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Il Blog di Alessandro Rizzo | www.partecipaMi.it
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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Venerdì, 24 Ottobre, 2008 - 11:49

situazione di degrado Parco in Viale Bacchiglione

Milano, 23 ottobre 2008

 
 
Alla c.a.
All’Assessorato Decoro e Arredo Urbano del Comune di Milano;
del Settore Arredo Urbano del Comune di Milano;
del Settore Parchi e Giardini del Comune di Milano;
Alla Direzione AMSA del Comune di Milano;
della Commissione Territorio del Consiglio di Zona 4 di Milano;
 
Interrogazione in merito alla situazione di degrado presentatasi nel Parco pubblico sito in Viale Bacchiglione
 
Considerata
 
L’interrogazione che il sottoscritto ha presentato in data 25 settembre in merito alla situazione di degrado permanente presente in Viale Bacchiglione, che vede una situazione di forte incuria degli spartitraffico presenti lungo il viale, nonché la necessità di un maggiore e più adeguato servizio di pulitura dei cigli delle due corsie che percorrono il viale stesso, dove permangono rifiuti di diversa portata, a cui ancora si attende risposta dai settori e dagli assessorati competenti
 
Constatato
 
Che diversi cittadini residenti hanno denunciato in data 10 ottobre una situazione di degrado e incuria, dovuta alla presenza di cestini divelti nella zona più rientrante del parco e il conseguente permanere di rifiuti lungo i vialetti del parco stesso
 
Visto che
 
Tali situazioni di forte degrado e incuria si ripresentano con una certa costanza e che mettono a repentaglio le strutture e il decoro urbano di una zona, quale quella del parco, frequentata quotidianamente da un numero elevato di utenti, soprattutto bambine e bambini, fruitori delle strutture presenti per i giochi
 
Preso atto
 
Di simili situazioni createsi in altre circostanze e in altri parchi presenti nel territorio circoscrizionale, dove spesso si sono verificati atti vandalici che hanno manomesso le strutture presenti con alto pregiudizio per il decoro e l’arredo urbano nel suo complesso, nonché per le strutture adibite a giochi per le bambine e i bambini utenti primari di questi strumenti
 
si chiede
 
-         Al Settore competente di provvedere a disporre misure e strumenti idonei a garantire l’integrità delle strutture del parco e di predisporre interventi funzionali a prevenire situazioni di degrado, tramite una manutenzione più costante e coerente, accorta e strumentale a costituire una tutela della zona di cui in oggetto, al fine di garantirne il giusto e universale accesso e utilizzo delle strutture predisposte;
-         Al Comando della Polizia Locale di Zona 4 di predisporre di una maggiore presenza di agenti al fine di prevenire atti vandalici che potrebbero mettere in pericolo le strutture urbane e dell’arredo del parco, nonché sanzionare violazioni gravi del regolamento predisposto per l’utilizzo e l’accesso ai parchi e ai giardini del Comune di Milano;
-         Alla Direzione AMSA di intensificare la pulitura del parco al fine di garantire un servizio più capillare e specifico alla zona, al fine di garantire la rimozione di rifiuti presenti lungo i vialetti dell’area e ripristinando la piena agibilità conforme alla sua natura e funzione.
 
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
 
 
 
 

Venerdì, 24 Ottobre, 2008 - 11:48

Modifica rotte aeree

Milano, 23 ottobre 2008

 
Alla c.a.
dell'Assessorato alla Assessore alla Mobilità, Trasporti, Ambiente del Comune di Milano;
del Settore Ambiente del Comune di Milano;
del Consiglio di di Milano;
del Presidente della Commissione Territorio, Viabilità e Ambiente del Consiglio di Zona 4 di Milano;
pc Direzione della SEA
 
 
Oggetto: modifiche delle rotte degli aerei in arrivo a Linate e in partenza da Linate
 
Considerato
 
Che sono sopraggiunte diverse istanze da parte di cittadine e di cittadini della zona che hanno ravvisato negli ultimi mesi una maggiore presenza di inquinamento acustico derivante dal passaggio più frequente di aerei in direzione verso l’Aereoporto di Linate e in uscita dal medesimo
 
Constatato
 
Che tale presenza ripetutamente ravvisata particolarmente nella parte sud est del territorio circoscrizionale, luogo da cui sono sopraggiunte il maggior numero di istanze, è conseguenza nell’ultimo periodo di un cambiamento delle rotte aeree che interessano e insistono sull’aereoporto di Linate
 
Visto in diritto
 
Il progetto “Cielo Unico Europeo” licenziato dalla Commissione Europea e che consiste in una riforma dell’organizzazione del traffico aereo, denominato nella sua prima fase applicativa SESAR (Single European Sky Atm Research). Il piano prevede il passaggio da rotte pensate “a scacchiera” a nuovi percorsi pensati come “collegamenti diretti”, attraverso un’ottimizzazione integrata di scali e tratte
 
In particolare si evidenzia
 
Che il progetto del SESAR si articola in un ampliamento dello spazio di volo e in una dichiarata maggiore efficienza delle rotte
 
Preso atto
 
Che nel caso specifico dello scalo di Linate la gestione è affidata a SEA, società di gestione aeroportuale degli scali di Linate e di Malpensa, che agisce, per tutte le sue attività, sulla base delle disposizioni degli Enti di Controllo, a cui partecipa il Comune di Milano con l’84,56% delle azioni complessive
 
Considerato che
 
È intenzione dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Milano disporre nuove norme e un nuovo piano di governo delle emissioni acustiche, e che dovrebbe rientrare in questa categoria la necessità di calibrare le nuove classi definite, in base alle configurazioni urbanistiche e sociali, in base alle presenze di inquinamenti acustici derivanti dai passaggi delle rotte aeree
 
Considerata inoltre
 
L’esperienza del Comune di Pioltello che ha aperto un tavolo di confronto con la società stessa gestrice dello scalo di Linate affinché ci sia informazione e coinvolgimento della cittadinanza residente nella conoscenza e nella definizione di rotte adeguate che non producano effetti invasivi e inquinanti per i territori interessati, tramite, anche, un coordinamento degli Enti Locali presenti nell’area prossima allo scalo stesso
 
si chiede
 
-         Alla Direzione della SEA, di cui è partecipe il Comune di Milano, di informare il Consiglio Circoscrizionale e l’Amministrazione Comunale se siano sussistite modifiche nelle rotte aeree, anche in base alle nuove discipline normative in materia, la loro ratio e la loro percorrenza, frequenza e i possibili studi inerenti gli impatti acustici e aerei derivanti;
-         All’Assessorato alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Milano di provvedere a verificare le nuove disposizioni delle rotte modificate e la loro incidenza sul territorio municipale, sia per quanto concerne gli aumenti, come verificati, dei livelli dell’inquinamento acustico sia per quelli aerei, disponendo provvedimenti e proposte di ridefinizione delle rotte, in virtù della partecipazione del Comune di Milano all’azionariato SEA, delineando un tavolo di confronto con la società stessa e gli Enti Locali interessati, quindi anche quelli del decentramento municipale, indirizzato a rendere partecipate scelte che hanno conseguenze sui territori municipali percorsi dalle stesse tratte aeree, riducendo l’impatto acustico e aereo;
-         Alla Commissione Territorio del Consiglio di Zona 4 di Milano di provvedere a inserire in un punto di un prossimo ordine del giorno la materia sollevata dalla presente interrogazione, invitando dirigenti della SEA, del Settore Ambiente del Comune e dell’Assessorato alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Milano, estendendo la partecipazione alle commissioni omologhe delle zone limitrofe, 3 e 5 maggiormente interessate agli impatti delle rotte aeree in arrivo e in partenza dallo scalo Linate.
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 24 Ottobre, 2008 - 11:47

presenza pattuglie Vigili corsia autobus Viale Umbria

Milano, 23 ottobre 2008

 
Alla c.a.
Del Settore alla Mobilità del Comune di Milano;
del Comando della Polizia Muncipale di Zona 4 di Milano;
della Commissione Territorio, Viabilità e Ambiente del Consiglio di Zona 4 di Milano;
pc Direzione della SEA
 
 
Oggetto: presenza di pattuglie della Polizia Municipale nella corsia riservata agli autobus lungo Viale Umbria lato Giardini di Largo Marinai d’Italia 
 
Considerato
 
Che in diverse occasioni sono state segnalate pattuglie della Polizia Municipale in sosta, per la rilevazione del traffico e la sua gestione, lungo la corsia riservata allo scorrimento degli autobus lungo Viale Umbria nel tratto adiacente ai Giardini di Largo Marinai d’Italia
 
Constatato
 
Che la permanenza delle pattuglie, pur comprendendo la portata della funzione e del compito eseguito in tale loco dalla Polizia Municipale, arreca danno e pregiudizio allo scorrimento delle autovetture e degli stessi mezzi pubblici della linea interessata, dato che questi ultimi devono riversarsi nella corsia dedicata al flusso veicolare automobilistico
 
Preso atto
 
Che la presenza delle pattuglie nella parte presa in considerazione avviene con maggiore frequenza nella fascia di orario serale, ossia quella che va dalle 17 alle 18,30, momento in cui si registra un aumento del traffico veicolare e automobilistico, determinando una maggiore congestione del traffico stesso
 
Visto inoltre
 
Che sarebbe opportuno intensificare la presenza delle pattuglie della Polizia Municipale nelle ore notturne, soprattutto nei giorni prossimi al fine settimana e nel fine settimana, momenti in cui si verificano una maggiore densità di automobili a causa dei locali notturni aperti e presenti nelle adiacenze al parco, comportando spesso violazioni del Codice della Strada e parcheggi in sosta vietata
 
si chiede
 
-         Al Comando della Polizia Municipale di Zona 4 di intensificare la vigilanza, al fine preventivo e sanzionatorio di atti posti in violazione al Codice della Strada, nelle fasce orarie notturne dei giorni in cui si registra un aumento dell’intensità di traffico veicolare a causa dell’apertura di esercizi serali e notturni nelle vicinanze, spesso causa di parcheggi in sosta vietata dalle conseguenze congestionanti per la circolazione complessiva in zona;
-         Al Comando della Polizia Municipale di Zona 4 di provvedere a stanziare le pattuglie nella fascia di orario serale feriale, dove più alta è la densità di flusso veicolare, soprattutto in occasione dell’uscita dai luoghi di lavoro, in locazioni più adeguate e funzionali a garantire una scorrevolezza maggiore dell’automezzo pubblico nella propria corsia e degli autoveicoli privati nelle propria direzione, pur condividendo ed esprimendo sostegno alla giusta attività che esercita in questo ambito la Polizia Municipale
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 24 Ottobre, 2008 - 09:03

Nuove resistenze: Roberto Saviano

Nuove Resistenze: Roberto Saviano 22.10.2008

Ci sono momenti in cui la parola Resistenza si invera drammaticamente nel presente e in quei momenti la lotta di liberazione non rappresenta solo un patrimonio storico, ma diventa un’esperienza viva di cui tutti siamo ancora testimoni e alcuni, più consapevoli e coraggiosi, protagonisti. Il caso di Roberto Saviano ricorda, proprio quando diventano sempre più frequenti i tentativi di rimuovere o snaturare la memoria storica del nostro Paese, che la Resistenza, intesa come sforzo per vedere concretamente realizzati i principi della democrazia e dello stato di diritto, non è finita. Continua la Resistenza nel pensiero e nell’azione di chi lotta per una società di uomini e donne liberi di esercitare i fondamentali diritti costituzionali: il diritto al lavoro, all’istruzione, alla salute, diritti oggi messi fortemente in discussione dal diffondersi del lavoro precario, dall’attacco durissimo alla Scuola e alla Sanità pubblica. Forse fino alle recenti minacce contro Saviano, molti di noi però non pensavano di dover difendere la libertà stessa di parola, il diritto costituzionalmente sancito di esprimere le proprie idee senza temere per la vita. Invece è così; e ci sembra di essere ricacciati violentemente indietro nel tempo o proiettati in luoghi del globo dove la sopraffazione e la violenza regolano normalmente i rapporti sociali e inquinano le istituzioni. Roberto Saviano, che ha avuto il coraggio di parlare, di denunciare un’organizzazione criminale che controllando territorio, appalti e lavoro impedisce di fatto l’esercizio di tutte le libertà e le garanzie democratiche, è quindi un giovane resistente. Ma la storia ci ha insegnato che la Resistenza non è stata opera esclusiva dei combattenti, è storicamente accertato che dietro ogni partigiano vi erano altri italiani che lo sostenevano nei modi più diversi, un tessuto sociale che aveva maturato una nuova coscienza democratica. Senza questa adesione collettiva alle ragioni della lotta antifascista, senza la solidarietà e il contributo di tante persone che non imbracciarono il fucile, ma aiutarono e protessero i partigiani, la Resistenza sarebbe stata sopraffatta. Allora noi, oggi, non dovremmo domandarci se Saviano debba o possa resistere rimanendo in Italia, dovremmo piuttosto assumerci in prima persona la responsabilità e l’impegno di lottare per la piena attuazione di tutti i principi e i diritti democratici sanciti dalla Costituzione repubblicana.Non basta essere solidali con Saviano. Occorrono forme dirette di mobilitazione e di resistenza di tutta la società civile.
Anpi Lambrate Ortica

Giovedì, 23 Ottobre, 2008 - 16:07

A 70 anni tornano le leggi razziali

L’ANPI NAZIONALE: a 70 anni dalla loro
promulgazione, tornano le leggi razziali
L’ANPI è schierata con tutte le forze sociali che in questi
giorni si stanno mobilitando pacificamente per una scuola
libera e giusta, conforme ai principi costituzionali.
La mozione approvata dalla maggioranza che istituisce
classi separate, per i bambini immigrati e per quelli italiani,
ben lontana dall’avviare un processo di integrazione nel
nostro Paese, di fatto legalizza la discriminazione. A 70 anni
dalla promulgazione delle leggi razziali, è inconcepibile e
lesivo dei diritti civili faticosamente conquistati ripercorrere
una storia sciagurata e sotterrata dalla democrazia.
Roma, 22 ottobre 2008

Giovedì, 23 Ottobre, 2008 - 16:06

SALVIAMO L’ITALIA SALVIAMO IL PIANETA

SALVIAMO L’ITALIA SALVIAMO IL PIANETA
MILANO Giovedì 23 ottobre alle ore 17,30 Piazza San Babila
PRESIDIO E APPELLO AL PREFETTO
PER CHIEDERE CHE
Il Governo Italiano firmi subito le misure dell’Unione Europea sui Cambiamenti Climatici - 20% di tagli delle emissioni di CO2; 20% in più di efficienza energetica; 20% di energiea da fonti rinnovabili ENTRO IL 2020
L’Italia non guidi il nuovo patto di Varsavia dei Paesi più arretrati e inquinanti dell’Unione Europea;
Il Governo Italiano la smetta di “illudersi e di illudere” con il nucleare ma scelga l’efficienza energetica, il solare, l’eolico, le geotermia, le biomasse.
Che il sistema delle imprese del nostro paese scelga innovazione e modernità e non scelga un isolamento storico con arretratezza e inquinamento

Mercoledì, 22 Ottobre, 2008 - 12:04

Festa per una Scuola di qualità

Una segnalazione:
Il comitato delle scuole zona 3 di milano vi invita alla festa "PER UNA SCUOLA DI QUALITA'", che si terrà in Piazza Leonardo da Vinci a Milano sabato 25 ottobre, dalle 14 alle 19.
Festa per una Scuola di Qualità
Giochi, parole, musica e panini a tempo pieno
 
Sabato 25 ottobre
Piazza Leonardo da Vinci
- mezzi pubblici: tram 33, 23, filobus 90, 91, MM 2 fermata Piola -
Dalle 14,00 alle 16,30: animazione e giochi per bambini con i Centri Rousseau, laboratori teatrali, esibizione dei ginnasti della Società Propatria, atelier di writing, storie cantate da Giovanni Caviezel e storie animate dagli Amici della Casa del Sole del Parco Trotter, danze popolari, giochi circensi con gli allievi della Piccola scuola di circo e molto altro.
Dalle 16,30 alle 19,00: Parole, musica e cabaret per una buona scuola, con l’Orchestra di via Padova, i Teka-pi e molti altri artisti. Non mancheranno un video-intervento di Moni Ovadia e una sorpresa-cabaret con gli artisti di Zelig.
 
La festa è aperta a tutti, grandi e piccini,
da 0 a 110 anni. Vi aspettiamo numerosi!
Portate una buona torta!!
Per una Scuola Piena di… Tempo
A cura del comitato per una scuola di qualità delle scuole di zona 3

Martedì, 21 Ottobre, 2008 - 11:41

un saluto a Vittorio Foa

Nato a Torino il 18 settembre 1910, morto a Formia il 19 ottobre 2008, laureato in giurisprudenza, dirigente socialista e sindacale.
Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita all’Università di Torino nel 1931, matura un particolare interesse per gli studi economici. Amico di Leone Ginzburg, nel 1933 si avvicina al gruppo antifascista di "Giustizia e Libertà" e collabora, con lo pseudonimo di Emiliano, agli omonimi quaderni che Carlo Rosselli pubblica a Parigi.
Nel maggio del 1935, denunciato dall’agente dell’OVRA Dino Segre (noto, col nome di scrittore, come Pitigrilli), Foa è arrestato con altri sei antifascisti e deferito al Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Quei giudici - considerando un’aggravante che egli, in alcuni articoli economici, avesse chiarito che, sotto lo schema corporativo del regime fascista, in realtà si celava la subordinazione dello Stato ai grandi gruppi di potere finanziari e industriali – furono con Foa particolarmente duri. Lo condannarono infatti a quindici anni di carcere. Era il febbraio del 1936 e il giovane antifascista passò otto anni nelle celle dei penitenziari di Roma, Civitavecchia e Castelfranco Emilia. Fu scarcerato dopo la caduta di Mussolini, ma occorsero gli scioperi di Milano e Torino e le pressioni dei commissari delle Confederazioni sindacali, Buozzi e Roveda, su Badoglio, prima che il governo del generale lasciasse tornare in libertà Foa e gli altri antifascisti. Così Foa passa, dal carcere, all’illegalità nella Resistenza.
Rappresentante del Partito d’Azione nel CLN del Piemonte, rappresenta poi il suo partito nel Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, occupandosi tra l’altro, della stampa clandestina e scrivendo di riforme economiche e sociali e di democrazia operaia. Dopo la Liberazione, è membro della Direzione del PdA e deputato alla Costituente, dando un determinante contributo alla stesura degli art. 39 e 40 della Costituzione, sulla libertà di organizzazione sindacale e sul diritto di sciopero.
Nel 1948 entra nella CGIL con incarichi di direzione all’Ufficio economico. Deputato socialista per tre legislature, nel 1955 Vittorio Foa diventa segretario nazionale della FIOM. Due anni dopo entra nella Segreteria della CGIL.
E’ nel 1970 che Foa decide di lasciare gli incarichi sindacali, per dedicarsi agli studi. Insegna Storia contemporanea nelle Università di Modena e di Torino, ma non si estrania dalla vita politica. Dal 1987 al 1992 è senatore, eletto nelle liste del PCI e poi del PDS come indipendente. Tra i suoi tanti scritti vale ricordare: La cultura della CGIL-Scritti e interventi 1950-1970 del 1984, Il Cavallo e la Torre. Riflessioni su una vita del 1991, Questo Novecento del 1996, Lettere della giovinezza. Dal carcere 1935-1943 del 1998.
Negli ultimi anni Foa ha stabilito il suo domicilio in provincia di Latina, a Formia, con Sesa Tatò, che ha sposato dopo che per molti anni è stata sua compagna. L’11 agosto del 1998, il Consiglio comunale di Formia ha conferito, all’unanimità, a Vittorio Foa la cittadinanza onoraria "per meriti civili e culturali".
La notizia della morte di Vittorio Foa è stata data, d’intesa con la famiglia, dal segretario del Partito democratico Walter Veltroni. «È un immenso dolore per noi, per il popolo italiano, è un immenso dolore per gli italiani che credono nei valori di democrazia e libertà, per l’Italia che lavora, per il sindacato a cui Vittorio Foa ha dedicato la parte più importante della sua vita», ha dichiarato Veltroni in una nota. «È un dolore per me personalmente perchè Vittorio Foa incarnava ai miei occhi il modello del militante della democrazia, un uomo con una meravigliosa storia di sofferenza, di lotta e di speranza, un uomo della sinistra e della democrazia, mosso da un ottimismo contagioso e da un elevatissimo disinteresse personale», ha sottolineato ancora. «A Sesa, ai figli ci stringiamo con affetto. Penso che tutto il paese senta Vittorio Foa come uno dei suoi figli migliori», ha concluso il segretario del Pd.
Del cordoglio del paese si è fatto interprete il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Partecipo con profonda commozione personale al generale cordoglio per la scomparsa di Vittorio Foa. Egli è stato senza alcun dubbio una delle figure di maggiore integrità e spessore intellettuale e morale della politica e del sindacalismo italiano del Novecento. La sua dedizione alla causa della libertà, cui pagò da giovanissimo un duro prezzo nelle carceri fasciste, la sua partecipazione alla Resistenza, il suo appassionato e illuminato impegno nell’Assemblea Costituente e nel Parlamento repubblicano, la sua piena identificazione – da combattivo dirigente della CGIL e da studioso – con il mondo del lavoro, gli hanno garantito un posto d’onore nella storia dell’Italia repubblicana. Egli ha dato prove esemplari del suo disinteresse e del suo rigore e ha vissuto i suoi ultimi anni con riserbo e sobrietà, rompendo in rare occasioni il silenzio per trasmettere messaggi sempre lucidissimi di fede nei valori democratici e costituzionali. Anche per il lungo rapporto di fraterna amicizia e di vivissima stima che a lui mi ha legato, mi associo con affetto al dolore dei famigliari e di quanti gli sono stati più vicini".
A sua volta Vannino Chiti, vice presidente del Senato, ha affermato: “A Foa abbiamo guardato come ad un esempio luminoso”…” alla sua lucidità di pensiero, alla sua vita esemplare colma di battaglie in difesa della democrazia e della pace, dei valori fondanti della Repubblica e della Costituzione, del lavoro e della giustizia sociale”. Gianfranco Rotondi – ministro per l’Attuazione del programma - ha a sua volta affermato: “E’ un giorno di lutto per l’Italia. Se ne va uno degli uomini che hanno segnato la storia culturale della sinistra nel nostro Paese”.

www.anpi.it

Martedì, 21 Ottobre, 2008 - 11:17

L'acqua non è una merce , ma un diritto di tutti

L'acqua non è una merce , ma un diritto di tutti.

Segnalo l'interessante articolo di Emilio Molinari apparso sull'Unità di oggi sulla privatizzazione dell'acqua

Martedì, 21 Ottobre, 2008 - 10:31

Milano capitale della mafia - di Gianni Barbacetto

A CENTO PASSI
DAL MUNICIPIO
Milano capitale della mafia
di Gianni Barbacetto - 9 ottobre 2008
I boss stanno a cento passi da Palazzo Marino, dove il sindaco di Milano Letizia Moratti lavora e prepara l’Expo 2015. O li hanno già fatti, quei cento passi che li separano dal palazzo della politica e dell’amministrazione? Certo li hanno fatti nell’hinterland e in altri centri della Lombardia, dove sono già entrati nei municipi.
Comunque, a Milano e fuori, hanno già stretto buoni rapporti con gli uomini dei partiti.
«Milano è la vera capitale della ’Ndrangheta», assicura uno che se ne intende, il magistrato calabrese Vincenzo Macrì, della Direzione nazionale antimafia. Ma anche Cosa nostra e Camorra si danno fare sotto la Madonnina. E la politica? Non crede, non vede, non sente. Quando parla, nega che la mafia ci sia, a Milano. Ha rifiutato, finora, di creare una commissione di controllo sugli appalti dell’Expo. Eppure le grandi manovre criminali sono già cominciate.
Ne sa qualcosa Vincenzo Giudice, Forza Italia, consigliere comunale di Milano, presidente della Zincar, società partecipata dal Comune, che è stato avvicinato da Giovanni Cinque, esponente di spicco della cosca calabrese degli Arena. Incontri, riunioni, brindisi, cene elettorali, in cui sono stati coinvolti anche Paolo Galli, Forza Italia, presidente dell’Aler, l’azienda per l’edilizia popolare di Varese. E Massimiliano Carioni, Forza Italia, assessore all’edilizia di Somma Lombardo, che il 14 aprile 2008 è eletto alla Provincia di Varese con oltre 4 mila voti: un successo che fa guadagnare a Carioni il posto di capogruppo del Pdl nell’assemblea provinciale. Ma è Cinque, il boss, che se ne assume (immotivatamente?) il merito, dopo aver mobilitato in campagna elettorale la comunità calabrese.
Ne sa qualcosa anche Loris Cereda, Forza Italia, sindaco di Buccinasco (detta Platì 2), che non trova niente di strano nell’ammettere che riceveva in municipio, il figlio del boss Domenico Barbaro. Lui, detto l’Australiano, aveva cominciato la carriera negli anni 70 con i sequestri di persona e il traffico di droga. I suoi figli, Salvatore e Rosario, sono trentenni efficienti e dinamici, si sono ripuliti un po’, hanno studiato, sono diventati imprenditori, fanno affari, vincono appalti. Settore preferito: edilizia, movimento terra. Ma hanno alle spalle la ’ndrina del padre. Cercano di non usare più le armi, ma le tengono sempre pronte (come dimostrano alcuni bazooka trovati a Buccinasco). Non fanno sparare i killer, ma li allevano e li allenano, nel caso debbano servire. Salvatore e Rosario, la seconda generazione, sono arrestati a Milano il 10 luglio 2008. Eppure il sindaco Cereda non prova alcun imbarazzo.
Ne sa qualcosa anche Alessandro Colucci, Forza Italia, consigliere regionale della Lombardia. «Abbiamo un amico in Regione», dicevano riferendosi a lui due mafiosi (intercettati) della cosca di Africo, guidata dal vecchio patriarca Giuseppe Morabito detto il Tiradritto. A guidare gli affari, però, è ormai il rampollo della famiglia, Salvatore Morabito, classe 1968, affari all’Ortomercato e night club («For a King») aperto dentro gli edifici della Sogemi, la società comunale che gestisce i mercati generali di Milano. È lui in persona a partecipare a una cena elettorale in onore dell’«amico» Colucci, grigliata mista e frittura, al Gianat, ristorante di pesce. Appena in tempo: nel maggio 2007 viene arrestato nel corso di un’operazione antimafia, undici le società coinvolte, 220 i chili di cocaina sequestrati.
Ne sa qualcosa anche Emilio Santomauro, An poi passato all’Udc, due volte consigliere comunale a Milano, ex presidente della commissione urbanistica di Palazzo Marino ed ex presidente della Sogemi: oggi è sotto processo con l’accusa di aver fatto da prestanome a uomini del clan Guida, camorristi con ottimi affari a Milano. Indagato per tentata corruzione nella stessa inchiesta è Francesco De Luca, Forza Italia poi passato alla Dc di Rotondi, oggi deputato della Repubblica: a lui un’avvocatessa milanese ha chiesto di darsi da fare per «aggiustare» in Cassazione un processo ai Guida.
Ne sa qualcosa, naturalmente, anche Marcello Dell’Utri, inventore di Forza Italia e senatore Pdl eletto a Milano. La condanna in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa si riferisce ai suoi rapporti con Cosa nostra, presso cui era, secondo la sentenza, ambasciatore per conto di «un noto imprenditore milanese». Ma ora una nuova inchiesta indaga anche sui suoi rapporti con la ’Ndrangheta: un altro imprenditore, Aldo Miccichè, trasferitosi in Venezuela dopo aver collezionato in Italia condanne a 25 anni per truffa e bancarotta, lo aveva messo in contatto con la famiglia Piromalli, che chiedeva aiuto per alleggerire il regime carcerario al patriarca della cosca, Giuseppe, in cella da anni. Alla vigilia delle elezioni, Miccichè prometteva a Dell’Utri un bel pacchetto di voti, ma chiedeva anche il conferimento di una funzione consolare, con rilascio di passaporto diplomatico, al figlio del boss, Antonio Piromalli, classe 1972, imprenditore nel settore ortofrutticolo con sede dell’azienda all’Ortomercato di Milano. Sentiva il fiato degli investigatori sul collo, Antonio. Infatti è arrestato a Milano il 23 luglio, di ritorno da un viaggio d’affari a New York. È accusato di essere uno dei protagonisti della faida tra i Piromalli e i Molè, in guerra per il controllo degli appalti nel porto di Gioia Tauro e dell’autostrada Salerno-Reggio.
Qualcuno si è allarmato per questa lunga serie di relazioni pericolose tra uomini della politica e uomini delle cosche? No. A Milano l’emergenza è quella dei rom. O dei furti e scippi (che pure le statistiche indicano in calo). La mafia a Milano non esiste, come diceva già negli anni Ottanta il sindaco Paolo Pillitteri. Che importa che la cronaca, nerissima, della regione più ricca d’Italia metta in fila scene degne di Gomorra?
A Besnate, nei pressi di Varese, a luglio il capo dell’ufficio tecnico del Comune è stato accoltellato davanti al municipio e si è trascinato, ferito, fin dentro l’ufficio dell’anagrafe, lasciando una scia di sangue sulle scale. Una settimana prima, una bottiglia molotov aveva incendiato l’auto del dirigente dell’ufficio tecnico di un Comune vicino, Lonate Pozzolo. Negli anni scorsi, proprio tra Lonate e Ferno, paesoni sospesi tra boschi, superstrade e centri commerciali, sono state ammazzate quattro persone di origine calabrese. Giuseppe Russo, 28 anni, è stato freddato mentre stava giocando a videopoker in un bar: un killer con il casco in testa, appena sceso da una moto, gli ha scaricato addosso quattro colpi di pistola. Alfonso Muraro è stato invece crivellato di colpi mentre passeggiava nella via principale del suo paese affollata di gente. Francesco Muraro, suo parente, un paio d’anni prima era stato ucciso e poi bruciato insieme alla sua auto.
L’ultimo cadavere è stato trovato la mattina di sabato 27 settembre in un prato di San Giorgio su Legnano, a nordovest di Milano: Cataldo Aloisio, 34 anni, aveva un foro di pistola che dalla bocca arrivava alla nuca. A 200 metri dal cadavere, la nebbiolina di primo autunno lasciava intravedere il cimitero del paese, in cui riposa finalmente in pace, benché con la faccia spappolata, Carmelo Novella, che il 15 luglio scorso era stato ammazzato in un bar di San Vittore Olona con tre colpi di pistola in pieno viso.
Milano, Lombardia, Nord Italia. È solo cronaca nera? No, Gomorra è già qua. Ma i politici, gli imprenditori, la business community, gli intellettuali, i cittadini non se ne sono ancora accorti.

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