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.: Il Blog di Donatella Elvira Camatta
Mercoledì, 21 Marzo, 2007 - 21:39

In occasione della tappa Milanese camper diritto

invito al seminario "Ruolo e responsabilità degli Enti Locali nell'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo"

Arci Milano e Arci Lombardia organizzano

IN OCCASIONE DELLA TAPPA MILANESE DEL CAMPER DEI DIRITTI

Lunedì 26 marzo 2007
ore 11.00 - 15.00
Sala Caccia, viale Piceno 60, Milano

WORKSHOP
Ruolo e responsabilità degli Enti Locali
nell'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo

In Italia la condizione dei richiedenti asilo, rifugiati e profughi risente dell'assenza di una legge organica su questa materia, prevista dall'art. 10 comma 3 della nostra Costituzione, nonché di un ritardo pesante del sistema di accoglienza, che solo da pochi anni ha avviato una importante sperimentazione, confluita nell'attuale "Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati" (SPRARR) istituito dall'articolo 32 della legge n 189/2002 c.d. Bossi Fini.

In particolare viene istituito il Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo, al quale possono accedere, nei limiti delle risorse disponibili, gli Enti locali che prestano servizi finalizzati all'accoglienza dei richiedenti asilo e alla tutela dei rifugiati e degli stranieri destinatari di altre forme di protezione umanitaria. Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati capitalizza l'esperienza realizzata nell'ambito del Programma Nazionale Asilo (PNA) e ne rinnova l'approccio organico inserendola in un quadro istituzionale.

Il Workshop vuole essere un momento di approfondimento e di riflessione per gli enti locali sul ruolo che possono agire sui temi dell'accoglienza dei rifugiati, con la presentazione di esempi di gestione pubblica del Programma di protezione avviati e stabilizzati dagli Enti Pubblici con la collaborazione delle organizzazioni di tutela e del Terzo Settore.
Il workshop è inserito nel percorso regionale "CAMPER DEI DIRITTI" sui temi del diritto d'asilo e della presentazione del numero verde per i rifugiati- 800905570- all'interno del progetto EQUAL "IntegRARsi", promosso e realizzato da Anci, Arci Nazionale, Unione Europea, Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

PROGRAMMA

Apertura lavori:

Filippo Miraglia (Responsabile Nazionale Immigrazione Arci)
Il numero verde nazionale: fra servizio e diritto

Esponenti della Comunità Eritrea
La situazione di via Forlanini

12.30 - 13.30 buffet

Beppe Traina (Coordinatore del Progetto IntegRARsi - città di Bergamo)
Il ruolo degli Enti Pubblici nel sistema di accoglienza, l'esperienza del Comune di Bergamo

CONCLUSIONI
Coordina Ilaria Scovazzi (ARCI Milano)

CONTATTI E INFORMAZIONI: Arci Milano, 02 541781, atthis@libero. it, scovazzi@arci. it

In collaborazione con Unione Europea - Fondo Sociale Europeo; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; ANCI; IntegRARsi.

Mercoledì, 21 Marzo, 2007 - 21:31

Chi la Dura la Vince!!

 sono accorti che esistiamo. Dopo 20 anni di lotte, campagne, attività nei quartieri, nelle città, fra la gente, in Europa e in Africa, in Asia e nelle Americhe, televisioni, radio, grandi giornali hanno dovuto riconoscerlo: gli umanisti ci sono, e forse - ha suggerito “Il Messaggero” (che assieme a “L’Unità”, “Liberazione”, “Repubblica”, “Corriere della Sera”, “Il Manifesto” e tanti altri, ha raccontato la grandiosa manifestazione di sabato scorso a Roma http://www.partitoumanista.it/ ) in passato “sono stati sottovalutati”. E confessiamolo, a volte lo sconforto ha colpito anche noi, quando sembrava di battere la testa contro un muro. Un altro mondo non sembrava proprio possibile. Qualcosa di diverso dalla corsa al riarmo, dallo scontro di civiltà, dallo sfruttamento del pianeta, dallo sfregio della Costituzione, dai diritti civili costantemente vilipesi. Parlare di salute ed educazione per tutti ti bollava subito (e ti bolla ancor oggi) come pericoloso estremista. Dichiarare che i nostri soldati vanno in missione di pace, invece, era un discorso pragmatico e “moderato”.

Manifestazione del Simbolo della Pace. Roma, Italia. 
Giorgio Schultze (primo da destra) manifesta per la pace, il 17 marzo 2007 a Roma. In basso: altri momenti di cortei umanisti.
Sabato l’incantesimo, o meglio la grande bugia, si è rotto, o almeno è un po’ più difficile da credere. Perché - afferma Giorgio Schultze, portavoce del Movimento - siamo maratoneti. Questi anni di lavoro “dal basso” ci hanno permesso di stare a contatto con le esigenze profonde della popolazione. Di tastarne quasi il cuore. Di interpretarlo.
Di avvicinarci ad altri “sommersi” come noi. E di scoprire che siamo maggioranza, e non sparuti, anacronistici, vacui coltivatori di sogni. Siamo, al contrario, corpo e sangue.
Image
Sappiamo - ad esempio - che le necessità immediate non sono quelle che fanno credere i grandi organi di comunicazione di massa. Forse perché siamo persone, singole persone, diverse e unite nella loro ineffabile singolarità, e non massa.
“Si propaganda la volontà dell’Europa di promuovere la pace e il benessere tra i popoli - denuncia Schultze - ma nel frattempo, col pretesto della lotta al terrorismo, si moltiplicano gli atti di violenza, la strategia della guerra preventiva e una nuova corsa agli armamenti nucleari. Le dichiarazioni di Stati Uniti e Francia sulla possibilità di usare per primi la bomba atomica contro il terrorismo, le affermazioni del Giappone sulla possibilità di entrare nel mondo dell’atomica per scopi difensivi, l‘intenzione dell‘Iran e della Corea del Nord di proseguire nel loro programma nucleare, lasciano tutti sgomenti”.
L’Europa dei popoli, invece, chiede a gran voce la pace. Una pace che non è rinuncia o abdicazione, una pace che è forza, che rappresenta il vero spirito dei trattati del 1996, tutti regolarmente disattesi.
“Gli umanisti sono consapevoli della complessità e a volte delle difficoltà che s’incontrano di fronte a immigrati di differenti costumi o culture - prosegue Schultze - tuttavia la soluzione non può essere una chiusura miope e circoscritta nel proprio particulare, questa sì anacronistica, quand’anche si volesse attuarla, perché contrasta con l’elementare realtà. Per questo gli umanisti hanno aperto, da anni, i Centri delle Culture http://www.dialogo.org/ , strutture dove si promuove il dialogo tra le diverse culture attraverso incontri e ambiti di interscambio; dove i valori, le idee e le credenze delle persone si possano incontrare; non solo per far conoscere la propria cultura, le inquietudini e aspirazioni, ma anche per costruire un dialogo fra la grande varietà e ricchezza di modi di vivere e trovare così i punti in comune che, al di sopra di ogni differenza, noi crediamo si trovino nel cuore dei diversi popoli e individui”.

Si tratta di iniziare dalle piccole cose, dalle emergenze quotidiane. Aiutare nella ricerca di un medico o di un tetto, seguire corsi d’italiano, diffondere giornalini multietnici sono passi indispensabili per raggiungere lo scopo. “Al Sud è stato realizzato il primo asilo multiculturale - annuncia Giorgio - che ha destato l’attenzione persino del presidente Napolitano. L’intenzione sarebbe di portare quei bambini in Quirinale, a raccontare la loro bella esperienza. Non è utopia, è presenza”.
Un’altra emergenza sono appunto loro, i bambini e i giovani: “Si parla tanto di Europa invecchiata, di mancanza di un futuro per le nuove generazioni, ma chi si preoccupa sinceramente della loro sorte? La colpa della ‘canizie europea’ è del relativismo e delle coppie di fatto, o dello sfruttamento, delle violenze e dell’indifferenza (proprio oggi si è saputo che in Medio Oriente bambini piccolissimi vengono utilizzati come “bombe umane” e immolati per la “causa” d’una guerra voluta dagli adulti, n.d.A.), in cui questa società abbandona i più giovani?”. 
Il Nostro punta il dito su certe istituzioni che, in accordo con medici e case farmaceutiche, cercano di spacciare la naturale vivacità infantile per una malattia, e un disagio per la carenza di strutture pubbliche o di affetto - alzi la mano chi dispone di spazi aggregativi, o semplici aree verdi, per i nostri ragazzi! - venga trasformato in problema giovanile.
E’ di questi giorni la notizia della somministrazione di psicofarmaci ai bambini considerati “iperattivi” (vedi commento n° 1): “Una vera e propria guerra chimica nei confronti dei nostri figli, il cui fine è la cancellazione del ‘diverso’ come nemico non omologabile, argomenta Schultze.
Un altro punto irrinunciabile del programma umanista è la salute per tutti e la tutela dell’ambiente, in particolare dell’acqua. “Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua. Noi riteniamo che, come bene comune, essa dev’essere gestita con solidarietà e con la partecipazione democratica di tutta la comunità”. La corsa alla privatizzazione preoccupa molto Giorgio: “Dieci società controllano il mercato mondiale dell’acqua, stimato in oltre un miliardo di dollari all’anno. Le strategie di marketing, attraverso insistenti e costose campagne pubblicitarie, cercano di indurre la gente a bere solo acqua minerale e bibite in bottiglia, screditando la qualità dell’acqua fornita dagli acquedotti pubblici”.
Il messaggio è: avrà accesso all’acqua solo chi paga. Il criterio di distribuzione non sarà la reale necessità delle persone, ma il meccanismo della domanda e dell’offerta di un sistema economico disumano.
“A ciò aggiungiamo che, a causa dell’inquinamento e dell’effetto serra, in Europa meridionale sta avanzando un forte processo di desertificazione. Si verificano inoltre notevoli sperperi nel prelievo, soprattutto a causa di una cattiva distribuzione. Non è certo impossibile invertire la tendenza, - conclude Schultze - purché non si perda ulteriore tempo, innanzi tutto bloccando la privatizzazione, usando le tecnologie per migliorare e non devastare l’ambiente, coinvolgendo le comunità locali nella gestione dell’acqua pubblica. Non dimentichiamo che le spese militari sono una delle prime cause del taglio all’accesso all’acqua potabile in varie parti del mondo.
Grazie per aver resistito, grazie ragazzi. Grazie, Giorgio, perché ci credi e ci crediamo ancora.
Daniela Tuscano (vedi anche: http://www.giorgioschultze.eu )

Mercoledì, 21 Marzo, 2007 - 13:12

Solidarietà indiscussa a Sircana

Ho letto l'intervista pubblicata oggi su Repubblica.it fatta da Massimo Giannini a Silvio Sircana, con encomiabile stile che caratterizza da sempre il giornalista. Esiste la foto dove ritrae solo la parte retrostante dell'automobile, una Wolkswagen, con dentro una persona che si percepisce solo per metà viso, sporgentesi verso un transessuale passeggiante sul ciglio della strada.
Tutto questo è bastato per determinare un caso oserei dire politico e nazionale, sebbene si sapesse chi fosse l'autore di quelle foto, chi fosse l'agenzia, sebbene nei riguardi di questa agenzia ci sia un mandato della Procura a procedere, in quanto ha commesso reati di diverso genere, dalla truffa aggravata a danno di terzi, all'estorsione; sebbene si sapesse che quella foto è relativa e non determina nessun capo di accusa nei riguardi della presunta persona, che si è solo fermata al ciglio di una strada, a parlare con un'altra persona e, poi, ha lasciato il posto in totale solitudine. Nonostante questo, nonostante lo stesso fotografo abbia detto che il servizio era venuto male perchè non c'erano elementi per incastrare il soggetto, Sircana è messo alla berlina. Uno stato normale, un Paese normale, una questione così irrilevante non avrebbe destato neppure l'attenzione delle riviste scandalistiche, quelle che pubblicano scoop adell'ultimo minuto, quelli in cerca assetata di gossip. In Italia tutto questo non avviene e subito, anche se non appurata la notizia, ancora magari non considerata come fondata, ancora poco chiara, su una questione irrilevante, viene subito postata al pubblico ludibrio, solo per aumentare copie, lettori attenti solo ai gossip e di marca benpensante, solo per interessi di guadagno e per soddisfare quale esigenza di informazione? Domanderei a Belpietro, direttore de Il Giornale, la prima testata che ha subito strumentalizzato la notizia, senza neanche appurarne la fondatezza, adesso abbiamo una persona distrutta moralmente, nella propria immagine, se solo esistesse la cultura della separazione tra sfera privata e sfera pubblica e politica. Quale danno ha causato Sircana al mondo della politica? Quale è il reato che ha commesso? Quale è il disonore? Dov'è l'onta? Di che grave atto e delitto si è machciato? Nessuno, solamente è diventata vittima di un mondo sporco, contaminato dalle smanie di successo economico, di profitto, di lucraggio, alle spalle e ai danni di altri, purchè si faccia profitto. Non importa se le notizie sono reali, se sussistono, basta fare audience sul nulla: ed è tanto più ruiprovevole quando questo nulla consiste nel licniare l'immagine di una persona, di un soggetto con una famiglia, con una propria vita sociale. Non importa infangare, basta commettere l'atto che porti al lucro: il resto non importa, neanche se abbiamo difronte una persona, un essere umano, un soggetto con una propria dingità. Ma domando ancora a Belpietro che cosa ha guadagnato dalla sollevazione di questo polverone? E che cosa ha guadagnato affidandosi e strumentalizzando fotrografie fatte escattate dai dei lestofanti truffatori come l'agenzia Corona? Ma dov'è la notizia? Non esiste la notizia, non esiste diritto di informazione in questo campo, in quanto non esiste contenuto, ma esiste solo un inaudito linciaggio mediatico contro una persona. Esprimo solidarietà a Sivlio Sircana e considero quasi questo ignominioso fatto giornalistico, che getta fango sull'immagine della già tanto vituperata informazione italiana, come un pretesto, quasi un pretesto oserei dire, ordito per acuire misure di restrizione di pubblicazione di notizie, da parte dell'autorità sulla privacy: mettiamo il bavaglio a tutto indiscriminatamente, magari anche a fonti che potrebbero informare su fatti ed episodi che sono di interesse collettivo, per esempio le indagini su temi che riguardano le guerre in corso. Tutto sarà criptato da segreto perchè non si tollerano le fughe di notizie. Il pretesto esiste, sussiste, per imbavagliare ulteriormente un'informazione già imbavagliata. Come uscirne? Non si sa. Ma sembra che tutto sia stato ordito per dare occasione a reprimere di più la libertà di informazione, come detto anche dallo stesso Sircana, giustamente. Sparare nel mucchio e chiudere i rubinetti, gettando l'acqua con il bambino: non è un inizio di miglioramento per lo stato già precario di salute della nostra informazione.

Solidarietà indiscussa a Sircana da parte del sottoscritto e denuncia di chi vuole strumentalizzare un caso per lucrare alle spese della dignità di una persona che non ha commesso alcun reato, tanto meno di carattere politico e amministrativo.

Alessandro Rizzo
presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4

Martedì, 20 Marzo, 2007 - 14:45

Prosperini e gli omosessuali

Alle sparate di Prosperini si è abituati ma questa sugli omosessuali le supera tutte x essere delirante.Occorre che con forza il centrosinistra in Consiglio regionale chieda le sue dimissioni e si levino alte grida anche da parte dei vertici nazionali così come ben ha fatto - con assoluta tempestività -il presidente di AN on.le Fini. Basta parole in libera uscita che fomentano odio e razzismo.Chiedo che in ogni Consiglio di Zona e in Consiglio Comunale si presenti una mozione di sfiducia verso Prosperini e si chiedano le sue dimissioni.A.Valdameri consigliere di zona 6 Lista Fo

Martedì, 20 Marzo, 2007 - 14:25

comunicato arcigay contro i deliri di Prosperini

Qualche mese fa abbiamo saputo a Milano della rinnovata esistenza di scritte razziste e omofobe presenti su alcuni muri e vetrine di sedi associative da tempo impegnate a rivednicare i diritti di emancipazione e di libertà degli omosessuali. Le scritte non sono fenomeni da sottovalutare, ma testimoniano il clima rovente che si sta presentando nel nostro contesto cittadino e nazionale, dove manifestazioni discriminanti e di offesa verso diverse persone, per motivi religiosi, etnici e sessuali, si ripetono con costante scadenza temporale, quasi a eliminare ogni presupposto culturale che sia funzionale all'ampliamento di diritti per cittadine e cittadini, a prescindere dalle proprie appartenenze e dalla propria identità soggettiva, come prescrive la nostra Costituzione, come prescirvono diverse dichiarazioni dell'ONU, come prescrive l'anno in corso dedicato al tema delle pari opportunità e dell'eguaglianza degli esseri umani. Non mi stupisce, sebbene mi preoccupa e mi allarma, se la barbarie si manifesta in alcuni interstizi del sostrato sociale attuale, negli animi devastati di personaggi deliranti e dall'equilibrio psicologico insano e precario, nel momento in cui leggo di espressioni a dir poco fasciste e squadriste pronunciate dall'attuale assessore regionale Prosperini, il quale, come riportato nel comunicato dell'Arcigay di Milano, che tengo molto a diffondere e divulgare per la sua giusta portata di denuncia, considera doveroso programmare uno sterminio contro chi ha deciso e scelto liberamente il proprio orientamento sessuale, senza apportare alcun nocumento alla collettività. Decisione individuale e soggettiva ancora perseguitata da parole che non posso che definire "criminali" presenti nelle esternazioni intollerabili di chi ricopre un ruolo istituzionale e di amministrazione della Regione in cui viviamo. Rieccheggiano mostri del passato, fantasmi che ormai credevamo appartenere alle pagine dei libri di storia, che hanno perseguitato intere generazioni e categorie perchè considerate irrazionalmente non accette, secondo arbitri del tutto soggettivi, quindi da annientare, da eliminare fisicamente, da azzerare. Non posso che unirmi con forza e determinazione alle richieste espresse nella lettera pubblica dell'Arcigay, nonchè alla richiesta di una presa di posizione chiara da parte del presidente Formigoni, che si distanzi da quanto espresso dal suo collega di giunta, e che quanto meno provveda a criticarne la portata, la gravità, nonchè le conseguenze pericolose per la convivenza civile e culturale di questo Paese da essa derivanti. Quanto meno occorre che ci sia un atto politico che faccia da detonatore di una simile dichiarazione e provveda a prendere serie disposizioni a riguardo, riscontranti l'incapacità e l'inadeguatezza del soggetto ad assumere profuturo responsabilità amministrative nell'ambito in cui ha operato fino a oggi.
Anch'io, signor Formigoni, attendo come tante altre e tanti altri risposta in merito. Non voglio considerare il suo silenzio come opportunistico segnale di connivenza con tale sciempiaggine.

Alessandro Rizzo
Presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4

ADOLF PROSPERINI NON SI SMENTISCE - INTERVENGA FORMIGONI

Arcigay Milano chiede al Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni un deciso intevento sulle continue abberranti dichiarazioni del suo assessore ai giovani, sport e turismo Piergianni Prosperini.
Non sono più tollerabili i continui incitamenti alla violenza e alla discriminazione omofobica lanciati senza ritegno da Piergianni Prosperini, Assessore regionale lombardo ai giovani, sport e promozione attività turistica.
Frasi come "Sui gay bisognerebbe usare il napalm" proposta in tv, oppure "L'omosessualità è una devianza... Garrotiamoli! Ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta attorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia" dalle pagine del Giornale, sono un atto vergognoso, in particolare se uscite dalla bocca di chi, istituzionalmente, si occupa dei giovani. Che messaggio trasmette alla nuove generazioni?
"Prosperini non è nuovo a uscite del genere" dichiara Paolo Ferigo, presidente dell'Arcigay Milanese "ma se come comune cittadino poteva essere interpretato come un delirante personaggio in cerca di notorietà, in qualità di Assessore regionale è un vero pericolo pubblico."
"L'omofobia e le violenze contro le persone omosessuali, lesbiche e transessuali sono in continuo aumento e invece di messaggi invitanti al rispetto" prosegue Ferigo "dalle Istituzioni ci giungono queste istigazioni alla violenza. Formigoni deve intervenire! Deve stigmatizzare le dichiarazioni espresse da Prosperini e togliergli la delega, scegliendo al suo posto una persona democratica e civile!"
Arcigay Milano non è più disposta a tollerare questo tipo di atteggiamento che ricorda tristemente le persecuzioni hitleriane e resta in attesa di una reazione da Formigoni e da Fini, segretario del partito che "vanta" l'appartenenza di questo assurdo personaggio.

Lunedì, 19 Marzo, 2007 - 16:36

Acqua in Comune

Acqua in Comune

 
Mercoledì 21 marzo 2007, h 17.00

Sala Alessi - Palazzo Marino

Piazza della Scala, 2 - Milano
 
 
Il 21 di Marzo a Palazzo Marino il Comitato Milanese per l’Acqua Pubblica, in accordo con la Presidenza del Consiglio Comunale e le forze politiche cittadine, ha organizzato un Convegno sulla collocazione amministrativa della gestione del servizio idrico integrato di Milano, sulla natura pubblica o privata di tale gestione.
Per il Comitato è l’apertura di un confronto tra le istituzioni cittadine e la società civile. Un confronto prima di tutto di informazione nel merito di questi problemi, di stimolo allo sviluppo di una cultura dell’acqua come bene comune e di inizio di un percorso partecipativo, premessa indispensabile di ogni decisione.
Siamo convinti che sia necessario ed urgente avviare questo confronto, che chiami tutti gli attori in campo a misurarsi con la riduzione delle disponibilità idriche e con la necessità di riflettere su cos’è un bene comune, senza il quale non esiste nemmeno l’idea della comunità e della politica.
Parteciperanno al convegno, tra gli altri, i Presidenti e i Direttori delle maggiori aziende di gestione del servizio idrico di Milano e Provincia, il Presidente del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua. Concluderà gli interventi Alex Zanotelli, Padre Comboniano che da anni è impegnato nel riconoscimento del diritto all'acqua per tutti.
Per qualsiasi informazione:
Cristina Sossan, Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua, 02.4079213

Lunedì, 19 Marzo, 2007 - 16:33

Daniele Mastrogiacomo è libero

da www.repubblica.it

La prima telefonata: Grazie a tutti! E' stato consegnato all'organizzazione umanitaria Emergency nell'ospedale di Lashkar-gah nel Sud dell'Afghanistan. La prima telefonata al direttore e alla moglie: "Ringrazio tutti; sentivo che non mi avevate abbandonato e questo mi dava forza e coraggio, ma ci sono stati dei momenti in cui ho temuto veramente di essere ucciso da un momento all'altro". E' rimasto incatenato per tutta la prigionia durata 15 giorni, costretto a cambiare continuamente prigione. Gino Strada: "Sta bene. E' in grande forma. E' giunto qui da uomo libero". Notizie contrastanti sulla sorte dell'interprete Adjmal Naskhbandi ma il reporter assicura: "L'ho visto libero".

Lunedì, 19 Marzo, 2007 - 15:39

Interrogazione sui livelli esposizione al rumore

Alla cortese attenzione
del presidente della Commissione Territorio
Giorgio Tomellini
del presidente della Commissione Edilizia
Bruno Bernardi

 
 
Interrogazione alla Commissione Territorio e alla Commissione edilizia per indire una riunione con un punto all’ordine del giorno sulla verifica e sul monitoraggio dei livelli minimi reali di esposizione al rumore esistenti presso i cantieri edilizi presenti attualmente nel territorio circoscrizionale
 
Considerato che
 
l’articolo 6 della Legge Quadro in materia di prevenzione e risanamento dell’inquinamento acustico assegna ai comuni i compiti di classificazione acustica del territorio, con conseguente adeguamento degli strumenti urbanistici e successiva adozione dei piani di risanamento
 
Visto che
 
Per la stessa normativa quadro i comuni hanno il compito di rilevare e controllare le emissioni sonore prodotte dai veicoli
 
Premesso che
 
Esistono e sussistono deroghe ai valori limite per attività temporanee edili in luogo pubblico, definite tramite regolamento o delibera comunale, che rilasciano autorizzazioni in deroga ai valori limite di inquinamento acustico per le stesse attività
 
Preso atto
 
Del fatto che esistono particolari limiti prefissati dal DCPM del 1 marzo 1991 in tema di livelli minimi di esposizione al rumore, e precisamente nelle zone residenziali 65 decibel nelle ore diurne, 55 decibel nelle ore notturne, con le variazioni a cui tali limiti sono suscettibili da parte del Comune
 
Si chiede con la presente
 
Alla Commissione Territorio e alla Commissione Edilizia di monitorare le varie convenzioni e le procedure dei lavori edilizi presso i cantieri presenti nella circoscrizione, verificando se vengono ottemperate le normative regolamentari, in merito alla materia cantieristica, finalizzate alla rimozione delle cause di forme di inquinamento acustico e, nel caso esistano violazioni, verificare presso l'Ufficio Inquinamento Acustico la sussistenza di particolari deroghe per i livelli, nonchè, in caso contrario, segnalare al medesimo Ufficio la violazione. Si chiede altresì di verificare le cause delle inottemperanze riscontrate tramite monitoraggio e di provvedere a definire in commissione congiunta per definire proposte da portare all’Autorità competente centrale per aggiornare le necessarie misure di intervento e proposte per prevenire fenomeni di tale portata, nocivi per la salute della cittadinanza residente.
 
Alessandro Rizzo
Presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4

Domenica, 18 Marzo, 2007 - 21:11

17 marzo 2007 simbolo di pace a Roma

Siamo andati in onda sui TG nazionali in Italia
Ciao!
La manifestazione e il simbolo della pace che abbiamo
realizzato il 17
marzo a Roma in Italia sono stati trasmessi dai
telegiornali nazionali
delle tre reti RAI (i canali pubblici in Italia):
- RAI3 ore 19:00 in coda al TG (tempo 27:20 nel TG) con
inclusa
un'intervista a Giorgio Schultze
- RAI2 ore 20:30 al tempo 7:12, ci hanno citato e
inquadrato
- RAI1 ore 20:00 al tempo 7:29, ci hanno solamente
inquadrato
So che siamo stati trasmessi anche su altri canali, ma non
sono riuscito
a procurare i TG, mentre per i canali RAI, sono visibili
dalla pagina
web seguente:
http://www.raiclick tv.it/raiclickpc /secure/list_ tg.srv?id= 1879#
i TG rimarranno in archivio online solo per alcune ore.
Una foto del nostro simbolo è già su:
http://www.europefo rpeace.eu/ images/upload/ simbolopaceRoma1 7marzo2007. jpg
A presto!
Pietro Cirrincione

Domenica, 18 Marzo, 2007 - 21:06

Denuclearizzare Ghedi

IL CASO. Nasce un comitato per «disarmare» l’aerobase
Denuclearizzare Ghedi Offensiva multimediale
 
L’altra sera Ghedi ha tenuto a battesimo il «Comitato popolare contro le armi nucleari». La nascita è stata salutata nel corso di un’assemblea pubblica alla presenza di Tiziano Tissino, dei Beati i Costruttori di pace del Comitato di Aviano che ha denunciato il Governo statunitense per violazione di trattato internazionale e per messa in pericolo della vita e della sicurezza dei cittadini: la prima udienza è fissata per il 28 marzo.
Fra gli ospiti anche Olol Jackons, figlio di un ufficiale statunitense di Vicenza che ha raccontato il disagio della città, sottolineando come tra l’altro le basi americane gravino sulle tasche degli italiani.
Dopo l’introduzione di Angelo Bressana di Rifondazione comunista - è toccato a Sauro Di Giovanbattista presentare documenti ufficiali di provenienza statunitense e fotografie che testimoniano la presenza di ordigni nucleari a Ghedi.
«Siamo di fronte a una doppia illegalità - ha spiegato Di Giovanbattista -. Il Governo italiano ha firmato infatti un trattato in cui si impegna a non ospitare bombe nucleari. Gli Usa a loro volta hanno siglato un impegno a non cedere, depositare o stoccare i loro ordigni al di fuori del loro territorio». Il Comitato procederà con una serie di richieste: in primo luogo lo smantellamento delle armi nucleari sul territorio italiano e l’affidamento alla base di Ghedi di funzioni meramente difensive. Come terza richiesta, visto che all’interno esiste un Piano di sicurezza per il personale militare, che vengano diffuse le informazioni necessarie a varare Piani di protezione civile specifici nei paesi del bacino dell’aerobase.
A proposito della presenza delle bombe B 61, quindi ordigni a gravitazione sganciate dagli aerei, il Comitato diffonderà un questionario tra la popolazione della Bassa per conoscere il grado d’informazione e le opinioni dei cittadini in merito al problema.
Inoltre verrà diffuso materiale audiovisivo fra gli studenti con lo scopo di organizzare assemblee negli istituti superiori.
Il sindaco di Ghedi, Anna Giulia Guarneri, pur non aderendo al Comitato, ha deciso d’inoltrare ai ministeri dell’Interno e della Difesa l’ennesima informativa, per elaborare eventuali Piani di sicurezza e di evacuazione.
Il primo cittadino chiederà inoltre che si proceda a denuclearizzare la base. In particolare il sindaco si sta muovendo anche per avere un contatto diretto con i ministeri interessati, visto che precedenti richieste di informazioni nel 1995 e nel 1999 avevano ottenuto risposte piuttosto generiche, anche se esprimevano una volontà di rinegoziare la presenza del nucleare sul territorio italiano.
Come ultimo passo l’Amministrazione civica coinvolgerà i sindaci dei paesi limitrofi per essere confortato e per fare maggior peso alla richiesta di informazioni e di interventi da parte del Governo centrale.
Milena Moneta
 
 

(Bresciaoggi 16/3/2007)

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