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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Lunedì, 16 Novembre, 2009 - 13:34

MERCOLEDI' LETTERARIO ARCI 50

Mercoledì 18 novembre

alle ore 20,30

Circolo Arci50

Via Benaco 1

Incontro con

Enzo Maria Napolillo

Remo contro

Remo vuole cominciare a vivere davvero, per non lasciarsi marcire in un ufficio di una Milano fredda e inospitale. Allora inizia a remare contro, rischiando tutto, fino a perdersi nella corrente.

Andrea Ferrari

Milano A. Brandelli

Milano A. Brandelli è un noir cittadino, inserito nel perpetuo moto della metropoli. Andrea Brandelli è un detective privato. Vive a Milano e ha con la sua città un rapporto al limite del morboso. La ama e non riesce a fare a meno di lei. Andrea Brandelli è astemio, non fuma e va a letto presto la sera. È sempre incazzato.

Ricordiamo Mercoledì 2 dicembre appuntamento con Francesco Gallone e Claudio Morandini

Allegato Descrizione
Mercoledi 18 novembre definitivo.doc
80 KB
Lunedì, 16 Novembre, 2009 - 09:46

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391117

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

Io ho firmato ora tocca a te 

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano

Domenica, 15 Novembre, 2009 - 02:42

Il Liceo Gandhi deve essere difeso: solidarietà con i ragazzi

Solidarietà massima esprimo per le studentsse e gli studenti del Liceo Civico serale Gandhi di Milano. Oggi in Via Marsala le forze dell'ordine hanno fatto irruzione nell'istituto per sgomberarlo dal presidio permanente delle ragazze e dei ragazzi in protesta con la volontà del Comune di non riaprire la scuola, nonostante una sentenza del TAR abbia dato ragione ai docenti e agli studenti per la ripresa delle lezioni e dei corsi, in sospensione da settembre. Per queste persone l'anno scolastico non è ancora iniziato e non si saprà quando inizierà. L'Assessorato all'Educazione del Comune di Milano ha risposto, finora, solamente con la determinazione di cancellare un istituto che era qualitativamente elevato, interessante e che garantiva a diverse ragazze e diversi ragazzi di poter accedere al diploma in caso di recupero degli anni scolastici, nelle ore serali, compatibilmente con la propria attività lavorativa diurna. Una ragazza aveva chiesto al sindaco Moratti il perchè non poteva continuare a studiare, mentre il primo cittadino di Milano era impegnato in un'esecuzione corale al MITO al Teatro Dal Verme. Il sindaco aveva risposto con un laconico rinvio della questione a un possibile incontro, che ancora non è stato indetto, con le studentesse e gli studenti del Liceo. La risposta concreta finora avanzata è quella di inviare le forze dell'ordine e sgomberare chi protesta per fare valere il proprio diritto costituzionale. L'Assessore Moioli risponde da tempo con un insostenbile rinvio della responsabilità a disposizioni ministeriali, ricordiamo che lei stessa era stata consulente privato del precedente ministro Moratti, secondo cui non si possono aprire sezioni con un numero inferiore di iscritti rispetto a quello dettato dalle normative. La scuola civica, assessore Moioli, è di competenza comunale e, pertanto, tale risposta non sussiste, addivenendo dell'assessorato la responsabilità del proseguimento delle attività all'interno dell'istituto. La verità consiste nel volere smantellare un istituto che ha garantito a molte e a molti di diplomarsi con buoni voti, con un'ottima preparazione, dato il corpo insegnante molto valido e molto qualificato, nonostante appartenessero a ceti sociali deboli, in quanto spesso figlie e figli di famiglie che non hanno potuto assicurare gli studi senza che i primi intraprendessero un lavoro e potessero concorrere alle spese scolastiche di iscrizione. A beneficiare di questa opportunità, per esempio, è l'ormai famoso primo ballerino della Scala, Roberto Bolle, spesso in scena alla prima serata di apertura della programmazione annuale, appuntamento molto caro al sindaco e alla dirigenza amministrativa e finanziaria di questa città.

Si vieta, pertanto, l'accesso a un titolo di studio e a gradi superiori di formazione a persone che non possono permettersi di sostenere i corsi negli istituti scolastici diurni, oppure nei tanto elogiati quanto costosi e inaccessibili istituti privati o convenzionati. Difendere un diritto universale è interesse di tutta la città, anche in vista dell'esigenza di tutelare un'istituzione che ha garantito un accesso ai saperi rimuovendo scriminanti di natura sociale e redditizia: l'eguaglianza delle opportunità, spesso, non è un presupposto primario nelle politiche sociali della presente amministrazione.

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra - Lista Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano

 

Venerdì, 13 Novembre, 2009 - 23:17

In Zona 4 un altro episodio di omofobia: cosa fa il Comune di Milano?

L’omofobia è un’onda lunga dilagante e devastante da arginare con una ferma e convinta iniziativa politica. La zona 4 non è esente da questa violenza inaudita dovuta a un’intolleranza primitiva: Corso Lodi nella notte di sabato 24 ottobre è stato teatro di un’aggressione a danno di due ragazzi gay, all’uscita da un locale vicino. Quattro ignoti in una macchina si appostano vicino al passaggio dei due ragazzi e iniziano, una volta scesi dalla vettura, a insultarli. I due ragazzi vengono fisicamente attaccati tanto da arrecare loro ecchimosi ed ematomi su varie parti del corpo, nonchè danni agli occhi a uno dei due aggrediti. Ho esposto in Consiglio di Zona 4 le stesse domande da me tante volte rivolte all’amministrazione comunale circa misure che tendano a prevenire e reprimere simili fenomeni: da un reparto specifico della Polizia Locale sulla perseguibilità di reati omofobici, a uno sportello di assistenza giuridica e psicologica per le vittime, a provvedimenti diretti all’estensione dei diritti per le persone lgbt. Simili episodi si sono già verificati in zona: ricordiamo le scritte omofobiche apparse sulle saracinesche dei locali dell’Arcigay di Milano; ricordiamo l’aggressione avuta a danno del presidente dell’Arcigay di Milano, Paolo Ferigo. Il Comando della Polizia Locale di Zona era al corrente dell’episodio accaduto e, in caso affermativo, quali disposizioni ha previsto per prevenire simili atti violenti: un’ultima domanda è questa sorta spontanea nell’interrogazione che ho fatto nella seduta di giovedì 5 novembre.

Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra - Lista Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano

Giovedì, 12 Novembre, 2009 - 15:32

ANM, CON RIFORMA PDL A VUOTO NUMERO ENORME PROCESSI (ANSA)

ANM, CON RIFORMA PDL A VUOTO NUMERO ENORME PROCESSI

(ANSA) - ROMA, 11 NOV - ‘Abbiamo espresso le nostre forti preoccupazioni - ha
detto Palamara - perchè l’ipotesi del processo breve che astrattamente è un’idea
condivisibile rischia in concreto di creare seri danni al processo penale’.
Senza interventi a monte, a cominciare dalla revisione delle circoscrizioni
giudiziarie e dalla depenalizzazione dei reati minori oltre che a iniziative per
destinare più risorse agli uffici giudiziari, ‘diventa impossibile concludere i
processi penali in sei anni’. Non solo dunque si farebbero finire nel nulla
processi in corso, ma il risultato sarebbe anche quello che la magistratura
‘verrebbe indicata come la responsabile del cattivo funzionamento della
giustizia’. ‘Oggi i processi purtroppo durano molto più di sei anni - ha insistito
Cascini - perchè i sistemi sono farraginosi e non ci sono mezzi e risorse.
Insomma nell’attuale realtà degradata della giustizia, il limite dei sei anni per i
processi, significherebbe accettare di far diventare inevitabilmente maggiore
l’alto numero di processi che già oggi si conclude con la prescrizione, che è
sempre una sconfitta per lo Stato’. In sostanza oggi ‘non ci sono le condizioni
normative e organizzative per garantire questi tempi per i processi. Per questo si
tratta di una scelta sbagliata’.
E c’è anche un ulteriore rischio: il pericolo che questa ferrea scadenza per i
processi penali induca gli uffici giudiziari a trasferire le risorse disponibili dal
settore civile, con il risultato di indebolire ulteriormente questo tipo di processi.
(ANSA).

Giovedì, 12 Novembre, 2009 - 11:26

Cromosomi xx: quando l’arte emancipa le donne

In occasione della settimana contro la violenza sulle donne un pomeriggio dedicato all'arte al femminile con performance teatrali e un video concerto.
Introduce l'evento un incontro con Amnesty International.

Evento organizzato da Circolo Equinozio con il patrocinio di Regione Lombardia.
Un Evento con: Emanuele Scataglini, Barbara Rosenberg, Livio Boccioni, Simona Ferrara, Lucia Mulas Andrea Luzzi

 

Data:
sabato 28 novembre 2009
Ora:
16.15 - 19.15
Luogo:
Biblioteca Valvassori Peroni, via Valvassori Peroni 56

 

Mercoledì, 11 Novembre, 2009 - 21:27

Festeggiamo il Mandela Day, ricorrenza di libertà

11/11/2009 - Ufficio stampa Arcigay

 

L'assemblea generale dell'ONU ha varato oggi il Mandela Day: ogni 18 luglio, giorno del compleanno di Nelson Mandela, si celebrerà il fondamentale contributo dato alla lotta all’apartheid e alla realizzazione degli ideali di libertà dal 91enne leader sudafricano, premio Nobel per la pace.

Primo Presidente nero del Sudafrica, Mandela ha guidato la lotta contro il regime segregazionista e come presidente della Repubblica ha promosso la nuova Costituzione nel 1996, che tra l’altro, prima nazione al mondo, ha proibito esplicitamente la discriminazione dell'individuo a causa dell’orientamento sessuale.

La figura di Nelson Mandela è un esempio eccelso di lotta per i diritti umani e civili e la comunità lgbt guarda con gioia a questo riconoscimento universale che propone un modello di istituzione che garantisce a tutte le persone la lora libera espressione individuale.

Il Sudafrica è dal 2006 una delle 7 nazioni al mondo ad avere esteso il diritto al matrimonio anche alle coppie gay e lesbiche.

Negli ultimi anni Nelson Mandela si è impegnato anche nella lotta all’HIV e alle discriminazioni verso le persone sieropositive, dopo aver raccontato al mondo la tragedia del figlio morto di AIDS nel 2005.

Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay

Martedì, 10 Novembre, 2009 - 18:26

In Via Pisani un'altra tragedia sul lavoro: è ora di dire BASTA

Mi domando se è possibile che a Milano in piena città, in Via Pisani, in un quartiere vivo dal punto di vista economico e finanziario, cuore pulsante lombardo e nazionale dell'economia e dell'amministrazione, a pochi passi dal Consiglio Regionale sia possibile che un lavoratore operaio possa morire cadendo da 10 piani di un edificio dove è presente un cantiere. Un cantiere che, all'arrivo della polizia e dei soccorsi, si è letteralmente svuotato con velòocità impressionante, come testimoniano alcune denunce di lavoratrici e lavoratori appartenenti a diverse sigle sindacali. E' veramente impensabile che in pieno giorno in una metropoli che si definisce europea avvengano episodi simili dovuti all'illegalità diffusa degli appalti, dovuti al lavoro non regolarizzato, dovuti all'assenza di garanzie e di controllo, dovuti a uno sfruttamento dei lavoratori senza tutele, fuori da ogni ambito di protezione sociale e civile. Non è possibile tollerare che tale avvenimento si verifichi, sempre più presente nelle pagine della cronaca nazionale e locale, in un ambito territoriale che trova referenti istituzionali e amministrativi che, a parole, spesso si ammantano di buoni intenti all'insegna della lotta allo sfruttamento, al lavoro nero, al sommerso, cause dell'insicurezza elevata dei lavoratori sui luoghi di lavoro. La lavoratricie e il lavoratore vengono visti come merci che possono essere utilizzati in qualsiasi momento, sotto un regime di orario intenso, in un contesto di organizzazione del lavoro proteso all'ottimizzazione delle risorse, al risparmio per incrementare utili e guadagni falsificati e fittizi. La vita di una persona non è scambiabile e barattabile con nessun altro tipo di obiettivo e di finalità: qualcuno parla di sacralità della vita solo quando occorre andare a definire politiche conservatrici e integraliste dal punto di vista ideologico e confessionale, ma in questo caso spesso questo qualcuno, a volte anche amministratore istituzionale, non prevede nessun tipo di provvedimento utile a definire norme e regole garanti della persona umana in quanto lavoratrice e lavoratore. Chiediamo chiarezza, maggiore attenzione e sorveglianza, vigilanza, sugli appalti, sulle concessioni, sulle regole della cocnorrenza economica tra imprese e sulla trasparenza nell'applicazione delle normative sulla sicurezza sul lavoro, una maggiore efficacia e certezza delle responsabilità e dei provvedimenti penali a carico degli evasori delle norme sulla sicurezza.
Solo così possiamo cambiare pagina: ricordiamo l'articolo 1 della nostra Costituzione Repubblicana e il valore centrale del lavoratore come persona e cittadino attivo nella definizione del progresso sociale e collettivo.

Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra - Lista Uniti con Dario Fo
Consiglio di Zona 4 Milano

Lunedì, 9 Novembre, 2009 - 16:54

Il Museo del Novecento: under construction?

Passavo ieri sera per Via Mazzini per andare verso Piazza Diaz e sulla mia sinistra lungo tutto l'edificio dell'Arengario capeggiava un cartellone arrecante una scritta piuttosto interesante dal punto di vista dell'impatto grafico: "Museo del Novecento 9.."
Rimane un enorme dubbio che incombe sulla cittadinanza: quando sarà attivo il Museo? Quando avranno compimento i lavori e i cantieri che stanno risistemando internamente il palazzo?
In un articolo apparso in rete su 02blog.it si faceva riferimento a una copertura di 22 milioni di euro per la realizzazione dell'opera e il suo completamento e si definiva nel dicembre 2009 la data di ultimazione dell'opera. L'APT è stato spostato dal dicembre 2006 dall'Arengario, sua sede storica, al vecchio Albergo presente presso Via Foscolo. I lavori prevedono interventi strutturali di elevata portata all'interno dell'Arengario, tanto da ipotizzare un "tubo trasparente" che condurrà direttamente le persone dalla metrò all'ingresso al museo. Il Museo ospiterà opere maggiormente novecentesche: dai futuristi a notevoli esponenti della corrente moderna tra cui Pellizza da Volpedo, di cui troveremo collocato l'epico quadro de Il quarto stato.
Nello stesso intervento si denunciava come i lavori potessero essere trasparentemente seguiti dalla cittadinanza tramite il sito presente in rete, dove saranno seguite le varie fasi del cantiere.
L'ultimo dato, in realtà, non è proprio conseguentemente ottemperato in quanto il sito trova un home page con recata la dicitura classica "unider costruction", mentre già si sanno i nomi del direttore artistico, del presidente e dei componenti del consiglio di amministrazione del Museo.
Le domande rimangono in gran parte inevase, e le riformulo:
1. quando saranno completati i lavori e se la dead line prevista in dicembre 2009 sarà ottemperata?
2. quali volumetrie saranno interessate per la struttura e come si comporrà il museo nel suo complesso (stanze, sezioni, opere ospitate, ufici amministratrivi e burocratici, spazi interattivi di accesso alle conoscenze, aree per mostre temporanee ...)?
3. quanto è costato il lavroo complessivo di intervento e come sono state reperite le risorse per la copertura del progetto?
4. quando sarà reso funzionante e accessibile il museo da parte dell'utenza?
5. il rapporto esistente tra Comune e la gestione artistica del Museo, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista della programmazione artistica complessiva?

Attendo risposte adeguate dai diretti responsabili dei settori pertinenti e amministratori del Comune di Milano.
Potrà essere il Museo patrimonio nuovo della città a livello culturale? E se sì come e quando potrà esserlo?

Un caro saluto
Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 6 Novembre, 2009 - 02:27

Carovana Antimafia parte da Milano dal Circolo ARCI50

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