.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 24 ospiti collegati

.: Eventi

« Novembre 2019
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30  

.: Ultimi 5 commenti


Nessun commento...

.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Domenica, 11 Marzo, 2007 - 17:51

L'appello del sindaco Moratti a scendere in piazza

L'appello lanciato ieri dal sindaco di Milano Letizia Moratti ai cittadini di "scendere in piazza contro il Governo che si impegni per ritrovare una città nella quale vivere liberi dalla paura, in strada insieme per la sicurezza" serve solo a coprirte unicamente il vuoto di iniziative di lotta al degrado ambientale e alla promozione dìiniziative sociali messi in atto dal Comune in questi anni. Sono 15 anni che il centrodestra governa Milano e poco o nulla è stato fatto per le politiche giovanili, la creazione di centri aggregativi, nuova socialità, edilizia popolare, intervenire sul degrado urbano, il proliferare di situazione di insicurezza, l'aumento delle occupazioni abusive, ecc.. Singolare poi che veniamo da 5 anni di un governo di centrodestra che ci ha sempre detto che la questione sicurezza era risolta, le città più vivibili, i reati drasticamente ridotti. Adesso scopriamo - ma lo sapevamo già- che la paura fa 90 e i reati sono aumentati, le città sempre meno vivibili, il degrado urbano aumentato. Hanno sbandierato il poliziotto, il carabiniere e il vigile di quartiere, ma se ne sono visti pochi e quei pochi subito distolti ad altre mansioni più redditizie, come fare multe. Militarizzare la città non serve: la situazione di degrado della città è il terreno fertile sul quale prolifera la violenza. Ci sono fenomeni in atto come le bande giovanili su cui occorre intervenire con interventi sulle famiglie e le scuole.Meno proclami e più fatti.A.Valdameri consigliere Lista Fo zona 6
10.3.07

Domenica, 11 Marzo, 2007 - 17:50

Viabilità zona 6, la Barona

Se per risolvere il problema dei collegamenti e del trasporto sia pubblico che privato bastasse costruire nuove strade non so dove il ragionamento ci porterebbe: senz'altro ad una città ultra congestionata, inquinata e poco vivibile, come già ci stiamo avviando ora.E' stato più volte affermato da urbanisti e non che il problema non sta nel costruire nuove strade ma nel ridurre il parco veicoli circolanti e studiare soluzioni che favoriscano la percorrenza e velocità dei mezzi pubblici. Per venire alla nostra zona l'unica bretella che occorre - per decongestionare il traffico di un intero quartiere - è quella che dovrà collegare la via Chiodi con via Merula, Enna,Santi, Buccinasco. Progetto da anni a bilancio ed ora "incagliato" per questioni amministrative. La zona 6 e la zona 5 sono collegate in modo soddisfacente, tranne che per il tratto più a sud - visti anche i nuovi insediamenti residenziali di Cascina caimera e nel medio periodo dell'area dell'ecx Cartiera Binda-dove da anni è previsto un collegamento da via Boffalora, superando il Naviglio Pavese in sottopasso, a via Dei Missaglia nei pressi dell'ex cartiera Binda. Alcuni tratti sono stati già realizzati: si pensi al recente ampliamento del cavalcavia di via Boffalora sino alla grande rotonda a lato della centrale AEM Famagosta, così come la via che unisce i quartieri Cascina Caimera e Sant.Ambrogio, tramite il sottopasso autostradale di via San Paolino. Tratti non definitivi che necessitano di ulteriori collegamenti verso sud, comunque molto ampi rispetto allo scarso traffico che oggi sopportano.Una volta che venisse terminato l'allacciamento Boffalora-via dei Missaglia, il collegamento col Naviglio Grande sarebbe cosa fatta. Sono previsti inoltre i collegamenti verso Assago coll'area del nuovo cimitero monumentale della zona sud, sulle aree al di sotto dei laghetti di Assago (via San Marchetto).Come vede di carne al fuoco ce n'è, basta che questa Ammministrazione metta da parte gli annunci e persegua i fatti.Da subito basterebbe aumentare i mezzi pubblici e il numero delle corse da e per Milano, far pagare una tariffa unica, potenziare i parcheggi di interscambio. Far partire il progetto di linea ferroviaria metropolitana di superficie Milano-Mortara: attualmente sono poche decine i treni che la percorrono.Da ultimo la nostra zona ha ancora ampie aree verdi agricole che vorremmo che tali rimanessero e non fossero attraversate da nuove autostrade. Nuove strade portano nuove costruzione in un vortice da cui è poi difficile uscirne. Per quanto riguarda l'ospedale San Paolo la navetta sarebbe auspicabile ma non sufficiente a liberare le strade dalle migliaia di auto - di dipendenti e utenti -parcheggiate nei pressi da mattina a sera. Noi avevamo chiesto e raccolto firme su un progetto fatto dal Politecnico che prevedeva una nuova fermata della MM2 al quartiere S.Ambrogio nel progetto di prolungamento Famagosta-Assago.500 mt che sarebbero serviti a far arrivare i dipendenti e gli utilizzatori del San Paolo sin sotto l'ingresso. E' stato rifiutato con la scusa dei maggiori costi che il privato (Cabassi) non poteva sopportare. Così come fu rifiutata la fermata al quartiere Cantalupa, perchè troppi pochi utenti.Cordiali saluti,Valdameri
Domenica, 11 Marzo, 2007 - 14:25

Biodisel, consociazione di acquisti

Colorno, 27 novembre 2004.
Un saluto a tutti, un grazie al Comune di Colorno, al Sindaco Stefano Gelati e all’assessore Marco Boschini per l’ospitalità in questo luogo davvero suggestivo….
La coscienza del problema della tutela dell’ambiente e del territorio, con una maggiore attenzione alle esigenze dei suoi cittadini, Monsano l’ha acquisita da molti anni. Precisamente dal 199.., quando in una fabbrica di cromatura, si verificò il più grande inquinamento da cromo esavalente tuttora esistente in Europa. Quell’acqua gialla che scorreva nei fossi di campagna, inquinandone le falde nel raggio di qualche chilometro quadrato, è un problema ormai imbrigliato, completando il ciclo di bonifica, grazie ai contributi elargiti dalla Regione Marche.
Da allora, Monsano, con i suoi cittadini, ha progressivamente imparato a conoscere e metabolizzare il termine ‘ambiente’ con tutti i suoi risvolti e implicazioni.
Il nostro è un paese particolare: il nucleo abitativo, posto a 200 metri, con una splendida vista che spazia dai monti Sibillini al mare, si affaccia sulla Vallesina, tra le zone più vive e ricche delle Marche, che ha in Jesi, a noi vicinissima, il suo punto di riferimento. Non abbiamo molti abitanti, circa tremila. La particolarità che distingue Monsano dagli altri paesi della Vallesina è a valle, nel territorio che degrada dolcemente verso l’alveo del fiume Esino. Lì risiede la nostra zona industriale, 100 ettari, con altri 35 nell’ampliamento in fase di realizzazione, che portano ricchezza, piena occupazione, ma anche problemi non indifferenti per quanto riguarda la sua manutenzione e il monitoraggio ambientale.
Il retroterra, il back ground, dunque, esisteva già. E’ solo negli ultimi anni, però, che è avvenuta una graduale, ma, direi, irresistibile, opera di divulgazione e di iniziativa concreta verso i cittadini, rendendoli consapevoli di nuove prospettive, di realtà inedite quanto realizzabili.
Questo è avvenuto con la precedente Amministrazione, guidata da Sandro Sbarbati, dove io ero consigliere e compagno di avventura, insieme all’assessore Mauro Tomassoni, anche oggi in Giunta.
L’uso del biodiesel per i nostri automezzi comunali, una ‘buona pratica’, servita da volano per iniziative analoghe in campo regionale, che ha scaraventato Monsano sulle cronache nazionali, è stata semplicemente una prima tappa, concreta e realizzabile, verso il tentativo di fare del nostro Comune un luogo dove ambiente e tutela del territorio possano viaggiare di pari passo, accrescendo sempre più la consapevolezza dei suoi cittadini verso i temi ambientali. Perché, ogni giorno di più, il territorio e il suo ambiente rappresentano un patrimonio indivisibile. Ambiente non più inteso come semplice area verde da tutelare, ma come sistema complesso composto da luoghi, paesaggio, percezione visiva,  monitoraggio ambientale e tutela della qualità della vita dei cittadini e del verde.

 
Da lì siamo partiti, e l’avvio della certificazione ambientale del Comune di Monsano tramite regolamento europeo EMAS (Sistema comunitario di ecogestione e audit) che permetterà di effettuare un monitoraggio completo e continuo del proprio territorio, specie per quanto riguarda gli impatti ambientali derivanti dalle attività ivi svolte, ne rappresenta forse il passaggio più concreto e solido, specie in un ottica futura, che permetta così a Monsano di chiudere il suo ‘circolo virtuoso’.
 
Un progetto impegnativo, specie per una piccola Amminisrazione come la nostra, ma che ci sentiamo di affrontare con coraggio e decisione. Il percorso è stato tracciato, resta solo da seguirne il filo.
 
La ‘festa del buon senso’, che si tiene ogni estate a Monsano, è servita in questi anni per comprendere nuove situazioni, conoscere nuove realtà, vogliose e capaci di trasformare in progetti concreti utopie realizzabili. 
 
 
 
 
Lo scorso anno, scorrendo le pagine web di Jacopo Fo, ho conosciuto l’iniziativa tenuta qui a Colorno, con i riduttori di flusso e le lampade a risparmio energetico. Anche da lì è partita l’idea di poter associare tutti quei Comuni che hanno intrapreso la stessa strada, e metterne in circolo le idee e i progetti, offrendoli a quanti siano disposti a realizzarli, e nello stesso tempo accoglierne di nuovi.
 
Oggi, questo siamo chiamati a fare: confrontarci, presentare le nostre esperienze, ma non per dirci tra di noi “oh quanto siamo bravi…”: oggi dobbiamo uscire da qui con un progetto complessivo concreto, con una struttura messa in grado quanto prima di poter funzionare e di mettere in rete le esperienze e i frutti di tutti.
 
La nostra delibera sul biodiesel, insieme all’esperienza della consociazione degli acquisti, che ha permesso a decine di famiglie monsanesi, grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale e tramite una cooperativa di ragazzi tutt’ora in attività, Monsanoinforma, di consociarsi ed ottenere prezzi stracciati per l’acquisto di computer. Il Regolamento bioedilizio di Paola Giannarelli a Vezzano Ligure; il progetto di raccolta porta a porta di Melpignano: lo strumento delle Energy S Company utilizzato con successo a Trezzano Rosa: devono rappresentare un patrimonio comune, senza consulenze, senza spreco di risorse. Una dote da cui partire, nel nostro fare politica, cercando di lasciare un segno concreto dei nostri sogni.
 
Un po’ quello che tutti noi, in fondo, abbiamo sempre sognato…
 
Vi ringrazio.
 
Fioretti Gianluca
Sindaco Monsano

Sabato, 10 Marzo, 2007 - 19:33

Coca Cola: i diritti negati

Dietro la bibita più famosa del mondo c’è una lunga lista di pesanti accuse: diritti dei lavoratori calpestati, repressione sindacale, inquinamento e impoverimento delle falde acquifere in molti Paesi. In Colombia nel 2004 una Commissione d’inchiesta indipendente di New York registrò 179 gravi violazioni dei diritti umani, tra cui 8 sindacalisti assassinati, 48 costretti a fuggire, 69 minacciati di morte e 3 incarcerati per false accuse. E le violazioni sindacali continuano in varie parti del mondo, come conferma il rapporto 2006 dell’Icftu, la Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi. Le amministrazioni pubbliche possono fare molto per indurre le aziende a comportamenti sociali e ambientali più responsabili, per esempio selezionando i propri fornitori e sponsor in base a precisi criteri etici


Venerdì 16 marzo 2007
ore 20,30

Coca Cola: diritti negati

Intervengono:

SANDRA CANGEMI - Coordinamento Nord Sud del Mondo
La campagna Reboc (Rete boicottaggio Coca Cola) e la vicenda Mtv-Coca Cola


CRISTOBAL SILVA GONZÁLEZ - Istituto Nazionale Sindacale della Colombia
I misfatti di Coca Cola e la guerra contro i sindacalisti in Colombia


ANDREA FERRARI TONIOLO - Ufficio Internazionale FIM-Cisl
L’indagine ICFTU sugli abusi di Coca Cola nel mondo


IRMA DIOLI - Assessore alla Pace e Cooperazione Provincia di Milano
Diritti umani ed imprese 

MARIAROSA CUTILLO - Campagna Meno Beneficenza Più Diritti
La responsabilità sociale delle imprese



c/o Acli, via della Signora, 3
(MM1 San Babila o Duomo)

Coordinamento Nord Sud del Mondo – Campagna Meno Beneficenza e Più Di

Sabato, 10 Marzo, 2007 - 17:53

Presidio per D.Mastrogiacomo, 12 marzo ore 18,00

Diamoci un appuntamento per Daniele Mastrogiacomo
Le reti e le associazioni milanesi del movimento per la pace invitano tutte/i a partecipare

Lunedì 12 marzo - dalle ore 18.00 in Piazza S.Babila

Presidio/Manifestaz ione      

LIBERARE LA PACE! LIBERTA’ PER L’INFORMAZIONE!
LIBERTA' PER DANIELE MASTROGIACOMO E PER GLI ALTRI OSTAGGI DELLA GUERRA

PACE E LIBERTA' PER IL POPOLO AFGHANO E TUTTE LE DONNE E GLI UOMINI VITTIME DELLA GUERRA

Invitiamo le associazioni e le reti milanesi, le cittadine e i cittadini  a far circolare l’informazione e a partecipare

Per informazioni: 333.4665107; 393.9805117
Sabato, 10 Marzo, 2007 - 16:36

Raccolta Firme Comitato milanese per L'acqua

Ciao a tutti 
Logo Acqua Pubblica          
vi passo qui i prossimi appuntamenti del Comitato Milanese per l'Acqua
(di cui facciamo parte anche noi Umanisti):

giovedì 15/3 dalle ore 20.45 raccolta firme al Teatro Strehler, MM
Lanza, in occasione dello spettacolo teatrale di Paolini sull'acqua

venerdì 16/3 ore 20.30 "Coca Cola: i diritti negati" serata presso le
Acli, Via della Signora 3 (MM San Babila / Duomo)

sabato 17/3 dalle 10.30 alle 12.30 raccolta firme al mercato di
Benedetto Marcello

mercoledì 21/3 convegno organizzato da noi sulla privatizzazione
dell'acqua a Palazzo Marino, Sala Alessi.

sabato 24/3 dalle 10.30 alle 12.30 raccolta firme al mercate di via Fauché

sabato 24/3 dalle 15.00 alle 18.00 raccolta firme all'Ipercoop di
Bonola (Gallaratese)

sabato 31/3 dalle 10.30 alle 12.30 raccolta firme al mercato di Papiniano

Thomas   
Umanista  per  l'ambiente

Sabato, 10 Marzo, 2007 - 16:28

Vota No alla guerra in Afghanistan!!!

Alla vigilia del voto in Parlamento
Dario Fo, Alex Zanotelli, Beppe Grillo e altri 300: "Votate NO alla guerra in Afghanistan!"
Se lo condividete, vi chiedo di sottoscriverlo inviando il vostro nome, cognome e professione all'indirizzo mail "nobasenoguerra@gmail.com".
Sabina Guzzanti
8 marzo 2007
Ho ricevuto questo intenso appello che chiede al governo di rivedere al più presto la politica estera del nostro paese: ci vuole un coraggioso no alla guerra in Afghanistan e alla base Dal Molin di Vicenza.
L'appello è promosso da Teresa Mattei - Partigiana e membro della Costituente, Padre Alex Zanotelli, Vauro - Emergency e giornalista, Giorgio Cremaschi, segretario nazionale FIOM-CGIL e Mauro Revelli, scrittore.
In queste ore stanno aderendo molti intellettuali e personalità del mondo dell'arte e delle scienze.
Se lo condividete, vi chiedo di sottoscriverlo inviando il vostro nome, cognome e professione all'indirizzo mail "nobasenoguerra@gmail.com".
E' necessario manifestare il nostro dissenso, e quindi importante diffondere questo messaggio, farlo firmare a più persone possibili, affinchè diventi un coro di voci per la pace e la fine di tutte le guerre.
Siamo donne e uomini impegnati da sempre per la pace. Abbiamo marciato in questi anni nelle straordinarie manifestazioni contro la guerra globale divampata in Iraq ma nata nel 2001 in Afghanistan. Lo abbiamo fatto nella convinzione che la guerra deve uscire dalla storia e che la politica si riduce a gestione tecnica se non fa di questo obiettivo, di questa grande aspirazione umana la sua bussola regolatrice.
Quando nel 2006 abbiamo contribuito, ciascuna e ciascuno nel suo ambito e con le modalità proprie, a sconfiggere Berlusconi e le destre lo abbiamo fatto anche in nome della pace di quell'impegno, con la speranza che si sarebbe potuto iniziare a cambiare strada. Il ritiro dei soldati italiani dall'Iraq ce lo ha fatto sperare. E invece oggi guardiamo con sconcerto alle scelte dell'attuale governo in politica estera e militare: mantenimento delle truppe in Afghanistan, al seguito della guerra statunitense. Piena fedeltà alla Nato, aumento spropositato delle spese militari fino alla sciagurata decisione di permettere la costruzione di una nuova base (e non allargamento!!) Usa a Vicenza; intesa di assemblare in Italia, presso Novara, i micidiali bombardieri Joint Strike Fighter, acquistati dagli Stati Uniti per la bellezza di 13 miliardi di euro! La costituzione dice che l'Italia ripudia la guerra e che per di più siamo in Afghanistan come missione di pace. E allora che cosa ce ne facciamo di aerei d'attacco e distruzione che possono trasportare testate atomiche? Bisogna fermarsi, fermarsi e riflettere.
Bisogna ricostruire una connessione con il proprio popolo e il proprio elettorato. Crediamo che la sacrosanta protesta della popolazione di Vicenza vada non solo sostenuta ma ascoltata e indurre il governo a cambiare idea. Così come crediamo che l'avventura senza ritorno della guerra in Afghanistan debba cessare.
Invitiamo il governo e i politici tutti ad ascoltare queste parole e invitiamo i deputati e i senatori che hanno creduto alla lotta per la pace di essere conseguenti con le loro idee votando no al rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Se qualcuno pensa che dalla base di Vicenza debbano partire le forze d'azione per ogni tipo di guerra mediorientale ed esportare "un cimitero di pace e democrazia"in cambio di petrolio e di quotidiani massacri, noi pensiamo che dalla guerra bisogna invece cominciare a uscire.
On.Teresa Mattei- Partigiana e membro della Costituente,
Padre Alex Zanotelli,
Vauro - emergency, giornalista,
Gianni Minà - giornalista,
Giorgio Cremaschi - segretario nazionale FIOM - CGIL,
Marco Revelli - scrittore
HANNO ADERITO
Beppe Grillo - Partigiano della Comunicazione
Moni Ovadia - attore e autore,
Mario Monicelli - regista,
Giulietto Chiesa - giornalista europarlamentare,
Silvano Agosti- regista,
Paolo Rossi - attore, cantante, autore
Valentino Parlato- giornalista,
Dario Fo- Premio Nobel per la letteratura,
Jacopo Fo - scrittore,
Stefano Benni - scrittore,
Stefano Tassinari - scrittore,
Manlio Dinucci - saggista,
Padre Alberto Maggi - biblista,
Prof.Margherita Rubino - docente universitaria Università di Genova
Prof. Aldo Ferrara, docente universitario Università di Siena presidente CESAER
Prof. Silvia Ferrara PhD Junior Yellow Research Sant John College Oxford
Prof. Domenico Losurdo docente Storia della Filosofia Urbino - Presidente Ass. internazionale Hegel- Marx
Prof. Angelo d'Orsi, storico, docente Università di Torino
Sabina Guzzanti - attrice, scrittrice
Francesco(Pancho) Pardi prof.Universitario
Maria Ricciardi Giannoni, Presidente Associazione Liberacittadinanza
Ascanio Celestini, attore autore
Prof. Gianni Tamino - docente diritto ambientale Università di Padova
Alessanfro Fo- docente di Lingua e Letteratura Latina Università di Siena
Massimo Zucchetti, ingegnere, docente Politecnico di Torino
Anna Nufrio, architetto, Professore Politecnico di Milano
Don Andrea Gallo Coordinatore Comunità S.Benedetto Genova
Beppe Castronovo (Presidente Consiglio Comunale di Torino)
Gentucca Bini, stilista
Stefano Bini, architetto
Mariangela Nova, costumista
Edda Boletti- girotondi,
Umberto Giani Università di Napoli "Federico II
Pasqualini Gianluca consigliere di maggioranza (ds) comune San Benedetto del Tronto (AP)
Fausta Ferraro, docente universitario Napoli "Federico II
Giuseppe Mosconi, Ordinario di Sociologia del diritto, Università di Padova
Laura Baldelli membro esecutivo nazionale di Proteofaresapere FLC CGIL
Dott Giorgio Pederzani Medico di medicina generale Parma
Giovanni Giovannelli, avvocato
Davide Ferrario, regista
Monica Lambrou - avvocato
Lia Grandi - ingegnere
Lucio Coppari - Fotografo
Daniele Salvatore, musicista, docente Conservatorio BO
Pasqualini Sandro Funzionario Pubblico
Ilaria lazzeri redattrice editoriale
Pierpaolo Loi, maestro
Gavina Galleri, maestra
Nelly Cosenza insegnante di S.Media Superiore
Marco Gabbianelli dottore commercialista
Puccini Michele, Operaio
Thea Valentina Gardellin
Doriana Goracci
Livraga Giancarlo
Miola Maria Pia
Livraga Giovanni
Livraga Matteo
Livraga Chiara
Angelo Radaelli
Antonio Bachetti
Silvia Branca
Fabio Baroncini impiegato
Valentina Langella
Nicoletta Oldoni - Impiegata
Claudia Nuozzi, impiegata
Claudio Anselmino
Marco Mureddu, ingegnere
Davide Vottero , insegnante
Francesca Tagliaferro, casalinga
Elvio Omar Serr, chef
Michele Colombino, studente
Irena Pancirov.
Massimo Giorni, impiegato
Clara Sabatini dipendente comunale
Vito Martinelli, impiegato
Valentina Castello, traduttrice freelance
Catalano Daniele, impiegato
carlo tagliacozzo
Luigi Mozzillo, studente
Enrico Parizzi, musicista
Giuseppe Aragno, storico
LeoNilde Barabba, pittrice
Antonio Grasso,
Piero Mucilli, musicista
Tommaso Bertolini, impiegato
Giovanni Rattini- impiegato
Marco Di Tosto, studente universitario
Federica Del Santo, imprenditrice
Carmen Ventura
Irene Campagna
Giovanna Gavelli, coordinatore formazione professionale
Mario Bonica, animatore culturale
Sabrina Mattiola
Marco Zappone, impiegato
Laura Brusisco, infermiera
Monica Masiero, Architetto
Mauro Farris, libero professionista
Pierpaolo Lippi, promotore finanziario
antonio lombardo,impiegato
Lidia Gambino, studentessa
Vicari Guido, operatore informatico
Rossana Cau, insegnante
Marta Gatti, Maestra elementare
Tiziana Nuozzi, Libero professionista
fausto palomba, naturalista e vulcanologo
Jacopo Masi
Pietro Nivoi
Manuela Donati, mamma
Andrea Cacopardo, impiegato
laura lozzi, insegnante
Ada Donno, Docente di Latino e Greco
Antonio Frassini, ginecologo
Renato Lovato, impiegato Tecnico
daniele bottura
Fausto Renaldo, impiegato
Giuseppe Mirabella - insegnante in pensione
Massimo Pedrazzi, impiegato
Alessandro Graziani, studente
Marisa Masucci
Maria Maestrelli, impiegata di banca
Valeria Sanchini, cooperante in Guatemala
Laura Gerevini, Impiegata comunale
Donatella Zandonai, pensionata
Valentina Giannotti, studente
Paolo Gaddini, studente/educatore
Montani Mauro, pensionato
Cristina Tonsig, studentessa
Emanuele Brianti, Ricercatore Universitario
Paolo Albanese - fotografo
Vincenzo Marco Carnazzo, Programmatore informatico
Fiorenza Maria Angela Calonici, consulente legale
Micòl Savia, avvocato
Moser Massimo, educatore
Rita Stella Mobilio, insegnante
Nicola Alessi, sistemista
andrea pinzani, operaio
Maria Menelao
Franca Franchini, insegnante
Elisa Grandi, impiegata.
Maria Grazia Camilletti, insegnante
Andrea Seminatore, impiegato
Di Giacinto Vittorio
Saverio Maggio
Roberta Roberti, insegnante
Pamela Schievenin, studente
Arianna Cominu, studentessa
Fabris Mario pensionato
Barbara Zanetti - insegnante
Annalisa Mantovani - studentessa
Elena Rombi
Giovanni Piero Papanà - attore
Paolo Albucci - cooperante ACRA
Giuliano Bugani - operaio e giornalista
M.Cristina Lauretti
Marco Girotto - Impiegato
Fabio Bovi, Informatico
Galietti Vincenzo
Giorgia Brini, chimico
Crisafi Letteria, pensionata
Caterina d'Elia
Mariagiulia Giuffrè, studentessa
Antonio Grassedonio, assistente universitario
Giuseppe Ivan, Candela
Riccardo Rossi, commerciante
Chiara Scaraggi, studentessa
Vittoria Ravagli, pensionata poeta
Manicardi Monica, barista
Monica Piacentini, impiegata.
Myriam Mereu, studentessa.
Pasquale Vollo
Roberto Marras, Insegnante di Lettere
Giuseppe de Siati bibliotecario/traduttore
Lucio Maccani, ingegnere
Piergiuseppe Moretti, coltivatore diretto
Adriano Meloni, artigiano
Lorenzo Fattori, studente
Ettore Costa, artigiano
Gian Paolo Bandinelli, pensionato
Vittorio Tavini, traduttore
Alice Miglioli, studentessa
Melissa Perrone, giornalista
Gianpaolo Ario, impiegato
Ilaria Tachis
Luigi Porchi, pensionato
Stefano Vincelli, Dottore Forestale.
Monica Stagnaro, disoccupata
Adriano Fico, imprenditore
Maria Martino, studentessa
Aldo Sarnataro, stagista
Alessandro Marescotti, insegnante
Elena Salvati, donna,moglie,ricercatrice, commerciante
e altre centinaia di cui stiamo trascrivendo i nomi!!!!...
SONO ARRIVATE IN POCHE ORE OLTRE 300 ADESIONI. ANCHE BEPPE GRILLO PUBBLICHERA' APPELLO E RACCOGLIERA' FIRME. A CHE NUMERO ARRIVEREMO?
FORZAAAAAA!
DIFFONDERE, DIFFONDERE, DIFFONDERE!

Sabato, 10 Marzo, 2007 - 14:48

Liberare la musica giovanile

Mezzanima.
Intervista ad un esponente di un'associazione di gruppi musicali che si propone di smuovere un po' le acque in un settore caratterizzato dallo strapotere delle multinazionali e dalla chiusura del sistema verso i giovani e i loro bisogni. REDS. Aprile 2001.

1. Ci descrivi le attività della tua associazione, chi siete e cosa vi proponete?
La nostra associazione nasce da artisti per artisti e dal bisogno di diffondere il più possibile l'arte che cresce al di fuori dei consueti canali, rendendola così più visibile e fruibile. La creatività è una componente fondamentale degli individui e il nostro intento è di liberarla da tutto ciò che la comprime sprigionandone tutto l'enorme potenziale. Le attività vanno dalla musica (il settore di cui mi occupo personalmente e che per ora è preminente), al teatro, pittura, scrittura, ecc.

2. Che tipo di musica fanno i gruppi che aderiscono all'associazione?

Siamo agli albori dell'associazione, quindi i gruppi musicali sono quelli che si sono fatti promotori dell'iniziativa: i "GIUDABASSO", storico gruppo reggae di Milano, la "BARACCA DEI PAZZI" (SKA) e "THE BIG FUCKIN' FAMILY" (funky-rock '70) sono gruppi patchanka, che raccolgono e miscelano varie influenze della musica nera afro-americana a ritmi folk; poi i "MERCANTI DI LIQUORE", altro storico gruppo per anni tributo a De André; successivamente si sono aggiunti i "CIAORINO" (cover di Rino Gaetano, anche in situazione teatrale), gli "STREETSBEATERS" (funky) ed i "KECH" (brit-pop). Riassumendo possiamo quindi dire che non esiste un genere particolare a cui facciamo riferimento; le componenti fondamentali per entrare a far parte dell'associazione sono: la qualità, l'originalità (i gruppi cover devono riproporre autori insoliti) e i contenuti culturalmente evoluti. Restano quindi fuori la musica leggera e commerciale in generale.

3. La musica è un momento importante della particolare cultura giovanile, e spesso veicola, magari indirettamente, una forte carica di opposizione al sistema. Forse per questo il mondo "adulto" non facilita in nulla la possibilità per i giovani di suonare, anzi. Secondo te quali dovrebbero essere le rivendicazioni che un movimento politico che volesse battersi per gli specifici interessi dei giovani, dovrebbe portare avanti per facilitarne l'espressione musicale?
Necessiteremmo di una rivoluzione culturale a 360°..sicuramente la cultura è spesso un "disvalore" in questa società, poiché non produce profitti; ribaltare questo concetto è il primo passo da compiere. In questo contesto serve un accesso più facilitato agli strumenti, sale prova a costi minimi per esempio; non è infatti sufficiente fornire la struttura se poi non si mettono in condizione i giovani di poter sostenere le spese così come non basta aprire una biblioteca per far leggere di più. Serve inoltre, in particolare a Milano, la creazione di spazi adatti per concerti. E' evidente, comunque, che tutto si lega ad un discorso più generale anche perché se così non fosse le discoteche sarebbero vuote.
4. Da una parte gli "adulti" ostacolano la libera espressione dei giovani, dall'altra vi sono imprese capitaliste che vi lucrano nelle sue varie fasi (produzione, distribuzione, ecc.). Ci spieghi quali sono i meccanismi attraverso cui l'"economia di mercato" limita e condiziona l'approccio dei giovani alla musica?
Tutto è in funzione del commercio, la musica è un prodotto; per di più in Italia il settore è completamente impreparato ed arroccato su formule standard, ossia ripropongono la stessa solfa da anni. Quando va bene devi aspettare per anni perché prima viene San Remo, poi bisogna promuovere Albano e infine arrivi tu: ma la tua musica non va bene e deve essere mediata dal produttore per essere vendibile. Poi, chissà, se decidono di puntare su di te forse ne trovi una copia da VIRGIN in Duomo, forse no. Autoprodursi è molto meglio (chi tra noi ha già fatto le due esperienze ve lo può confermare conti alla mano) ma anche qui il grosso problema sta nella distribuzione, nonostante esistano realtà isolate in questo campo. L'autoproduzione implica poi una forza che raramente un gruppo ha da solo, per questo l'unione di più gruppi potrebbe essere la nostra forza.

5. I fenomeni musicali dei quali stiamo parlando in questa intervista sono profondamente legati al mondo dei giovani, ma, per quanto riguarda la "produzione", ci pare di vedere una netta discriminazione delle ragazze: di band musicali femminili se ne vedono pochine in giro. Cosa è che tiene lontane le ragazze dall'espressione musicale? Cosa si potrebbe fare per facilitare loro l'accesso?

La musica riflette i problemi della società in cui vive. Se per un maschio l'ostacolo della famiglia è già insopportabile, per una ragazza è quasi sempre insostenibile. E' altrettanto vero che tra i musicisti troppo spesso c'è il luogo comune che le ragazze dividano, o che abbiano una rivalità più accesa nei confronti di altre ragazze della stessa band; ovviamente sono cazzate che nascono da altre parti.

6. I centri sociali hanno rappresentato nella prima metà degli anni novanta un momento importante dello scontro generazionale e dunque hanno rappresentato anche un momento di liberazione dell'espressività, anche musicale, dei giovani. E' ancora così oggi?
Sicuramente. Oggi sono ancora l'unica realtà in cui tutti riescono a trovare uno spazio. Per questo dobbiamo sostenerci a vicenda: se uno dei due perdesse le ragioni di partenza (quella d'aggregazione sociale da una parte e d'espressione libera e critica dall'altra) resterebbe il vuoto. Questo rischio è attuale più che mai.

7. Ultimamente ha fatto parecchio rumore la questione di Napster, che richiama più in generale la questione del potere delle multinazionali e della possibilità di accesso da parte dei giovani alla musica. Ce ne puoi parlare?

Esprimo qui un parere personale: gli autori hanno fatto un gran casino poiché, a loro dire, viene leso il diritto di riscossione per ciò che è il loro lavoro. La musica costa fatica e anni d'impegno, ma le cose non stanno così; in particolar modo in Italia i CD superano il costo di 40.000 Lire e sarebbe bene chiedersi perché e dove finiscono le grosse percentuali di guadagno sulle vendite, piuttosto che negare ad uno studente o ad un lavoratore l'ascolto della propria produzione. Non stravedo per Napster, ma credo che l'arte debba essere per tutti e per tutti i portafogli.

8. Abbiamo approfittato di questa intervista per approfondire i temi di interesse di questa rivista (che considera esistano più piani di oppressione sociale, ognuno con la propria specificità, e tra queste l'oppressione generazionale). Ora per concludere però torniamo a bomba.
Poniamo che esista un circolo del PRC o un sindacato o una associazione che abbia letto questa intervista e che si stia domandando: "bene, c'è questa associazione di gruppi musicali, per noi che vogliamo organizzare una festa con concerti, che ha da offrirci?" Puoi essere molto pratico nella risposta?

Queste realtà sono quelle a cui ci sentiamo più vicini: spesso associazioni o centri sociali sputano sangue per fare iniziative in cui dare visibilità ad un tema, o più semplicemente a se stessi, finendo con l'essere assorbiti dalla gestione organizzativa al punto che non solo chi vede, ma anche chi suona non sa perché è lì e perché lo sta facendo. Per questo, spesso, aiutiamo a costruire un'iniziativa occupandoci del service, del palco, dei gruppi e, purtroppo, anche della S.I.A.E. insomma, ciò che ci ha spinto a costituire l'associazione è il fatto che siamo stanchi di attaccare un "JACK" all'amplificatore e basta...
Al più presto allestiremo un sito dell'associazione, per adesso potete rivolgervi a:
starpes@yahoo.com o telefonare al 347/4824871
o visitare i seguenti siti:

Venerdì, 9 Marzo, 2007 - 17:47

Aggiornamento Prolungamento M3 a Paullo- Petizione

RAGGIUNTE  2192 Adesioni

NEWS PROLUNGAMENTO M3:•
Il 28 febbraio u.s. vi è stata la prima riunione del costituendo Comitato per il prolungamento M3 a Paullo: "CPM3". 
Si è definito e discusso ampiamente circa il primario obiettivo da perseguire in questa prima fase: vale a dire quali azioni e iniziative mettere in atto al fine di raccogliere il massimo numero di adesioni possibili alla petizione.
E’ stato proposto quanto segue:
Predisposizione di postazioni per la raccolta adesioni in eventi nei quali vi sia un'elevata presenza di persone


Predisposizione di fogli cartacei appositamente predisposti al fine di raccogliere le adesioni di coloro che non hanno possibilità di accedere alla rete.

Queste ultime iniziative verranno trattate, organizzate e poste in essere non appena il Comitato si sarà ufficialmente costituito e avrà una propria "personalità giuridica"  che consentirà, eventualmente, di gestire e affrontare con la massima tranquillità, le necessarie e preventive prassi burocratiche (inoltro dei Permessi al Comune e quantaltro utile).

Si è discusso circa l'importanza che ogni membro del Comitato si impegni  affinché nella propria zona di competenza si raccolgano altri cittadini che, condividendo l’iniziativa, si adoperino e collaborino per la promozione della petizione sul territorio. Sarebbe auspicabile che anche tali persone entrassero a far parte del Comitato, seppure il nucleo direttivo, per ovvie ragioni, si penserebbe di mantenerlo limitato ad una decina di membri al massimo. Almeno in tale fase iniziale.
  affinché nella propria zona di competenza si raccolgano altri cittadini che, condividendo l’iniziativa, si adoperino e collaborino per la promozione della petizione sul territorio. Sarebbe auspicabile che anche tali persone entrassero a far parte del Comitato, seppure il nucleo direttivo, per ovvie ragioni, si penserebbe di mantenerlo limitato ad una decina di membri al massimo. Almeno in tale fase iniziale.
Le zone del territorio attualmente coperte dagli attuali membri sono: Mombretto, Zelo B.P., Merlino, Paullo, Tribiano. Si è convenuto che sarebbe utile ampliare tali attuali aree allargando la partecipazione ad altri collaboratori che risiedano in altre zone dell’asse Paullese (Spino, Peschiera, Crema,  San Donato, Pantigliate ecc.)
Si è convenuto che sarebbe utile ampliare tali attuali aree allargando la partecipazione ad altri collaboratori che risiedano in altre zone dell’asse Paullese ecc.)
Rivolgiamo un'appello in particolare a chi risiede in tali zone: chi fosse interessato, seriamente, puo' ancora entrare a far parte del CPM3.
.
Sarà creato un "Logo" dell’associazione e tutte le comunicazioni dovranno riportarlo insieme alla chiara indicazione della denominazione del Comitato.
Si condivide l’idea di di organizzare una "Rassegna stampa" ben organizzata, cronologica, a disposizione di tutti, diffondendola attraverso il sito e via mail.
Si è convenuto di redarre un documento efficace ed esaustivo contenente i punti di forza  alla base della richiesta del prolungamento della metropolitana Linea 3, attraverso i quali ognuno possa conoscere anche gli aspetti tecnici e le motivazioni meno evidenti, ma non meno importanti, attraverso i quali si possa tutti essere convincenti, sfidanti, sintetici, ma esaustivi nell'affrontare le varie tipologie di pubblici e referenti.
I presenti, o una loro rappresentanza, convengono sia utile partecipare all’incontro del 13 MARZO 2007, organizzato dal movimento di DiPietro, sul tema "Soluzioni possibili nei sistemi di trasporto  " a cui sono invitate le varie associazioni, enti locali. Potrebbe essere un'occasione utile per pubblicizzare i nostri obiettivi e denunciare la situazione in cui versa la "Paullese".
Il convegno si terrà presso:
Auditorium S. Carlo, ore 20.15 (C.so Matteotti 14, zona P.zza S. Babila)
Dott. Giovanni Di Simine, Presidente Regionale Legambiente
Dott. Luigi Riccardi, Presidente FIAB
Dott. Massimo Ferrari, Presidente ATP
Dott. Basilio Rizzo, Consigliere Comune di Milano
Dott. Alberto Tedeschi, Policlinico di Milano
Moderatore: Egidio Pedrini, Commissione Trasporti alla Camera
Egidio Pedrini, Commissione Trasporti alla Camera
Lo stato attuale del progetto prolungamento M3 impone e rivaluta la nostra iniziativa della petizione.

Fatevi a vostra volta promotori e diffondetela quanto piu' possibile.

L'obbiettivo che dobbiamo raggiungere, nel piu' breve tempo possibile, è quello delle 5.000 adesioni.
Non è impossibile se calcoliamo il numero dei Comuni sulla Paullese.

Invio a tutti  un cordiale saluto.
Franco Valenzano
Venerdì, 9 Marzo, 2007 - 17:19

per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo

Diamoci un appuntamento per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo
Le reti e le associazioni milanesi del movimento per la pace invitano tutte/i a partecipare

Lunedì 12 marzo - dalle ore 18.00 in Piazza S.Babila

Presidio/Manifestazione
LIBERARE LA PACE! LIBERTA’ PER L’INFORMAZIONE!
LIBERTA' PER DANIELE MASTROGIACOMO E PER GLI ALTRI OSTAGGI DELLA GUERRA
PACE E LIBERTA' PER IL POPOLO AFGHANO E TUTTE LE DONNE E GLI UOMINI VITTIME DELLA GUERRA
Invitiamo le associazioni e le reti milanesi, le cittadine e i cittadini  a far circolare l’informazione e a partecipare
...
231 232 233 234 235 236 237 238 239
...
RSS feed