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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Martedì, 9 Novembre, 2010 - 10:02

Affermazione Civile: faccia a faccia cittadinanza/avvocati per la tutela dei diritti glbt

Certi Diritti organizza a Milano un momento di incontro tra la cittadinanza LGBT milanese e gli avvocati che hanno sostenuto le coppie di Affermazione Civile presso la Corte Costituzionale Martedì 16 Novembre presso il Negozio Civico “CHIAMAMILANO” in Largo corsia dei Servi dalle ore 18:30 fino alle 20:30, orario di chiusura del negozio civico.

L’iniziativa di “Affermazione Civile”, partita nel 2007, ha portato alla recente sentenza della Corte Costituzionale 138/2010,  che oltre a riconoscere la vita familiare delle coppie omosessuali, e ad invitare il parlamento a legiferare in materia, promuove il ricorso alla giustizia per velocizzare il riconoscimento di specifici diritti davanti alla legge. A tale importante punto fermo hanno contribuito, con un costante impegno, gli avvocati di Avvocatura LGBT Rete Lenford che hanno preparato il terreno agli avvocati che ci hanno rappresentato davanti alla Corte: Marilisa D'Amico, Massimo Clara, Ileana Alesso.

Coincidenza significativa, proprio in questi giorni a Milano (8-10 Novembre 2010)  si terrà la conferenza della famiglia promossa dal Governo ed organizzata dal sottosegretario Carlo Giovanardi, che, ignorando completamente la sentenza della Suprema Corte, intende (letteralmente) “prendere in considerazione ed eventualmente sviluppare opportuni criteri di adeguatezza Familiare”, senza tenere in conto le diverse e molteplici famiglie che si affermano sempre più nella società moderne, con necessità di forme di regolamentazione, aiuto e sostegno. E senza tenere in conto testamento biologico, matrimonio civile tra persone omosessuali, divorzio breve, mediazione familiare, assegnazione di case alle famiglie anche conviventi bisognose, modifiche alla legge per l’affido condiviso, unioni civili, filiazione, procreazione assistita, adozione, responsabilità genitoriale, ecc…

Sentiamo perciò il bisogno di rilanciare l’iniziativa legata alle tematiche di “Affermazione Civile” per dare l’opportunità a tutte le famiglie LGBT di avere più chiarezza sulle possibilità di tutelare i propri  diritti davanti ad una legge che le ignora.

Certi Diritti organizza a Milano un momento di incontro tra la cittadinanza LGBT milanese e gli avvocati che hanno sostenuto le coppie di Affermazione Civile presso la Corte Costituzionale Martedì 16 Novembre presso il Negozio Civico “CHIAMAMILANO” in Largo corsia dei Servi dalle ore 18:30 fino alle 20:30, orario di chiusura del negozio civico.

L'incontro è finalizzato a:

  • promuovere una cultura del diritto nella cittadinanza,
  • stimolare la fiducia e conoscenza reciproca tra la comunità LGBT e gli  avvocati
  • approfondire i reali problemi che vivono le persone LGBT e la consapevolezza delle eventuali discriminazioni subite
  • individuare possibili cause pilota laddove la legge stessa discrimina in base all'orientamento sessuale di individui e coppie

E' importante chiarire che non si tratterà di un momento di consulenza legale su casi specifici di discriminazione, ma di conoscenza reciproca.

Durante questo momento di incontro sarà anche possibile recuperare informazioni sulle iniziative di dell’associazione radicale Certi Diritti.

Certi Diritti, Milano

www.certidiritti.it

Venerdì, 5 Novembre, 2010 - 18:05

Interrogazioni presentate in Consiglio di Zona 4 il 4 novembre 2010


Allegato Descrizione
interrogazioni 4 novembre.doc
88 KB
Mercoledì, 3 Novembre, 2010 - 00:04

Arcigay: Decine di iniziative di protesta in tutta Italia

Arcigay sarà impegnata, da qui a lunedì prossimo, con la sua ampia articolazione territoriale di cinquanta comitati provinciali ad esprimere nitidamente disagio, indignazione e protesta.
Da Roma a Torino oggi, poi Napoli, Bergamo, Firenze, Agrigento, fino a Milano, lunedì 8 novembre per la Conferenza nazionale della Famiglia che sarà aperta proprio da Berlusconi, saranno decine le città o cittadine ove i volontari di arcigay stanno organizzeranno sit-in, conferenze, flash mob, kiss in e incontri pubblici.

Sarà una risposta alle dichiarazioni omofobe e volgari di Silvio Berlusconi, che non possono essere ridimensionate qualificandole come una battuta, perché nella loro gravità , definiscono il senso di un disprezzo nei confronti delle donne e delle persone omosessuali e manifestano un profondo retaggio machista , carico di pregiudizi, ed inaccettabile in chiunque ma ancor più nel Capo del Governo di un Paese civile come l’Italia.

Arcigay con questa mobilitazione vuole lanciare un segnale di preoccupato allarme per lo sconcertante degrado della politica nel nostro Paese; per questo imbarbarimento del linguaggio pubblico che vede nell’omofobia di quelle affermazioni il paradigma di un più generale travalicamento del senso etico del ruolo delle Istituzioni e di quella divisione dei poteri che è logorata dagli attacchi reiterati alla Magistratura, alla Stampa e a tanta parte della Società civile.

Ancora una volta le donne , le persone lgbt, come anche le categorie più deboli di questo Paese: le famiglie, i lavoratori, i migranti rischiano di pagare il prezzo più alto a questo esercizio tracotante della politica.

Le offese rivolte dal Presidente del Consiglio alle persone gay finiscono così per diventare il volto deforme di un oltraggio al nostro Paese a cui diciamo BASTA una volta per tutte.
L’Italia, le tante persone per bene che ne costruiscono con fatica il futuro, e la comunità gay lesbica e transessuale, desiderosa soltanto di giustizia, ed eguaglianza, non meritano tanta sconcezza.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

02/11/2010 - Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

 

Domenica, 31 Ottobre, 2010 - 12:36

Dalla Bicocca alla città: parliamo di una seria e utile politica della mobilità?

I cinque referendum ambientalisti sono stati accolti con la sottoscrizione di 15000 firme. Milanosìmuove, il titolo dell'iniziativa, è partita. Buona cosa: sollecitare dibattito e discussione su temi che riguardano la qualità del vivere nella città è sempre utile e importante. Ma le contraddizioni, anche minime, sorgono nel momento in cui tra i quesiti referendari, molto generici, alcuni dei quali inefficaci per la portata e per il contenuto, vedere a riguardo il tema dell'estensione dell'ecopass, e le esigenze primarie di servizio richieste come prioritarie della cittadinanza utente sussiste una forte discordanza. Tali quesiti, a parere del sottoscritto, infine, rischiano di risultare poco utili se non vengono contestualizzati e anticipati da prassi amministrative propedeutiche, ed elementari per una città europea e sviluppata oserei dire. Leggo su Repubblica di Milano che il servizio gratuito di trasporto per gli studenti e i docenti della Bicocca è stato soppresso per volontà dell'ATM. Si considerava da parte dell'azienda trasporti milanese che tale servizio fosse contrastante alla concorrenza e agli ambiti di azione commerciale promossi dalla medesima. E' vero oserei dire: a Milano i trasporti pubblici sono serviti da un'unica azienda e la competenza in merito è assoluta e non accoglie forme concorrenti. Il problema non è di natura giudiziaria ovviamente: non possiamo focalizzare l'attenzione su una diatriba di competenze e funzioni. Il problema è di natura squisitamente politica, ossia le linee politiche di promozione dell'utilizzo del trasporto pubblico con forme di agevolazioni per fasce di utenti specifiche, come accade in ogni città che viene definita europea, quindi vivibile, umanamente sostenibile. Mi affianco chiaramente alle mobilitazioni e alle denunce degli studenti e dei docenti che giustamente esprimono opposizione a una scelta non scelta che determina per questioni di competenza e di concorrenza la sospensione di un utile servizio. L'università Bicocca aveva più volte chiesto alla stessa azienda un simile servizio di trasporto gratuito solamente per determinate categorie, studenti, docenti, ricercatori, amministratori universitari, che collegasse direttamente la stazione di Greco con il polo accademico. L'ATM ha risposto, come ancora oggi fa giustificando un'insensata e irresponsabile assenza di servizio, considerando che il tratto interessato è servito in quanto esistono già due linee di tram e di autobus, non concependo, così, che l'utente che deve recarsi all'università dalla stazione di Greco deve cambiare due, addirittura tre linee di trasporto. Il servizio è stato appaltato con bando regolarmente indetto dall'Università a un'azienda barese, vincitrice. Il fatto ha comportato il ricorso dell'ATM per sovrapposizione di competenze. L'Università chiede a questo punto una pronuncia da parte del Comune che non arriva: 60 giorni scaduti e il silenzio assenso scatta. Ma dopo qualche giorno che l'appalto era stato indetto il Comune blocca la gara e il servizio viene sospeso e interrotto. L'azienda di Bari ricorre contro la pronuncia, vince e il servizio viene ripristinato. A un nuovo stop del Comune il servizio viene, infine, sospeso. Chi è penalizzato da questo iter giudiziario e amministrativo di pronunce e competenze? Docenti, studenti e ricercatori, impiegati e dipendenti del settore amministrativo dell'Università. Ossia sono penalizzate una serie di categorie che spesso provengono da fuori Milano, catalogabili genericamente come city user, e che sarebbero anche indotti a utilizzare i trasporti pubblici solamente se essi fossero funzionanti, efficenti e soprattutto discretamente estesi sulle aree di lavoro e di studio che quotidianamente frequentano. I treni dei pendolari delle Ferrovie Nord sono stati per il 35% soppressi: la Regione esprime questo "lutto" adducendone la causa ai tagli ai trasferimenti agli Enti Locali voluti da una finanziaria che penalizza tutti riducendo come un taglia erba i vari capitoli in modo indifferenziato. E' anche questa la causa, non c'è dubbio, ma spesso la causa principale di tali conseguenze angarianti consiste in un'assenza totale di strategie politiche funzionali a investire su una rete di trasporto pubblico agevole e diffusa. Su questi temi, che sono prioritari per una città in cui non c'è un disegno minimo dei criteri di ampliamento qualitativo e quantitativo del servizio di trasporto pubblico, che cosa il Comune è intenzionato a fare, e soprattutto l'Azienda dei Trasporti Milanesi, interessata solamente a definire con atti giudiziari amministrativi la sua assoluta competenza, lasciando scoperto un tratto che potrebbe essere collegato da un unico servizio agevolato di trasporto, magari ecocompatibile, come quello sospeso, e gratuito per determinate categorie? Perchè l'ATM in questo ambito specifico non ha essa stessa provveduto a offrire e corpire un servizio di trasporto diretto tra Greco e Bicocca, vantaggioso per la stessa azienda? Questa situazione è esemplificativa di una situazione più generale e direi devastante e devastata del servizio della rete di trasporti urbana. Che cosa significa, poi, lo chiedo alla direzione dell'ATM e al Comune di Milano, considerare che tale servizio fosse contrario alla concorrenza perchè offriva un trasporto gratuito a cui accedevano anche altre tipologie di utenze, e non solo le categorie interessate? Ha senso buttare, così, via l'acqua sporca con il bambino per il signor Elio Catania, amministratore delegato ATM? Non sarebbe semplice quindi aver affidato all'ATM la gestione di un simile e utile servizio intensificando i controlli al fine di evitare che alcuni utenti beneficiasero gratuitamente senza averne i requisiti? Ci sono linee metropolitane, la linea 4 per esempio, stoppate e fermate nel loro semplice avvio, la cui realizzazione era già stata promossa all'interno di quelle grandi opere da condursi in occasione del "mirabolante appuntamento" dell'EXPO. Ci sono zone intere della città il cui raggiungimento risulta essere difficile da parte di un'utenza spesso proveniente da situazioni lontane, dove sorgono grandi cattedrali del deserto, presentate come nuove città nella città, ora solamente poli fieristici o commerciali, o centri accademici di studio e di lavoro quotidiano. Domando, infine, ai promotori dei referendum ambientalisti, il cui intento è anche nobile ma inefficace nella maggior parte della portata delle richieste, se può essere interessante per queste categorie, la cui maggioranza proviene dalle città della provincia e della regione, parlare di estensione dell'ecopass, nel momento in cui un simile provvedimento, rebus sic stantibus, non farebbe altro che colpire fasce di utenza e categorie deboli senza offrire loro occasioni e offerte di servizio agevolato? Incominciamo veramente a parlare di strategie consone e opportune che agevolino l'utilizzo dei mezzi, abbandonando l'autovettura privata, con politiche che investino e diffondino la rete di servizio di trasporto pubblico su un'area che non sia solo quella municipale, sarebbe anacronistico restringere l'intervento solamente a questa porzione minima di spazio, ma anche metropolitana e meta-metropolitana, attraverso accordi e convenzioni tra i differenti comuni e le differenti province che vedono i propri residenti quotidianamente muoversi in direzione del capoluogo. Garantiamo a categorie specifiche, come avviene a Parigi, a Londra, a Berlino, a Lione, per esempio, agevolazioni utili e funzionali alle attività che queste persone si trovano a dover svolgere ogni giorno nella nostra città. Parliamo di servizi di trasporto gratuito che colleghino stazioni ferroviarie, oppure parcheggi non pertineziali, magari da costituirsi all'entrata della città, con stazioni della metropolitana vicine o addirittura poli di impiego e di studio, come può essere in questo caso la Bicocca. Questi sono i temi principali che devono essere affrontati da cui partire per rendere questa città vivibile e a misura d'uomo, di cittadino: sono le fondamenta di politiche di una mobilità moderna, efficente e soprattutto agevole. Solo così si può veramente incidere culturalmente ed economicamente per rendere l'utilizzo del mezzo pubblico conveniente e competitivo rispetto a quello privato. Dopo possiamo parlare di forme di pagamento del pedaggio stradale, la congestion charge, e non un'estensione semplice e insensata dell'ecopass che sarebbe solamente una tassa verso chi non può permettersi automobili a basso impatto ambientale. Partiamo valutando nuove politiche per una mobilità sostenibile e seria, agevolante la maggior parte delle persone, e diffusa. Penso che questo fatto che interessa la Bicocca, chi ci studia, chi ci lavora, chi ci inesgna, sia esemplificativo dello squallido fallimento che il Comune dolosamente ha attuato nell'ambito della programmazione di una politica sulla mobilità.

 

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano

Sabato, 23 Ottobre, 2010 - 16:19

Milano ha bisogno di valori costituzionali: perchè sostengo VALERIO ONIDA

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Le primarie, mi domando, sono il giusto canale per esprimere un candidato alla carica di sindaco di una coalizione? Devo affermare che in verità pensavo potesse essere uno strumento partecipativo reale, come lo furono le primarie del 2005 quando venne eletto Prodi candidato del centrosinistra alla carica di premier, ma ho dei forti dubbi a riguardo. Ho visto tropep strumentalizzazioni da parte di singoli partiti che hanno voluto imporre in modo prevaricante le candidature, definendo già a priori i possibili risultati. La partecipazione avviene su un progetto, su idee, su proposte che potrebbero migliorare Milano: la candidatura di chi può rappresentare questa proposta viene di conseguenza, un passo completante un'iniziativa politica. Ora sembra tutto svolgersi su un ambito agonistico tra persone e soggetti, senza parlare di contenuti, spesso questi ultimi vengono in un secondo tempo, adombrati da una competizione basata sulla figura, sull'individuo. Abbastanza, infine, obiettabile è il quadro organico complessivo dell'accordo tra i diversi soggetti supporter dei singoli candidati: si parla al primo punto di "governare la Milano dell'EXPO", accettando l'Expo come dato di fatto, lo è in definitiva, ma non nella logica e nell'ottica di critica e di denuncia di cosa comporti questo appuntamento, la cui macchina è saldata su basi e presupposti puramente aziendalisti e affaristici, a causa di un'amministrazione attenta a privatizzare ogni spazio pubblico esistente in città e a eliminare ogni forma di partecipazione alla cosa pubblica. Rebus sic stantibus rendiamo almeno le primarie occasione di coinvolgimento e convincimento delle persone democratiche e stanche, angariate, asfissiate da un centrodestra che impera senza limiti in questa città da 17 anni, a votare per chi maggiormente può garantire un cambiamento politico e uno sviluppo sostenibile per Milano.

Io sostengo Valerio Onida. Sostengo onida in quanto credo possa veramente governare la città all'insegna di valori che ritengo essere universali, quelli costituzionali. La sua candidatura avrebbe dovuto fare passi indietro da parte di altri candidati. La sua figura autorevole poteva essere sostenuta in modo generale da quelle realtà politiche, sociali e culturali, civiche e civili che si riconoscono nei valori costituzionali e nei principi che fondano una "lex fundamentalis" scritta dalla Resistenza Antifascista, di cui Milano vede un riconsocimento storico in quanto Medaglia d'Oro.

Valerio Onida è una figura che rappresenta ampiamente quella Carta che può e deve diventare il piano di governo di una società, quale quella nostra, nata da un'antitesi di un regime fascista fatto di repressione e di negazione della dignità umana. Valerio Onida non è espressione di nessun partito, nel senso istituzionale del termine: è la candidatura di quelle persone che vedono maggiormente necessario un rinnovamento della partecipazione politica senza appartenenre a nessun tipo di "casa" ma, bensì, aderendo a un progetto politico nell'accezione di "azione per città".

L'esperienza civica, che credo essere sempre più importante in questa metropoli che vede umiliati e ristretti i luoghi di confronto e di crescita civile e sociale, deve essere un patto fondativo di un progetto di città futura umano, sostenibile, attento alle esigenze dei più deboli, che si forgi sulla partecipazione, sulla condivisione del pubblico, sul governo di una città intesa come patrimonio comune, di tutti. Oggi assistiamo a una Milano sofferente, asfissiata, emarginante, desolante, affaristica, individualistica, privatizzata, alienata e alienante. E' una città delle solitudini, della paura, dei timori generati da una "classe poco dirigente" e amministratrice che ama strumentalizzare le fobie delle persone, creando senso di sfiducia, di impotenza, di attaccamento al proprio particolare, di diffidenza verso l'altro. E' una città che esige una nuova politica che sappia fare crescere competenze, professionalità e sensibilità verso un ritorno del pubblico come etica di trasparenza e di convivenza, di rispetto delle cose comuni, di tutela del patrimonio di tutti, di promozione dei valori di legalità e di solidarietà.

Il sociologo Bonomi parlava di frustrazioni generalizzate e generate da un'amministrazione che ha privatizzato un'intera città, ha ristretto fortemente luoghi e spazi di confronto e incontro, soffocando momenti di crescita collettiva e di possibilità di usufruire di beni fondamentali per la crescita di una comunità: dalla cultura ai servizi sociali, dall'ambiente alla casa, dalla mobilità alla scuola, educazione. Credo che Valerio Onida possa rappresentare, ha una patente per farlo molto credibile e molto autorevole, tutto questo.

L'antipolitica è generata dal senso cinico di desolante disperazione incussa da coloro che vogliono detenere il potere, magari pensando prima al proprio interesse a danno di quello generale, siamo in presenza di una terrificante caduta del senso civico e di una sovrabbondante tendenza di vedere la politica come opportunità per arricchirsi individualmente: il risultato è quello di annientare ogni opportunità e occasione di cambiamento, di interessarsi alla cosa pubblica, generale e, quindi, anche soggettiva, pensando che tanto ormai ogni proposta e ogni idea è alimentata da coloro che vogliono guadagnare qualcosa presentandosi come candidato. Valerio Onida non è espressione di nessun partito, seppure abbia, da me condiviso, un grande senso di cosa dovrebbe essere costituzionalmente un partito, una funzione egregia e nobile, oggi spesso dimenticata, ma non è espressione di antipolitica ma, bensì, di una proposta che vuole rendere patecipi tutti a una possibile trasformazione della società.

Occorre una Milano che sappia rivolgere attenzione agli ultimi della catena sociale, totalmente dimenticati da un'amministrazione permeata da logiche affaristiche individuali e aziendaliste, dove il cemento soprattutto vede un PGT e uno sviluppo di un futuro di una città esclusiva nel senso negativo del termine: una città emarginante, dove chi vive la propria quotidianeità nei problemi generati dalla mancanza di lavoro e di occupazione, dalla mancanza di stabilità sociale per un futuro di precarietà esistenziale, da una scuola senza soldi e fondi, da una rete di trasporti inefficente, dalla perdita di lavoro, dalla mancanza di una casa e di un'abitazione, dall'assenza di servizi che sostengano dignitosamente la propria vecchiaia, da una vita notturna fatta solamente di divertimento fine a se stesso senza contenuti culturali aggregativi, dall'assenza di spazi di socialità perchè "sgomberati" dalla lunga mano di un'amministrazione che ama garantire alla dita appaltatrice lauti guadagni con futuri bandi per costruzione di quartieri alto residenziali accessibili ai pochi, non trova diritto di cittadinanza.

Vedo infine una città inospitale per i giovani. Le giovani generazioni, da studi recenti, abbandonano questa città perchè non trovano opportunità lavorative, di studio e di divertimento culturale utili e funzionali per una loro affermazione e autodeterminazione. Qualcuno considera Valerio Onida una figura nobile ma troppo anziana per candidarsi alla carica di sindaco. Posso, invece, affermare che Valerio Onida è l'unico che da subito ha parlato di una città per i giovani, fondata sul concetto di patto intergenerazionale dove competenze, professionalità ed esperienze possano essere tramandate da classi di età differenti, ma ognuna fondamentale per tale nuovo patto civile. Io credo che anziani e giovani possano e debbano avere un compito primario nel futuro di questa città se dialogano, se incominciano a pensare che Milano può diventare occasione di crescita di tutte e di tutti, senza conflitti spesso alimentati da coloro che strumentalmente vogliono vedere una lotta di tutti contro tutti per tornaconti elettorali. Valerio Onida ha parlato di competenze giovanili represse e soffocate da una logica affaristica che oscura le validità delle nuove generazioni per mantenere il controllo economico e sociale e la propria prevaricante presenza nel governo dei propri affari. I giovani devono governare la città, afferma Valerio Onida: ma non quei giovani in cerca di ritorni individuali ammalati da carrierismo. Occorre fare esprimere quelle doti che rendano il giovane protagonista di un futuro di una città che vive e prospera se fonda le sue logiche amministrative e civili sul concetto di cittadinanza.

Io sostengo Onida perchè credo che occorra portare la Costituzione come programma politico, ciò che essa è sostanzialmente, a guida fondamentale del futuro della città. Penso che la sua candidatura possa rinnovare impegno, partecipazione che è libertà intesa non come libertà singolare dell'individuo di fare tutto ciò che vuole per proprio interesse, ma come insieme coeso e inscindibile di diritti e garanzie, doveri e responsabilità civici dell'universalità di chi vive e agisce Milano.

 

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano

Sabato, 23 Ottobre, 2010 - 10:57

Napoli. Convegno nazionale sull'omofobia

Napoli, 18 ott. - Ostilita', condanna religiosa, mancato riconoscimento sociale e giuridico dei propri affetti e delle proprie famiglie.

Queste le barriere ancora da superare per gli omosessuali e i temi al centro del convegno nazionale sull'omofobia organizzato a Napoli dall'Arcigay, dall'Ordine degli psicologi e dalle universita' 'Parthenope' e 'Federico II'.

Dalla fine del secolo scorso l'omosessualita' non viene piu' considerata in ambito medico come una patologia, bensi' come una variante del comportamento sessuale. Nonostante i passi avanti fatti negli ultimi decenni, molti restano i problemi per chi vive l'omosessualita' e la transessualita'.

"Appuntamenti come questo - spiega il presidente nazionale di Arcigay, Paolo Patane' - sono importanti percha' tengono vivo un dibattito che altrimenti scema col tempo. L'omofobia, intesa come avversione nei confronti di persone omosessuali, e' un male per tutta la societa' e un limite alla democrazia".

Patane' e gli psicologi presenti al dibattito sottolineano l'importanza di intervenire nel momento della formazione dell'individuo. Ma rompere il muro di diffidenza ed entrare nelle scuole per realizzare progetti in merito e' complicato.

"Abbiamo contattato cento istituti per un nostro progetto - dice il presidente di Arcigay - e la meta' di questi non ha neanche voluto sapere di cosa si trattasse. Prima c'era un Nord piu' evoluto e un Sud piu' arretrato. Adesso l'omofobia e' un fenomeno che si estende a macchia di leopardo, con l'unica differenza che al meridione resta problema di retaggio culturale, mentre al nord e' il frutto dell'ideologia politica di movimenti come la Lega". Una barriera che diventa piu' solida quando si cerca d parlare di atti di bullismo omofobico.

"Abbiamo somministrato a 3.250 bambini delle scuole medie inferiori e superiori - sottolinea Dario Bacchini, docente di Psicologia della Seconda universita' di Napoli - un questionario finalizzato a rilevare il coinvolgimento dei ragazzi in episodi di bullismo omofobico. Oltre il 25% degli intervistati ha ammesso di essere stato attore o vittima di simili prepotenze".

Per questo assume maggior valore il progetto realizzato da Anna Lisa Amodeo, psicoterapeuta e ricercatrice della Federico II. Sono state selezionate cinque classi di una scuola superiore di Caivano, in provincia di Napoli, che hanno seguito un percorso della durata di tre anni.
Al termine di questi laboratori, hanno realizzato dei cortometraggi sul tema omosessualita' e omofobia. Il migliore ricevera' 500 euro.

"Molte scuole di Napoli - dice Amodeo - avevano offerto la loro disponibilita', ma poi si sono tirati indietro. E il progetto mostra una maturazione dei ragazzi che, inizialmente terrorizzati ad abbracciarsi tra loro nelle prime scena, alla fine delle riprese, comprendono che una persona omosessuale puo' essere sicuramente un buon amico".

18/10/2010 - AGI

Sabato, 23 Ottobre, 2010 - 10:12

interrogazioni presentate in cdz 4 - 21 ottobre 2010


Allegato Descrizione
interrogazioni 21 ottobre.doc
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Venerdì, 15 Ottobre, 2010 - 13:29

Arcigay partecipa alla settimana Contro la Violenza nelle scuole

Arcigay, la maggior organizzazione nazionale italiana per la tutela e la promozione dei diritti e per la lotta al pregiudizio e alle discriminazioni di omosessuali, lesbiche, bisessuali e transessuali, parteciperà alla “Settimana contro la violenza” che si terrà nelle scuole di ogni ordine e grado.

L’iniziativa, che si concentrerà tra l’11 e il 16 ottobre, ma continuerà per tutto l’anno scolastico, è promossa dal Ministero per le Pari Opportunità, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e organizzata da UNAR, l’ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali presso il Ministero per le Pari Opportunità.

Arcigay sarà impegnata, con i suoi volontari, nella promozione della cultura della diversità e contro ogni forma di violenza e offrirà a studenti e docenti percorsi di sensibilizzazione, informazione e formazione sulla discriminazione basata sull’orientamento sessuale e identità di genere.

“Siamo molto soddisfatti”, spiega il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè, “la partecipazione a questa iniziativa è il riconoscimento istituzionale della serietà, del valore e della bontà dell’impegno dei nostri volontari e costituisce anche una tra le prime risposte alle aspettative pubbliche di strategie di riduzione di omofobia e bullismo omofobico.

Arcigay, da anni, ha aperto una linea di comunicazione con molti istituti scolastici del paese e molti di essi hanno anche contribuito alla prima ricerca nazionale sul bullismo omofobico mai diffusa in Italia e finanziata dal Ministero del lavoro”.

“Proprio nel giugno scorso – continua Patanè - abbiamo diffuso i dati di quella ricerca che attestavano una massiccia presenza nella scuola di offese verbali e non rari attacchi violenti sul piano fisico. Nel corso della ricerca è stato predisposto un vademecum per studenti e studentesse per la lotta al bullismo che sarà un valido contributo nel corso della Settimana contro la violenza”.

L’attività di Arcigay negli istituti scolastici coinvolti, spiega Maura Chiulli, responsabile Scuola, Giovani e pari opportunità dell’associazione si esplicherà nel “mostrare agli studenti una nuova percezione globale e rafforzarne il senso di responsabilità, consentendo loro di oltrepassare i confini della propria esistenza singola. Il progetto di Arcigay, dunque, si propone di sensibilizzare ed educare al valore della diversità, fornendo semplici strumenti culturali, che avranno, in primo luogo, l’onere di indurre gli studenti ad un pensiero critico, in grado di ripensare il pensato, di smontare, quando necessario, i pregiudizi acquisiti nel tempo”.

Il presidente dell’Associazione conclude: “Siamo convinti che rendere la scuola più sicura per gli studenti e le studentesse gay, lesbiche è trans, tra le vittime più facili di discriminazione, sia un importante passo avanti verso il riconoscimento del valore delle differenze quale volano per il raggiungimento di una società più giusta, egualitaria e nella quale il diritto al benessere collettivo e individuale sia patrimonio di tutti.

La Costituzione poi, di una rete di associazioni (FISH, ARCIGAY, AGEDO, IREF, S.O.S. e ACLI) che operano sui maggiori fattori di rischio discriminatorio, ci avvicina all’Europa, da anni attenta a strategie di riduzione della discriminazione e della violenza anti-gay.

Al Ministro Mara Carfagna, al Ministro Mariastella Gelmini, ai Ministeri coinvolti, ad UNAR e ai volontari dell’associazione va un sentito ringraziamento per l’impegno profuso in questa iniziativa importante e necessaria”. 

12/10/2010 - Stefano Bolognini, Ufficio stampa Arcigay

Giovedì, 7 Ottobre, 2010 - 11:07

Tagli ai docenti: penalizzati soprattutto studenti disabili

E' di pochi giorni fa la notizia raccapricciante quanto mai disdicevole per un Paese che si definisce europeo e civile di una madre di un ragazzo disabile dell'Albe Steiner di Milano costretta a rimanere per tutto il tempo dell'orario delle lezioni, ogni giorno, ogni mattina, per accudire al proprio figlio nella deambulazione e nel suo trasporto. Non ci sono insegnanti di sostegno e il personale presente in Istituto non è qualificato alla mansione di cura per il ragazzo. Il ragazzo è stato più volte rifiutato, anche da notori istituti, nella propria iscrizione in quanto nessuno poteva assicurarne tutela adeguata. L'Istituo Albe Steiner di Milano è stato l'unico istituto che aveva ammesso il ragazzo perchè dotato di strutture, fino a un anno fa. I tagli corposi e indecenti, fatti a raso senza alcuna attenzione e responsabilità politica, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, a fronte di un aumento, invece, dei finanziamenti, ormai non più solamente indiretti, dizione di forma che voleva solo legittimare ciò che  è incostituzionale, hanno fortemente ridotto il corpo docente, in particolare i mediatori linguistici e gli insegnanti di sostegno. Quest'ultimo capitolo è stato fortemente ridotto a partire già dallo scorso anno scolastico, come rileva un'interrogazione presentata dal sottoscritto nel maggio 2010, in cui chiedevo i motivi dell'assenza della copertura dei costi dei programmi di inserimento educativo e di sostegno integrativo didattico per ragazzi con disabilità nello stesso Istituto Albe Steiner, caso singolare che esemplfica, però, una situazione generale. Il preside dell'Istituto più volte aveva inviato una lettera all'Assessorato all'Educazione del Comune di Milano, ricevendo solo dinieghi, in cui lamentava della mancanza di soldi per garantire il completamento dei programmi, non essendoci più un fondo che finanziasse l'attività didattica e il costo degli insegnanti di sostegno, ruolo importante e di alta responsabilità, spesso non valorizzato e riconosciuto. Anche per il sottoscritto vale la stessa conseguenza avutasi con le lettere di sollecito di sblocco dei fondi da parte dell'assessorato all'educazione del Comune di Milano e dell'amministrazione: nessuna risposta in merito, con grave dann all'attività didattica integrativa.
E' di ieri, infine, il comunicato stampa di genitori di alunne e alunni con dsabilità di diversa entità e grado che chiedono interventi al fine di assicurare l'attività integrativa per i propri figli negli istituti vari del Comune di Milano, in particolare l'Istituto Ferrante Aporti, una scuola primaria. I tagli sono così ingenti che il diritto ad accedere a ogni forma e grado di istruzione scolastica a prescindere dalle proprie condizioni fisiche è compromesso severamente. Le parole del comunicato parlano da sole e disegnano una reale situazione drammatica in cui imperversa un particolare capitolo della scuola pubblica, angariata e sofferente di una politica assente del Ministero nonchè irresponsabile. Allego il comunicato, chiedo una diffusione e una risposta da parte dell'amministrazione comunale adeguata e non filtrata da considerazioni di circostanza: è in pericolo l'accesso e la prosecuzione degli studi, anche gli indirizzi obbligatori, per migliaia di bambine e bambini con disabilità di diverso genere e grado, quindi necessitanti di attenzione e di cura spesso personalizzata. E', questo, un vulnus civile oltreche sociale che compromette un Paese destinato a perire se a essere penalizzata è la scuola pubblica e l'istruzione per quella che sarà la futura classe dirigente. Un paese che menoma l'educazione, come diceva Calamandrei, è un paese di uomini non liberi, sottoposti vulnerabilmente in modo acritico alle pressioni di un potere autoritario. Occorre avere risposte in merito, assessore Moioli, nonchè Ministro Gelmini: non è più tollerabile un silenzio prolungato a fronte di politiche che vedono solo tagli effettuati in modo indistinto e indiscriminato, compromettenti il tessuto sociale della nostra comunità e l'eguaglianza dei cittadini della nostra Repubblica.

Alessandro Rizzo

Capogruppo la Sinistra - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano

Giovedì, 7 Ottobre, 2010 - 10:45

In memoria dell'On. Professor Raffaele Degrada, esempio valoriale, intellettuale, umano


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