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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Giovedì, 21 Maggio, 2009 - 22:32

ORDINE DEL GIORNO PER LA LIBERAZIONE DI Aung San Suu Kyi

Aung San Suu Kyi è nuovamente sottoposta agli arresti da parte del regime dei generali birmani, e rischia ancora 5 anni di detenzione, in quanto un cittadino statunitense, attraversato a nuoto un fiume, si è intruso per due giorni nella propria abitazione. La possibilità di venire interessate dall'applicazione di una pena ingiustificata quanto mai brutale e disumana, degradante i diritti umani inviolabili e universali di tutela della dignità della persona e della libera manifestazione di pensiero, sono anche la sua collaboratrice, Khin Khin Win, e la figlia di quest'ultima, Tin Myo Win.
La leader della Resistenza al regime sanguinario e repressivo dei militari, fondatrice della "Lega nazionale per la democrazia", raggruppamento politico vincitore delle elezioni del 1990, in cui Aung sarebbe potuta diventare primo Ministro, se non fosse stato che i militari e il regime avessero invalidato il voto, prendendo il potere con la forza e la violenza, insanguinando il paese e reprimendo i diritti civili, in primis quelli della rappresentante dell'opposizione, a cui fu consegnato il Premio Nobel per la Pace l'anno successivo. Nonostante un riconoscimento internazionale di alto livello e portata Aung San Suu Kyi  rimase
agli arresti domiciliari fino al 1995, anno in cui la pena fu commutata nell'obbligo di rimanere nel proprio paese, con il pericolo, in caso di inosservanza, di negazione del proprio rientro a Myanmar. Ai suoi familiari venne negato l'accesso alle visite della propria parente, tanto che neppure il tumore diagnosticato al marito, decesso nel 1999, ha determinato un'eccezione alla terribile e liberticida disposizione. 
"Il governo di Myanmar deve liberare Aung San Suu Kyi una volta per tutte, senza condizioni e senza ripristino degli arresti domiciliari" - dichiara Benjamin Zaracki, esperto di Amnesty International sul paese e sulla situazione geopolitica birmana.
La situazione degradante e disumana a cui è soggetta Aung San Suu Kyi deriva dal negare ogni trattamento medico, seppure la vittima della repressione si trovi in condizioni salutari critiche.

Diverse figure intellettuali di rilievo e Premi Nobel, tra cui Dario Fo, nonchè lo stesso Presidente del Parlamento Europeo, Pottering, hanno aderito a diverse e numerose mobilitazioni fatte e promosse da organizazioni internazionali e associazioni che da sempre tutelano e promuovono i diritti umani universali.

 

"Se la comunità internazionale non assumerà una posizione chiara e univoca, il governo di Myanmar continuerà ad agire con un profondo disprezzo per i diritti umani. Ora più che mai il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e i paesi membri dell'Asean devono dire ai generali birmani che non potranno più agire impunemente" - ha concluso lo stesso Zaracki.

Assume maggiore importanza rilanciare e riproporre l'appello in formato ordine del giorno che avevo presentato al presente consiglio in cui chiedevo che il medesimo Consiglio di Zona 4 si facesse latore presso il Consiglio Comunale e la sua Presidenza affinchè ci fosse un impegno istituzionale nel richiedere alle autorità nazionali e internazionali di prendere una posizione in merito alla richiesta di rilascio di Aung San Suu Kyi, ponendo fine a un'ingiustizia di elevata portata e gravità, offesa per la tutela dei diritti umani e per la loro affermazione.

Giovedì, 21 Maggio, 2009 - 22:27

Interrogazioni presentate nel Consiglio del 22 maggio

Interrogazione in merito alle modifiche degli orari i servizio e di apertura dei plessi delle scuole per l'infanzia, ordine del giorno del Comitato di Gestione della Scuola di Via Meleri avutosi in data lunedì 18 maggio

considerate

Le modifiche apportate dall'amministrazione comunale nel febbraio 2009 riguardo l'organizzazione degli orari, sia per quanto concerne l'entrata sia per quanto concerne quelli di uscita, che apparentemente sembra essere una decisione vantaggiosa seppure apporti coneguenze funzionali di certo rilievo e gravità

in particolare

si produrrà una certa riduzione delle compresenze di educatrici, oggi previste in un numero di due, passando dalle 5 ore garantite attualmente alle prossime 3 e mezzo

si sottolinea che

questo sia dovuto al fatto che ad ampliamento dell'orario di servizio non corrisponde un ampliamento complessivo dell'organico e di un suo adeguato potenziamento

visto che

Nel Comitato di Gestione della Scuola di Via Meleri, che interessa diversi altri plessi, si è discusso nella seduta di lunedì 18 maggio della questione rigurdante la organizzazione degli orari e la definizione dei criteri e delle linee di indirizzo concernenti le nuove iscrizioni

preso atto che

si è reso indispensabile chiedere all'amministrazione comunale il coinvolgimento ampio dei genitori e degli operatori interessati in qualsiasi ambito che concerni una ridefinizione dell'organizzazione didattica generale e di elargizione del servizio
 
constatato che

alla conclusione della seduta è stato predisposto un documento approvato e licenziato con un ampio consenso dei presenti in cui si dichiara che "i genitori non sono favorevoli alle modifiche di orario" e si è deciso, pertanto, che la soglia minima per permettere un'apertura anticipata del servizio alla mattina, ossia alle 7,30, dovrebbe essere fissata intorno al 10% di nuclei famialiari aderenti alla proposta

si chiede

- se esiste un problema inerente all'organico complessivo di cui la scuola è dotata, tanto da fare supporre che una dilatazione dell'ìorario di apertura determini un non conseguente aumento dell'organico complessivo previsto per l'attività didattica
- quali saranno le conseguenze che potranno verificarsi sulla didattica complessiva dei plessi interessati dal distretto scolastico di cui Via Meleri è la sede organizzativa
- quali siano le conseguenze complessive sull'organico e sulla sua distribuzione nell'ambito della giornata di servizio didattico, e quali sull'amministrazione
- esiste un'autonomia scolastica e quale margine si impone in questo ambito in riferimento alla gestione degli orari stessi, a prescindere dalle circolari che ne prevedono una riforma e una modificazione, contestata dal Comitato in Gestione in causa

 

 

Venerdì 15 maggio alle ore 16 si è tenuta presso la sala Commissioni di Palazzo Marino la Commissione consiliare Pari Opportunità del Comune di Milano dove si è discusso come unico punto all'ordine del giorno di proposte "per il superamento delle discriminazioni basate sull'orinetamento sessuale e sull'identità di genere"

considerato che

la scorsa riunione di consiglio è stato presentato dal sottoscritto un ordine del giorno e una comunicazione dal sottoscritto in cui ho informato l'organo istituzionale dell'organizzazione della Giornata Mondiale contro l'Omofobia, avvenuta il 17 maggio us, che ha interessato diverse organizzazioni e associazioni nel volantinare e nel divulgare materiale sulla questione, nello stile dei "Silent Day" anglosassoni, con sit in e presidi fatti imbavagliati

preso atto

che diverse volte ho presentato in Consiglio di Zona interrogazioni indirizzate alla Presidenza del Consiglio Comunale e alla Giunta di Milano in cui si chiedeva la ripresa necessaria in calendario e in agenda della proposta dell'istituzione del "registro per le convivenze affettive", respinto con voto trasversale dal Consiglio Comunale, progetto licenziato dalla Commissione Politiche Sociali del Consiglio stesso, utile e funzionale a garantire riconoscimenti amministrativi alla quantità cospicua e in aumento di coppie di fatto nella nostra città

visto che

nello stesso ordine del giorno avevvo riportato i dati dell'ultima ricerca effettuata dall'Agenzia per i Diritti Umani dell'Unione Europea, in cui si sottolineava come l'omofobia fosse in aumento e come alcuni comportamenti e dichiarazioni espressi da rappresentanti delle istituzioni, spesso in Italia, siano legittimazioni intollerabili al compimento di atti di persecuzione verso e contro persone di orientamento sessuale glbtq

constatato

che la stessa Regione Lombardia ha respinto la proposta presentata dai capigruppo dell'opposizione di centrosinistra di adesione alla Giornata Mondiale contro l'Omofobia, con motivazioni intolleranti e dai contorni fortemente discriminatori, in un momento in cui risulta essere sempre più difficile per le vittime dell'omofobia denunciare atteggiamenti di violenza fisica e psicologica nei propri confronti

si chiede

- alla Presidenza della Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano quali siano stati i punti affrontati come tematiche connesse all'ordine del giorno della riunione della medesima di venerdì, nonchè se siano state audite le organizzazioni e le associazioni aderenti alla mobilitazione di domenica 17 maggio, "Milano contro l'omofobia", che ha visto un buon ritorno e seguito da parte della cittadinanza, e, infine, quali organizzazioni siano state coinvolte;
- alla stessa Presidenza se sia stato licenziato un progetto condiviso inerente prassi amministrative e indirizzi volti al superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere; se esista già una proposta in merito, sull'esempio di prassi amministrative già avviate in diversi contesti comunali e provinciali, tra cui la Provincia di Milano attraverso lo "sportello di sostegno delle vittime di atti omofobi", a tutela dei diritti alla e a supporto della persona di orientamento sessuale glbtq;
- al Consiglio Comunale e alla stessa Giunta Comunale se fosse stata presa in esame la proposta di adesione alla Giornata Mondiale contro l'Omofobia e, in caso negativo, il motivo di tale scelta

si prende occasione con la presente

di sollecitare nuovamente il Consiglio Comunale e la Giunta Comunale di prendere in esame e in agenda la proposta di istituire registri per le "convivenze affettive", magari riprendendo il testo licenziato dalla Commissione Politiche Sociali del Comune, e considerando non giustificabile e quanto mai insipegabile un ulteriore dilazionamento nei tempi a riguardo

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Interrogazione in merito alla risposta avutasi dalla Dirigente Biblioteche Rionali, Francesca Maschietto, recapitata il 5 maggio 2009 all'interrogazione fatta dal sottoscritto in Consiglio di Zona del 7 aprile 2009, riguardante la chiusura anticipata dei locali della Biblioteca di Via Oglio 18, avvenuta nella giornata di servizio del 1 aprile alle ore 17,30 anzichè alle ore 19,45, come previsto, invece, dall'orario di servizio di apertura all'utenza

vista

la tempestiva ed esaustiva risposta della Dirigente del Settore Biblioteche, Francesca Maschietto, a cui rivolgo i miei ringraziamenti, recapitata il 5 maggio us al sottoscritto, alla mia interrogazione presentata in Consiglio di Zona il 7 aprile us in merito alla chiusura anticipata dei locali della biblioteca di Via Oglio 18 avvenuta alle ore 17,30 anzichè alle ore 19,45, come previsto dall'orario di servizio di apertura al pubblico

considerato che

nella stessa risposta, in modo puntuale e chiaro, viene denunciata come motivazione principale della chiusura anticipata l'insufficienza di organico a tal punto da non avere potuto garantire il giusto proseguimento del servizio fino all'orario di chiusura previsto

preso atto di fatto

che diverse volte si sono verificate interruzioni e sospensioni inaspettate del servizio di apertura dei locali della Biblioteca di Via Oglio 18, per periodi di tempo variabili dalle due ore all'intera giornata, e ricordo a riguardo l'interrogazione presentata dal sottoscritto nella seduta di giovedì 7 maggio in cui si chiedeva motivazioni riguardanti la chiusura avvenuta nella giornata di sabato 2 maggio, giustificata per interventi di manutenzione ordinaria

constatata

una certa preoccupazione sul futuro del servizio a causa di una pesante assenza di organico utile e funzionale a garantire il mantenimento dell'apertura del servizio nella sua intera durata

si chiede

- al Settore Biblioteche del Comune di Milano il numero di dipendenti preposti per i plessi rionali della zona 4, ossia Via Calvairate e Via Oglio, e il numero di dipendenti minimo previsto secondo regolamento per i singoli turni, nonchè il numero dei turni previsti nell'arco del servizio stesso;
- all'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano il motivo della non indizione di un nuovo bando di concorso per la funzione di bibliotecario, utile a incrementare l'attuale organico;
- allo stesso Assessorato se l'apertura necessaria e fondamentale di nuovi plessi bibliotecari, come il plesso di Valvassori Peroni, abbia inciso negativamente sull'organico complessivo dei bibliotecari preposti nelle varie sedi delle biblioteche rionali;
allo stesso assessorato il motivo per cui l'opportunità offerta dalla finanziaria 2007 del Governo Prodi, ossia la riapertura dell'ultimo bando e la possibilità di attingere dal medesimo nuovi dipendenti, non sia stata esperito come canale utile a incrementare l'organico presente, evidentemente insufficiente;
- alla direzione del settore biblioteche rionali di Zona 4 se sia assicurato, pur in sofferenza di organico, il servizio per tutti i giorni e lungo l'orario di apertura previsto da regolamento

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interrogazione in merito al cippo di Piazza Grandi alla Memoria dei Caduti Partigiani della Resistenza Antifascista

considerato che

il 25 aprile nuovamente una delegazione delle Associazioni Partigiane della Zona 4, in primis l'ANPI, nell'ambito delle manifestazioni inerenti la Festa della Liberazione dal nazifascismo, ha deposto le Corone in memoria e in onore dei Caduti della Resistenza Antifascista, come consueto avvenga da 64 anni

visto che

tra le lapidi presenti in Zona 4 occorre ricordare il cippo in Piazza Grandi poco percettibile alla cittadinanza, come denunciato in prima pagina nell'ultimo numero del giornale Milano Zona 3 e 4, essendo lo stesso nascosto tra gli alberi ivi presenti

preso atto

che da diversi anni vengono presentate richieste al Comune di Milano di istituire in loco una lapide in ricordo dei Caduti della Resistenza, utile e funzionale a dare degna e dignitosa visibilità alla Memoria storica della città, Medaglia d'Oro della Resistenza

si chiede

- al settore demanio e al settore arredo urbano del Comune di Milano di provvedere tempestivamente a solvere la presente istanza, istituendo una lapide al posto del cippo poco percettibile, affinchè si dia degna memoria ai Caduti Partigiani;
- all'assessorato arredo urbano il motivo per cui ancora non sia stato previsto un intervento in merito, dopo diversi anni di attesa e di sollecito da parte di organizzazioni antifasciste e della cittadinanza

Giovedì, 21 Maggio, 2009 - 16:08

Sulla Provincia una nuova politica sulla mobilità

Da una parte, Podestà, organizza la sua prima cena elettorale con il presidente delle società autostradali: questo è un indice politico non indifferente. Dall'altra parte Penati, presidente uscente, per cui esiste un'indagine sull'utilizzo dei fondi nel periodo di "amministrazione ordinaria" della provincia da parte del Comitato Regionale preposto, parla di investimento nelle quoete societarie delle diverse strade statali per liberare fondi e soldi per la costruzione di nuove infrastrutture pubbliche e metropolitane. La domanda sorge spontanea: ma quale differenza esiste tra podestà e Penati nell'ambito della politica sulla mobilità? Ossia da una parte di esalta l'imprenditoria edificatrice dello stradismo, da quest'altra parte si parla di promozione di quote private, anche inferiori al 50% limite fissato dalla legge per la partecipazione di un ente pubblico affinchè la società si possa considerare a partecipazione pubblica, di investimento nella partecipazione degli utili di gestione dello stradismo stesso. Dopo si promette che ci sarà un impegno rivolto all'incentivazione delle strutture pubbliche di trasporto. Dopo quando? Finora la Provincia di Milano ha solo incentivato le strutture di mobilità privata, suggerendo come strategico l'aumento delle strade private provinciali, si parla di Brebemi, ma anche della strada che dovrebbe passare per il Parco del Ticinello, nonostante l'opposizione della maggior parte dei Comuni della zona espressasi ultimamente, senza prevedere un'incentivazione delle reti viarie pubbliche. La differenza esiste: è una lista in una coalizione di alternativa che progetta un percorso per cui i fondi già nella loro originaria destinazione debbano essere gestiti per l'incentivazione delle strutture  einfrastruttture che permettano una mobilità sostenibile, socialmente, economicamente, ecologicamente, culturalmente. A Parigi esiste una rete metropolitana che collega trasversalmente punti della città molto distanti, in uan visione universale e non settoriale della politica sulla mobilità, finora avutasi a Milano.
Quando si può parlare di sviluppo metropolitano delle infrastrutture pubbliche? Solamente se si aderisce con fiducia e con convinzione a un progetto che utilizzi le vie naturali e sostenibili, come le vie d'acqua, le vie ferroviarie. Penso sia l'alternativa l'unica via possibile in merito.

Alessandro Rizzo
Candidato Lista Un'Altra Provincia - Massimo Gatti Presidente
Consigliere di Zona 4 Milano 

Martedì, 19 Maggio, 2009 - 14:06

Università: la Provincia può democraticizzarla

Molte ragazze e molti ragazzi si sono protratti questa mattina a ridosso delle banchine di attesa del treno diretto per Torino per salire sul convoglio che li avrebbe portati nella città che ospita il "G8 delle Università", una specie di incontri al vertice dei vertici, rettori e docenti, in cui si discute del futuro didattico e del sistema universitario, i cui destinatari principali sono appunto gli esclusi: le ragazze e i ragazzi, studentesse e studenti; ma anche le ricercatrici e i ricercatori, i tanti precari dell'amministrazione. Questi ultimi non possono accedere alle scelte che spettano ai soliti "soloni" baronali. Non vioglio, veramente, porre una categoria in antitesi a un'altra: sarebbe la fine di ogni clima sociale indispensabile per creare una prospettiva politica di soluzione di diverse questioni e problematiche. I manifestanti sono partiti, pur non avendo avuto un abbassamento del costo del biglietto del treno, oggetto della contestazione. Ma il problema rimane nel sistema unviersitario: le rappresentanze didattiche e amministrative assumono modalità e criteri sempre più manageriali, aziendali e non di governo di luoghi di sapere e di conoscenza, universali.

Cosa può fare la Provincia? Attivare percorsi interdinamici in cui le singole categorie possano addivenire a confronti propositivi su temi quali la ricerca, l'investimento nella cultura e nella formazione, l'accesso ai saperi, creando circoli virtuosi forti e lungimiranti utili a dare avvio a un percorso democraticizzato e che renda partecipi chi oggi è escluso da dinamiche accentratrici e obsolete di intendere il sistema Università. 

 

Alessandro Rizzo

Candidato al Consiglio Provinciale

LISTA UN'ALTRA PROVINCIA - MASSIMO GATTI PRESIDENTE

 

Martedì, 19 Maggio, 2009 - 13:26

Programma Un'Altra Provincia

Programma. Dieci punti da cui partire

UN’ALTRA PROVINCIA METROPOLITANA, SOSTENIBILE E SOLIDALE
Programma amministrativo di MASSIMO GATTI – Candidato Presidente della Provincia di Milano 
 
PREMESSA
Siamo donne e uomini della sinistra, partiti, associazioni e comitati, impegnati da tanti anni nel mondo della solidarietà e del consumo critico, nella difesa del lavoro, della scuola pubblica, del territorio e dell’ambiente come beni inalienabili dei cittadini.
Vogliamo rappresentare, ognuno con la propria specificità, storia e cultura politica, l’esigenza al cambiamento di tanta parte dei cittadini, del mondo dell’associazionismo, dei comitati e del volontariato. Vogliamo rappresentare una alternativa civica e di sinistra alla deriva plebiscitaria
della destra e alla incapacità del centro sinistra di Penati di essere una coerente alternativa.
Vogliamo dare voce ai tanti e alle tante del popolo della sinistra di Milano e della provincia, che vogliono uscire dalla angusta protesta astensionista dando un contributo reale al cambiamento. Per fare questo dobbiamo partire dai grandi valori dell’inclusione sociale, dell’etica laica, dell’ambientalismo, dei socialisti, dei comunisti, che hanno caratterizzato la grande storia civile della nostra provincia.
La gravissima crisi economica sta minando dalle fondamenta il tessuto produttivo e mette in discussione lo stesso sistema democratico. La situazione della nostra Provincia e Regione diventaancor più preoccupante, stretta com’è dalla sottovalutazione della grande criminalità organizzata e dell’evasione fiscale da un lato e dall’altro dalla politica governativa che attacca i “beni pubblici e comuni”, istruzione e ricerca ed istituzioni scolastiche ed universitarie, salute e strutture sanitarie pubbliche, acqua, suolo e beni ambientali e culturali. Tutto ciò limita le libertà individuali e di espressione, non valorizza le diversità alimentando paure e sentimenti razzisti ed emarginanti, stravolge nei fatti i principi fondamentali della Costituzione, aggrava ulteriormente le condizioni di vita dei lavoratori e dei disoccupati, e delle fasce medio-basse e povere della popolazione, accentuando il divario tra i redditi alti e quelli bassi, riducendo i servizi destinati alla persona e alle tante fragilità.
I valori della democrazia e dell’antifascismo sanciti dalla carta costituzionale, fondata sul lavoro, sono i nostri valori che poniamo al centro dell’agire politico amministrativo. Difendiamo la democrazia contro i continui attacchi delle destre, dei populisti e di quanti in nome della
governabilità sono disposti a sacrificare il diritto al pluralismo sancito dalla carta costituzionale.
In vista dei faraonici e poco credibili progetti legati all’Expo 2015, ma anche in relazione alle politiche urbanistiche del Comune di Milano, che vaneggia di una città di due milioni di abitanti, gravi sono i rischi derivanti dalle infiltrazioni mafiose per accaparrarsi quanto più affari possibili e irresponsabili appaiono le risposte pubbliche del centro destra che quasi irridono il grido di allarme di magistrati e operatori.
Vogliamo rappresentare le donne e gli uomini che non vogliono soccombere, in nome del “business”, alla criminalità e alle mafie.
Vogliamo una Provincia che continui a promuovere una cultura attiva della pace e della nonviolenza con iniziative e corsi di formazione ed educazione, istituendo sportelli e centri di mediazione dei conflitti, attivando gli strumenti per la formazione dei Corpi civili di pace, chiedendo al Governo la riduzione delle spese militari a favore di investimenti per la pace, chiedendo l’allontanamento delle 40 testate nucleari USA installate a Ghedi, premendo per fermare la fabbricazione di armi in Lombardia e favorendo una riconversione produttiva. Ecco perché la proposta del centro sinistra di Penati per la Provincia di Milano non ci rappresenta. È una proposta che, pur partendo da un giudizio positivo sull’esperienza amministrativa appena conclusa, esclude pregiudizialmente e non unisce le forze che si battono contro la destra. Sui temi
della sicurezza, della difesa del territorio dalla cementificazione selvaggia e dell’Expo, i contenuti e valori proposti sono contigui e subalterni alla destra del sindaco Moratti e di Podestà.
Ci rivolgiamo quindi a tutte le forze che non si rassegnano, che hanno a cuore gli interessi dei lavoratori, dei giovani, delle donne, degli anziani della nostra provincia sempre più aggredita dalla crisi economica, dalla distruzione del territorio e dalla cementificazione, dall’emarginazione sociale di ampi strati di cittadini e cittadine.
Costruiamo insieme un’altra Provincia metropolitana, sostenibile e solidale.

1. PARTECIPAZIONE E DEMOCRAZIA PER UNA NUOVA ETICA PUBBLICA
Vogliamo farci interpreti di una nuova stagione della politica che riscopra la radicalità dell’etica democratica e della cosa pubblica, del rapporto di simbiosi tra eletti e elettori. Una nuova stagione che riporti alla ribalta i valori fondamentali dell’agire della politica, finalizzata alla
rappresentanza generale delle istanze dei cittadini contro gli interessi egoistici che creano disagio sociale e povertà.
I temi della democrazia e della partecipazione, dell’etica della politica nella gestione del bene comune, sono il nostro orizzonte per un nuovo governo dell’area metropolitana. È indispensabile la ricostruzione di una democrazia partecipativa, a partire da un rapporto continuo e costruttivo tra cittadini ed eletti. Una democrazia che rilanci il protagonismo dei cittadini e delle cittadine nelle scelte che li riguardano a cominciare da un rinnovato ruolo delle assemblee elettive. In questo senso il nostro obiettivo sarà anche quello di valorizzare gli esempi esistenti in molti Comuni della Provincia che hanno prodotto esperienze significative nelle forme e negli ambiti più diversi, dal Bilancio
Partecipativo, alle Agenda 21 locali. Oggi è possibile e necessario rilanciare una politica di partecipazione dei cittadini anche attraverso
il pieno utilizzo delle tecnologie informatiche e di comunicazione. Internet può essere un potente strumento di democrazia se utilizzato per mettere in rete e relazionare tra loro realtà istituzionali e semplici cittadini. Sosterremo un percorso di e-democracy, per rendere sempre più trasparente e democratica la gestione delle istituzioni e la formazione delle scelte.
Se vogliamo salvare il pianeta per le future generazioni la Provincia deve perseguire ed educare alla sobrietà, diminuendo l’impronta ecologica, contenendo il consumo energetico, approvando un ecobilancio, accanto a quello finanziario. La Provincia deve diventare un “consumatore critico” favorendo nelle gare di appalto le imprese con certificazione sociale e ambientale, negando il patrocinio ad iniziative sponsorizzate da aziende che praticano politiche del lavoro e commerciali censurabili o poco trasparenti. Deve essere un “risparmiatore responsabile” affidando servizi di tesoreria provinciale solamente ad istituti bancari che non siano compromessi con il commercio internazionale di armi. Deve essere un “promotore della responsabilità sociale delle imprese”, favorendo con la formazione e il finanziamento una certificazione sociale e ambientale di impresa che risponda a seri modelli di controllo e verifica. Deve essere un “motore dei Distretti di Economia Solidale”, creando una città dell’economia solidale, impegnandosi a sostenere la cooperazione decentrata con aree del Sud del mondo, rispettandone l’autodeterminazione e promuovendo lo scambio culturale e commerciale (progetti di microcredito, commercio equo e solidale, turismo
responsabile).
La nostra proposta rimette al centro il ruolo del pubblico nella programmazione e nella gestione dei servizi, contro privatizzazioni e esternalizzazioni che non ne migliorano la qualità, lasciano campo libero alle dinamiche spontanee del mercato, all’azione dei poteri forti, favoriscono rapporti clientelari e illegalità, svalutano competenze e professionalità interne privilegiando l’uso di consulenze esterne.

2. PER UN GOVERNO DEMOCRATICO DEL TERRITORIO
Dopo anni di assenza di un forte ruolo programmatorio pubblico, la scelta del Presidente uscente e del PD di rinunciare all’approvazione del nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, rappresenta una grave concessione alla politiche del centrodestra, ai cementificatori e ai poteri forti. Questa situazione impedisce una riqualificazione territoriale e ambientale, e non salvaguarda circa 1000 Kmq di aree agricole.
Noi siamo invece per un PTCP che ponga al centro dei suoi contenuti i seguenti obiettivi generali:
- una riqualificazione sociale ed ambientale di tutte le periferie urbane degradate e carenti di servizi pubblici ed attrezzature collettive, nel quadro di una valorizzazione delle identità storiche, culturali, economiche, naturali e paesaggistiche del locale, come alternativa alle forme
universali e de-territorializzate della globalizzazione tese ad omogeneizzare e distruggere ogni diversità;
- una ri-naturalizzazione del territorio e delle città ricercando un nuovo equilibrio ecologico tra le forme artificiali e le forme naturali, tra la superficie impermeabile e quella permeabile, con scelte di piano incentrate sul “consumo zero” del territorio, tese ad assicurare alla popolazione una migliore qualità dell’abitare, del lavorare, dello studiare, del muoversi e del divertirsi, in perfetta sintonia con la necessità di conservare il capitale naturale per le future generazioni;
- una pianificazione urbanistica attenta al contesto che valorizzi servizi, ma anche strutture con funzioni di pregio in zone degradate al fine di favorire la richiesta di una manodopera qualificata, a tutto vantaggio di un progresso culturale delle persone che vi lavorano e che in quel territorio vivono, così come in vista dell’Expo, l’offerta alberghiera sia commisurata al reale fabbisogno per non rischiare di costruire cattedrali nel deserto.
- Una valorizzazione, salvaguardia e potenziamento dei parchi locali di interesse sovracomunale (P.L.I.S.)
Parco Agricolo Sud Milano
Il Parco non è un vincolo, ma una grande opportunità da salvaguardare da mire espansive e speculative. Occorre una vera politica di rilancio del Parco Sud prevedendo interventi per il risanamento, manutenzione e tutela ambientale, anche come occasione per una nuova occupazione;
un programma di rilancio delle produzioni agricole, favorendo l’interscambio diretto produttoreconsumatore, per la creazione di una rete di economia solidale.
La non attuazione del PTCP, con i Piani di Cintura Urbana previsti e soprattutto con il Piano di Fruizione del Settore Agricolo, è un duro colpo al Parco Sud che impedisce e impedirà, se questi Piani verranno approvati attraverso l’istituto della Conferenza dei Servizi tra i soli Enti interessati, di definire un limite fisico al processo di continua urbanizzazione dell’area metropolitana milanese, penalizzando la qualità della vita dei cittadini.
Consumo zero del territorio e un’altra Expo 2015 Il modello proposto per l’Expo 2015 è fortemente penalizzante per il territorio e la Provincia. Esso viene considerato dalla Moratti e dai suoi sostenitori come “l’evento principe” intorno al quale realizzare un nuovo e rilevante sviluppo degli insediamenti e delle infrastrutture della mobilità, con effetti trainanti per tutta l’economia milanese. Insomma, un evento che vorrebbe fermare il declino lento ma inesorabile di Milano e della sua provincia attraverso la speculazione immobiliare fondata sull’appropriazione privata della rendita fondiaria urbana. Il bilancio tra costi e benefici per la popolazione pende pesantemente a vantaggio di pochi e a scapito di molti. Il progetto complessivo non è accettabile. Le strutture espositive devono essere localizzate nell’attuale Fiera di Rho-Pero e in altri spazi esistenti, senza cedere altro territorio agli immobiliaristi, ai quali, al termine della manifestazione, verrebbe concessa una premialità di
carattere chiaramente speculativo. Crisi e nuove emergenze sociali impongono la rinuncia ad ogni spreco di risorse economiche, da indirizzare invece alla riqualificazione ambientale, sociale e culturale delle città.
Idroscalo: un patrimonio pubblico per tutta la Provincia
Vogliamo che l’Idroscalo rimanga un grande patrimonio pubblico gestito e diretto dall’Amministrazione Provinciale e ci batteremo contro ogni ipotesi di privatizzazione ancorché mascherata. I 2,5 milioni di sportivi e frequentatori che oggi affollano l’Idroscalo ogni anno, dispongono di una risorsa unica nel contesto lombardo e nazionale e questo grazie a una scelta di programmazione sportiva, musicale e di eventi in grado di fare concorrenza ad ogni ente privato. L’Idroscalo è anche “una palestra a cielo aperto” grazie alla presenza delle associazioni sportive e delle federazioni ed in particolare al Consorzio tre sport (CSI, UISP e US Acli), esperienza unica in Italia, al quale deve essere riconfermata la gestione dell’area multisport e degli idrocamp estivi. Riteniamo necessario risolvere il problema dell’accessibilità all’Idroscalo, attraverso un piano di
viabilità e servizi pubblici. Da subito va istituita una navetta dall’Aeroporto di Linate e dalle vicine stazioni ferroviarie di Segrate e Pioltello.

3. NO AD ALTRE AUTOSTRADE, PIU’ TRASPORTO PUBBLICO SU FERRO
I livelli di congestione del traffico e dell’inquinamento dell’aria sono fra i principali problemi del nostro territorio, ai quali sono collegati problemi di ambiente, salute e sicurezza. La risposta del centrodestra e del nuovo centro sinistra di Penati, rispetto a crescenti e mutati bisogni
di mobilità, è orientata a una politica di realizzazione di grandi e costose infrastrutture e ha creato squilibri sociali ed ambientali insostenibili. In particolare, la filosofia di incrementare la realizzazione di nuove strade per decongestionare le esistenti, ha aggravato la situazione invece di risolverla. Noi proponiamo, una mobilità sostenibile e compatibile con l’ambiente e il territorio e ci battiamo per favorire il rilancio del sistema ferroviario metropolitano, il potenziamento del trasporto pubblico e accessibile su ferro attraverso l’ampliamento della rete delle  metropolitane e delle metrotranvie, a partire dalla realizzazione di un “anello del ferro” che colleghi i comuni della provincia, l’istituzione del biglietto unico e del sistema tariffario integrato per il trasporto metropolitano e urbano, la realizzazione di nuove piste e corsie ciclabili.
In particolare proponiamo le seguenti soluzioni efficaci:
- riqualificare e potenziare le linee ferroviarie esistenti separando quelle nazionali da quelle regionali e locali, trasformando queste ultime in un “servizio metropolitano” cadenzato, memorizzabile, frequente, diffuso e affidabile per tutto l’arco della giornata, specialmente per le persone “pendolari” per motivi di lavoro e di studio;
- promuovere l’attuazione di linee metropolitane extraurbane, anche “leggere” (metro-tranvie) per mettere in rete il maggior numero di quei Comuni che non sono serviti dalla ferrovia; linee collegate con stazioni ferroviarie e con le linee MM esistenti;
- promuovere interventi sulla rete stradale attuale tesi a separare il traffico veicolare locale da quello di attraversamento in prossimità delle città e a potenziare i collegamenti traversali tra i Comuni all’esterno di Milano, integrando e razionalizzando i sedimi di strade esistenti;
- approfondire il progetto MI-BICI della Provincia per la realizzazione di un sistema provinciale di percorsi ciclabili capace di collegare in rete i maggiori servizi pubblici, i centri storici, i principali luoghi di lavoro e di studio e il sistema dei parchi esistenti e in progetto.
La Provincia deve arrivare a ridurre su scala locale le emissioni di CO2 ed è fondamentale un ruolo di controllo e coordinamento dei Comuni per adottare delle politiche in questo settore di carattere preventivo. La risposta non può essere l’Ecopass della Moratti, che sempre più si dimostra una trovata propagandistica priva di efficacia se non quella di tassare ulteriormente i cittadini specie della Provincia. Siamo favorevoli invece a promuovere politiche che consentano ai cittadini di utilizzare mezzi pubblici non inquinanti rapidi ed efficienti e finalmente accessibili a tutti. La Provincia può trasformare il suo parco macchine con mezzi alimentati con combustibile non inquinante e completare la trasformazione degli impianti termici degli immobili di proprietà e delle scuole con combustibili meno inquinanti.
Riteniamo che sia anche possibile definire coi Comuni la concentrazione delle merci, destinate al sistema urbano milanese, in punti situati ai margini del sistema; merci da trasportare nei siti di destinazione interni all’area metropolitana con veicoli ecologici, gestiti da un apposito servizio pubblico a pagamento da parte dei destinatari.
È fondamentale che la Provincia di Milano assuma un ruolo di coordinamento dei Comuni per adottare delle politiche per: 
- la riduzione delle emissioni da traffico privato nelle aree urbane predisponendo corsie preferenziali per tutti i mezzi pubblici e per i taxi, dotando le strade di sedi protette per permettere la circolazione sicura della mobilità ciclabile con obbligo di posteggi per bici davanti
agli edifici pubblici e con sanzioni ai condomini che non prevedono spazio per posteggio bici, scoraggiando l’uso della moto (inquina come e più dell’auto) multando il posteggio sui marciapiedi, che impedisce spesso alle persone con disabilità la loro fruizione specie nelle periferie;
- sostituire tutti i mezzi pubblici alimentati a gasolio con mezzi alimentati a metano o a biogas;
- ridurre le emissioni da riscaldamento attuando una conversione degli impianti cominciando dagli edifici provinciali;
- eseguire la certificazione di efficienza energetica degli stabili pubblici realizzando opere di manutenzione al fine di ridurre le dispersioni termiche;
- dotare tutti gli edifici pubblici di pannelli fotovoltaici e di pannelli solari per autoprodurre energia rinnovabile;
- emettere tariffa unica per tutti i percorsi in metropolitana;
- istituire parcheggi in tutti gli ingressi per Milano con biglietto MM gratis per tutto il giorno a chi vi deposita l’auto;
- installare lampade a basso consumo negli uffici e far spegnere le insegne pubblicitarie durante la notte;
- invitare tutti gli operatori economici e commerciali a dichiarare i loro consumi, ad adottare politiche di risparmio energetico, a regolamentare l’uso dei condizionatori così come avviene per il riscaldamento (tempistiche e limiti di temperatura);
- sistemare le situazioni ancora presenti legate all’abbattimento di barriere architettoniche sia dell’ambiente fisico, sia degli edifici pubblici,sia dei mezzi di trasporto pubblico e privato;
- aumentare la sicurezza stradale su strade comunali e provinciali ( gli incidenti stradali sono la prima causa di morte fra la popolazione giovanile).

4. RIFIUTI ZERO: SI DEVE, SI PUÒ! NO A NUOVI INCENERITORI
La Provincia deve programmare un piano dei “RIFIUTI ZERO”, fondato sulle 5 R (Riduzione, Raccolta differenziata, Recupero, Riciclo, Riuso) e dire no a nuovi inceneritori; deve avviare e sostenere la realizzazione degli impianti di compostaggio per la produzione di compost di qualità a sostegno anche dell’agricoltura del Parco Sud. Dobbiamo passare dalla mentalità di “smaltire i rifiuti”, al principio di “recuperare le risorse” con
conseguente riduzione di utilizzo di risorse naturali e di energia per la produzione/trasformazione delle materie prime, riduzione di produzione di gas serra e aumento delle attività umane e quindi dei posti di lavoro. Occorre assumere responsabilità a livello industriale progettando e producendo prodotti riciclabili e recuperabili con il minor spreco possibile di risorse; responsabilità a livello di comunità: separare i
vari rifiuti, ossia effettuare la raccolta differenziata, per facilitare il riciclo e il loro recupero; responsabilità a livello politico. La Provincia di Milano può coordinare il lavoro dei Comuni con regole chiare e precise che impongano la raccolta differenziata, (anche per il Comune di Milano per quel che riguarda l’umido delle famiglie) il riciclo/recupero e indirizzino le attività di produzione verso prodotti riciclabili o recuperabili, con l’obiettivo generale di riduzione dei rifiuti destinati alla discarica o all’incenerimento.
Siamo quindi contrari alla logica di nuovi inceneritori che sono concettualmente e concretamente l’opposto di ciò che è necessario: massimizzano i rifiuti e bruciano anziché riciclare merci ad alto contenuto energetico (carta, legno, ecc.) sprecando in realtà energia. Non devono essere previsti nuovi inceneritori, discariche ed impianti di produzione CDR perché con una reale politica alternativa dei rifiuti gli attuali impianti di smaltimento risultano sufficienti per rispondere al fabbisogno della nostra Provincia.
 
5. PROTEGGIAMO I BENI COMUNI. ACQUA PUBBLICA
Noi contestiamo il dogma delle liberalizzazioni in quanto, concretamente, contrastano con l’esigenza di risparmiare risorse ambientali; contestiamo la mercificazione dei beni ambientali stessi, in quanto sono indispensabili alla vita e non sostituibili. Acqua, aria, territorio, energia e biodiversità sono beni comuni e a questi si deve garantire l’accesso per tutti, come garanzia per le generazioni future ed il mantenimento della loro riproducibilità come cicli. Pensiamo ad indicatori di qualità ambientali diversi da quelli economici.
Acqua bene comune e diritto umano In questi anni ci siamo battuti strenuamente contro la logica di privatizzazione dell’acqua pubblica.
La non costituzione di questa società, unica in grado di snellire gli sprechi dei tanti consigli di amministrazione e assicurare grandi investimenti infrastrutturali in grado di ammodernare la rete e ridurre gli sprechi, è una delle gravi responsabilità di Penati e del PD che ha governato la Provincia.
Continueremo a batterci contro la logica di privatizzazione dell’acqua pubblica e perché si tenga fede all’impegno di pervenire ad un’unica Azienda totalmente pubblica che riunisca in sé patrimonio, gestione ed erogazione del sistema idrico della provincia milanese entro il 31/12/2009, in grado di coordinarsi efficacemente con il sistema idrico integrato della città di Milano e delle provincie confinanti.

6. DIFENDIAMO LA SCUOLA PUBBLICA. RILANCIAMO LA CULTURA
La scuola pubblica, laica e democratica, la scuola della Costituzione, va difesa e valorizzata come una grande priorità. Contro ogni processo di privatizzazione e aziendalizzazione occorre affermarne il carattere pubblico per contrastare efficacemente le nuove disuguaglianze, per
costruire una società che garantisca pari opportunità e pari diritti a tutte e a tutti. Una scuola aperta al territorio che, attraverso la sinergia tra docenti curriculari di sostegno, studenti, genitori, istituzioni e associazioni, sappia rispondere alla sfida solidale, che ci sentiamo di assumere perché diventi la risorsa straordinaria su cui puntare per condividere un futuro comune.
Occorre incrementare la rete di accesso sia aumentando l’offerta di indirizzi di istituti scolastici, sia decentrando l’offerta formativa per ridurre il pendolarismo e l’abbandono scolastico. Occorre recuperare un diverso diritto allo studio, difendere il tempo pieno, combattere la dispersione
scolastica, sostenere il successo formativo, sconfiggere un analfabetismo di ritorno sempre più diffuso, sviluppare un’educazione critica ai linguaggi dei media, valorizzando le buone pratiche, fornendo risorse e strumenti necessari. Va infine completato l’impegno speso dalla Provincia in materia di edilizia e sicurezza scolastica, con l’impiego sempre più capillare di fonti di energia pulite e rinnovabili.
Il diritto alla cultura e alle culture come spazio di crescita , di ricerca, di promozione, inclusione e coesione sociale. La vita culturale di una città e di una provincia così come l’accessibilità alla sua fruizione da parte di tutti i cittadini sono uno dei requisiti della qualità urbana. e possono costituire un elemento importante di crescita e sviluppo anche economico.
La Provincia deve sviluppare il proprio ruolo di regia per valorizzare percorsi in tutti i campi in cui la cultura si esprime, essere precursore creativo attraverso un investimento progettuale coordinamento anche per la diffusione degli eventi. È urgente affiancare ai grandi eventi una rete di occasioni culturali perché le persone possano vivere il territorio incontrandosi in spazi di saperi e relazioni, dalle biblioteche, ai musei, ai teatri…in risposta a una solitudine sempre più diffusa. In questo campo la situazione attuale di Milano e provincia è contraddittoria, accanto alle esperienza di eccellenza di livello internazionale ed al fiorire di vitalità diffuse nel territorio, vi sono ancora – o forse dovremmo dire nuovamente – ampie fasce della popolazione che, per motivi diversi, hanno poche o nessuna possibilità di entrare in contatto con i luoghi di produzione e di offerta culturale. 
A Milano emergono anche produzioni culturali innovative e d’avanguardia ma spesso, in particolare quelle giovanili, non sono adeguatamente valorizzate, non trovano sbocchi per crescere ed in molti casi neppure spazi per potersi esprimere. La gestione delle risorse per la cultura dovrà essere allora molto accorta ed equamente ripartita tra quella che è stata considerata per anni la cultura “alta” ed i punti di eccellenza da un lato ed il sostegno alle iniziative culturali diffuse nel territorio, in particolare nelle periferie, che in una prospettiva di città metropolitana, devono diventare luoghi di produzione e di fruizione culturale.

7. SENZA LAVORO NON C’È DIGNITÀ, NON C’È FUTURO. LA PROVINCIA CONTRO LA CRISI
La crisi economica e finanziaria, colpisce drammaticamente la nostra provincia con una espansione della cassa integrazione e licenziamenti. Senza lavoro e protezione sociale non c’è dignità dell’individuo. Senza un lavoro per i giovani non c’è futuro. Ci battiamo contro ogni logica di
precarizzazione del lavoro.
La Provincia può orientare l’intervento pubblico verso uno sviluppo di qualità del lavoro, fondato sul riequilibrio tra le attività manifatturiere e quelle terziarie,favorendo la riconversione e l’innovazione ecologica dei processi produttivi e dei prodotti per assicurare nuove opportunità occupazionali in un ambiente sano, dentro e fuori i posti di lavoro.
La nostra azione sarà quella di concorrere per la massima espansione degli ammortizzatori sociali, includendo i precari e i settori non garantiti. In questo senso andrà l’azione per ottenere una legge che imponga alle multinazionali che lasciano il nostro territorio di accollarsi il costo per rioccupare i propri lavoratori. Ancora più strategica sarà l’azione di politica industriale per fare in modo che molte piccole e
medie imprese non scompaiano nella crisi. Promuoveremo l’estensione della legge Prodi Bis per le piccole imprese e la costituzione di un Fondo regionale di Garanzia per il Lavoro con il compito di sostenere finanziariamente i commissari pubblici nominati per evitare il fallimento di imprese in crisi. Il grande passo fatto in Provincia con la riconquista del ruolo pubblico attraverso l’istituzione dei Centri per l’Impiego, è stata una risposta positiva che consente di costruire un “sistema integrato” delle politiche del lavoro, della formazione, dell’istruzione. Va dunque confermata e razionalizzata l’integrazione dei servizi pubblici per l’impiego e per la formazione.
La Provincia di Milano, grazie al grande lavoro svolto in questi anni dalla sinistra, è oggi certamente un punto di riferimento per molti lavoratori e per i sindacati, che hanno potuto verificare come una Provincia possa essere un valido strumento per la difesa dei diritti del lavoro. Vogliamo che continui ad esserlo. Riteniamo che la Provincia debba prevedere forme di intervento straordinario per le diverse emergenze che caratterizzano la nostra vita, in particolare quelle che vivono i migranti, quelle legate al degrado delle periferie, ai fenomeni diffusi di emarginazione: anziani , minori, disabili, e, infine, all’emergenza casa e al carovita sempre più soffocante.
Un altro problema sempre più stringente nella nostra provincia è il carovita. Aumentano le persone e le famiglie vivono con difficoltà in virtù dei rincari massicci di beni, servizi, tasse e tariffe. Sempre più persone scivolano nella povertà. Anche per queste ragioni, a nostro avviso, è utile sostenere le realtà autorganizzate dei cittadini come i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) e GAP (Gruppi di Acquisto Popolare) portatori di nuovi stili di vita basati su consumo consapevole, maggior sobrietà e contro il consumismo esasperato imposto dai media e dalle multinazionali. Iniziative autogestite dai cittadini che possono essere valorizzate concedendo spazi pubblici per lo scambio delle merci. Il sostegno a queste iniziative è una risposta concreta non solo alla crisi, ma valorizza l’economia locale (utilizzo di alimenti e prodotti locali) e l’ambiente (prodotti a consumo zero dei trasporti). La Provincia in questo quadro potrà essere promotrice di un grande progetto di valorizzazione dell’agricoltura del Parco Sud, favorendo l’interscambio diretto tra i consumatori dei GAS e gli agricoltori, per la creazione di una forte rete di economia solidale.
Ci batteremo anche per favorire, di concerto coi Comuni, la nascita di luoghi atti al commercio con un paniere controllato e calmierato e per contributi economici distribuiti in modo continuativo e coordinato . Riteniamo anche si debbano prevedere forme di intervento straordinario per le diverse emergenze che limitano la possibilità di una vita dignitosa ad anziani, minori, disabili, migranti. Le periferie sono investite da un disagio abitativo che si aggiunge al degrado sociale e culturale che vivono molti quartieri di edilizia popolare. Il bisogno abitativo riguarda sempre più ampi strati di popolazione espulsi dalla città: non serve un’ulteriore cementificazione, ma promuovere un piano casa che privilegi l’affitto, forme di acquisto con riscatto, recupero di appartamenti e stabili vuoti. Urge anche promuovere una manutenzione puntuale dell’ edilizia residenziale pubblica lasciata in condizioni fatiscenti e poco sicure.

8. PER UNA CULTURA DEI DIRITTI, DELLA PACE E DELL’ACCOGLIENZA
Vogliamo un Provincia che promuova una cultura dei diritti, per tutte e tutti, indipendentemente da genere, età, orientamento sessuale e religione.
I bambini e le bambine sono i primi soggetti di diritti. Salute, scuola, gioco, spazi e luoghi pensati a loro misura sono gli indicatori di una qualità di vita a vantaggio di tutti. La Provincia s’impegnerà nell’incrementare i servizi (come è stato fatto in questi anni con la creazione di nuovi nidi), il cui accesso va sempre garantito e la frequenza sostenuta. I giovani protagonisti e partecipi nella costruzione del loro futuro vanno coinvolti direttamente nelle scelte che li riguardano. È indispensabile dare ulteriori risorse all’Osservatorio giovani e alla Consulta degli assessori alle politiche giovanili oltre che all’Ufficio Politiche giovanili e GIOLAB. Prolungare nel tempo la validità della carta giovani, strumento essenziale in questo periodo di crisi economica.
La difesa dei diritti passa anche attraverso l’applicazione della Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità, oggi legge dello stato: ci batteremo affinché sia applicata sia a livello nazionale che locale, e perché sia costituito il previsto Osservatorio per il monitoraggio della
Convenzione, con la presenza del movimento associativo delle persone con disabilità. Il nostro paese vive un pericoloso attacco alla laicità dello stato e ai diritti dei cittadini e delle cittadine per quanto riguarda i temi bioetici, il testamento biologico e l’autodeterminazione delle
donne. Ciò deve tradursi in un impegno per la difesa della legge 194 (interruzione volontaria della gravidanza) e per la cancellazione della legge 40 (procreazione medicalmente assistita). Siamo per la difesa dei valori di libertà di ogni donna e uomo. In relazione al movimento LGTQ (lesbiche, gay, transessuali e queer) sono da promuovere le iniziative rivolte alle scuole di ogni ordine e grado con l’obiettivo di superare pregiudizi e discriminazioni rispetto alle sessualità non omologate e da sostenere le associazioni presenti sul territorio che condividono questo obiettivi. La democrazia di genere riassume oggi più di ieri le esigenze di libertà e uguaglianza di una società emancipata dalle costrizioni religiose e patriarcali. Per un’amministrazione come la Provincia ciò si traduce anche in una rappresentanza equilibrata all’interno dell’istituzione, in scelte politiche che frenino la maggior esposizione delle donne alla disoccupazione e che realizzino un welfare
capace di dare risposte adeguate a difficoltà organizzative ed economiche. Si traduce nel mettere a disposizione una Casa delle Donne come sede adeguata ad ospitare un punto di vista alternativo alla visione patriarcale e sessista della società. Gli immigrati sono una risorsa e una speranza. Gli oltre centocinquantamila immigrati residenti nella nostra provincia, vivono una situazione di totale insicurezza del loro futuro, spesso sfruttati nel lavoro, alla mercè del caporalato e degli speculatori immobiliari. Sono vissuti come un problema di sicurezza e non come la grande opportunità per la nostra provincia, tenuto conto del ruolo determinante che garantiscono al PIL, alla natalità, a lavori socialmente utili. La battaglia per il diritto di cittadinanza, per l’inserimento sociale dei cittadini e cittadine migranti, per l’uscita dalla clandestinità, sarà il nostro obiettivo per far vivere in Provincia di Milano una nuova stagione dell’accoglienza, a partire dalla creazione di un apposito assessorato.
Dobbiamo rompere il corto circuito immigrati/sicurezza. La “vera sicurezza” è fatta di risanamento dei quartieri e periferie ridotte al degrado sempre più evidente, di capacità di dare risposte al bisogno casa dei cittadini italiani e migranti, di capacità di sostegno economico agli anziani sempre più soli e così abbandonati, di capacità di dare spazi aggregativi e sociali alle mille forme della cultura giovanile e dell’associazionismo. Combatteremo fuori e dentro le istituzioni ogni deriva razzista ed ogni spinta a emarginare e segregare, perché siamo forti dei nostri valori che sappiamo patrimonio della grande maggioranza dei cittadini.
Il diritto alla salute. La Provincia, pur non avendo deleghe specifiche nell’ambito della salute, può svolgere una azione di educazione e di prevenzione in alcune aree specifiche, ad esempio:
- per la tutela della salute dei lavoratori, attraverso un osservatorio provinciale degli infortuni e delle morti sul lavoro;
- per le politiche della salute legate all’immigrazione, soprattutto a favore delle donne e dei minori, e di tutti coloro che non hanno un permesso di soggiorno;
- per la prevenzione delle patologie legate all’ambiente (inquinamento di aria, acqua, suolo), sia attraverso politiche di controllo sovracomunali sia attraverso la costituzione di uno specifico osservatorio.
Lo sport come diritto di tutti e per tutti. Va incoraggiata la “domanda di sport” da parte dei cittadini ed allargato il più possibile il numero dei praticanti. L’attività motoria e sportiva, caratterizzata ormai come un nuovo bisogno sociale, deve essere uno dei punti strategici della
provincia in stretta collaborazione con i Comuni, le scuole, le associazioni e le società sportive, gli enti di promozione, le federazioni ed il Coni.
È uno strumento essenziale di educazione e di formazione (in particolare per i giovani) di socializzazione, di inclusione sociale, soprattutto per le persone con disabilità, contribuisce altresì al benessere e ad una migliore qualità della vita per tutti.
Occorre riaffermare il ruolo di primo piano della Provincia anche nel campo della pace e della cooperazione internazionale, riconfermando con forza la necessità di mantenere una struttura fondamentale come la Casa della Pace e uno strumento essenziale come il Fondo Provinciale
Milanese per la cooperazione internazionale. Occorre continuare a valorizzare l’enorme patrimonio di associazioni e organizzazioni pacifiste, ong, associazioni non profit, università, scuole e comunità migranti, per la promozione di una cultura di pace, del rispetto dei diritti umani, di un’attiva cittadinanza mondiale, del dialogo e della valorizzazione delle differenze.

9. LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CONTROLLO DEGLI APPALTI
Anche in vista dell’Expo 2015, gravi sono sia i rischi derivanti dalle infiltrazioni mafiose,sia le risposte pubbliche che irridono il grido di allarme dei magistrati e della società civile. Vogliamo rappresentare le donne e gli uomini onesti, che non intendono soccombere a queste logiche. Per una vera azione di contrasto della criminalità organizzata e della ‘ndrangheta nell’economia milanese, occorre un impegno concreto delle istituzioni, a partire dal controllo sugli appalti pubblici e privati, per il rispetto della legalità, della trasparenza e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Anche per questo riteniamo necessario riconsegnare al Consiglio provinciale un ruolo di vigilanza e trasparenza a partire dal buon funzionamento della commissione sul rapporto tra Amministrazioni locali e criminalità, e dalla costituzione di un Osservatorio degli infortuni sul lavoro. È necessaria una diversa e democratica gestione delle società pubbliche della Provincia di Milano, perché forniscano servizi nell’interesse della cittadinanza e non siano preda di affaristi e speculatori. 
Noi proponiamo che la difesa e valorizzazione della funzione sociale dei servizi pubblici, sia il primo obiettivo dell’Ente Provincia di Milano e che il Consiglio Provinciale disponga di un’apposita e autonoma commissione che vigili sull’etica con cui le società vengono amministrate.

10. CITTÀ E CITTADINANZA METROPOLITANA
Pensiamo sia necessario un governo sovracomunale e intermedio tra Regione e Comuni, poiché è evidente l’esistenza di una dimensione di diritti e di cittadinanza connessi ad un territorio metropolitano, che ha gli stessi bisogni (il caso maggiormente evidente è rappresentato dalla
mobilità derivante dal pendolarismo interno alla stessa area) e che sulla base di questi riconosce la necessità di un istituzione comune e trasparente. Per questo riteniamo sia da superare l’ente Provincia attraverso la creazione vera della città metropolitana. Risultano infatti le funzioni espletate ad oggi dalla Provincia inadeguate al livello di governo atteso dai cittadini e necessario alla programmazione territoriale, rischiando di rivelarsi un inefficace centro di costo. La Città metropolitana, rispettosa dell’autonomia del singolo comune, deve essere dotata di poteri e di funzioni di programmazione, pianificazione, gestione di questioni e settori strategici a livello sovracomunale, quali la mobilità e trasporti, infrastrutture, rifiuti e fonti energetiche, riassetto idrogeologico, parchi. Compito della Città metropolitana è favorire lo sviluppo sostenibile, quindi policentrico e equilibrato dell’intera area e dei diversi centri urbani.
Per fare ciò è quindi necessario il superamento dell’ente Provincia, la scomposizione del comune di Milano in aggregati minori e più vicini ai cittadini (attuando un reale decentramento di alcune funzione e delegandone altre all’ente metropolitano), prevedendo infine per il nuovo ente
metropolitano nuovi organi di partecipazione civica e il più ampio spazio al controllo democratico operato direttamente dalle cittadine e dai cittadini. L’iter riformatore deve avere tempi certi, con una prima tappa certa nel 2011, anno delle elezioni amministrative di Milano.

Martedì, 19 Maggio, 2009 - 13:22

Mercoledi 20 maggio – Vogliamo conoscerti! Un'Altra Provincia

Mercoledi 20 maggio ore 20,30 nello Spazio Guicciardini di via Macedonio Melloni a Milano, si terrà la presentazione della lista Un’altra Provincia con Massimo Gatti Presidente . Durante la serata interverrà Massimo Gatti e saranno presenti i candidati alle elezioni Provinciali nei 45 Collegi. Un buona occasione per incontrarci!

http://unaltraprovincia.wordpress.com/comunicati-di-massimo-gatti/
 

Provinciali 2009, la Lista Civica un’Altra Provincia presenta programma e candidati

Milano, 18 maggio 2009. Massimo Gatti, candidato Presidente per la coalizione di Sinistra (Lista “un’Altra Provincia”, PRC e PdCI), insieme ai consiglieri comunali Giuseppe Landonio, Patrizia Quartieri e Basilio Rizzo, ha presentato questa mattina, in una conferenza stampa a Palazzo Isimbardi, il programma e i candidati della lista civica “un’Altra Provincia” che si presenterà alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno in coalizione con Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. 

“Presentiamo questa lista – ha dichiarato la consigliera comunale Patrizia Quartieri – per dare un’ opportunità in più a quelle cittadine e ai quei cittadini che, delusi da una politica sempre più lontana dai loro bisogni, hanno deciso di non andare a votare. Un’occasione per riavvicinare la gente alla politica con l’obiettivo di dare un forte segnale a sinistra ma soprattutto al centrodestra. Le nostre candidate e i nostri candidati vengono dalla società civile e hanno una storia importante di impegno sul territorio: in difesa dei diritti, dell’acqua pubblica, del verde, della scuola pubblica, solo per fare degli esempi. Questo è il nostro valore aggiunto”. 

“Il vissuto delle nostre candidate e dei nostri candidati – ha dichiarato il candidato presidente Massimo Gatti – da una speranza e rappresenta un punto di riferimento in un momento difficile nel quale la politica pare sempre più confusa. Uno spirito di condivisione di un’esperienza comune che vuole proseguire anche dopo il 7 giugno, a differenza di chi preferisce essere uomo solo al comando. La nostra lista rappresenta l’unica vera alternativa di sinistra. Tra le priorità del nostro programma: tutela dei diritti sociali e civili; rilancio degli investimenti sul trasporto pubblico, soprattutto su ferro; rilancio dell’etica nella politica e nell’esercizio delle funzioni pubbliche; difesa della proprietà pubblica dell’acqua; ferma opposizione alla costruzione di nuovi inceneritori, come invece propongono centrodestra e alleanza corta del PD, quando invece sarebbe sufficiente che il Comune di Milano rispettasse il piano provinciale e le leggi vigenti in materia; forte investimento per l’ammodernamento e la manutenzione delle infrastrutture, per evitare casi come il crollo del ponte che collega Milano a Piacenza; netta opposizione allo sperpero di denaro pubblico rappresentato da un anno di inattività del comitato di gestione dell’expo 2015 e dalla subordinazione di PD e del PDL agli interessi degli immobiliaristi che mirano unicamente a consumare territorio. Come si può vedere la Provincia, come tutti gli enti pubblici, serve ancora, purché orienti chiaramente la propria attività al bene comune e non agli interessi privati di pochi.

 Chiusura centro islamico, Gatti: “Proposta irresponsabile, necessario un accordo”

 Milano, 18 maggio 2009. In merito alla proposta di chiudere il centro islamico di viale Jenner fatta oggi da Penati e dalla Lega, il candidato Presidente alla Provincia di Milano per la coalizione di Sinistra (Lista Civica “un’Altra Provincia”, PRC, PdCI), Massimo Gatti, dichiara: 

“Il problema vero è che a Milano mancano luoghi per garantire il pluralismo religioso garantito dalla Costituzione, compresi i luoghi di culto per ospitare i fedeli di religione islamica. La Lega e il Presidente uscente Penati strumentalizzano la questione chiedendo unicamente la chiusura del centro islamico di viale Jenner. Un atteggiamento irresponsabile che rischia di alimentare la contrapposizione tra cittadini e comunità islamica. Il buon senso vorrebbe che alcuni temi etici, in primis la religione, rimanessero fuori dall’agone del confronto politico, qualcuno ha invece deciso di utilizzarli irresponsabilmente per i propri fini elettorali. La rincorsa continua di Penati alla destra mi sembra perdente e miope: gli elettori non sono stupidi, tra l’originale e la copia, scelgono l’originale, cioè la Lega e il centrodestra. L’unica soluzione praticabile è quella di un accordo partecipato che coinvolga comunità islamica, cittadini e istituzioni per arrivare ad una proposta seria, definitiva e non propagandistica nel rispetto delle leggi vigenti e che soddisfi la cittadinanza milanese e la comunità islamica”.

 

Giovedì, 14 Maggio, 2009 - 13:59

Una settimana contro le mafie a Milano

Una settimana contro le mafie a Milano
http://www.settimanacontrolemafie-milano.org
 
Comincia domenica prossima, 17 maggio, la “Settimana contro le mafie a Milano”, rassegna di  appuntamenti lunga sette giorni, promossa da  associazioni locali e cittadini uniti nella lotta contro le mafie a Milano, nel nord e nel sud del Paese.
Dal 17 al 23 maggio convegni, cineforum, dibattiti, reading e happening interrogheranno la città su un tema spinoso e quanto mai attuale. Nei giorni in cui si ricorderà l’anniversario della morte del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie e della loro scorta (23 maggio 1992), la “Settimana” racconterà che la Milano civile è vigile, informata e critica sul problema delle mafie, sui loro traffici e legami col potere: lo scenario mafioso trova spazi in tutto il nord Italia, specialmente in Lombardia e a Milano, dove crisi economica ed Expo 2015 rischiano d'essere, oggi, nuovi pretesti per un rafforzamento della criminalità organizzata.
Fra le iniziative in programma vi sono un talk pubblico col magistrato Alberto Nobili e la giornalista Antonella Mascali; una serata di teatro con Giulio Cavalli e Gaetano Liguori; un convegno con Daniele Biacchessi, Beppe Cremagnani, Mario Portanova e le testimonianze di cittadini e autorità; una lezione pubblica di Nando Dalla Chiesa; un cineforum con Salvatore Borsellino e uno coi giornalisti Fabio Abati e Igor Greganti; e molto altro. Maggiori dettagli sono disponibili nel sito ufficiale della rassegna, all'indirizzo www.settimanacontrolemafie-milano.org.
Si comincia domenica, dunque, con un aperitivo informale di presentazione della “Settimana”, che farà assaggiare i prodotti dei terreni confiscati alla mafia.
 
I riferimenti
Sito ufficiale
Contatto e-mail
Pagina PRESS Kit
Pagina Facebook
I promotori
Ammazzateci tutti http://lombardia.ammazzatecitutti.org
EducaCi http://www.educaci.it
Grilli di Milano http://www.meetup.com/Grilli-Milano
Laboratorio milanese per una nuova politica gruppo Facebook
Legalità Organizzata http://www.legalitaorganizzata.it
Le Girandole http://www.legirandole.it
Saveria Antiochia OMICRON http://www.omicronweb.it
Fra gli aderenti: Chiamamilano, Libera Milano e Addio Pizzo.
 
Calendario della “Settimana contro le mafie a Milano”.
DOMENICA 17
18.30, Negozio Civico Chiamamilano.
Via! Presentazione ufficiale con apertivo informale.
Aperitivo di presentazione ufficiale della “Settimana contro le mafie a Milano”, con assaggi dei prodotti ricavati dai terreni confiscati alla mafia. Una mostra fotografica, presente durante tutta la settimana a Chiamamilano, omaggia l’esempio e la vita di Peppino Impastato.
LUNEDI’ 18
20.45, Negozio Civico Chiamamilano.
“La Leonessa e la Piovra”: cineforum e presentazione libro.
Proiezione cineforum e incontro coi giornalisti Fabio Abati e Igor Greganti, autori del volume “Polo Nord” (Selene Edizioni), indagine sulle mafie in Lombardia. Col documentario “La Leonessa e la Piovra”, che ha guadagnato una menzione speciale all’ultima edizione del premio giornalistico “Ilaria Alpi”, Abati e Greganti svelano la diffusione delle mafie nella città di Brescia.
MARTEDI’ 19
21.00, Aula Magna Liceo Beccaria.
Talk pubblico con Alberto Nobili, magistrato.
La giornalista Antonella Mascali, cronista di Radio Popolare e autrice di “Lotta civile” (Chiarelettere) intervista, con i ragazzi di Ammazzateci tutti, uno dei magistrati simbolo dell’antimafia milanese, Alberto Nobili, padre dell’inchiesta Nord-Sud. E’ previsto un collegamento con Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia.
MERCOLEDI’ 20
21.00, Teatro alle Colonne.
Reading: voci e jazz contro le mafie.
Alcune delle più intense voci del teatro civile protagonista a Milano interpretano scritti, pensieri e parole di personalità che, contro le mafie, hanno speso pagine e vite. Da Leonardo Sciascia a Rita Atria.
Con Daniele Biacchessi, Marina De Juli, Laura Gamucci, Gianluigi Gherzi, Marta Marangoni, Dijana Pavlovic e altri ancora. Musiche di Luca Dell’Anna Trio e di Michele Fusiello.
GIOVEDI 21
20.45, Negozio Civico Chiamamilano.
“La Mattanza”: cineforum con Salvatore Borsellino.
Proiezione cineforum e incontro-testimonianza con Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, ucciso a Palermo il 19 luglio 1992. Apre la serata un collegamento coi volontari di Addio Pizzo e con Tano Grasso, simbolo dell’antiracket. Il documentario, firmato Carlo Lucarelli, ricostruisce le tappe della tragica “mattanza”, messa in opera dalla criminalità organizzata siciliana dagli anni Settanta a oggi, la lotta e il sacrificio di tanti uomini di legge.
VENERDI’ 22
8.45, sala della Provincia di via Corridoni.
Dibattito in memoria di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli uomini delle scorte, con gli studenti delle scuole superiori.
Introduce Daniele Biacchessi, giornalista scrittore. Con la partecipazione del prof. Giuseppe Teri, responsabile formazione Libera Milano; di Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo; di Silvano Pupella, dirigente d’azienda; di Gianni Barbacetto, giornalista di “Repubblica”; di Livio Pepino, giudice del Consiglio Superiore della Magistratura; di padre Guido Bertagna, direttore del centro culturale San Fedele.
A cura di Libera Milano e del Coordinamento delle scuole per la legalità e la cittadinanza attiva.
20.45, Teatro Officina.
Dalla parte dei cittadini. Convegno sulle mafie a Milano oggi.
Giornalisti e cittadini insieme per raccontare dove è e cosa fa la mafia oggi nella capitale economica del Paese, con un approfondimento sul caso Commissione comunale antimafia. Coi giornalisti Beppe Cremagnani e Mario Portanova, le testimonianze del comitato “No Expo” sul rischio inflitrazioni e quelle di cittadini e autorità dell’hinterland facile preda della criminalità organizzata.
Introduce Daniele Biacchessi, giornalista scrittore, che narra Giorgio Ambrosoli, quadro teatrale tratto dallo spettacolo “Il paese della vergogna”.
SABATO 23
10.00, Centro città.
Biciclettata antimafie.
Nella giornata di ricordo della strage di Capaci (23 maggio 1992), gli amanti delle due ruote di Milano si uniscono in una critical mass antimafie. Meta finale: piazza Sempione.
11.00, Piazza Sempione (Arco della Pace).
Decalogo dell’antimafioso: lezione pubblica di Nando Dalla Chiesa.
Nando Dalla Chiesa, scrittore, politico e docente universitario, tiene una lezione pubblica sul ruolo dei cittadini nella lotta quotidiana alle mafie. Qual’è il decalogo del milanese antimafioso? Con la partecipazione dell’attore Paolo Rossi.
17.00, albero Falcone - Borsellino di Milano.
Commemorazione della strage di Capaci, presso l’albero Falcone – Borsellino di via Benedetto Marcello 7, presso i giardinetti davanti al Liceo Volta.
A cura di Libera Milano.
21.00, Aula Magna Liceo Beccaria.
“Mafia al nord”: a teatro con Giulio Cavalli e Gaetano Liguori.
Prima milanese a firma Giulio Cavalli e Gianni Barbacetto, con le musiche di Gaetano Liguori. A seguire, a conclusione della “Settimana contro le mafie a Milano”, assaggi di dolci e musiche dei Mondorchestra, in concerto. Con un video di Moni Ovadia.

Mercoledì, 13 Maggio, 2009 - 13:33

Un presidio per dire NO a un pacchetto sicurezza antidemocratico

Il governo si accinge a votare il pacchetto sicurezza, in un momento in cui si acuiscono azioni xenofobe e di discriminazioni, spesso corroborate e legittimate da esternazioni di esponenti dell'attuale maggioranza di centrodestra, da ultimo l'on. Salvini che ha dichiarato di voler istituire vagoni riservati ai residenti autoctoni e vagoni del metrò riservati agli "extracomunitari".
Il pacchetto assume toni inquietanti e fortemente compromettenti la sostanza e il contenuto della nostra Costituzione, che recepisce il diritto all'asilo politico, delle Convenzioni ONU sui diritti dell'Uomo, Europea, e della Carta dei Diritti dell'Uomo, la DiDu, la Dichiarazione del 1948.
Si prevedono ronde istituzionalizzate, un aumento del periodo di detenzione nei cpt, nonostante siano diversi i rapporti che definiscano le condizioni disumane e degradanti a cui sono sottoposti i detenuti migranti, da ultimo il suicidio di un ragazzo tunisino nel CPT di Roma, un aumento dei costi e un aggravamento delle procedure per il rilascio del permesso di soggiorno, la previsione che il permesso debba servire per atti di natura civile, finora esclusi da tale riconoscimento. Infine, questione piuttosto grave, il permesso di soggiorno a punti, come fosse una patente di residenza da rilasciare, vincolato da criteri non definibili, condizionando un diritto inalienabile, quindi non più assoluto, ma relativo.
Oggi alle ore 18 un presidio in Corso Monforte, davanti alla Prefettura di Milano, indetto da Rifondazione e dalle associazioni e organizzazioni democratiche, antifasciste, antirazziste, testimonierà la contrarietà assoluta dell'altra Italia, a cui apparteniamo, a una politica sicuritaria e repressiva degli elementari diritti umani del migrante, costretto a lasciare le proprie terre originarie per conflitti accesi e aperti civili, per persecuzioni giudiziarie spesso prevedenti la pena capitale, per discriminazioni etniche, religiose e politiche, e sottoposto a tratte inumane e devastanti su "carrette" pericolanti nell'aperto mare. Non è concepibile la politica di un governo che respinge con violenza ed efferatezza barbara una nave di disperati in acque internazionali, come considerato anche dall'Unione Europea che boccia l'atteggiamento del governo che viola i diritti umani dell'universalità dell'umanità.

Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - GRUPPO LA SINISTRA
Consiglio di Zona 4 Milano

Candidato al Consiglio Provinciale
Lista Un'Altra Provincia - Massimo Gatti Presidente

Martedì, 12 Maggio, 2009 - 19:33

Il Circolo Arci Bitte ritorna attivo

Dopo 1 anno di chiusura il nostro Circolo Arci Bitte ha riaperto le mura di via watt 37.
Dopo un interminabile “tira e molla” tra Gip, polizia annonaria, Vigili del fuoco, avvocati e tanti soldi spesi finalmente siamo riusciti ad ottenere la rimozione dei sigilli che è avvenuta ieri 11 di maggio.
Naturalmente i nostri soci e amici del Bitte non si sono fatti cogliere impreparati e riapriranno con una serie di incontri di altissimo livello.
Iniziamo il 14 di maggio con Gherardo Colombo ex magistrato del pool Mani pulite, il 19 maggio sarà ospite Gian Carlo Caselli per “Difendere la Costituzione e terminerà questo ciclo di incontri Oscar luigi Scalfaro il 23 maggio con “Scrivere la Costituzione” l’intero programma sul nuovo sito www.bittemilano.com

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Martedì, 12 Maggio, 2009 - 19:20

Un progetto da contestare: la superstrada Malpensa

Il progetto per la superstrada di collegamento tra Malpensa e Tangenziale Ovest sarà nuovamente in discussione in Regione. Ma esiste una buona notizia: aumentano i comuni che si oppongono alla realizzazione del progetto di costituire una trentina di chilometri di superstrada a dir poco invasiva dal punto di vista ambientale, urbanistico, sociale. La superstrada dovrebbe collegare Malpensa con la Tangenziale Ovest, invadendo letteralmente il Parco del Ticino e il Parco Sud, compresa la riserva Mab (Man and biosphere), sottoposta a tutela da parte dell'Unesco. Atribuzione, questa, che ha già garantito a Domenico Finiguerra, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, la possibilità di fare ricorso alla stessa autorità internazionale. Da Albairate a Cisliano, che hanno già disposto ricorsi al TAR per diversi dubbi di eccezione in merito al progetto stesso, per arrivare a Cusago, Robecco e Ozzero, che hanno già previsto opposizione al parere di competenza previsto come passaggio amministrativo in Comune.
Considero questo un atto importantissimo che avvalla e garantisce ulteriore credito politico e sociale alle lunghe battaglie promosse inizialmente da Finiguerra, nell'opporsi con determinazione e con il consenso popolare della propria città a ogni progetto di scempio e di devastazione del territorio. Occorre anche definire questo sentimento comune come una rivincita sociale e culturale dei comuni che costeggiano le aree interessate, difendendo un patrimonio agricolo fondamentale per l'economia e per l'ambiente della Provincia e della Regione. E, infine, penso che sia un'ufficiale smentita e un'occasione di revisione delle politiche "stradiste" che vedono il trasporto e la mobilità affidate a trasferimenti su gomma anzichè su ferro o su vie fluviali, ne abbiamo tante in provincia. Penso che anche per la Provincia l'uscente amministrazione abbia da valutare questo dato, smentendo le pretese appaltatrici a società edificatrici stradali, che avrebbero investito maggiormente su progetti di reti viarie devastanti e inutili dal punto di vista sociale, economico, ecologico.

Alessandro Rizzo
Candidato alla Provincia di Milano
Un'Altra Provincia - Massimo Gatti Presidente

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