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Il Blog di Massimiliano Bombonati | www.partecipaMi.it
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.: Il Blog di Massimiliano Bombonati
Venerdì, 11 Dicembre, 2009 - 08:51

Crisi sociale: che cosa fa la Giunta?

Il Comune non ha una line astrategica su come rilanciare socialmente la citt‡. Il Cardinale l'anno scorso aveva messo a punto un fondo, cospicuo direi nella sua portata, per aiutare le famiglie in crisi e i lavoratori cassintegrati, licenziati, tagliati dalla falcidiante crisi globale che sta abbattendosi sul Paese. Ieri un Consiglio straordinario avrebbe dovuto mettere le mani su un progetto di misure adeguate utili e funzionali e rilanciare socialmente la citt‡, ad assistere e sostenere i ceti meno abbienti, a garantire vantaggi e aiuti finanziari per i nuclei pi˘ deboli, calmierando gli affitti, definendo crediti per piccoli negozianti, assicurando una dose cospicua di interventi addizionali integrativi dei redditi molto bassi che ormai pervadono e attanaglianmo un gran numero di cittadine e di cittadini, soprattutto giovani precari. L'assessore Terzi e l'Assessora Moioli hanno parlato di 16 milioni che potrebbero essere derubircati chiaramente come "interventi ordinari" di calibro sociale. Aiuti molto esigui alle famiglie, alle coppie per l'acquisto della prima casa, alle parrocchie e alle associazioni che assistono i poveri: ma nulla si Ë sentito parlare di progetto coerente e costruttivo per garantire un sostegno sociale e un rilancio della citt‡ economicamente e civilmente. Ha detto bene il Consigliere Aldo Brandirali, della maggioranza e proesidente della commissione politiche sociali in Comune:"Nessuno ha parlato di solidariet‡". Condivido in pieno questa affermazione espressa da un consigliere di centrodestra e fortemente critico sull'assenza di prospettive politiche di questa amministrazione. La gravit‡ del fatto si esprime, poi, con l'assenza del sindaco, impegnato, ha tenuto a precisare, e impossibilitato a venire in seduta in quanto la sua agenda al momento dell'indizione del consiglio straordinario era gi‡ piena per la giornata di ieri. Mi domando se questa Ë una risposta accettabile per un sindaco, che ha la presponsabilit‡ prmaria e assoluta di dare delle risposte alle richieste, sono tante, provenienti dai soggetti sociali presenti nella nostra citt‡, rappresentanti di un disagio diffuso sempre pi˘ largo e devastante. E', questo, l'esempio di come vi sia sottovalutazione dolosa dell'importanza di approntare un piano di intervento straordinario che esprima linee politiche di sviluppo sociale e di sostegno, magari monitorando i bisogni, magari provvedendo a garantire un rilancio del Tavolo sociale con i sindacati, a loro volta fortemente delusi dall'assenza di strategia e dal silenzio dell'amministrazione comunale. Ieri il Consiglio comunale ha espresso un'incapacit‡ dell'attuale amministrazione comunale di fare fronte con coerenza e capacit‡ a una crisi che investe la citt‡, prima motore mobile dell'economia del Paese, oggi una delle zone pi˘ ricche d'Europa e del mondo. Ci sono stati i tagli, soprattutto l'eleiminazione deleteria dell'ICI, approntati dal governo: Ë vero. Questi tagli chiaramente vedono oggi esplicare, fuori da ogni sempiterno trionfalismo elettoralistico, a cui l'attuale governo Ë piuttosto uso, i cascami gravi che vanno a ripercuotersi su voci sociali di spesa oggi ridimensionate. Ma il Comune ha una responsabilit‡ sua e propria: responsabilit‡ politica innanzitrutto che dovrebbe almeno provvedere a definire una spesa in bilancio e in finanziaria che sia curata dalla cosidetta diligenza del buon padre di famiglia. E' un buon padre di famiglia avere previsto fondi diretti a coprire le spese che richiederanno gli interventi del Piano Generale del Territorio, piano che esclude i ceti meno abbienti, li invita ad abbandonare la citt‡ per avvantagggiare i pi˘ opulenti e ricchi, e non avere definito un incremento della spesa per servizi sociali e di assistenza? Ieri il Consiglio Comunale, sempre pi˘ impotente a deliberare su proposte politiche nell'epoca dei sindaci spesso pi˘ manager privati di un'azienda citt‡, lo scorso sindaco parlava addirittura di Milan come condominio, che coordinatori e responsabili della vita governativa di una comunit‡. Quali risposte dare a proposito: domando all'amministrazione comunale.

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Rizzo

 

 

 

Capogruppo LA SINISTRA - Uniti con Dario Fo

 

 

 

Consiglio di Zona 4 Milano

Giovedì, 10 Dicembre, 2009 - 13:59

Giornate Amnesty 2009: il tuo regalo di Natale per diritti umani

Sabato 12 e domenica 13 dicembre si svolgeranno in tutta Italia le Giornate Amnesty: i volontari di Amnesty International saranno presenti in un centinaio di città italiane per proporre un "regalo di Natale Amnesty".

Tra i regali proposti, troverete il calendario fotografico 2010: tredici scatti del fotografo Armando Di Loreto, a sostegno della campagna (((Io pretendo dignità))), che si pone l'obiettivo di porre il tema dei diritti umani al centro delle soluzioni per porre fine alla povertà.

Il ricavato delle Giornate Amnesty servirà a finanziare le nostre attività in difesa e promozione dei diritti umani.

 

Se vuoi cambiare il fatto che almeno 963 milioni di persone ogni sera vanno a dormire affamate, che ogni minuto una donna muore per complicazioni legate alla gravidanza, che 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all'assistenza sanitaria di base, che 2,5 miliardi di persone non hanno servizi igienici adeguati e che 20 mila bambini ogni giorno muoiono per questo, allora...vieni a trovarci in piazza! Acquistando un regalo Amnesty potrai difendere i diritti umani nel mondo!

 

Puoi firmare anche online l'appello legato alle Giornate Amnesty per chiedere al governo del Perù di inserire le iniziative esistenti relative alla prevenzione e alla riduzione della mortalità materna all'interno di un piano d'azione, con risorse adeguate e meccanismi di trasparenza e verifica, che includa tutti i ministeri di governo e le autorità locali rilevanti.

 

Lombardia

Torna a trovarci, potrai scoprire gli altri punti Amnesty!
Grazie!

MILANO
Sabato 12 e domenica 13 dicembre
Centro Commerciale Bonola presso
l'Ipermercato COOP
dalle 10 alle 19

Sabato 12 dicembre
Piazza Cordusio, angolo Via Cordusio
dalle ore 11 alle ore 17

MERATE (LC)
Sabato 12 dicembre
Piazza Prinetti
dalle 14:30 alle 17:30
Domenica 13 dicembre
Piazza Prinetti
dalle 10.00 alle 12:30

LODI
Sabato 12 dicembre
Corso Umberto I 63 presso mercatino Lodisolidale
orari:dalle 10:00 alle 24:00

Domenica 13 dicembre
Corso Umberto I 63 presso mercatino Lodisolidale
orari:dalle 10:00 alle 19:00

I nostri attivisti saranno presenti presso il mercatino Lodisolidale fino al 23 dicembre nei seguenti orari:
- nei giorniferiali dalle 15:00 alle 19:00
- il sabatoe la domenica dalle 10:00 alle 19:00

PAVIA

Sabato 12 dicembre
presso l'Osteria Letteraria Sottovento
Via Siro Comi 8
dalle 16 mercatino natalizio
dalle 19.30 aperitivo natalizio

BERGAMO
Domenica 13 dicembre
Via XX settembre (davanti negozio Carom)
dalle 9.30 alle 18

LIMBIATE (MI)
Sabato 12 e domenica 13 dicembre

presso il Centro Commerciale Carrefour

SERIATE (BG)
Martedì 8 dicembre 2009 

Presso Libreria "Terzo Mondo" colazione Equa e Solidale in collaborazione con la Bottega del Commercio Equo e Solidale di Seriate.
via Italia 73
dalle ore 9.00

Sabato 12 dicembre 2009
presso la Libreria "Terzo Mondo"
via Italia 73
dalle ore 20.00
nel corso della serata si terrà il concerto del chitarrista FABBRINI e del suo gruppo

MEZZAGO (MI)
Domenica 13 dicembre 2009

presso il Bloom via Curiel 39
Dalle ore 18.00 alle 21.30
all'interno dell'evento"Dire Fare Migrare: India"

VALMADRERA (LC)
Domenica 13 dicembre
presso il Mercatino dell'Antiquariato in via Roma
mattina
 
LECCO
Sabato 19 dicembre
presso il Centro Commerciale Le Meridiane
dalle ore 10.00 alle 18.00

BRESCIA
Sabato 12 e domenica 13 dicembre
All'interno del supermercato COOP in viale Mantova

PIACENZA
Sabato 12 e domenica 13 dicembre

Piazza Cavalli
dalle 10.00 alle 19.00

Giovedì, 10 Dicembre, 2009 - 11:11

Esposto all’Ordine dei Medici contro Francesco Bruno

 09/12/2009 - Ufficio stampa Arcigay

 

Apprendiamo da un sito di chiara matrice cattolica (www.pontifex.roma.it) le aberranti dichiarazioni del famoso criminologo e psichiatra prof. Francesco Bruno: "Io ero e resto della convinzione che la omosessualità sia una patologia, un’anormalità della sessualità e quindi un disturbo, un distacco dalla realtà e non ci piove sul fatto che la sessualità abbia come primo e principale scopo la riproduzione della specie. Ora non é possibile questo evento nell'atto sessuale tra persone del medesimo sesso”.

Nel ribadire le già conosciute posizioni anti scientifiche in materia di omosessualità, il dottor Bruno esprime tutto il suo disprezzo rispetto alle posizioni assunte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla comunità scientifica internazionale. Il criminologo si lancia in opinioni improntate a una ricostruzione in termini patologici e meramente comportamentali dell’omosessualità e, di  fatto, nega la naturalità dell’omosessualità e la sua dimensione affettiva arrivando a definire la stessa una patologia.

“Queste argomentazioni sono prive di qualsiasi credibilità sotto il profilo scientifico – dichiara Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay – sono indegne di uno psichiatra, intrise d’ideologia e di falsità. Quali sono le basi scientifiche di tali affermazioni? Quali gli studi di riferimento? Credo sia a tutti noto, piuttosto, che numerosi studi di carattere psicologico, ricerche internazionali, seminari scientifici e pubblicazioni psicologiche e sociologiche, sulla base di riscontri scientifici pubblicati, attestino esattamente il contrario di ciò che irresponsabilmente afferma il Dott. Bruno. Da parte nostra respingiamo questo maldestro tentativo di riportarci ai periodi bui della medicalizzazione della nostra identità sessuale”.

“Non possiamo consentire a un professionista del livello del dott. Bruno – dichiara Luca Trentini responsabile Diritti umani di Arcigay - di farsi portatore di una visione ampiamente sorpassata, che offende la nostra dignità personale e la realtà delle nostre famiglie. Provvederemo nei prossimi giorni a inviare un esposto all’Ordine nazionale dei Medici perché sia fatta ulteriore chiarezza e siano presi provvedimenti contro chi diffonde teorie condannate dalla scienza e dalla storia. Chiediamo alla comunità scientifica di contribuire a un’opera di verità, riconoscendo in modo chiaro e inequivoco la falsità di tali affermazioni e ribadendo la posizione netta, attestata da decenni dalla comunità scientifica internazionale: l’omosessualità è una variabile naturale del comportamento umano”.

Mercoledì, 9 Dicembre, 2009 - 18:04

Laviamoci le mani... ma solo in senso letterale!

PEr opportuna informazione.
L'articolo è tratto da Altro consumo.
http://www.altroconsumo.it/infezioni-ospedaliere-s261373/nm-newsletter-p250293/prm_id_c/3091.htm

Cordiali saluti
Antonella Fachin
---------------------------

Infezioni ospedaliere

Laviamoci le mani
Articolo pubblicato su Test Salute 82, ottobre 2009
Se il personale sanitario si lavasse frequentemente le mani, in Italia si potrebbero potenzialmente prevenire tra i 1.350 e i 2.100 decessi ogni anno.
Ma non è un problema solo nostro. Pochi anni fa Liam Donaldson, al vertice del sistema sanitario inglese, indicava nel rapporto annuale 2006 sulla sanità On the State of public Health due priorità da affrontare: la carenza di organi per il trapianto e la scarsa igiene delle mani negli ospedali.
Può stupire che due problemi così differenti siano accostati, ma in realtà è così: le mani sporche sono la causa principale di un problema molto grave, quello delle infezioni contratte nei luoghi dove si dovrebbe guarire. Se negli ospedali tutti - medici, infermieri, ausiliari… ma anche i malati e i visitatori - si lavassero frequentemente e accuratamente le mani, ci si ammalerebbe meno, durante i ricoveri. Basterebbe questa semplice pratica a ridurre in Italia e nel mondo l'incidenza delle infezioni ospedaliere, che ogni giorno colpiscono migliaia di persone. "Tutti" significa innanzitutto i medici e gli infermieri, che sono a contatto diretto con i pazienti e con gli attrezzi sanitari. Ma non solo. Anche l'igiene di chi è ricoverato e dei visitatori è fondamentale. Non c'è sempre bisogno di tecnologie avanzate o ristrutturazioni ambientali drastiche: l'esperienza dimostra che anche solo programmi efficaci di controllo dell'igiene sono in grado di ridurre di un terzo, in Italia, le infezioni ospedaliere.
E il primo passo, il più semplice, immediato ed efficace, è lavarsi correttamente e spesso le mani. Lo ribadisce anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha da poco lanciato una nuova iniziativa: "Save lives: clean your hands" (Salva vite: lavati le mani).Il progetto punta a far promuovere il lavarsi spesso le mani in 5.000 ospedali in Europa, entro il 2010.
Problema globale
In Italia, tra il 5 e l'8% dei pazienti ricoverati in ospedale viene colpito da un'infezione durante la degenza. Negli Stati Uniti (dati Oms 2005) sono circa 2 milioni le infezioni ospedaliere all'anno, 80 mila le morti. Se si guarda all'Europa si contano 50 mila morti all'anno.
Quando si parla di "infezione ospedaliera", si indicano infezioni che non erano presenti al momento del ricovero e che compaiono entro 48 ore dall'entrata del paziente nel centro di cura, ma anche dopo la dimissione, se si tratta di infezioni con un tempo d'incubazione maggiore. A contagiare il paziente possono essere altri pazienti, gli operatori sanitari, le condizioni igieniche della struttura. E i microrganismi responsabili sono diversi e cambiano con il tempo.
In gioco, oltre alla sicurezza dei pazienti, c'è l'impatto economico. Un'infezione ospedaliera porta infatti a un prolungamento del ricovero e quindi a un aumento dei costi. In Europa la spesa si aggira tra i 13 e i 24 miliardi di euro. In Italia si è calcolato che lo sviluppo di un'infezione ospedaliera raddoppia i costi legati a un paziente per il Servizio sanitario.
Antibiotici meno efficaci
A complicare le cose c'è anche la sempre più diffusa resistenza agli antibiotici acquisita dai microrganismi che causano le infezioni: i batteri infatti possono avere o acquisire con il tempo la capacità di resistere al farmaco e questo rende la terapia più difficile e anche più costosa. L'Earss (sistema europeo di sorveglianza contro la resistenza agli antimicrobici), creato dalla Commissione Europea, prevede nei prossimi dieci anni un ulteriore declino dell'efficacia degli antibiotici. Le cause? Aumento generale dell'uso di antibiotici, diffusione di nuove infezioni e sviluppo di altri ceppi resistenti, anche a causa delle sempre maggiori occasioni di trasmissione per la facilità con cui oggi le persone viaggiano in tutto il mondo.
Servono maggiori misure di controllo
È ormai dimostrato che il controllo e la conseguente riduzione delle infezioni negli ospedali è ampiamente possibile e molte esperienze lo hanno dimostrato.Ci sono diverse mosse che ospedali e pazienti possono fare per arginare il fenomeno e le autorità di controllo possono e devono fare la loro parte.
L'Europa lo scorso gennaio nel proporre alcune raccomandazioni sulla sicurezza dei pazienti ha parlato esplicitamente di prevenzione e lotta contro le infezioni ospedaliere, lasciando però ancora troppo spazio all'iniziativa dei singoli stati membri. In Italia da oltre vent'anni ci sono norme e linee guida sulla sorveglianza e il controllo.
Dal 1985 la legge, poco rispettata ancora oggi, prevede la presenza in ogni ospedale di un Comitato di Controllo per le infezioni (CIO), di un'infermiera addetta, di un medico epidemiologo e di rapporti periodici sul tasso di infezioni.
Con il tempo alcune Regioni si sono attivate, ma c'è ancora molta disomogeneità, tra zona e zona e anche tra ospedale e ospedale nella stessa area.
Le norme dunque ci sono, ma poi, se si guarda la vita reale sono ancora troppo pochi gli ospedali che hanno un comitato di controllo delle infezioni, che hanno una figura professionale addetta a questo e che al momento del ricovero informano esplicitamente il paziente che tra i rischi legati alla permanenza c'è anche quello, non remoto, di essere colpiti da un'infezione ospedaliera.
Consigli utili. Facile da fare, importante per prevenire
Bastano precauzioni semplicissime per contribuire a ridurre il rischio di infezioni in ospedale. Il ruolo dei parenti e degli amici in visita è importante.
Per il paziente ricoverato:
*       lavarsi bene e spesso le mani durante il ricovero;
*       mantenere un'igiene personale rigorosa;
*       chiedere informazioni sul tasso di infezioni nell'ospedale e su cosa fare per prevenirle;
*       segnalare senza timidezza anomalie dell'igiene (al medico o alla caposala);
*       chiedere chi è il referente per le infezioni nella struttura.
Per gli amici in visita:
*       non andare in ospedale se si ha raffreddore, tosse, influenza e in generale qualsiasi disturbo contagioso, anche lieve;
*       lavarsi bene le mani sia prima di andare in ospedale, sia dopo;
*       durante la visita, evitare di toccarsi naso, bocca, capelli;
*       rispettare scrupolosamente le consuete norme igieniche: non bere dalla stessa bottiglia del malato, non usare il suo bicchiere né le sue posate né il suo tovagliolo, non finire i suoi cibi né le sue bevande;
*       non portare nessun tipo di animale (del resto generalmente non sono ammessi); sarebbe bene ridurre anche le visite da parte di bambini e ed evitare del tutto quelle di neonati e bambini molto piccoli;
*       se si porta frutta fresca al malato, lavarla molto bene; in generale, curare attentamente l'igiene di qualsiasi cibo si porti al malato; non è particolarmente consigliabile portare fiori.
Informarsi e segnalare.
Per segnalare possibili anomalie e per capire il livello di organizzazione dell'ospedale riguardo alle infezioni è bene anche sapere cosa dovrebbero fare gli ospedali e gli operatori sanitari:
*       le strutture devono formare il personale sull'igiene e mantenere un'adeguata struttura, dal punto di vista igienico;
*       in ogni ospedale dovrebbe essere presente un Comitato di Controllo per le infezioni (CIO), di un'infermiera addetta al controllo delle infezioni ogni 250 posti letto, di un medico epidemiologo e di rapporti periodici sul tasso di infezioni.
Come funziona il contagio. Attenzione a chi è più a rischio
Ci sono differenti tipi di infezioni che si possono prendere in ospedale, così come ci sono pazienti più a rischio di altri e molti meccanismi di trasmissione.
Tipo di infezioni. Le infezioni ospedaliere più frequenti sono:
*       al tratto urinario (30-35%);
*       alla ferita chirurgica (15-20%);
*       all'apparato respiratorio (polmoniti) (15%);
*       sistemiche (10%), cioè che riguardano più organi.
In aumento le batteriemie, cioè la presenza di batteri nel sangue.
Fattori di rischio. I pazienti più a rischio sono i malati con le difese immunitarie ridotte:
*       per l'età: neonati, prematuri e anziani;
*       per aver subito numerosi interventi medici e procedure invasive per la diagnosi e la terapia (intubazioni, endoscopie...), che aumentano il rischio di venire a contatto con i batteri responsabili delle infezioni;
*       perché sono affetti da malattie che riducono le difese immunitarie (anemie, neoplasie, leucemie, insufficienza renale...)
Meccanismi di trasmissione
*       Contatto diretto, soprattutto con le mani, tra persona malata e sana.
*       Contatto indiretto, attraverso uno strumento medico contaminato o un veicolo (sangue, cibo).
*       Lo starnuto o la tosse di una persona infetta possono contagiare un paziente suscettibile che si trova a 50 cm- 1 metro (contatto attraverso goccioline di saliva).
*       Per via aerea: i microrganismi presenti nell'aria possono veicolare infezioni a distanza.
I microrganismi responsabili. Sono numerosi i microrganismi che possono essere colpevoli. Sono due quelli che al momento preoccupano maggiormente:
*       lo stafilococco aureo meticillina-resistene (MRSA), per la sua resistenza agli antibiotici;
*       il Clostridium Difficile (C. Difficile), per la gravità delle infezioni che provoca.
In entrambi i casi la trasmissione avviene soprattutto attraverso le mani contaminate e per questo la prima e più efficace misura per contenere queste infezioni è l'igiene scrupolosa delle mani da parte degli operatori sanitari.
Gioca d'anticipo. Più informati, più attivi
Le infezioni ospedaliere, quelle che colpiscono un paziente mentre è ricoverato, sono una complicazione sempre più frequente: migliaia di persone muoiono di questo ogni giorno al mondo e l'impatto economico è sempre più significativo.
In Italia si sono fatti passi avanti, con progetti di monitoraggio, norme che prevedono centri e professionisti specifici negli ospedali e iniziative per sensibilizzare sull'importanza dell'igiene delle mani. Se tutto funzionerà come è scritto sulla carta i vantaggi saranno su molti fronti.
Ma non servono solo le norme, è necessaria una maggior informazione e diffusione delle conoscenze. I pazienti devono sapere cosa possono e devono aspettarsi al momento del ricovero. Devono poter essere certi che il medico che li visita si sia lavato le mani nel modo corretto. Dall'altra parte gli operatori sanitari devono sapere che possono essere presi in flagrante da una rete di controlli. Devono sapere che qualsiasi paziente può chiedere chi è l'addetto al controllo delle infezioni nella struttura e non devono stupirsi, o peggio chiedersi di cosa si sta parlando, ma essere in grado di dare una risposta.

Mercoledì, 9 Dicembre, 2009 - 11:16

EMISSIONI SOSTENIBILI: 7° CONVEGNO NAZIONALE

Impegni delle Regioni e delle Amministrazioni
locali per ridurre la CO2
_____________________________________

Lunedì 14 dicembre

Presso Sala Consiglio di Palazzo Turati
Camera di Commercio di Milano
Via Meravigli 9/B - Milano

_____________________________________

ore 9.00 REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI

ore 9.15 SALUTI ED INTRODUZIONE

Guido Pollice
Presidente VAS

Elena Jachia
Fondazione Cariplo, Direttore Area Ambiente

Rappresentante di
Provincia di Milano

Rappresentante di
Camera di Commercio

ore 9.30 SESSIONE 1 ANALISI E VALUTAZIONI

Chairman: Marco Menichetti
VAS Lombardia, Responsabile Osservatorio Immissioni ed Emissioni Sostenibili

La redazione di inventari delle emissioni di CO2 a livello territoriale
Ernesto Taurino
ISPRA - Servizio Monitoraggio e Prevenzione degli impatti sull’Atmosfera

I conti regionali NAMEA delle emissioni atmosferiche per l’analisi delle dinamiche
economico-ambientali a livello territoriale
Giusi Vetrella
ISTAT - Istituto Nazionale di Statistica

L’aria e le emissioni in Lombardia
Giorgio Nebbia
Università di Bari, Professore emerito di Merceologia

Il Comune ideale: buone pratiche ambientali nelle municipalità lombarde
Stefania Mancuso e David Guerra
Università degli Studi di Milano, Facoltà di Lettere
e Filosofia, Corso di Laurea in Scienze e Culture dell’Ambiente e del Paesaggio

ore 10.45 PAUSA CAFFE’

ore 11.00 SESSIONE 2 PROGETTI E INIZIATIVE

Chairman: Fabio Fimiani
VAS Lombardia, Presidente

I progetti degli enti locali per la protezione del clima. Il progetto ECOREGION per la realizzazione
di bilanci di CO2 su scala locale
Maurizio Zara
Responsabile Energia, Climate Alliance Italy

Il Piano per una Lombardia Sostenibile
Mauro Brolis *
CESTEC S.p.A. Responsabile Area Energia
* da confermare

La rete delle Regioni
Patrizia Bianconi
Regione Emilia Romagna - Direzione Generale Ambiente, Servizio valutazione impatto e promozione sostenibilità ambientale

Iniziative e progetti per la mitigazione e l’assorbimento delle emissioni di gas climalteranti
Anelisa Ricci
Regione Lombardia - Unità Organizzativa Riduzione emissioni in atmosfera e sostenibilità ambientale

Strategie a favore del clima dei Comuni lombardi
Giorgio Oldrini
ANCI Lombardia, Vicepresidente

Il territorio, la green economy locale e il ruolo del sindacato per la sostenibilità ambientale
Roberto Benaglia
CISL Lombardia, Segretario

My Future e le iniziative di Vodafone Italia per il clima
Marco Proto Mura
CSR Senior Specialist Vodafone Italia

ore 14.00 CONCLUSIONI

Guido Pollice
Presidente VAS

Per info e iscrizioni:
Anna Bruneri
Tel. 02 - 66104888
Fax. 02 - 89076020
www.vaslombardia.org www.fabiofimiani.it

Martedì, 8 Dicembre, 2009 - 13:53

ADESSO BASTA: incontro alla Statale

A 40 anni dalle lotte degli Studenti e dei  Lavoratori

e dalla strage di Piazza Fontana,

ADESSO BASTA!

  indice

 un incontro con musica, letture, immagini e testimonianze

con interventi di:

Giulio Cesare Leghissa, Emilio Molinari, Gino Strada,

Maria Sciancati , Mario Capanna, Moni Ovadia, Anna Miculan,

Maria Grazia Meriggi, Franco Calamida.

 

Presiedono l’incontro:

Fiorella Merlin, Basilio Rizzo, Giuseppe Liverani, Carlo Monguzzi

 

per adesioni : \n giulio.leghissa@lepabri.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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Martedì, 8 Dicembre, 2009 - 13:37

Solidarietà al Cardinale Tettamanzi, ancora faro di umanità

Gli attacchi di matrice squadrista da parte di Calderoli della Lega Nord alla figura del Cardinale Dionigi Tettamanzi sono vergognosi e fortemente inquietanti. Passa l'idea dell'intimidazione, il principio secondo cui chi denuncia e critica, anche dalla propria autorità morale ed organizzativa, il potere amministrativo e politico per venire meno ai valori di solidarietà e di fratellanza deve essere oltraggiato, ingiuriato, offeso.

E' interessante notare come la difesa ideologica e confessionale del cattolicesimo sia puramente strumentale ad acquisire consensi popolari da parte di soggetti ottenebrati dalle paure del diverso, da una xenofobia intrisa di intolleranza e di persecuzione per l'altro. Lo spirito del Vangelo, come invece suggerisce da sempre con le parole e con le azioni il Cardinale Tettamanzi, viene meno, viene cancellato: l'importante è identificare la propria paura e le prprie frustrazioni del vivere quotidiano con l'"invasore" migrante, magari in fuga da luoghi dove guerra, carestia e persecuzioni politiche proseguono in modo barbaro e violento.

Milano ha perso la sua caratteristica ambrosiana di essere una città dell'accoglienza. Tettamanzi ha sottolineato come sia stato un episodio offensivo della dignità umana vedere 25 rom allontanati con la forza brutale dai propri campi, molti dei quali sono bambini, molti dei quali sono donne, molti dei quali sono ragazzi in piena età scolare. L'amministrazione ha dimostrato non solo di essere immatura nella gestione di una questione sociale e umanitaria, ma anche di avere applicato la più efferata disposizione a danno di vite umane, di nuclei familiari, ora separati. Chi predica tanto il valore della famiglia si trova nell'atto quotidiano della gestione della città a esprimere provvedimenti incivili che vedono separare questo nucleo, vedono padri allontanati dai propri figli e dalle proprie mogli, dispersi in contesti alieni, differenti, spesso antagonisti.

Esprimo solidarietà al Cardinale Dionigi Teattamanzi, unico faro spesso di un'alternativa culturale e di una dedizione sociale fortemente impegnata e matura. Ricordo l'anno scorso l'istituzione a opera propria del fondo per gli indigenti e per le famiglie in difficoltà. Ricordo le tante attività che vengono da lui portate avanti in nome di una Chiesa Ambrosiana milanese che ha sempre fatto dell'umanità e della coesione sociale, del riformismo avanzato e della difesa della persona in quanto parte integrante di una comunità i propri capisaldi imperituri e non scalfibili dalle volgari e incivili deliri espressi da un'ignoranza di fondo oltre che da una totale disumanità. 

E' solamente inquietante vedere come la solidarietà con le lotte delle lavoratricie  dei lavoratori, con chi soffre la povertà e la miseria dovuta allo stile opulento e ostantatamente ricco della città, insostenibile dal punto di vista sociale, etico ed ecologico, con chi viene da lontano fuggendo crimini contro l'umanità perpetrati in modo vile e ignobile, oppure con chi cerca di sopravvivere, spesso forte di una grande cultura e professionalità, provenga da questa grande e nobile figura, mentre l'amministrazione spesso è silente, inoperosa, inattiva, molto spesso propone direttive che operano per la divisione sociale, l'emarginazione, la solitudine.

Grazie Cardinale le sue parole come sempre rappresentano ancora uno spiraglio di speranza per una rinascita civile oltre che sociale e culturale di questa città offesa e vilipesa da strumentalizzazioni grossolane e vergognose di un'ignoranza abissale e di un'aggressività ferina. 

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano

Lunedì, 7 Dicembre, 2009 - 17:49

Gli Ambrogini d'oro: non rappresentano Milano

Sono esterefatto da quanto il titolo al presente intervento da me postato sia assolutamente fedele alla realtà, se non addirittura maggiormente rappresentante la triste situazione. Gli Amborgini d'oro non rappresentano la città: è vero. Ma non solo: oserei affermare che le scelte indicate nell'assegnazione delle benemerenze e dei titoli siano affette da una parzialità ideologica senza precedenti, arrecando una lacerazione profonda al tessuto sociale e culturale della città. Mi domando ancora alcune nomine quale senso politico, sociale e storico abbiano per la nostra città. Io non mi sento rappresentato in quanto cittadino in primis. Milano è la città dell'intolleranza e della perseguibilità del migrante? Sembrerebbe così nell'apprendere che il Nucleo tutela trasporto pubblico ha ricevuto il titolo cittadino. Ebbene io non mi sento rappresentato da chi dirige alcuni lavoratori ATM a costituire una vera e propria azione di persecuzione nei confronti di persone, spesso donne, spesso bambini, senza permesso di soggiorno. La caccia alle streghe ha terminato la sua esistenza nello scorso medioevo. Sembrava essere ritornata quando si apprendeva dalla stampa, sempre la stampa è l'unica fonte originaria di ogni informazione su disposizioni comunali, che veri e propri autobus dirottavano migranti senza permesso di soggiorno verso le Questure, non rientando questa funzione nel compito dei controllori di viaggio dei mezzi di trasporto pubblico, generalizzando l'intervento tramite un'azione sommaria e lesiva dei diritti umani e civili della persona, calpestando la dignità di esseri umani, spesso sfruttati dal lavoro nero tollerato nella città dell'EXPO 2015, ricordiamo che l'ultima vittima in un cantiere era un ragazzo egiziano senza permesso di soggiorno e senza contratto regolare, senza una ponderazione accurata delle motivazioni che hanno portato alla scadenza del permesso di soggiorno. Certamente il tutto è la conseguenza di una legge irricevibile per uno stato di diritto quale la legge sul reato di clandestinità posta in essere dal presente governo: ma come conseguenza vede uno zelo ossequioso ed efficente da parte dell'amministrazione comunale nella sua impietosa adozione.  Ma che dire, poi, dell'attribuzione del riconoscimento a Marina Berlusconi, nomina che sembra sempre di più strumentale per il sindaco ad attivare una captatio benevolntiae nei riguardi del padre di quest'ultima? E cosa poter considerare difronte al conferimento del titolo al direttore di Libero, Maurizo Belpietro, dal momento in cui è stato oggetto di forti critiche da parte della FNSI per alcuni servizi posti sul quotidiano? Due anni fa la maggioranza di centrodestra aveva negato con atto alquanto discutibile e poco urbano il riconoscimento a Enzo Biagi, grande e stimato giornalista dei nostri tempi, offendendo la memoria di una grande personalità che ha saputo dare molto alla propria città, città che gli ha negato postumo il riconoscimento a lui dovuto; oggi il centrodestra attribuisce a Belpietro un riconoscimento che non è certamente rappresentativo della comunità civile e del sostrato culturale della nostra metropoli.

A Marina Berlusconi viene assegnato il più grande titolo che Milano possa esprimere, mentre gli operai dell'INSE sono stati considerati dal capogruppo PdL in Consiglio Comunale come non opportuni da essere riconosciuti da parte dell'amministrazione per modalità estreme con cui hanno difeso il proprio lavoro, la prpria dignità sociale, ma anche un polo industriale importante economicamente per la città e in pericolo a essere venduto al miglior offerente. Trovo assolutamente preoccupante leggere queste scelte come scelte rappreentative della città. Considero altrettanto grave che tali scelte siano state fatte senza nessun tipo di ricerca di convergenza non dico universale ma ampia da parte della maggioranza. Sono state scelte quest'anno compiute nella totale autoreferenzialità, imprese da un atteggiamento e una modalità priva di dialogo, di maturità amministrativa, di condivisione di un percorso universalmente considerato come civicamente nobile. E' inquietante apprendere come certe scelte siano state fatte con una forzatura da parte della maggioranza riducendole a qualcosa di lontano per la città, di alieno per il suo tessuto civile, di fortemente estraneo alla sua cultura.

E' una contraddizione notare come si sia deciso di affrontare la prima serata di inaugurazione dell'anno lirico della Scala all'insegna della sobiretà, venendo ad avvallare le giuste critiche che venivano mosse dai movimenti ambientalisti e associazioni dei lavoratori in questi 32 anni, e anticipando l'esecuzione della Carmen con un minuto di silenzio per le migliaia di lavoratrici e di lavoratori che non vedono rinnovato il loro contratto, o perchè licenziati, cassintegrati per la crisi che sta ammorbando la nostra produzione economica, senza alcune risposte adeguate da parte del Governo, mentre si offende chi utilizza gli unici strumenti di tutela e di rivendicazione dei propri diritti anche per gli interessi economici della città, quali gli operai dell'INSE quest'estate.

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 di Milano

Giovedì, 3 Dicembre, 2009 - 12:39

Interrogazioni presentate in CDZ 4 il 3 dicembre


Mercoledì, 2 Dicembre, 2009 - 14:54

Commissione Territorio del 03/12/2009

Ho convocato la commissione per domani, 3 dicembre 2009 ore 20.00, per discutere e deliberare sul seguente odg:

1- APPROVAZIONE VERBALE SEDUTA PRECEDENTE

2- COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

3- VALUTAZIONE CIRCA LO SPOSTAMENTO DELLA FERMATA DELLA LINEA 59 -MM2 “FAMAGOSTA”

4- VALUTAZIONE CIRCA LO SPOSTAMENTO DELLA FERMATA ATM DI VIA LODOVICO IL MORO, 137

5- PROPOSTA DI INVERSIONE DEL SENSO DI MARCIA DELLA VIA S.G. COTTOLENGO

6- PARERE CIRCA L’AMPLIAMENTO DEL CAMPO SPORTIVO DI VIA GONIN, 16

7- VARIE ED EVENTUALI

 

http://massimilianobombonati.wordpress.com/2009/12/02/odg-della-commissione-territorio-ambiente-e-urbanistica-031209/

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