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.: Il Blog di Antonella Fachin
Martedì, 30 Dicembre, 2008 - 10:06

GAZA: finirà mai questa guerra?!?!

Dal libro di  Daniel Barenboim  La Musica sveglia il tempo , pag.167.
"La Dichiarazione d'indipendenza di Israele" ( 1948 ) costituì uno stimolo a credere negli ideali che ci trasformarono da ebrei in israeliani.
Questo documento straordinario sanciva certi impegni: “Lo Stato di Israele si  dedicherà allo sviluppo di questo paese per il bene di tutti i suoi cittadini ; sarà fondato  sui principi di libertà, giustizia e pace, e sarà guidato dalla visione dei  profeti di Israele; garantirà pieni e eguali diritti, sociali e politici, a tutti i suoi cittadini, indipendentemente dalle differenze  di religione, di razza o di sesso; tutelerà la libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura".

Certo, la dichiarazione di indipendenza di Israele non ripudia la guerra, come affermato nella nostra Costituzione, ma c'è da chiedersi, come ha fatto Mustafa Barghouti:

Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?
Intervento dell'ex ministro dell'informazione del governo di unità nazionale palestinese, Mustafa Barghouti.
Ramallah, 27 dicembre 2008.
"E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua.
Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano?
Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l'elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto?
E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa.
La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili - e d'altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all'angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? - se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di Israele? Se l'obiettivo è sradicare Hamas - tutto questo rafforza Hamas. Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l'esercizio della democrazia - ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa. Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare il coraggio di disertare - non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho dovuto assassinarlo per autodifesa - la racconteranno così, un giorno i sopravvissuti.
E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con cui parlare. E effettivamente - e ma come potrebbero mai averlo, trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto - perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l'ennesima arma di distrazione di massa per l'opinione pubblica internazionale? Quattro pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna azione che possa minare la fiducia tra le parti, come - testuale - gli attacchi contro i civili. Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis è un processo di pace, mentre l'unica mappa che procede sono qui intanto le terre confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti allargati - perché allora non è processo di pace la proposta saudita? La fine dell'occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di reazione? Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall'altro lato del Muro?
Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani, sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora, l'indifferenza. Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco nome a nome, vita a vita - solo una vertigine di infinito abbandono e smarrimento. Europei, americani e anche gli arabi - perché dove è finita la sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo di Rafah? - siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo delegazione - e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole restano nell'aria, come sugheri sull'acqua. Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola? Una clinica forse? Delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi - no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia - sanzioni, sanzioni contro Israele.
Ma rispondete - e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori - no, sarebbe antisemita. Ma chi è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per sessant'anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i lati? Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull'ultima razza soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l'esatto opposto, sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah chiamata sionismo. Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.
So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo apartheid - e genocidio. Perché non importa che le politiche israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che l'ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza dei vincitori. La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si sentì berlinese, davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?"
(testo raccolto da Francesca Borri e pubblicato sul sito www.peacereporter.it)

Data la tragicità della guerra tra Israele e il popolo palestinese e i tanti morti a Gaza e nel sud di Israele, riporto qui di seguito altri contributi di informazione e riflessione.

 
AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE PROTEZIONE PER I CIVILI A GAZA E NEL SUD D'ISRAELE 
Amnesty International ha chiesto alle forze israeliane e ai gruppi armati palestinesi di porre immediatamente fine agli attacchi illegali contro Gaza e il sud d'Israele, che a partire da sabato 27 dicembre hanno causato
la morte di almeno 280 civili palestinesi e di due civili israeliani. 
I bombardamenti sulla Striscia di Gaza hanno provocato il piu' alto numero di morti e feriti mai registrato in quattro decenni di occupazione israeliana: tra le vittime palestinesi vi sono decine di civili non armati e di poliziotti che non stavano prendendo parte alle ostilita'. 
'L'uso sproporzionato della forza da parte di Israele e' illegale e rischia di provocare ulteriore violenza in tutta la regione' - ha
dichiarato Amnesty International. 'L'escalation di violenza e' arrivata in un momento in cui la popolazione di Gaza gia' era impegnata in una lotta quotidiana per la sopravvivenza, a causa del blocco israeliano che impedisce l'ingresso anche di viveri e medicinali'.

'Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi condividono la responsabilita' per l'escalation. I continui lanci di razzi sulle citta' e i villaggi israeliani sono illegali e non possono essere giustificati in alcun modo' - ha proseguito Amnesty International, che ha sollecitato la comunita' internazionale a intervenire senza indugio per garantire che i civili intrappolati nella violenza siano protetti e che il blocco di Gaza sia rimosso. 
L'ultimo pesante attacco ha portato a 650 il numero dei palestinesi uccisi quest'anno dalle forze israeliane: almeno un terzo delle vittime, tra cui 70 bambini, erano civili. Nello stesso periodo, i gruppi armati palestinesi hanno ucciso 25 israeliani, 16 dei quali civili, tra cui quattro bambini. Negli ultimi otto anni la violenza israelo-palestinese ha causato la morte di circa 5000 palestinesi e 1100 israeliani. La maggior parte delle vittime da entrambi i lati erano civili e tra esse figurano circa 900 bambini palestinesi e 120 bambini israeliani. 
Nelle ultime settimane le agenzie delle Nazioni Unite, che provvedono all'80 per cento del fabbisogno alimentare di un milione e mezzo di abitanti, hanno ripetutamente protestato contro il rifiuto israeliano di consentire l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza.

Il blocco israeliano ha fatto si' che la tregua di cinque mesi e mezzo tra Israele, Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi migliorasse di poco o niente la vita della popolazione di Gaza. La tregua e' di fatto cessata il 4 novembre, quando le forze israeliane hanno ucciso sei militanti palestinesi e una scarica di razzi palestinesi ha colpito le citta' e i villaggi del sud d'Israele.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 29 dicembre 2008

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"Nell'aria acre odore di zolfo, nel cielo lampi intermezzano fragorosi boati.
Ormai le mie orecchie sono sorde dalle esplosioni e i miei occhi aridi di lacrime dinnanzi ai cadaveri.

Mi trovo dinnanzi all'ospedale di Al Shifa, il principale di Gaza, ed è appena giunta la terribile minaccia che Israele avrebbe deciso di bombardare la nuova ala in costruzione.
Non sarebbe una novità, ieri è stato bombardato l'ospedale Wea'm.
Insieme ad un deposito di medicinali a Rafah,
l'università islamica (distrutta),
e diverse moschee sparse per tutta la striscia.
Oltre a decine di installazioni CIVILI.

Pare che non trovando più obbiettivi "sensibili",
l'aviazione e la marina militare si diletti nel bersagliare luoghi sacri, scuole e ospedali.

E' un 11 settembre ad ogni ora, ogni minuto, da queste parti,
e il domani è sempre una nuovo giorno di lutto, sempre uguale.
Si avvertono gli elicotteri e gli aerei costantemente in volo,
quando vedi il lampo, sei già spacciato,
è troppo tardi per mettersi in salvo.

Non ci sono bunker antibombe in tutta la Striscia,
nessun posto è al sicuro.

Non riesco a contattare più amici a Rafah,
neanche quelli che abitano a  Nord di Gaza city,
spero perchè le linee sono intasate.
Ci spero.
Sono 60 ore che non chiudo occhio,
come me, tutti i gazawi.

Ieri io e altri 3 compagni dell'ISM abbiamo trascorso tutta la nottata all'ospedale di al Awda del campo profughi di Jabalia. Ci siamo andati perchè temevamo la tanto paventata incursione di terra che poi non si è verificata.
Ma i carri armati israeliani stazionano pronti lungo il confine tutto il confine della Striscia,
il loro cingoli affamati di corpi pare si metteranno in funerea marcia questa di notte.

Verso le 23,30 una bomba è precipitata a circa 800 metri dall'ospedale,
l'onda d'urto a mandato in frammenti diversi vetri delle finestre, ferendo i feriti.
Un' ambulanza si è recata sul posto, hanno tirato giù una moschea, fortunatamente vuota a quell'ora.
Sfortunatamente, anche se non di sfortuna ma di volontà criminale e terroristica di compiere stragi di civili,
la bomba israeliana ha distrutto anche l'edificio adiacente alla moschea, distruggendolo.

Abbiamo visto tirare fuori dalle macerie i corpicini di sei sorelline.
5 sono morte, una è gravissima.

Hanno adagiato le bambine sull'asfalto carbonizzato,
e sembravano bamboline rotte, buttate via perchè inservibili.
Non è un errore, è volontario cinico orrore.
Siamo a quota 320 morti,
più di un migliaio i feriti, 
secondo un dottore di Shifa il 60% è destinato a morire nelle prossime ore,
nei prossimi giorni di una lunga agonia. 
Decine sono i dispersi,
negli ospedali donne disperate cercano i mariti, i figli,
da due giorni, spesso invano.
E' uno spettacolo macabro all'obitorio.
Un infermiere mi ha detto che una donna palestinese dopo ore di ricerca fra i pezzi di cadaveri all'obitorio,
ha riconosciuto suo marito da una mano amputata.
Tutto quello che di suo marito è rimasto,
e la fede ancora al dito dell'amore eterno che si erano ripromessi. 
Di una casa abitata da due famiglie,
è rimasto ben poco dei corpi umani.
Ai parenti hanno mostrato un mezzo busto,
e tre gambe. 
Proprio in questo momento una delle nostre barche del Free Gaza Movement sta lasciando il porto di Larnaca in Cipro. Ho parlato coi miei amici a bordo. Eroici, hanno ammassato medicinali un pò in ogni dove sull'imbarcazione.
Dovrebbe approdare al porto di Gaza domani verso le 08.00 am.
Sempre che il porto esista ancora dopo quest'altra notte di costanti bombardamenti.
Starò in contatto con loro tutto questo tempo.

Qualcuno fermi questo incubo.
Rimanere in silenzio significa supportare il genocidio in corso.
Urlate la vostra indignazione, in ogni capitale del mondo "civile",
in ogni città, in ogni piazza,
sovrastate le nostre urla di dolore e terrore.
C'è una parte di umanità che sta morendo in pietoso ascolto. 
Vik in Gaza
Vittorio Arrigoni"

Lunedì, 29 Dicembre, 2008 - 13:47

Realizzazione delle case dell’acqua a Milano

M O Z I O N E
 
Presentata dal Consigliere ANTONELLA FACHIN (Uniti con Dario Fo per Milano)
 
nella seduta del  6 novembre 2008

OGGETTO: Realizzazione delle case dell’acqua a Milano
PREMESSO CHE
-          Il Consiglio di Zona 3 ha deliberato in data 22 novembre 2007 una mozione avente per oggetto: “Case dell’acqua – erogazione alla cittadinanza dell’acqua potabile in alcuni punti decentrati del Servizio Idrico di Milano”;
-          Nella citata delibera si chiede “al Sindaco, alla Giunta e all’Assessorato competente di procedere alla progettazione e alla realizzazione in forma sperimentale, attraverso il Servizio Idrico Integrato della Metropolitana Milanese, di alcune Case dell’acqua in spazi verdi della Zona 3 prossimi ai quartieri abitati, volte a fornire ai cittadini punti di prelievo pubblico dell’acqua potabile, anche gassata e refrigerata, e dotandole di un regolamento d’uso e della necessaria opera di controllo sul loro corretto utilizzo”;
-          Analoghe deliberazioni sono state assunte nell’autunno 2007 da altre sette Zone del Decentramento;
-          Il Consiglio Comunale ha approvato in data 3 marzo 2008 un ordine del giorno collegato alla deliberazione n° 149 con il programma e il piano triennale 2008-2010 dell’ATO di Milano;
-          Nell’odg citato si impegna il Sindaco e l’Assessore competente a procedere alla realizzazione di Case dell’acqua a Milano in considerazione degli ottimi risultati conseguiti nei numerosi comuni dell’hinterland che si sono dotati di questo servizio;
CONSIDERATO CHE
-          Le Case dell’acqua valorizzano l’ottima qualità delle nostre acque, una risorsa pubblica controllata e genuina, riducono la produzione di rifiuti in materiale plastico e in vetro, azzerano la necessità di movimentazione pesante dell’acqua imbottigliata in luoghi spesso lontani dal consumatore, e –trattandosi di servizio gratuito offerto ai cittadini- consentono un notevole risparmio economico ai cittadini consumatori;
-          Le Case dell’acqua nei comuni dell’hinterland hanno raccolto il consenso della cittadinanza, erogando ciascuna una media di 3.500 litri al giorno;
-          Le Case dell’acqua nell’hinterland continuano a crescere: il 22 settembre scorso è stata inaugurata quella di Zibido San Giacomo;
-          Il costo stimato di realizzazione è di circa 50-60.000 euro a carico del gestore e quello di gestione a carico del Comune è di circa 20.000 euro l’anno;
-          La realizzazione delle Case dell’acqua rappresentano un risparmio per il Comune nella riduzione dei costi di gestione dei rifiuti solidi urbani e un evidente contributo all’educazione ambientale dei cittadini e alla tutela dell’ambiente. Infatti:
1.      I dati di consumo delle sole prime sette Case dell’Acqua dopo un anno dalla loro realizzazione, consentono di identificare in oltre 5.3 milioni il numero totale di contenitori riutilizzati che NON hanno generato rifiuti. Se si considera che mediamente da un kg di PET si ricavano 28 bottiglie per le quali è necessario l’utilizzo di 2 kg di petrolio e 18 litri d’acqua (fonte Paul McRande, The Green Guide in State of the World 2004, ed. Ambiente) possiamo ricavarne un dato estremamente significativo, ovvero che le Case dell’Acqua hanno permesso il risparmio di quasi 380 tonnellate di petrolio e di quasi 3.5 milioni di litri d’acqua – cioè 54 tonnellate di petrolio risparmiate da una sola Casa dell’acqua.
2.      Le 27 tonnellate di PET che ciascuna Casa dell’Acqua ha in un anno risparmiato si traducono in una mancata emissione in atmosfera di 54 tonnellate di anidride carbonica, 24 kg di idrocarburi, 607 kg di ossido di zolfo, e 438 kg di monossido di carbonio (fonte Paul McRande, The Green Guide in State of the World 2004, ed. Ambiente)
Fonte: Acqua info anno quinto, numero diciassette pag. 11 articolo “Vantaggi ecologici da Case dell’Acqua, tutti i numeri per l’ambiente” a cura del Dott. Nicola Pievani, Key Account Casa dell’Acqua.
il Consiglio di Zona 3
SOLLECITA
il Sindaco e l’Assessore competente
a provvedere senza altro indugio alla realizzazione di Case dell’acqua in ogni Zona del decentramento milanese, negli spazi verdi dei quartieri popolari, delle periferie e dei luoghi di grande frequentazione.

Lunedì, 29 Dicembre, 2008 - 13:44

box sotterranei di via B. Marcello: sistemazione della superficie

I N T E R R O G A Z I O N E

Presentata da  ANTONELLA FACHIN (Uniti con Dario Fo per Milano)
nella seduta del  23 ottobre 2008
OGGETTO: box sotterranei di via B. Marcello: sistemazione della parte superficiale

VISTI
gli artt. 43, comma 2, del D. lgs. 18.8.2000 n. 267; 93, comma 2. dello Statuto comunale e 25, comma 3, lett. c), e 11 del Regolamento sul decentramento territoriale
Sono ormai trascorsi 1.004 giorni dall’ultimazione dei lavori di realizzazione dei box sotterranei in via Benedetto Marcello e i lavori di sistemazione della superficie non sono ancora iniziati.
Se dopo oltre 1.000 giorni il Comune di Milano non è riuscito a realizzare un giardinetto e un campo giochi, la sottoscritta si chiede anche come possa lo stesso Comune realizzare in “soli” 2.500 giorni l’Expo 2015!
La sottoscritta chiede di sapere quando inizieranno i lavori di sistemazione della parte superficiale, onde consentire ai residenti di vivere in una via decorosa e ai bambini di giocare finalmente con l’orso Marcello e quando la via Mercadante verrà liberata dalle bancarelle, ivi collocate “in via provvisoria”.
La sottoscritta, data l’ingiustificabile inerzia del Comune, chiede di sapere perchè gli ambulanti, che provengono da innumerevoli luoghi della provincia e della regione, abbiano più diritti dei residenti di via Benedetto Marcello e, in particolare, perchè gli ambulanti –portatori di interesse particolare- abbiano da quasi tre anni un evidente diritto di veto alla realizzazione del progetto di sistemazione della superficie della via, nell’interesse del bene comune e della collettività.
La sottoscritta chiede inoltre di sapere se il Comune intenda recepire i puntuali rilievi del Corpo Forestale dello Stato che ha correttamente e doverosamente sottolineato la necessità di dare priorità al vincolo ambientale, e quindi alla ricostituzione dei precedenti filari di alberi e alle esigenze di tutela (ampie griglie di difesa degli alberi del filare centrale e aiuole di collegamento tra gli alberi dei filari laterali, analogamente a quanto già fatto nel tratto tra via Vitruvio e Via Boscovich).
La sottoscritta chiede quindi di sapere se il Comune intenda rendersi conto che il numero di autorizzazioni concesse agli ambulanti per l’occupazione del suolo sono eccessive e non armonizzate con il contesto della via, in quanto si arriva ad avere tra le 180 e le 220 bancarelle in una via non destinata ad uso mercatale, né tanto meno all’“abuso” mercatale attuale.
Dato che gli oneri di urbanizzazione per la costruzione dei box ammontano a 1,5 mio di euro, la sottoscritta chiede di sapere il costo di realizzazione del giardino e del campo giochi e la destinazione della somma residua che deve essere dedicata alla riqualificazione della zona e certamente non deve entrare nella cassa del Comune per coprire eventuali buchi di bilancio.
La sottoscritta chiede anche di sapere se il Comune intenda quindi “compensare” il ritardo che i residenti hanno dovuto e continuano a dover sopportare, procedendo non solo alla realizzazione della copertura dei box, ma quantomeno anche al completamento della riqualificazione della via B. Marcello nel tratto tra via Scarlatti e Via Vitruvio. Ciò, anche nel rispetto del vincolo ambientale esistente su tutta la via sin dal 1965 e attualmente del tutto ignorato, a causa della parcellizzazione dei progetti e dei relativi interventi, oltre che per i tempi insopportabilmente lunghi che sono in parte anche causa del grave disagio e degrado esistente.
La sottoscritta chiede anche di sapere quando il Comune vorrà finalmente consentire ai residenti –dopo anni di disagi- di recuperare l’agibilità della via B. Marcello e il pieno ed effettivo diritto di circolazione, non solo per i casi di emergenza (v. ambulanze, VV.F. e vetture della Polizia).
Il Sindaco e i suoi assessori dichiarano che è precipuo compito di un amministratore ascoltare le varie istanze dei cittadini e giungere rapidamente ad una decisione: ebbene perché il Comune non ascolta né i residenti della zona, né il Consiglio di Zona 3 e non decide?
Tale decisione, se adottata nel rispetto del vincolo ambientale esistente, scontenterà quella parte degli ambulanti che non ha a cuore il decoro urbano, ma ridarà dignità alla via Benedetto Marcello.
Milano, lì 23 ottobre 2008
Lunedì, 29 Dicembre, 2008 - 13:43

Mercati all’aperto ed esercizi commerciali di derrate alimentari

M O Z I O N E     U R G E N T E

 
Presentata dalla Consigliera ANTONELLA FACHIN (Uniti con Dario Fo per Milano)
 
nella seduta del  23 ottobre 2008

OGGETTO: Mercati all’aperto ed esercizi commerciali di derrate alimentari: riqualificazione del servizio di sbarramento della Polizia Locale e potenziamento dell’organico della Polizia Annonaria

 
Il Consiglio di Zona 3
Premesso che
-        gli esercizi commerciali in Milano sono oltre 95.000 e 95 sono i mercati all’aperto;
-       negli ultimi anni il commercio si è modificato: sono aumentati gli esercizi commerciali “etnici” che vendono o somministrano alimentari esotici o di importazione da paesi extra-UE (ristoranti cinesi, rosticcerie e kebab, macellerie arabe, alimentari etnici ecc.) e, relativamente al commercio ambulante, è ancora diffuso il fenomeno dell’abusivismo;
-       recentemente, inoltre, sono ricomparse sulla stampa notizie di adulterazioni e contraffazioni alimentari di vario genere;
-       allo stato attuale:
o       i Reparti zonali della Polizia Locale svolgono un servizio di prevenzione all’interno dei mercati all’aperto (v. furti, borseggi, scippi ecc.) e un servizio di viabilità lungo il perimetro del mercato;
o       il Comando centrale della Polizia Locale, in ausilio all’AMSA durante le fasi di raccolta dei rifiuti e di lavaggio/spazzatura della strada, ha assegnato al reparto radio mobile un servizio specifico di sbarramento delle vie dei mercati principali, da realizzarsi al termine dell’orario di mercato;
o       la Polizia Locale ha inoltre una sezione “Annonaria” con il compito tra l’altro di controllare tutti gli esercizi commerciali e i mercati rionali di Milano, che consta di un organico di sole 94 unità;
-        i cittadini da anni denunciano lo stato di degrado delle vie al termine dei mercati rionali all’aperto e lamentano l’abbandono dei rifiuti per strada senza alcun rispetto del decoro urbano;
tutto ciò premesso
CHIEDE
al Sindaco di Milano,
agli Assessori alle Attività Produttive, all'Arredo, Decoro Urbano e Verde, alla Sicurezza
al Comando di Polizia Locale
1.      di potenziare la lotta all’abusivismo e il controllo circa la regolarità degli esercizi commerciali e degli ambulanti nonché della merce in vendita, con particolare attenzione agli esercizi commerciali e agli ambulanti di cibi freschi e/o crudi e/o surgelati (v. macellerie, pescherie, rosticcerie ecc.);
2.      di procedere all’aggiornamento dei regolamenti relativi al decoro urbano e alla polizia annonaria, al fine di adeguare le norme alla realtà attuale ed elevare le sanzioni;
3.      di considerare tra le priorità della Polizia Locale anche la verifica della corretta gestione della raccolta differenziata dei rifiuti da parte degli ambulanti e dei commercianti in genere, in modo da indurre i trasgressori a modificare il loro comportamento, nel rispetto delle norme in materia di decoro urbano e, conseguentemente:
a.       di razionalizzare, in maniera più organica e diffusa, la localizzazione degli agenti e dei mezzi sul territorio, onde garantire il controllo sia in centro che in periferia;
b.      di potenziare il numero di agenti e le risorse della Polizia Locale in genere e della Sezione Annonaria in particolare;
4.      di riqualificare e migliorare il servizio di sbarramento operato dal reparto radio mobile.
Lo sbarramento, opportunamente fatto con transenne, con la vettura d’ordinanza o altro, dovrebbe iniziare almeno mezz’ora prima della fine del mercato, onde consentire agli agenti di Polizia Locale di verificare che i singoli ambulanti lascino la propria area di sosta nel rispetto del decoro urbano (ossia pulita e con i rifiuti correttamente accatastati in maniera differenziata) e di irrogare le sanzioni del caso, qualora l’invito rivolto al trasgressore dovesse rimanere inascoltato.
In tal modo il Comando di Polizia Locale assicurerebbe un servizio più qualificato da parte degli agenti, anche tramite una più efficace attività di controllo e sanzionatoria, perseguendo anche un evidente risparmio di denaro pubblico a vantaggio della collettività. Infatti:
-         l’AMSA potrebbe raccogliere in maniera differenziata tutti i rifiuti dei mercati: umido, legno, plastica, cartone e la percentuale di raccolta differenziata in Milano aumenterebbe di qualche punto senza alcuna difficoltà;
-         l’AMSA potrebbe inoltre pulire le vie molto più rapidamente, dimezzando i tempi e consentendo ai cittadini residenti di ritornare più rapidamente alla normalità;
-         la Polizia Locale, sanzionando i trasgressori, adempirebbe ai suoi doveri di fronte a violazioni ormai macroscopiche e non più tollerabili, ridurrebbe il numero di ore straordinarie da svolgere in ausilio all’AMSA e ridurrebbe anche il suo costo a carico della collettività;
-         il Comune di Milano, infine, renderebbe un servizio efficiente e rapido alla collettività, perseguendo una politica di rispetto del decoro urbano ed eliminando sacche inaccettabili di impunità tra gli ambulanti.
 
5.      di prevedere il servizio di controllo della Polizia Annonaria, sotto il profilo igienico-sanitario, non solo durante le ore del mercato, ma anche in prossimità della fine del mercato.
-         Rientra, infatti, tra i suoi compiti anche quello di accertare che gli ambulanti effettuino una corretta gestione dei rifiuti organici da essi prodotti e non li abbandonino sul suolo pubblico, creando rischi per la salute pubblica, sotto il profilo igienico-sanitario.
-         Tale accertamento dovrà essere effettuato non solo durante lo svolgimento del mercato, verificando dove e come i rifiuti organici (l’umido) venga gestito e raccolto, e non abbandonato o gettato ai margini della propria piazzola, ma anche in prossimità dell’orario di fine del mercato che costituisce il momento più critico della gestione dei rifiuti prodotti dagli ambulanti.
6.      di invitare l’AMSA a potenziare l’attività dei propri ausiliari, affinché procedano sistematicamente ai necessari controlli nei confronti degli ambulanti, così come nei confronti dei condomìni.
Milano, 23 ottobre 2008

Lunedì, 29 Dicembre, 2008 - 13:39

Rotte aeree in decollo da Milano Linate

I N T E R R O G A Z I O N E
Presentata nella seduta del 3 dicembre 2008
Dal  consigliere: Antonella FACHIN (Uniti con Dario Fo per Milano)

Oggetto:  Rotte aeree in decollo da Milano Linate
La sottoscritta
PREMESSO CHE
Il sito Web del Comune di Milano riporta la seguente notizia
“Abbandonato il corridoio sopra l'area Lambrate-ex Innocenti
Linate, il rumore cambia rotta
L'assessore Croci: "Importante ridurre l’impatto acustico dei sorvoli aerei sulla nostra città". Migliorata l'efficienza del sistema milanese e garantita maggiore tutela alla qualità di vita dei cittadini e dell'ambiente.
Milano, 19 novembre 2008Da giovedì 20 novembre la rotta sperimentale "330" dell’aeroporto di Linate viene sospesa. La variante nasce da una richiesta del Comune di Milano di abbandonare la rotta che passava sul territorio milanese, in particolare sull’ex area Innocenti (fra via Rubattino, via Crespi e via Pitteri) e su una porzione di Lambrate. Verrà pertanto ripristinata la rotta "340" che si limita a lambire la città.
Nelle scorse settimane l’AIP Italia (Aeronautical Information Pubblication) dell’ENAV ha pubblicato le informazioni relative ai cambiamenti di procedura di volo per le nuove rotte di Linate a cui i piloti dovranno attenersi.
La decisione fa seguito a una sperimentazione promossa dalla Commissione Aeroportuale per minimizzare l’impatto acustico delle rotte aeree sul territorio.
La sperimentazione, che ha riguardato una serie di rotte che transitano dall’aeroporto di Linate, è servita a ridurre l’entità della popolazione soggetta all’inquinamento acustico provocato dai passaggi aerei.
“Con la nuova rotta su Linate – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci - si ridurrà l’impatto acustico dei sorvoli aerei sulla nostra città. La riorganizzazione complessiva delle rotte ha come obiettivo il miglioramento dell’efficienza del sistema aeroportuale milanese, con particolare attenzione alla tutela dei cittadini e dell’ambiente”.
 
CONSIDERATO CHE
la sottoscritta e numerosissime altri cittadini della zona 3 e della zona 2 continuano a sentire sorvolare gli aerei sopra le loro case (v. PRU Rubattimo, zone Udine, Padova, Crescenzago, Precotto ecc.)
CHIEDE
Che il Comune valuti  la situazione in atto mediante la verifica puntuale dei tracciati aerei in partenza da Linate dal 20 novembre in poi.
Ciò al fine di verificare se i piloti si stiano scrupolosamente attenendo alle istruzioni impartite dall’AIP Italia, che ha ripristinato la rotta "340" che si limita a lambire la città per tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini del Comune di Milano.
Milano, 3 dicembre 2008

Domenica, 28 Dicembre, 2008 - 12:17

HUMOR: previsioni del tempo

Posted by Arnald under Diversamente occupati

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Venerdì, 26 Dicembre, 2008 - 14:59

HUMOR: Crisi di Natale

Crisi di Natale.

Posted by Arnald under Diversamente occupati
 
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Ciao a tutti precari,
come ogni anno, arriva minaccioso Babbo Natale a tirar fuori i soldi dalle nostre tasche e a riempirle di interrogativi.
Come ogni anno la retorica torna a impadronirsi del mondo con spot in cui nonni felici, puliti, ben vestiti (e soprattutto occidentali), si guardano sorridenti con dentiere splendenti come al primo appuntamento mentre un gruppetto di ragazzini di ogni razza si tiene per mano su un palco allestito a paradiso e cantano felici che a Natale siamo tutti più buoni e possiamo dare di più.
Quest’anno poi, lo spot può contare sulla presenza di due ragazzine di colore, una mulatta e l’altra più scura, e di un cinese come rappresentante di tutto l’oriente, anche perché per gli italiani quelli sono tutti uguali. Vi sfido a distinguere un vietnamita da un coreano o se siete cazzuti, un coreano del sud da uno del nord.È più facile stabilire certe differenze in base ai brand per i quali i bambini lavorano.Cuci palloni della Nike? E allora sei vietnamita, ma se fai scarpe Adidas allora devi essere un cinesino del Sud, delle parti di Shenzhen.E da noi come va? Cosa si aspettano i nostri bambini?
Dipende.
Se sei il nipote di Berlusconi vedrai tuo nonno portarti i regali vestito da superman legato a un elicottero (dello Stato?) guidato da Roberto Speciale.
Se sei figlio di Veltroni è facile che passerai le vacanze a New York nell’appartamentino che il babbo ti ha comprato a Manhattan: ovviamente un viaggio di solidarietà verso i cervelli in fuga.Se invece sei figlio di un operaio della Fiat, sarai obbligato a condividere col babbo per i prossimi sei mesi (ma solo se hai un gran culo, altrimenti di più) la playstation comprata in cinquemila rate, rigorosamente modificata per poterci far girare i giochi scaricati grazie al computer comprato in quattromila rate e alla banda larga, che succhia non meno di 35 euro al mese fino a un tetto massimo di 85, esclusi i costi di attivazione e corrente sprecata: ma intanto il giochetto non si paga e mi pare già qualcosa.
Ma la crisi è crisi e il governo vara misure straordinarie con la partecipazione in contumacia di un’opposizione troppo impegnata a risolvere le sue beghe da pollaio dove in gioco ci sono valori fondamentali ereditati dai vecchi DS e Margherita. Valori come rissa, accuse e sotterfugi.
Tra le varie misure del governo c’è la social card di mussoliniana memoria.Qui il discorso si fa difficile perché la misura sarà pure insufficiente e di facciata, ma alle persone pare che basti a nutrire quantomeno le loro speranze per il futuro. Sarà che gli elettori di tutta Italia vengono dalla disastrosa esperienza dell’Unione dove le parti di governo erano talmente impegnate a farsi le scarpe (che novità) che le cose buone fatte e approvate passavano nelle tasche degli italiani in completo silenzio. Qui invece, tra una dichiarazione e l’altra di un Silvio che prepara il terreno alla soluzione finale della nostra Costituzione, il governo sbandiera (e fa bene) qualsiasi cosa buona fatta come un evento che salverà la nostra economia.E le nostre donne? Beh, anche per loro ci aspetta una grossa rivoluzione.
Dopo l’abolizione di fatto della maternità (per la legge siamo sulla buona strada), adesso compare la sacrosanta equiparazione dell’età pensionabile. Intendiamoci, non che sia sbagliata, anzi, ma chissà perché in Italia per arrivare all’ammodernamento delle regole si passa sempre per la via più brutale, lasciando intatti i soprusi che invece non prendono mai la via della civiltà e della legalità.Ma come dice giustamente il ministro Sacconi (non scherzo, su questo sono d’accordo), non ho mai visto un pessimista avere successo.
Quindi, nonostante i licenziamenti singoli e collettivi, la cassa integrazione dilagante, gli stipendi da 600 euro con i quali non compri nemmeno più la dignità, gli scandali dei nostri politici che continuano a riempire le pagine dei giornali, il razzismo contro immigrati, napoletani, froci, zingari ed ebrei (in ordine sparso), i tagli all’istruzione e alla ricerca, il Vaticano che continua a dettare le regole e il precariato come compagno di vita stabile, ho deciso di essere più ottimista.
Non è detto che Babbo Natale non muoia intossicato mentre cerca di calarsi in una canna fumaria della Thyssen o investito da qualche nostro benemerito pirata della strada.Così finalmente potremmo seppellire lui e questa ipocrita festa di merda. - Arnald
Mercoledì, 24 Dicembre, 2008 - 11:05

Tantissimi AUGURI!!

Le festività sono ormai prossime.
Un caro augurio di buona speranza e di rinnovato impegno civile per un anno migliore per tutti.
In allegato una creazione della grafica e pittrice Francesca Carmi (dall'Associazione Culturale Punto Rosso).
Antonella Fachin

Allegato Descrizione
Auguri 2009.pdf
670.96 KB
Mercoledì, 24 Dicembre, 2008 - 11:05

Tantissimi AUGURI!!

Le festività sono ormai prossime.
Un caro augurio di buona speranza e di rinnovato impegno civile per un anno migliore per tutti.
In allegato una creazione della grafica e pittrice Francesca Carmi (dall'Associazione Culturale Punto Rosso).
Antonella Fachin

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Auguri 2009.pdf
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Martedì, 23 Dicembre, 2008 - 10:05

volume A 100 PASSI DAL DUOMO – MAFIA E POTERE A MILANO

COMUNICATO STAMPA
A 100 PASSI DAL DUOMO – MAFIA E POTERE A MILANO
Presso il Comune di Milano presentato il volume con gli atti del convegno
È stato presentato questa mattina a Milano il volume che raccoglie i contributi e le testimonianze del dibattito in ricordo di Peppino Impastato "A 100 passi dal Duomo - Mafia e Potere a Milano", che si tenuto lo scorso 16 settembre presso il Comune di Milano.
Il volume presentato oggi è un utile strumento per riprendere i contenuti di una manifestazione che in termini di presenze registrò una folta partecipazione, inaspettata da un lato ma assolutamente incoraggiante dall’altro, segno di una volontà di conoscere e capire i meccanismi di infiltrazione mafiosa a Milano.
Il volume, pubblicato dai gruppi consiliari del Comune di Milano, Uniti con Dario Fo e Rifondazione Comunista in collaborazione con "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", presenta tutti gli interventi della giornata di studi dedicata al ricordo di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia a Cinisi (PA) il 9 maggio 1978 perché le sue denuncie e il suo impegno politico avevano svelato il sistema di potere allora imperante in quel territorio.
Oltre agli interventi dei presidenti dei due gruppi consiliari Basilio Rizzo (Uniti con Dario Fo) e Vladimiro Merlin (Rifondazione Comunista), nel libro si trovano anche quelli di Emilio Molinari, Giancarlo Caselli, Gianni Barbacetto, Nando dalla Chiesa, Francesco Forgione, Giovanni Impastato, Manfredi Palmeri, Franco Calamida e Jole Garuti.
"Dalla rilettura delle parole pronunciate in quella occasione – ha dichiarato Basilio Rizzo – si coglie l’attualità del messaggio politico e civile di Impastato, un messaggio volto a fare della lotta alle mafie una battaglia collettiva e sociale, oltre che una necessità democratica"."Il modo migliore per ricordare Impastato – ha concluso l’Avv. Ilaria Ramoni, referente di Libera Milano – è dare concretezza al suo impegno civile qui e oggi. Ecco perché stiamo raccogliendo le firme per chiedere al Consiglio Comunale di Milano ragione del perché non istituisce la Commissione comunale antimafia. Vogliamo una risposta".
I volumi saranno distribuiti da gruppi consiliari del Comune di Milano Uniti con Dario Fo, Rifondazione Comunista e da Libera nel corso delle prossime iniziative antimafia in programma sul territorio milanese.
Milano, 22 dicembre 2008

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