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.: Il Blog di Antonella Fachin
Martedì, 6 Luglio, 2010 - 08:40

INCONTRO LISTE CIVICHE UNITI CON DARIO FO PER MILANO E UN’ALTRA PROVINCIA PER ELEZIONI COMUNALI

INCONTRO LISTE CIVICHE UNITI CON DARIO FO PER MILANO E UN’ALTRA PROVINCIA PER ELEZIONI COMUNALI 2011
Mercoledì 7 luglio 2010, ore 18.00/20.00
c/o negozio civico Chiamamilano - Largo Corsia dei Servi (Corso Vittorio Emanuele)
Mercoledì 7 luglio 2010, ore 18.00/20.00c/o negozio civico Chiamamilano - Largo Corsia dei Servi (Corso Vittorio Emanuele)
Abbandonata al governo dei poteri forti, delle grandi speculazioni, dell’infiltrazioni della criminalità organizzata, Milano si sta impoverendo economicamente, culturalmente e moralmente. Cresce la povertà, la precarietà della vita, la diffidenza nel prossimo e la chiusura in se stessi. Nella crisi dei partiti e nella frantumazione della sinistra si è disperso un patrimonio di speranza nella possibilità di sconfiggere questa politica.

Eppure le prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Milano sono una occasione vera per chiudere una lunga, troppo lunga parentesi di governo del centrodestra che ha visto questa profonda trasformazione della nostra città. Con questo obiettivo vogliamo lavorare come liste civiche che possono raccogliere il bisogno di partecipazione e l’aspirazione a governare nel segno del bene comune.

Per discuterne insieme mercoledì 7 luglio dalle 18 alle 20 presso il negozio civico Chiamamilano in largo Corsia dei Servi (corso Vittorio Emanuele) si incontrano le liste civiche Uniti con Dario Fo per Milano e Un'altra Provincia.
Introdurranno l’incontro Basilio Rizzo, Consigliere comunale di Uniti con Dario Fo per Milano, e Massimo Gatti, Consigliere provinciale di Un’altra Provincia.

Paolo Cagna Ninchi per Uniti con Dario Fo per Milano
Franco Morabito per Un’altra Provincia

Dove:
Negozio civico di Chiamamilano, Largo Corsia dei Servi, 11, Milano
Quando:
Da Mercoledì 7 Luglio - 18:00 a Mercoledì 7 Luglio - 20:00
Chi organizza:
Uniti con Dario Fo per Milano e Un’altra Provincia.
Martedì, 6 Luglio, 2010 - 08:38

La Milano del futuro. Lavoro e welfare. Verso le elezioni comunali

martedì 6 luglio, alle ore 15.00
presso la Sala Buozzi della Camera del Lavoro (c.so di Porta Vittoria 43)
si terrà un dibattito dal titolo:
La Milano del futuro. Lavoro e welfare. Verso le elezioni comunali.
Dopo l'introduzione di Onorio Rosati, ne dibatteranno:
Basilio Rizzo (Lista Fo),
Giuliana Carlino (italia dei Valori),
Roberto Cornelli (PD),
Daniele Farina (Sinistra e Libertà),
Milly Moratti (Milano Civica),
Nello Patta (Federazione della Sinistra).
Saranno presenti Associazioni MIlanesi
Dove:
Camera del lavoro di Milano - Sala Buozzi, corso di Porta Vittoria, 43
Quando:
Da Martedì 6 Luglio - 15:00 a Martedì 6 Luglio - 18:00
Domenica, 4 Luglio, 2010 - 18:48

CONTRO QUESTO PGT: 5 luglio, ore 18, in piazza della scala, davanti a palazzo Marino

La cementificazione di Milano con il PGT prosegue la linea seguita finora con il recupero dei sottotetti, i parcheggi sotterranei e i grandi interventi speculativi in corso in varie zone della città, in gran parte case di lusso e uffici destinati a rimanere vuoti.

Il partito del cemento comanda sempre a Milano.
A lunedì

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  Il Consiglio Comunale si appresta ad adottare il Piano di Governo del Territorio (PGT), che prevede di aggredire Milano con 23 milioni di metri cubi di cemento (220 grattacieli Pirelli)  distribuiti in tutte le aree della città dove potranno essere trasferiti a pagamento i diritti di costruzione assegnati alle aree agricole del Parco Sud, che non li avevano.  
Salveremo forse il Parco Sud, ma tutti gli abitanti di Milano rischiano di essere ancor più accerchiati dal cemento - molti cittadini si troveranno un grattacielo davanti alla propria casa - in una città già troppo densa, anche a causa  degli imponenti progetti in fase di realizzazione, che il PGT vuole densificare ulteriormente.
Milano ha bisogno di verde e di importanti quote di edilizia sociale.
D’altra parte il Comune non avrà neppure i fondi per dotare questi nuovi insediamenti dei servizi necessari perché le spese previste supereranno gli incassi per 9 miliardi di euro.
Le opposizioni, unitariamente, in Consiglio Comunale hanno condotto per mesi una battaglia dura e utile ottenendo alcuni risultati concreti che non rendono, però, il PGT ancora compatibile  con gli interessi generali della città.
Contro l’adozione di questo PGT si sono già espresse personalità di grande rilievo del mondo accademico, professionale e culturale di Milano.
L’Associazione Vivi e Progetta un’altra Milano
invita a manifestare l’opposizione a questo piano
Lunedì 5 luglio alle ore 18
in Piazza Scala davanti a Palazzo Marino


Aderiscono: 
Rete dei Comitati Milanesi - Comitato “ I MILLE”  Isola – Comitato Cittadinanza Metropolitana - Partito Democratico - Italia Dei Valori - Sinistra Ecologia Libertà - Federazione della Sinistra - Lista FO - Milano Civica – Un’altra Provincia -

APPELLO ALLE PERSONE RAGIONEVOLI E DI BUONA VOLONTA’:
L’azione emendativa svolta in Consiglio comunale nei confronti del progetto di PGT presentato dalla Giunta, pur avendo ottenuto qualche risultato per quanto riguarda il contenimento degli indici perequativi sulle aree dei parchi territoriali e l’inserimento di quote di edilizia sociale nei più rilevanti ambiti di trasformazione urbana lascia irrisolti altri aspetti critici fondamentali del Piano e cioè principalmente:

  1. La totale mancanza di un quadro di riferimento per la pianificazione dell’intera area metropolitana milanese ( dove vive una popolazione complessiva che è il quadruplo di quella del capoluogo ) in contrasto con quanto avviene in quasi tutte le aree metropolitane europee.. La conseguenza certa sarà uno scontro competitivo con i comuni dell’hinterland, a tutto danno dell’efficienza dell’intero sistema metropolitano.
  2. Le quantità edificatorie complessive create sono del tutto avulse dalla reale dinamica demografica e della produzione edilizia, in rapporto alle quali i volumi messi a disposizione dal piano sono sufficienti per alimentare la domanda edilizia per cinquanta o cento di anni: il che rende il piano un mostruoso non-piano, paragonabile ai prodotti peggiori dell’urbanistica del fascismo. Gli effetti di questo abnorme sovradimensionamento saranno: cantieri infiniti e discrasia temporale tra realizzazione dei nuovi quartieri e sviluppo del trasporto pubblico e dei servizi
  3. Gli indici edificatori vengono aumentati sino ad oltre 1 mq/mq rispetto allo 0,65-0,75 attuale : ciò significa per un verso una riduzione delle dotazioni pubbliche al limite minimo imposto dalla legislazione nazionale del 1968 (18 mq/abitante) o addirittura al di sotto del limite stesso, quando il resto delle regioni italiane è attestato attorno a valori di 24-28 mq/abitante e per altro verso, un ingiustificato e significativo incremento della rendita fondiaria.
  4. Il piano rinuncia ogni programmazione del mix funzionale, ed in particolare dei rapporti tra residenza e terziario con conseguenze imprevedibili sul sistema della mobilità e sulla vivibilità dei quartieri, a differenza di quanto avviene in tutto il mondo, dove i grandi attrattori terziari vengono accuratamente programmati e adeguatamente serviti, mentre i nuovi quartieri residenziali vengono sistematicamente protetti dalle interferenze più invasive.
  5. Il meccanismo perequativo immaginato è incontrollato, farraginoso, probabilmente irrealizzabile e viene illegittimamente esteso alle aree agricole, creando un mercato finanziario di diritti edificatori dei quali non è prevedibile dove, come e quando si trasformeranno in scelte insediative
  6. Le aree di proprietà pubblica (ex scali ferroviari, ex caserme) che il PGT vuole rendere massicciamente edificabili per fare cassa devono invece essere destinate a risarcire la città del verde mancante e a garantire grandi quote di edilizia sociale, come normalmente avviene negli altri paesi europei.
  7. La previsione del tunnel automobilistico deve essere non rinviata, ma cancellata. Essa contraddice ogni assunto di sostenibilità ambientale a parole enunciato dal piano, e rivela la mancanza di fede della stessa Giunta nelle sue stesse proposte in materia di sviluppo delle linee del trasporto pubblico.
  8. Il Piano deve essere l’occasione per garantire che la destinazione d’uso finale delle aree dell’Expò 2015 non sia quello edificatorio privato, ma che se ne consolidi la destinazione pubblica permanente con meccanismi perequativi simili a quelli proposti per i parchi territoriali.
Facciamo quindi appello alle forze politiche perché, affrontando compiutamente e nei tempi richiesti tali aspetti, diano prova della volontà reale di farsi difensori civici dell’interesse collettivo della città, fermando la corsa di questo terribile progetto
Sergio Brenna- Docente Politecnico
Giuseppe Boatti- Docente Politecnico
Giancarlo Consonni –Docente Politecnico
Graziella Tonon –Docente Politecnico
Antonello Boatti-Docente Politecnico
Jacopo Gardella – Architetto
Lodovico Meneghetti – Urbanista.
Luca Beltrami Gadola – Giornalista
Guglielmo Mozzoni – Architetto-Ideatore della "Citta’ Ideale"
Valeria Erba –Docente Politecnico
Federico Oliva- Presidente INU
Vittorio Gregotti – Professore
Augusto Cagnardi – Architetto
Michele Reginaldi – Architetto
Gae Aulenti – Architetto
Gillo Dorfles – Critico d’Arte
Beppe Caravita – Giornalista
Maria Cristina Treu –Docente Politecnico
Pierluigi Paolillo –Docente del Politecnico-
Giuliano Pisapia – Avvocato
Philippe Daverio –Critico d’Arte
Dario Fo- Premio Nobel
Franca Rame-Attrice
Guido Artom – Imprenditore
Davide Adriano – Architetto
Gabriele Adriano - Architetto
Alessandro Guerriero –Designer
Paolo Atzori – Designer
Bruno Nacci –Consulente editoriale
Tomaso Kemeny – Poeta
Umberto Fiori - Poeta
Inge Feltrinelli – Editore
Jacopo Casoni –Giornalista di Telenova
Arnaldo Pomodoro – Scultore
Teresa Pomodoro –Segretario Generale Fondazione " Arnaldo Pomodoro"
Maria Luisa Meneghetti – Docente Università di Milano-Lettere
Cesare Segre – Accademico dei Lincei – Critico Letterario

Venerdì, 11 Giugno, 2010 - 16:04

acqua potabile: tutela del servizio idrico pubblico di Milano

Gentili tutti/e,

come sapete è in corso la raccolta di firme ai 3 quesiti referendari per la ripubblicizzazione a livello nazionale dei servizi idrici che forniscono l'acqua potabile ed è bello sapere che a distanza di sole 6 settimane dall’inizio della campagna referendaria già 800.000 persone li hanno sottoscritti: di queste, 113.000 raccolte in Lombardia e 22.000 nella nostra città.
Coi 3 quesiti contenuti nel Referendum, si chiede l’abrogazione delle norme che obbligano i comuni a mettere sul mercato la gestione dei servizi idrici, ovvero acquedotti, fognature e depuratori. In primis la norma di cui si richiede la cancellazione è il famigerato art. 23 bis del cosiddetto Decreto Ronchi, col quale si impone la cessione ai privati della conduzione delle reti idriche, entro la scadenza del 31 dicembre 2011.
Con la loro firma a sostegno del Referendum, i cittadini della Lombardia vogliono manifestare la loro contrarietà alla privatizzazione di un bene vitale, qual è l’acqua. Già nel 2007 la voce dei cittadini lombardi aveva contestato una precedente legge regionale che obbligava alla privatizzazione dei servizi idrici: l’azione di protesta, sostenuta da 144 comuni, aveva portato alla modifica della legge lombarda nella direzione del mantenimento della gestione pubblica delle reti idriche.

In Lombardia l’impatto del Decreto Ronchi sarebbe devastante.
Sparirebbero aziende virtuose come Metropolitana Milanese - Servizio Idrico Integrato e Amiacque (ex CAP), che gestiscono gli acquedotti e i depuratori rispettivamente della città e della provincia di Milano.
Queste aziende, oggi totalmente pubbliche, in base al Decreto sarebbero costrette a lasciare il posto ad aziende private o, in alternativa, a mettere sul mercato almeno il 40% delle loro azioni. Si perderebbe in tal modo quel patrimonio di conoscenza e quella riconosciuta capacità di  gestione degli impianti,
conquistato in decenni dalle aziende pubbliche (per chi vuole sapere qualcosa di più dell'acquedotto milanese, che è pubblico sin dalla sua origine, 1889, riporto qui in fondo qualche nota tratte da "Le origini del civico acquedotto di Milano" di Gian Luca Lapini http://www.storiadimilano.it/citta/milanotecnica/acqua/acquedotto.htm).
Segnalo che nel 1889 fu ampiamente discusso se la gestione dell'acqua potabile dovesse esser pubblica o privata e allora chi promosse -con successo- l'impresa pubblica a Milano per la realizzazione e gestione dell'acquedotto ebbe a dire che non si poteva “convenientemente affidarsi a chi ne voglia fare motivo di lucro”.
PAROLE NON FURONO PIU' VERE DI QUESTE!
Ove i privati hanno la gestione dell'acquedotto (sia all'estero che in Comuni e/o Regioni d'Italia), i cittadini stanno subendo sulla loro pelle, anzi nelle loro tasche, l'aumento vertiginoso delle tariffe (+200%) senza alcun miglioramento del servizio, dato che per aumentare il profitto:
- in alcuni casi i gestori privati hanno non solo aumentato le tariffe ma anche tagliato i COSTI di manutenzione;
- in altri casi (ove la rete idrica è rimasta di proprietà del pubblico) i privati traggono solo profitti, lasciando all'ente locale (e quindi ai cittadini) le spese di ristrutturazione e ammodernamento della rete idrica. Della serie: i profitti a pochi (v. multinazionali francesi e italiane) e i costi a tutti, o meglio ai soliti!!

Alla luce di quanto sopra, oltre ad invitarvi a sottoscrivere i 3 quesiti referendari nei banchetti sparsi per la città, ho ritenuto doveroso presentare in consiglio di zona 3 la mozione allegata, che è stata condivisa da tutta l’opposizione di centro-sinistra. ObiEttivo della mozione è quella di ESPLICITARE NELLO STATUTO DEL COMUNE DI MILANO che il SERVIZIO IDRICO MILANESE DEVE RIMANERE PUBBLICO, dato che è un esempio di efficienza e professionalità, in linea con le performance europee.

Buona giornata a tutti/e
Antonella Fachin
Lista Fo
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Acquedotto milanese:
.... Così alla fine di questa lunga diatriba prevalsero le modeste, ma concrete e realistiche opinioni dell'Ufficio Tecnico Comunale, in particolare del giovane ingegnere Felice Poggi, che proponeva di attingere alla falda freatica, la tradizionale fonte usata da secoli dai milanesi, costruendo però pozzi profondi, in modo da avere garanzie di purezza e salubrità dell'acqua.
In effetti, durante la costruzione dei primi due pozzi sperimentali, intrapresa nella seconda metà del 1888 nella zona dell'Arena, si constatò che a profondità di 20-30 metri degli strati compatti di argilla proteggevano la falda dalle infiltrazioni superficiali, così che alla profondità raggiunta dallo scavo (il primo pozzo fu spinto fino a 145 metri, il secondo fino a 81m), l'acqua era ottima ed abbondante. In questi pozzi l’acqua risaliva per pressione naturale fino a 3-4 metri dal livello del suolo, ed era così possibile aspirarla facilmente con delle pompe sistemate qualche metro più in basso del livello stradale, ed azionate con cinghie.
All'inizio del 1889 fu di conseguenza decisa la costruzione del primo impianto di pompaggio, che fu denominato "Arena" ed entrò in servizio prima della fine dell'anno stesso. Esso era alimentato dai primi due pozzi sperimentali e da altri quattro scavati nel frattempo. ...omissis...
Questo primo impianto ebbe una notevole importanza, perché il suo successo determinò l'impostazione tecnica che l'acquedotto milanese avrebbe poi conservato fino ad oggi (così come fino ad oggi avrebbe conservato la caratteristica di essere una iniziativa pubblica). Esso diede inizio ad un progressivo e costante sviluppo del servizio di distribuzione dell’acqua potabile, sostenuto dal deciso aumento dei consumi che si innescò via via che i milanesi si accorsero della comodità dell'avere acqua in abbondanza nelle proprie case, e che divenne "naturale" pensare che i nuovi edifici dovessero allacciarsi all'acquedotto. ..omissis...
La rete dell’acqua potabile divenne una sorta di fiore all’occhiello fra le varie attività volte a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, che la municipalità intraprese negli anni di fine secolo, in quanto a differenza di altri servizi tecnici a rete, quali il
gas, l’elettricità e successivamente il telefono, fu organizzata fin dall’inizio come impresa pubblica in virtù di un carattere di necessità che, sostenevano i suoi promotori, non poteva “convenientemente affidarsi a chi ne voglia fare motivo di lucro”…..

Martedì, 8 Giugno, 2010 - 20:44

9 giugno: manifestazione per dire NO all'inceneritore nel parco AGRICOLO Sud

Per opportuna informazione e diffusione e, se potete, partecipazione.
L'appuntamento per la manifestazione contro l'ipotesi di costruire un inceneritore nel Parco Agricolo Sud Milano è dunque fissato alle ore h.14:00 di domani 9 Giugno 2010 presso la sede della Giunta Regionale della Lombardia in via Pola n.12 in concomitanza con lo svolgimento della citata "Conferenza dei Servizi", dove si deciderà anche del futuro della nostra salute (e del nostro portafogli).
 
Cari saluti
Antonella Fachin
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Buongiorno a tutti.
 
Ricordo che per domani 9 Giugno 2010 in Regione Lombardia (v.Pola, 12) è prevista la cosiddetta "Conferenza dei Servizi" nella quale verrà chiesta l'opinione dei sindaci coinvolti dal progetto di costruzione dell'inceneritore nel Parco Sud.
In realtà sono già (e da anni...) state sentite le opinioni di esperti della gestione dei rifiuti, come recentemente Paul Connett a Rozzano, i quali hanno autorevolmente bocciato una soluzione che serve (tanto per cambiare) solo ad arricchire l'improprio settore edile che spinge per costruire un mostro ecologico con i finanziamenti del CIP6, con i quali gli esperti della gestione dei contributi pubblici (che nulla sanno di gestione rifiuti) ci fanno pagare le nostre bollette ben il 7% in più del dovuto, per i loro affari che nulla c'entrano con la vera sostenibilità ambientale delle  energie realmente rinnnovabili (geotermico, solare, eolico, etc.).
Ricordo come l'incenerimento non elimina le discariche, bensì richieda addirittura l'apertura di discariche speciali per rifiuti tossici a causa delle ceneri rimaste dopo la combustione (rimangono 300 Kg. di ceneri tossiche per ogni tonnellata di rifiuti indifferenziati bruciata!), e anche per smaltire i rifiuti tossici non bruciabili e i filtri intasati di schifezze di ogni genere.
Infine la combustione comporta il rilascio di inquinanti di svariata natura: fumi, ceneri, inerti, fanghi reflui, scorie tossiche, diossina e nanoparticelle cancerogene che nessun filtro è in grado di trattenere visto che, per esempio a Brescia vi è il divieto di pascolo nelle zone circostanti l'impianto di incenerimento A2A, dove è stato verificato scientificamente un aumento dei casi tumorali.
Inoltre un inceneritore produce una minima quantità di energia elettrica, funzionale solo alla riscossione del contributo del CIP6 e dei contributi statali, e soprattutto disincentiva la reale raccolta differenziata, quella che può far diminuire davvero la tassa rifiuti in base a quanto si differenzia.
Mercoledì sarà l'ultima occasione per fare sentire la voce dei cittadini contrari alla falsa soluzione dell'inceneritore (per giunta previsto in pieno Parco Agricolo nella periferia Sud di Milano!), che comporterà solo un impoverimento per la zootecnia circostante all'impianto, una diminuzione del valore delle nostre case, uno spaventoso aumento del traffico pesante di camion carichi di indifferenziata lombarda (e di altre regioni), allontanandoci sempre più dall'unica vera sostenibilità di essere responsabili, ognuno per ciascuno, della differenziazione di ciò che si scarta.
A maggior ragione sapendo (ma bisogna informarsi...) che esistono praticabili alternative oggettivamente migliori sotto ogni aspetto e, in particolare, a costi sociali ed economici estremamente inferiori come il centro riciclo di Vedelago (www.centroriciclo.com) creato dalla benemerita Dottoressa Carla Poli, una delle tante realtà concrete che basterebbe copiare nel resto d'Italia...
L'appuntamento per la manifestazione contro l'ipotesi di costruire un inceneritore nel Parco Agricolo del Sud Milano è dunque fissato alle ore h.14:00 di domani 9 Giugno 2010 presso la sede della Giunta Regionale della Lombardia in via Pola n.12 in concomitanza con lo svolgimento della citata "Conferenza dei Servizi", dove si deciderà anche del futuro della nostra salute (e del nostro portafogli).

 
"Salute" a tutti,
alessandro diano

 
--
"Come si fa a ignorare che non è lecito investire per fabbricare prodotti di consumo durevole come quelli dei due secoli scorsi, dato che il Pianeta non è più in grado di metabolizzarne i rifiuti?"
(Pierpaolo Benni, "Bravo Rio", 2 Ottobre 2010)

Venerdì, 4 Giugno, 2010 - 10:59

OGGI 4 giugno: A FIANCO DELLA FREEDOM FLOTILLA, giornata di mobilitazione nazionale

VENERDI’ 4 GIUGNO
GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

MANIFESTAZIONE A MILANO
 ORE 17,30 IN PIAZZA SAN BABILA

A FIANCO DELLA FREEDOM FLOTILLA
SCENDIAMO IN PIAZZA
CONTRO I CRIMINI ISRAELIANI

All’alba del 31 maggio la Marina militare israeliana ha attaccato in acque internazionali le navi della Freedom Flotilla che, con 10.000 tonnellate di aiuti umanitari e circa 700 attivisti internazionali a bordo, si dirigevano verso le coste di Gaza. L’assalto ha provocato una strage tra gli internazionali, decine di feriti e il sequestro degli attivisti; a diverse ore dall’attacco non si hanno ancora notizie sulle loro condizioni, se non che sono ancora rinchiusi nelle prigioni israeliane del deserto del Neghev. 
Con l’arrembaggio delle navi della Freedom Flotilla, cariche di civili, armati unicamente della loro solidarietà alla popolazione palestinese di Gaza da tre anni sotto embargo, Israele ha compiuto un vero e proprio atto di pirateria e di palese violazione del diritto internazionale. Come durante l’operazione Piombo Fuso, che a cavallo tra il 2008 e il 2009 ha provocato l’uccisione di oltre 1.400 palestinesi di Gaza e il ferimento di oltre 5.000, lo Stato di Israele continua a ritenersi sollevato da ogni regola del diritto internazionale, fino a compiere atti di terrorismo di Stato come quello che ha violentemente bloccato le imbarcazioni della Freedom Flotilla.
Nel nostro paese, come in tutto il mondo, tante manifestazioni hanno espresso una determinata protesta contro l’arroganza e la violenza militare israeliana e contro l’atteggiamento di una comunità internazionale che continua a rendersi complice garantendo l’impunità ai crimini di un paese ancora una volta immune da atti concreti di condanna delle sue politiche. Continueremo a scendere in piazza e invitiamo alla mobilitazione in tutte le città italiane finché tutti gli attivisti internazionali sequestrati da Israele non saranno liberati. 
Israele non può rimanere impunita
Basta con il blocco di Gaza
Basta con l’occupazione

Comunità palestinese della Lombardia; Associazione dei palestinesi in Italia;
Reti milanesi di solidarietà con la Palestina

Mercoledì, 2 Giugno, 2010 - 18:31

GLI EFFETTI DELLA FINANZIARIA SU SALUTE E SICUREZZA

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo definitivo della Finanziaria di Berlusconi / Tremonti.
Potete trovare il pdf del Decreto ad esempio all’ indirizzo:
http://transfer.hagakure.it/manageritalia/dl_20100531.pdf
A parte ogni altra considerazione sulla natura reale della Finanziaria (fare pagare ai lavoratori e ai cittadini anni e anni di sperperi a vantaggio di imprenditori e politici), metto in evidenza i contenuti gravissimi dei seguenti articoli.
ARTICOLO 7 COMMA 1
“Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge, al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e il coordinamento stabile delle attività previste dall’ articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’ IPSEMA e l’ ISPESL sono soppressi e le relative funzioni  sono attribuite all’ INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute”
Con tale articolo si sopprime un istituto come l’ ISPESL: istituto sicuramente di parte, ma che comunque negli anni ha saputo dare un contributo positivo nella divulgazione di pubblicazioni tecniche e scientifiche di alto livello.
ARTICOLO 8 COMMA 12
"Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle amministrazioni pubbliche di cui all' art.1, comma 2 del decreto legislativo n.165 del 2001, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81, in materia di rischio da stress lavoro- correlato, è differito al 31 dicembre 2010".
Con tale articolo si ufficializza (al di là di ogni mandato che una legge finanziaria può dare a un Governo e in barba alla Costituzione) che la legge NON è uguale per tutti.
Per i dipendenti privati la valutazione del proprio stato di stress lavoro correlato parte obbligatoriamente dal 01/08/10, per i dipendenti  pubblici  (e non si sa bene per quale motivi) parte dal 01/01/11.
Diffondete & KNOW YOUR RIGHTS !
Marco Spezia - sp-mail@libero.it
RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO
Sabato, 29 Maggio, 2010 - 21:34

Consiglio regionale: Per Ponzoni accuse pesantissime

25 maggio 2010

Per Ponzoni accuse pesantissime

Occorre tutelare il Consiglio Regionale
 
Dopo l'indagine per concorso in bancarotta aperta a suo carico nell'ambito dell'inchiesta sulla bonifica di Santa Giulia, oggi notizie di stampa gettano nuove ombre inquietanti sull'ex assessore regionale, ora segretario del Consiglio, Massimo Ponzoni.

Per quanto ci riguarda, attendiamo l'esito dell'inchiesta. Ma riteniamo anche che occorra immediatamente tutelare la credibilità dell'istituzione regionale, di fronte ad accuse gravissime.

Il reato ipotizzato sarebbe infatti quello di corruzione e l'indagine farebbe addirittura capo al pool antimafia di Milano. Sullo sfondo la presenza dei clan della ‘ndrangheta in Brianza. E, accanto a Ponzoni, il presunto coinvolgimento di Rosario Perri, a suo tempo nominato da Formigoni commissario del Parco delle Groane e oggi assessore provinciale a Monza.

Chiediamo quindi che Massimo Ponzoni e il Pdl facciano subito chiarezza, assumendosi la responsabilità politica della situazione, perché far parte di un organo di garanzia come l'Ufficio di Presidenza e avere pendenze giudiziarie di tale peso appare, agli occhi di chiunque, del tutto incompatibile.

Venerdì, 28 Maggio, 2010 - 16:31

HUMOR: grandi manovre .. finanziarie


Grandi manovre.

mag 27
Giovedì, 27 Maggio, 2010 - 12:11

OGGI: CONSIGLIO PROVINCIALE PER DISCUTERE L’AMPLIAMENTO DELL’INCENERITORE: partecipate!

Per opportuna info e diffusione tra conoscenti e, se potete, partecipazione.
Come ben sapete le direttive europee e la normativa nazionale prevede un ordine di priorità negli interventi di gestione dei rifiuti:
1.    riduzione alla fonte;
2.    raccolta differenziata e recupero/riciclo
3.    discariche o inceneritori.
In Italia e soprattutto in Lombardia si sta facendo da anni l’esatto contrario!
Non si incentiva la raccolta differenziata (a Milano da anni i cittadini separavano i cartoni ma l’AMSA li buttava insieme ai sacchi neri con destinazione inceneritore Silla 2!) e solo da qualche giorno ha avviato l’ennesima sperimentazione per la raccolta dei cartoni!!!
Non si realizzano impianti di compostaggio per il recupero della porzione umida dei rifiuti (molto ambita dagli agricoltori perché restituisce materia organica al terreno, fertilizzandolo in maniera naturale), nonostante il piano rifiuti della Provincia di Milano da anni denuncia la carenza di questi impianti e la scuola di agraria del Parco di Monza sia tra i massimi esperti e insegni come ben realizzare e ben gestire questi impianti con tecnologia ormai consolidata da anni.
Nulla si fa infine per favorire la riduzione della quantità di rifiuti prodotti, nonostante le tante esperienze sul territorio (in vari Comuni d’Italia, oltre che all’estero) dimostrano che ciò sia fattibilissimo e senza tanta difficoltà… basta solo la volontà politica.
Cari saluti
Antonella Fachin


CONSIGLIO PROVINCIALE PER DISCUTERE L’AMPLIAMENTO DELL’INCENERITORE
GIOVEDÌ 27 MAGGIO 2010

È stato convocato un Consiglio Provinciale dalla Provincia di Milano in cui si discuterà con i Sindaci della zona le obiezioni presentate contro l’ampliamento del’inceneritore di Trezzo sull’Adda.
È importante rafforzare la posizione dei Sindaci, nostri rappresentanti, partecipando numerosi a questo incontro che si terra alle ore 14.30 presso il palazzo della Provincia di Milano in via Vivaio, 1 Milano .
Nonostante sia un giorno feriale, partecipiamo numerosi a questo incontro e ribadiamo
il nostro NO all’ampliamento!
Il Comitato No Ampliamento Inceneritore si è organizzato per partire alle ore 13 dalla metropolitana di Gessate (davanti all’edicola) e chiunque voglia unirsi al gruppo
sarà bene accetto.
Il Comune di Pozzo d’Adda sta anche organizzando un pullman
TI ASPETTIAMO!
Comitato No Ampliamento Inceneritore
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Caro Vito,
mi chiamo Paolo Stabellini, ho 38 anni e sono il Presidente del comitato contro il raddoppio dell'inceneritore di Trezzo sull'Adda che si è appena costituito per promuovere l'informazione, la presa di coscienza e l'iniziativa per difendere il NOSTRO AMBIENTE e la NOSTRA SALUTE.
Il nostro gruppo nasce sul territorio di Grezzago, con la prospettiva futura di abbracciare tutto il territorio limitrofo.
Il nostro lavoro ha la finalità di capire quali sono i problemi che potrebbero influenzare la nostra vita e cercare delle soluzioni, proporle e sostenerle attraverso tutti i canali a disposizione, coinvolgendo e contattando le amministrazioni locali, le autorità preposte e avvalendosi della collaborazione delle istituzioni per la protezione dell'ambiente presenti sul territorio.
Come avrai ben capito siamo un gruppo che è fortemente legato al territorio in cui vive e che non si propone di cambiare il mondo ma di proteggere e di migliorare la qualità della vita quotidiana di ognuno di noi, delle nostre famiglie, dei nostri amici e soprattutto dei NOSTRI FIGLI e delle generazioni future.
La nostra attenzione si rivolgerà di volta in volta a problemi diversi, a partire da un tema che in questi giorni ci è particolarmente caro, che è quello di evitare il raddoppio dell'inceneritore di Trezzo sulla'Adda. Un inceneritore costituisce una minaccia silenziosa, invisibile: le sue emissioni non si vedono, non si sentono, ma ci sono, le respiriamo ogni giorno, e se oggi non ce ne rendiamo conto e domani neppure, cosa accadrà dopodomani, tra sei mesi o tra due anni? Nessuno lo sa con certezza anche se è scientificamente provato che queste emissioni sono inquinanti per l'ambiente e nocive per l'uomo, ma molti sembrano non badarci, e non si oppongono alla loro costruzione o al loro ampliamento come in questo caso, e le grandi società private ne approfittano, perché "bruciare i rifiuti" è un business redditizio", e si sa che quando ci sono di mezzo i soldi la salute delle persone e il benessere di un territorio passano in secondo piano, diventano argomenti scomodi, da trascurare, da tacere.
Così nasce il nostro gruppo, per cercare di costruire un CIELO PIU' PULITO per noi e per TUTTI e il nostro sito internet www.cielopulito.com.
Il bacino interessato alla cosa è costituito da circa 300.000 persone e io come Presidente del comitato sono a chiedere il tuo aiuto in questa lotta che per noi e per le nostre famiglie è veramente sentita. Per te può essere il modo di fare politica a contatto con tanti cittadini che apprezzerebbero il tuo coinvolgimento e credimi non ti farebbero mai più mancare il proprio voto.
Fammi sapere se la cosa ti può interessare e se sei disposto a darci una mano.
Grazie in anticipo per quello che farai per noi Paolo Stabellini Presidente del Comitato contro l'inceneritore di Trezzo Sull'Adda www.cielopulito.com

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