.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 44 ospiti collegati

.: Eventi

« Dicembre 2019
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

.: Candidati

.: Link

Pagina Personale

.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Domenica, 19 Dicembre, 2010 - 11:18

L’ONU condanni esplicitamente le uccisioni di gay, lesbiche e trans nel mondo

17/12/2010 - Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

 

All’illustre attenzione del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e dell’Ambasciatore Cesare Maria Ragaglini, rappresentante Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite,

lunedì 20 dicembre prossimo le Nazioni Unite voteranno una risoluzione determinante nel decidere se includere esplicitamente le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali in una risoluzione sulle esecuzioni extragiudiziali, arbitrarie e sommarie.

La risoluzione stabilisce che i Paesi membri devono proteggere il diritto alla vita di tutti gli esseri umani, ed invita ad investigare, con particolare enfasi, le uccisioni a base discriminatoria.
Nel 2008 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione che condannava esplicitamente quelle uccisioni, ma solo il mese scorso, un certo numero di Stati, hanno proposto un emendamento per rimuovere l'“orientamento sessuale” da quella importante risoluzione e sostituirlo con una generica dizione e cioè “ragioni discriminatorie su qualsiasi base”.

Incredibilmente, quell'emendamento è stato approvato indebolendo fortemente la portata di quella risoluzione.

Tuttavia le Nazioni Unite avranno la possibilità di riportare il riferimento esplicito all'orientamento sessuale e, auspicabilmente, estenderlo anche all'identità di genere il 20 dicembre prossimo.

Siamo per questo a chiedere che il Governo Italiano solleciti e supporti la nuova risoluzione soprattutto nei confronti di altri Stati Europei come Albania, Azerbaigian, Kirghizistan, Russia e Turchia che potrebbero essere indotti ad astenersi dal voto, piuttosto che ad opporsi direttamente.

Siamo a ringraziarvi anticipatamente per l’attenzione che vorrete darci.

Bologna, 17 dicembre 2010.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

Stefano Bucaioni, responsabile Esteri di Arcigay

Sabato, 11 Dicembre, 2010 - 14:08

Premio Nobel per la Pace a Liu Xiaobo: le motivazioni

« Durante gli ultimi decenni la Cina ha fatto enormi progressi economici, forse unici al mondo, e molte persone sono state sollevate dalla povertà. Il Paese ha raggiunto un nuovo status che implica maggiore responsabilità nella scena internazionale, che riguarda anche i diritti politici. L’articolo 35 della Costituzione cinese stabilisce che i cittadini godono delle libertà di associazione, di assemblea, di manifestazione e di discorso, ma queste libertà in realtà non vengono messe in pratica». «Per oltre due decenni, Liu è stato un grande difensore dell’applicazione di questi diritti, ha preso parte alla protesta di Tienanmen nell’89, è stato tra i firmatari e i creatori di Charta 08, manifesto per la democrazia in Cina. Liu ha costantemente sottolineato questi diritti violati dalla Cina. La campagna per il rispetto e l’applicazione dei diritti umani fondamentali è stata portata avanti da tanti cinesi e Liu è diventato il simbolo principale di questa lotta». »

Allegato Descrizione
xiaobo_diploma.jpg
132 KB
Sabato, 11 Dicembre, 2010 - 11:25

Arabia saudita: uomo condannato per omosessualità

Un uomo saudita di 27 anni è stato condannato a 500 frustrate e cinque anni di carcere dal tribunale di Jeddah con l'accusa, tra le altre, di omosessualità. Sta già scontando un anno di prigione, a cui è stato condannato all'inizio del 2010 sempre per omosessualità.
 
Secondo quanto riferito dagli organi di stampa, un uomo, di cui non si conoscono le generalità, è stato condannato a cinque anni di prigione, 500 frustate e una multa di 50.000 riyals sauditi (circa 10,000 euro) per reato di omosessualità, imitazione di una donna e possesso di video pornografici.
 
L'uomo sarebbe stato condannato dopo aver pubblicato un video online, nel quale compariva vestito da donna mentre parlava di tematiche sessuali. Il video è stato presumibilmente girato all'interno della prigione Briman di Jeddah, dove l'uomo sta scontando la sua precedente condanna a un anno di prigione emessa nei suoi confronti a marzo 2010. L'amministrazione penitenziaria ha negato che il filmato possa essere stato girato nell'istituto.

 

Questa prima condanna gli è stata inflitta per omosessualità, per essersi spacciato per pubblico ufficiale e aver commesso un reato contro "la sicurezza generale". L'uomo, che era stato arrestato a gennaio dalla Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (conosciuta come Mutawa'een o polizia religiosa), è stato condannato a 1000 frustate e a una multa di 5000 riyals sauditi (circa 770 euro). Nel video vestiva un'uniforme da poliziotto e flirtava con l'uomo che lo stava riprendendo.
 
Sempre in base a quanto riportato, l'uomo sarebbe già stato accusato un'altra volta di omosessualità negli anni scorsi e condannato a consultare e memorizzare un capitolo del Corano.

Non è noto se le condanne alla fustigazione emesse a marzo e novembre 2010 siano state eseguite.

 

http://www.amnesty.it/arabia_saudita_condanna_omosessaulita

Allegato Descrizione
Informazioni_aggiuntive.pdf
28.15 KB
Sabato, 4 Dicembre, 2010 - 10:09

Svizzera, il "sì" alle espulsioni pone a rischio i diritti umani

All'indomani del referendum di domenica 28 novembre, Amnesty International ha chiesto alle autorità svizzere, a livello federale e cantonale, di non procedere a espulsioni di cittadini stranieri condannati per determinati reati se questo potrà  comportare violazioni dei diritti umani.
 
Il  52,9 per cento dei votanti ha sostenuto la richiesta di modificare la Costituzione svizzera, in modo da consentire la "automatica" e immediata espulsione verso i paesi di origine di cittadini stranieri condannati per reati quali omicidio, stupro, rapina a mano armate, traffico di esseri umani, droga e frode sui contributi assistenziali.
 
Se introdotto, l'emendamento alla Costituzione significherebbe aver fatto prevalere iniziative xenofobe sul rispetto delle norme internazionali, prima tra tutte quella che vieta l'espulsione di una persona verso un paese dove potrebbe essere a rischio di tortura o di altre forme di persecuzione.  Rendendo "automatica" l'espulsione, l'emendamento alla Costituzione eliminerebbe anche ogni possibilità di appello contro un decreto di espulsione.

 

http://www.amnesty.it/svizzera-il-si-alle-espulsioni-pone-a-rischio-diritti-umani

Giovedì, 25 Novembre, 2010 - 22:27

interrogazioni presentate in cdz 4 - 25 novembre 2010

Giovedì, 18 Novembre, 2010 - 18:47

Gli studenti ieri hanno manifestato per noi tutte e tutti

Non sono populista e non uso frasi di circostanza. Non è nella mia natura. Non è un'exscusatio non petita per una accusatio manifesta, ma il titolo di questo intervento riprende quello che io ritengo essere importante affermare. Sono convinto che ieri i ragazzi, erano molti, sono molti, che hanno manifestato in diverse piazze delle città italiane e anche di Milano, hanno rivendicato diritti di cittadinanza vilipesi, offesi e lesi da un governo distratto sulle questioni che riguardano il Paese per dare priorità ad altri tipi di interventi assicuranti impunità e non perseguibilità assoluta a pochi eletti, o meglio all'eletto per antonomasia. Questo governo non solo è responsabile di un'aberrazione istituzionale che si perpetra da diversi anni a questa parte e che dovrebbe fare definire la repubblica degli individualismi e della sovversione ciò che si definisce erroneamente seconda repubblica. Questo non è solo responsabile di misure economiche e sociali che aumentano tasse e imposizioni per i ceti già precari assicurando con condoni fiscali vari gli interessi di evasori già affermati. Questo governo nello spirito dei tagli indistinti ai diversi capitoli di spesa pubblica che spesso è spesa sociale ha fatto, invece, delle scelte politiche deliranti e pericolose per il mantenimento di una scuola pubblica di qualità e accessibile a tutte e tutti. Mi riferisco ai tagli perpetrati alla spesa per la ricerca universitaria, all'investimento per la manutenzione delle strutture scolastiche, al diritto allo sudio, salvando gli istituti privati e i centri di ricerca privati. E' paradossale signora Gelmini questa ipotesi nel momento in cui risulta essere già difficile e allarmante la condizione in cui versa l'educazione e l'istruzione in Italia. Abbiamo insegnanti di sostegno per disabili ridotti e ridimensionati, abbiamo scuole che vedono ragazzi fare lezione nelle palestre perchè le aulee non riescono più a contenere un numero elevato di alunni, abbiamo un ridimensionamento e una precarizzazione del corpo docente, abbiamo genitori che vanno ad acquistare i gessetti in cartoleria e fanno portare ai bambini la carta igienica da casa, abbiamo persone escluse dal diritto allo studio e in difficoltà a comprare i libri di testo, abbiamo poca trasparenza nella gestione di alcuni istituti universitari, ricercatori che vivono di stipendi bassi e non promossi in base ai meriti, abbiamo l'eliminazione di ore fondamentali nei curricula didattici presenti nei licei. E non parliamo degli istituti professionali spesso mancanti di laboratori. Chi paga la crisi signora Gelmini? La pagano coloro che hanno portato la situazione economica a questo stadio esapserato ed esasperante oppure la pagano i ragazzi rendendo, così, precario il proprio futuro, cancellando le opportunità e le occasioni che possono derivare da scelte possibili e libere sulla propria professione, sul ruolo di cittadini e dirigenti di una società prossima? E lei considera questa persone penalizzate, ognuno nasce con un debito alle proprie spalle che dovrà pagare durante la vita, mentre altri speculatori potranno godere incontrastati delle proprie regalie, delle regalie che provengono dall'irresponsabilità di un governo patetico quanto mai nocivo per l'Italia, come anacronistiche negli slogan e nelle frasi che esprimono? E' anacronistica, signora Gelmini, invece una politica che sacrifica il principio di accesso libero e democratico ai saperi, alla consocenza, e che protegge privilegi economici e sociali tali da rendere il futuro di una scuola della repubblica, laica e inclusiva assolutamente privo di prospettive. Ma di quali riforme parla quando dice che le riforme dovrebbero essere comprese se non tagli incomprensibili e indistinti al capitolo riguardante l'investimento nella formazione e nell'educazione scolastica. La sua riforma oltre a essere delirante e insostenibile sia culturalmente sia economciamente prevede solamente riduzioni e forbiciate senza senso e operate senza criterio. Ci sono sprechi, ne sono convinto: ma gli sprechi derivano anche dal scegliere, come lei ha fatto in totale sintonia con la poltiica disasatroso del presente governo, di dare soldi alle scuole private a discapito di quelle pubbliche. E' anacronistico proporre poltiiche che alimentano conflitto sociale, che esaspera il conflitto e la divisione tra "classi" sociali: perchè queste sono le conseguenze della sua politica inamovibile e destabilizzante in campo scolastico, universitario ed educativo. Rimango allibito dalla miopia che lei ha opportunatamente palesato, come è sua prassi da copione di ministro, quando ha liquidato la manifestazione di ieri come una mobilitazione di anacronistici ideologici, senza pensare che è lei la causa di un malessere diffuso nella scuola della precarietà. Questa situazione porterà a un Paese fallimentare e privo di prospettive, se si sacrifica l'impegno che solo le istituzioni devono saper esibire nella promozione delle giovani generazioni che sono la linfa vitale e rinnovante di una comunità dinamica. Altra nefandezza concerne la volontà del suo collega, col suo beneplacito, di istituire fondi per promuovere stage nell'esercito: ma mi sa dire qual'è la cultura della pace e della tolleranza che deriva da un simile e inutile dispendio di risorse economiche, questo sì è spreco vergognoso, se si invita i ragazzi ad adottare la patriottarda e nazionalistica visione e logica del moschetto? Una scuola laica e repubblicana deve sapere dare ai ragazzi la formazione civica funzionale a considerare il dialogo umano unica fonte e unica modalità per risolvere le controversie tra popoli, persone, abbracciando ipotesi interculturali di tolleranza e di eguaglianza tra esseri umani. Lo diceva il noto e non estremista Capitini che di cultura della nonviolenza come unica formula di difesa del destino dell'umanità e della sua preservazione e promozione. Ieri i ragazzi hanno manifestato per noi, per me, per coloro che ritengono opportuno denunciare l'irresposnabilità di un governo privo di prospettive dall'inquietante politica. Hanno manifestato anche per coloro, sono molti, che si trovano sui banchi di scuola nelle nostre classi ma che non hanno diritti e opportunità in quanto figli di migranti senza cittadinanza: ma quale dignità avrà questo Paese se proseguirà in una politica, la sua signora Gelimini e quella di tutta la sua compagine governativa, che si basa sull'esclusione e sulla negazione della dignità umana? Forse da ieri, dalle migliaia di paizze colorate da ragazzi radiosi, vitali, solari manifestanti qualcosa si potrà cambiare in questa post modernità della disillusione e dell'egoismo.

Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo
Consiglio di Zona 4 Milano

Martedì, 16 Novembre, 2010 - 16:55

Il TAR sospende l'irragionevole ordinanza: cosa fa la Giunta?

Scricchiola come una vecchia sedia di paglia la politica non politica, non risolutiva, dell'order without law, ordine senza regole, senza norme, spesso senza fini, del vicesindaco De Corato e dell'attuale giunta milanese. Le ordinanze in Via Padova hanno visto deroghe presentarsi gradualmente su ricorso di alcuni esercenti. Così il TAR, in totale coerenza giurispudenziale amministrativa, ha accolto i ricorsi di tre locali in zona Corvetto, che diventa sempre più esentedibile come zona a macchia d'olio nelle ricorrenti cronache "notturne" giornalistiche, che hanno chiesto la sospensione dell'ordinanza emessa ad agosto e rinnovata a metà ottobre. I tre esercizi commerciali, Patchouli, la discoteca il Karma e la birreria Moon Shine potranno chiudere alle 2 anzichè a mezzanotte, come previsto dall'atto voluto dal sindaco, che sempre più, grazie anche alla legge sul pacchetto sicurezza del governo, acquisisce sempre più la caratteristica di "prefetto". Le politiche non politiche dell'attuale giunta di centrodestra non apportano benefici. Più volte ho sottolienato questo concetto in diversi miei interventi in consiglio di zona e su alcuni giornali e periodici locali, nonchè sul presente blog. Non ha apportato benefici soprattutto se si considera l'assenza totale di disposizioni funzionali a cotnrastare con coerenza e costanza il fenomeno malavitoso delle cosche mafiose di controllo e di mercanteggiamento degli alloggi sfitti delle case popolari, mi riferisco in aprticolare modo a quelle nel quartiere "Mazzini". Il carattere dell'ordinanza, come più volte descritto dall'EPAN, l'associazione dei pubblici esercizi, aveva un sapore fortemente paternalistico e lesivo di quella libera espressione dell'attività imprenditoriale commerciale, capisaldo ideale e culturale di una destra che si professa a parole "liberista". La contraddizione nasceva anche dal fatto che il Comune stesso a suo tempo aveva rilasciato le licenze a locali, lounge bar, locali pubblici con un determinato orario di apertura e che tale orario venisse ridimensionato con un atto voluto arbitrariamente dall'attuale vicesindaco, con delega alla sicurezza, e dall'attuale sindaco di Milano. Una lettera di un cittadino pubblicata sul Corriere di Milano qualche mese fa, all'origine dell'applicazione dell'ordinanza, aveva considerato come fosse più difficile e pericoloso per la propria moglie passeggiare per Via Mincio e Viale Brenta all'uscita dalla piscina in Via Mincio per giungere a casa, dato che le strade sarebbero apparse deserte e prive di punti di aggregazione. Un noto sociologo, Bonomi, ha più volte sottolineato come punti di aggregazione umana siano deterrenti a forme di microcriminalità e alla commissione di reati di piccolo e medio calibro, spesso disturbanti la quiete e l'ordine pubblico, spesso offensivi dell'incolumità delle persone. De Corato come è suo stile scarica la frustrazione del fallimento della propria politica delle ordinanze e dei divieti, se non degli sbarramenti e delle cancellate, su una scelta legittima ed equilibrata espressa dalla magistratura amministrativa, adducendo che i cittadini valgono meno delle lobby. Ma quale lobby intende De Corato? I commercianti che hanno fatto ricorso hanno solamente esercitato un diritto e una propria prerogativa nei confronti di un atto arbitrario e inutile quale è l'ordinanza, applicata a macchia di leopardo, creando alcune zone come "ghetti", luoghi di emarginazione, spazi da tenere lontani e isolati, adottando, così, misure disomogenee sul territorio municipale, definendo quartieri da ritenersi "pericolosi" e altri da ritenersi "meno pericolosi". L'ordinanza ha spaccato la cittadinanza, ha dato risposte eccessive, non ragionevoli e non proporzionate, a problematiche da risolvere attraverso il dialogo civico, rendendo partecipi i vari soggetti sociali intweressati, e garantendo, così, una regolamentazione rinnovata e innovativa del commercio. La generalizzazione banale e pericolosa dell'ordinanza, infine, ha apportato a un'applicazione fuori dall'ambito dei presupposti richiesti dalla legge. La stessa maggiroanza ha avuto posizioni variegate e diversificate in merito, tanto che la Lega, vistasi "scippata dal protagonismo volitivo del vicesindaco" riguardo la materia dell'"ordine pubblico, ha più volte, con toni certamente discriminatori e punitivi verso gli esercenti tenuti da gestori immigrati, sottolineato come l'ordinanza penalizzasse senza senso locali e discoteche che non potevano essere definite come "pericolose". La libera concorrenza veniva e viene alterata dalla presente ordinanza in quanto applica diverse misure in base ai diversi casi. I grandi discount potranno proseguire nel vendere al consumatore birre e alcoolici anche oltre agli orari consentiti, mentre i locali non potranno farlo, venendo sanzionati nel caso in cui trasgredissero la disposizione a riguardo. Occorrerebbe, se ci fosse un'amministrazione resposnabile e consapevole della portata del tema sicurezza, aprire tavoli di confronto propositivo utili a garantire nuove regole per tutti in materia di rilascio delle licenze e disposizioni che assicurino il contrasto effettivo ed efficace della criminalità organizzata che si annida in diverse situazioni dei quartieri popolari e che registra affari illeciti e malavitosi di alta portata, spesso agenti inalterati nell'ambito cittadino, ma fonte di speculazione e di gestione del crimine pericolosa per la convivenza sociale.

Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Lunedì, 15 Novembre, 2010 - 14:40

Primarie finite: la Costituzione divenga il buon progetto di città

Pisapia ha vinto. E' il risultato di una lunga giornata uggiosa passata in diversi seggi, sezioni di partito, circoli associazionistici, circoli ARCI, alcune sedi curiose come quella di un parucchiere o una vineria in Via Padova, tra schede elettorali, certificati elettorali esibiti, carte d'identità, versamenti di euro e moduli contrassegnati. Pisapia ha vinto con un margine discreto rispetto al secondo distacco, Boeri. Io ho sempre espresso il mio sostegno a Valerio Onida, Presidente della Corte Costituzionale, docente di diritto costituzionale, insegnante e uomo di cultura giuridica, che rende questa figura notevole, nobile ed eticamente ineccepibile. Valerio Onida per il sottoscritto rappresentava e rappresenta tutt'ora quella società civile che pensa che da Milano si possa partire con una buona amministrazione, con un buon progetto politico, con una buona prassi etica civile nel segno della Carta Costituzionale. Credo che il risultato configurato per Valerio, a cui faccio non solo i miei complimenti ma anche esprimo la mia stima imperitura e intramontabile, sia notevole, 13,41%, e indica che esiste una cittadinanza non "partiticizzata", con il rispetto per i partiti, ma che rivendichi un ruolo da protagonista di una società civile, senza scadere in trionfali retoriche e messaggi di purezza e premazia moraleggiante. Di questa cifra, di cui faccio parte come votante e sostenitore di Valerio Onida, la prossima "squadra" candidata a essere alternativa di governo della disastrosa e immorale amministrazione Moratti non può non essere tenuta in considerazione e deve essere un riferimento per un plus valore di alto contenuto che apporti in modo coinvolgente linfa programmatica vitale per il disegno di una Milano altra e delle alterità. Bassa l'affluenza ai seggi rispetto ai dati delle scorse primarie del 2006 sempre per la candidatura a sindaco di Milano del centrosinistra. E', questo, un dato su cui occorre riflettere per declinare proposte politiche e progettuali per una città futura, diceva Gramsci: di eguali, di persone che rivendicano trasparenza, etica nella gestione della cosa pubblica, tutela del pubblico contro un privato affarismo bieco e truffaldino, esclusivo ed escludente. Occorre fare comprendere che il protagonismo per costruire una Milano altra è della cittadina e del cittadino, il quale dovrà essere il perno attorno a cui si edificherà quel progetto politico di città, che potrebbe essere stilizzato nel quadro celeberrimo e meraviglioso di Leon Battista Alberti: la città dell'umanesimo. Pisapia quindi ha vinto e credo che sia da sostenere in modo convinto. Ma occorre dare segnali di rinnovamento delle metodologie di espressione del consenso e della partecipazione, che non devono essere appannaggio delle burocrazie, spesso perpetranti gli schemi sterili dell'amministrativismo puro, dei partiti, ma conseguenze di uno stile nuovo e dinamico di intendere l'attività civica, senza soffocanti "ismi", dove ognuna e ognuno di noi diventa responsabile di idee e di proposte per un progetto partecipato e partecipante di società collettiva. Direi a Pisapia, da futuro sostenitore attivo e convinto di una coalizione di centrosinistra che batta la Moratti e l'inquietante e devastante modello di pessima amministrazione guidata in modo cencelliano e lobbistico dalla Lega, dal PdL e da un centrodestra dissipatore quanto alienante, disumanizzante, di declinare i punti principali della proposta su Milano sui capisaldi della nostra Costituzione, che è la lex fundamentalis dirà Kelsen, che può vedere la sua applicazione partendo dal nostro comune, dalla nostra area municipale, dalla nostra collettività sociale milanese contemporanea. La Costituzione deve diventare il fondamento come fosse una vera carta programmatica, quale essa è, l'unica a cui mi sento di appartenere e di ispirarmi idealmente, e che si invera in un progetto, mai applicato, spesso disatteso oggi offeso e vilipeso, di società futura, ritorna Gramsci, ma ritorna anche Calamandrei; in un sintonico e armonico coacervo sinfonico di ideali e valori equilibrati sulle basi organizzative che un'amministrazione politica deve sapersi dotare. Suggerisco a Pisapia, ora, ma sono convinto che sarà così, a bocce ormai ferme e fermate di una competizione spesso vissuta come contrasto personalistico delle primarie, di recepiore un'idea di città che sappia nutrirsi di esperienza costituzionale e valoriale rappresentata da Valerio Onida, sostenuto e votato da quella parte cosciente e responsabile di un'altra Milano o di una Milano delle alterità civiche, che vuole riaffermare una democrazia della trasparenza e dell'eguaglianza, della solidarietà non caritatevole ma umanizzante, della laicità, dello sviluppo sostenibile partendo dal concetto di persona, mi viene in mente il significato etimologico e romantico di questo termine in senso greco, in un contesto angariato e violentato da basse furbizie di potere, da violente misure disumanizzanti, da pratiche di contrasto e di conflittualità sociale interiorizzata e strumentalizzata da un potere che offende la memoria di questa città da riscattare. Dico questo non in modo comparativo e alternativo a coloro che, votanti e desiderosi di cambiamento, hanno sostenuto altri candidati: non voglio adombrare le ricche esperienze poltiiche e culturali che possono essere unitariamente apportate al disegno "umanistico" di una Milano delle alterità. Ma proprio perchè ogni candidato esprimeva una propria sensibilità, dovuta anche alla professione e al percorso politico cutlruale, Valerio rappresenta la rivendicazione non urlata nè gridata, ma con moderazione non moderata, spesso l'indignazione dirà Martin Luther King si esprime anche coi silenzi nonviolenti, di una società civile che può e deve diventare uno dei tanti perni fruttuosi e fruttiferi per una rinascita di questa città che vuole potenzialmente rigettare modelli esapseranti ed esasperati a essa alieni, ma imposti da una sottocultura dell'ignoranza e dell'individualismo ferino e bestiale, le libertà, e non la libertà, intese come fare ciò che si vuole fare non prendendosi cura dell'altro. Valerio Onida e con lui le migliaia di votanti e suoi sostenitori possono trovare un protagonismo attivo e costruttivo per una rinascita etica e civile di questa città vilipesa: si tenga conto che diversi cittadini hanno detto che la società civile non è quella disegnata spesso con carattere di subordinazione rispetto ad altre società ma è una comunità che vuole proporsi come responsabile soggettività civica per una crescita collettiva. Vi ricordate il "socialismo municipale" di Caldara, sindaco di questa città? Oggi parlerei di "solidarimo municipale", parlando di un'idea di comunità di eguali liberi e coscienti. La Costituzione incarna questa idea, Valerio Onida può rappresentare senza logiche di parte o faziose eterodirette questa proposta in spirito unitario, che deve alimentarci ora, conclusa la competizione spesso esasperata delle primarie.

Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo
Consiglio di Zona 4 Milano

Giovedì, 11 Novembre, 2010 - 15:54

Book out di Pisa: la diretta su tumblr e twitter!

Domani inizia l'allestimento degli spazi espositivi. E noi vi terremo aggiornati attraverso tumblr

http://bookoutit.tumblr.com/

 

e twitter

http://twitter.com/bookoutit

 

Potrete trovare, quasi in tempo reale, gli aggiornamenti su Bookout, gli ospiti, gli interventi, i momenti più emozionanti e i retroscena più curiosi.

Vieni a vedere.

Martedì, 9 Novembre, 2010 - 10:46

In consiglio si discuterà l'intitolazione di una via a Craxi. Ma non ci sono altre priorità?

Dipende come si ricorda il politico socialista milanese. Mi diranno che di meriti ne avrà avuti anche Craxi. Rispondo dicendo che in un'intera e luna carriera strabiliante a livello politico i meriti come gli errori e gli orrori sono facili da commettere. Credo quindi che Craxi debba essere ricordato, ma non con trionfalismi retorici che rimuovono ciò che la storia di questo Paese ha vissuto sulle proprie spalle. Mi viene da ridere, se non in senso disperato, a vedere gente come La Russa o come il vicesindaco Decorato riabilitare con grande gioia questa stessa figura di "statista", dal momento che alcune fotografie del 1992 li ritraggono a un tavolo con volantini che mostravano cappi al collo e le scritte inneggianti l'azione della Magistratura. Certo che di posizioni politiche si alterano, spesso dettate magari da convenienze e opportunità del caso. Proprio perchè la memoria è corta per molti e molti non ricordano come l'onorevole La russa e l'onorevole Decorato invocassero nel 92 giustizia contro quelli che loro definivano essere componenti della partitocrazia corrotta, con toni generalizzanti e populisti occorrerebbe ricordare quell'intera cupa e triste pagina di uno stato in caduta libera sia istituzionale sia etica. Oggi il fenomeno della corruzione nelle istituzioni non è stato rimosso, ma ritorna prepotentemente con pratiche più subdule e spesso pmeno "raffinate". Craxi latitante fu quello che ha aperto questa stagione di immoralità, lo denuncerà anche un Berlinguer quando dirà che il sistema dei partiti era al collasso in quanto sistema clientelare e affaristico, ponendo per primo la grande questione morale. Nessuno lo ascoltò e queste furono le conseguenze, nel 1992 con l'avvento della stagione Mani Pulite, nell'attualità con l'avvento di mazzette e ingerenze affaristiche di ogni specie all'interno dei governi e delle istituzioni. Anche a Milano, la "città che era da bere": da bere fintanto che si poteva sperperare fondi pubblici e ricchezze, portando alla bancarotta di fatto un intero apparato amministrativo. Non sono un termidoriano, sia chiaro, nè voglio costituire comitati di salute pubblica, seppure in alcuni casi servirebbero: ma sarebbero alquanto anacronistici. Occorre agire su altre forme e canali: la conoscenza della storia, della memoria storica attraverso i fatti, la cronaca dei tempi, le circostanze contingenti, le cause e gli effetti, le conseguenze. Craxi non sia riabilitato: nominare una via alla sua memoria può essere fatto solamente se si pone sulla lapide che intitolerebbe il luogo toponomastico la scritta "latitante", perchè questo fu, questo l'aggettivo appropriato e reale, fondato. Craxi sia letto e studiato soprattutto per le nuove generazioni e per tramandare a loro quella conoscenza non filtrata, non travisata da interessi familiari o faziosi clientelari di parte, utile a costruire un futuro umano e sociale più giusto e che si basi sulla trasparenza e sull'eguaglianza delle opportunità, dei diritti, delle garanzie. Ma mi domando: si può sapere chi siano i nomi dei consiglieri sotoscrittori di tale mozione? Lo dico perchè un fatto di questa portata, giusta e condivisbile la volontà del presidente del consiglio comunale di portare il dibattito in consiglio e non renderlo solo appannaggio e privilegio della Giunta, non può rimanere, però, oggetto di discussione dei soli consiglieri, ma deve circolare nella città data la altrettanto discussa e discutibile figura in oggetto. Si sappia chi deciderà di appoggiare tale proposta per fare, poi, le debite e conseguenti analisi e bilanci politici di attività di un consiglio. Ma mi domando, infine: è così, poi, urgente parlare di intitolazione di una via alla figura di Craxi? E' questo il tema principale che la città offre come emergenza? O non sarebbe più interessante dibattere in consiglio comunale, con lo stesso spirito collettivo e democratico nell'assise eletta dalla cittadinanza di altri temi che ritengo essere avvertiti dalla cittadinanza stessa come magiormente fondamentali per la propria vita quotidiana, nons empre facile, anzi spesso ostica, in questa "metropoli" dalle mille contraddizioni? Ci sono immigrati che si arrampicano sulle ciminiere perchè gridano la loro sofferenza di essere invisibili sfruttati; ci sono nomadi che vengono sgomberati senza un minimo di dialogo preventivo e di soluzione condivisa per la loro condizione umana e sociale; ci sono interi quartieri in mano alle 'ndrine, spesso organizzatrici e gestrici del mercato illecito degli alloggi popolari sfitti o "illegalmente evacquati"; ci sono intere famiglie e persone che vivono drammaticamente la seconda settimana del mese per procedere fino alla conclusione del mese stesso in quanto non hanno i soldi per pagare mutui, acquisto dei beni vitali; ci sono scuole che cadono a pezzi, molte altre senza strutture, vediamo istituti che hanno classi che fanno lezioni nelle palestre perchè non ci sono aulee sufficienti e capienti per contenerle, oppure madri di ragazzi disabili che devono rimanere in classe per assistere il proprio figlio in quanto non c'è personale di sostegno, ridimensionato e annullato da una finanziaria "tagliaerbe"; vediamo clochard morire per strada e che vivono alla diaccio, in preda al freddo. Ma quanti altri temi si dovrebbero aggiungere e di cui occorrerebbe discutere prioritariamente invece di fare mozioni inutili per intitolare una via a una figura poco esemplare per la storia gloriosa di questa città, ma utile magari ad assicurare a qualcuna la ricandidatura e la rielezione a sindaco, oppure per cancellare dalla memoria il fatto che chi ha latitato ed è fuggito dalla giustizia debba essere considerato immorale rispetto a chi ha applicato la legge cercando, dico cercando, di portare moralità ed eticità in un Paese offeso e vilipeso da pratiche amministrative illecite e prevaricanti. Ma quanto è distante, devo concludere, il consiglio comunale e questa magioranza dalla cittadinanza e dalle sue esigenze sociali, culturali, civili prioritarie: uno scollamento sempre più palese e oserei dire spesso voluto.

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo per Milano

Consiglio di Zona 4 Milano

2 3 4 5 6 7 8 9
...
RSS feed