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.: Il Blog di Donatella Elvira Camatta
Sabato, 7 Ottobre, 2006 - 13:06

I LAV MILAN: UN'ESIGUA MISURA DI INTERVENTO

Riprendo, perchè di forte interesse per la città e la zona 4 che amministro in consiglio in qualità di capogruppo della Lista Uniti con Dario Fo per Milano, un thread interessante, a cui, inseguito, rispondo, postato in Rete Cittadini di Milano di Rete Civica da Roberto Dicorato, giovedì 28 settembre 2006:
Un'azienda pubblica preposta a pulire i muri in una città al precollasso economico non spreca risorse per far sapere che pulisce i muri. Li pulisce e sta' muta, perché è il lavoro che parla e non occorre la banda coi tromboni: è di cattivo gusto e viene il sospetto che sia polverone per sviare l'attenzione da faccende assai più serie (le mutazioni genetiche indotte dallo smog, per esempio, e scusate se con la "guerra ai graffiti" mi ci pulisco il pianoterra). Per inciso, quanti soldi ha speso l'amministrazione Albertini ingaggiando prima Megan Gale e poi Moran Atlas per altrettante campagne educative (?) puntualmente - et prevedibilmente - cadute nel vuoto? Serve a dare lavoro alle agenzie di comunicazione? Che chiudano, per quanto mi riguarda e se questo serve ad avere un'AMSA migliore perché risparmia soldi e paga meglio i netturbini.
rd

Io penso che oltre alle critiche esposte da Roberto si debba anche fare diverse puntualizzazioni, che sono altrettanto importanti. In Consiglio di Zona 4 abbiamo discusso il programma dell'iniziativa in commissione territorio esattamente 3 giorni prima della stessa e senza possibilità di intervenire a correggere, magari a integrare alcune sue parti proprio perchè già preconfezionata presso il tavolo della giunta. Io penso che questo, come abbiamo denunciato, sia un atto di un grado di accentramento potestativo del città che crea precedenti che si stanno avvicendando in modo continuativo anche in altre occasioni politiche e per altri progetti. Penso, quindi, che occorra fare una precisazione: la cittadinanza più volte in Consiglio, all'inizio della seduta, riportano casi di degrado urbano e sociale, che inficiano al paesaggio, alla manutenzione dell'arredo, alla tutela dei parchi e dei giardini. Manca certamente una funzione di raccordo tra l'AMSA, gli organi politici istituzionali, di cui siamo espressione, e le doglianze della cittadinanza della zona tale da rendere soluzioni avvertite come necessarie e tempestive alle istanze giustamente sollevate. Io penso che una giornata di pulitura dei muri delle case in città sia, seppure lodevole e di ampio valore civile, un palliativo di immagine, una sorta di promozione della figura degli amministratori a fini di proporsi come bravi e attenti persecutori della pulizia della città. Io penso che la pulizia dei muri debba essere vista come uno dei tanti problemi che riguardano complessivamente la città e la tutela del proprio patrimonio urbanistico, inteso come realtà appartenente a tutte e a tutti, colettiva e accessibile nelle giuste forme con il senso del rispetto civile e delle regole di convivenza sociale. La presenza di un degrado generale del panorama urbanistico cittadino è dovuto essenzialmente non solo ai problemi economici che vive l'azienda preposta, ma a un'assenza totale, da qualche decennio a questa parte, di una risposta politica e di direzione dell'amministrazione cittadina alla soluzione dei disagi avvertiti dalla cittadinanza, coinvolgendola, come dicevo, a un governo del territorio con la consapevolezza della ricchezza pubblica derivante dalla tutela della città, delle sue strade, delle sue vie, dei suoi parchi, seppure ancora modesti e pochi, troppo pochi, del suo demanio. Crescita civile è sinonimo di democrazia partecipata e di responsabilizzazione della cittadinanza. Ma non è possibile attuare questi principi se prima non si concepisce l'urgenza di rendere effettivo il governo partecipato delle circoscrizioni, nello spirito di municipalità che coinvolge diversi sistemi di decentramento efficaci presenti nelle città europee: da Barcellona all'Ile de France, da Londra a Lione. Ecco che occorre classificare questa iniziativa come iniziativa lodevole certamente, ma come fulmine in piena estate, che dura un attimo senza conseguenze continuative di intervento per la tutela del pubblico e del paesaggio civico. Un maggiore raccordo tra amministrazione e organi politici determinerebbe una continua possibilità di intervento di risoluzione delle problematiche che affliggono la nostra comunit e città. E la questione della consapevolezza del patrimonio pubblico della città come demanio di tutte e di tutti deve certamente essere conseguente al rispetto delle regole di convivenza, ma anche, e soprattutto, deve essere conseguente a un'azione di inclusione sociale e di promozione dei diritti di cittadinanza, partendo con forme aggregative che aiutino a incrementino il sentimento del ben vivere la città, le sue strade, il suo territorio municipale. Solo così si può partire dando soluzione ai problemi della tutela del patrimonio civico, divenendo cittadine e cittadini a pieno titolo integrati e protagonisti della città e nella città.
Un cordiale saluto
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
Sabato, 7 Ottobre, 2006 - 12:36

Diritto all'acqua: un bene pubblico da difendere

Lo scrittore John Reed scriveva nel 1917 che «le guerre crocifiggono la verità». Una causa di future guerre si profila all'orizzonte del pianeta: la guerra per il controllo delle fonti idriche di erogazione di acqua non solo potabile, ma anche per rinnovare fonti energetiche alternative e, infine, per usi industriali e produttivi.
L'acqua è un bene insostituibile e vitale: nessuna e nessuno può vivere privato della medesima. Una vita senza possibilità di accedere a fonti idriche è una vita insostenibile, senza futuro, senza possibilità di crescita, senza prospettiva umana e fisiologica. Non avere acqua, oppure avere un servizio idrico scadente e deficitario è causa di sofferenza e di forte emerginazione, di forte disagio che, se prolungato, può diventare una vera e propria tragedia dal volto massivo.
L'acqua non è stata ancora sottoposta a prezzo di mercato perchè naturalmente non apprezzabile, essendo un bene insostiuibile e necessario, indispensabile, vitale appunto. Così come lo è l'aria, ma anche l'energia elettrica che garantisce alla cittadinanza calore, oppure il fuoco, che garantisce alla popolazione la possibilità di riscaldarsi o cucinare. Ma questi beni stanno per essere apprezzati, nonostante la loro deontologica conformazione a non divenire prodotti sottoposti alle leggi scriminanti e inique di mercato libero e concorrenziale.
Non sto parlando di un caso a noi remoto geograficamente, come potrebbe essere quello della regione boliviana di Cochabamba, il cui governo del Paese aveva predisposto la vendita degli acquedotti a una corporation multinazionale, e dove una resistenza popolare, fatta di cittadine e di cittadini scese e scesi in piazza, ha bloccato con l'impeto della propria opposizione pacifica e nonviolenta, ma organizzata ed efficace, che questo atto fosse portato tragicamente a esecuzione, inficiando, così, la possibilità della popolazione di accedere a un bene che è universale e, pertanto, necessariamente insostiuibile, fondamentale per tutte e per tutti, per la propria sopravvivenza, neppure per il proprio benessere, che è un passo ulteriore che riguarda la categoria del bene stare, del vivere bene e con dignitoso agio e conforto.
Questo bene non è stato privatizzato, in Bolivia; a Milano si sta discutendo se privatizzarlo o meno, ossia concedere l'attuale azienda gestrice, la metropolitana Milanese, la cui competenza già poco si sposa con la tipologia del servizio in questione, che è ancora di prevalenza amministrativa pubblica, a un'azienda privata, da tempo quotata in borsa, poi sottoposta alla vendita delle proprie azioni, quale è l'AEM, prima patrimonio della cittadinanza, oggi patrimonio di guadagno per pochi a spese della collettività, utente primaria dell'elettricità.
Oggi esiste un pericolo che riguarda non tanto una condizione ideologica, un elemento di precondizionamento e di prevenzione intellettuale e culturale ma, bensì, di affidamento a mani private di un bene insostituibile e di privazione della cittadinanza della possibilità di controllare la qualità dell'acqua erogata, della sua fruizione e della sua distribuzione sul territorio cittadino.
Oggi si dice di non sprecare l'acqua perchè anche la nostra regione è da tempo sottoposta a lunghi periodi di siccità, che privano le vie principali idriche naturali del proprio naturale corso: un risparmio coscienzioso della fonte di sostentamento vitale da parte di tutte e di tutti è un miglioramento della qualità dell'erogazione della medesima materia, nonchè, infine, una responsabilizzazione della comunità circa la giusta ed equa suddivisione del diritto di godere di questo prezioso patrimonio, che è naturale, quindi disponibile.
La logica che sostituirà questo criterio di alta civiltà sarà: chi può acceda quanto vorrà all'erogazione dell'acqua, anche sprecandola, senza senso di responsabilità collettiva e senza concezione di una certa dose di consapevolezza degli effetti della propria azione sulla comunità attuale e quella futura, delle prossime generazioni,~la cui quantità di acqua~consumata sarà, poi, conteggiata da un contatore che registrerà il valore del bene che è stato utilizzato. La logica di mercato e di profitto, di guadagno trionferà contro la logica della responsabilità intergenerazionale e civile, tipico fondamento di uno sviluppo consapevole, giusto, equo e, soprattutto, sostenibile.
Una forte resistenza contro questa decisione, che ricadrà su tutte le zone della città, su ogni cittadinazna residente nelle diverse circoscrizioni, dovrà essere effettuata, con forme e canali civili, e con, soprattutto, mezzi istituzionali e sociali che esprimano in modo organizzato e puntuale assoluta opposizione al verificarsi di uno scenario di questa portata.
Dico questo con una certa dose di forte consapevolezza, non fializzabile alla strumentalizzazione di uno scenario drammatizzato ma, bensì, nell'assoluta consapevolezza delle conseguenza devastanti e destabilizzanti che una simile possibilità possa avere, soprattutto in un'ottica di società divisa e scorporata, fortemente atomizzata, dove la conflittualità aumenterebbe in dose ponderata, tale da creare una condizione di guerra di tutti contro tutti in un apocalittico panorama distruttivo di soggetti che non riusciranno a garantirsi, per questioni economico-redditizie, l'approvvigionamento di una risorsa vitale e, pertanto, una qualità di vita che possa concepire una sopravvivenza possibile.
E' un pericolo che sembra scritto in un libro di Asimov: ma è possibile, quindi scongiurabile, quindi evitabile con pressioni politiche da parte delle istituzioni, in cui siamo presenti come consigliere e consiglieri, e da parte della società civile organizzata e consapevole, conoscente e informata delgli effetti deleteri di un simile provvedimento.
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Daro Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 6 Ottobre, 2006 - 12:58

Diritti Umani....Fiaccolata 14 ottobre ore 19

 

12 0ttobre 1492    -   12 ottobre 2006

 

Diritti Umani...

... Ancora da scoprire

 

 

 

A tutte le associazioni solidali con l'America Latina,

A tutte le associazioni Latino Americane,

 A tutte le associazioni di difesa dei Diritti Umani

 

Se 514 anni vi sembrano pochi...

 

Il continente americano è ancora alla ricerca dei Diritti Umani per i suoi figli.

Ancora in tutti gli Stati nazione del Nuovo Continente si continua a discriminare il vero popolo "americano nativo".

Per tutti loro e il riconoscimento pieno e duraturo dei loro diritti sociali, culturali, di lingua e di popoli 

chiediamo di manifestare pubblicamente la nostra solidarietà ad una causa che è rappresentativa di tutte le altre del continente: 

il popolo Mapuche.

 

 

Su invito di organizzazioni del Popolo Mapuche presenti in Europa convochiamo una, 

Fiaccolata davanti al consolato del Cile 

a Milano, sabato 14 ottobre 2006 alle ore 19.00

in contemporanea con tante altre città d'Europa 

 

 

Il popolo Mapuche, che lotta pacificamente per la difesa dei Diritti Umani in Cile, chiede:

 

 la ratifica della Convenzione 169 - dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro -  sul Riconoscimento dei Diritti dei popoli originari in Cile e la revisione della legge antiterrorismo n° 18.314, emanata ancora nei tempi della dittatura che discrimina i Mapuche

 

 

Appuntamento davanti a Consolato Cileno a Milano

Via San Pietro dell'Orto 11, (traversa di Corso Vittorio Emanuele - 

MM San Babila)

 

 

 

Giovedì, 5 Ottobre, 2006 - 15:06

IMMIGRATI PROTESTANO CONTRO I MASS MEDIA ITALIANI

Ciao a tutti
Il 7 ottobre è la 3° Giornata Internazionale per i diritti degli immigrati.
A Milano c'è stato un po' di casino per decidere cosa fare
"Città per tutti" spingeva per un'iniziativa sui CPT; il "Comitato
Immigrati" (costituito da associazioni di immigrati, o in cui siano presenti
immigrati) spingeva invece per un presidio contro i mass media.
Risultato: verrà fatta il presidio contro i mass media mentre l'iniziativa
per i CPT è stata rimandata al 28 ottobre.
Conclusione: noi abbiamo aderito all'iniziativa del Comitato Immigrati
(trovate la nostra adesione in fondo in fondo alla mail) per cui se qualcuno
è interessato ad andare il Presidio è sabato 7 ottobre Ore 15 Piazza Cavour
Di fronte al palazzo dell’informazione.
Non ci saranno né bandiere né striscioni (solo lo striscione
sull'iniziativa) e verrà distribuito un volantino con firme dei promotori e
degli aderenti
Valeria

-

In occasione della Terza Giornata Internazionale per i diritti degli
Immigrati

IMMIGRATI PROTESTANO CONTRO I MASS MEDIA ITALIANI

Milano (04-10-06).- I cittadini immigrati di Milano, in occasione della
Terza Giornata Internazionale per i Diritti degli Immigrati, organizzeranno
un presidio davanti al Palazzo dell’Informazione in Piazza Cavour sabato 7
Ottobre alle ore 15 per manifestare contro quei mass media italiani, che
hanno danneggiato l’immagine dei lavoratori immigrati diffamandoli e
alimentando un’idea discriminatoria e xenofoba nell’opinione pubblica, non
solo di questi lavoratori ma anche delle loro famiglie. 

Questa iniziativa nasce dalle stesse associazioni di immigrati, che da tanto
tempo hanno dovuto sopportare le manipolazioni politiche attraverso i mass
media, utilizzando l’immagine del lavoratore immigrato in base ai loro
propri interessi, criminalizzando con i fatti di cronaca, mettendo in
difficoltà il processo di integrazione in questo Paese, contrariarmente alle
risoluzioni del Parlamento Europeo sull’integrazione degli immigrati
nell’Unione Europea.

I rappresentanti delle associazioni di immigrati chiedono ai diversi mass
media di poter incontrare i loro direttori responsabili per far loro capire
che non devono continuare a utilizzare la formula immigrazione =
delinquenza, e che le piccole cronache delinquenziali non possono arrivare
al cittadino comune come uno scoop giornalistico, ignorando il grande
apporto positivo dei nuovi cittadini immigrati, dal punto di vista sociale,
culturale  e soprattutto economico.

In concreto, proponiamo ai rappresentanti delle testate giornalistiche di
organizzare un incontro con le associazioni firmatarie o di presentarsi
direttamente al presidio del 7 ottobre in Piazza Cavour per avviare un
confronto (che ci auguriamo sia reciprocamente utile) sui temi che abbiamo
messo in evidenza.

Noi cittadini immigrati stiamo contribuendo alla costruzione di questa
Milano multietnica e siamo parte integrante di questo motore economico
italiano; perciò esigiamo il rispetto per noi e le nostre famiglie da parte
dei mass media italiani.

Ass. Al Qafila, Ass. Cultural de Chile, Ass. Insieme per la Pace,  Ass.
Studio 3R, Ass. Paradigma, Ass. Santa Elena de Guayaquil, Ass. Terra
Nuestra, Ass. Todo Cambia, Comitè ecuatoriano Simon Bolívar, Revista El
Carrete, Revista Panorama Latino Adesioni: Centro delle Culture,

Arci Milano, Partito Umanista Milanese.

Per informazioni e contatti: comitatoimmigrati.mi@libero.it
Rodrigo Ortega 339/8006369
Javier Lazo 347/9756300

per i diritti dei Cittadini Immigrati

Giovedì, 5 Ottobre, 2006 - 14:53

Finanziaria 2008 questo sarebbe un governo di Sinistra?

 ALCUNI DATI A CONFRONTO

 

Spese militari: due miliardi e 100 milioni di euro in più per il Ministero della Difesa, di cui 1.700 milioni di euro per l’acquisto di nuovi armamenti.

Un miliardo all’anno per il 2007, 2008 e 2009 per finanziare automaticamente le missioni militari all’estero, ipocritamente definite “missioni internazionali di pace”. In questo modo si evita l’imbarazzante discussione ogni sei mesi per il rinnovo del finanziamento delle missioni come quella in Afghanistan.

 

Istruzione: Cento milioni di euro destinati alle scuole private, soprattutto quelle per l’infanzia.

 

Enti locali: tagli di 4,3 miliardi di euro ai finanziamenti agli enti locali (tanto poi saranno loro a dover aumentare le tasse)

 

Sanità: ticket sul pronto soccorso e le visite

 

E questo sarebbe un governo di sinistra?

 

www.partitoumanista.it 

Martedì, 3 Ottobre, 2006 - 19:37

7 ottobre 2006 Presidio ore 15 in Piazza Cavour Milano

7 ottobre 2006 _ terza giornata di mobilitazione
e lotta dei migranti, in europa e oltre

A MILANO:I MASS MEDIA DICIAMOBASTA!
con la campagna di disinformazione
e diffamazione sugli immigrati
 
 

VENITE TUTTI AL PRESIDIO
sabato 7 ottobre _ ore 15
Piazza Cavour, di fronte al palazzo dell’informazione

Promuovono: Ass. Al Qafila, Ass. Cultural de Chile, Ass. Insieme per la Pace, Ass. Studio 3R, Ass. Paradigma, Ass. Santa Elena de Guayaquil, Ass. Terra Nuestra, Ass. Todo Cambia, Comitè ecuatoriano Simon Bolívar, Revista El Carrete, Revista Panorama Latino.
Chiediamo a tutte le associazioni e comunità di immigrati di promuovere insieme questa iniziativa.
Chiediamo a tutte le realtà antirazziste Italiane di aderire a questa iniziativa.
Per info e adesioni: comitatoimmigrati.mi@libero.it

PER SAPERNE DI PIU'

Scarica l' Appello del Forum Sociale Europeo di Atene
per questa giornata di mobilitazione.
"...Attraverso tutta l'Europa, ogni giorno, vediamo lotte sociali e politiche, proteste e campagne contro i campi e le deportazioni, per il diritto d'asilo per le donne e gli uomini, per la legalizzazione, per una cittadinanza europea di residenza e contro lo sfruttamento del lavoro migrante. E queste lotte vanno molto oltre ogni ristretta concezione dell'identità europea..."

Vedi anche: sito del Forum Sociale Europeo

Lunedì, 2 Ottobre, 2006 - 15:17

Che succede in Consiglio di Zona 3?

Un cordiale saluto a tutti/e.
Sono Antonella Fachin, neoeletta nel Consiglio di Zona 3 e capogruppo della lista “Uniti con Dario Fo per Milano”.
Ringrazio di cuore coloro che hanno nelle primarie e nelle elezioni amministrative dato il loro voto alla lista e a coloro che hanno espresso la preferenza per me!
Per coloro che non mi conoscono, segnalo che è possibile leggere qualche sintetica informazione su di me nella pagina di presentazione che il sitocomunalimilano2006.it mi ha permesso di pubblicare.
Cosa mi preme dire per prima cosa? Darvi un breve aggiornamento sull’attività del Consiglio di Zona (CdZ):
-         è stato candidato e rieletto Presidente della Zona 3, per il terzo mandato consecutivo, Pietro Viola, che ha già ricoperto tale carica a seguito delle elezioni del 1999 e del 2001, nonostante l’art. 8 del Regolamento per l’elezione dei Consigli di Zona limiti a due i mandati consecutivi.
Sono fiduciosa che sulla questione sarà fatta chiarezza a livello interpretativo, affinché venga eliminata la forte preoccupazione mia e degli altri Consiglieri dell’Unione che tale nomina sia illegittima.
-         Sono state costituite 7 Commissioni istruttorie, come da Regolamento, 5 Commissioni definite “a termine” e una Commissione competente in materia di “Polo Multifunzionale di Zona” (v. elenco nel sito del Comune); in realtà:
o       La nostra Zona –a differenza della altre Zone di Milano- non dispone di un PMZ, né si sta impegnando per trovare una sede idonea, benché ciò sia stato richiesto da me e da altri Consiglieri dell’opposizione;
o       le Commissioni cosiddette a termine non sono in linea con l’art. 19, comma 4, del Regolamento del Decentramento Territoriale, secondo cui esse possono essere costituite “per l’esame di particolari questioni e problemi”, mentre in realtà sono state costituite per perseguire un generico programma entro un anno, che è il tempo massimo ammesso dal Regolamento. Inevitabilmente, come nella precedente consigliatura di Zona 3, le commissioni a termine, alla loro scadenza, verranno ricostituite, per perseguire il medesimo generico programma entro il tempo massimo consentito e così via, di anno in anno. Non è questo il modo corretto di costituire le commissioni a termine, che di fatto sono delle vere e proprie commissioni istruttorie che durano per tutta la consigliatura.
A mio parere, non è una questione meramente formale: le norme, che fissano nel numero di 7 il limite massimo di commissioni istruttorie, vengono chiaramente eluse, mentre ritengo moralmente e giuridicamente più corretto modificare/aggiornare le norme, ove necessario, piuttosto che applicarle in maniera “creativa”!
-         Molte delle Commissioni si riuniscono almeno una volta alla settimana e durano mediamente un’ora: ciò significa che tutte le settimane, dalle ore 17/18 sino alle ore 19/20, vengono convocate 8/10 riunioni e, a mio parere, non tutte sono così necessarie e/o ricche di argomenti da trattare.
Colgo comunque l’occasione per informarvi, nel caso non lo sappiate, che -se desiderate, come spero, partecipare alle 7+5+1 (!) Commissioni di Zona- sul sito del Comune trovate il modulo per richiedere l’iscrizione alla/e Commissione/i di vostro interesse e l’invio delle relative convocazioni per fax, per email o per sms.
Mi viene talvolta il sospetto che “l’appetito vien mangiando”, perché la partecipazione a una riunione da diritto a ogni Consigliere di Zona, nel caso non lo sappiate, a un gettone di presenza, per un ammontare massimo lordo mensile di € 510. La partecipazione, peraltro, non deve essere piena: basta rimanere in aula per poco più della metà del tempo previsto (ossia 35 minuti se la riunione è di un’ora) e si ha diritto al gettone! Nelle prime riunioni, inoltre, i Consiglieri di zona indicavano personalmente l’ora di arrivo ….. e ho avuto la “sensazione” che qualcuno facesse il furbetto, indicando l’ora di inizio della riunione anche quando arrivava in ritardo!!!!
Anche in questo caso, lo spirito della norma è un altro: consentire ai Consiglieri di Zona di dare un contributo economico affinché svolgano con maggior impegno il loro ruolo istituzionale, che richiede disponibilità di tempo, non quello di arrotondarsi lo stipendio!!!!
Dagli esempi che ho riportato è di tutta evidenza che questa maggioranza di centro-destra interpreta le norme a proprio piacimento, senza rispettarne la “ratio”, ossia lo scopo, la ragione per la quale sono state emanate.
E’ mio impegno –e l’ho già comunicato nella conferenza dei Capigruppo- segnalare irregolarità e altri aspetti che contrastano con il dovere di un Amministratore pubblico di operare correttamente e con senso etico.
Sulla questione dell’orario, il Presidente della Zona ha accolto la mia segnalazione e ha dato disposizione che l’ora di arrivo e di uscita dei Consiglieri sia indicato sul modulo di presenza dal verbalizzante della riunione e non dai singoli interessati!
Nella speranza di incontrarvi presso la sede del Consiglio di Zona, in via Sansovino 9, sarei lieta di ricevere segnalazioni, proposte e contributi per cercare, assieme, a migliorare la qualità della vita in Milano e a favorire un nuovo modo di vivere la città, per la promozione di una “società affettiva e solidale”, nella quale il senso civico e quello etico prevalgano sull’individualismo e sul menefreghismo.
Cordiali saluti
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Uniti con Dario Fo per Milano

Sabato, 30 Settembre, 2006 - 20:49

Forum Eropeo Umanista a Lisbona

Sono già piu' di 800 persone e 100 organizzazioni
Olivier Turquet
Fonte: Buone Nuove, Forum Europeo di Lisbona http://www.europeanhumanistforum.org/ - 29 settembre 2006
29 settembre 2006
A un mese dall'inizio del Forum Umanista Europeo di Lisbona sono più di 800 le persone che si sono registrate ai tavoli di lavoro mentre quasi 100 organizzazioni si sono iscritte da tutti i paesi europei ed anche dal Latinoamerica, dall'Africa e dall'Asia.
Il Forum, il primo della serie dei Forum Europei (il primo Forum Umanista Mondiale fu celebrato a Mosca nel 1993) si svolgerà presso l'università di Lisbona dal 3 al 5 Novembre prossimi. E' possibile iscriversi al Forum fino all'8 ottobre.
Il tema del Forum "La forza della diversità" è spiegato nella home page del sito dove ci si può ulteriormente informare e iscrivere:
"L'obiettivo del Foro è quello di creare ambiti di convergenza, scambio, discussione e progetto tra organizzazioni sociali, partiti e persone coscienti della necessità di cambiare profondamente questo mondo e dell'urgenza di costruire nuove vie per farlo.
Sono molti i volontari che lavorano in organizzazioni sociali di ogni tipo capaci di occuparsi delle necessità di altri e di ricostruire il tessuto sociale, capaci di agire con permanenza ed autonomia. Il Forum invita a tutte le persone ed iniziative che lavorano e si interessano alla pace, alla nonviolenza, ai diritti umani ed al superamento di ogni forma di discriminazione.
In questa ampia base sociale, oggi si moltiplicano gli incontri e le convergenze, perché sperimentiamo la necessità di unire le forze e di ispirarci mutuamente.
Il Forum Umanista europeo è un ulteriore tentativo affinché l'incontro della diversità e l'intuizione del futuro chiariscano la strada e si trasformino in progetti... facendo anche pressione verso coloro che oggi decidono il destino di tutti.
Il Forum Umanista europeo sarà un foro aperto ad attività nei campi culturali, sociali, artistici, educativi, ecc., tanto a persone come ad associazioni e gruppi."
Durante il Forum, oltre i tavoli di lavoro, sono previste tavole rotonde, workshops, dibattiti, stands informativi, spettacoli musicali e teatrali.

Note:

Sabato, 30 Settembre, 2006 - 19:40

L'Iran accelera i tempi per la fustigazione delle Donne " Mal Velate "

Riceviamo queste informazioni dall'Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in Italia (A.D.D.I) e volentieri le pubblichiamo:

Tehran, Iran, 06 Settembre. - L'ufficio del procuratore dello Stato del centro provinciale dell'Iran martedì ha annunciato, le donne che violino il rigoroso codice islamico sull'abbigliamento saranno frustate immediatamente.
Nella città dell'Iran centrale di Shahin-Shahr, l'ufficio del procuratore dello Stato, sono ha affiggere enormi tabelloni, anche sulle vetrine dei negozi, che avvertono che violando il codice sull' abbigliamento, le donne compariranno davanti ad un giudice islamico subito dopo l'arresto per ricevere la condanna: normalmente 100 frustate in pubblico.

Le affissioni avvertono che il procuratore richiederà le pene massime, e prosegue: "gli individui il cui abbigliamento ed il trucco sia contro le leggi religiose sarà perseguito senza dover, in primo luogo, attendere in una coda'' e sarà condannato alla fustigazione ed alle indennità", "I fazzoletti (foulards o sciarpe) che non coprono i capelli ed il collo", "i soprabiti o i cappotti stretti e quelli corti sopra il ginocchio e di cui le maniche non coprano il polso, i pantaloni stretti che non coprano le caviglie" e "il trucco delle donne" sono tutti proibiti, sempre secondo la dichiarazione e che chi non obbedisce al codice sull' abbigliamento sarà trattato di conseguenza. 

Le donne i cui fazzoletti (foulards o sciarpe) non coprano correttamente i capelli affronteranno da 10 giorni a 10 mesi di prigione, aggiunge la dichiarazione.

Provvedimento della polizia contro le donne mal velate

Tehran, Iran, Settembre. 04 - Il comandante delle forze di sicurezza di Stato in Iran nella città d'Orumieh, a nord-ovest dell'Iran, domenica ha minacciato che la polizia provvederà severamente con un'azione "forzata e decisiva" contro le donne che non rispettano il codice d'abbigliamento correttamente.
Parlando ai giornalisti, il colonnello Rasoul Khorshidi-Far ha detto: "l'obiettivo principale delle forze di sicurezza dello stato nel contrastare l'abitudine delle donne non velate è di sviluppare la cultura islamica nella società. Se l'opposizione è determinata a questo proposito, le forze dell'ordine interverranno decisivamente".
Il colonnello Khorshidi-Far ha aggiunto che se le donne che rifiutano di obbedire alle istruzioni della polizia di coprirsi con un velo, dovrebbero essere preparate ad apparire in un tribunale ed affrontare un processo.
In agosto, il portavoce giudiziario dell'Iran ha annunciato che "le donne mal velate" saranno trattate come se non avessero il velo islamico affatto.
"Non c'è nessuna differenza fra le donne mal velate e quelle non velate. Quando è evidentemente chiaro che una donna abbia violato la legge, allora il crimine è evidente e gli agenti d'esecuzione possono approntare misure legali contro di lei. 
Dalle elezioni di giugno, quella che ha condotto alla presidenza d'Ahmadinejad le donne stanno subendo il provvedimento più severo e duro.

Il leader spirituale del regime dei mullà conferma l'apartheid sessuale

Iran, 4 sett. Il mullà Khamenei, leader spirituale del regime reazionario dell'Iran in una presa di posizione ha tentato di giustificare l'apartheid sessuale nel regime medioevale iraniano sostenendo che alle donne sia impedita l'attività socio-politica.

L'Agenzia del regime Irna riferisce le parole di Khamenei, domenica 30 agosto, "L'uomo è adatto per i campi economico e finanziario, le donne hanno difficoltà. Le donne devono partorire, allattare, sono fragili fisicamente, moralmente e sentimentalmente, non possono entrare in ogni campo perché non reggono gli scontri. Tutto questo crea dei limiti alle donne che gli uomini non hanno, perciò in questi campi gli uomini sono superiori". 
In questo modo la massima autorità del regime dei mullà ancora una volta ha giustificato la discriminazione sistematica contro le donne, che di fatto esclude le donne da ogni attività socio-politica.
Con questo si mettono da parte tutte le parole che nella campagna elettorale e erano state spese in sostegno delle donne.

Fatemeh Ajorlo, deputata del parlamento dei mullà alla domanda sul perché nel governo di Ahmadinejad non c'è nessuna donna ha detto ad Ilna, il 30 agosto scorso:"il fatto che le donne non sono state scelte per entrare nel governo e nella direzione del parlamento è pura democrazia ."

La Seddighe Kiani della banda Motalefe vicino a Khamenei in un' intervista a l'Irna, afferma:" più le donne stanno lontane dagli uomini è meglio per loro. Noi non contestiamo l'assenza delle donne al governo". Lei ha spiegato il punto di vista reazionario del regime cosi:" Dove si possono usare gli uomini non si deve insistere per la presenza delle donne. Il fatto che diciamo che le donne non devono diventare giudici e perché hanno una morale flessibile e non è conveniente che tutti i giorni siano testimoni di litigi o che emettono sentenze di morte".
La signora Sarvnaz Chitsaz, presidente della commissione donne del CNRI ha dichiarato che la posizione misogina del regime dei mullà mostra prima di tutto la paura del regime della presenza delle donne e del loro ruolo fondamentale e crescente nella lotta contro il regime e per il suo rovesciamento. 

Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in Italia
Per ulteriori notizie potete visitare il sito www.donneiran.org

Sabato, 30 Settembre, 2006 - 13:15

libero Amir..perchè è giusto che sia Libero!!

Amir E’ LIBERO!

September 29th, 2006 amir041.jpg

Amir è libero!
E’ libero perché è giusto che sia libero!
È libero perché siamo in molti a credere che è possibile cambiare la storia, siamo in molti ad aver lottato, siamo in molti ad esserci impegnati in mille modi diversi, siamo in molti a sentire dal profondo del cuore che vale la pena lottare per trasformare la realtà violenta in cui viviamo.
Amir sta tornando al nostro fianco a lottare con noi come mai ha smesso da dentro il Centro di Permanenza Temporanea di via Corelli.
Ha vissuto personalmente la violenza, la tristezza, la privazione della libertà, che vivono migliaia di persone dentro questi Lager.
Amir è libero ma i Cpt continuano ad esistere.
Oggi festeggiamo la libertà di Amir che non può altro che rappresentare un passo felice nella lotta per la chiusura definitiva di ogni Centro di Permanenza Temporanea.
Credo proprio che ognuno si debba ringraziare nel profondo del cuore per la persona che è e per quello che è in grado di fare per se stesso e per gli altri.
A presto aggiornamenti
Un abbraccio

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