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.: Il Blog di Angelo Valdameri
Domenica, 11 Marzo, 2007 - 17:51

L'appello del sindaco Moratti a scendere in piazza

L'appello lanciato ieri dal sindaco di Milano Letizia Moratti ai cittadini di "scendere in piazza contro il Governo che si impegni per ritrovare una città nella quale vivere liberi dalla paura, in strada insieme per la sicurezza" serve solo a coprirte unicamente il vuoto di iniziative di lotta al degrado ambientale e alla promozione dìiniziative sociali messi in atto dal Comune in questi anni. Sono 15 anni che il centrodestra governa Milano e poco o nulla è stato fatto per le politiche giovanili, la creazione di centri aggregativi, nuova socialità, edilizia popolare, intervenire sul degrado urbano, il proliferare di situazione di insicurezza, l'aumento delle occupazioni abusive, ecc.. Singolare poi che veniamo da 5 anni di un governo di centrodestra che ci ha sempre detto che la questione sicurezza era risolta, le città più vivibili, i reati drasticamente ridotti. Adesso scopriamo - ma lo sapevamo già- che la paura fa 90 e i reati sono aumentati, le città sempre meno vivibili, il degrado urbano aumentato. Hanno sbandierato il poliziotto, il carabiniere e il vigile di quartiere, ma se ne sono visti pochi e quei pochi subito distolti ad altre mansioni più redditizie, come fare multe. Militarizzare la città non serve: la situazione di degrado della città è il terreno fertile sul quale prolifera la violenza. Ci sono fenomeni in atto come le bande giovanili su cui occorre intervenire con interventi sulle famiglie e le scuole.Meno proclami e più fatti.A.Valdameri consigliere Lista Fo zona 6
10.3.07

Domenica, 11 Marzo, 2007 - 17:50

Viabilità zona 6, la Barona

Se per risolvere il problema dei collegamenti e del trasporto sia pubblico che privato bastasse costruire nuove strade non so dove il ragionamento ci porterebbe: senz'altro ad una città ultra congestionata, inquinata e poco vivibile, come già ci stiamo avviando ora.E' stato più volte affermato da urbanisti e non che il problema non sta nel costruire nuove strade ma nel ridurre il parco veicoli circolanti e studiare soluzioni che favoriscano la percorrenza e velocità dei mezzi pubblici. Per venire alla nostra zona l'unica bretella che occorre - per decongestionare il traffico di un intero quartiere - è quella che dovrà collegare la via Chiodi con via Merula, Enna,Santi, Buccinasco. Progetto da anni a bilancio ed ora "incagliato" per questioni amministrative. La zona 6 e la zona 5 sono collegate in modo soddisfacente, tranne che per il tratto più a sud - visti anche i nuovi insediamenti residenziali di Cascina caimera e nel medio periodo dell'area dell'ecx Cartiera Binda-dove da anni è previsto un collegamento da via Boffalora, superando il Naviglio Pavese in sottopasso, a via Dei Missaglia nei pressi dell'ex cartiera Binda. Alcuni tratti sono stati già realizzati: si pensi al recente ampliamento del cavalcavia di via Boffalora sino alla grande rotonda a lato della centrale AEM Famagosta, così come la via che unisce i quartieri Cascina Caimera e Sant.Ambrogio, tramite il sottopasso autostradale di via San Paolino. Tratti non definitivi che necessitano di ulteriori collegamenti verso sud, comunque molto ampi rispetto allo scarso traffico che oggi sopportano.Una volta che venisse terminato l'allacciamento Boffalora-via dei Missaglia, il collegamento col Naviglio Grande sarebbe cosa fatta. Sono previsti inoltre i collegamenti verso Assago coll'area del nuovo cimitero monumentale della zona sud, sulle aree al di sotto dei laghetti di Assago (via San Marchetto).Come vede di carne al fuoco ce n'è, basta che questa Ammministrazione metta da parte gli annunci e persegua i fatti.Da subito basterebbe aumentare i mezzi pubblici e il numero delle corse da e per Milano, far pagare una tariffa unica, potenziare i parcheggi di interscambio. Far partire il progetto di linea ferroviaria metropolitana di superficie Milano-Mortara: attualmente sono poche decine i treni che la percorrono.Da ultimo la nostra zona ha ancora ampie aree verdi agricole che vorremmo che tali rimanessero e non fossero attraversate da nuove autostrade. Nuove strade portano nuove costruzione in un vortice da cui è poi difficile uscirne. Per quanto riguarda l'ospedale San Paolo la navetta sarebbe auspicabile ma non sufficiente a liberare le strade dalle migliaia di auto - di dipendenti e utenti -parcheggiate nei pressi da mattina a sera. Noi avevamo chiesto e raccolto firme su un progetto fatto dal Politecnico che prevedeva una nuova fermata della MM2 al quartiere S.Ambrogio nel progetto di prolungamento Famagosta-Assago.500 mt che sarebbero serviti a far arrivare i dipendenti e gli utilizzatori del San Paolo sin sotto l'ingresso. E' stato rifiutato con la scusa dei maggiori costi che il privato (Cabassi) non poteva sopportare. Così come fu rifiutata la fermata al quartiere Cantalupa, perchè troppi pochi utenti.Cordiali saluti,Valdameri
Venerdì, 9 Marzo, 2007 - 09:12

Appello. ROM: CONTRO IL PATTO DI LEGALITÀ

ROM: CONTRO IL PATTO DI LEGALITÀ PER LA CITTADINANZA  COMPIUTA

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». (Costituzione italiana art. 3)
«Davanti alla legge tutti sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri»
(George Orwell, La fattoria degli animali)
A Milano si è celebrato il ricordo dello sterminio dei campi di concentramento nazisti. Raramente si ricorda che in quei lager vennero uccisi anche più di mezzo milione di zingari, giudicati dal nazismo criminali e asociali per definizione.
A Milano e Opera ai rom e ai sinti, che a tutt’oggi continuano troppo spesso a essere considerati delinquenti per vocazione, è stato imposto uno speciale “patto di legalità” per poter avere diritto a un ricovero in un container o in una tenda.
C’è una legge per tutti, ma per questi uomini, per queste donne c’è una legge in più, un trattamento differenziale, sintetizzato con queste parole: «Dovete comportarvi bene perché il primo che picchia, che ruba, che sporca, insomma, il primo che sgarra al regolamento, viene sbattuto fuori».
Un patto che rende questi cittadini, europei a tutti gli effetti, diversi dagli altri: ancora una volta ufficialmente proclamati portatori di "asocialità" e "criminalità", chiusi in ghetti, nei quali loro stessi per poter entrare devono esibire un “pass”.
E’ preoccupante che questa nostra città diventi una città di ghetti.
La recinzione fisica invocata dai cittadini “benpensanti” e applicata dalle istituzioni è indegna quanto i muri che ci sono già nel linguaggio, nei gesti, nei pre-giudizi: quasi archetipi culturali verso i Rom, barriere insormontabili e lugubri quanto se non di più di una recinzione.
E’ preoccupante che  i Rom siano costretti a firmare questo patto come il male minore.
Come cittadini di serie B che non hanno un’alternativa. Rassegnati a subire il rapporto del più forte viene loro sottratta la capacità di autogoverno, si rendono soggetti passivi di interventi assistenzialistici e di ordine pubblico.
E’ preoccupante soprattutto che questo patto, frutto di un accordo istituzionale tra Provincia e Comune di Milano, non abbia sollevato molte obiezioni nella politica e nella società milanese più sensibile.
Eppure questo patto è un mostro giuridico perché viola tutti i principi di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, non affronta i nodi strutturali dell’emergenza abitativa, impone una politica “emergenziale” che produce solo nuovi ghetti sociali e infine, se le istituzioni usano la discriminazione e l’umiliazione, puntando il dito contro quelli che non sono criminali ma comunque considerati di fatto potenziali delinquenti, si istiga all’odio razziale e si legittima conseguentemente coloro che bruciano le tende, buttano molotov tra le roulotte. Fatto − questo sì evidentemente illegale − che, peraltro, non ha provocato la riprovazione politica e la censura pubblica che avrebbe meritato.
Con questo appello rifiutiamo un patto che attribuisce ai rom una “cittadinanza imperfetta” e ci impegniamo perché il rapporto tra la nostra società e quella rom venga portato nell’ambito di una dialettica sociale che riconosca e rispetti i valori culturali e umani di ciascuno.
I “campi nomadi” per il solo fatto di esistere producono malattia, disoccupazione, devianza, induzione alla criminalità, conflitti sociali: effetti tipici del disagio sociale diffuso. Nati negli anni settanta del secolo scorso, da contenitori di umanità per l’emergenza si sono trasformati in campi di concentramento istituzionali, nuovi “Zigeunerlager” dove non c’è bisogno di “soluzione finale” perché i Rom e Sinti vi muoiono lentamente di diritti negati, di esclusione continua dal lavoro, dalla casa, dalle cure sanitarie, dall’istruzione, di induzione alla devianza ed alla criminalità. Va quindi assunta la prospettiva di smantellarli sostituendoli con soluzioni abitative idonee alla cultura rom.
In più: ciò che oggi si vuole applicare a Rom e sinti rischia di diventare un pericoloso precedente applicabile un domani a chiunque venga predefinito pericoloso per il potere costituito.
Lo smantellamento dei "campi" è la conquista di libertà e giustizia nell’eguaglianza dei diritti e dei doveri per una cittadinanza compiuta almeno a livello europeo se non mondiale.
AceA onlus, Maria Grazia Amorese Molteni, Associazione Aven Amentza, Associazione culturale Punto rosso, Associazione liberi, Associazione NAGA, Associazione osservAzione, Associazione Unaltralombardia, Associazione Afroitaliani/e, Associazione Todo Cambia, Arianna Ballotta, Banda degli ottoni a scoppio, Francesco “baro” Barilli, Piergiulio Branca, Gabriella Benedetti, Edda Boletti, Paolo Cagna Ninchi, Sandra Cangemi, Flora Capelluti, Fabrizio Casavola, Grazia Casagrande, Federico Ceratti, Umberto Ceriani, Eleonora Cirant, Enzo Colombo, Comitato per le libertà e i diritti sociali, Alex Corlazzoli, Dario Cusani, Sergio Cusani, Bianca Dacomo Annoni, Aurelia D'Andrea, Claudia De Cesaris, José Luiz Del Roio, Antonella Fachin, Nunzio Ferrante, Enrico Fletzer, Dario Fo, Grazia Paola Fortis, Gabriele Gabrieli,  Mario Gaeta, Massimo Gentili, Patrizio Gonnella, Nazzareno Guarnirei, Adriana Leonardo, Alessandra Maiocchi, Marina Mariani, Adriano Martellosio, Elisabetta Masciadri, Maria Grazia Meriggi, Luisa Motta, Luciano Muhlbauer, Elena Murdaca, Mario Napoleoni,  Giuseppe Natale, Giorgio Nobili, Officina società cooperativa, Tatiana Olear, Opera Nomadi, Stefano Panigada, Michele Papagna, Dijana Pavlovic, Alessandro Pesci, Guido Piccoli, Monica Pizzo, Patrizio Ponti, Roberto Prina, Alessandro Rizzo, Basilio Rizzo, Gabriella Sacchetti, Biagio Santoro, SDL intercategoriale, Sergio Segio, Giovanni Semi, Sabina Siniscalchi, Anita Sonego, Angela Teichner Accardi,  Roberto Traverso, Davide “Atomo” Tinelli, Angelo Valdameri, Roberto Veneziani
Per adesioni: nopattodilegalita@fastwebnet.it

Giovedì, 8 Marzo, 2007 - 09:11

Via San Marchetto:abuso edilizio?

In via San Marchetto, alla Barona, nei pressi dei Laghetti di Assago, hanno costruito negli ultimi giorni dei muraglioni e un basamento in cemento armato che non si capisce bene a cosa preluda. Il cartello apposto sopra la staccionata di ingresso riporta tutti i dati dell'impresa costruttrice, della società mandataria, ma non evidenzia il numero di permesso a costruire o la D.I.A., dichiarazione inizio attività. Preoccupati che ciò possa significare una ripresa dell'attività estrattiva della ex cava - ora laghetto per la pesca sportiva- o nella peggiore delle ipotesi usata come discarica, abbiamo segnalato la questione alla Polizia Municipale, ai C.C. della Barona,alla Provincia di Milano nella persona dell'ass.ra Brembilla (Parco Agricolo Sud) e al Consiglio di Zona 6. Da tempo all'interno del Parco Sud si realizzano nuove edificazioni come in via Bardolino 31, si spianano terreni che vengono usati come deposito di inerti, senza alcun controllo degli organi preposti.A. Valdameri consigl. di zona 6 Lista Fo

Allegato Descrizione
sanmarchettolavorilaghetti.doc
22 KB
Venerdì, 2 Marzo, 2007 - 09:17

Salviamo il decentramento

In allegato il documento sottoscritto dai consiglieri dell'Unione di zona 6 e dai partiti di zona sul decentramento.Il documento è stato letto e distribuito in occasione del convegno sulle periferie e il decentramento organizzato da 8 presidenti dei consigli di zona.

Allegato Descrizione
SALVIAMO_IL_DECENTRAMENTO23.2.07[1].pdf
86.42 KB
Salviamo il decentramento
Venerdì, 2 Marzo, 2007 - 09:12

Ex area Link-Belt:richiesta CdZ straordinario


Venerdì, 2 Marzo, 2007 - 09:10

mozione barriere antirumore Milanofiori


Allegato Descrizione
viadelmaremozione.doc
34 KB
Giovedì, 15 Febbraio, 2007 - 09:32

Ex area Link-Belt, via Val Bavona

Cosa succede in via Val Bavona sull’area ex Link Belt ?
Cittadini e Consiglio di zona lasciati all’oscuro.
In via Val Bavona su un’ampia area di migliaia di metri quadri, precedentemente occupata dalla fabbrica Link Belt, le ruspe stanno operando a ritmi intensi senza che nessuno sappia cosa ne seguirà: i cittadini e lo stesso Consiglio di zona 6 sono lasciati all’oscuro sulla trasformazione in atto che prelude ad altre edificazioni in una zona già densamente cementificata.Preoccupati per quello che sta avvenendo, un gruppo di cittadini del quartiere si sono mossi per acquisire informazioni e conoscere il destino dell’area.Il consigliere della lista Fo ha presentato una mozione urgente e, sotto la sollecitazione dei cittadini, anche il Consiglio di zona (Commissione Territorio) comincerà ad interessarsi del problema. Informalmente si è venuto a sapere che sull’area è progettato un pesante intervento di edilizia con destinazione terziario.
L’area è azionata a Piano Regolatore Generale in zona omogenea B1 con destinazione funzionale industria e non vi sono strumenti adottati/approvati di pianificazione urbanistica.Precedentemente fu avanzata richiesta di realizzare un complesso residenziale che però non ha avuto seguito nell’iter di approvazione. Nel 2002 è stata avanzata richiesta al Settore Pianificazione Urbanistica Generale di concessione edilizia per demolizione e nuova edificazione di edifici con destinazione “produzione di servizi”. Questo è quanto si evince dalla risposta del Settore del 23 gennaio u.s. all’interrogazione presentata. Da una relazione del settore competente del febbraio 2002 si desume che l’intervento di demolizione dell’esistente riguarderebbe la nuova edificazione di 3 corpi fabbrica dei quali 2 con altezza di 90 mt.ca.ft. Sarebbero destinati ad ospitare funzioni terziarie, uffici amministrativi, integrati e attività commerciali per una s.l.p. pari a mq.41.000. L’area ha un’estensione di mq.34.955. Gli edifici avranno un notevole impatto ambientale sulla zona circostante in quanto l’edificato ha un volume pari a ca.123.000 mc., con una presenza complessiva di ca.1600 persone occupate e 1200 posti auto. E’ inoltre previsto lo sfondamento verso via Bisceglie con prolungamento della via Val Bavona, rasente alla piscina comunale Cardellino. Tutto sta procedendo nel silenzio, nessuna procedura pubblica, nessuna informazione ai cittadini ed al Consiglio di zona.  Che cosa si vuol nascondere ?
Eppure il sindaco Letizia Moratti ha cominciato proprio dalla zona 6 una campagna propagandistica di trasparenza e partecipazione distribuendo questionari.
Non sarebbe meglio cominciare dai fatti e smetterla con il saccheggio della città cementificata in ogni spazio libero. Non sarebbe meglio smetterla con procedure edilizie relative ad interventi che incidono profondamente sui quartieri senza confronto democratico ?
Il progetto sull’area ex Link Belt deve essere discusso con la partecipazione del Consiglio di Zona e del quartiere.             

 
 A.Valdameri – consigliere di Zona 6 Lista Fo

Mercoledì, 17 Gennaio, 2007 - 11:54

stato avanza.progetto Parco teramo-mozione


Allegato Descrizione
parcoteramomozione.doc
117.5 KB
Mercoledì, 17 Gennaio, 2007 - 11:53

Stato avanz progetto Merula-Chiodi, mozione


Allegato Descrizione
merulachiodimozione.doc
84.5 KB
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