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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Mercoledì, 6 Agosto, 2008 - 16:09

Decidere di morire è un diritto

Noi disponiamo liberamente del nostro corpo. Non è vero? Possiamo anche affermare che ogni trattamento sanitario per essere attuato deve avere il consenso del paziente: giusto? Ma allora perchè in Italia la legge morale prevale su quella civile in una visione che altro non è che una tolleranza nefasta di un accanimento terapeutico che, pur in presenza di situazioni irreversibili del paziente, si mantiene la persona in stato vegetativo. Non si può permettere di decidere alla persona se terminare la propria sofferenza per dignità e rispetto verso sè stessi e i propri cari, familairi, amici, coniugi, compagni di vita. Non solo: ma ci si ostina a considerare negli ambienti confessionali questo stato come tollerabile e a non permettere, dall'altro canto, l'evolversi di ricerche scientifiche che permetterebbero, rebus sic stantibus, di superare situazioni di gravi crisi. Il Parlamento si interessa a sollevare sul caso di Eluana un conflitto di poteri e di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale per il fatto che la Corte di Cassazione ha considerato legittimo che il papà di Eluana, straziato da un dolore senza termine nel vedere la propria figlia in uno stato irreversibile da 13 anni a questa parte, decidesse di staccare la spina della ragazza, lasciandola morire in pace e in tranquillità.
Perchè mi domando in uno stato civile questo è permesso? Che cosa ostacola un credente a non consentire per la propria persona una scelta di questo calibro, che libererebbe il paziente in stato vegetativo da una situazione insostenibile e disumana? Niente: ma le gerarchie vaticane ancora non ammettono che il pluralismo possa avanzare, intimando i vari parlamentari di provenienza cattolica, con atto di ingerenza inaudita e illegittima dal punto di vista internazionale, di non approvare normative che assicurino il Testamento biologico, ossia la dichiarazione di ognuna e di ognuna di noi di opzionare, dico opzionare, per l'eutanasia in caso di stato comatosa vegetativo irreversibile.
Questa è veramente una prevaricazione senza limiti e invereconda.
Sostengo la campagna lanciata dall'associazione 'A buon diritto' presieduta da Luigi Manconi affinchè le persone possano presso notai, avvocati e pubblici ufficiali firmare e concludere un atto in cui dichiarino se, in casi di questo genere, sono inenzionati a staccare la spina e a non perseguire in un accanimento terapeutico insensato quanto mai indicidbile.
Il parlamento voterà una legge che assicuri a queste persone che, come Eluana, si trovano in condizioni disperate e senza soluzione, ai propri cari, amici, familiari e compagni di vita di non protrarre un esasperante spettacolo, con slancio di saggezza, di razionalità, di compassione e sensibilità per chi è soggetto, come il padxre della ragazza, a questo strazio inaccettabile? Non si può sapere, anche se esiste un impegno formale e non sostanziale di risolvere legislativamente la questione, su mozione e proposta di alcune e alcuni parlamentari del PD, approvato contestualmente all'insignificante e strumentale conflitto di attribuzione. Curioso, poi, avere sollevato taòle questione nel momento in cui il PdL, quando era opposizione, considerava la questione dell'estensione dei diritti alle coppie di fatto mera materia di natura giurisprudenziale: quando è comodo appellarsi ad altri organi per scaricare" responsabilità politiche, il centrodestra è sempre attento e attivo.
Che dire? Ancora una volta la società civile organizzata e autonoma è più lungimirante dell'asfittico mondo del parlamentarismo attuale. Sottolineo attuale, nel senso di contemporaneo. Sia chiaro che accolgo come importante l'istituzione parlamentare, quando, però, risponde ai propri compiti democratici.

Per conoscere più dettagliatamente la mobilitazione basta accedere ai seguenti link:
http://www.lucacoscioni.it

http://www.abuondiritto.it

Alessandro Rizzo

Martedì, 5 Agosto, 2008 - 13:27

Amnesty: petizione per introdurre il reato di tortura

Italia: petizione per introdurre il reato di tortura

Data di pubblicazione dell'appello: 01.07.2008

Status dell'appello: attivo

Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma
Fax (+39) 06 6794569

Egregio Presidente Berlusconi,

in occasione della Giornata internazionale per le vittime della tortura, desidero chiederLe di ribadire pubblicamente la natura assoluta del divieto di tortura e mi permetto di ricordarLe gli obblighi del governo italiano:

1. introdurre nel codice penale il reato di tortura e ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura;

2. condannare pubblicamente le rendition, accertare il coinvolgimento dell'Italia in tali pratiche illegali, collaborare alle inchieste e ai procedimenti giudiziari in corso e alle indagini internazionali;

3. non fare affidamento sulle "assicurazioni diplomatiche" fornite da altri governi, secondo le quali le persone espulse dall'Italia non saranno torturate dopo l'arrivo;

4. rendere le norme del c.d. decreto Pisanu sulle espulsioni conformi agli standard internazionali sui diritti umani in materia di tortura e annullare le espulsioni già effettuate in assenza di tali garanzie;

5. mantenere l'effetto sospensivo dell'espulsione nei casi di ricorso contro il diniego dello status di rifugiato, introdotto dalle norme sull'asilo entrate in vigore nel marzo 2008.

Distinti saluti,

Firma la petizione di Amnesty, io l'ho già fatto

http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1092

Martedì, 5 Agosto, 2008 - 13:23

Vittoria! Alt al rigassificatore OLT

Roma, Italia — Il TAR della Toscana ha accolto il ricorso di Greenpeace contro il Rigassificatore offshore di Livorno-Pisa. L'autorizzazione a suo tempo concessa alla prima area marina industriale in un'area marina protetta è stata annullata!

Greenpeace si opporrà a ogni ipotesi di industrializzazione del mare

Domenica, 3 Agosto, 2008 - 18:09

La centrale di Civitavecchia allontana l'Italia da Kyoto

La centrale di Civitavecchia allontana l'Italia da Kyoto

http://www.greenpeace.org/italy

30 luglio 2008

Roma, Italia — Oggi è stata inaugurata a Civitavecchia la centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. E gli attivisti di Greenpeace nella notte hanno proiettato messaggi sulla centrale per ricordare che il carbone è la prima minaccia per il clima globale. Questo impianto è uno schiaffo alle comunità locali che da anni contestano il progetto. Uno sfregio alla politica di riduzione delle emissioni di gas serra.

Per soddisfare l'impegno di Kyoto, il Paese dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 di circa 100 milioni di tonnellate entro il 2012, ma la sola centrale di Civitavecchia - avviata a gas, il carbone arriverà il prossimo autunno - ne emetterà oltre 10 milioni una volta a regime. Un ritorno al carbone in Italia non solo va contro gli obblighi di riduzione delle emissioni di gas serra, ma pregiudica anche la possibilità di aumentare la quota dell'energia prodotta da fonti rinnovabili. Anche su questo l'Italia deve rispettare obiettivi vincolanti: l'Europa chiede di triplicare la quota di elettricità verde entro il 2020.

Eppure dal 1994 a oggi tale quota è scesa dal 21% al 15,7%. Le rinnovabili sono in diminuzione non solo perché la produzione dell'idroelettrico è in calo, a causa delle minori precipitazioni sull'arco alpino, ma anche perché lo sviluppo degli impianti a base fossile è maggiore dello sviluppo delle rinnovabili. Per incrementare l'energia da fonti rinnovabili occorre sviluppare eolico, solare, geotermico e biomasse sostenibili, senza aumentare la capacità degli impianti a base fossile.

La condizione delle rinnovabili in Italia è ancora più drammatica se si guardano gli incentivi – pubblici e non – dati alla produzione di energia elettrica. Oltre l'82% degli incentivi sono infatti assegnati a fonti fossili "assimilate", solo il 18 alle vere rinnovabili.

Come termine di paragone, basta pensare che nel 2007 il solare fotovoltaico ha ricevuto appena 26 milioni di euro come incentivi in "conto energia" contro i 3,7 miliardi dati alle fonti fossili "assimilate" attraverso il CIP6. Una goccia nel mare.

Il carbone è la prima minaccia al mondo per il clima globale. I devastanti effetti dell'utilizzo del carbone sul clima si stanno già oggi ripercuotendo sugli ecosistemi naturali più delicati, come l'Artico e la stessa "Grande Barriera Corallina" australiana.
Pochi giorni fa attivisti australiani avevano dipinto scritte contro il carbone su oltre 20 navi carboniere ancorate al largo del porto di Mackay, in Queensland, uno dei più grandi porti di esportazione di carbone al mondo. La protesta, che ha portato all'arresto di nove attivisti, denunciava il piano del governo australiano di espandere ulteriormente le esportazioni di carbone. L'Australia è tra i maggiori esportatori di carbone al mondo, con una quota del 30% circa nel 2006 – pari a 656 milioni di tonnellate di CO2.

Venerdì, 1 Agosto, 2008 - 14:24

TG3 e Primo Piano relegati a notte fonda

E' una notizia chè passata in totale sordina. E' un colpo di mano nel palinsesto dell'informazione pubblica elargito dalla RAI. Un colo di mano è questo che si aggiunge ad altri colpi di mano che rendono sempre più meno competitiva la rete nazionale, svuotandola di contenuto innovativo, interessante, altamente qualificato, tagliando organici interni specializzati, professionisti, ponendo programmi di interesse generale elevato, culturali, artistici, giornalistici, di indagine, di approfondimento, quasi tabloid, dossier televisivi, nelle tarde ore della notte, se non alle prima ore della mattina, quando l'audience è minimo.
E' il primo colpo di mano voluto dalla dirigenza della RAI, in odore di trasformazioni e di cambiamento, in assenza di una Commissione di Vigilanza RAI rinnovata, come testimonia l'egregia battaglia costituzionale condotta dalle parlamentari e dai parlamentari Radicali nel PD, asserragliati a occupare gli uffici della commissione, a cui esprimo la mia totale solidarietà e il mio appoggio.
Mi riferisco alla decisione presa dal CDA RAI di trasferire il TG3 di seconda serata, testata che vedeva un'arriocchita elaborazione informativa, comprendente anche la rubrica Night News, le notizie dall'estero, di carattere internazionale, su temi di diversa portata e calibro, documentate da servizi precisi e puntuali, ricordo la grande mobilitazione condotta dalla redazione per la liberazione di Ingrid Betancourt, e Primo Piano, approfondimento di interesse politico e attuale di grande professionalità e contenuto, a notte fonda, magari dopo il già relegato "Fuori Orario" di Enrico Ghezzi.
E' un attacco all'informazione, alla qualità dei contenuti informativi che il CDA sta ottemperando a seguito di un modificato assetto governativo che, nella legislatura del 2001, con il governo guidato dall'attuale premier che assomma su di sè un ginepraio di conflitti di interesse, aveva agito affinchè la qualità del servizio pubblico scadesse al fine di assicurare un aumento dell'audience per le reti private concorrenti.
I giornalisti delle redazioni dei due programmi di alto spessore qualitativo denunciano questa decisione insostenibile e lesiva di un palinsesto informativo pubblico realmente informativo.
Con loro mi unisco affinchè la decisione insensata e deleteria sia revocata dallo stesso CDA, in attesa che l'elezione di una nuova Commissione di Vigilanza avvenga, dopo le giuste pressioni e la fermezza politica della delegazione radicale, unica a sottolineare, tramite uno sciopero della fame condotto nelle stanze della commissione, un'anomalia istituzionale attuale incostituzionale.
Per maggiori approfondimenti, il comunicato della redazione del TG3 e di Primo Piano:

http://www.youtube.com/watch?v=VdqVomAOg0w

Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 1 Agosto, 2008 - 12:06

Image Not Found 2008

L'Associazione Culturale Giovani in Corso organizza: 
Image Not Found 2008
Cos'è?
Un grande concorso musical-letterario rivolto a giovani scrittori e musicisti o aspiranti tali, della provincia di Pavia e dintorni.
Ma è anche, e sopratutto, un'occasione di confronto e di valutazione delle proprie creazioni, una spinta a maturare la propria attività artistica e 3 giorni vicino a stand di birra e salamelle.
Solo giovani?
No. Solo chi si sente giovane e ha quindi qualcosa da dire e da condividere, a ogni età.
  
Un'immagine?
Al termine delle iscrizioni verrà resa nota un'immagine: foto, quadro oppure disegno.
Da questa l'artista dovrà indirizzare la propria creatività e produrre un brano o un racconto breve ad essa ispirato.
Due giurie di esperti, ma sopratutto di appassionati, valuteranno brani e racconti, che saranno suonati e letti durante le 3 serate nella suggestiva cornice del Parco della Villa Nuova Italia a Broni (PV) 
Regole?
Poche. Età media dei componenti di una band: max 35 anni. Lunghezza massima del racconto: 3000 battute.
L'iscrizione alla SIAE non è obbligatoria.
Per chi è comunque interesato la cosa non è così spaventosa come sembra, i minorenni sono ben accetti (e non pagano) e le spese sono molto contenute. L'associazione aiuterà i partecipanti nella pratica di iscrizione, se necessario.
Basta.
  
Cos'altro succede?
Tante belle cose:
  • Di tutti i racconti pervenuti, ne saranno scelti 10 che parteciperanno al concorso.
    I 10 racconti saranno esposti pubblicamente in punti nevralgici della città di Broni per alcuni giorni, oltre ad essere letti durante la manifestazione.
  • I musicisti che lo desiderano, sono invitati a organizzare un sottofondo musicale alle letture, (possibilmente in situazioni "miste") che altrimenti sarà predisposto dallo staff.
  • Il live del concerto sarà registrato e verrà prodotto un CD che sarà consegnato agli artisti.
  • I racconti e i testi delle canzoni saranno raccolti in un libro che verrà pubblicato in cofanetto insieme al CD
E i fotografi?
Quest'anno diamo uno spazio in più alla fotografia: fotografi appassionati e non professionisti, , potranno partecipare al Concorso Fotografico.
Al termine delle 3 serate, lo staff sceglierà la foto più rappresentativa della manifestazione, che diventerà parte integrante della copertina/booklet della grafica di libro e CD.
 
Ok, mi interessa.
Bene, allora scegli il tuo campo, leggi il regolamento per i dettagli e iscriviti.
Venerdì, 1 Agosto, 2008 - 11:19

Va di scena la pena di morte al Lunapark dell'Idroscalo

Al Luna Park dell'Idroscalo una strana e macabra attrazione: una sedia elettrica con un manichino seduto verisimile, dove vengono riprodotte le stesse smorfie di dolore acute accompagnate da suoni di sofferenza. L'Associazione Nessuno Tocchi Caino ha giustamente denunciato il cattivo gusto della scelta dei giostrai di comprare l'apparecchio, oltre a essere diseducativo per i passanti, soprattutto i più piccoli. Livellare un atto ancora praticato nel mondo che è definibile come brutale e barbaro alla stregua di un'attrazione circense è alquanto idnegno e pericoloso. Il sindaco di Segrate afferma laconicamente che non è competenza del Comune invitare a rimuovere questo indecente scenario. Un comportamento per dire: si è vero è disgustoso come manifestazione, ma la magistratura deve intervenire. Non capendo che l'amministrazione può esprimersi attraverso delibere e linee di indirizzo.

Alessandro Rizzo

leggi la notizia su

www.nessunotocchicaino.it

Venerdì, 1 Agosto, 2008 - 01:29

L'assicurazione riconosce risarcimento a convivente

A Milano l'assicurazione dell'Ospedale ha risarcito la convivente di una ragazza morta durante la degenza, perchè ha considerato il medico responsabile del decesso.
Le avvocatesse Laura Granata ed Elisabetta Arrigoni hannos eguito il caso e hanno evidenziato la totale assenza nel rapporto tra le due donne di qualsiasi titolo formale di convivenza e di coppia, neppure eseguito all'estero, dove la legislazione ha già esteso, in molti stati, i diritti alle coppie di fatto, in alcuni casi, sempre maggiori, concependo anche la forma matrimoniale. 
Le due conviventi sono state considerate comunque unite da una comunione morale e patrimoniale ed è bastato solamente un certificato che attestasse questa convivenza. E' sempre più chiaro che in Italia abbiamo una società civile che, in merito ai temi dei diritti e dei doveri tra conviventi costituenti coppie di fatto, siano essi omosessuali, siano essi eterosessuali, o uniti da legami che siano non solo affettivi, ma anche amichevoli e sociali, culturali, avanza maggiormente rispetto all'elefantiasi e regressione ammorbanti l'organo legislativo. Non abbiamo ancora una legge di riconoscimento delle coppie di fatto, ma di fatto la prassi sociale e culturale procede verso una necessaria estensione dei diritti e dei doveri a queste tipologie di unione che altro non possono che definirsi "nuclei familiari".

Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 1 Agosto, 2008 - 00:57

Amnesty - Olimpiadi: le promesse mancate della Cina

Olimpiadi 2008: le promesse mancate della Cina. Eredità positiva dei Giochi a rischio, denuncia Amnesty International

28/07/2008

In un nuovo rapporto diffuso a Hong Kong a dieci giorni dall'inizio delle Olimpiadi di Pechino 2008, Amnesty International ha dichiarato che la Cina è venuta meno alle promesse di migliorare la situazione dei diritti umani, tradendo in questo modo i valori fondamentali dell'Olimpismo.
"Continuando a perseguitare e punire chi parla in favore dei diritti umani, le autorità cinesi hanno perso di vista le promesse fatte sette anni fa, al momento dell'assegnazione dei Giochi" - ha affermato Roseanne Rife, vicedirettrice del Programma Asia e Pacifico di Amnesty International. "Il governo di Pechino sta gettando un'ombra sull'eredità delle Olimpiadi. Chiediamo la liberazione di tutti gli attivisti in carcere, piena libertà d'informazione per la stampa estera e nazionale e ulteriori progressi verso l'eliminazione della pena di morte".
Il rapporto di Amnesty International, "Conto alla rovescia verso le Olimpiadi: le promesse mancate", valuta il comportamento delle autorità cinesi in quattro aree strettamente collegate ai valori fondamentali dell'Olimpismo: la persecuzione degli attivisti per i diritti umani, la detenzione senza processo, la censura e la pena di morte.
In questi ultimi mesi, la situazione dei diritti umani è peggiorata nella maggior parte di queste aree. Nel periodo che ha preceduto i Giochi, le autorità cinesi hanno imprigionato, posto agli arresti domiciliari o allontanato a forza chi avrebbe potuto minacciare l'immagine di "stabilità" e "armonia" che intendono presentare al mondo.
Secondo Amnesty International, gli attivisti e i giornalisti locali che si occupano di diritti umani rischieranno in modo particolare di subire persecuzioni durante lo svolgimento dei Giochi.

L'attivista e scrittore Hu Jia continua a scontare una condanna per "incitamento alla sovversione", per aver scritto articoli e rilasciato interviste alla stampa estera sui diritti umani: ha problemi al fegato, a causa dell'epatite B, ma le autorità impediscono ai suoi familiari di fargli arrivare le medicine necessarie.

Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Jacques Rogge, ha recentemente sostenuto che, grazie alla propria diplomazia silenziosa, il Cio è riuscito a ottenere varie riforme nel campo dei diritti umani, come le nuove norme sulla stampa estera.
"Apprezziamo il fatto che il Cio abbia riconosciuto di avere un ruolo sui diritti umani ma, data la situazione attuale, ci sorprende la sua fiducia nel fatto che la stampa estera potrà riferire liberamente e che non ci sarà censura su Internet" - ha commentato Rife. "Ora ci aspettiamo che il Cio si esprima, quando le autorità cinesi violano i principi olimpici nel loro complesso".
"I leader mondiali che assisteranno ai Giochi dovranno prendere pubblicamente posizione in favore dei diritti umani in Cina e appoggiare l'azione degli attivisti per i diritti umani. Se non lo faranno, manderanno al mondo il messaggio che è accettabile che un governo ospiti i Giochi olimpici in un'atmosfera di repressione e persecuzione".
Principali contenuti del rapporto di Amnesty International

Molti difensori dei diritti umani continuano a languire nelle carceri cinesi o sono sottoposti agli arresti domiciliari; altri sono sorvegliati a vista dalla polizia, che intende impedire loro in ogni modo di disturbare lo svolgimento dei Giochi.

Le autorità cinesi hanno esteso l'uso di forme punitive di detenzione amministrativa, tra cui la "rieducazione attraverso il lavoro" e la "riabilitazione forzata dalla droga", per "ripulire" Pechino prima dell'inizio delle Olimpiadi e tenere alla larga gli attivisti per tutta la durata dei Giochi.

Le norme provvisorie che avrebbero dovuto garantire più ampia libertà d'informazione per la stampa estera, non sono state del tutto applicate. Il Circolo della stampa estera in Cina ha segnalato, a partire dal 1° gennaio 2007, 260 casi di interferenze. Le norme peraltro non riguardano i giornalisti cinesi, cui continua a essere impedito di scrivere su argomenti giudicati sensibili dal governo.

La pena di morte resta prevista per 68 reati, compresi crimini di natura economica o connessi alla droga che non comportano il ricorso alla violenza. Nonostante dichiarino che il numero delle esecuzioni è diminuito da quando la Corte suprema del popolo ha ripristinato il suo potere di revisione delle condanne a morte, le autorità cinesi continuano a non pubblicare alcun dato sulla pena capitale.
Liu Jie, un'attivista per il diritto alla terra, sta scontando un periodo di 18 mesi di "rieducazione attraverso il lavoro" nella provincia dell'Heilongjiang (Cina nord-orientale); secondo fonti locali, è stata sottoposta a violenze fisiche per aver lanciato una campagna in favore di riforme politiche e legali, tra cui l'abolizione della stessa "rieducazione attraverso il lavoro".
A giugno, la polizia ha arrestato l'attivista per i diritti umani del Sichuan, Huang Qi, con l'accusa di "essere entrato illegalmente in possesso di segreti di Stato". Huang stava fornendo assistenza legale alle famiglie di cinque alunni morti a seguito del crollo di una scuola elementare nel terremoto di maggio.
Nel 2001, quando la Cina ottenne l'assegnazione delle Olimpiadi del 2008, Wang Wei, Segretario generale del Comitato promotore di Pechino 2008, affermò: "Garantiremo completa libertà d'informazione ai giornalisti che verranno in Cina. Abbiamo fiducia nel fatto che i Giochi non solo promuoveranno la nostra economia ma miglioreranno tutte le condizioni sociali, compresa l'educazione, la salute e i diritti umani".

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

Mercoledì, 30 Luglio, 2008 - 00:04

Il primo giorno d'inverno è a Venezia

E' il film per cui ho lavorato come segretario di edizione ... siamo a Venezia, selezionati dalla giuria diretta da Muller nella sezione Orizzonti: penso che sia un riconoscimento per il cinema indipendente, creativo, sperimentale e, soprattutto, coraggioso, innovativo.

Alessandro Rizzo

Il primo giorno d’inverno
di Mirko Locatelli
alla 65a Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia
Sarà presentato in anteprima mondiale alla 65a Mostra Internazionale d’ArteCinematografica di Venezia Il primo giorno d’inverno, opera prima del regista
milanese Mirko Locatelli.
Il film, in concorso nella sezione Orizzonti, è prodotto dalla casa di produzione
cinematografica Officina Film in associazione con Deneb Media e con il supporto
dell’Assessorato all’Istruzione della Provincia di Milano.
Scritto a quattro mani dallo stesso Locatelli con la compagna e produttrice
Giuditta Tarantelli, il lungometraggio vede i suoi giovani protagonisti quasi tutti
alla prima esperienza cinematografica: Mattia De Gasperis, Alberto Gerundo,
Andrea Semeghini e la piccola Michela Cova, alla sua primissima e sorprendente
prova recitativa; nel cast inoltre si segnala la partecipazione di Giuseppe
Cederna, già coprotagonista del precedente lavoro di Locatelli, il mediometraggio
Come prima.
All’esordio nel lungometraggio anche il direttore della fotografia, Ugo Carlevaro,
lo scenografo, Gian Antonio Fusar Poli e gran parte della troupe, a dimostrazione
della vitalità e della competenza di nuovi professionisti nel panorama del cinema
esordiente italiano.
La colonna sonora non originale è firmata dallo stimato compositore e
violoncellista palermitano Giovanni Sollima, edito dalla Casa Musicale Sonzogno
di Milano.
Il film racconta la storia di Valerio, un adolescente solitario che osserva il mondo
dei suoi coetanei stando in disparte. Valerio ha una sorella di dieci anni, un
vecchio motorino e due nemici che lo tormentano. Un giorno però gli si presenta
una possibilità, finalmente può vendicarsi provando a combattere con le stesse
armi del nemico. Ma ad attenderlo troverà solo il dolore e la disperazione.
“Abbiamo aspettato a lungo per girare questo film – dichiara Mirko Locatelli -
speravamo di trovare l’aiuto di qualcuno ma dopo due anni di tentativi abbiamo
capito che dovevamo produrlo da soli e abbiamo deciso di rischiare; eravamo
spinti dal forte desiderio di sperimentare un tipo di cinema forse troppo lontano
da quello che si sceglie di produrre in Italia, molto più simile a quello belga, in
alcuni casi francese, un cinema che dedica molto tempo al lavoro con gli attori,
che tenta una rappresentazione il più possibile affine al reale, che si occupa di
temi scomodi, difficili da affrontare anche per i produttori più audaci.
Solo grazie alla perseveranza, al lavoro di mesi e alla collaborazione di un gruppo
di belle persone che si è dedicato con passione e capacità al film, abbiamo potuto
assistere ai primi risultati. La selezione alla Mostra di Venezia ci restituisce
l’energia che abbiamo investito nel film, ci ripaga della fatica e del rischio che
abbiamo corso: ringraziamo i selezionatori della Mostra e speriamo che il film
venga apprezzato, non solo durante il Festival e non solo in Italia”.
Mirko Locatelli (Milano,1974) dal 2002, anno in cui fonda la casa di produzione
Officina Film, ha scritto e diretto cortometraggi e documentari tra i quali Come
prima e Crisalidi, selezionati e premiati in numerosi festival nazionali; Il primo
giorno d’inverno è il suo primo lungometraggio.
Giuditta Tarantelli – responsabile ufficio stampa
Mob. (+39) 347.91.55.194
giuditta@officinafilm.com
OFFICINA FILM
Via D. Veneziano, 5
20139 Milano
Ph. (+39) 02.56.96.469
Fax (+39) 02.700.512.575
www.officinafilm.com

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