattamente quante ne ferma l’effetto Ecopass in un anno intero. Pertanto l’unica differenza tra le domeniche a piedi e l’Ecopass è che con le domeniche a piedi i milanesi non pagano niente, con l’Ecopass pagano tra i 15 e 20 milioni di euro l’anno rispetto ai 40 previsti. Inoltre il Comune ha speso 30 milioni di euro tra installazione delle telecamere e informatizzazione del sistema e ha incassato la metà, il resto in perdita è padato dalle tasche dei cittadini. L’Ecopass inoltre è una vera e propria offesa alle famiglie di ceto medio-basso, quelle più colpite dalla crisi economica, in quanto si tratta di una gabella inutile e ingiusta come quelle del medioevo in cui risparmiavano solo nobili e prelati. L’Ecopass ha colpito anche molto fortemente il piccolo e medio commercio nell’area chiusa, con perdite non indifferenti che si sommano a quelle della crisi; in altre parole un milione e mezzo di euro non sono andati in consumi natalizi, nel mese di dicembre. In particolare le perdite di fatturato sono così suddivise:
Ristoranti, bar, locali pubblici:- 35%
Autosilos: -20-25%
Abbigliamento -15-20%
Attività di servizio (edicole): -15-20%
Alcuni negozi sono costretti a chiudere altri a ridurre la manodopera. Paralizzati i turisti europei che non possono raggiungere in auto la nostra città, anche per loro ci sarà la multa per il non pagamento dell’ecopass; stessa multa ai feriti gravi e meno gravi che vanno con mezzi propri (500 al giorno), alle cliniche universitarie Santa Sofia e Gaetano Pini. L’ecopass è anche immorale perchè mette in vendita la salute dei cittadini: chi ha i soldi ha la licenza di inquinare; è una delibera diseducativa per i giovani che pensano che con il denaro si possa ottenere tutto “papà mi dai 10 euro che vado con il suv diesel in centro?”, è anche grave che prima di rinnovare l’ecopass non sia stata fatta una consultazione popolare. Dal canto suo, l’osservatorio intende mobilitarsi con tutte le iniziative possibili per bloccare l’ecopass e sul piano legale prosegue la battaglia al consiglio di stato con le delibere approvate nel 2007, e ci sarà un nuovo ricorso al TAR sulla delibera presentata oggi.
Proposte alternative: abbandonare la politica delle multe (1400000 ad oggi), delle strisce blu , triplicate fino a coprire tutta l’area compresa la 90 91 e smetterla con l’inutile ecopass; è necessario aprire una nuova politica che renda competitivo il mezzo pubblico sull’auto privata attraverso: 1.una politica dei trasporti a livello di area metropolitana e non dispersa su 280 comuni. 2. Realizzare a Milano nuove aree pedonali con un arredo adeguato come Corso Vittorio Emanuele e via Dante. 3. Realizzare almeno 60/70 Km di corsie preferenziale con un costo sopportabile di 700000 euro al km. 4. Realizzare 50 km di corsie per le bici. 5. Realizzare 5 o 6 parcheggi in  periferia semigratuiti e custoditi. 6. Sostituire progressivamente le auto a gasolio con i pullman elettrici.
 
Osservatorio di Milano
osservatoriodimilano@libero.it
0371226520
 

Martedì, 23 Dicembre, 2008 - 09:15

Darsena:parcheggio sì, parcheggio no

DARSENA:PARCHEGGIO SI’, PARCHEGGIO NO.
L’impresa afferma che ha sostenuto costi extra per 10 milioni e vuole nuovi box privati per coprire i rincari. Il Comune è intenzionato a sbloccare la situazione e terrà un vertice in Comune.
L’annosa oramai questione del parcheggio sotto la Darsena sembra avviata a soluzione.
Anziché prevalere la linea dell’abbandono del progetto, visto che si tratta di un’area ambientale e monumentale particolare, si preferisce accordare al costruttore la possibilità di realizzare nuovi posti auto. Il progetto dagli iniziali 700 posti auto a rotazione potrebbe trasformarsi in ulteriori 300 posti auto per residenti. In tal caso il progetto si modificherebbe sostanzialmente ed a nostro avviso andrebbe rifatta la gara d’appalto.
Anche se i posti auto a rotazione diminuissero a favore dei box per residenti il progetto avrebbe una connotazione diversa che implicherebbe una modifica sostanziale.
Ora le condizioni del trasporto privato si sono modificate con l’avvento dell’Ecopass. Molte auto non entrano più nella cerchia dei Bastioni, c’è un uso più massiccio dei mezzi pubblici. A cosa servirebbe un parcheggio semi vuoto, così come già accade adesso per quello di via Valenza (500 posti a rotazione)? Accontenterebbe i baristi e ristoratori della zona, diventata la movida milanese.
Scontenterebbe gran parte dei residenti che vedrebbero incrementato il traffico nell’area, l’inquinamento acustico ed ambientale. Snaturerebbe un’area monumentale. Siamo favorevoli alla riqualificazione dell’area dei Navigli ma con una attenzione particolare all’ambiente e alla tranquillità di chi è residente, lavoratore, studente.
Angelo Valdameri consigliere di zona 6 Lista Fo
Allegato l’articolo di La Repubblica del 22.12.08

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darsenarepubblica22.12.08.doc
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Giovedì, 18 Dicembre, 2008 - 14:12

Palazzi sulla discarica dei veleni:Calchi Taeggi

Allego l'articolo apparso oggi 18/12 su La Repubblica che riguara "Palazzi sulla discarica dei veleni" di via Calchi Taeggi.Angelo Valdameri

Allegato Descrizione
artrepubblica18.12.08.doc
1.68 MB
Venerdì, 12 Dicembre, 2008 - 12:01

Mozione sulla riduzione degli imballaggi, scatole,ecc.

Approvata all'unanimità dal Consiglio di Zona 6 la mozione presentata dalla consigliera Verde Elisa Scarano, sottoscritta da tutta la sinistra zona 6, riguardante la riduzione degli imballaggi, scatole, sacchetti spesso inutili e voluminosi.

Allegato Descrizione
imballaggi.doc
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Mercoledì, 10 Dicembre, 2008 - 10:12

Palazzinari in festa: si potrà costruire nel Parco Agricolo Sud

Palazzinari in festa: si potrà costruire nel Parco Agricolo Sud Milano
Che si voglia cementificare il Parco Agricolo Sud Milano rischia di non essere più una notizia. Solo pochi mesi fa scrivevamo dei tentativi, autonomi e differenti, di Provincia e Regione di rivedere i confini del Parco. La Regione attraverso la modifica alla LR12/05 e la nuova legge sui parchi; la Provincia attraverso fantasiosi criteri di revisione del perimetro. Poi la modifica alla legge regionale si è arrestata in Consiglio, mentre il tentativo della Provincia è stato bocciato dalla stessa Regione Lombardia che non ha potuto far altro che prendere atto di come questi criteri fossero in palese contrasto gli obiettivi del Parco e con la normativa vigente.

Oggi il quadro è cambiato. Mentre in Regione è ferma la proposta di modifica alla legge regionale sui parchi (che avrebbe effetti su tutti i parchi, ma in particolare sul parco sud che sarebbe costretto a rivedere la propria legge istitutiva e quindi il proprio perimetro), l’Ente Parco Agricolo Sud Milano ha approvato dei nuovi criteri. Questi contengono un’importante novità. Per poter edificare le aree oggi incluse nei confini del Parco non è più necessaria una modifica del perimetro: si consente di costruirci direttamente dentro.

Proprio così. Martedì 9 dicembre, il Consiglio Direttivo del Parco Agricolo Sud Milano ha approvato i nuovi criteri per edificare all’interno dell’area protetta. Questi prevedono sostanzialmente una variante normativa al suo piano territoriale di coordinamento con l’individuazione di una nuova categoria di territori, le “Aree di ricomposizione dei margini urbani e di riqualificazione paesistica e ambientale, di interesse pubblico e di riassetto urbanistico”. In questo modo i 61 Comuni potranno individuare aree interne al parco, cambiarne la destinazione e quindi edificarle.

Così, mentre tutti si dichiarano contrari al consumo di suolo, il parco avvia un procedimento per edificare complessivamente 500 ettari (da sommare ai 360 dei Piani di Cintura Urbana, a quelli del Cerba e a quelli non ancora quantificati dai piani di fruizione). Questa naturalmente è solo una prima indicazione visto che nei passaggi successivi (a partire dal Consiglio Provinciale, cui spetta il compito di approvare definitivamente questa procedura) non è escluso che queste cifre possano aumentare, anche significativamente. La delibera è passata con 5 voti a favore (PD, Socialisti, Sinistra Democratica e “UDC”) e 4 contrari (Forza Italia, Verdi, agricoltori e ambientalisti).

Questa procedura ha poco senso per il Parco Agricolo Sud Milano. Infatti, se aree con una simile destinazione esistono in molti altri parchi regionali (es. quello del Ticino) e non esistono nel Parco Sud il motivo è semplice: quando è stato disegnato il perimetro del Parco, invece di includere aree poi da assegnare a pianificazione autonoma da parte dei Comuni (come per altri parchi), queste aree sono state direttamente escluse. Per farsi un’idea delle loro dimensioni, basta osservare la carta del Touring Club del parco: sono piuttosto evidenti le aree “bianche”, aree esterne al perimetro (quindi di esclusiva competenza dei Comuni), dove realizzare le espansioni urbanistiche.  Dobbiamo credere che tutti i Comuni del Parco, in soli otto anni, abbiano esaurito le proprie previsioni di espansione urbanistica? Difficile crederlo; quello che certamente non si è esaurita è quella miope visione di sviluppo limitata allo sviluppo urbanistico, visione che evidentemente perdura anche in chi amministra il Parco Sud.

L’approvazione di questi nuovi criteri, infatti, non fa che confermare con evidenza (se ce ne fosse bisogno) come le priorità dell’azione di questa amministrazione del Parco non coincidano proprio con quelli previsti dalla sua legge istitutiva. Non si spiegherebbero altrimenti le risorse ed il tempo spesi per cercare di mettere a disposizione dei costruttori aree fino ad oggi protette, lasciando in secondo piano quelli che sono gli obiettivi del Parco, quelli stabiliti dalla sua legge istitutiva (che la Regione si è vista costretta a ricordare agli attuali amministratori nel bocciargli i vecchi criteri. Un episodio senza dubbio imbarazzante).

Se così non fosse, il tempo, le risorse e le energie spesi per rivedere i confini sarebbero stati investiti in modo più utile e coerente con le finalità del parco, magari anche per ascoltare i bisogni, le esigenze e le proposte dei cittadini da impiegare per la redazione dei piani della fruizione e dei percorsi, i piani per far vivere il parco. Nulla di tutto questo. Questi piani, facile prevederlo, saranno invece calati dall’alto proprio in prossimità delle elezioni, magari per cercare di far dimenticare la decisione di oggi.

Quella della revisione dei confini è una lunga storia, cominciata pochi mesi dopo l’approvazione del PTC del Parco, nel 2000. Una storia significativa di quello che è un approccio purtroppo diffuso al parco sud e, in genere, alle aree protette, viste come un enorme deposito di terreni da usare all’occorrenza per edificare e, nel frattempo, da riempire con variegate iniziative di comunicazione. Ce ne siamo già occupati nel primo numero di Gragra a cui si rimanda per approfondire i criteri bocciati, criteri, lo ricordiamo, fantasiosi, incoerenti con la normativa vigente e scritti esplicitamente per permettere l’edificazione delle aree del parco (quei criteri contenevano anche un tariffario con i prezzi delle aree da stralciare: così per la prima volta un parco regionale “metteva in vendita” le proprie aree). Mai approvati dal Consiglio Direttivo del Parco, bocciati dalla Regione Lombardia, sono stati però inviati ai Comuni (anche successivamente alla bocciatura regionale). L’effetto è stato quello di creare delle enormi aspettative di revisione e hanno di fatto sollecitato l’invio di richieste da parte dei Comuni. La decisione del Consiglio Direttivo di oggi non è che un ulteriore passo sbagliato di questo scriteriato, miope percorso.

Naturalmente torneremo sull’argomento.

10 dicembre 2008
 
 

Domenica, 7 Dicembre, 2008 - 12:16

Writers o vandali imbrattatori?

Writers o vandali imbrattatori?

I muri di gran parte della zona sud, e non solo, sono pieni di scritte di un graffitaro conosciuto alle FF.OO. che si firma “Humen”. Adesso gira a sporcare i muri firmandosi anche “Cromo”.
La firma dovrebbe essere sempre la stessa perché ha molte similitudini.
Mi chiedo come mai questo personaggio, evidenziato fin dagli anni scorsi e ben noto alle FF.OO., gira indisturbato a sporcare i muri dei condomini della città. Si sa dove si ritrova, quali bar frequenta e quindi dovrebbe facilmente essere fermato. Una sera di tanto tempo fa l’ho intercettato: era insieme ad un altro e stava imbrattando un muro di una casa in via S.Rita alla Barona. Mi sono fermato con la macchina ed ho chiesto loro cosa stessero facendo. Per tutta risposta uno dei due ha buttato la lattina per terra e se l’è data a gambe, l’altro invece mi si è rivoltato contro.  A questo punto ho chiamato il 113 ed è subitaneamente scappato, lasciando a terra uno zainetto con diverse lattine di colore. Mi chiedo perché la “speciale squadra di polizia” non sia riuscita mai a prenderli. Il costo di pulitura per la città ed i suoi abitanti è alto. L’anno scorso c’è stata la campagna “I lav Milan” che su segnalazione ha pulito gratuitamente anche i muri di alcune case popolari. Ora sono di nuovo sporchi.
Dovremo andare avanti così in balia di questi vandali?. A.Valdameri, consigliere di zona 6

martedì 17 luglio 2007 - Pubblicato dal Comitato La Cittadella

LA SFIDA DI HUMEN ALLA CITTA' DEI MURI PULITI

Dopo il pezzo pubblicato sul Corriere della Sera di oggi - titolo "Tvb" e "Ti lovvo": Colonne sfregiate dalle dediche d'amore - che ha ripreso un precedente post - corredato di foto - inviato da uno dei promotori del Comitato, pubblichiamo un altro pezzo che ci è giunto via mail, anche in questo caso accompagnandolo con le foto che ci sono state inviate.
Sono in quattro, i vandali che sfidano la città: fanno parte della banda dei Dumbo, il negoziante di abiti e scarpe che per anni ha deturpato vetrine e muri della città. Sono i vandali Humen, Fica , Hell, Hekto.Quattro vandali della bomboletta selvaggia che spacciano droga alle Colonne di san Lorenzo e che marchiano il loro territorio con la loro firma sui muri della città.E dovunque, quando possono, in Italia. Vanno spesso in trasferta, perché fanno parte di una tifoseria ultras, i Boys san.Vivono spacciando droga negli stadi. Hanno vent'anni, sono alti e magri. Girano con lo zainetto sulle spalle e portano jeans sfilacciati .Si ritrovano ogni notte, dalle due all'alba davanti al bar Coquetel in via Vetere. Ed è qui che li abbiamo incontrati, fingendo di voler acquistare droga da loro. Qui, seduti sugli scalini del gabbiotto dei vigili perennemente chiuso e assediato da vandali e spacciatori di droga, hanno deciso una azione forte: di lasciare le loro firme sui muri di corso Ticinese e anche sulla porta del gabbiotto dei vigili.Per sfidare il sindaco che li ha sfrattati dalle Colonne. Oggi il loro regno è via Vetere, Humen non è nuovo a bravate del genere: prima si droga con un coktail di coca, ecstasy, marijuana e birra, poi , agilissimo, inerpica su tralicci e inferriate. Due mesi fa ha scalato un muro di fronte alle Colonne di San Lorenzo e ha lasciato la propria firma. Nessuno ha osato cancellarla, "Io firmo, e quindi ci sono .Firmo ed esisto, chiaro?" ci dice. " i muri sono di chi li guarda, non esiste la proprietà privata. Io scrivo dove voglio.Una prova?" Ecco, Fica 1, un giovanotto di sedici anni, ha lasciato un enorme sgorbio colorato su un muro in corso Ticinese: lo ha "dipinto " alle quattro del mattino del giorno prima. " noi scegliamo quest'ora perché c'è il cambio dei turni nelle volanti della polizia.Non ci prenderanno mai,anche se molti sanno indirizzo e numero di telefono. Dumbo rilascia addirittura interviste ai giornali" si vanta Humen. Humen , dopo la rinuncia di Dumbo a continuare nel vandalismo, è rimasto con i suoi tre amici della banda a voler sfidare il sindaco e i milanesi. La sua zona è quella della Colonne ed ora di via Vetere, una zona franca,senza polizia, poco illuminata. Qui si radunano i compiacenti amici del centro sociale Bulk,un centro sociale sgomberato. I suoi aderenti si radunano abitualmente davanti al Bar Rattazzo. I vigili se ne vanno alle 19. Poi, alle ventitre, arrivano gli agenti privati che controllano il parco: se ne stanno rintanati nel gabbiotto in via Vetere, anzi, vengono sbeffeggiati da spacciatori e balordi ogni notte. E' a questo punto che Humen e la sua banda agiscono. Colpiscono con le loro scritte i muri di Corsi Ticinese, Ma questi sono giorni speciali. All'alba una squadra dell'Amsa inviata dal vicesindaco de Corato sta iniziando a liberare dal degrado i muri di corsi Ticinese. Ci dice il responsabile di questa task force, Fabio Scalfari:"secondo i nostri dati, l'80 per cento dei muri ripuliti dopo un nostro secondo intervento non vengono più coltpiti dal vandalismo. I graffitari come Humen e Dumbo capiscono che ormai questi muri vengono ripuliti regolarmente, le bombolette costano, e così vanno altrove.Stanno capendo che in corso Ticinese tira aria grama per loro" Humen però sfida l'Amsa e il Comune. Abbiamo fotografato le sue recenti "performance": Sono scritte che compaiono sui muri della sua zona. Ripassa la task force dell'Amsa e ripulisce. E' una sfida. Il portinaio del numero 81 commenta desolato: "questi vandali continuano a colpire. Come mai non si prendono?" Già, basterebbe andare come abbiamo fatto noi davanti al gabbiotto dei vigili di via Vetere, dalle due di notte. Lì c'è Humen che, per comprarsi le sue bombolette, spaccia droga. Lo zainetto è accanto, Fica, Hell e Hekto, gli altri vandali della banda, stanno arrivando per un ennesimo raid. Fino a quando?
Pubblicato dal Comitato La Cittadella

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