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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Giovedì, 26 Aprile, 2007 - 10:25

Petizione strade sicure

Strade Sicure è una campagna per la sicurezza stradale mondiale. Ogni 6 secondi qualcuno resta ucciso o menomato sulle strade del mondo. Firmate la nostra petizione, che chiede un’azione urgente da parte delle Nazioni Unite.

I politici stanno ignorando la dimensione mondiale delle morti per incidenti stradali. Insieme potremo fare in modo che ci ascoltino.

Nel mese di novembre 2007 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si riunirà per discutere sulla crisi della sicurezza stradale globale.
Dobbiamo fare in modo che il dibattito produca una Risoluzione incisiva, capace di  promuovere delle azioni concrete, volte a  ridurre i traumi da incidenti stradali nei Paesi a medio e basso reddito.
Con il vostro aiuto, potremo iniziare ad avere Strade Sicure. Aderite alla campagna, sottoscrivendo la petizione che troverete qui di seguito e che sarà consegnata al Segretario Generale delle Nazioni Unite prima dell’inizio del dibattito.

1 Partecipate alla campagna

Intendo sostenere la petizione STRADE SICURE (MAKE ROADS SAFE) che si rivolge all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite perché, durante la sua 62esima sessione del 2007, adotti una Risoluzione volta a sostenere le seguenti azioni:
  • supportare un piano d’azione globale decennale, del valore di 300 milioni di dollari, per migliorare la sicurezza stradale nei Paesi in via di sviluppo
  • chiedere alla Banca Mondiale e ad altri principali donatori di garantire che almeno il 10% degli stanziamenti per lo sviluppo delle infrastrutture stradali sia destinato alla sicurezza
  • appoggiare l’idea di organizzare un Summit interministeriale mondiale, patrocinato dalle Nazioni Unite, al fine di concordare azioni politiche ad alto livello, volte a contrastare le morti sulle strade nei Paesi in via di sviluppo

Giovedì, 26 Aprile, 2007 - 10:16

inaccettabile razzismo contro i rom a milano

Ricevo da Dijana Pavlovic ( http://freeweb.supereva.com/dijanapavlovic/)
Giovedì 19 aprile è stato convocata una seduta del consiglio di zona 3, a Milano, aperto agli interventi dei cittadini e con la presenza, annunciata, del assessore Moioli e di Don Colmegna. Il tema era il cosiddetto "campo nomadi" all’interno del parco Lambro (soluzione temporanea per i Rom cacciati da Opera e in attesa di una soluzione definitiva).

Dato che era stata annunciata la massiccia presenza di attivisti della Lega Nord, di AN e dei “comitati cittadini contro i Rom” e che tra gli iscritti a parlare non c’era nessuno in nome dei Rom, la consigliera della Lista Fo (che è anche la mia lista) mi ha invitato ad intervenire.

La prima cosa triste che ho visto entrando, è stata un consigliere di zona con una maglietta con la scritta: “Zingari in zona 3? No grazie!” (vedi foto, “Un uomo può sorridere ed essere un malfattore!” W. Shakespeare).

Dentro la sala c’erano più di duecento persone che urlavano: "li vogliamo fuori dalle palle! Portateveli a casa vostra!..." Don Colmegna non c’era e mi hanno riferito che, prima che arrivassi io, l’assessore Moioli aveva tentato di parlare ma a causa delle urla disumane non si era capito nulla di quel che aveva detto.

E questo solo perché aveva tentato di esporre il suo “fantastico” progetto sugli “zingari”: recintati e controllati a vista continuamente ma non cacciati via, perché questo sarebbe illegale.

Gli interventi dei “cittadini” erano unanimi: “Questa è casa nostra, non li vogliamo, sporcano, rubano, non vogliamo trattare, se ne devono andare fuori dalle palle!”.

Qualcuno è arrivato persino al punto di prendersela con l’amministrazione per aver piantato degli alberi davanti al campo provvisorio, svelando un piano diabolico: nascondere i Rom e le loro attività criminali. La protesta si concretizzava nella geniale proposta di tagliare tutti gli alberi del parco, a fin di bene, e per la sicurezza dei cittadini onesti.

Avendo raggiunto il mio limite di sopportazione, sono uscita. E fuori ho incontrato nuovamente il consigliere in “maglietta”, così ho chiesto di poter fare qualche foto. Forse pensando che fossi una giornalista, il consigliere mi ha dato il permesso. Sembrava molto contento e orgoglioso. Nessuno ancora aveva capito chi io fossi.

Poi, una signora mi ha riconosciuto: “Ma è la zingara che ho visto in televisione!” ...un’attimo di stupore e di gelo e poi è partito un brusio generale che subito è divenuto un frastuono di insulti. Ma per fortuna mi hanno invitato ad entrare per il mio intervento.

Avevo preparato un discorso pacifico, nel quale si dice che porto la voce di tanti Rom di Milano, onesti e lavoratori, pronti al dialogo, al fine di trovare le migliori soluzioni abitative. Avrei anche voluto dire che le persone contro le quali si ribellano sono una quarantina di uomini donne e bambini (gli altri sono stati cacciati via, per una trasgressione del patto di legalità ma questa è un’altra storia di ingiustizia), tutta gente per bene, lavoratori, poveri ma con il diritto sacrosanto alla dignità umana.

Avrei voluto dire che anche ai Rom non piace vivere nei "campi", che chiedono alle istituzioni di impegnarsi a cercare altre soluzioni, insieme a loro. Non l’ho potuto dire.

Sono stata aggredita verbalmente e, poi, quasi fisicamente. Sono stata insultata: "Zingara di merda! Torna a casa tua! Non ti vogliamo! Fuori dalle palle!..."

Passati i tre minuti che mi erano concessi per l’intervento, la polizia, insieme a un’altro attivista in maglietta verde, sono venuti da me offrendomi la scorta per uscire. Ovviamente ho rifiutato, volendo rimanere fino alla fine.

Ho sentito il capogruppo di An in Provincia, De Nicola, dire: “Noi non siamo razzisti”, tenendo la mano sulla spalla dell’attivista in maglietta con scritta "zingari – no grazie".

Ho sentito l’assessore Moioli dire: “Ragazzi calmatevi, questi non rubano, lo sapete bene, perché questi sono controllati, il problema sono gli altri, quelli che sono fuori”.

Mi sono vergognata per quella poca gente (salvo rare eccezioni) che dice di essere di sinistra e che rappresenta la sinistra in quel consiglio che ha applaudito il discorso finale dell’assessore e che non si è alzata, non ha detto una parola o fatto qualcosa quando sono stata fortemente insultata.

Ma del resto, nel loro piccolo, dall’interno di un consiglio di zona, loro seguono la politica della sinistra milanese in generale che non ha la forza di alzare la voce contro questa barbarie e appoggia coloro che vogliono recintare, controllare, segregare.

A coloro che pensano di poter ignorare o sminuire il razzismo e l’odio gridatoci apertamente in faccia, che è come un virus che si sta allargando in tutta la Lombardia, chiederei una riflessione al di là dei giochi politici, di alleanze e di “bandierine”: non si è arrivati ad un punto dove è necessario dire basta, alzare la voce e fare qualcosa? Qual è il limite di sopportazione prima di condannare, chiaramente e apertamente, quello che sta accadendo?

E’ gia accaduto in passato, di non dare peso a posizioni simili, ignorando segnali precisi di razzismo e violenza. Sappiamo bene cosa ha portato.

Ma chiederei la stessa cosa a quelli come me, al mio popolo, ai Rom. Qual è il limite di sopportazione? Possiamo permettere ancora una volta questo virus? Non ci riguarda tutti quello che sta accadendo, nonostante in questo caso si tratti di Rom Rumeni? Non è forse la stessa cosa? Non ci toccherà tutti e anche presto? Non dobbiamo ai nostri antenati morti nei lager, a noi stessi e ai nostri figli, di unirci per una volta e far sentire ed ascoltare la nostra voce? O aspetteremo come sempre di subire quello che gli altri vogliono e decidono per noi?

La Storia ci dice che hanno sempre voluto e preso decisioni terribili. Perchè questa volta dovrebbe essere diverso? Perché viviamo in un paese democratico e in una società civile?

Io vengo da un paese che, in tutti questi anni, ho sentito definire non - democratico, un regime che negava diritti e libertà. Ma sono dovuta venire a Milano per sentirmi dire che avevo bisogno di una scorta, per il solo fatto di aver dichiarato la mia appartenenza etnica. Opre Roma!

di Dijana Pavlovic
http://freeweb.supereva.com/dijanapavlovic/

Giovedì, 26 Aprile, 2007 - 10:13

ROMPIAMO LE FILE!

LEGAMBIENTE Circolo Erbamatta Alto Lodigiano
organizza un Convegno/Dibattito:
Venerdì 4 maggio, ore 21
a ZELO BUON PERSICO
presso l’Oratorio, via Dante 56
dibattito
ROMPIAMO LE FILE!
sul problema dei trasporti verso Milano •           
L’AGOGNATO PROLUNGAMENTO DELLA METROPOLITANA
 •   
LE NUOVE LINEE ALTERNATIVE DEGLI AUTOBUS
 •   
 
LA PAULLESE TRA CODE E CANTIERI
 
Parteciperanno
PIEROLUIGI BIANCHI (Assessore Trasporti Provincia Lodi)
MARCO BROGLIA (Responsabile Area Trasporti Metropolitana Milanese SpA)
ADORNO MARAZZINA (Promotore della proposta per un nuovo percorso autobus)
PAOLO MATTEUCCI (Assessore Trasporti Provincia Milano)
RENATO MAZZONCINI (Amministratore delegato della Autoguidovie)
DAMIANO ROSSI (Direttore Tecnico della società Polinomia)
PIERLUIGI TAMAGNI (Consigliere Provincia Cremona)
FRANCO VALENZANO (Promotore petizione per il prolungamento della metropolitana)
Conclusioni
SENATORE GIANNI PIATTI (Sottosegretario Ministero ambiente e tutela del territorio e del mare)
 
Partecipate numerosi, è un'occasione importante,come avrete capito dai
titoli degli argomenti che si tratteranno e dai rappresentanti delle Istituzioni
locali che parteciperanno...
 
Un cordiale saluto.
Franco Valenzano
COMITATO "CPM3" COMITATO PER IL PROLUNGAMENTO DELLA  LINEA 3 DA SAN DONATO A PAULLO 
http://fraval.splinder.com
HYPERLINK "http://www.petitiononline.com/M3PAULLO/"http://www.petitiononline.com/M3PAULLO/_

Venerdì, 20 Aprile, 2007 - 15:49

Petizione per una mobilità equa

Petizione per una mobilità equa e sostenibile

Al Ministro delle Infrastrutture
Al Ministro dei Trasporti
Al Presidente delle Ferrovie dello Stato
Al Presidente di Trenitalia
Al Presidente della Rete Ferroviaria Italiana
Ai Presidenti delle Regioni
Sono più di 1.600.000 i passeggeri che ogni giorno viaggiano sui treni locali, e circa 500 mila gli abbonamenti al trasporto ferroviario nazionale.
Chi utilizza il treno per andare al lavoro aiuta la collettività, perché non contribuisce né al traffico né allo smog. Ma spostarsi ogni giorno in treno è spesso una brutta avventura, fatta di ritardi estenuanti, carrozze sporche e sovraffollate, scarsa sicurezza.
Noi cittadini convinti che il trasporto ferroviario locale vada reso più moderno, sicuro, efficiente, così da garantire a tutti un effettivo diritto alla mobilità
chiediamo:
  • Il potenziamento della rete: raddoppio dei binari lungo le tratte principali, rinnovo del parco circolante, aumento dei treni regionali e metropolitani.
  • Una strategia per alleggerire il traffico ferroviario nei nodi urbani attraverso linee di aggiramento dei treni merci.
  • Più risorse per migliorare la qualità del servizio offerto: sicurezza, puntualità, igiene
  • Che venga da subito applicato l' indennizzo ai pendolari, come già previsto dalla carta dei servizi, in caso di mancato rispetto degli standard minimi di puntualità dei treni.
Giovedì, 19 Aprile, 2007 - 14:42

Via Calvi: cosa succede?

Al Presidente della Commissione Edilizia del Consiglio di Zona 4
Bruno Bernardi
Al Consiglio di Zona 4 e alle sue componenti

 
 
 
Interrogazione sulal verifica della sussistenza, della eventuale destinazione e della portata del progetto di edificazione presente nel cortile del condominio sito in Via Calvi 15 Milano
 
 
Considerata di fatto
 
la presenza nel cortile del condominio di Via Pietro Calvi 15 dei resti della costruzione di un edificio, sottoposto a demolizione, prima adibito a utilizzo per deposito di materiali, di cui rimane solamente una parete interna e una parte esterna,
 
Considerato di fatto
 
la non conoscenza da parte dei condomini degli abitati in questione e interessati in quanto si affacciano sul cortile dell’esistenza di nessun tipo di progetto di edificazione nell’area suddetta e in cui sorgeva la costruzione, che consisteva in un solo piano terreno,
 
Vista
 
l’esigenza di verificare la portata volumetrica, lo stadio di avanzamento esecutivo o definitivo, e la destinazione d’uso di un possibile progetto di nuova edificazione,
 
Si chiede
 
alla Commissione preposta del Consiglio di Zona di predisporre di misure per accertare la sussistenza di un progetto di edificazione nel luogo individuato e di considerare l’indizione di una commissione edilizia avente come punto all’ordine del giorno l’analisi dell’eventuale progetto in tutte le proprie componenti e di verificarne la portata e l’impatto, magari previamente un sopralluogo sul posto interessato al progetto, disponendo della nostra competenza di esprimere un parere a riguardo.
 
 
Alessandro Rizzo
Presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4
 
 

Giovedì, 19 Aprile, 2007 - 14:39

Interrogazione sicurezza stradale

Al Presidente della Commissione Territorio e Viabilità del Consiglio di Zona 4
Giorgio Tomellini
Al Consiglio di Zona 4 e alle sue componenti

 
 
 
Interrogazione su misure di sicurezza per la viabilità e la circolazione pedonale e ciclistica nella città e nella circoscrizione
 
 
Un ordine del giorno presentato in Consiglio Comunale dai consiglieri Davide Corridore, Lista Ferrante, e Maurizio Baruffi, Verdi, propone un dodecagono di proposte finalizzate a uno sviluppo sostenibile della viabilità, un alleggerimento del traffico pesante, autocarri di grossa dimensione e automobili di grossa cilindrata, attraverso il divieto per i SUV dotati di bull bar, ossia paraurti rinforzati e montati in serie, di circolare all’interno della cerchia della 90 – 91 e in tutte le corsie preferenziali per le filovie, in base alla direttiva 26/11/2001 del Consiglio Europeo, e attraverso il divieto per la medesima tratta e i medesimi contesti del transito di camion non dotati di doppio specchietto, come, invece, viene prestabilito dalla direttiva europea 27 del 2005, e, infine, tramite il divieto di circolazione dei camion per la movimentazione terra e delle betoniere destinate ai cantieri nella fascia di orario dalle 8 alle 10 e dalle 17 alle 19, dove si pone una maggiore intensificazione del traffico automobilistico. Nel testo, infine, vengono prospettate misure per garantire maggiore sicurezza del pedone e del ciclista.
Tra le altre proposte riportate nel testo integrale dell’ordine del giorno, si evincono i seguenti punti principali:
sulla portata dei modelli adottati da amministrazioni comunali di molte città europee e di alcune città italiane di varia dimensione, Modena e Torino per esempio, la creazione di zone 30 Km/ora e di zone residenziali, dove poter applicare una diminuzione progressiva della velocità massima di transito delle vetture, nonché, in aggiunta, di reti di piste ciclabili protette a supporto della mobilità quotidiana, con particolare riferimento a estendere misure che garantiscano la tutela e la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti nei tragitti, altamente frequentati casa – scuola, casa – lavoro. Nella proposta viene anche anticipato il provvedimento di destinare yuna figura professionale nell’organico della Polizia Municipale preposta a contattare la famiglia della vittima dell’incidente, seguendo in modo puntuale e diretto il quadro traumatico sotto il profilo psicologico.
Nel testo si propone, infine, l’attivazione di una Consulta per la sicurezza stradale per la città di Milano.
 
Sulla base di queste proposte presentate in Consiglio Comunale dai suddetti consiglieri
 
si chiede
 
alla Commissione Territorio e Viabilità di provvedere ad anticipare la discussione dei medesimi punti programmatici, ponendoli come punti all’ordine del giorno di una prossima riunione, alla presenza di responsabili della Direzione Viabilità e Mobilità del Comune di Milano, e di verificare presso l’assessorato viabilità e mobilità del Comune di Milano e la Direzione Centrale competente se sussistono già dei provvedimenti indirizzati a includere parte di queste proposte, utili a ridimensionare la portata congestionante del traffico cittadino e zonale, nonché la disponibilità e garantire nostre proposte integrative che diano contenuto al condivisibile e fattibile dodecagono in questione e in discussione in Consiglio, presentato dai consiglieri Baruffi e Corritore.
 
Alessandro Rizzo
Presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4

Mercoledì, 18 Aprile, 2007 - 16:26

DIPENDENTI COMUNALI A SCUOLA DI DIRITTI GAY

ROMA: DIPENDENTI COMUNALI A SCUOLA DI DIRITTI GAY

(17/04/2007)  Presentato oggi a Roma il secondo corso di formazione per i dipendenti comunali su `Diversita` e Diritti`.

www.gay.tv

ROMA - Presentato oggi a Roma il secondo corso di  formazione per i dipendenti comunali su 'Diversità e Diritti' organizzato dall’Assessorato alle pari opportunità della capitale. Il corso fa parte delle attività di lotta alle discriminazioni condotte dal Tavolo di coordinamento permanente sull'identità di genere e l'orientamento sessuale di cui fanno parte il Comune di Roma e le associazione lgbt della capitale. Il corso si rivolge al corpo di polizia municipale e ai dipendenti degli uffici anagrafici e ha come obiettivo quello di fornire informazioni sui bisogni delle cittadine lesbiche e dei cittadini gay della città di Roma.
"Ringraziamo l’assessore alle pari opportunità Cecilia D’Elia per aver proseguito un’iniziativa che contribuisce a migliorare la qualità della vita di molte persone – ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma – ma al tempo stesso dobbiamo sollecitare nuovamente l'Assessore Coscia ad aiutarci ad attuare una iniziativa di formazione per i docenti e studenti, dentro le scuole, anche alla luce dei recenti episodi di bullismo, ormai intollerabili".

Venerdì, 13 Aprile, 2007 - 17:24

2.500 firme giustificano il razzismo

2.500 firme giustificano l’ennesimo atto di razzismo?
A Chiaravalle esponenti della Lega raccolgono 2.500 firme dalla cittadinanza per cacciare 80 rom.

 
Lo sgombero è stata la politica predominante, ma non si è rivelato una risposta costruttiva ed efficace e nega i diritti della minoranza più discriminata d’Europa. La sequenza di sgomberi avvenuti a Milano negli ultimi anni, per esempio, ha determinato un nomadismo forzato dei rom costretti a spostarsi all’interno dell’area milanese, in condizioni via via più degradate, pericolose e precarie, che ostacolano l’integrazione con il resto della cittadinanza.
 

Via Adda aprile 2004

250 persone

                 Via Caporizzuto giugno 2005                                                                     

                 700 persone

                 Via De Castilla giugno 2005

                 50 persone

                 Nosedo luglio 2005

                 100 persone

                 Via Lecco dicembre 2005

                 270 persone

                 Area ex-Falck settembre 2006

                 250 persone

                 Via Chiasserini ottobre 2006

                 50 persone

                 Via Ripamonti dicembre 2006

                 100 persone
 
Chiediamo che per Chiaravalle non venga applicata la stessa miope politica e che le istituzioni riconoscano possibilità alternative da progettare insieme alle persone rom direttamente interessate.
 
Viene dato per scontato che i rom debbano abitare in baracche o roulotte all’interno di campi isolati, senza considerare la possibilità e il loro diritto di abitare in case e luoghi dignitosi.
Anche oggi che i rom rumeni sono cittadini europei e non possono essere espulsi, mancano risposte efficaci alternative all’abitare precariamente i campi.
In alcune realtà italiane, compresa la Lombardia, sono stati avviati e condotti progetti di autocostruzione che possono tradursi nell’affidamento di aree dismesse o territori a famiglie rom che si costruiscano le proprie abitazioni, oppure nell’acquisto agevolato di terreno.
Perché non provare almeno per Chiaravalle ora una soluzione sperimentale alternativa, individuando nelle aree limitrofe cascinali abbandonati e/o zone dismesse da rivalorizzare con il contributo dei rom? Potrebbe essere un’occasione di confronto per mettere alla prova un modello abitativo diverso.
 
Per discutere le possibili proposte attuate e attuabili è auspicabile che l’assessorato alle politiche sociali e le istituzioni costituiscano un tavolo di confronto con i rom e con tutte le realtà da anni interessate e impegnate nella questione, per:
Ø      affrontare nell’immediato l’emergenza dei campi a Sud di Milano
Ø      confrontarsi sulle modalità abitative alternative ai campi attuali, ad esempio l’autocostruzione
Ø      decidere e attuare interventi per arginare i fenomeni di discriminazione e favorire una integrazione e un confronto civile all’interno della cittadinanza
Ø      affrontare e discutere un’azione a lungo termine sul territorio di Milano per una politica che prevenga situazioni di emergenza.
 
                        Adesioni

Giovedì, 12 Aprile, 2007 - 14:23

Cuccagna: al via un buon programma di lavoro

 

Cascina Cuccagna    Sabato 14 aprile ore 14.30

 

CI  DIAMO  UNA  MOSSA !

 
 
Incontro di presentazione e organizzazione di un programma di eventi, iniziative, azioni promozionali da ospitare negli spazi agibili della Cascina Cuccagna da maggio ad agosto prossimi.
 
Sono invitati tutti i collaboratori e gli interessati al Progetto Cuccagna.
 
In particolare sollecitiamo caldamente la presenza
·       di chi desideri proporre proprie iniziative da mettere in calendario,
·       di chi voglia dare una mano, per quello che può, alla realizzazione del programma.
 
Girate l’invito ad amici e conoscenti che pensate possano contribuire.
 
 
CONSORZIO  CANTIERE  CUCCAGNA
 
 
p.s. nell’occasione si potrà prendere visione della nuova brochure di presentazione del Progetto Cuccagna ed avere aggiornamenti sul suo stato di avanzamento.
 
   

Giovedì, 12 Aprile, 2007 - 14:20

Mozione per un intervento urgente per i profughi

La mozione di seguito è stata presentata dal sottoscritto, Alessandro Rizzo Presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano, a nome di tutte le consigliere e i consiglieri de L’Unione del Consiglio di Zona 4, sottoscrittori del testo di proposta di deliberazione nella seduta del Consiglio di martedì 3 aprile 2007.

 
MOZIONE
Premesso
che dai primi mesi dell'inverno del 2006 si sono insediati in condizioni precarie e insalubri uomini e donne (oltre 140) provenienti dal Corno d'Africa, emigrate da zone di guerra e soggetti a violazioni gravi dei diritti umani e dei popoli
Considerato in diritto
che i suddetti rifugiati sono protetti formalmente dalla legge dello Stato italiano, in quanto sono stati riconosciuti come titolari dello status e della personalità giuridica, tutelate dalla giurisdizione internazionale di rifugiati con permesso d'asilo, umanitario e politico.
Considerato di fatto
la permanenza dei rifugiati in una caserma, non dotata dei servizi di primaria necessità, come la luce, la fornitura del gas, le condutture dell'acqua e
Vista
anche l'assenza totale del servizio di pulizia dei locali e degli spazi adiacenti alla struttura elargiti da parte dell’AMSA,
Preso atto
dell'assenza e della mancanza assoluta di un programma serio e coerente predisposto finalizzato all'accoglienza sociale e lavorativa, e l'impossibilità per i medesimi di accedere a servizi sanitari e sociali, disponibili per la cittadinanza
 
Considerato di fatto
che esistono fondi predisposti da parte del governo per il riconoscimento dei diritti e per la predisposizione di programmi di inserimento e di tutela dei diritti sociali e delle esigenze rientranti nell'obbligo internazionale di ospitalità dei rifugiati politici
Si invita e si esorta
 
il settore politiche sociali del Comune di Milano e l'assessorato alle politiche sociali di predisporre con carattere di urgenza un Piano di intervento e di accoglienza per le rifugiate e i rifugiati presso l'ex caserma di Viale Forlanini, oggi in stato ai degrado e di abbandono fatiscente, affinchè si possano trovare soluzioni immediate e dirette per questa insostenibile situazione, intollerabile secondo il diritto internazionale, e affinchè si possa permettere loro di ricostruirsi un'esistenza dignitosa e di eguali rispetto alla comunità.

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