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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Domenica, 8 Giugno, 2008 - 13:27

BYE BYE BERLUSCONI STORY

BYE BYE BERLUSCONI
STORY
TRAMA
Riassunto del film

SATIRA E' QUANDO, NONOSTANTE TUTTO, SI RIDE!
Articolo del regista Jan Henrik Stahlberg sulla nascita del film

AZIONI SATIRICHE
Il sosia di Berlusconi inganna l'Europa

CHE FINE HA FATTO BYE BYE BERLUSCONI ?
Diario dell'impossibile distribuzione del film in Italia. Di Lucia Chiarla

Sabato, 7 Giugno, 2008 - 16:53

COMUNICATO ROM E SINTI INSIEME

COMUNICATO ROM E SINTI INSIEME 

La schedatura della famiglia Bezzecchi ci sembra segnare un salto di qualità
nell'azione contro i cittadini rom che, dopo i tanti episodi di intolleranza
e xenofobia, ora riguarda l'azione istituzionale, in questo caso del
"commissario speciale per la questione rom".
Per rompere il silenzio e dare un senso ai molti appelli circolati, dopo uno
scambio di opinioni con Corrado Mandreoli, Laura di Martino e Tommaso Vitale
in occasione dell'iniziativa dell'ARCI di ieri,  vi facciamo una proposta
concreta di iniziative che aggreghi senz pregiudiziali se non quelle della
tutela del diritto e dell'accoglienza solidale.
Una proposta che tenga anche conto del danno che procurerà l'iniziativa
"antirazzista" del 13-14 in concomitanza con il raduno fascista in
Triboniano.Proponiamo di indire un presidio per il 12 alle ore 12 davanti
alla prefettura con conferenza stampa nella quale si denunciano il clima
xenofobo prodotto di una campagna di intolleranza nei confronti dei migranti
e dei rom, l'anticostituzionalità e la violazione dei diritti umani delle
pratiche di schedature dei cittadini italiani di etnia rom, si chiede il
divieto del raduno nazifascista e insieme si lancia la giornata del 21,
proposta dall'ARCI come una pacifica occasione di confronto sulla questione
della legalità e dei diritti dei rom e dei migranti e una festa partecipata.
La conferenza stampa del 12, anticipando sulla stampa la manifestazione del
14, ci aiuta a far vedere che c'è chi lavora a fianco dei rom e dei loro
diritti in modo pacifico e aggregante  e a promuovere la partecipazione alla
giornata del 21. Nell'uno e nell'altro caso fondamentale è la partecipazione
dei rom e, anche, un lavoro di attenzione - noi, per quello che possiamo lo
faremo nei prossimi giorni - tra i rom di Triboniano stando loro vicini per
evitare gli effetti nefasti per loro dell'iniziative del 13-14.

Giorgio Bezzecchi, Dijana Pavlovic, Paolo Cagna Ninchi,
-
Il 06/06/08, Dijana Pavlovic<dijana.pavlovic@fastwebnet.it> ha scritto:

> COMUNICATO STAMPA

> Alle 5.30 di oggi la polizia ha schedato e fotografato la famiglia
> Bezzecchi, nel loro campo regolare di Milano-Rogoredo. tutti cittadini
> italiani il padre scamparto ai campi di sterminio, il figlio medaglia
> d'oro al valor civile. Questo atto si colloca in un'altra pagina della storia,
> una pagina che credevamo chiusa per sempre. La schedatura su base etnica di
> cittadini italiani con una storia come quella dei Bezzecchi supera le
> nostre peggiori previsioni in un crescendo di atti di violenza xenofoba e
> razzista:violata la costituzione, violati i  diritti della persona con modalità
> arroganti e vili. Ma ora oltre alla dovuta solidarietà ai Bezzecchi e ai rom
> oggetto di una caccia odiosa, più che le parole di sdegno crediamo che
> servano atti da parte di coloro che si preoccupano della deriva che sta
> assumendo questo paese: non più tacere o stigmatizzare ma una campagna di
> mobilitazione, una campagna culturale.
>Per questo proponiamo alle associazioni rom, alle forze politiche e
> sociali,ai cittadini, che questa mobilitazione parta da un presidio immediato
> davanti al prefetto di Milano, il "commissario straordinario per la questione rom",
pensando poi anche a una manifestazione nazionale con unapiattaforma al cui centro ci sia il ripristino dei criteri fondamentali della convivenza civile, l'accoglienza, il rispetto e la tutela di tutte le etnie, il rifiuto della criminalizzazione della povertà e della diversità.
>Comitato Rom e Sinti insieme

Sabato, 7 Giugno, 2008 - 08:46

Nuovo termovalorizzatore a Segrate?

Accordo con la Provincia, ora deciderà la Giunta

Cinque comuni danno l’ok: termovalorizzatore a Segrate

Il nuovo termovalorizzatore milanese si farà e sarà con ogni probabilità a Segrate. In allegato l’articolo de La Repubblica.

 

Venerdì, 6 Giugno, 2008 - 16:12

Attualità - La schedatura dei rom

già pubblicato su
http://noirpink.blogspot.com/2008/06/milano.html

Milano. Quartiere Rogoredo. Alba. Casa della famiglia Bezzecchi. Il bisnonno e il nonno sono stati vittime del Porajmos, lo sterminio dei rom da parte del nazi-fascismo. Il secondo è sopravvissuto, il primo no. Il padre è il vice-presidente nazionale dell'Opera Nomadi.
Milano. Quartiere Rogoredo. Alba. Casa della famiglia Bezzecchi. La casa di una famiglia di persone con cittadinanza italiana. Ma il supercommissario per i nomadi forse lì vede non una casa ma solo un campo, non persone con cittadinanza italiana (quest'ultimo, poi, è solo un significativo dettaglio) ma una razza sconosciuta e inquietante.
Milano. Quartiere Rogoredo. Alba. Casa della famiglia Bezzecchi. Arriva la polizia. Li scheda tutti. Li fotografa tutti.
Non fotografa solo lei, la Democrazia. Era momentaneamente assente.

La notizia:
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-7/censimento-campi-rom/censimento-campi-rom.html

La lettera aperta di Giorgio Bezzecchi (si possono inviare messaggi di solidarietà agli indirizzi romanodrom@libero.it o segreteria@operanomadimilano.org):

Sono passati 60 anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza" di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di ''internamento degli zingari italiani" in campi di concentramento (Circ. Bocchini 27/04/41), quei "campi del Duce" di cui in Italia si è preferito perdere la memoria. Ricordare per non dimenticare. Sono passati sessant'anni, ma le preoccupazioni, la percezione del pericolo, i provvedimenti pubblici sono gli stessi di oggi. È agghiacciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano. Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani. Nessuna collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata (vergogna)! Mi appello alla società civile, chiedo un sostegno per le comunità di Rom e Sinti milanesi... voci dal silenzio… Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre, cittadino italiano, che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia)... Mio nonno deportato a Birkenau è uscito dal camino… VergognaMi vergogno, in questo momento, di essere cittadino italiano e cristiano. Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia, di urlare il proprio dissenso per questa politica razzista, incivile e becera. Ricordo e non dimentico che oggi siamo noi e domani...

Rag. Giorgio Bezzecchi (Rom, medaglia d'oro al valor civico), Milano, 05/06/2008
Venerdì, 6 Giugno, 2008 - 15:15

Comunicato Stampa dell'Opera Nomadi

COMUNICATO STAMPA

 
L’operazione di controllo di un insediamento rom, che ha preso il via questa mattina verso le ore 5,00 in Via Impastato 7 a Milano e che ha riguardato c.ca 35 persone, cittadini italiani residenti a Milano da oltre 4 decenni, ha dato il via a quella che era stato preannunciata nei giorni scorsi dal Commissario Straordinario e Prefetto di Milano come un più vasto censimento di tutte le comunità rom e sinte presenti a Milano e nella Provincia.
C.ca 50 agenti di Polizia di Stato, Polizia Locale e Carabinieri hanno fotografato i documenti d’identità di tutti gli appartenenti alla comunità (dati per altro già in possesso delle autorità comunali e dell’anagrafe di zona presso cui sono regolarmente iscritti), configurando così l’intera operazione come una vera e propria schedatura su base “etnica” di una parte di concittadini, in violazione dei più elementari diritti costituzionali delle persone.
L’operazione è avvenuta in assenza della stampa e di organismi autonomi di controllo, ragione per cui è ipotizzabile che gli interventi che seguiranno negli altri insediamenti, dove la consistenza numerica dei Rom e Sinti è assai maggiore e i problemi sociali più rilevanti, potrebbero dar luogo ad abusi d’autorità e procedure irregolari ancor più gravi per le persone che saranno identificate.
L’Opera Nomadi chiede che al più presto vengano quindi date effettive garanzie di tutela e rispetto dei diritti delle persone che saranno sottoposte ad operazioni di censimento del territorio e che  queste avvengano nel pieno rispetto delle leggi vigenti, anziché configurarsi come iniziative discriminatorie su base etnica.
Per fare questo si chiede che alle operazioni venga autorizzata la presenza di un comitato di controllo indipendente sul modello di quelli previsti dall’OSCE.
Nelle ultime 24 ore sono giunte all’Opera Nomadi di Milano perché trasmettessero alle famiglie di via Impasto centinaia di lettere di solidarietà da parte di autorità politiche, culturali e associative nonché di cittadini e di molti ex deportati nei campi di concentramento.
Tutti hanno ugualmente manifestato per iscritto la loro indignazione e profonda preoccupazione per quanto sta accadendo.

Venerdì, 6 Giugno, 2008 - 14:31

"CENSIMENTO" ROM: A MILANO CITTADINI ITALIANI SCHEDATI PER ETNIA

"CENSIMENTO" ROM: A MILANO CITTADINI ITALIANI SCHEDATI SU BASE ETNICA
di lucmu (del 06/06/2008)
Quanto successo stamattina nel piccolo insediamento rom di via Impastato a Milano ci lascia sbigottiti e sconcertati e, soprattutto, getta un’ombra pesante sulle nostre istituzioni. Tanto per capirci, quello che è successo oggi a Milano sarebbe considerato totalmente illegale nella Francia di Sarkozy.
Infatti, in questi giorni è partito il “censimento” dei rom presenti nell’area metropolitana, come deciso dal Commissario straordinario per l’emergenza rom, il Prefetto Lombardi. E così, stamattina all’alba una cinquantina tra agenti della Questura e della Polizia Locale di Milano e Carabinieri ha bloccato il “campo” di via Impastato, impedendo ai presenti di allontanarsi e procedendo all’acquisizione e alla copiatura dei documenti di identità.
Vista la pessima aria che tira, si direbbe nulla di straordinario, se non fosse per alcuni particolari molto significanti. Cioè, il “campo” di via Impastato, autorizzato dal Comune di Milano e in piena regola, è abitato da circa 35 persone, appartenenti alla famiglia Bezzecchi. Sono tutti cittadini italiani da generazioni e residenti a Milano, i meno giovani tra loro da lunghi decenni. E, infatti, i documenti di identità copiati e schedati dalle forze dell’ordine altro non erano che le normalissime carte d’identità del Comune di Milano.
Quindi, tutti schedati, compreso l’anziano Bezzecchi che porta con sé una memoria greve. Quella del suo internamento, perché zingaro, nel campo di concentramento fascista di Tossicia nei primi anni Quaranta e quella dello sterminio di suo padre, sempre perché zingaro, nel campo di concentramento nazista di Birkenau.
Insomma, se la Prefettura e il Comune volevano sapere chi sono costoro che abitano in via Impastato, bastava consultare il computer dell’anagrafe. Che l’intervento di oggi non possa trovare giustificazione alcuna è peraltro confermato dal fatto che non risultano da nessuna parte denunce penali di alcun tipo, per il semplice motivo che i cittadini del “campo” lavorano e si guadagnano il pane con il sudore della fronte.
La verità è che ormai il clima di ostilità preconcetta nei confronti delle popolazioni sinti, rom e camminanti, in buona parte costruito ad arte da una politica senza scrupoli, ha superato anche l’ultimo limite, quello più delicato. Quando le istituzioni pubbliche procedono a schedature di massa su base etnica, con metodi spicci e polizieschi, e persino a prescindere dai concetti di cittadinanza e di eguaglianza davanti alla legge, allora siamo di fronte all’inaccettabile, alla rottura con la nostra Costituzione e con la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. In altre parole, si sta materializzando il fantasma del razzismo istituzionale.
Il Commissario Lombardi ha il preciso dovere di porre immediatamente fine a queste pratiche contrarie all’umanità e allo stato di diritto. E le forze politiche e sociali, gli uomini e le donne della nostra città che hanno a cuore la democrazia e il futuro hanno il dovere di ribellarsi a questa porcheria.
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
Venerdì, 6 Giugno, 2008 - 14:15

Inizia la schedatura delle famiglie di rom e sinti italiani

Giorgio Bezzecchi è vice-presidente nazionale dell'Opera Nomadi e da anni lavora per la promozione sociale, politica e culturale dei rom a Milano. La sua famiglia vive in un campo a Milano, il padre è stato deportato in un campo di concentramento, a cui fortunatamente è sopravvissuto. Il nonno, deportato in un altro campo non è sopravvissuto. Domani tutta la sua famiglia sarà fotografata e schedata, conformemente alle attuali decisioni del prefetto che prevedono un rilevamento completo di tutti i rom residenti nel territorio milanese. E' stato deciso un rilevamento di identità da parte della polizia su base esclusivamente etnica. 

Per inviare messaggi di solidarietà è importante scrivere sia all'indirizzo dell'opera nomadi di Milano, sia della cooperativa Romano Drom, di cui Giorgio è presidente.

Testo della lettera di Giorgio Bezzecchi ( Rom-medaglia d'oro al valor civico):
Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani ( censimento fotografico e schedatura-Polizia), domani mattina, presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzechi).    Sono passati sessant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza" di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di "internamento degli zingari italiani" in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41), quei "campi del Duce" di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.
"RICORDARE PER NON DIMENTICARE"
Sono passati sessant'anni, ma le preoccupazioni, la percezione del pericolo, I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI.
E' agghiacciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano. 
Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni  è giustificata ( VERGOGNA)...
Mi appello alla società civile,chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi.............voci dal silenzio........
Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre,CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia)....  mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino......  VERGOGNA!
MI VERGOGNO,IN QUESTO MOMENTO, DI ESSERE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO.................
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia ,di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista,incivile e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani..............................
Milano,05/06/2008
Rag. Giorgio Bezzecchi ( Rom -  medaglia d'oro al valor civico)

Venerdì, 6 Giugno, 2008 - 11:02

La Bicocca annulla l'assemblea studentesca del KOB

Milano - Università Bicocca annulla assemblea studentesca "Master in Bicocca? No slave!, introduzione al modo del Bondage disciplina sado-masochista"
La motivazione è che la locandina non era adatta all’ambiente universitario
Oggi in Bicocca il rettore ha annullato un’asssemblea studetesca organizzata dal KOB, Kollettivo Omosessuale Bicocca, che tra l’altro era stata approvata dal bando mille lire, con la motivazione che il volantino non era conforme all’ambiente universitario perchè riportava un paio di manette che contenevano i simboli del Kob e della Bicocca.
Ad un’ora dall’inizio dell’assemblea han chiuso l’aula e sospeso l’iniziativa sfollando la gente presente, compresi i relatori invitati.
Questa conferenza è una parte di un workshop organizzato da diversi docenti, che si era tenuto anche a roma tempo fa e di cui oggi veniva presentata una parte.
I relatori erano due professori universitari che già in altre università avevano esposto queste lezioni, che avevano come tema non il sado-masochismo, ma un approccio dal puinto di vista clinico a questo tipo di sottocultura.
Lunedì prossimo c’è già in programma un’iniziativa del collettivo legata a questa.
Guarda la locandina dell’iniziativa >>>> http://s278.photobucket.com/albums/kk108/hitto_enkeli/?action=view&current=BDSM.jpg
Ascolta l’intervista a Elisa del Kollettivo Omosessuale Bicocca : >>> http://www.globalproject.info/IMG/mp3/080605_elisa_kob.mp3

Venerdì, 6 Giugno, 2008 - 10:56

ARCIGAY/ARCILESBICA: AL PRIDE DI MILANO VA IN SCENA IL SILENZIO

COMUNICATO STAMPA

Bologna, 4 giugno  2008

MILANO. ARCIGAY/ARCILESBICA: AL PRIDE DI MILANO VA IN SCENA IL SILENZIO
All'ingresso di Piazza Duomo migliaia di gay e lesbiche con il cerotto sulla bocca

A Milano sabato 7 giugno, alle ore 17 con partenza da via Palestro, si terrà il Pride che sfilerà come  di consueto nel centro della città toccando piazza della Scala, piazza Duomo, per concludersi al Castello Sforzesco. Lo slogan della manifestazione è "…ma non togliamo il disturbo", affermazione che richiama il fatto che da molti anni si chiede l'ottenimento di alcuni diritti umani da parte della  comunità lgbt italiana e, per colpa di una politica ipocrita, arretrata, nel nostro paese non si riescono ad approvare leggi ormai presenti in tutta Europa.

Durante il corteo, all'approssimarsi di piazza Duomo, la musica dai carri verrà spenta, il corteo d'improvviso diventerà muto, e tutti i partecipanti metteranno un cerotto in bocca per protestare contro la volontà della politica e delle gerarchie cattoliche di farci stare zitti. Un gesto forte, che vuole anche ricordare il silenzio sociale in cui sono costretti milioni di lesbiche e di gay, per paura di essere uccisi, violentati, aggrediti, discriminati. La più gran comunità lgbt italiana darà così un segnale politico preciso, in preparazione del Pride nazionale di Bologna del 28 giugno. Dopo questa manifestazione silenziosa del nostro dissenso, riesploderanno la musica, i balli, le parole del Pride, per riaffermare che noi, comunque non toglieremo il disturbo!
Paolo Ferigo
presidente Arcigay Cig di Milano
Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay
Stefania Cista
presidente Arcilesbica Zami di Milano

Francesca Polo
presidente nazionale Arcilesbica
Venerdì, 6 Giugno, 2008 - 10:36

La difficile scelta di Mr. Obama

La difficile scelta di Mr. Obama
Marco d'Eramo
da Il Manifesto del 5 giugno 2008

Se a novembre Barack Obama non vincesse le elezioni, sarebbe una tragedia per tutti noi. Non che si possano riporre speranze vertiginose nel senatore dell'Illinois. Ma una sua sconfitta significherebbe che la democrazia parlamentare occidentale non è in grado di sanzionare nemmeno un'amministrazione, quella di George W. Bush, che in otto anni ha commesso innominabili abomini: un milione di iracheni e 4.500 soldati Usa morti per nulla, le garanzie costituzionali gettate nelle discariche, l'habeas corpus abrogato, la tortura legittimata, l'ambiente devastato, la gestione cinica dell'economia, i regali ai ricchi, l'inflazione mondiale, il prezzo delle derrate alimentari, tutti fenomeni riconducibili alle politiche dell'ineffabile coppia Bush-Cheney.
Però la strada si presenta ardua per Obama. Soprattutto, sarà necessario per lui tornare a fare politica, qualcosa cioè che nell'epica battaglia con Hillary Clinton era scomparso. Finora la dimensione identitaria ha offuscato gli argomenti che stanno a cuore agli elettori: la propria vita, il proprio benessere, un ragionevole accordo con la propria coscienza. Il titanico scontro tra «la donna» e «il nero» nascondeva una più prosaica verità: su tutti i problemi concreti, le differenze tra i due sono marginali e spesso le loro posizioni indistinguibili. Paradossalmente, è stato molto più politico il processo di selezione repubblicano che ha scelto in McCain una sorta di anti-Bush di destra e che ha puntato a cambiare le gerarchie del proprio blocco sociale riducendo la prominenza del fattore religioso.
In campo democratico invece si è parlato finora di quel che i sociologi chiamano «gruppi primari» e i sei mesi di primarie non hanno fatto altro che evidenziare le molteplici fratture che spaccano il blocco sociale democratico secondo linee etniche, razziali, generazionali, di classe: ispanici, bianchi poveri e incolti, donne bianche e anziani dal lato di Hillary; bianchi agiati, neri, giovani, strati culturalizzati per Barack. La riprova più paradossale si è avuta pochi giorni fa a Portorico, la cui popolazione è a stragrande maggioranza costituita da ispanici neri: ebbene, nelle primarie, i portoricani hanno deciso di essere ispanici con Hillary contro il nero Obama.
È per queste fratture che il silenzio di Hillary Clinton sulle proprie intenzioni incombe grave sui democratici. In fondo la senatrice di New York ha ottenuto più (o altrettanti) voti popolari di Obama, ha dalla sua tutti i grandi stati (New York, California, Massachusetts, Texas) e ha conquistato gli stati oscillanti, quelli che potrebbero dare la vittoria a novembre (Ohio, Florida, New Mexico, West Virginia). Insomma Hillary rappresenta metà del partito non solo per genere o per consenso popolare, ma per struttura sociale.
Obama si trova perciò in una tenaglia. Se non imbarca Hillary nel proprio ticket, si aliena metà dei propri probabili elettori e il 4 novembre sarà una gara a chi subisce meno astensioni, di bigotti per John McCain, di donne, ispanici e bianchi poveri razzisti per Obama. Ma se imbarca Hillary come vicepresidente, Obama fa il pieno dell'ostilità repubblicana per un nero e per una donna, ottenendo «l'intersezione del consenso e l'unione del dissenso». Ecco perché la risposta che Obama e la leadership democratica debbono dare al problema Hillary non può essere funzionale, ma deve essere politica, perché politico è il problema.
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