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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Mercoledì, 22 Dicembre, 2010 - 23:02

22 dicembre 1947: 63 anni fa veniva approvata la nostra costituzione: evviva!

 OGGI, 63 ANNI FA - APPROVATA LA COSTITUZIONE ITALIANA

Nella seduta del 22 dicembre del 1947 l'Assemblea costituente, investita del compito di redigere la Costituzione, ne approva il testo definitivo che entrerà in vigore dal 1° gennaio 1948. Il testo si compone di 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali.


Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei (26 gennaio 1955) - parte 1di3
Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei (26 gennaio 1955) - parte 2di3
Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei (26 gennaio 1955) - parte 3di3
 
Martedì, 21 Dicembre, 2010 - 10:25

ONU e governance della Rete

Da Punto Informatico:

"ONU: una governance per Internet

L'Organizzazione delle Nazioni Unite si prepara a formare un nuovo gruppo di lavoro dall'obiettivo alquanto problematico: creare standard intergovernativi per regolamentare Internet

Roma - Il nuovo corso di Internet sorgerà presto per volontà degli stati membri dell'ONU. Le Nazioni Unite si preparano a regolamentare la rete delle reti come mai era stato fatto fino a ora, mentre la lista dei paesi promotori del nuovo gruppo di lavoro - Brasile, Cina, India e Arabia Saudita - lascia intendere che il modello di "controllo" sia molto meno libertario e democratico di quello attuale."

Un Internet bill of Rights multilevel e multistakeholder se non ora quando?

 

Domenica, 19 Dicembre, 2010 - 11:18

L’ONU condanni esplicitamente le uccisioni di gay, lesbiche e trans nel mondo

17/12/2010 - Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

 

All’illustre attenzione del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e dell’Ambasciatore Cesare Maria Ragaglini, rappresentante Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite,

lunedì 20 dicembre prossimo le Nazioni Unite voteranno una risoluzione determinante nel decidere se includere esplicitamente le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali in una risoluzione sulle esecuzioni extragiudiziali, arbitrarie e sommarie.

La risoluzione stabilisce che i Paesi membri devono proteggere il diritto alla vita di tutti gli esseri umani, ed invita ad investigare, con particolare enfasi, le uccisioni a base discriminatoria.
Nel 2008 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione che condannava esplicitamente quelle uccisioni, ma solo il mese scorso, un certo numero di Stati, hanno proposto un emendamento per rimuovere l'“orientamento sessuale” da quella importante risoluzione e sostituirlo con una generica dizione e cioè “ragioni discriminatorie su qualsiasi base”.

Incredibilmente, quell'emendamento è stato approvato indebolendo fortemente la portata di quella risoluzione.

Tuttavia le Nazioni Unite avranno la possibilità di riportare il riferimento esplicito all'orientamento sessuale e, auspicabilmente, estenderlo anche all'identità di genere il 20 dicembre prossimo.

Siamo per questo a chiedere che il Governo Italiano solleciti e supporti la nuova risoluzione soprattutto nei confronti di altri Stati Europei come Albania, Azerbaigian, Kirghizistan, Russia e Turchia che potrebbero essere indotti ad astenersi dal voto, piuttosto che ad opporsi direttamente.

Siamo a ringraziarvi anticipatamente per l’attenzione che vorrete darci.

Bologna, 17 dicembre 2010.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

Stefano Bucaioni, responsabile Esteri di Arcigay

Giovedì, 16 Dicembre, 2010 - 12:22

Emergenza freddo. iniziativa dell'Ordine di Malta

giovedì 16 dicembre 2010


Emergenza freddo a Milano: iniziativa del Sovrano Militare Ordine di Malta

Il Corpo Italiano di Soccorso del Sovrano Militare Ordine di Malta di Milano, in accordo con il Comune e la Protezione Civile, ha allestito alcune tende di accoglienza e ristoro notturno, di fronte alla Stazione Centrale di Milano, che possono ospitare fino a cinquanta senzatetto. Questa iniziativa umanitaria, partita ieri, proseguirà, ininterrottamente, fino al 1 marzo 2011, Natale e Capodanno compresi. Il servizio è organizzato in due turni (il primo, serale, dalle ore 20.00 alla 1.00 e, il secondo, notturno, dalla 1.00 alle 8.00) con cinque volontari ciascuno.

E’ richiesto il sostegno di tutti (Cavalieri, Dame, amici e simpatizzanti): sono benvenuti nuovi volontari per rafforzare l’organico del CISOM, generi alimentari di prima necessità (come biscotti, panettoni e cioccolata in confezioni chiuse), coperte e vestiario (maglioni e giacconi invernali nuovi o puliti ed in ottime condizioni) ed offerte economiche finalizzate a sostenere l'iniziativa.

Informazioni ed adesioni:

Marco Boetti Villanis
Capo Gruppo CISOM di Milano
www.ordinedimaltaitalia.org/cisom
Cell 335.8381261 - Fax 02.66500943
gruppo.milano@cisom.org

Roberto Jonghi Lavarini
Cell 346.7893810 – robertojonghi@gmail.com

Giovedì, 16 Dicembre, 2010 - 12:20

Comitato DESTRA PER MILANO - LiberaMente nel PDL

Il nuovo triumvirato che governa il Comitato Destra per Milano - LiberaMente di Destra nel Popolo della Libertà, da sx: Mario MAZZOCCHI PALMIERI, il "Barone Nero" Roberto JONGHI LAVARINI (fondatore, presidente e portavoce) e Francesco Filippo "Franz" MAROTTA. Ringraziamo i camerati ed amici "Principessa" Silvia COMNENO d'Otranto di Bisanzio e "il Cileno" Lorenzo CASTELLO che, pur confermando il loro convinto sostegno a Destra per Milano, per motivi personali e professionali, si sono dimessi dalle cariche, rispettivamente di addetta stampa e vice-presidente.

A breve seguiranno nuove comunicazioni ed importanti novità politiche, organizzative ed anche logistiche.

Sabato, 11 Dicembre, 2010 - 14:08

Premio Nobel per la Pace a Liu Xiaobo: le motivazioni

« Durante gli ultimi decenni la Cina ha fatto enormi progressi economici, forse unici al mondo, e molte persone sono state sollevate dalla povertà. Il Paese ha raggiunto un nuovo status che implica maggiore responsabilità nella scena internazionale, che riguarda anche i diritti politici. L’articolo 35 della Costituzione cinese stabilisce che i cittadini godono delle libertà di associazione, di assemblea, di manifestazione e di discorso, ma queste libertà in realtà non vengono messe in pratica». «Per oltre due decenni, Liu è stato un grande difensore dell’applicazione di questi diritti, ha preso parte alla protesta di Tienanmen nell’89, è stato tra i firmatari e i creatori di Charta 08, manifesto per la democrazia in Cina. Liu ha costantemente sottolineato questi diritti violati dalla Cina. La campagna per il rispetto e l’applicazione dei diritti umani fondamentali è stata portata avanti da tanti cinesi e Liu è diventato il simbolo principale di questa lotta». »

Sabato, 11 Dicembre, 2010 - 11:25

Arabia saudita: uomo condannato per omosessualità

Un uomo saudita di 27 anni è stato condannato a 500 frustrate e cinque anni di carcere dal tribunale di Jeddah con l'accusa, tra le altre, di omosessualità. Sta già scontando un anno di prigione, a cui è stato condannato all'inizio del 2010 sempre per omosessualità.
 
Secondo quanto riferito dagli organi di stampa, un uomo, di cui non si conoscono le generalità, è stato condannato a cinque anni di prigione, 500 frustate e una multa di 50.000 riyals sauditi (circa 10,000 euro) per reato di omosessualità, imitazione di una donna e possesso di video pornografici.
 
L'uomo sarebbe stato condannato dopo aver pubblicato un video online, nel quale compariva vestito da donna mentre parlava di tematiche sessuali. Il video è stato presumibilmente girato all'interno della prigione Briman di Jeddah, dove l'uomo sta scontando la sua precedente condanna a un anno di prigione emessa nei suoi confronti a marzo 2010. L'amministrazione penitenziaria ha negato che il filmato possa essere stato girato nell'istituto.

 

Questa prima condanna gli è stata inflitta per omosessualità, per essersi spacciato per pubblico ufficiale e aver commesso un reato contro "la sicurezza generale". L'uomo, che era stato arrestato a gennaio dalla Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (conosciuta come Mutawa'een o polizia religiosa), è stato condannato a 1000 frustate e a una multa di 5000 riyals sauditi (circa 770 euro). Nel video vestiva un'uniforme da poliziotto e flirtava con l'uomo che lo stava riprendendo.
 
Sempre in base a quanto riportato, l'uomo sarebbe già stato accusato un'altra volta di omosessualità negli anni scorsi e condannato a consultare e memorizzare un capitolo del Corano.

Non è noto se le condanne alla fustigazione emesse a marzo e novembre 2010 siano state eseguite.

 

http://www.amnesty.it/arabia_saudita_condanna_omosessaulita

Venerdì, 10 Dicembre, 2010 - 15:11

Lettera Aperta a Gabriele Albertini

Caro Albertini,

sei eurodeputato del Popolo della Libertà, Ti conosco e Ti stimo, provieni da una famiglia storicamente di destra, di imprenditori e patrioti lombardi. Tua sorella Cristina è stata dirigente di Alleanza Nazionale e Tu un bravo sindaco di Milano, indicato da Silvio Berlusconi ed eletto dal centro-destra ma apprezzato da tutti i cittadini.

Noi missini non dimentichiamo che sei stato il primo Sindaco di Milano a rendere omaggio ai Caduti della RSI del Campo X.

In tanti, noi fra questi, Ti preferiscono a Letizia Moratti e Ti vorrebbero nuovamente Sindaco di Milano ma solo se sostenuto anche dal PDL e dalla Lega Nord, non in contrapposizione al centro-destra. Il Tuo continuo ammiccamento, fra comunicati e smentite, con gli infami traditori finiani e con il Partito Democratico, non Ti rende onore, ci dispiace, Ti fa perdere credibilità, simpatie e consenso elettorale. Noi Ti vogliamo con noi, ai vertici di un rinnovato PDL e di un nuovo centro-destra allargato, ma, se salti il fosso e cambi bandiera, nessuno di noi Ti seguirà e saremo costretti a trattarti da nemico o, peggio, da traditore.

Non deluderci, non fare questo errore!

Roberto Jonghi Lavarini

Venerdì, 10 Dicembre, 2010 - 12:01

Lunedì 13 al Franco Parenti

rete e libertà

Lunedì 13 dicembre 2010, dalle  9.30 alle 13.30 presso il Teatro Franco Parenti a Milano, abbiamo organizzato un incontro per iniziare a definire il sistema minimo di assiomi atto a garantire la natura costitutiva della rete interattiva digitale. Urge disegnare insieme un indirizzo coerente ed efficace per la politica pubblica della rete e per la definizione delle libertà che la dimensione del digitale apre per i cittadini. Alla fine del 2010, anno che il Consiglio d’Europa fissò, con l’Agenda di Lisbona del 2000, come termine entro il quale divenire il continente più competitivo nella società della conoscenza, e dopo l’appuntamento italiano dell’IGF-Internet Governance Forum, il Manifesto di Ottobre promuove un confronto intorno ai nodi della rete e delle libertà. Accesso, condivisione, tracciabilità, privacy, partecipazione informata, beni comuni della conoscenza:  l’interattività digitale può essere intesa come la formalizzazione di una società orwellianamente controllata, totalitaristicamente panoptica, o come una straordinaria opportunità di partecipazione del sapere, di valorizzazione sociale, cognitiva, culturale e anche di nuovi profili di interesse economico. Ma in Italia questi temi che non trovano nella rappresentazione politica giuste parole e adeguate figure: latita un progetto politico e culturale per l’innovazione, sia sotto il profilo delle policies, che delle norme legislative e delle infrastrutture. Oggi per via normativa, giudiziaria o tecnologica vengono spesso discusse la natura disintermediata dell’accesso alla conoscenza e all’informazione, la possibilità di condivisione così come la possibilità di una partecipazione informata ai processi deliberativi, la neutralità della infrastruttura digitale e l’accesso non discriminato.  Invece di nuovi business model e di nuove forme della partecipazione sociale si cercano di mantenere controllo informativo, comunicazione broadcast e una scarsità che la rete non conosce. Invece di una partecipazione informata e consapevole si permettono tracciabilità e profilazioni identitarie assolute in violazione ai diritti fondamentali dell’uomo. Sembra che le potenzialità di questo ecosistema cognitivo si possano svolgere solo all’interno dei walled gardens delle piattaforme dei social network. Dopo la proposta di un Internet Bill of Rights, avviata nei processi WSIS e IGF delle Nazioni Unite, e insieme alla proposta di Rodotà/WIRED di un articolo costituzionale 21 bis integrativo, è necessario agire tempestivamente sul piano degli indirizzi di politica pubblica per un processo di regolazione che non precluda la natura evolutiva aperta della rete e con essa la qualità della società della conoscenza. Abbiamo coinvolto esperienze accademiche, delle imprese, della comunicazione e del Parlamento, che sappiamo sensibili ed in sintonia per definire uno schema aperto da sviluppare tempestivamente in rete. Parteciperanno fra gli altri: Luca Barbareschi, Umberto Croppi, Fiorella De Cindio, Giorgio de Michelis,Paolo Gentiloni, Fabio Granata, Riccardo Luna, Roberto Masiero, Marco Pancini, Roberto Polillo, Stefano Quintarelli, Sergio Scalpelli, Rosario Sica, Claudio Tancini, Vincenzo Vita.  Il fine è quello di utilizzare la possibilità offerta dal Trattato Costituzionale Europeo ai cittadini europei di proporre alla Commissione Europea una proposta di Direttiva. Un milione di cittadini europei, in rapporto proporzionale alla popolazione degli stati membri, possono fare questo, anche attraverso firme online certificate. Partiamo lunedì attraverso un confronto aperto a tutti.  

Sabato, 4 Dicembre, 2010 - 10:09

Svizzera, il "sì" alle espulsioni pone a rischio i diritti umani

All'indomani del referendum di domenica 28 novembre, Amnesty International ha chiesto alle autorità svizzere, a livello federale e cantonale, di non procedere a espulsioni di cittadini stranieri condannati per determinati reati se questo potrà  comportare violazioni dei diritti umani.
 
Il  52,9 per cento dei votanti ha sostenuto la richiesta di modificare la Costituzione svizzera, in modo da consentire la "automatica" e immediata espulsione verso i paesi di origine di cittadini stranieri condannati per reati quali omicidio, stupro, rapina a mano armate, traffico di esseri umani, droga e frode sui contributi assistenziali.
 
Se introdotto, l'emendamento alla Costituzione significherebbe aver fatto prevalere iniziative xenofobe sul rispetto delle norme internazionali, prima tra tutte quella che vieta l'espulsione di una persona verso un paese dove potrebbe essere a rischio di tortura o di altre forme di persecuzione.  Rendendo "automatica" l'espulsione, l'emendamento alla Costituzione eliminerebbe anche ogni possibilità di appello contro un decreto di espulsione.

 

http://www.amnesty.it/svizzera-il-si-alle-espulsioni-pone-a-rischio-diritti-umani

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