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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Giovedì, 7 Ottobre, 2010 - 10:42

interrogazioni presentate in cdz 4 - 7 ottobre 2010


Allegato Descrizione
interrogazioni 7 ottobre.doc
78 KB
Mercoledì, 6 Ottobre, 2010 - 22:04

Diffida al Provveditore per il taglio dei docenti (soprattutto di sostegno)

Comunicato stampa

Siamo un gruppo di 34 mamme e papà di bambini con disabilità della scuola Primaria "Ferrante Aporti"  di Milano.
I nostri 17 figli hanno iniziato l'anno scolastico il 13 settembre e sono stati inseriti in classi con l’assegnazione di insegnanti di sostegno in numero  nettamente inferiore al bisogno “certificato”: 7 cattedre e mezzo contro le 15 richieste all’Ufficio Scolastico Provinciale dal Dirigente scolastico, sulla base della documentazione sanitaria e della programmazione educativa e didattica.

Esistono situazioni di disabilità molto diverse tra loro e il sostegno è richiesto alla “classe” e non al bambino. A nessun alunno con disabilità, neppure a quelli con attestazione di gravità, sono state assegnate le ore di sostegno richieste, comunque di gran lunga inferiori alle ore di tempo scuola (se ad ogni alunno con disabilità grave fosse affiancato un insegnante di sostegno, il supporto didattico sarebbe di 22 ore contro 40 ore di frequenza!).

A questi massicci tagli di sostegno si aggiungono le ore di compresenza venute meno in tutte le scuole, comprese la nostra, con la “riforma”:  maestre che, da sole, oltre a non poter più svolgere le normali attività di laboratori e uscite, non possono certo affiancare gli alunni più fragili e svantaggiati.

 

Abbiamo inoltrato una diffida il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, sulla base della sentenza della Corte Costituzionale n.80/2010, che ha dichiarato incostituzionale il tetto al numero degli insegnanti di sostegno, ribadendo che il criterio di assegnazione delle ore di sostegno deve essere fondato sulle “effettive esigenze rilevate” caso per caso.

Ad oggi l’Ufficio Scolastico Regionale non ci ha dato risposta. Ci sentiamo discriminati: non è giusto che i nostri figli siano inclusi solo se il bilancio del Ministero dell’Istruzione lo consente!

Il mancato riconoscimento del diritto all'educazione e all’istruzione dei nostri figli è un’aperta violazione degli artt 2, 3, 34, 38 della Costituzione, nonché della Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità e della Convenzione ONU dei diritti del fanciullo.

In una società, che si definisce civile, tali diritti inalienabili devono essere garantiti a tutti, nessuno escluso. Oggi, invece, noi genitori siamo costretti a lottare, anche in sede giudiziale, perché ai nostri figli siano riconosciuti dignità, rispetto e pari opportunità.

 

E' dovere di noi tutti creare i presupposti perché i bambini di oggi acquisiscano le capacità e competenze indispensabili a partecipare attivamente alla società di domani.

Mercoledì, 6 Ottobre, 2010 - 16:55

Mozione urgente su via Longhi

Domenica, 3 Ottobre, 2010 - 16:12

interrogazioni presentate in cdz 4 - 23 settembre 2010


Allegato Descrizione
interrogazioni 23 settembre.doc
79 KB
Giovedì, 30 Settembre, 2010 - 12:45

IL MANIFESTO DEGLI ESPATRIATI

I blog “Vivo altrove” e “La Fuga dei Talenti” lanciano un’iniziativa senza precedenti:

“IL MANIFESTO DEGLI ESPATRIATI”

Un Manifesto di denuncia di tutto ciò che in Italia non funziona, impedendo ai giovani di emergere: dai processi selettivi carenti alla gerontocrazia e raccomandazione imperanti, dal Welfare State inesistente per i giovani al ricambio generazionale mancato. Il “Manifesto” mette nero su bianco le cause dell’espatrio di centinaia di migliaia di giovani italiani. Brillanti, ma senza gli “agganci” giusti.

FIRMA IL MANIFESTO: CLICCA SU “LASCIA UN COMMENTO” E SCRIVI: NOME, COGNOME, ETA’, PROFESSIONE, CITTA’ DI NASCITA E CITTA’/PAESE DI RESIDENZA ALL’ESTERO.

AFFINCHÉ IL MANIFESTO SIA UNIFORME, LIMITATI A QUESTI DATI (TUTTI OBBLIGATORI) E -AL MASSIMO- A UNA/DUE RIGHE DI COMMENTO. LA SOTTOSCRIZIONE È APERTA SOLO A CHI VIVE ALL’ESTERO, NON A CHI VIVE IN ITALIA.

Al termine del periodo di sottoscrizione online, il “Manifesto degli Espatriati” sarà inviato a: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenze di Camera e Senato, Ministero della Gioventù, nonché alle principali testate giornalistiche nazionali.

+FIRMA ANCHE TU: IMPEGNATI A RENDERE L’ITALIA “UN PAESE PER GIOVANI”!+

1. Il fenomeno dell’espatrio dei giovani professionisti qualificati dall’Italia è un’emergenza nazionale. Si parte, ma non si torna (se non per assoluta necessità), né si attraggono giovani di talento da altri Paesi. In Italia non esiste “circolazione” dei talenti.

2. L’Italia non è un Paese per Giovani. È per questo che siamo dovuti andar via, o non possiamo a breve farvi ritorno. L’Italia è un Paese col freno a mano tirato, nella migliore delle ipotesi. Un Paese dove la classe dirigente -che si autoriproduce da decenni- ha fallito. All’estero i giovani hanno uguale diritto di cittadinanza delle generazioni che li hanno preceduti.

3. Il processo selettivo all’estero è di gran lunga più trasparente e meritocratico rispetto all’Italia. Anche la quantità di offerte lavorative è maggiore, di migliore qualità e meglio pubblicizzata.

4. Il percorso di carriera all’estero è chiaro, definito e prevede salari mediamente di gran lunga maggiori rispetto all’Italia, soprattutto per giovani neolaureati.

5. All’estero non conta l’anagrafe: puoi ottenere posizioni di responsabilità a qualsiasi età, se vali. Anche a 25 anni.

6. La “raccomandazione” all’estero è trasparente: chi segnala ci mette la faccia e si gioca la reputazione. In Italia è nascosta, premia i mediocri, i “figli-nipoti-cugini di” e i cooptati. Il nepotismo è una piaga nazionale, da debellare anche mediante l’introduzione di uno specifico reato penale.

7. All’estero si scommette sulle idee dei giovani. Le si finanzia e le si sostiene, nel nome dell’innovazione. In Italia -invece- i finanziamenti vanno prevalentemente a chi ha un nome o un’affiliazione.

8. All’estero esiste -in molti casi- un welfare state che sostiene i giovani, per esempio attraverso un reddito minimo di disoccupazione o sovvenzioni per il pagamento dell’affitto. In Italia il Welfare State è quasi interamente “regalato” agli anziani. I giovani sono abbandonati a se stessi, a carico delle famiglie. Il vero “ammortizzatore sociale” nel Belpaese sono le famiglie: lo Stato, la politica, hanno fallito.

9. All’estero esiste il ricambio generazionale: in politica, come in imprenditoria, come nell’accademia o negli altri settori della società civile, le generazioni si cedono il passo, per far progredire la società.

10. Noi giovani professionisti italiani espatriati intendiamo impegnarci, affinché l’Italia torni ad essere un “Paese per Giovani”, meritocratico, moderno, innovatore. Affinché esca dalla sua condizione terzomondista, conservatrice e ipocrita. E torni ad essere a pieno titolo un Paese europeo e occidentale. Ascoltate la nostra voce!

Giovedì, 30 Settembre, 2010 - 12:13

A Roma la rete europea della polizia lgbt

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
DELLE ATTIVITA’ DI CONTRASTO ALL’OMOFOBIA E TRANSFOBIA
EGPA
RETE DELLE ASSOCIAZIONI DI POLIZIA GAY D’EUROPA

L'8 ottobre 2010, alle ore 11:30, presso la sala conferenze dell’Associazione Centofiori, via Goito nr. 35 in Roma, in occasione della riunione delle associazioni di polizia gay d’Europa, sarà illustrato ai giornalisti il lavoro contro l’omofobia e la transfobia della rete europea e una proposta per l’Italia.

La conferenza stampa, indetta congiuntamente dalla European Gay Police Association (EGPA) - la rete delle associazioni gay di polizia dei diversi paesi europei – e da Polis Aperta, l’unica associazione italiana di gay e lesbiche in divisa e membro ufficiale dell’EGPA, sarà presieduta da Jan Snaider, sovrintendente della polizia olandese e presidente uscente dell’EGPA, e da Nicola Cicchitti, presidente di Polis Aperta.

Si prevede, inoltre, la presenza di vari delegati provenienti dalle polizie di Olanda, Spagna, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Irlanda e Svezia, oltre agli italiani di Polis Aperta, gay e lesbiche in divisa pionieri nel portare avanti presso i comandi e le caserme d’Italia una cultura di apertura verso la realtà Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e trans).

Tra le buone pratiche adottate in Europa che Polis Aperta vorrebbe promuovere anche nel nostro paese attraverso gli organi di polizia istituzionali, vi è un training di formazione per il personale delle Forze di Polizia volto alla sensibilizzazione verso il problema dei crimini d’odio e mirato, in particolare, alle metodologie per la raccolta delle denunce (emersione dei reati) e alla gestione delle vittime.

L’altro obiettivo di Polis Aperta è rivolto ai cittadini italiani LGBT e punta alla costruzione di un clima di maggiore fiducia nei confronti degli operatori di polizia, visti non sempre come garanti della loro sicurezza.

LE FORZE DI POLIZIA, LE ASSOCIAZIONI LGBT E GLI ORGANI DI INFORMAZIONE SONO INVITATI A PARTECIPARE.

Nicola Cicchitti
presidente@polisaperta.it

 

28/09/2010 - Polis Aperta

 

 

Venerdì, 24 Settembre, 2010 - 09:36

Omofobia e transfobia. Chiediamo immediata audizione in Commissione giustizia

23/09/2010 - Stefano Bolognini, Ufficio stampa Arcigay

 

E’ ormai sotto gli occhi di tutti la violenza quotidiana che colpisce omosessuali, lesbiche e transessuali, le loro famiglie e i loro amici nel nostro Paese.

L’episodio di intolleranza ai danni di un cittadino di Ragusa è solo l’ultimo di una escalation che ha reso l’omofobia e la transfobia vere e proprie emergenze nazionali.

“In Commissione giustizia si sta svolgendo l’iter legislativo su di una legge a prevenzione del fenomeno”, spiega Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay.

“E’ urgente e necessario che la Commissione dia audizione all’associazionismo lgbt italiano. In quella sede vorremmo offrire al legislatore un quadro dettagliato e dati reali sull’emergenza in corso , anche sulla base dell’esperienza trentennale di prevenzione del fenomeno e sostegno alle vittime”.

“Disponiamo – aggiunge il presidente di Arcigay - di un patrimonio di esperienza e di innumerevoli segnalazioni su tutto il territorio nazionale, che non possono essere ignorate dalla Commissione giustizia.

Consideriamo l’estensione della legge Mancino ai reati contro l’omofobia e la trans fobia l’unico strumento idoneo a fornire risposte normative perché dispone di apparato sanzionatorio efficace e, non meno necessario, favorisce percorsi culturali di prevenzione. L’omofobia distrugge la vita di decine di persone e va cancellata al più presto”.

“Il problema con i casi di omofobia”, aggiunge Salvatore Milana, presidente di Arcigay Ragusa, “è il sommerso. Finalmente nella nostra città un omosessuale, a cui va tutta la nostra solidarietà, è riuscito a trovare il coraggio per denunciare l’intolleranza subita. Non era mai accaduto prima, eppure sappiamo di lanci di pietre, botte e atti di vandalismo alle auto che non vengono denunciati per paura. Invitiamo tutti gli omosessuali a rivolgersi alla nostra associazione: forniremo loro piena solidarietà e il sostegno legale necessario”.

Salvatore Milana, presidente Arcigay Ragusa

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

Mercoledì, 22 Settembre, 2010 - 16:19

Gay picchiati alle Colonne: arrestati due giovani di estrema destra

Gay picchiati e rapinati alle Colonne
arrestati due giovani di estrema destra

 

http://milano.repubblica.it

L'episodio nello scorso maggio in piena zona movida: nel mirino anche un extracomunitario
 

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Gli agenti della Digos hanno eseguito a Milano due ordini di custodia cautelare per rapina aggravata, percosse e ingiurie nei confronti dei due aggressori di una coppia omosessuale e un cittadino extracomunitario, lo scorso 30 maggio in zona Colonne di San Lorenzo. Si tratta dei milanesi Marco Ciampa e Andrea Filippo Tatoli, 41 e 42 anni, simpatizzanti di estrema destra.

I due quella sera tornavano da un raduno degli skinheads di destra organizzato a Cinisello Balsamo. Raggiunte le Colonne di San Lorenzo, arrestati avevano aggredito a calci e pugni una coppia gay e poco dopo, in via Torino, avevano strattonato e rapinato un africano. La polizia, a partire dai video acquisiti dalle telecamere sistemate in strada, hanno comparato i dati dell'auto su cui sono fuggiti e riconosciuto i colpevoli descritti dalle vittime. I due, con precedenti per reati legati a condotte violente, tra cui la rissa, bazzicavano ambienti di estrema destra come Skin e Cuore Nero. Sono stati raggiunti nelle loro abitazioni, in zona viale Monza, dove sono stati trovati coltelli, tirapugni e un manganello telescopico.
 

Giovedì, 16 Settembre, 2010 - 23:50

Onorevoli, un po' di coraggio!

16/09/2010 - Ufficio stampa Arcigay

 

Mercoledì mattina 15 settembre 2010 la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha ricominciato la discussione in merito ad un legge contro l'omofobia e la transfobia.

Ricordiamo che i numerosi casi di aggressioni ai danni di gay lesbiche e trans, l'inottemperanza ai trattati internazionali, da ultimo la carta di Nizza, impongono al legislatore l'urgenza di un intervento legislativo volto a stroncare una pratica violenta e diffusa che colpisce quotidianamente le persone lgbt.

Le proposte in discussione sono due, quella dell'on. Soro (PD) e quella dell'on. Di Pietro (IDV).

La proposta dell'Italia dei Valori rispecchia completamente le nostre richieste, prevedendo l'estensione della legge Mancino ai reati di odio conto la nostra comunità e intervenendo in modo deciso contro le cause che provocano tali atti anziché solo sugli effetti degli stessi.

Sconcertante la proposta a firma Soro (PD). Oltre che per la timidezza della proposta che ben poco serve ad una protezione efficace dalle aggressioni (l'intera proposta si riduce all'introduzione di una aggravante generica), non possiamo non rilevare la scelta del PD di escludere volutamente dalle già magre tutele i reati contro l'onore, ovvero tutta quella serie di fattispecie di reato, dall’ingiuria alla diffamazione che colpiscono ed intaccano la dignità ed il valore sociale delle persone.

In pratica è come dire che l’onorabilità delle persone lesbiche, transessuali e gay vale meno di quella di qualunque altra persona. Si tratta di una discriminazione particolarmente odiosa e oltraggiosa che offende i circa 2 milioni di cittadini italiani LGBT. Quale motivazione può mai giustificare una simile esclusione?

Ci sembra di essere tornati agli anni 60 quando il movimento si affrancava dalla condizione di vergogna e clandestinità e rivendicava la propria visibilità e la propria dignità.

Abbiamo il timore di essere di fronte all'ennesimo provvedimento inefficace e sottolineiamo con preoccupazione il pericolo che la proposta di legge del PD possa essere adottata come testo base.

Siamo certi che l'on. Paola Concia, alla quale va la nostra stima e fiducia, unica lesbica dichiarata in parlamento e relatrice in commissione saprà scongiurare il pericolo che la proposta di legge del suo partito possa essere adottata come testo base.

Chiediamo di essere ascoltati e di dar voce alle associazioni lgbt italiane.
Monitoreremo i lavori della commissione e siamo pronti a scendere in piazza per difendere la dignità della nostra comunità. E' avvilente constatare come nel resto del mondo e oramai in quasi tutta Europa l'agenda parlamentare preveda discussioni sul matrimonio, quando in Italia, si discute ancora di dignità. Non ci stancheremo mai di affermare che un'efficace lotta contro i reati omofobici deve prevedere l'abbattimento di ogni discriminazione e l'affermazione de facto dell'uguaglianza formale di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Ciò significa una seria legge per l'accesso al lavoro delle persone trans, il matrimonio civile, l'accesso all'adozione e alla procreazione medicalmente assistita per le persone e le coppie omosessuali nonché l'adozione di leggi
a tutela dei numerosi figli di gay, lesbiche e persone transessuali.

Rita De Santis Presidente nazionale AGEDO
Giuseppina La Delfa Presidente nazionale Famiglie Arcobaleno
Paolo Patanè Presidente nazionale Arcigay
Francesca Polo Presidente nazionale ArciLesbica

Lunedì, 13 Settembre, 2010 - 12:12

interrogazioni presentate in cdz 4 - 9 settmbre 2010


Allegato Descrizione
interrogazioni 9 settembre.doc
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