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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Sabato, 1 Marzo, 2008 - 19:10

11 mila coppie civili con diritti a Pescara

PESCARA. UNIONI CIVILI, IL REGISTRO è PER 11MILA COPPIE
Rifondazione: «La città punta al futuro». Il Pdl: «No, è un’offesa ai cattolici»
venerdì 29 febbraio 2008

www.gaynews.it

di Lalla D’Ignazio

Acerbo: la sinistra ha vinto la battaglia in piena autonomia Melilla: no alle crociate

PESCARA. Dunque è fatta: entro un mese le undicimila coppie di fatto censite a Pescara avranno l’ufficio comunale dove recarsi per iscriversi al registro delle unioni civili istituito nell’ultimo assemblea civica. Basterà che convivano da un anno almeno, e che questo sia provato dalla residenza anagrafica, e uomini e donne che non vogliono sposarsi e gay, lesbiche e transessuali che non possono farlo avranno, volendo, alcuni dei diritti che il matrimonio garantisce.

Eterosessuali così come omosessuali conviventi potranno subentrare, in caso di morte del compagno o della compagna nella titolarità dell’alloggio popolare; godere di sgravi sulle imposte comunali, come Ici e Tarsu, al pari di famiglie con identico reddito. Perderanno i benefici se non vivranno più insieme. Tutto qui quello che stabilisce la delibera votata, a sorpresa e in extremis, da un manipolo di consiglieri incuranti dell’esodo dall’aula, dell’opposizione prima e di parte della maggioranza poi, che ha caratterizzato il finale di consiliatura targata D’Alfonso e la discussione sulle unioni civili: 14 i presenti, 10 i favorevoli 4 i contrari. Pochi, ma sufficienti a rompere il muro che dalla presentazione della proposta, - fatta due anni fa da Maurizio Acerbo e Viola Arcuri del Prc, con Fausto Di Nisio dell’Italia dei Valori, e Carlo Sprecacenere, del Psdi - si era alzato sui registri. La loro istituzione, come l’approvazione del consiglio, è un atto più che altro di forte valenza simbolica. E le reazioni, sul primo e sul secondo aspetto, ne sono la prova. «Si parla tanto di innovazione, bene: questo è nuovo», osserva Acerbo, «degno di una città che punta sull’intelligenza, sul futuro, sullo sviluppo compatibile. Un alto grado di tolleranza è indice di una città competitiva, come Pescara vuole essere, come ripetono amministratori e politici di ogni schieramento. E non si costruisce una città europea con scelte bigotte. Questa vittoria», incalza il rappresentante della Sinistra Arcobaleno, «significa anche che c’è bisogno di una sinistra autonoma, sfata un luogo comune e dimostra che si può stare nella maggioranza, come noi siamo stati in questi 5 anni, e condurre battaglie con determinazione e senza mercanteggiare sulla propria autonomia. Certo, in questi anni non abbiamo fatto assumere nessuno “per favore”, e ce ne scusiamo», ironizza, «ma la nostra forza sta nell’avere le mani libere». Questo vuol dire che non farete alleanze con il Pd alle comunali? «Siamo orientati per presentarci in autonomia al primo turno», risponde Acerbo, «anche perché non vedo il rischio di una vittoria della destra. Ma decideremo in accordo con tutte le forze che compongono la Sinistra Arcobaleno».

I Verdi abruzzesi «plaudono» all’istituzione del registro: «Una battaglia lunga quella portata avanti dalla Sinistra Arcobaleno e da alcuni componenti il Pd in Comune», affermano in una nota, «l’epilogo positivo porta la città adriatica tra quelle più illuminate d’Italia».

Una «conquista importante», la definisce il presidente del consiglio comunale Gianni Melilla. «Non dobbiamo alzare steccati tra laici e cattolici o fare crociate», aggiunge, «ma riflettere sui diritti e cercare di adeguarci a una legislazione viva in molti Paesi europei». «Quell’albo rappresenta un’offesa per il mondo cattolico», tuona invece il candidato sindaco per il Pdl Luigi Albore Mascia. «La nostra coalizione ha sempre visto come principio cardine della società la famiglia intesa come unione naturale di uomo e donna. Il nostro programma prevederà l’abolizione di tale registro».

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 - 01:12

rischi ambientali e per la salute Via Feltrinelli 16

Consiglio di Zona 4                     
             Gruppi consiliari Comunisti italiani, Rifondazione Comunista, Uniti con Dario Fo, Verdi                                                                                                                                                                   
INTERROGAZIONE
Alla cortese att.ne:

 
-          ing. Giovanni Verga- Assessore alla Casa del Comune di Milano
(sua sede)
-          dott. Edoardo Croci – Assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente del Comune di Milano
      (sua sede)
-          dott. Giampaolo Landi di Chiavenna, Assessore alla Salute del Comune di Milano
(sua sede)
-          ARPA Regione Lombardia
       viale Restelli, 3/1 – 20124 Milano
-          ASL Città Milano U.O. territoriale di Zona 4 Igiene e Sanità Pubblica
      via Oglio 18 – 20139 Milano
-          Direzione Centrale Polizia Municipale
      via Beccaria 19 – 20100 Milano
-          Comando di Polizia Municipale Zona 4
      via Oglio, 18 – 20139 Milano
-          dott. Paolo Zanichelli, Presidente del Consiglio di Zona 4
      via Oglio, 18 – 20139 Milano
 
Oggetto: rischi ambientali e per la salute degli abitanti presso gli stabili di via Feltrinelli 16 - Milano
 
Gli edifici di proprietà comunale di via Feltrinelli al civico 16 sono da giorni oggetto di attenzione da parte degli organi di stampa e di informazione televisiva, grazie all’iniziativa di denuncia dei loro abitanti.
Il problema più grave denunciato è relativo al rivestimento in amianto delle pareti esterne agli stabili, costruiti nei primi anni ’80 e residenza per 151 famiglie.
 
Vi sono poi altre possibili minacce alla sicurezza e alla salute collettiva, data la struttura degli edifici e la funzionalità degli impianti, e un contesto ambientale sfavorevole, visto l’isolamento degli edifici, la prossimità della tangenziale e la vicina presenza di antenne di telefonia mobile.
 
Oggi si contano una decina di malati per varie forme tumorali e otto morti si sono registrati negli ultimi anni per queste cause: dati anomali e molto allarmanti che chiedono una precisa e tempestiva verifica dei rischi presenti.
 
Chiediamo quindi agli Assessorati in indirizzo se sia stata prodotta la prescritta denuncia all’ASL competente della presenza di amianto;
 
Chiediamo inoltre agli Assessorati e agli Enti in indirizzo di conoscere:
-          quali accertamenti siano stati finora eseguiti sul posto nell’ambito delle rispettive competenze e responsabilità e quali esiti hanno avuto.
-          quali azioni sono già in programma per misurare il grado di pericolosità presente.
 
Si richiede infine di voler attivare nell’area ogni verifica nell’ambito delle rispettive competenze volta a chiarire natura ed entità dei rischi ambientali e per la salute degli abitanti.
Si attende dagli Assessorati risposta scritta ai sensi dell’art. 30 del vigente Regolamento del Decentramento.
 
                                                                                                                                  Milano, 15 febbraio 2007                
I consiglieri di Zona 4                                                                                            
 
Franz Brunacci (PRC), Massimo Gentili (PdCI), Alessandro Rizzo (Uniti con Dario Fo), PierAngelo Tosi (Verdi)

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 - 01:10

Audizione Presidente SoGeMi, Roberto Predolin in commissione

 
 
c.a della Presidenza della Commissione Consiliare Nr 09  ATTIVITA' PRODUTTIVE - COMMERCIO - MODA - TURISMO - MARKETING TERRITORIALE;
dell’Assessorato Attività Produttive e Commercio del Comune di Milano;
del Settore Attività Produttive e Commercio del Comune di Milano;
della Commissione Commercio del Consiglio di Zona 4
 
 
 
Oggetto: audizione in commissione consiliare comunale ATTIVITA' PRODUTTIVE - COMMERCIO - MODA - TURISMO - MARKETING TERRITORIALE del Presidente della SoGeMI, Roberto Predolin
 
considerato che
 
martedì 12 febbraio si è tenuta in Consiglio Comunale la Commissione ATTIVITA' PRODUTTIVE - COMMERCIO - MODA - TURISMO - MARKETING TERRITORIALE avente come unico punto all’ordine del giorno, quindi tematica, la questione della sicurezza alla SOGEMI
 
visto che
 
il presente Consiglio di Zona ha affrontato il tema con la presenza dello stesso presidente Predolin per garantire un’approfondita analisi dello stato attuale della sicurezza sociale e sui luoghi di lavoro presso la SoGEMI e i locali rispettivi dell’Ortomercato, affrontando anche la questione concernente l’aumento della struttura dei servizi attuale attraverso il progetto “La città del Gusto”,
 
constatato
 
che la commissione congiunta sicurezza e commercio in Consiglio di Zona 4 era stata indetta in base alle ripetute richieste e interrogazioni formulate da diversi colleghi e, in particolare, quella del sottoscritto, dove veniva sottolineata l’urgenza di predisporre un sopralluogo che potesse analizzare lo stato di degrado, presenze di illegalità diffusa e di gravi condizioni in termini di sicurezza e di igiene a cui sono sottoposti alcuni dipendenti della struttura, come è avvallato da diverse denunce emesse da sindacalisti impiegati e dalla mobilitazione che si è avuta a fine ottobre davanti all’Ortomercato
 
 
rilevato inoltre
 
che in data 31 gennaio è stato effettuato un blitz della guardia di finanza all'ortomercato, testimoniando e provando che esiste e persiste ancora una vasta condizione di lavoro nero predisposto per il carico e lo scarico merci
 
si chiede
 
- alla luce degli eventi e dei fatti da poco accaduti, quale siano gli strumenti e i provvedimenti urgenti presi dalla direzione amministrativa e dalla presidenza della società SOGEMI per fronteggiare e prevenire questo stato permanente e diffuso di illegalità, soprattutto nell’ambito del lavoro nero e non contrattualizzato;
- quali siano stati gli elementi discussi e apportati nel corso dell’audizione del Presidente della SOGEMI, Roberto Predolin, durante i lavori della Commissione destinataria della presente interrogazione;
- di provvedere a indire una commissione commercio finalizzata a realizzare un sopralluogo utile a rilevare lo stato attuale della situazione, in tutte le sue componenti, estendendo l’invito a un direttore del settore commercio del Comune di Milano.
 
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 - 01:10

Regolamento imposta su pubblicità

 
 
c.a della Presidenza della  Commissione Consiliare Nr 06  ARREDO URBANO - AREE VERDI - PARCHI E GIARDINI - DECORO E PUBBLICITA' del Comune di Milano;
dell’ Assessorato Arredo Urbano del Comune di Milano;
del Settore Arredo Urbano del Comune di Milano;
della Commissione Territorio del Consiglio di Zona 4
 
 
 
Oggetto: maggiori informazioni concernenti il Regolamento comunale sulla pubblicità e applicazione del diritto e dell'Imposta sulla Pubblicità
 
considerato che
 
in data Venerdì 8 febbraio è stata indetta una riunione di Commissione Consiliare Nr 06  ARREDO URBANO - AREE VERDI - PARCHI E GIARDINI - DECORO E PUBBLICITA' del Comune di Milano, presieduta dal consigliere Fabrizio Di Pasquale, avente come punto unico all’ordine del giorno “Regolamento comunale sulla pubblicità e applicazione del diritto e dell'Imposta sulla Pubblicità”
 
visto di fatto
 
che durante la riunione di commissione, come previsto in ordine del giorno era posta l’audizione del Soprintendente dei beni architettonici dott. Alberto Artioli, dei componenti della Commissione Edilizia esperti in vincoli ambientali e dei rappresentanti dell'Unione Commercianti
 
constatata
 
la presenza di una superfetazione di insegne pubblicitarie anche nel territorio della circoscrizione e l’esigenza di apporre dei limiti a questo aumento esponenziale utile a riportare un minimo di tutela del paesaggio
 
rilevata
 
l’esigenza di garantire spazi di promozione e di comunicazione sociale alle associazioni, agli Enti Istituzionali circoscrizionali, ai Comitati e alle realtà pubbliche e collettive, oggi fortemente ristretti, spesso non esistenti, tanto da vincolare i suddetti soggetti ad apporre le proprie comunicazioni in zone e luoghi non legittimi, essendo, di seguito, per violazione, soggetti a misure penali amministrative gravose nella loro entità
 
 
si chiede
 
- alla Presidenza della Commissione consiliare ARREDO URBANO - AREE VERDI - PARCHI E GIARDINI - DECORO E PUBBLICITA' del Comune di Milano quali siano stati i punti sollevati in riunione durante l’audizione dei rispettivi invitati e quali saranno i provvedimenti e le proposte inerenti il “Regolamento comunale sulla pubblicità e applicazione del diritto e dell'Imposta sulla Pubblicità”;
- all’Assessorato Arredo Urbano di Milano, sulla base della mozione già deliberata e presentata dalla consigliera Patrizia Quartieri e dal Consigliere Giuseppe Landonio, riguardante l’ampliamento e la costituzione di spazi di comunicazione pubblica e sociale, se sono state previste misure utili a rendere attuativa la proposta stessa deliberata, coinvolgendo in primis le strutture istituzionali locali e circoscrizionali nel monitoraggio degli appositi luoghi dove collocare gli spazi.
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 - 01:09

progetto integrazione alunn* stranieri scuole infanzia

 
 
c.a dell’Assessorato all’ Educazione del Comune di Milano;
del Settore Educazione del Comune di Milano;
della Presidenza della Commissione Consiliare Nr 17  EDUCAZIONE - SERVIZI ALL'INFANZIA del Comune di Milano;
della Commissione Educazione del Consiglio di Zona 4
 
 
 
Oggetto: maggiori informazioni concernenti il progetto di integrazione alunne e alunni stranieri nelle scuole dell’infanzia
 
considerato che
 
in data Venerdì 8 febbraio è stata indetta una riunione di commissione EDUCAZIONE - SERVIZI ALL'INFANZIA del Comune di Milano, presieduta dal consigliere Paolo Massari, avente come punto unico all’ordine del giorno “integrazione alunni stranieri”
 
vista di fatto
 
l’importanza e l’interessante questione di cui all’ordine del giorno della commissione tematica e vista la necessità di attivare un piano che assicuri una maggiore possibilità delle alunne e degli alunni stranieri di frequentare stabilmente e con continuità le nostre strutture educative, nei principi del rispetto delle reciproche culture e di promozione della pluralità e del confronto tra le medesime
 
constato
 
l’aumento demografico, indicato nelle ultime stime delle ricerche dell’ISTAT e dell’IRES, derivante dalla presenza di nascite di figlie e di figli stranieri presenti e residenti in Italia e a Milano, in specifico
 
si chiede
 
- alla Presidenza della Commissione consiliare Educazione e Servizi dell’infanzia quali siano stati i punti sollevati in riunione e quali saranno i provvedimenti e le proposte di intervento funzionali a garantire una giusta e partecipata “integrazione degli alunni stranieri”;
- all’Assessorato Educazione del Comune di Milano se si è previsto a elaborare, in fase precedente all’indizione della stessa commissione, una proposta su cui discutere, provvedendo a coinvolgere nella fase elaborativa della medesima e attuativa, in seconda istanza, le istanze consiliari locali e circoscrizionali di Milano, unici soggetti proponibili per una funzione di monitoraggio dei bisogni e delle necessità reali;
- alla Commissione Educazione del Consiglio di Zona 4 a provvedere, in merito al principio palesato nell’ultima fase programmatica della commissione stessa, nello spirito di collaborazione, a indire una riunione di commissione con all’ordine del giorno il punto già analizzato nella corrispettiva commissione consiliare comunale, invitando alla riunione stessa un direttore del settore competente in materia.
 
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 - 01:08

Servizi all'infanzia e accesso bambin* extracomunitari asili nido

 
 
c.a dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano;
del Settore Politiche Sociali del Comune di Milano;
della Presidenza della Commissione Consiliare Nr 13  POLITICHE SOCIALI del Comune di Milano;
della Commissione Politiche Sociali del Consiglio di Zona 4
 
 
 
Oggetto: maggiori informazioni concernenti i Servizi all'infanzia, con particolare riguardo all'accesso nei nidi dei bambini extracomunitari
 
considerato che
 
in data Mercoledì 13 Febbraio è stata indetta una riunione di commissione Nr 13  POLITICHE SOCIALI del Comune di Milano, presieduta dal Consigliere Aldo Brandirali, avente come punto unico all’ordine del giorno “Servizi all'infanzia, con particolare riguardo all'accesso nei nidi dei bambini extracomunitari”
 
vista di fatto
 
la circolare emessa dall’assessorato all’educazione che limita l’accesso alle figlie e ai figli di genitori extracomunitari non aventi il permesso di soggiorno per diversi motivi
 
constata
 
l’opposizione e la critica di tale disposizione pervenuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, da autorità internazionali per aperta violazione dei principi espressi nel Trattato dei Diritti dell’infanzia, dove è assicurato l’accesso plurale e universale alle bambine e ai bambini, senza pregiudiziali, a ogni ordine e grado di livello formativo ed educativo
 
si chiede
 
- alla Presidenza della Commissione consiliare Politiche Sociali quali siano stati i punti discussi in riunione e quali sono stati, se esaminati e analizzati, i provvedimenti e le proposte utili e indirizzati a garantire l’accesso dei bambini extracomunitari nei nidi;
- all’Assessorato Politiche Sociali del Comune di Milano se è prevista una revisione della circolare, in forte contrasto con le norme internazionali garanti dei diritti universali delle bambine e dei bambini, nonché quali siano le misure predisposte per fare fronte alla domanda sempre più numerosa di iscrizioni di bambine e di bambini all’asilo nido e, in generale, il piano complessivo concernente l’accesso generale di questa categoria di bambine e bambini allo stesso ordine e grado di educazione;
- al Settore Politiche Sociali del Comune di Milano se sono previste misure che possano prevedere eccezioni alla predisposizione prevista in circolare nella fase attuativa della stessa in caso di una sua permanenza in vigenza.
 
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 - 01:06

Stato attuale di attuazione dell'estensione dell'Open Source

 
 
c.a dell’Assessorato alle Infrastrutture del Comune di Milano;
dell’Assessorato alla Ricerca, Innovazione, Capitale Umano del Comune di Milano;
del Settore Infrastrutture del Comune di Milano;
del Settore Innovazione del Comune di Milano
 
 
 
Oggetto: richiesta riguardante lo stato di attuazione del progetto di adozione nei settori della pubblica amministrazione del Comune di Milano della piattaforma open source
 
considerata
 
la mozione presentata dal sottoscritto e deliberata all’unanimità avente come titolazione
“UTILIZZO DEL SOFTWARE OPEN SOURCE (OSS) NELL’AMBITO DEL DECENTRAMENTO SETTORE ZONA 4”, volto e funzionale a utilizzare il software open source presso il settore decentramento di zona 4, introducendo da subito sui P.C. l’utilizzo di software alternativi agli applicativi più diffusi e valutando nel contempo la possibilità tecnica (compatibilità hardware) di aggiornare il vecchio hardware con sistemi operativi open source di comprovata sicurezza (quale Linux), prevedendo soprattutto per quelle apparecchiature utilizzate all’interno della struttura comunale come semplici terminali di rete sistemi operativi aperti e browser analoghi;
 
nella stessa delibera si precisa che
 
 
i conseguenti futuri risparmi sui costi delle licenze dei software venissero utilizzati nel settore al finanziamento di corsi di formazione del personale funzionali a fornire le conoscenze opportune e fondamentali per la gestione e l’utilizzo della nuova tipologia di software impiegato
 
constato
 
che in alcuni settori del Comune di Milano sono già avviate piattaforma sperimentali di conversione dei sistemi applicativi software tradizionali con sistemi open source (OS) di vario genere e tipologia, e che tali introduzioni hanno garantito l’abbattimento di costi notevoli annuali predisposti per aggiornamenti dei sistemi operativi
 
si chiede
 
- ai settori destinatari della presente e all’assessorato di competenza a quale stadio attuale il progetto di sostituzione complessivo in favore dell’adozione di piattaforma software open source(OS) sia giunto;
- se è prevista nel settore del decentramento di nostra competenza l’attuazione di tale progetto di conversione, che permetterebbe di risparmiare notevoli fondi utili, poi, a essere convertiti per finanziare corsi di aggiornamento e di formazione dei dipendenti pubblici per l’utilizzo completo e consapevole del nuovo sistema operativo;
- se tale provvedimento possa essere applicato anche in settori dove è presente un utilizzo della rete da parte del pubblico, in primis le biblioteche civiche e i centri di aggregazione multifunzionale, rendendo destinabili i fondi stessi, derivanti dal risparmio notevole per l’adozione del nuovo sistema operativo, per assemblee e incontri pubblici volti a formare la cittadinanza stessa e il pubblico riguardo all’utilizzo della piattaforma OS.
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 - 01:05

Interrogazione su misure e provvedimenti per sicurezza stradale

 
 
c.a dell’Assessorato alla mobilità e ai trasporti del Comune di Milano;
del Settore mobilità e ai trasporti del Comune di Milano;
della Commissione Trasporto e Mobilità del Consiglio di Zona 4 di Milano;
del Consiglio di Zona 4 e delle sue componenti
 
 
 
Oggetto: richiesta per maggiori informazioni riguardanti l’adozione di misure e provvedimenti con carattere di urgenza a tutela e salvaguardia della viabilità dei mezzi pubblici lungo le corsie preferenziali e funzionali a prevenire incidenti ulteriori per i conducenti e i passeggeri delle linee del trasporto pubblico interessate
 
La tragedia avutasi giovedì in Corso di Porta Vittoria ha visto un autobus della linea 60 collidere frontalmente con un tram della linea 12 con conseguenze drammatiche, contando 26 vittime, tra cui i conducenti in prognosi riservata, e una signora deceduta sul colpo, seduta dietro al guidatore dell’autobus. Il grave fatto non è stato casuale, ma conseguenza diretta di una grave violazione del Codice della Strada da parte di un automobilista di un SUV che ha invaso la corsia preferenziale, andando a urtare contro il mezzo pubblico che, a sua volta, sterzando, ha speronato il tram in arrivo dalla parte opposta.
Confidiamo, come da più parti auspicato, nella giustizia e nella magistratura affinché si faccia luce sulla dinamica del tragico evento e penalizzi il colpevole di tale drammatico avvenimento.
L’incidente, però, non è liquidabile come semplicemente causato dalla violazione del codice, ma deve indurre l’amministrazione comunale a prendere seriamente urgenti misure che facciano da reale deterrente al ripetersi di altri fatti luttuosi, come invitano le categorie sindacali dei trasporti, uniti nel valutare come critica la situazione in cui i lavoratori dell’ATM sono costretti a operare quotidianamente. In Consiglio Comunale si richiede, da parte di esponenti de L’Unione, ma non solo, una maggiore presenza di vigilanza urbana per le strade, reputando come insufficienti le telecamere poste per sorvegliare la giusta conduzione del traffico e il rispetto delle regole. Ci vogliono più persone stabili che possano garantire un’utile prevenzione di sinistri che possano sfociare in tragedie dalle irreversibili conseguenze, come quella di giovedì scorso. E’, questa, un’emergenza stradale che palesa ogni giorno un aumento di incidentalità, le cui vittime, spesso, sono pedoni passanti, ciclisti e passeggeri di automezzi pubblici, a causa di gravi e prevenibili infrazioni da parte di automobilisti. La presenza di SUV in pieno traffico cittadino determina un aumento esponenziale delle probabilità di arrecare danno e pregiudizio al trasporto pubblico e alla mobilità stradale in genere. Sarebbe opportuno, come suggerisce il consigliere Maurizio Baruffi, capogruppo dei VERDI in Consiglio Comunale, importare la misura adottata a Londra, facendo pagare il massimo pedaggio stradale ai SUV che entrano in città, la “congestion charge”.
 
si chiede
 
- all’assessorato Mobilità e Trasporti del Comune di Milano, quali misure si vogliano adottare con carattere di urgenza, alla luce di un ennesimo incidente che poteva essere evitato, se sono previsti provvedimenti utili e adeguati per salvaguardare e tutelare la viabilità lungo le corsie preferenziali, altamente presenti nel nostro territorio circoscrizionale, se tra le misure adottabili è stato preso in considerazione l’aumento del pedaggio stradale per i SUV e per i veicoli di grossa cilindrata, incompatibili con la viabilità cittadina ad alto tasso di passaggio pedonale e ciclistico;
 
si chiede, infine
 
se è previsto un maggiore dispiegamento di polizia locale lungo quei tratti critici, dove maggiore è la probabilità del verificarsi di incidenti e di sinistri a danno dei passeggeri e dei conducenti delle linee di trasporto pubblico.
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 15 Febbraio, 2008 - 02:57

Una tragedia in Porta Vittoria: perchè?

Profondo cordoglio esprimo per l'incidente che si è verificato oggi, alle 16,30 in Corso di Porta Vittoria a Milano. Cordoglio per la vittima, una signora di 52 anni, di San Benedetto del Tronto, che è morta sul colpo dell'impatto tra il bus della linea 60, dove sedeva dietro al conducente, ricoverato in gravissime condizioni, e il tram, il 12, che proveniva dal lato opposto. Il fatto non è casuale, ma è stata la conseguenza diretta di una deviazione di un suv svizzero, transitante nella corsia che fiancheggia quella preferenziale del Corso di Porta Vittoria. E', questo, esempio e testimonianza di come sia insicura la rete infrastrutturale dei trasporti pubblici, certamente non per negligenza dei conducenti, ma, bensì, per i pericoli che gli autoveicoli, soprattutto di grossa cilindrata, causano nei riguardi e ai danni dei passeggeri mezzi di trasporto pubblico e, spesso, di pedoni e ciclisti. Credo che sia necessario un maggiore controllo delle corsie preferenziali, del transito dei mezzi, della garanzia e tutela del loro passaggio incolume, del rispwetto e dell'osservanza delle regole basilari del codice stradale, spesso oggetto di gravi infrazioni da parte degli automobilisti.
Ventisei feriti, di cui gravissimi i rispettivi conducenti dei mezzi e una signora che ha perso una gamba nell'incidente. Un mezzo pubblico ha speronato letteralmente il tram, frontalmente: una scena di morte, dolore, sofferenza, panico, terrore e dramma si è profilato sotto le finestre del centrale corso: lamiere incartocciate, corpi feriti, grida di dolore e di richiesta di aiuto e soccorso.
La sindaca Moratti si è portata sul luogo appena avvenuto il fatto, lei dice per portare soccorso e aiuto alle persone. Confida, come noi tutte e tutti, nella magistratura che farà il suo corso, sperando che la giustizia sia fatta e che il colpevole di questo tragico evento sia punito conseguentemente. Il fatto più grave è che il vicesindaco, Decorato, abbia detto che questo non è un caso adducibile a un problema di viabilità ma che è solamente una grave infrazione del codice da parte di un guidatore di suv. Io credo che questo sia un fatto che, anzi, debba ascriversi all'assenza di controlli e di misure che possano prevenire accadimenti di questa portata drammatica. Quale piano di misure sono apportate dall'amministrazione comunale per fare fronte q eusto stato di cose che mette in pericolo conducenti e passeggeri? Ricordiamo quante volte si verificano casi analoghi, di varia portata e gravità, e che definiscono la rete infrastrutturale della viabilità dei mezzi pubblici come assolutamente inadeguata? Ricordiamo gli incidenti che vengono causati per infraazioni gravi del codice della strada a cui non si è riusciti a opporre un adeguato controllo preventivo volto a evitare il verificarsi dei sinistri singoli? Quali misure l'amministrazione è intenzionata a promuovere per rendere sicure le corsie di preferenza e protette da pericolose invadenze di autoveicoli di grossa cilindrata assolutamente devastanti nelle proprie conseguenze? Forse, gentile sindaca, non tutto dipende dalla Magistratura ma, bensì, occorrerebbe agire preventivamente affinchè non si verifichi un altro "14 febbraio".

Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Domenica, 10 Febbraio, 2008 - 14:03

Un futuro partecipato per la Galleria Vittorio Emanuele

Quale sarà il futuro della Galleria Vittorio Emanuele? Si apre un dibattito, come sempre da qualche anno a questa parte, dopo anni di non intervento pubblico e municipale in situazioni di diversa portata che si sono portate al tracollo definitivo, su quale destino si riserverà per questo storico salotto di Milano.
Un salotto che è diventato, però, terra allettante e interessante per business commerciali di vari privati che vedono in questo spazio occasioni di elargire affitti d'oro, oppure di cedere locali esistenti a soggetti più promettenti in termini di disponibilità di pagamento per l'acquisto di locali, oppure, infine, prodigiosi sigle e marchi multinazionali che si offrono a proprio piacimento come gli unici detentori di un lavoro di restaurazione della Galleria stessa corrispondendo questa disponibilità elargitiva con una presenza abbondante dello sponsor per tutta la Galleria, quasi diventasse un proprio e privato salone espositivo.
Mi viene in mente un caso che ha fatto scandalo in diverse occasioni: la vendita e la cessione dei locali della Libreria Reminder, fornita di diversi e preziosi libri interessanti, di vario genere, vario tipo, salotto culturale e incontro artistico per diverse persone, amanti della lettura, a un bar che, sotto l'osservanza del vincolo di destinare parte dei propri spazi ad attività tipiche di cafè letterario, esercita in modo totalmente privato un esercizio puramente commerciale, prevalentemente dedito alla ristorazione. Niente di male: ognuno fa i propri legittimi interessi commerciali. Ma i patti erano diversi e se il brocardo latino "pacta servanda sunt" non è ancora caduto in disuso, penso che si debba osservare coerentemente le regole che sono vincolative dell'atto di cessione, sia dell'affitto sia della proprietà del locale ceduto.
Si parla in amministrazione, precisamente l'assessorato al commercio e attività produttive Majolo d'intesa con la Camera di Commercio, della costituzione di una "fondazione partecipata" che garantisca una condivisione tra interessi dei commercianti, che sono riusciti a garantirsi il mantenimento degli affitti contro le possibilità, paventate dalla precedente giunta, di cedere gli affitti e le proprietà dei locali ad altri privati, una sorta di blocco della cessione degli affitti, e amministrazione comunale in una sorta di condivisione di regole e di comportamenti, di un codice regolamentativo della gestione collaborativa dello spazio. Posso essere concorde con questo tipo di procedura, soprattutto se si considerano esserci in Galleria luoghi che ormai sono storici e che rischiano di essere venduti o ceduti a terzi, in quanto per i due terzi degli esercizi commerciali è scaduto il contratto di affitto da tempo.
Si parla, giustamente di ritorno alla concezione di "salotto milanese", come sostiene la stessa assessora Majolo: più che propenso ad attivare percorsi che possano raggiungere questo obiettivo finale di rinascita culturale e civile della Galleria. Ma qualche anno fa l'Ottagono fu totalmente ceduto in affitto per alcuni mesi, quelli prossimi a periodo natalizio, con prezzi convenienti a un'installazione commerciale di Swaronsky, rendendo la Galleria ostaggio di un messaggio pubblicitario permanente, come fosse un salone open space espositivo della multinazionale dei gioielli e dei cristalli? Come si spiega il fatto che esista la possibilità che la restaurazione degli impiantiti consumati della Galleria sia affidata a una multinazionale tedesca con la liberatoria per quest'ultima di apporre in ogni dove all'interno della Galleria i marchi della propria produzione?
Io credo che sia giusto parlare di codice di comportamento, come sostiene l'amministrazione, ma mi domando da chi e come le regole saranno statuite e determinate, in quanto dipende dalle modalità di approvazione e discussione delle regole, di partecipazione alla definizione delle regole, il raggiungimento della finalità di rendere la Galleria un salotto milanese civicamente aperto. Ma perchè non rendere partecipi al tavolo di discussione delle regole del codice anche le associazioni e le realtà collettive, soprattutto culturali, che potrebbero, in turnazione, beneficiare dell'Ottagono per promuovere incontri ed eventi che siano aperti alla cittadinanza e che siano di diversa portata? Io penso a un Ottagono dove l'accesso alla cultura e al sapere possa essere reale, condiviso, concepito come utile e importante per l'universalità della cittadinanza. Sarebbe bello ritornare, per esempio, al Festival del Teatro di Strada, che aveva carattere europeo, internazionale, e che trovava a Milano a cavaliere tra gli anni 70 e gli anni 80 una propria sede naturale, culturale e annuale, molto frequentato. C'è bisogno di cultura, esiste un'alta domanda di cultura, di eventi artistici, da parte della cittadinanza: lo testimonia il fatto che Milano, come analizzato da una ricerca ultimamente elaborata da La Repubblica, vive un aumento cospicuo di pubblico, soprattutto appartenente a fasce generazionali più giovani, alle serate di spettacolo, con grande soddisfazione dei più grandi registi milanesi, da De Vita a De Capitani. La spiegazione è chiara: Milano ha realizzato una rete di teatri e di spettacoli artistici nell'ambito audiovisivo totalmente avanzato e sperimentale, fortemente innovativo, indipendente, creativo, a differenza di altre città, come Roma, dove le prime messe in scena non sono spesso inedite e autonome. Tant'è che si richiede da più parti di anticipare la seconda serata alle ore 21,30 per permettere un'equa distribuzione del pubblico su due fasce di orario possibili.
Ma perchè non rendere la Galleria realmente spazio pubblico condiviso, dove il commercio, l'amministrazione municipale, la cittadinanza, l'associazionismo e il mondo intellettuale e culturale, artistico, gli altri enti locali, Provincia e Regione, possano determinare un codice condiviso in senso plurale e possano stabilire un manifesto programmatico funzionale strumentale a rendere la Galleria un salotto civico universale e aperto?
Vogliamo cogliere questa sfida, come avvenuto in tante altre città europee, da Vienna a Parigi, da Berlino a Barcellona, dove gli spazi pubblici sono diventati luoghi di incontro civile e di convivenza culturale di alto spessore.
Io penso anche all'Ottagono come laboratorio permanente dove le associazioni attive in città possano testimoniare la possibilità di dare un'offerta alle nuove generazioni di artisti e di uomini di cultura, magari anche in collaborazione con il Conservatorio di Milano, la Scuola Civica del Cinema, l'Accademia delle Belle Arti, di poter sperimentare la propria creatività, mettendosi in gioco e in relazione con un percorso di cambiamento e di trasformazione del sostrato artistico e culturale della città che cresce.
Ottimo l'avere disposto l'Ottagono per accogliere eventi intenri alla programmazione di MI-TO: finalmente, passando per la Galleria, in settembre, avevo notato con entusiasmo performance musicali e concertistiche di alto valore e livello, con anche artisti giovani, di nuova formazione, sperimentali, e mi ero sinceramente galvanizzato dato che pensavo che l'Ottagono, fortunatamente, non sarebbe stato ostaggio dei soliti appuntamenti commerciali di esposizione di prodotti, come in un reality show di una televendita locale.
Da questo si può ripartire, non pensando solo al lato commerciale, che giustamente necessita di regole e di definizioni limitative di concessioni e cessioni che mettano in pericolo l'integrità civile della Galleria a favore di privati singoli e potenti. Si può ripartire con un senso collettivo di rendere la gestione della Galleria condivisa, rendendo partecipe la cittadinanza in tutte le sue componenti rappresentative: commerciale, culturale, universitaria, associazionistica e amministrativa, dal consiglio di zona competente per territorio, al Comune, alla Provincia, alla Regione. Solo così si può sperare di ripartire, insieme.

Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

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