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.: Il Blog di Antonella Fachin
Venerdì, 5 Giugno, 2009 - 15:54

votate per la lista "un'ALTRA PROVINCIA" Massimo Gatti Presidente

Elezioni Provinciali 6-7 giugno  2009,

SCHEDA GIALLA
(basta contrassegnare la lista, il nominativo del candidato è già indicato sulla scheda)
Sostieni,  vota e fai votare
La Lista Civica “Un’Altra Provincia Massimo Gatti Presidente”
Care amiche e cari amici,

chiedo a chi sia disponibile - per convinzione, per amicizia o per cortesia – di inoltrarlo a chi ritiene possa essere interessato.
un caro saluto.
Antonella Fachin
PS: la lista dei candidati e il loro CV è disponibile al seguente link http://unaltraprovincia.wordpress.com
PPS: io sono candidata nel collegio 12 Milano Lambrate-Forlanini
PPPS: buon voto a tutti, perché è sempre e comunque importante andare a votare!
------------------------------------------------
Molte persone sono deluse della politica e non si sentono rappresentate dagli attuali partiti.
Molte persone non hanno più voglia di credere in qualcosa di nuovo e di diverso, ma la nostra lista civica ha un progetto che va oltre questa competizione elettorale ed è costituita da persone che da anni agiscono nei quartieri e nel sociale, da persone che non sono politici di professione ma lavoratori e lavoratrici che volontariamente si sono impegnati per il bene comune. Come dice il consigliere comunale Basilio Rizzo, della lista Fo, la lista civica “un’ALTRA PROVINCIA” ha:
le mani pulite,
la mente aperta e
il cuore grande!
E io aggiungo:  e i piedi leggeri !  (perchè la lista civica vuole minimizzare l’impronta ambientale della Provincia di Milano, come ente, e dare un esempio alle altre amministrazioni.)
Le candidate e i candidati della Lista Civica Un’Altra Provincia intendono:
-         dare anima etica alla politica: lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, alla corruzione e ai conflitti d’interesse delle ‘caste’ politiche ed economiche
-         valorizzare la partecipazione ponendo al centro i diritti e i bisogni delle persone
-         promuovere la cittadinanza attiva e un soggetto politico di base democratico e solidale.

I nostri valori sono:
Rispetto e difesa della dignità e dei diritti delle persone –Difesa ed attuazione della Costituzione - Salute e miglioramento dell’ambiente - Correttezza e trasparenza nella gestione della cosa pubblica – Lotta agli sprechi e sobrietà come stile di vita.
I dieci punti principali del programma
  1. Lavoro e giusto salario, sicurezza sociale  e lotta alla precarietà. 
  2. Convivenza civile e democratica fondata sulla libertà e l’eguaglianza. Contro ogni razzismo  e discriminazione, garantire a tutte le persone il bene primario della sicurezza  che viene spesso usata per diffondere paura, sfruttare di più i lavoratori precari e in nero, criminalizzare gli immigrati e scatenare la “guerra tra poveri”
     
  3. Tutela dei beni comuni:  salute, istruzione e cultura, acqua, parchi e verde.
     
  4. Stop al modello di “crescita infinita” che porta al disastro di economia, ambiente e pianeta.
     
  5. Stop al consumo di suolo e tutela del verde e del paesaggio: no alla cementificazione dilagante e alla speculazione edilizia – sì al recupero e al riuso – sì al diritto alla casa in un contesto urbano di qualità.
     
  6. Stop alla costruzione di nuove autostrade: migliorare la rete stradale esistente.
     
  7. Trasporto pubblico e  mobilità su ferro (treni, metropolitane e metro leggere),  piste ciclabili e pedonali, a livello intercomunale.
     
  8. Rifiuti Zero: ridurre e differenziare, recuperare, riciclare e riusare; programmare la chiusura degli inceneritori perché inquinano, danneggiano la salute, distruggono risorse.
     
  9. Energie rinnovabili, pulite e migliorative della qualità della vita e dell’ambiente.
     
  10. Città Metropolitana: la sua istituzione, prevista dalla Costituzione, deve sostituire la Provincia e scomporre Milano in più comuni per avvicinare ai cittadini il governo urbano, analogamente alle grandi metropoli europee.
Schede informative.
I compiti della Provincia secondo la legislazione vigente
  1. Tutela, valorizzazione e indirizzo nei seguenti ambiti (funzioni condizionate e limitate da Regione e Città capoluogo) : ambiente – suolo – acque – energie – beni culturali – parchi e riserve naturali – flora e  fauna – caccia e pesca nelle acque interne.
     
  2. Mobilità, Viabilità e Trasporti.
     
  3. Formazione professionale, edilizia e infrastrutture per l’istruzione secondaria di 2° grado.
     
  4. Organizzazione dello smaltimento dei rifiuti.
     
  5. Rilevamento e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni inquinanti.
     
  6. Servizi di igiene e profilassi pubblica.
     
  7. Statistica e assistenza tecnico-amministrativa ai comuni.
Perché abolire le Province di Milano e di Monza-Brianza e fare la Città Metropolitana

Nata come emanazione dello Stato centrale, la Provincia ha pochi poteri, per lo più delegati. Aumentano i costi di gestione e diminuisce il ruolo dell’Ente, che sta come un vaso di coccio in mezzo a due poteri forti e accentrati: Regione e Città capoluogo. E’ urgente riequilibrare i poteri di governo delle aree metropolitane, e di quella milanese in particolare, per rispondere ai bisogni e ai diritti dei cittadini e della comunità/cittadinanza metropolitana, per trasformare le periferie in belle città: 
– istituire la Città Metropolitana, Ente elettivo di governo territoriale con poteri di programmazione, pianificazione, attuazione e controllo dei problemi strategici dell’area vasta: mobilità, trasporti, infrastrutture, parchi, rifiuti, inquinamento, energia, urbanistica, riassetto idrogeologico, immigrazione ed integrazione, sicurezza e lotta alla criminalità organizzata, strutture economiche e commerciali, complessi scolastici, beni culturali artistici architettonici e paesaggistici.
Mercoledì, 3 Giugno, 2009 - 16:21

"L'altra via": Un libro non solo da leggere, ma da promuovere

Per opportuna informazione.
cari saluti
Antonella
------------------
Sobrietà, decrescita, sostenibilità, o comunque vogliamo chiamarla, non è solo una questione di tecnologia e stili di vita, ma anche di assetto economico. "Se produciamo e consumiamo di meno che ne sarà dei posti di lavoro? E lo stato dove troverà i soldi per fare funzionare sanità, istruzione e tutti gli altri servizi?" Ecco due grandi domande che terranno la gente lontana da noi fin quando non dimostreremo come sia possibile coniugare sobrietà con piena occupazione e diritti
fondamentali per tutti.
Va bene fare lo yogurth in casa, ma dobbiamo anche tornare a fare politica, quella alta, di progettazione di un'altra economia, non più orientata alla crescita, ma alla dignità per tutti mantenendo un apparato produttivo leggero. Un passaggio che ci impone di ripensare un po' tutto perchè i meccanismi di funzionamento dell'economia della crescita non si addicono all'economia del limite.
Tanti sono i nodi da sciogliere: quali bisogni privilegiare? quale ruolo assegnare al denaro?  quale spazio riservare al mercato? come conciliare una forte economia pubblica con un basso regime economico? come riorganizzare il lavoro?  
Questi e molti altri sono i temi affrontati in "L'altra via", un libro agevole scritto da Francesco Gesualdi, che delinea un nuovo orizzonte possibile e i passi immediati che si possono compiere per avviare l'inversione di marcia. Un libro non solo da leggere, ma da dibattere, promuovere, trasformare in manifesto politico.
Edito da Altreconomia in formato supertascabile, consta di una settantina di pagine, ha un prezzo di copertina di tre euro ed è reperibile in libreria e nelle botteghe del mondo.
In alternativa può essere acquistato on line su www.altreconomia.it, o può essere richiesto al Centro Nuovo Modello di Sviluppo <coord@cnms.it>.
Le voci fuori dal coro difficilmente trovano spazio sui grandi mezzi di stampa, possono diffondersi solo attraverso il passaparola. Per questo chiediamo a chi crede in un'altra economia di passare questo messaggio agli amici o di inserirlo nelle mailing list di appartenza. Se poi ci fosse chi vuole organizzare dei banchetti di vendita, ce lo faccia sapere: insieme cercheremo la forma di prezzo e di pagamento più agevole. Un altro mondo è possibile solo con una forte partecipazione
dal basso.

 
lista res - rete di economie solidali
per iscrizioni e cancellazioni http://liste.retelilliput.org/wws/info/res

Venerdì, 29 Maggio, 2009 - 12:44

Sì AL SOFTWARE LIBERO!

Carissimi/e

desidero informarVi che io HO ADERITO ALLA CAMPAGNA PER IL SOFTARE LIBERO

<a href="http://www.carocandidato.org/"><img src="http://www.carocandidato.org/static/banner/ccpa12.png" alt="Candidato per il software libero! (banner)"/></a>

Mercoledì, 27 Maggio, 2009 - 18:30

Scuola, presidio al Provveditorato, Gatti: “Tagli inaccettabili”

Scuola, presidio al Provveditorato, Gatti: “Tagli inaccettabili”
Milano, 27 maggio 2009. Il candidato Presidente alla Provincia di Milano per la coalizione di Sinistra (Lista Un’altra Provincia, PRC e PdCI), Massimo Gatti, ha partecipato nel pomeriggio di oggi al presidio indetto dall’ Assemblea delle scuole del milanese davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano per protestare contro i tagli imposti alla scuola pubblica dalla riforma Gelmini.
“I numeri parlano chiaro: solo nella provincia di Milano meno 470 maestre/i, meno 400 docenti nelle superiori, meno 790 personale ata, meno 900 docenti alle medie e aumento generalizzato del numero di allievi per classe. Sono cifre inaccettabili. – ha dichiarato Massimo Gatti - Per fortuna che il Provveditore aveva promesso che i tagli non ci sarebbero stati!
Si lasciano per strada centinaia di lavoratici e lavoratori mettendo a serio rischio il regolare inizio dell’anno scolastico. Il Provveditore anziché rinchiudersi nel suo ufficio dorato, rifiutandosi di incontrare la delegazione dell’ Assemblea delle scuole del milanese, dovrebbe piuttosto spiegare in che modo intende affrontare il prossimo anno scolastico di fronte a questi tagli pesantissimi.
Bene hanno fatto oggi docenti, personale ata, studenti e genitori a protestare contro questo ennesimo tentativo di colpire la scuola pubblica e contro la riforma Gelmini che nei fatti è già stata bocciata dallo straordinario movimento dell’Onda e dalle migliaia di cittadini che anche quest’anno hanno scelto in massa il tempo pieno riducendo la scelta del maestro unico a percentuali minime.
La scuola pubblica, laica e democratica la scuola della Costituzione va difesa e valorizzata come una grande priorità. Continueremo a sostenere la lotta dei genitori, dei docenti, degli studenti e di tutte le lavoratrici e i lavoratori, per impedire gli esuberi e per impedire che si affermi la politica del duo Tremonti-Gelmini che mira unicamente al completo smantellamento della scuola pubblica”.

Mercoledì, 27 Maggio, 2009 - 10:35

M l'EXPO faraonica, W l'EXPO DIFFUSA!

Alcuni urbanisti, come l'Arch. Antonello BOATTI, hanno suggerito una EXPO DIFFUSA sul territorio, in modo da valorizzare tutta l'area metropolitana, le cascine, gli agriturismi, gli spazi espositivi presenti o realizzabili nella periferia di Milano e nell'hinterland, onde lasciare qualcosa di positivo DOPO l'Expo nelle aree ospitanti.

Ad esempio nella zona est di Milano c'è una porzione dell'ex Innocenti che dovrebbe essere riqualificata in base al PRU Rubattino, realizzando un parco attrezzato e servizi per la collettività, ma manca progettualità da parte del proponente privato e mancano soldi.
Nelle previsioni del PRU vi sono 22.000 mq di "grande funzione urbana" per attività socio-ricreative-culturali che i cittadini chiedono da anni, ma nessuno ha ancora realizzato nella cosiddetta casa di cristallo.

La "casa di cristallo" è un capannone industriale della dismessa Innocenti prossimo alla tangenziale est  con ampie vetrate (da lì il nome che si ispira al "Crystal Palace" inglese) che, se opportunamente recuperato proprio in vista dell'EXPO, potrebbe essere un luogo espositivo e poi rimanere a disposizione dei cittadini della zona est.

Questo è l'EXPO DIFFUSO: niente opere faraoniche e straordinarie in un solo luogo (ma come mai il nord ovest di Milano è così attraente per gli immobiliaristi? Anche il Besta e l'Istituto dei Tumori da est dovrebbero essere spostati a nord-ovest!), da smantellare dopo l'Expo, ma opere funzionali al territorio e distribuite nell'area metropolitana, che possano rimanere per essere utilizzate dalla collettività anche dopo l'evento.
A Milano mancano luoghi di socializzazione: perchè non crearli in occasione dell'EXPO, in modo da ricostituire il tessuto urbano della convivenza e della comunità allargata? Questo è un modo concreto di investire nel futuro della città e di combattere il clima di insicurezza, altro che ronde private a pagamento (ad es. blue berrets)!
 ... se l'amministrazione, il comune di Milano farà in modo che la città possa essere vissuta dalla società civile, dalle persone oneste, grazie a eventi e luoghi socio-ricreativi per tutti (e per tutte le tasche), nessuno si sentirà solo e insicuro, perchè dove c'è gente e animazione i malintenzionati stanno alla larga e il sano tessuto sociale accoglie e protegge anche gli individui più fragili.


Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin 
candidata al collegio 12 Milano Lambrate - Forlanini
lista civica "un'ALTRA PROVINCIA" Massimo Gatti Presidente

Martedì, 26 Maggio, 2009 - 13:42

MAFIA a Milano e dintorni

Se già non conoscete questa documentazione aggiornata al 2007, consiglio una lettura sintetica sulla mafia a Milano e dintorni:

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin 
candidata al collegio 12 Milano Lambrate - Forlanini
lista civica "un'ALTRA PROVINCIA" Massimo Gatti Presidente

Lunedì, 25 Maggio, 2009 - 16:20

In Svizzera testamento biologico è legge. La Chiesa non si oppone

In Svizzera il testamento biologico diventa legge. E la Chiesa non si oppone

di Fabio Poletti, da La Stampa, 21 maggio 2009

Un secolo fa in Svizzera era consentito aiutare chi voleva suicidarsi per motivi di onore. Un secolo dopo, discutere sul diritto alla vita e alla propria morte, non scandalizza più nessuno. E’ una consuetudine. E’ diventata una legge che all’articolo 370 del codice civile appena riformato, stabilisce: «Chi è capace di discernimento, può designare i provvedimenti medici ai quali accetta o rifiuta di essere sottoposto nel caso in cui divenga incapace di discernimento». In Italia, se ci fosse, si chiamerebbe testamento biologico. In Svizzera lo hanno voluto chiamare direttive anticipate e non fa la differenza. Olivier Guillod, docente di Diritto privato all’università di Neuchatel ed esperto della Commissione bioetica nazionale che ha elaborato il testo, dice che alla base di questa riforma del codice c’è un principio di autodeterminazione: «In alcuni Cantoni come nel Vallese questa legge c’è dal ‘95.

Adesso è un dispositivo che vale per tutta la Confederazione. Il medico è vincolato alle richieste del paziente, fatta salva l’obiezione di coscienza». La legge entrerà in vigore il primo gennaio 2012 perché tutti i Cantoni devono attrezzarsi. In questi tre anni la riforma ha ugualmente effetto, nel caso di un contenzioso si va davanti a un giudice. I tre mesi di tempo per chiedere un referendum abrogativo sono appena scaduti senza che qualcuno raccogliesse le 50 mila firme necessarie per bloccare la riforma. Non le ha raccolte chi teme che questa sia una strada per fare diventare la Svizzera come l’Olanda, dove l’eutanasia è autorizzata. Non chi ha paura che la Svizzera, dove aiutare un suicida non è reato se lo si fa per motivi compassionevoli, diventi la patria della buona morte. Non la Chiesa che in ogni parte del mondo si batte per la sacralità della vita.

Il teologo protestante Frank Mathwig sembra un laico, tanto difende i principi religiosi quanto accetta il dialogo sul diritto all’autodeterminazione: «Le norme morali non possono essere estranee alle situazioni concrete. Si tratta di tollerare le situazioni estreme». I giuristi della Commissione bioetica svizzera dicono che nel loro Paese casi come quelli di Eluana Englaro, Piergiorgio Welby e Terri Schiavo non sarebbero stati nemmeno casi. Secondo il settimanale elvetico Hebdo oltre l’80% degli svizzeri condividono la scelta del legislatore sulle direttive anticipate ma solo il 10% le ha già scritte. Un numero comunque alto in un Paese dove 3000 persone si uccidono ogni anno, su una popolazione di 7 milioni di abitanti. Di questi 3000, quasi 300 sono suicidi assistiti. Di questi 300, quasi 50 vengono da oltre confine. Eppure anche se a Neuchatel 150 persone al giorno visitano la mostra assai esplicita sulle cure palliative organizzate dalla Fondazione Chrysalide - «Se un giorno io muoio», il titolo; la foto di due piedi in avanti, il manifesto - qualche paura ad una eccessiva consuetudine alla morte rimane.

Centri come Exit e Dignitas che assistono i suicidi potrebbero essere sottoposti a maggiori controlli legislativi. Nel cantone di Vaud con capitale Losanna, Exit contrattacca e promuove una raccolta di firme per togliere i finanziamenti pubblici a quegli hospice che non prevedono il suicidio assistito. Alberto Bondolfi della Commissione nazionale di etica per la revisione dei diritti di tutela, racconta che si stanno studiando progetti per regolamentare in modo rigido il suicidio assistito ma che al di là della legge ogni caso sarà un caso a sè: «Nessun medico ad esempio saprà dire se le volontà anticipate da un malato di alzheimer sono autentiche o indotte dalla malattia». Malgrado qualche dubbio che pure serpeggia in chi ha discusso per dieci anni questa riforma del codice, c’è chi come Suzanne Brauer della Commissione nazionale etica per la medicina difende prima di tutto i principi di base: «Dietro a questa riforma del codice c’è un principio fondamentale che allarga l’autonomia dei pazienti. E’ uno strumento per razionalizzare la volontà di ognuno. Il rapporto tra medico e paziente diventa un rapporto mandatario. Una cosa impensabile solo trenta anni fa». Una cosa che alla fine magari poco importa a una qualunque Griselde R., accompagnata ad una dolce morte con le cure palliative della fondazione Chrysalide, di cui non sappiamo nulla per la sua privacy, se non le ultime parole di una poesia così delicata da fermare il cuore: «Scivola mia piccola morfina, come un bianco e dolce ermellino».

(21 maggio 2009)

Venerdì, 22 Maggio, 2009 - 13:25

AEREI: 25 maggio ore 18 protesta davanti al Comune

Ancora AEREI sulla testa dei milanesi: il numero di voli sulla radiale 340 non è stato ancora ripristinato!

Lunedì 25 maggio manifestazione di protesta davanti a Palazzo Marino alle 18!

Venite numerosi!!

Colgo l'occasione per aggiornare tutti sull'esito della mozione che ho presentato in consiglio di zona 3 il 16 aprile scorso e che è stata approvata giovedì 14 maggio.

Il testo allegato, come potrete vedere, ha subito degli emendamenti abrogativi presentati dal capogruppo di Forza Italia e votati da tutta la maggioranza: Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord.
Per completezza di informazione segnalo anche che qualche consigliere della maggioranza ha espresso più preoccupazione per il disagio dei cittadini di Segrate che per i cittadini milanesi della zona est ....mi è sorta spontanea una domanda: ma quali cittadini li hanno eletti?!?!.. e loro chi rappresentano?!?!

Cordiali saluti
Antonella Fachin
Lista Fo
candidata nel collegio 12 (Milano Lambrate - Forlanini)
per la lista civica "un'ALTRA PROVINCIA", Massimo Gatti Presidente

Venerdì, 22 Maggio, 2009 - 10:28

abbasso il federalismo e le spese incontrollate degli enti locali

Traggo spunto dalle considerazioni del procuratore generale della Corte dei Conti Furio Pasqualucci per fare questa riflessione:
- lo stato sta riducendo negli anni la spesa pubblica in consulenze;
- invece gli enti locali, ossia  Regioni, Province e  Comuni non lo stanno facendo (la sindaca Letizia Brichetto Moratti è stata addirittura CONDANNATA dalla Corte dei Conti per abuso d'ufficio proprio in tema di consulenze!!!  .. negli altri paesi del nord Europa in cui c'è senso dell'ETICA in politica si sarebbe dimessa!!!!)
- gli enti locali, quindi, senza una legge dello stato che glielo impedisca, non hanno la volontà di operare in maniera virtuosa e trasparente nella gestione del denaro pubblico e i cittadini , nonostante la vicinanza apparente di questi enti, hanno meno informazioni e conoscenza degli sprechi e della mala-gestione dei loro amministratori locali.
- NESSUNO del Governo, NESSUNO della LEGA che da anni si sono riempiti la bocca di un federalismo meramente ideologico (basta pagare il sud, noi del nord ....) NESSUNO, dicevo,  ha dato conto delle percentuali di RISPARMIO per i cittadini con il federalismo, SENZA ovviamente ridurre i servizi pubblici (tutti sono bravi a risparmiare in questo modo!!)
- in realtà, dato che nessun Paese è mai passato dallo stato centrale alla federazione di stati e/o enti, come il centro-destra vuol fare in Italia, con il federalismo fiscale annunciato avremo non solo il CAOS ma l’AUMENTO DEI COSTI E DEGLI SPRECHI DI DENARO PUBBLICO PERCHE’ ALLE STRUTTURE CENTRALI E NAZIONALI SI AGGIUNGERANNO LE STRUTTURE PERIFERICHE E LOCALI PER DARE UN POSTO DI LAVORO AD AMICI E PARENTI, COLLEGHI E/O SIMPATIZZANTI DI PARTITO.
Cordiali saluti
Antonella Fachin
Consigliera di zona 3
Capogruppo  “Uniti con Dario Fo per Milano”
Candidata nel collegio 12 Milano Lambrate-Forlanini per la
Lista civica “un’ALTRA PROVINCIA” Massimo Gatti Presidente
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Sanita': Ssn; Corte Conti, nel 2008 consulenze per 790 mln, pari allo 0,5% della spesa sanitaria
(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Secondo i dati di cassa Siope, il sistema informativo che registra le operazioni di tutti gli enti pubblici compresi, dal 2008, quelli del Servizio sanitario nazionale, nello scorso anno il Ssn ha speso per consulenze e "altre prestazioni di lavoro esterne da privati" ben 790 milioni di euro. Una cifra che equivale "allo 0,5 per cento della spesa sanitaria".
Lo ha affermato il procuratore generale della Corte dei Conti Furio Pasqualucci, intervenendo in audizione davanti alla commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Ignazio marino, sottolineando che "il fenomeno delle consulenze fa parte di un malcostume nazionale ma non è il nodo centrale dei problemi che attraversa la nostra sanità pubblica".
A margine dell'audizione il procuratore ha aggiunto poi che le consulenze "stanno scendendo da parte dello Stato, perché la legge finanziaria ha potuto disporre di un limite al tetto delle consulenze".
Operazione questa, che non si è potuta fare nei confronti delle Regioni, Provincie, Comuni e delle Asl, dove le consulenze invece faticano a scendere, visto "non ci sono vincoli di legge che prescrivono questi limiti". Questo perché, precisa Pasqualucci, "la Corte Costituzionale ha detto che si può porre un limite alla spesa complessiva di questi Enti, dato che sono essi stessi enti sovrani, ma non si può sindacare all'interno della spesa", ovvero "su come vengono ripartiti i fondi". A tale proposito, conclude Pasqualucci, una soluzione potrebbe essere quella di realizzare "singole leggi regionali per stabilire i limiti di spesa da utilizzare per consulenze e incarichi vari".

 

Giovedì, 21 Maggio, 2009 - 15:32

LA SETTIMANA CONTRO LE MAFIE A MILANO

LA SETTIMANA CONTRO LE MAFIE A MILANO
Dal 17 al 23 maggio dibattiti, proiezioni, convegni, commemorazioni contro una piaga che dilaga anche al nord

Lunga è la notte,
e senza tempo.
il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

Peppino Impastato

La Lombardia è la quarta regione in Italia per infiltrazione mafiosa.
La criminalità organizzata occupa  interi settori della vita economica e politico-istituzionale.
Milano non rappresenta un’eccezione; faide intestine e traffici illeciti tra i più potenti clan nazionali ed internazionali delineano un atroce spaccato di quotidianità anche nella più ricca metropoli dello stivale.
Per non dimenticare, per riconoscere e rinnegare, dal 17 al 23 maggio si terrà la “settimana contro le mafie a Milano”.
Non una celebrazione autoreferenziale, ma un incitamento alla cittadinanza attiva a prendere consapevolezza di una realtà radicata ma tendenzialmente occultata o sottostimata.
Promossa da diverse associzioni locali (EducaCi, Grilli di Milano, Legalità Organizzata, le Girandole, Omicron), la rassegna propone un ricco programma di incontri, dibattiti, reading  e cineforum animati da importanti testimoni ed esperti nel campo.
Anche il Negozio Civico Chiamamilano farà la sua parte ospitando alcune tappe della rassegna: dall’aperitivo inaugurale domenica 17 (ore 18,30) imbandito con prodotti provenienti dai terreni confiscati alla mafia, alla proiezione del documentario “La Leonessa e la Piovra” lunedì sera (ore 20.45) e del documentario di Carlo Lucarelli “La mattanza”, presentato giovedì 21 (ore 20.45) da Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nell’agguato mafioso il 19 luglio 1992 .
Per tutta la settimana sarà allestita una mostra fotografica che rende omaggio alla memoria di Peppino Impastato, l’eroe de “I cento passi” ucciso meschinamente dalla mafia 31 anni fa.
In occasione del diciassettesimo anniversario della morte del giudice Falcone, sabato 23 all’Arco della Pace Nando Dalla Chiesa darà “lezioni” ai milanesi sui loro “obblighi morali di cittadini consapevoli e documentati.
Perché, la notte non sia sempre e irreversibilmente “lunga e senza tempo”.

    
Per il programma completo della rassegna:

http://www.settimanacontrolemafie-milano.org/
 
Giulia Cusumano

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