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.: Il Blog di Antonella Fachin
Lunedì, 7 Settembre, 2009 - 01:30

"Liberi e eguali in dignità e diritti"

(articolo 1 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

 

www.arcigay.it


Ci siamo ritrovat* a Roma il 6 settembre 2009 per confrontarci tra associazioni, gruppi, persone appartenenti al plurale movimento lgbt italiano.

La nostra volontà è chiara: non abbiamo paura e vogliamo rispondere alla violenza con il nostro contributo sociale e culturale. Noi siamo uguali, nella nostra dignità, nell’affermare i nostri diritti e doveri nella società, nella rivendicazione di leggi. Insieme vogliamo invitare le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, cittadine e cittadini a far sentire la voce e l’impegno di un’Italia differente, che agisce per un cambiamento vero, profondo che riguarda la cultura e la convivenza.

Il 10 Ottobre 2009 saremo a Roma, come movimento lgbt, unitariamente, coscienti di convocare una manifestazione in un clima che in generale è violento, che colpisce noi, migranti, donne e altri soggetti sociali ritenuti deboli, in cui si alimenta l’idea di dominio, di visioni autoritarie.

Saremo a Roma per rivendicare il diritto alla piena uguaglianza delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Una buona legge contro l’omofobia e la transfobia, che estenda la legge Mancino anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere, è oggi una fondamentale necessità democratica che rivendichiamo. Ma è solo un primo passo non certo esaustivo né sufficiente.

Il 10 ottobre manifesteremo per chiedere la piena attuazione del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione, per impegnare le istituzioni tutte ad agire anche con interventi informativi, formativi e culturali, nelle scuole e sui media, per rivendicare l’interezza della nostra piattaforma politica.

Questa manifestazione è anche il primo chiaro segnale della nostra capacità di far esprimere una nuova e forte volontà di cambiamento del movimento lgbt italiano. Chiediamo a tutta la società civile di essere accanto a noi, quel giorno. Ognuno di noi vive calato nella società, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle scuole. Non siamo confinati nei ghetti e non più vogliamo starci. Vogliamo che il 10 ottobre sia una manifestazione in cui ogni persona lesbica, transgender, bisessuale, omosessuale abbia accanto le proprie famiglie, i colleghi di lavoro, i compagni di scuola, i vicini di casa.

Guiderà la manifestazione un’unica enorme bandiera Rainbow. Sotto i suoi colori in cui tutte e tutti ci riconosciamo, invitiamo tutte e tutti ad essere presenti portando la propria storia, la propria soggettività, la propria bandiera di movimenti sociali e culturali.  

Uguali - Comitato Promotore Manifestazione Nazionale Roma 10 ottobre 2009

Domenica, 6 Settembre, 2009 - 09:45

Direzione Scuola d'Arte Drammatica P. Grassi: lettera di protesta

Oggetto: Direzione Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi.

A seguito della mancata conferma del direttore Maurizio Schmidt e della messa a bando dell’incarico di direzione della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi (apparso sul sito della Fondazione Suole Civiche il 21 luglio con scadenza il 7 settembre!), i docenti di ruolo e a contratto della scuola stessa, assieme al personale non docente si sono auto-convocati in un’affollata assemblea, con la partecipazione di numerosi studenti, e hanno espresso le seguenti posizioni. 

- La scelta, operata da un consiglio di amministrazione scaduto da diversi mesi, di interrompere il percorso pedagogico e culturale avviato con successo da Maurizio Schmidt -anche in continuità con l’operato del direttore precedente, Massimo Navone- e di farlo con questi tempi e modi, rivela una totale insensibilità e scarsa consapevolezza delle necessità didattiche e operative della Scuola (forti preoccupazioni in proposito erano già state espresse per iscritto dal Consiglio di Dipartimento in data14/7). 

Il senso stesso del “bando” è inoltre compromesso dalla durata dell’incarico prospettato: una sola annualità. Il rinnovo o la revoca di anno in anno degli incarichi costituisce del resto una delle pratiche discutibili che caratterizzano l’operato della Fondazione Scuole Civiche.

- La specificità della Paolo Grassi è sempre stata quella di integrare una didattica avanzata e applicata a diverse professionalità con la testimonianza culturale nella città e una presenza attiva nel sistema teatrale, finalizzata alla ricerca e al rinnovamento generazionale.
L’attività degli ultimi due anni – il periodo di direzione di Schmidt – ha accentuato positivamente queste caratteristiche (didattiche, pedagogiche, culturali e di ricerca), allargando l’offerta formativa e le collaborazioni cittadine, nazionali e internazionali tanto in collegamento con l’attività didattica che attraverso progetti speciali. Negli ultimi anni la Paolo Grassi ha aumentato in conseguenza le esperienze, le opportunità e la stessa visibilità degli studenti. A fianco dei corsi per attori, registi, drammaturghi, organizzatori, tecnici della scena e performer di teatrodanza si sono sviluppate innovative iniziative di formazione continua avanzata per professionisti,
Questa linea di lavoro ha portato a concretizzare una rete diffusa di collaborazioni:
in area milanese e lombarda: con il Comune di Milano-Settore Spettacolo e Biblioteche, la Provincia di Milano e la Casa delle Culture del Mondo, la Regione Lombardia, la Fondazione Cariplo, i principali teatri milanesi (fra cui i teatri di innovazione coinvolti nel progetto Previsioni – CRT, LItta, Out Off, Ringhiera, Sala Fontana, Verdi - il Piccolo Teatro, il Teatro dell’Elfo, il Franco Parenti, il Paolo Pini), la RAI, l’AGIS, il Centre Culturel Francais, organizzazioni come l’ARCI, la Fondazione Biblioteca di via Senato, Uovo, il FAI, le Università Statale e Politecnico, la Fondazione Culturale di Gallarate, numerose Scuole Medie Superiori in tutto il territorio regionale, la Coop e la 220;
a livello nazionale: la Fondazione di Venezia, la Biennale di Venezia Settore Danza e Settore Teatro, i festival Armunia di Castiglioncello, la Fondazione Piemonte-Europa per il Festival delle Ville Sabaude, il Festival del Teatro Romano di Trieste, Castel dei Mondi di Andria e Castel del Monte, Settembre al Borgo di Caserta; i circuiti Arteven, Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte e Amat, la Fondazione Nuovi Mecenati, il Centro Santa Chiara di Trento, Teatri Uniti di Napoli, La Vicaria di Palermo, Benetton; tra le scuole italiane l’Accademia Nico Pepe di Udine, l’Accademia dei Filodrammatici di Milano
a livello internazionale: le scuole della rete informale mediterranea Olive e in particolare l’Accademia di Belgrado, il Konservatorium di Vienna, l’Istitut d’Art Dramatique di Bruxelles, il NAFTIZ di Sofia, l’Università di Corsica, l’Accademia d’arte di Croazia, l’Ashtar Theatre di Ramallah, l’Università Nazionale di Bucarest, l’AGRFT di Slovenia, l’Università Teatrale di Macedonia, l’Accademia Nazionale PWST di Cracovia, la Manufakture di Losanna, l’Università Teatrale di Tampere, l’AIDAS di Montreuil-Parigi, il Performing arts Studio di Tel Aviv, la Escuela Nacional de Actores de Canarias; inoltre: l’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, il Festival di Avignone Off, il Festival Un Automne a Tisser col Theatre l’Epée de Bois-Cartoucherie di Vincennes (Parigi). L’apertura internazionale ha riguardato parallelamente anche il corpo docente che ha visto integrarsi negli ultimi tre anni della partecipazione di Emio Greco, Cesc Gelabert, Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Jean Claude Penchenat, Mario Gonzalez, Erhard Stiefel, Roy Maliach, Jozef Opalski per citarne solo alcuni. 

- Tale attività (che ha coinvolto 140 iscritti annualmente ai corsi di base e 200 c.ca ai nuovi corsi propedeutici e di formazione avanzata, 26 docenti di ruolo, 94 docenti a contratto e 13 collaboratori non docenti), ha parallelamente favorito un’azione di autofinanziamento senza precedenti. Nei due anni di gestione del direttore Schmidt, fiancheggiato da un ufficio sviluppo creato ad hoc, sono stati reperiti a livello pubblico e privato e attraverso l’iscrizioni ai nuovi corsi, risorse straordinarie per c.ca € 475.000,00 (cui vanno aggiunti i costi direttamente assunti dalle organizzazioni collaboranti), oltre ad altri € 245.000,00 c.ca proiettati sul prossimo anno accademico (se i progetti potranno proseguire), per un totale di € 720.000,00. Vanno inoltre considerate le domande di contributo ad enti pubblici e privati di cui si attendono tuttora gli esiti e le ulteriori potenziali ipotesi di sviluppo 
La strada dell’autofinanziamento oltre ad essere auspicata dall’identità delle Scuole Civiche di Milano in quanto Fondazione “di Partecipazione”, risulta obbligata in collegamento con la contrazione dei contributi comunali in atto.

- A fronte di risultati di tale positività appare a maggior ragione incomprensibile la scelta di FSC che interrompe questo percorso.
Docenti, non docenti e studenti presenti all’assemblea auto-convocata, hanno conseguentemente chiesto a Maurizio Schmidt di ricandidarsi alla direzione della Scuola, riproponendo un progetto che è in fase avanzata ed è fortemente condiviso. Si riservano parallelamente di mettere in atto tutte le opportune iniziative di appoggio e diffusione della sua candidature a delle posizioni espresse.

Docenti, non docenti e studenti 
riuniti in assemblea auto-convocata del 23/7

Venerdì, 4 Settembre, 2009 - 18:39

I verdi Olandesi vogliono denunciare Silvio

'GroenLinks' (il partito dei Verdi olandesi) sta considerando di iniziare una procedura contro l’Italia a causa della limitata libertà di stampa nel Paese. Il premier Silvio Berlusconi controlla sia le emittenti pubbliche che le emittenti private e impedisce da qualche tempo a giornalisti critici di accedere alle sue conferenze stampa - [Articolo originale: "GroenLinks: Proces tegen Berlusconi" (1)]

21 Giugno 2009 -- Questo secondo quanto affermato dalla capolista di Groenlinks Judith Sargentini. ‘Il Trattato europeo obbliga ogni Paese europeo a garantire la libertà di stampa. In qualità di frazione dei Verdi all’Europarlamento stiamo quindi considerando una procedura contro l’Italia’, ha detto Sargentini. ‘Se procediamo contro Bulgaria e Romania per le loro irregolarità, allora dobbiamo osare fare lo stesso con l’Italia.’ Se la maggioranza dell’Europarlamento dovesse appoggiare questa causa legale, la procedura giungerebbe nelle mani della Corte Europea di Giustizia.

Sargentini ha già in precedenza affermato che il capolista Wim van de Camp del CDA (Partito Cristiano-Democratico) deve affrontare Berlusconi sul tema del suo comportamento, come anche sul caso dei rifugiati rispediti in Libia. Il CDA e il partito di Berlusconi sono membri della stessa frazione del parlamento europeo.

(1) - Articolo originale: "GroenLinks: Proces tegen Berlusconi"
http://www.ad.nl/dichtbijeuropa/3257966/GroenLinks_Proces_tegen_Berlusconi.html

Venerdì, 4 Settembre, 2009 - 16:00

4 settembre:in piazza con i precari della scuola

COMUNICATO STAMPA
Domani Massimo Gatti sarà in piazza con i precari della scuola
Milano, 4 settembre 2009. Domani il capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia – P.R.C. – P.d.C.I, Massimo Gatti parteciperà alla manifetsazione/corteo "Per il lavoro, contro la precarietà, per la scuola pubblica" promossa dal "Coordinamento Lavoratori della Scuola “3 Ottobre” che, in presidio permanente davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale (USP) di Milano dal 1 settembre, ha chiamato la cittadinanza ad esprimere il proprio sostegno alla sua lotta per la conferma dei contratti annuali scaduti e per l’assunzione in ruolo dei lavoratori precari su tutti i posti disponibili. L'appuntamento è per domani, sabato 5 settembre, alle ore 14.30 in Piazza Missori a Milano.
“Solo sul territorio di Milano e provincia saranno più di mille i lavoratori precari della scuola che quest’anno rimarranno disoccupati – dichiara Massimo Gatti – Se consideriamo tutto il Pese invece saranno 16.500 i docenti e 7.000 gli ATA che rimarranno senza lavoro. Sono tagli inaccettabili. Noi saremo in piazza domani per sostenere l'importantissima battaglia di queste lavoratrici e lavoratori per la difesa della scuola pubblica, per il lavoro e per la democrazia"
Federico Gamberini

 

Venerdì, 4 Settembre, 2009 - 15:38

Un movimento è in movimento contro l'omofobia

Un tempo, si diceva, fino a pochi mesi fa, non esisteva un interesse e una presenza della stampa così elevato a riportare fatti di crimini efferati contro persone della comunità LGBT. Io riprenderei questa frase, reale e sussistente, in questa ottica. Un tempo molti atti efferati contro persone di orientamento glbt, dalla violenza psicologica alla persecuzione, dalla violenza fisica all'oltraggio, dileggio, dalle varie forme di mobbing ad atti di emarginazione, con diversi scenari preoccupanti e gravi sulle vittime, spesso indotte all'estrema azione suicida, non venivano denunciati. Un mio amico mi scrive giustamente su facebook: l'escalation agostana di atti omofobici ha dato, comunque, un risultato positivo, ossia la ferma e unanime presa di posizione di un Movimento nel rispondere e reagire affermandosi con la propria identità, in senso positivo. Non posso che condividere questo commento.

A Napoli due turisti vengono sbaffeggiati con insulti vari, capitolati in aggressioni fisiche, perchè si tenvano per mano mentre passeggiavano. Abbiamo avuto reazioni di denuncia di tale atto da parte dell'amministrazione comunale e del sindaco. A Roma due ragazzi conviventi come coppia, quella "strana forma" osteggiata come "innaturale" da parte di una buona fetta del mondo politico istituzionale, vengono sottoposti alle angherie dei condomini che vorrebbero chiederne l'allontanamento dal caseggiato, indicendo addirittura una raccolta firme. Sempre a Roma un attacco incediario l'altra sera in un locale dove si teneva un'iniziativa indetta dal locale Muccassassina. Nella capitale, teatro maggiore dell'omofobia crescente estiva, abbiamo visto un ragazzo ferito grave per accoltellamento e il suo compagno barbaramente attaccato fisicamente da un energumeno bestiale e animalesco in quanto si baciavano liberamente davanti all'ingresso del Gay Village. Fortunatamente ora l'autore di una simile vile efferatezza, dopo essere stato denunciato, è stato anche arrestato. L'intervento della Magistratura ha risposto con fermezza nella totale inopia dell'amministrazione pubblica comunale. Nella stessa città capitolina, l'altra sera, abbiamo avuto il lancio di bombe carta nella gay street romana. Fortunatamente nessun ferito grave, solo alcune contusioni.

Un lettore di Repubblica oggi scrive: difronte a tale escalation impressionante e all'assenza di una risposta dovuta da parte delle istituzioni nazionali, io e il mio ragazzo abbiamo intenzione di trasferirci in Spagna. La sofferenza e la paura è alta in Italia, ma risulta ancora alto il livello di indignazione che unitariamente, omosessuali, bisessuali, lesbiche, transessuali e transgender, ma anche e soprattutto eterosessuali, deve accomunarci e portarci a rispondere con determinazione a tale clima asfissiante e delirante. 

Risulta a parere mio inquietante il livello di inciviltà che si riscontra quotidianamente in affermazioni di esponenti del mondo isitituzionale. Ricordarle è sempre importante perchè non solo si disegna l'irresponsabilità di molte e molti che si definiscono rappresentanti della cittadinanza italiana, ma anche perchè si isolano e si denunciano comportamenti che dovranno trovare una risposta comune e collettiva a livello civico. Abbiamo un ministro delle pari opportunità che asserisce che i diritti dei gay non devono essere garantiti perchè i gay sono sterili. Abbiamo una senatrice del PD che compara gli omosessuali a pervertiti pedofili, inclini alla pederastia. Abbiamo in Lombardia, il capogruppo in regione della Lega, e non solo, altri consiglieri del centrodestra che, all'atto di presentazione di proposte di legge finalizzate a recepire provvedimenti contro l'omofobia, liquidano tali proposte come "poderose botte di c..o". Abbiamo una deputata del PdL, Gardini, che si indigna se nel suo gabinetto debba accedere un'altra collega transessuale. Abbiamo, infine, chi utilizza con molta spavalderia e grande non curanza termini dileggianti come "culattone", "frocio" durante manifestazioni pubbliche o comizi in piazza, vedere l'esempio barbaro e incivile di Borghezio. Gli esempi possono aumentare a vostro piacimento. Difronte a tale stato comatoso del livello civile di gran parte del mondo istituzionale la legittimazione per personaggi inclini alla violenza e all'intolleranza contro i "diversi" di turno è assolutamente assodata.

Occorre rispondere fermamente, dicevo, all'attacco ignobile e preoccupante, che porta il nostro Paese a essere ancora estraneo al recepimento delle disposizioni e direttive europee per l'estensione dei diritti e delle pari opportunità a persone di orientamento lgbt. Qualcuno giustamente asserisce che in Italia chi è omosessuale può benissimo attivarsi politicamente, basta che non si palesi in molte circostanze, altrimenti potrebbe essere soggetto a vessazioni e intimidazioni di vario grado; oppure può benissimo circolare ancora liberamente, basta che non esprima il proprio sentimento in pubblico, altrimenti le reazioni "legittimate" dal clima istituzionale irresponsabile potrebbero essere varie e inaspettate; oppure, infine, possono anche andare a concorrere per il Grande Fratello, tanto si sa bene che un gay in compagnia è sempre "di moda", fa colore. Queste persone, però, non possono avere le stesse opportunità e gli stessi diritti delle altre e degli altri. Non possono fare un programma di vita normale insieme alla propria compagna o al proprio compagno; non possono assisterla o assisterlo in caso di malattia; non possono succedere in caso di morte; non possono dichiarare pubblicamente la propria convivenza, l'Anagrafe non recepisce tale istanza. Non possono fare quello che le altre e gli altri possono fare in quanto è naturale e normale farlo: quando si parla di diritti naturali e inalienabili. Non possono neanche donare il sangue perchè sono considerate o considerati "potenzialmente inclini a essere infetti e contagiati da malattie e patologie veneree". Abbiamo in Italia una vera cittadinanza diffusa in un ordinamento costituzionale quale il nostro che professa il principio, per me uno dei più significativi e importanti, dell'eguaglianza difronte alla legge e ai diritti, a prescindere dal proprio orientamento sessuale?

Occorre reagire e incidere. Mi piacerebbe pensare che, oltre alla reazione, che deve esserci perchè garantisce visibilità politica e affermazione del principio che il Movimento esiste e r-esiste, attraverso fiaccolate, mobilitazioni, sit in, marce, giornate del silenzio, ricordano i tempi importanti e fruttuosi di Castro Street, ci siano anche iniziative incisive a livello economico e istituzionale. Mi riferirei all'esempio delle Lobby nell'accezione angloamericana del termine, non deleteria come siamo abituati a pensarle in Italia. Parlerei della capacità politica di incidere in quanto si predispone di una forza nonviolenta di induzione a rilevare e prendere in considerazione alcune istanze da parte di un sordo, spesso connivente, apparato istituzionale amministrativo. Mi piace pensare alle lotte nonviolente, che possono diventare riferimenti pedagogici, di sabotagio e boicottaggio perpetrate in Danimarca dalla cittadinanza e dai lavoratori contro i dominatori nazifascisti; oppure alle battaglie nonviolente avutesi in Inghilterra di non collaborazione dei portuali per opposizione alla guerra nelle Isole Falkland; oppure, infine, alla difesa popolare nonviolenta avutasi in India, esercito di civili contro l'occupante, alle forme di sciopero fiscale avutesi in alcune realtà regionali europee durante gli imperi, o in Sud Africa durante l'Apartheid o negli USA durante le mobilitazioni dei neri sotto l'egida dell'intramontabile Martin Luther King. Occorre fare capire che esiste un'organizzazione incisiva che può determinare un'incisività devastante nell'equilibrio economico e culturale normalizzato. Perchè non parlare di boicottaggio di alcuni importanti prodotti italiani? Oppure perchè non parlare di alcune forme di protesta come la richiesta di asilo politico alla Spagna, alla Francia, All'UK? Perchè, infine, non parlare di non collaborazione in alcuni ambiti politici ed economici del potere italiano? Dalla protesta alla proposta è il passaggio necessario di una maturazione politica del movimento. E di questo sono convinto che il Movimento è pronto oggi: l'esempio di alta capacità di diventare aggregatore di un moto universale e trasversale per l'affermazione dei diritti umani e civili è stato dato ai vari Pride degli ultimi anni, diventando questo appuntamento di tutte e di tutti, politico e collettivo. Perchè, come diceva Pator Niemoller: oggi attaccano una comunità, domani ne attaccano un'altra e, quando rimarrai solo, non avrai più nessuno che ti potrà difendere e garantire perchè non hai difeso e garantito gli altri. Io sono in quanto siamo.

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo per Milano - GRUPPO AL SINISTRA

Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 4 Settembre, 2009 - 14:17

L'AMORE E BASTA

Gender Bender Festival

consiglia

L'AMORE E BASTA

un film di

STEFANO CONSIGLIO

Distribuito da Lucky Red

L'amore e basta uscirà il 4 settembre 2009 nelle seguenti sale:

Bologna Cinema Lumiere

Napoli Cinema Filangieri

Firenze Cinema Fiorella

Roma Cinema Fiamma

Milano Cinema Anteo

Torino Cinema Fratelli Marx e Cinema Due Giardini

Padova Porto Cinema Astra

 

Il film racconta le storie d'amore di nove coppie gay e lesbiche con un'introduzione di Luca Zingaretti e le animazioni di Ursula Ferrara che legano le diverse storie.

Inizia da Alessandro e Marco, due studenti universitari di Catania, e continua con le quarantenni Nathalie e Valérie (e la loro figlioletta Sasha) che vivono a Versailles.

Poco distanti, a Parigi, vivono Catherine e Christine, due sessantenni che stanno insieme da vent'anni. 

Poi ci sono Lillo e Claudio,  che da diciassette anni vivono insieme a Sutri, un piccolo paese vicino a Roma. 

Ci si sposta quindi a Berlino, dove da diversi anni vivono felicemente i quarantacinquenni Thomas e Johan. 

Da sette anni, altrettanto felicemente, stanno insieme Emiliana e Lorenza nella loro bella casetta, con tanto di giardino, nella Bassa Padana tra Parma e Mantova. 

Sono addirittura trenta gli anni del sodalizio amoroso e professionale di Gino e Massimo che incontriamo nel loro negozio/laboratorio di oggetti in pelle nel cuore di un quartiere popolare di Palermo. 

Un'altra coppia che vive e lavora insieme da tanti anni è quella formata da Gaël e William, filmati nel loro ristorante nel 14° arondissement di Parigi. 

E infine le coniugi spagnole Maria e Marisol  (legalmente unite in matrimonio non appena è stato possibile) che vivono in campagna a Vic, vicino a Barcellona, con la loro prole formata da un maschietto di circa otto anni e due gemelline di sei.

 Buona visione.

Gender Bender è il festival internazionale che presenta al pubblico gli immaginari prodotti dalla cultura contemporanea legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.

Gender Bender è promosso da Il Cassero, gay lesbian center di Bologna.

Giovedì, 3 Settembre, 2009 - 17:45

"Un attacco capzioso e feroce" qualcuno dovrà spiegare" D. Boffo

www.repubblica.it

Ecco il testo integrale della lettera con la quale Dino Boffo ha rassegnato le dimissioni dalla direzione di 'Avvenire'

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ROMA - Dino Boffo si è dimesso dalla direzione del quotidiano dei vescovi "Avvenire". Ecco il testo integrale della sua lettera di dimissioni inviata al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

"Da sette giorni la mia persona è al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volontà dissacratoria che non immaginavo potesse esistere. L'attacco smisurato, capzioso, irritualmente feroce che è stato sferrato contro di me dal quotidiano 'Il Giornale' guidato da Feltri e Sallusti, e subito spalleggiato da 'Libero' e dal 'Tempo', non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione: un opaco blocco di potere laicista si è mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l'ha oggi e non l'avrà domani".

"Qualcuno, un giorno, dovrà pur spiegare perchè ad un quotidiano, 'Avvenire', che ha fatto dell'autonomia culturale e politica la propria divisa, che ha sempre riservato alle istituzioni civili l'atteggiamento di dialogo e di attenta verifica che è loro dovuto, che ha doverosamente cercato di onorare i diritti di tutti e sempre rispettato il responso elettorale espresso dai cittadini, non mettendo in campo mai pregiudizi negativi, neppure nei confronti dei governi presieduti dall'onorevole Berlusconi, dovrà spiegare, dicevo, perchè a un libero cronista, è stato riservato questo inaudito trattamento.


"E domando: se si fa così con i giornalisti indipendenti, onesti, e per quanto possibile, nella dialettica del giudizio, collaborativi, quale futuro di libertà e di responsabilità ci potrà mai essere per la nostra informazione? Quando si andranno a rileggere i due editoriali firmati da due miei colleghi, il 'pro' e 'contro' di altri due di essi, e le mie tre risposte ad altrettante lettere che 'Avvenire' ha dedicato durante l'estate alle vicende personali di Silvio Berlusconi, apparirà ancora più chiaramente l'irragionevolezza e l'autolesionismo di questo attacco sconsiderato e barbarico".

"Grazie a Dio, nonostante le polemiche, e per l'onestà intellettuale prima del ministro Maroni e poi dei magistrati di Terni, si è chiarito che lo scandalo sessuale inizialmente sventagliato contro di me, e propagandato come fosse verità affermata, era una colossale montatura romanzata e diabolicamente congegnata. Fin dall'inizio si era trattato d'altro.

"Questa risultanza è ciò che mi dà più pace, il resto verrà, io non ho alcun dubbio. E tuttavia le scelte redazionali che da giorni taluno continua accanitamente a perseguire nei vari notiziari dicono a me, uomo di media, che la bufera è lungi dall'attenuarsi e che la pervicace volontà del sopraffattore è di darsi ragione anche contro la ragione. Un dirigente politico lunedì sera osava dichiarare che qualcuno vuole intimorire Feltri; era lo stesso che nei giorni precedenti aveva incredibilmente affermato che l'aggredito era proprio il direttore del 'Giornale', e tutto questo per chiamare a raccolta uomini e mezzi in una battaglia che evidentemente si vuole ad oltranza".

"E mentre sento sparare i colpi sopra la mia testa mi chiedo: io che c'entro con tutto questo? In una guerra tra gruppi editoriali, tra posizioni di potere cristallizzate e prepotenti ambizioni in incubazione, io, ancora, che c'entro? Perchè devo vedere disegnate geografie ecclesiastiche che si fronteggerebbero addirittura all'ombra di questa mia piccola vicenda? E perchè, per ricostruire fatti che si immaginano fatalmente miei, devo veder scomodata una girandola di nomi, di persone e di famiglie, forse anche ignare, che avrebbero invece il sacrosanto diritto di vedersi riconosciuto da tutti il rispetto fondamentale? Solo perchè sono incorso, io giornalista e direttore, in un episodio di sostanziale mancata vigilanza, ricondotto poi a semplice contravvenzione?

"Mi si vuole a tutti i costi far confessare qualcosa, e allora dirò che se uno sbaglio ho fatto, è stato non quello che si pretende con ogni mezzo di farmi ammettere, ma il non aver dato il giusto peso ad un reato 'bagatellare', travestito oggi con prodigioso trasformismo a emblema della più disinvolta immoralità.

"Feltri non si illuda, c'è già dietro di lui chi, fregandosi le mani, si sta preparando ad incamerare il risultato di questa insperata operazione: bisognava leggerli attentamente i giornali, in questi giorni, non si menavano solo fendenti micidiali, l'operazione è presto diventata qualcosa di più articolato. Ma a me questo, francamente, interessa oggi abbastanza poco. Devo dire invece che non potrò mai dimenticare, nella mia vita, la coralità con cui la Chiesa è scesa in campo per difendermi: mai - devo dire - ho sentito venir meno la fiducia dei miei Superiori, della Cei come della Santa Sede.

"Se qualche vanesio irresponsabile ha parlato a vanvera, questo non può gettare alcun dubbio sulle intenzioni dei Superiori, che mi si sono rivelate sempre esplicite e, dunque, indubitabili. Ma anche qui non posso mancare di interrogarmi: io sono, da una vita, abituato a servire, non certo a essere coccolato o ancor meno garantito. La Chiesa ha altro da fare che difendere a oltranza una persona per quanto gratuitamente bersagliata".

"Per questi motivi, Eminenza carissima, sono arrivato alla serena e lucida determinazione di dimettermi irrevocabilmente dalla direzione di 'Avvenire', 'Tv2000' e 'Radio Inblu', con effetto immediato. Non posso accettare che sul mio nome si sviluppi ancora, per giorni e giorni, una guerra di parole che sconvolge la mia famiglia e soprattutto trova sempre più attoniti gli italiani, quasi non ci fossero problemi più seri e più incombenti e più invasivi che le scaramucce di un giornale contro un altro.

"E poi ci lamentiamo che la gente si disaffeziona ai giornali: cos'altro dovrebbe fare, premiarci? So bene che qualcuno, più impudico di sempre, dirà che scappo, ma io in realtà resto dove idealmente e moralmente sono sempre stato. Nessuna ironia, nessuna calunnia, nessuno sfregamento di mani che da qui in poi si registrerà potrà turbarmi o sviare il senso di questa decisione presa con distacco da me e considerando anzitutto gli interessi della mia Chiesa e del mio amato Paese. In questo gesto, in sè mitissimo, delle dimissioni è compreso un grido alto, non importa quanto squassante, di ribellione: ora basta.

"In questi giorni ho sentito come mai la fraternità di tante persone, diventate ad una ad una a me care, e le ringrazio della solidarietà che mi hanno gratuitamente donato, e che mi è stata preziosa come l'ossigeno. Non so quanti possano vantare lettori che si preoccupano anche del benessere spirituale del 'loro' direttore, che inviano preghiere, suggeriscono invocazioni, mandano spunti di lettura: io li ho avuti questi lettori, e Le assicuro che sono l'eredità più preziosa che porto con me. Ringrazio sine fine le mie redazioni, in particolare quella di 'Avvenire' per il bene che mi ha voluto, per la sopportazione che ha esercitato verso il mio non sempre comodo carattere, per quanto di spontanea corale intensa magnifica solidarietà mi ha espresso costantemente e senza cedimenti in questi difficili giorni. Non li dimenticherò. La stessa gratitudine la devo al Presidente del CdA, al carissimo Direttore generale, ai singoli Consiglieri che si sono avvicendati, al personale tecnico amministrativo e poligrafico, alla mia segreteria, ai collaboratori, editorialisti, corrispondenti.

"Gli obiettivi che 'Avvenire' ha raggiunto li si deve ad una straordinaria sinergia che puntualmente, ogni mattina, è scattata tra tutti quelli impegnati a vario titolo nel giornale. So bene che molti di questi colleghi e collaboratori non condividono oggi la mia scelta estrema, ma sono certo che quando scopriranno che essa è la condizione perchè le ostilità si plachino, capiranno che era un sacrificio per cui valeva la pena.

"Eminenza, a me, umile uomo di provincia, è capitato di fare il direttore del quotidiano cattolico nazionale per ben 15 degli straordinari anni di pontificato di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI: è stata l'avventura intellettuale e spirituale più esaltante che mi potesse capitare. Un dono strepitoso, ineguagliabile. A Lei, Eminenza carissima, e al cardinale Camillo Ruini, ai segretari generali monsignor Betori e monsignor Crociata, a ciascun Vescovo e Cardinale, proprio a ciascuno la mia affezione sconfinata: mi è stato consentito di essere, anzi sono stato provocato a pormi quale laico secondo l'insegnamento del Concilio, esattamente come avevo studiato e sognato negli anni della mia formazione.

"La Chiesa mia madre potrà sempre in futuro contare sul mio umile, nascosto servizio. Il 3 agosto scorso, in occasione del cambio di direzione al quotidiano 'Il Giornale', scriveva Giampaolo Pansa: 'Dalla carta stampata colerà il sangue e anche qualcosa di più immondo. E mi chiedo se tutto questo servirà a migliorare la credibilità del giornalismo italiano. La mia risposta è netta: no. Servirà soltanto a rendere più infernale la bolgia che stiamo vivendo'.
Alla lettura di queste righe, Eminenza, ricordo che provai un certo qual brivido, ora semplicemente sorrido: bisognerebbe che noi giornalisti ci dessimo un po' meno arie e imparassimo ad essere un po' più veri secondo una misura meno meschina dell'umano. L'abbraccio, con l'ossequio più affettuoso".
Firmato, Dino Boffo

Giovedì, 3 Settembre, 2009 - 17:28

Prima Fiaccolata LGBT Milano

In seguito ai recentissimi episodi di violenza ai danni di persone gay, lesbiche, transessuali e transgender avvenuti in Italia, abbiamo deciso di organizzare una fiaccolata per promuovere l'uguaglianza sociale di gay, lesbiche, transessuali e transgender in Italia.

Questo evento milanese nasce sulla scia di WE HAVE A DREAM, l'iniziativa nata a Roma per sfidare l'omofobia.

ETERO, GAY, LESBO, BISEX, TRANSEX, TRANSGENDER: CHIUNQUE CONDIVIDA CON NOI QUESTO DESIDERIO DI LIBERTA' E GIUSTIZIA E' IL BENVENUTO.

Il primo appuntamento è fissato per MARTEDI' 8 SETTEMBRE alle 21:00 in PIAZZA DUOMO (angolo Mondadori, sotto il maxischermo).

Alla fiaccolata si partecipa da liberi cittadini, sotto la bandiera rainbow a 6 colori (8 per i puristi).
Chi appartiene o milita in partiti, organizzazioni politiche, associazioni ed altre istituzioni non dovrà utilizzare i propri vessilli, simboli ed insegne.

Martedì, 1 Settembre, 2009 - 15:23

SBILANCIAMOCI: VII Forum "L'impresa di un'economia diversa"

Per opportuna informazione e partecipazione.
Se potete divulgate la notizia.
Grazie
Cari saluti
Antonella Fachin


VII Forum "L'impresa di un'economia diversa"

Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo

Cernobbio, 5 settembre 2009

Quest'anno il Forum di Sbilanciamoci! – L'impresa di un'economia diversa – arriva a Cernobbio in una edizione speciale di una sola giornata, il 5 settembre, dedicata tutta alla crisi economica e finanziaria globale e ai suoi riflessi in Italia. Il Forum si svolge in contemporanea – e a poche centinaia di metri – al workshop dello Studio Ambrosetti che si tiene ogni anno a Villa D'Este e che vede riuniti manager, banchieri, uomini politici, uomini d'affari. Al Forum di Sbilanciamoci! saranno presenti esponenti della società civile, operai, ricercatori, immigrati, studenti, precari, sindacalisti.

La crisi economica e finanziaria ha già prodotto pesanti conseguenze sociali, ma nuovi effetti gravissimi arriveranno nei prossimi mesi e nel 2010, con la perdita di altri centinaia di migliaia di posti di lavoro, l'aumento della povertà, la chiusura di fabbriche e la riduzione del volume delle attività produttive. Si tratta della crisi più grave dal dopoguerra, alla quale la comunità internazionale ha dato sin qui una risposta insufficiente.

Il governo italiano si è contraddistinto per una ancora maggiore assenza di strategia e di interventi significativi e incisivi. La gran parte delle misure messe in campo sino ad ora sono simboliche, modeste e senza effetti sul corso di una crisi che, anche in Italia, nei prossimi mesi si preannuncia pesantissima.

Ecco perché, mentre i nostri ministri andranno al workshop dello Studio Ambrosetti ad illustrare e a rivendicare i "meriti" dell'azione di governo, Sbilanciamoci!, a poche centinaia di metri dal forum ufficiale, organizza un contro-forum di una giornata in cui spiegherà con documenti e analisi circostanziate il bluff delle misure del governo contro la crisi, molte ancora da attuare e altre con impatto modesto o addirittura inesistente, altre ancora completamente negative.

Nello stesso tempo metteremo in campo, con un documento circostanziato di proposte, le nostre 15 mosse per uscire dalla crisi, per trovare le risorse necessarie. 15 mosse per orientare l'economia verso uno sviluppo che sia sostenibile, equo e di qualità: presenteremo le nostre alternative per un modello di sviluppo fondato sulla riconversione ecologica dell'economia, la qualità sociale e collettiva dei consumi, il ruolo positivo dell'intervento pubblico, i diritti e la dignità del lavoro. Sbilanciamoci! proporrà un intervento di 40 miliardi contro la crisi fino al 2011, con un'incidenza sul PIL del 2% sul 2010 e del 1,3% sul 2011.

Al Forum – promosso insieme alle organizzazioni della società civile della provincia di Como – parteciperanno rappresentanti ed esponenti della società civile, delle associazioni, del sindacato, ricercatori ed esperti, ospiti internazionali. Ci saranno testimonianze di chi sopporta il peso della crisi: operai in cassa integrazione, precari, immigrati, pensionanti, terremotati dall'Abruzzo.

Tra le prime conferme
: Mario Agostinelli (Un'Altra Lombardia), Andrea Baranes (Fondazione Banca Etica) Paolo Beni (Presidente ARCI), Monica Di Sisto (Fair), Stefano Fassina (Direttore del NENS), Andrea Fumagalli (Università di Pavia), Sergio Giovagnoli (Responsabile Politiche Sociali ARCI), Maurizio Gubbiotti (Segreteria nazionale di Legambiente), Stefano Lenzi (Responsabile Relazioni istituzionali del WWF), Mattia Lolli (di 3 e 32, il comitato degli abruzzesi che vivono nelle tende) Giulio Marcon (Portavoce Sbilanciamoci!), Alessandra Mecozzi (Responsabile Esteri FIOM-CGIL), Mario Pianta (Università di Urbino), Carla Ravaioli (economista) Guglielmo Ragozzino (il manifesto), Gianni Rinaldini (Segretario della FIOM-CGIL), Roberto Romano (Ricercatore), Tommaso Rondinella (Sbilanciamoci!) Alessandro Santoro (Università Bicocca), Antonio Tricarico (Presidente della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale), Alberto Zoratti (Fair).

Il Forum avrà inizio alle 9.30 e si chiuderà alle 18.00.

Il Forum di Sbilanciamoci! quest'anno è completamente autofinanziato. La partecipazione è libera, ma chiediamo a tutti di prenotarsi scrivendo a info@sbilanciamoci.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Sbilanciamoci! chiede a tutti gli interessati di dare un contributo libero e volontario per realizzare l'iniziativa: 10 euro per studenti e disoccupati, 20 euro per i lavoratori, 50/100 euro per i sostenitori e i gruppi organizzati.

Il Forum si svolgerà a Cernobbio, presso lo spazio “Cernobbioshed” via Manzoni 1 – 22012 Cernobbio (CO) – http://www.cernobbioshed.com/

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Martedì, 1 Settembre, 2009 - 08:54

L'Italia dei dialetti?Ma non sappiamo parlare/scrivere l'italiano

Riporto un articolo di ADUC su un tema di attualità:

27 Agosto 2009.

Nel clima d'agosto dove ogni cosa detta da qualcuno che abbia un minimo di potere e credibilita' politica diventa argomento di possibile svolta legislativa, quella dei dialetti da inserire nell'istruzione obbligatoria e nell'informazione di Stato, e' una che fa numero con altre (qualcuno ricorda la coltura/cultura del bergamotto che il ministro Umberto Bossi aveva tirato fuori come soluzione alle difficolta' economiche del sud? Giornalate, inchieste, dichiarazioni, etc... il bergamotto e' sempre li', nei suoi campi calabresi e nel suo limitato mercato).
Precisando che il dialetto, di per se', ha sempre una derivazione da una lingua madre (altrimenti diventa lingua come quelle in Sardegna, che e' un'altra cosa), e' proprio quest'ultima che conviene conoscere per meglio comprendere il proprio e gli altri dialetti di medesima derivazione. E qui "casca l'asino".
Negli ultimi decenni, soprattutto con l'avvento di Internet e la possibilita' di scambio veloce di messaggi, la correttezza della propria lingua e' diventata una sorta di optional. Spesso si sintetizzano le parole e le frasi, per esigenza di velocita' e di spazio -complice l'abilita' del singolo- possono diventare dialoghi fra iniziati del mezzo (vedi anche sms). Ma molto piu' spesso le persone scrivono senza nessuna cura della grammatica, dell'analisi logica, della punteggiatura, etc.. mandando a ramengo quelle minime regole della comprensione che facilitano la comunicazione interpersonale.
Lo diciamo noi, associazione di consumatori che riceve giornalmente qualche centinaio di lettere (la maggior parte via web) con cui ci vengono chiesti consigli; lettere che poi pubblichiamo, dopo un minimo di correzione che le rendano comprensibili, nella rubrica online "Cara Aduc". Piu' della meta' di queste lettere sono piene di strafalcioni di tutti i tipi, anche scritte da persone che ci indicano svolgere una professione/mestiere in cui la scrittura dovrebbe essere importante: i piu' diffusi strafalcioni sono legati alle espressioni gergali e dialettali, nonche' alle parole che originano da lingue straniere (essenzialmente inglese) e che vengono riportate nei modi piu' fantasiosi, essenzialmente legate alla fonetica. Tra queste anche le lettere di chi, straniero in Italia, ci scrive per avere una consulenza sui propri diritti e doveri, come immigrato e come nuovo residente.
A questa Italia il Governo risponde con lo studio del dialetto a scuola e con l'informazione di Stato in dialetto? Mah!! Gli italiani che sono tali, e i residenti nel nostro Paese provenienti da mondi molto diversi dai nostri (che sono sempre di piu' e che fermarli e' utopia), crediamo abbiano altre esigenze, sempre che si concepisca la nostra societa' come quella in cui gli individui possano e debbano vivere comunicando fra loro e comprendendosi anche nei rapporti con le istituzioni. E su questo andrebbero fatti investimenti oltre che sullo studio della lingua inglese, pur nel rispetto dei singoli dialetti: ma rispetto e' altra cosa da sostituzione e creazione di "gabbie linguistiche" che diventerebbero sempre piu' impenetrabili e ostili.

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