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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Sabato, 23 Aprile, 2011 - 01:11

Wi-Mi x Milano: il wifi è un impegno per Pisapia sindaco e anche per me

E' stato sempre un mio impegno nei cinque anni di consiliatura in Consiglio di Zona 4. Ritorna a essere un mio impengo per le prossime elezioni consiliari di zona 4, candidato nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia. Mi sto riferendo all'accesso libero e gratuito, diffuso, alla rete da parte delle persone che vivono la città nei suoi spazi. Mi riferisco alle diverse mozioni che chiedevano da parte del sottoscritto l'attivazione di una mappatura dei siti di interesse e di maggiore accesso pubblico per installare le antennine hot-spot che potessero garantire l'accesso ai saperi e alla circolazione di informazione, comunicazione, utilizzando internet, la conenssione free. Finalmente il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia ha lanciato questa proposta, facendola parte strutturante e integrativa del suo programma. I siti individuati sono differenti: le fermate dell'ATM, le pensiline, il metro, le banchine di attesa, le biblioteche civiche, gli uffici amministrativi, ma anche le edicole, le strutture sanitarie di assistenza, i plessi scolastici, le università, i parchi, i giardini. Nelle mie mozioni ripetute, sempre senza riposta, tranne una timida precisazione dell'Assessorato all'Innovazione del Comune di Milano che ripeteva "tale tema non è di mia competenza", non capendo, quindi, che significato avesse un simile assessorato e quale fossero le competenze del medesimo, chiedevo anche il motivo per cui la società che gestiva la rete infrastrutturale del collegamento internet, Metroweb, è stata svenduta a una società off shore inglese, nonostante fosse in attivo di bilancio e, quindi, un patrimonio pubblico comunale di elevata qualità. Tale società ha ceduto, infine, la gestione del servizio che è ritornata a essere di proprietà del comune, con perdite di notevole impatto. Oggi si parla di attivare un servizio capillare sul territorio comunale, con una seria presentazione del cronoprogramma e dei fondi necessari e utili per sostenere tale proposta, che il centrodestra ha mantenuto a la carte, le 4 piazzette del centro previste come inizio della sperimentazione dell'accesso libero e gratuito alla rete, modesto e quasi inutile punto di partenza, non sono state ancora cablate e coperte da tale opportunità: Wi-Mi x Milano significa determinare una visione diversa di accesso ai saperi e alla comunicazione, più libera, più autonoma, più diffusa, più semplice e diretta. E, soprattutto, direi alla portata di tutte e di tutti: basta iscriversi una prima volta, registrarsi, e la connessione libera è fatta. Avevo sostenuto più volte l'esigenza di dare avvio a tale iniziativa anche nelle Biblioteche Civiche, in cui le antennine hot spot sono presenti da tempo, e dove solamente da poco esiste tale possibilità e da ancora meno esiste la comunicazione all'utenza delle modalità per utilizzare il servizio di connessione gratuita. Parlo, perlomeno, della Zona 4 di Milano. Ma penso che la questione fosse stata analoga ad altri plessi bibliotecari. Penso questo sia riuscito anche grazie al mio impegno costante fatto di interrogazioni al settore informatico delle Biblioteche Rionali: magari minimamente, ma un punto raggiunto dopo una costante iniziativa. Penso che ora si possa sperare in un'attivazione seria del progetto: certamente è un programma realizzabile e non promessa aleatoria presente nel programma del centrosinistra e di Pisapia sindaco. Spero ne pensiate bene, almeno discutiamole: ma credo che un principio sia fondamentale, ossia quello di tutelare e promuovere l'accesso libero e gratuito alla rete, ormai "agorà" telemaica viva e ricca di comunicazione e di opportunità di confronto e di circolazione di idee e di saperi. E' uno spazio virtuale che vede interessati i giovani, tanti giovani, alla ricerca anche di messaggi culturali, formativi, educativi, ma anche informazioni riguardanti, di scambi di esperienze e offerte artistiche e di aggregazione, divertimento. Ma è uno spazio virtuale che interess anahc egli adulti, i lavoratori e gli anziani, che magari possono trovare nuove occasioni di confronto e di dialogo, o di conoscenza di servizi e strutture di assistenza e di svago.

 

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly moratti per Pisapia

Venerdì, 22 Aprile, 2011 - 01:14

Jacopo, carissimo amico candidato per me, che sono candidato al Consiglio di Zona 4

Stasera sono stato a un'iniziativa presso la Fondazione Corrente tenuta da Jacopo Muzio, candidato di Milano Civica per Pisapia per il Consiglio Comunale. Lo spazio è notevole: mi è venuto in mente un centro di aggregazione culturale pieno di memoria, ricco di un passato glorioso, che ha visto Ernesto Treccani protagonista di una città, di uno spazio dell'arte che vive nella collettività. Ma mi è venuto in mente anche come tale realtà offra un luogo di aggregazione da potenziare e su cui investire come prossima, si spera alternativa, gestione della città, della cultura nella città. La cultura è un tema a cuore al candidato amico Jacopo: un tema su cui mi trovo fortemente in sintonia. Credo occorra un'altra idea di città partendo da un'altra prospettiva che dia fondamento a una metropoli che sia basata e fondata su uno sviluppo socio urbanistico armonico in un equilibrio tra pubblico e privato e non in un sopravvento del secondo rispetto al primo. Jacopo ha sottolineato la valenza dei centir di promozione culturale, intensificando le strutture oggi esistenti e garantendo una redistribuzione degli sponsor privati per elargire fondi e finanziamenti per attività di qualità promosse da enti e associazioni, fondazioni che propongono idee e inizaitive. Jacopo considera cultura, rispetto della morofologia e dei rapporti sociali che si disegnano sul territorio urbanistico e sviluppo umanocentrico della città presupposti essenziali per un futuro di un0area metropolitana che vada oltre alle dimensioni attuali dei confini daziali. Pensa a una mobilità sostenibile. Pensa a una città dove non ci siano esternalizzazioni verso società come Milano Sport spa che oggi gestiscono i CAM e altri settori della cultura aggregativa senza averne la specifica competenza. Pensa alla partecipazione, denunciando come tale PGT, che è esclusivo ed escludente, sia stato approvato eludendo i pareri e le opinioni della cittadinanza. Illegittima approvazione oserei aggiungere.

Jacopo, nell'ultimo incontro amichevole e conviviale, la terza riunione della tagliatella suole definirla, ha recepito alcuni punti che sono scaturiti da un vivace confronto attivo avutosi coi presenti. Dalle mie proposte ho letto trasparire alcuni punti integrativi ai già esaustivi punti che ha posto nel suo programma, sintetico ma puntuale, non enucleazioni vuote e corpose di programmi troppo lunghi, e che io ho recepito perfettamente nelle mie proposte come candidato consigliere per la zona nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia, essendoci una forte sintonia con Jacopo, come persona, come figura politica, come connessione e incrocio di esperienze e di valori.

Riprendo le sue riflessioni scaturite da un nostro confronto su cui impostare un'azione congiunta che veda programmaticamente un'idea altra della città, in totale congiunzione con il programma del centrosinistra, nato dall'Officina per Pisapia. Partecipare è anche parlare di città metropolitana.

Legato al tema dell’area metropolitana milanese è il potenziamento dei consigli di zona, che devono finalmente diventare delle Municipalità, potenziando il Regolamento Lucchini del 1997 e prevedendo una autonomia nella gestione del bilancio (attualmente non ancora approvato dal Comune) nelle zone.

Nelle zone occorre rivedere ad esempio il sistema delle biblioteche di quartiere: uniformare gli orari di apertura, eliminare la gestione esterna delle strutture, assumere con contratto i bibliotecari precari, intendere la biblioteca come uno spazio di studio pubblico, aperto anche di sera a studenti con propri libri di testo.

Riguardo spazi comunali quali i centri di aggregazione multifunzionale (ex cts), sempre più marginalizzati e dati in gestione esterna a Milano Sport – che nulla ha a che vedere con quel settore – occorre ritrovare la continuità di una gestione sociale degli spazi, valorizzando le professionalità degli operatori sociali.

Altro tema, legato alla zona quattro, è la ristrutturazione e riapertura della Cascina Monluè e la ristrutturazione della Cascina Cuccagna per eventi e circoli Arci, ad esempio utilizzando i fondi di Expo 2015 per le cascine urbane.

Sul tema della tolleranza e dell’omofobia occorre preparare i vigili urbani ad affrontare episodi sempre più frequenti di intolleranza, potenziare la commissione per le pari opportunità, incentivare l’educazione sessuale nelle scuole comunali, aprire degli sportelli di consulenza, attivare un registro comunale delle convivenze affettive.

 

Una forte sintonia ci accomuna ... per questo penso che Jacopo sia una persona giusta per questo momento di riscoperta di una città che vuole uscire da un tunnel buio e tetro di 20 anni di governo della destra per un riscatto civile, morale, etico e sociale, culturale e politico della metropoli.

 

Alessandro Rizzo

Candidato al Consiglio di Zona 4 di Milano

Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Venerdì, 22 Aprile, 2011 - 00:58

continua la campagna elettorale di Jacopo: io, come candidato di Zona 4, mi ci ritrovo

Mi candido nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia per il Consiglio di Zona 4. E' assodato, ormai materia che appartiene alle cronache milanesi di questa campagna elettorale molto cruciale per il destino non solo della città, ma anche del Paese da una destra ignobile quanto vergognosa, xenofoba quanto affarista. Sostengo Jacopo Muzio, candidato nella lista Milano Civica per Pisapia. Ormai lo seguo. Quasi dovunque. Stasera l'ho seguito al finissage in Via Santa Maria Valle a Milano, nella splendida e ospitale cornice della Galleria BelVedere. Dico questo in quanto abbiamo un'affinità con Jacopo molto forte: proviene dalla stima reciproca, dallo splendido rapporto umano e amichevole. Proviene anche dal condividere tensioni e valori politici e ideali radicati nelle nostre coscienze. Ci siamo conosciuti e frequentati da qualche anno. Prima aderendo all'ANPI, la mia sezione, quella di Raffaelino Degrada; ora come "compagno" di strada e di un percorso che vuole riscattare questa città dopo anni e anni di malgoverno affaristico e individualista di centrodestra che, con Letizia Brichetto, ha visto il punto più basso della curva dell'iperbole della sua esistenza. Durante l'incontro, avutosi con la presenza dell'esimio Gianni Berengo Gardin, che ha saputo tradurre in fotografia la carta d'indentità di una crescita della città nelle sue varie componenti, mettendo insieme autori di vario calibro e di varia portata. Ripartiamo quindi da queste fotografie che testimoniano le trasformazioni sociali, culturali e urbanistico-morfologiche di un ametropoli in cerca di una sua identità. Jacopo ha parlato, si è confrontato con Gianni: hanno considerato le varie distruzioni del tessuto connettivo della città apportate e approntate da un'amministrazione comunale incline ad assecondare il privato, essendone soggetta, a discapito del pubblico. Gianni parla giustamente di una Fiera smanetllata e lasciata agli appetiti divoratori delle imprese private ed edilizie. A differenza, si può aggiungere, di una città come Monaco in cui si è spostato il polo fieristico da un posto a un altro, senza però svendere al migliore offerente lo spazio, in quanto pubblico. Forse occorrerebbe contrastare l'idea perniciosa del privato è bello: io penso che pubblico è bello, se ben investito e se investito per l'interesse generale e collettivo. Jacopo parla, giustamente, e forse è anche per questo che io lo sostengo in Comune, invitando gli elettori di Zona 4 a fare un collegamento della mia candidatura in Consiglio di Zona 4 alla sua candidatura in Consiglio Comunale, di una movida che non deve essere soffocata ma potenziata diffondendola sul territorio. Vi ricordate le mie interrogazioni sulla tutela e la preservazione del Plastic, sede storica, epicentro di una musica alternativa e sperimentale che ha dipinto di alternativa sensibilità artistica d'avanguardia le serate giovanili dei milanesi, lombardi ed europei? Io ho trovato nelle parole di Jacopo il sapore della tutela e promozione di una metropoli, lui la vuole candidare come "capitale europea", che sappia accogliere le istanze giovanili di un divertimento non fine a sè stesso, ma partecipato, vissuto, pieno di offetre culturali e di svago responsabile. Jacopo ha ragione, leggo nelle sue parole quello che spesso ho denunciato: esiste un conflitto generazionale tra una parte più anziana della popolazione, abituata a vivere nello stesso contesto urbano, spesso asfittico, spesso autoreferenziale, e una parte giovane, proiettata a cofnrontare modelli europei di avanguardia e proposte di aggregazione diffusa di azione nella città serale e notturna. Io vorrei, come credo sicuramente anche Jacopo, superare questo conflitto: decentrando il divertimento culturale serale, diffondendolo nella città, non segregandolo nelle stesse zone e nei stessi quartieri. Occorre a parere del sottoscritto una nuova politica delle licenze e di sostegno a un'imprenditoria giovanile che offra attraverso locali e lounge bar opportunità di renedere sintonici il divertimento e l'offerta culturale notturna. E' così difficile superare la linea dura "law and order" del vicesindaco uscente Decorato che vede promuovere solo cancellate e nuove barriere, magari imponendo orari di chiusura per i locali, a cui si è dato qualche anno fa licenza di tenere aperto fino a un orario altro, per un'ipotetica sicurezza impossibile, in quanto desertificando la città si ottiene un effetto contrario? Io penso di no, che non sia impossibile: magari con Pisapia sindaco che, come dice Jacopo, teoria su cui convergo, ha un'idea alternativa di città al centrodestra (possiamo definirlo ancora centrodestra?) nelle 30 pagine scaturite dal suo programma elaborato dall'Officina. Io penso che spazi dati all'interesse collettivo e al benessere sociale e culturale, la cultura e il suo accesso da parte di tutte e di tutti da sempre sostengo essere parte integrante di un welfare moderno, possano essere liberati: chiaramente se cambia gestione e cambia il governo zonale e cittadino. Mi viene in mente il caso della Biblioteque National Francaise Francois Mitterand: è uno spazio molto vasto a parigi edificato su un'area dismessa molto ampia per costruire un'area di utilità pubblica culturale e formativa di grande rilievo internazionale, senza devastare il tessuto sociale e urbanistico della città, ma apportando un'innovazione architettonica interessante e di avanguardia. A Milano spazi di questo calibro ci sono: forse occorrerebbe renderli di utilità pubblica e non appannaggio delle stesse società private che speculano su appalti dati con facilità, lasciando interi quartieri senza servizi e privi di un cocnetto minimo di vivibilità. Philippe Daverio insegna nel videomessaggio con Jacopo per le strade della città: strade che coprono anche parte della zona in cui sono candidato. Buona fortuna a tutti noi con Pisapia sindaco e persone vive come Jacopo ... e non oso dire come me (ci tento perlomeno).

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia Consiglio di Zona 4

Lunedì, 18 Aprile, 2011 - 01:26

Mi candido per il Consiglio di Zona 4

Nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

carissim@ tutt@,
uso questa espressione perchè voglio raggiungere tutte le persone che vivono la città, la zona, volendole cambiare. Con la partecipazione attiva e con un occhio alla modernità. Sono Alessandro Rizzo, Consigliere uscente della Lista Uniti con Dario Fo in Zona 4: qualcuno di voi mi avrà letto, qualcun altro magari mi avrà conosciuto, magari con qualcuno di voi ho parlato, mi sono confrontato. Sì mi sono confrontato, in quanto spesso, come accade ad altre persone che sono state elette in un organo istituzionale, ci si sente autoreferenziali, molto impotenti, a causa dell'insussistenza e inesistenza di poteri dei consigli circoscrizionali. Ci si sente di rappresentare sè stessi, esprimendo posizioni e istanze che partono dal proprio patriculare punto di vista. Ho cercato in questi cinque anni di partire da un punto fisso, quasi fosse una stella polare: il glocale, ossia agire localmente pensando globalmente. Spesso ho fatto questo trovando unità tra realtà consiliari affini, abbiamo dato vita due anni fa all'esperienza del Gruppo La Sinistra, di cui sono stato capogruppo fino al 1 aprile.
Ho cercato, ottenendo risultati positivi e interessanti, di condividere percorsi con realtà, associazioni, movimenti, comitati di cittadini che vivono la città, agiscono la zona, riconoscendo la necessità irrefrenabile di trasformare la società esistente per nuovi obiettivi e nuove finalità.
Partecipazione è la parola concetto che consegue alla prima, glocale: penso sempre di più che la democrazia della delega semplicemente non basti più. Credo occorrano forme che possano permettere di rendere trasparenti e controllabili le azioni dei delegati, attraverso canali che diano continuità a una condivisione delle scelte, da quelle economiche a quelle prettamente politiche amministrative. La zona 4 è di tutti e da tutti deve essere gestita: non è una velleità, questa, è un'esperienza municipale che viene da lontano per andare lontano. Forse è giunto il momento di attuarla anche a Milano. Mi sono impegnato più volte difronte a una maggioranza sorda e silente, inattiva, a sostenere istanze, mozioni e delibere che invitassero a prendere in esame seriamente una riforma complessiva del decentramento, dando centralità agli organi circoscrizionali, alle zone: pensando alle municipalità. Lettera morta? Certamente l'unica risposta da parte dell'amministrazione è stata quella di togliere i gettoni per avvallare la tesi che tali organi non servano e siano oneri per la comunità, anzichè valorizzarne la portata politica, garantendo quello che dovrebbero essere: primi organi con cui relazionarsi amministrando la cosa pubblica, risolvendo istanze, ascoltando proposte civiche, parlando di soluzioni.
Mi ripresento. La decisione è stata presa con una lunga riflessione e ponderazione. Pensavo fosse più importante agire esternamente per proporre idee, contenuti, visioni culturali, progetti e facendo un'azione per investire su un nuovo decentramento: ma, poi, ho pensato che spesso le cose si cambiano agendo nelle istituzioni, seppure umiliate da un governo di centrodestra accentratore. E poi l'una cosa non sostituisce l'altra.

Ho scelto di candidarmi in Zona 4 per la Lista Civica Milly Moratti per Pisapia. Diverse realtà mi hanno chiesto la disponibilità a candidarmi, ringraziando tutti dell'attenzione e della disponibilità. Ma credo che questa sceltaq sia coerente con il percorso istituzionale e politico da me finora compiuto con l'esperienza di consigliere della Lista Uniti con Dario Fo. E' una realtà civica dove la cittadinanza, i comitati, le associazioni, le persone hanno espresso un'idea di città vivace e in trasformazione, attenta all'ecossotenibilità e a quello che definisco "umanocentrica", riprendendo l'opera di Leon Battista Alberti della città ideale. Questo non toglie la forte apertura che altre realtà hanno espresso e saputo esprimere: si sta evidenziando in diversi ambiti un recupero della politica come dibattito e confronto aperto. Penso, però, che il carattere apartitico sia stato il segno distintivo che ha visto una mia adesione a un progetto libero, laico, deideologizzato, denso di valori civici, appunto.

Io ci ritento, quindi. Ma non riuscirei a farlo se non ci foste voi.

Voglio chiedere la vostra attenzione, magari e soprattutto il vostro contributo in idee e proposte, su alcuni punti essenziali del mio programma: punti descritti in modo dettagliato e semplice. Non credo nei programmi formato da migliaia di pagine: si rischia di enucleare contenuti su contenuti e formule su formule vuote, spesso rimanenti lettera morta. Sono punti su cui ho presentato in questi cinque anni di esperienza consiliare ho presentato mozioni, istanze, interrogazioni ... vorrei proseguire il lavoro che è per ora in sospeso ... per raggiungere obiettivi comuni ... questa volta dalla parte dei banchi della maggioranza ...

Ripeto questo senza la vostra partecipazione, collaborazione ... portando vitamine in zona 4 ... con un'arancia della Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Una zona più laica

L'impegno per i diritti civili e le varie interrogazioni e istanze che chiedessero il riesame di provvedimenti funzionali a istituire un registro per le coppie di fatto, provvedimenti contro l'omofobia, quali una sezione della Polizia Municipale adatta a prevenire, reprimere i reati a sfondo omofobico, nonchè punti di assistenza e di ascolto per le vittime di tali violenze. In Consiglio di Zona 4, nello spirito della glocalità, ho spesso promosso istanze finalizzate a chiedere un impegno del Comune di Milano in merito alla violazione di diritti civili e umani a livello internazionale, grosse violazioni. Una particolare attenzione è stata riservata, infine, alla promozione di un'educazione sessuale nelle scuole, partendo dai cicli scolastici in cui in media si registrano i primi rapporti, da uno studio condotto dal Policlinico: questo impegno è da portare avanti con la collaborazione dell'ASL di Milano.

Una zona più solidale

E' importante proseguire nel vigilare e sensibilizzare su questioni che riguardano l'integrazione sociale, la tolleranza in una visione indirizzata a garantire la crescita di una comunità e di una collettività in convivenza pacifica, nel rispetto delle singole autonomie, delle differenti culture. Una dimensione multietnica della zona. Le forme di esclusione portano a vivere in un'insicurezza fatta di tensione e di scontro civico, partendo da una nuova politica per quanto riguarda la popolazione Rom e Sinti, spesso radicata, molto spesso emarginata, presente nel territorio circoscrizionale. Occorre il rispetto delle regole e della legalità. In questi anni sono stati poco valorizzati i contratti di quartiere, spesso divenuti solo luoghi burocratici di  interventi sociali e sostegno per i residenti dei quartieri popolari, maggiore partecipazione, miglioramento dei contratti di quartiere

Una Zona più ecosostenibile

Penso e ho sempre pensato nel mio impegno istituzionale degli ultimi 5 anni a una zona a misura d'uomo, promuovendone una mobilità sostenibile, aumentando la rete delle piste ciclabili, in un'ottica di omogeneità e continuità del loro tragitto, garantendo una diffusione del servizio Bike-Mi, bike sharing. Occorre anche proseguire nella difesa delle aree verdi e nella valorizzazione delle cascine, in una visione che ne recuperi il valore architettonico e morfologico, dando, dove possibile, nuove funzioni, o investendo su una produzione agricola ancora presente nel tessuto circoscrizionale. E' necessario uno sviluppo urbanistico a misura d'uomo, un impegno continuo rivolto alla rimozione dell'amianto, in strutture scolastiche e residenziali pubbliche, e maggiori controlli autonomi e affidabili nell'apposizione di antenne ricetrasmittenti, pensando a un loro spostamento in situazioni non invasive per abitazioni e strutture sociali limitrofe.

Una Zona che metta al centro le giovani generazioni

Da diversi anni Milano vede diminuire giovani e un esodo continuo di ragazze e ragazzi, soprattutto a conclusione degli studi. E' il problema di una città poco ospitale per le nuove generazioni, un'amministrazione che non è riuscita ad ascoltarne le esigenze e le necessità, emarginando una categoria che dovrebbe essere il futuro vitale dello sviluppo culturale, economico e sociale di una metropoli europea. Ho sempre sostenuto iniziative volte a garantire un ascolto maggiore e continuo verso le necessità sociali e culturali delle nuove generazioni. Penso che occorra proseguire in questo impegno: sostenendo proposte integrative didattiche con le scuole, azionando canali per una formazione permanente. Occorre rendere i giovani protagonisti responsabili della gestione del territorio attraverso proposte e circolazione di idee. Penso anche a una zona che sostenga realtà aggregative, anche serali, le biblioteche aperte fino a sera, con un orario più omogeneo tra i plessi, aumentando in qualità e in quantità il servizio stesso. Penso anche a una zona viva e piena di opportunità, anche nella funzione di tenere aperti centri per il doposcuola contro ogni forma di dispersione. E' importante per la comunicazione e la interattività delle informazioni, la circolazione dei saperi, dare diffusione al progetto wireless, da me sostenuto in diverse mozioni.

Una Zona con più cultura

Penso a una zona che sappia mettere in rete le associazioni e le soggettività creative che propongono autonomamente cultura, che facciano circolare pensiero, magari investendo in capitoli consistenti, puntando sul valore e sulla qualità, pensando anche a forme di coinvolgimento di privati. In questa ottica si inserisce l'apertura serale delle biblioteche, una zona da vivere anche la notte con occasioni di aggregazione culturale, avendo anche l'obiettivo di rendere il teatro, il cinema, le arti visive, ogni forma di creatività, soprattutto giovanile, centrali. In questi cinque anni ho tenuto sempre a garantire un'attenzione al mantenimento del livello di qualità dei CAM, tutelando il personale e gli animatori presenti, soprattutto dopo il loro passaggio a Milano Sport spa, forma indiretta di esternalizzazione di un contesto prima pubblico e partecipato.

Una Zona più sicura

Una zona soggetta alla politica sicuritaria senza prospettive. Un esempio ne è il coprifuoco avutosi con l'ordinanza che ha imposto orari di chiusura di locali, aumentando disagio, insicurezza sociale, solitudine, desertificazione del territorio, maggiore rischio per fenomeni di microcriminalità. L'ordinanza è stata considerata eccessiva misura da parte della magistratura amministrativa, revocandone la portata con beneficio economico di importanti locali penalizzati insensatamente. Sicurezza è vivere la città anche nelle ore serali. Sicurezza è anche garantire controllo maggiore e serrato di fenomeni di macrocriminalità organizzata presenti nel tesduto zonale, le ndrine sono fortemente radicate in diversi ambiti, quale il mercato illecito di alloggi sfitti. Sicurezza è sicurezza sociale, investire nelle strutture e nella rete di assistenza alla persona; è sicurezza sui cantieri, sui luoghi di lavoro prevenendo incidenti.

Una Zona della legalità e della trasparenza

Da sempre mi sono impegnato a chiedere al Consiglio Comunale una maggiore attenzione e un maggiore impegno nel fronteggiare fenomeni di macrocriminalità organizzata, le cui presenze e connessioni si diffondono con l'arrivo degli affari e degli appalti in vista dell'EXPO 2015. Occorre proseguire su questo impegno, visto il silenzio della maggioranza e l'affossamento della commissione d'indagine ad hoc avutosi da parte del centrodestra in Consiglio Conunale. E' necessario avviare forme e canali che assicurino controlli negli appalti e interventi per prevenire fenomeni di corruzione e sfruttamento negli enti a partecipazione pubblica. E' importante assicurare maggiore trasparenza e maggiore confronto con la cittadinanza da parte dell'organo consiliare, anche e soprattutto nella disposizione di fondi e finanziamenti in ogni loro forma. E', infine, fondamentale portare a termine, dopo diverse mozioni presentate dal sottoscritto, il progetto free software nella pubblica amministrazione e nei suoi uffici, al fine di abbattere i costi onerosi delle licenze, investendo sulla formazione del personale per un sistema di programmazione più snello, sicuro ed economico.

Una Zona per una scuola pubblica di qualità

Da tempo presento interrogazioni in cui chiedo informazioni e dettagli all'amministrazione comunale circa le conseguenze derivanti dai tagli effettuati dal Ministero a danno della scuola pubblica, del personale docente, del personale amministrativo e, soprattutto, al disastroso ridimensionamento degli educatori e assistenti di studenti con disabilità. E' importante assicurare e impegnarsi per un maggiore investimento nelle strutture scolastiche pubbliche, un forte e incisivo sostegno a progetti formativi integrativi, a progetti in cui si affronta un confronto tra didattica e attività sportiva, a progetti educativi ambientali. E' importante garantire personale docente nelle strutture scolastiche d'infanzia, soprattutto un ampliamento quantitativo del servizio, visto l'aumento costante di richieste di iscrizione. Così come è necessario assicurare il tempo pieno soddisfando le diverse richieste, maggioritarie, da parte dei genitori. E', infine, fondamentale assicurare qualità nel servizio di ristorazione delle mense scolastiche.

Giovedì, 14 Aprile, 2011 - 19:32

Il Comune di Rho spiazza la manifestazione contro l’omofobia

Il coordinamento Arcobaleno di Milano e Provincia, che riunisce le realtà lesbiche, gay, transessuali e bisessuali, esprime il suo disappunto per la lettera con cui il Comune di Rho nega l’autorizzazione in piazza San Vittore per la manifestazione «L’amore spiazza», che si è già svolta con successo nelle piazze principali e significative di Magenta, Bergamo, Pavia e Varese.

Chi attualmente amministra Rho “spiazza” la manifestazione relegandoci in Largo Marinai d’Italia, una piazza decentrata dove non c’è passaggio di persone. Evidentemente, non potendoci impedire di manifestare cerca in tutti i modi di impedire di rendere pubblici i nostri amori, i nostri corpi e i nostri vissuti.

Lasciano perplessi i tempi della risposta (a 4 settimane dalla richiesta ancora non è stata spedita) e ancora di più non ci convincono le motivazioni addotte: chi abita a Rho sa che in piazza san Vittore ci sono bancarelle, chioschi e gazebo quasi tutti i sabati, perché allora si sostiene che ci sono problemi di allacciamento alla rete elettrica solo in concomitanza con una manifestazione organizzata da gruppi omosessuali e transessuali?

Rho è in crisi politica già da diverso tempo, il comune è commissariato e ha perso il contatto con la sua cittadinanza, lasciandola in balia di dirigenti che decidono in base alle proprie convinzioni personali anziché rispettare la Costituzione e il regolamento comunale che prevede in modo esplicito l’utilizzo della piazza per tutte le associazioni che ne fanno richiesta.

In vista delle future elezioni amministrative chiediamo a tutte le realtà politiche, ai Candidati Sindaci, ai movimenti, alle Associazioni, alle cittadine e ai cittadini rhodensi di ricominciare ad occuparsi seriamente del territorio facendo rispettare le istanze di tutta la popolazione e di prendere posizione su una questione di civiltà, libertà e parità che riguarda l’intera società.

Lottare contro l’omofobia e la transfobia in questo caso significa quindi lottare contro dei brurocrati che usano le ordinanze e i silenzi per offendere, in nome del loro integralismo religioso, la dignità delle persone omosessuali e transessuali.

AGEDO, Arcigay Milano, Arcilesbica Milano, Arcobaleni in Marcia, Famiglie Arcobaleno Milano, GayLib, Gay Statale, KOB, Il Guado, Le Rose di Gertrude Magenta, Linea Lesbica, Milk Milano, Soggettività Lesbica.

13 aprile 2011 · Ufficio stampa Arcigay

Sabato, 9 Aprile, 2011 - 22:11

Polizia e Unar, bene protocollo di intesa contro le discriminazioni

Questa mattina, alla presenza di diverse sigle dell’associazionismo lgbt italiano tra cui Arcigay, è stato firmato un protocollo di collaborazione nella lotta a tutte le discriminazioni tra Unar, l’ufficio nazionale anti-discriminazioni del Ministero delle Pari opportunità e Oscad, l'Osservatorio sulla sicurezza contro gli atti discriminatori incardinato nel Dipartimento della pubblica sicurezza, Direzione centrale della polizia criminale .

L’atteggiamento di apertura di polizia e carabinieri rispetto alla lotta e alla prevenzione delle discriminazioni di gay, lesbiche e transessuali rappresentano una assoluta novità, impensabile fino a pochi anni fa, e la riflessione del Capo della Polizia Antonio Manganelli sull’esigenza di rilanciare gli aspetti della prevenzione e della repressione spiegano il rilevo strategico della sinergia tra i due enti.

Antonio Manganelli, a cui va il ringraziamento dell’associazione per l'impegno nella lotta alla discriminazione, nel corso dell’incontro ha anche sottolineato la necessità di una legislazione specifica che offra strumenti di contrasto a tutte le discriminazioni.

Da questo punto di vista ricordiamo al Legislatore che in Italia non esistono tutele legislative per la discriminazione che colpisce gay, lesbiche e trans e che Arcigay sostiene da anni l’estensione della legge Mancino all’omofobia e alla transfobia.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

http://www.arcigay.it/polizia-e-unar-bene-protocollo-intesa-contro-discriminazioni

Venerdì, 25 Marzo, 2011 - 14:43

interrogazioni presentate in Consiglio di Zona 4 il 24 marzo 2011


Allegato Descrizione
interrogazioni 24 marzo.doc
88.5 KB
Sabato, 19 Marzo, 2011 - 12:38

Arcigay Milano lancia "Milano siamo anche noi"

Arcigay Milano CIG Centro di Iniziativa Gay rianima il dibattito pubblico cittadino, sempre più distratto da argomenti che poco influenzano il benessere delle persone, puntando su temi importanti quali quelli a noi cari dei diritti civili, della salute, del rispetto e dell'inclusione sociale che realmente incidono sulla felicità e la vita di chi abita la città.

E’ partita in questi giorni la campagna "Milano siamo anche noi - cittadine e cittadini che amano Milano".
Questo progetto è formato da due iniziative complementari e convergenti:
- Da lunedì 21 marzo inizierà un’opera di sensibilizzazione cittadina con una campagna mediatica su free-press, siti web e attraverso la distribuzione di materiale informativo sul territorio per proporre una piattaforma di atti amministrativi concreti, non dei semplici buoni propositi, che farebbero amare di più Milano, rendendola una città migliore.
- E' stato creato un social network, raggiungibile al sito: www.milanosiamoanchenoi.it .

Questo è uno spazio di aggregazione dove commentare e integrare la nostra piattaforma, proporre nuovi temi, raccontare la propria testimonianza, condividere le proprie idee per amare di più Milano.
Nei fatti, si tratta del primo social-network dei diritti civili, della laicità e sull’inclusione sociale.
Saranno organizzati degli incontri pubblici, il primo il 13 aprile prossimo, anche in occasione della competizione elettorale, ma che non si esauriranno con le elezioni e vorranno continuare con appuntamenti periodici ricorrenti.

Queste iniziative non riguardano SOLO i gay, le lesbiche, gli extracomunitari, gli stranieri, gli invalidi, i precari, le persone trans, gli anziani soli, le madri single…. ma riguardano tutti. "Milano siamo anche noi" parte dalle loro esperienze, quelle che abbiamo incontrato e che incontriamo da 27 anni di attività, per parlare del bene comune, che è di tutti i cittadini e di tutte le cittadine che vivono questa città.

"Milano siamo anche noi" vuole essere un termometro cittadino, un aggregatore civico e un laboratorio di idee permanente, un luogo d’incontro e confronto tra coloro che da troppo tempo, troppi anni sono rimasti inascoltati, per mettere in rete progetti e strategie comuni d’azione e intervento. Vuole essere nei fatti uno strumento di creazione e trasmissione di concrete politiche pubbliche.

Da lunedì 21 marzo partirà la distribuzione di 220 mila cartoline sul territorio cittadino raffiguranti sei soggetti diversi e la divulgazione di altro materiale informativo e pubblicitario via stampa e web e attraverso stand e presidi itineranti.
Per maggiori informazioni: http://www.arcigaymilano.org/siamoanchenoi/

 

18/03/2011 - Arcigay Milano

Giovedì, 10 Marzo, 2011 - 10:19

Arcigay con le donne: problemi urgenti e concreti

Nella giornata simbolo delle conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, Arcigay non può non soffermarsi sulle rivendicazioni ancora urgenti e centrali, che il mondo femminile solleva con decisione quotidiana.

L’adesione dell’Associazione alla mobilitazione nazionale “se non ora quando?” dello scorso 13 marzo, che ha visto milioni di donne e di uomini consapevoli nelle piazze di un Paese, che appare sempre più povero sul piano dell’economia e della civiltà, comporta un impegno concreto e perdurante.

L’Italia non è un Paese per donne, né per studenti, né per lavoratori, né per insegnanti, né per omosessuali e transessuali e il nostro impegno politico rivendica un cambiamento definitivo verso la civilizzazione, la laicità, la democrazia e il rispetto di tutte e di tutti.

E tra i problemi urgenti che meritano soluzione, Arcigay pone quello della salute delle donne, un traguardo ancora tutto da conquistare che passa per una revisione della legislazione arretrata in merito di procreazione assistita, una ferma condanna dei tentativi di attacco, a cui ancora oggi assistiamo, a conquiste importanti in tema di libertà e autodeterminazione del corpo quali la legge 194 e la mancanza di un'attenzione reale da parte delle istituzioni al tema dell'educazione alla salute sessuale.

Le donne lesbiche italiane poi, vivono in un Paese che non le vuole madri, mogli, compagne, talvolta neppure figlie, un paese in cui il fenomeno della violenza sulle donne è ben lontano dal dirsi superato e che, troppo spesso, resta nascosto dietro un muro di silenzio e di indifferenza.

Che l’8 marzo sia un ennesimo giorno di consapevolezza, di unione, un momento per raccogliere nuove forze, necessarie per realizzare il cambiamento culturale, politico e sociale, mai stato tanto urgente e necessario. La battaglia delle donne per la costruzione di una reale uguaglianza, in questo senso, è la medesima battaglia della comunità lgbt.

08/03/2011 - Stefano Bolognini, Ufficio stampa Arcigay

Giovedì, 10 Marzo, 2011 - 10:18

interrogazioni presentate in Consiglio di Zona 4 il 10 marzo 2011


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