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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Giovedì, 15 Gennaio, 2009 - 14:14

attivazione del progetto e-21, fasi operative


Gruppo Consiliare La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano
via Oglio, 18
20139 Milano tel. 02 884.58400
fax 02 884.58418
Milano, 18 dicembre 2008
 
Alla c.a.
Della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano;
Dell’Assessorato alle Aree Cittadine del Comune di Milano;
Dell’Assessorato alla Ricerca, Innovazione, Capitale Umano
Del Settore alle Aree Cittadine del Comune di Milano;
del Consiglio di Zona 4 di Milano e di tutte le sue componenti
 
 
 
 
Interrogazione: attivazione del progetto e-21, stato attuale dell’iniziativa e fasi operative
 
 
Il 12 gennaio 2008 presso la Sala delle Tempere di Palazzo Marino a Milano alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri, di diverse consigliere e consiglieri circoscrizionali, tra cui il sottoscritto, di una consigliera comunale dell’opposizione, Milly Bossi Moratti, si è avuto un incontro aperto al pubblico dal titolo “Cittadine e cittadini che ci credono”, dove si è discusso ampiamente, con riferimenti di altre realtà comunali, in particolare Brescia, Lecco, Como e Varese, dell’attivazione a Milano dell’esperienza del Progetto e-21, ossia una proposta, diffusa su territorio nazionale, che vuole alimentare e promuovere canali di partecipazione via rete e di maggiore trasparenza e informazione, comunicazione tra cittadinanza, da una parte, e amministratrici e amministratori, dall’altra, al fine di valorizzare i contenuti di democrazia e di collettivizzazione delle scelte che riguardano la città.
Molti Consigli circoscrizionali, tra cui il nostro Consiglio di Zona 4, hanno fatto propria l'esperienza di "e-participation", aprendo forum di discussione all'interno del portale di partecipaMi, iniziativa di Rete Civica di Milano, promotrice del suddetto incontro pubblico, sulle attività, iniziative promosse dal consiglio, e sulle libere istanze da parte della cittadinanza indirizzate allo stesso organo circoscrizionale. I forum sono aperti e garantiscono condivisione plurale di temi che interessano il proprio territorio e la propria comunità.
La e-participation, quindi, è quel modello di accesso all'informazione e alla condivisione di scelte e di proposte, di discussione diretta con i rappresentanti amministratori, di formulazione di idee e di istanze, di costituzione di una collegialità diffusa, tramite diversi canali via rete, quali il Meeting on-line regolato, collegamenti istantanei nei forum e in assemblee pubbliche, virtuali e non, con notevole risparmio di tempo e di risorse nell'organizzazione, l’Agenda e-21, la Web Map, l’Anagrafe, quest’ultimo volto a garantire una maggiore trasparenza nell’informazione che riguarda l’amministrazione economica del Comune e dell’Ente, nonché informazioni che facilitano una maggiore conoscenza delle dirette e dei diretti rappresentanti istituzionali.
La e-democracy nel sistema attuale di società delle informazioni e delle comunicazioni, dove la tecnologia diventa strumento di accesso e collegialità interessante e avanzato, è un presupposto essenziale che aiuta a rendere reale la democrazia, in un'epoca di crisi della semplice "democrazia della delega" e nella necessaria ricerca di modelli partecipativi e collegiali di discussione e di condivisione di scelte.
Nell’incontro promosso da Rete Civica si era addivenuti a promuovere anche a Milano un collegamento diretto con il Consiglio Comunale e a forme di discussione che prevedessero, oltre ai canonici strumenti sopra riportati, CityMap, agenda e-21, progetto e-21, anagrafe delle elette e degli eletti, certificazione, e-governement, il raggiungimento finale attraverso i forum di una sintesi dei differenti interventi, tramite la piattaforma "wiki".
Questo strumento di programmazione garantirebbe che i vari interventi si sommino in modo interagente, costituendo, così, una sintesi finale che veda l'elaborazione di un documento condiviso e concepito come integrazione tra le proposte. Ricordo che esperienze di questo tipo sono già ampiamente avviate a Como, Lecco, San Donato, Pavia con lo strumento istituzionale dell'Agenda e-21, riconosciuta dall'Associazione Informatica e Reti Civiche della Lombardia (A.I.Re.C.) come strumento più avanzato per realizzare la convenzione realizzata a livello internazionale riguardante l’Agenda 21, ossia la modalità di partecipazione civica indirzzata a realizzare uno sviluppo sostenibile.
Si chiede
-                       All’Assessorato alla Ricerca, Innovazione, Capitale Umano se sussistano le condizioni per avviare strumenti di e-partecipation a livello tecnologico nell’ambito comunale, aprendo spazi che garantiscano Meeting on-line regolati e forme di diretta comunicazione e informazione per la cittadinanza nei riguardi delle amministratrici e degli amministratori, nonché nei riguardi delle consigliere e dei consiglieri, comunali e circoscrizionali;
-                       Alla Presidenza del Consiglio del Comune se sussiste l’intenzione di riportare la discussione su Progetto e-21 e su forme di collaborazione attiva e proficua con Rete Civica Di Milano, organizzazione da tempo riconosciuta come promotrice di canali di partecipazione on-line diretta a livello civico, in un punto all’ordine del giorno delle prossime riunioni di consiglio, al fine di vagliare un procedimento di accoglimento di forme di e-partecipation ufficiali nell’ambito comunale, con il coinvolgimento diretto dei Consigli di Zona e del settore decentramento cittadino;
-                       Al Settore Aree Cittadine e all’Assessorato alle Aree Cittadine se sussista un progetto di estensione delle forme di partecipazione democratica sui territori, attuando, così, le disposizioni internazionali istitutive dell’Agenda 21, anche amplificandone la portata attivando canali e veicoli virtuali di e-partecipation, come avviene già in diversi contesti cittadini lombardi attraverso il Progetto e-21
 
 
Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano

Giovedì, 15 Gennaio, 2009 - 14:11

corse della linea 84 dell’ATM dirette a San Donato

 
 
Gruppo Consiliare La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano
via Oglio, 18
20139 Milano tel. 02 884.58400
fax 02 884.58418
Milano, 15 gennaio 2009
 
Alla c.a.
Della Direzione ATM Milano;
Dell’Assessorato alla Mobilità del Comune di Milano;
Della Commissione Territorio, Mobilità e Ambiente del Consiglio di Zona 4 di Milano
 
 
 
 
Interrogazione: corse della linea 84 dell’ATM provenienti dal centro e dirette a Rogoredo/San Donato e pensilina assente alla fermata della linea del tram 9 e 29 in direzione Stazione Centrale in Piazzale Medaglie d’Oro
 
 
Si evidenzia
 
Da diversi utenti l’assenza di un adeguata continuità del passaggio della linea 84 in direzione San Donato
 
Si sottolinea
 
In particolare che solo metà delle corse effettuate prosegue fino a San Donato, mentre le restanti si fermano a Rogoredo o in Piazzale Corvetto
 
Preso atto del fatto che
 
Spesso la direzione della vettura non è apportata e che questo non viene neppure evidenziato nel display delle banchine di attesa nelle varie stazioni della linea
 
Si prende occasione
 
Di sollevare la questione riguardante l’assenza di una pensilina adeguata, come è presente nella parte opposta, alla fermata della linea dei tram 29 e 9 in direzione Stazione Centrale in Piazzale Medaglie d’Oro
 
Si chiede
 
-         Alla Direzione dell’ATM il motivo della riduzione delle corse della linea d84 verso San Donato e verso Rogoredo, da che cosa sia dovuto il dimezzamento delle medesime e se è temporaneo;
-         Al Settore Mobilità del Comune di Milano e al Settore Arredo Urbano se sussiste l’intenzione di completare l’appostamento di pensiline nelle varie stazioni delle linee dell’ATM, in particolare il caso della fermata dei tram 29 e 9 in Piazzale Medaglie d’Oro, disponendole di panchina per sedersi durante l’attesa del mezzo, di adeguata copertura, e, infine, di un display adeguato al fine di evidenziare il tempo di attesa;
-         All’Assessorato Mobilità se sussista l’intenzione di intensificare le corse delle varie linee del trasporto urbano, data la volontà espressa dallo stesso Assessore Edoardo Croci, nonché alla Direzione ATM se è prevista una revisione della convenzione con il Comune per il servizio al fine di estenderne la portata in termini temporali e logistici, nonché garantire una maggiore copertura del medesimo, disponendo nuovo personale e un’adeguata formazione del medesimo; si chiede alla stessa Direzione ATM una comunicazione trasparente del bilancio e delle linee programmatiche economiche di produzione dell’azienda stessa.
 
Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano
 

Giovedì, 15 Gennaio, 2009 - 14:10

inefficienze riscontrate presso lo sportello telefonico TARSU

 
 
Gruppo Consiliare La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano
via Oglio, 18
20139 Milano tel. 02 884.58400
fax 02 884.58418
Milano, 15 gennaio 2009
 
Alla c.a.
Dell’Amministrazione Comunale;
Della Giunta del Comune di Milano;
Della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano;
dell’Assessorato alla Qualità, Servizi al Cittadino e Semplificazione, Servizi Civici
 
 
 
 
Interrogazione: inefficienze riscontrate presso lo sportello telefonico della TARSU - tassa comunale sulla spazzatura
 
 
Considerato che
 
Da alcuni mesi è aperto il servizio di sportello telefonico al numero 020202, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 15, che sostituisce gli sportelli di Via San Tomaso 3 che chiudono al pubblico
 
Si evidenzia
 
Che il servizio è promosso nella sezione "HO BISOGNO DI … PAGARE TASSE E TRIBUTI", derubricato nel sito web ufficiale del Comune di Milano, dove si può accedere alla sottosezione "TARSU", in cui si informa che TARSU - APRE LO SPORTELLO TELEFONICO
 
Preso atto
 
Delle ripetute segnalazioni riguardanti l’inefficienza del servizio telefonico generale, ossia sportello di informazione del Comune di Milano, dove sovente è difficile interloquire con un addetto operatrice od operatore, e che spesso non si riescono a reperire le corrette informazioni riguardo alle varie questioni poste
 
Si sottolinea
 
Che nella sezione aperta sul sito del Comune di Milano dedicata in particolare allo specifico servizio TARSU si apprendono le specifiche funzioni, ossia dare informazioni ed effettuare la precompilazione da parte di un operatore delle denunce Tassa Rifiuti su indicazione del cittadino, a cui successivamente verrà inviato il modulo già compilato
 
Preso atto del fatto che
 
La cittadina e il cittadino al momento di rivolgersi al servizio telefonico deve essere dotato di codice fiscale, dei dati catastali dell’immobile e del documento che informa sulla superficie calpestabile
 
Constatato che
 
All’atto della risposta avuta ripetutamente da diversi utenti del servizio l’operatrice o l’operatore interloquente ha risposto che non era possibile avere informazioni a riguardo del servizio e della procedura per eludere la TARSU in quanto non è stata impartita una formazione a questo scopo, invitando, così, l’utente a visitare la sezione web ospitata nel sito del Comune di Milano, sezione, questa, non completa nelle risposte
 
Si chiede
 
-         All’Amministrazione Comunale i punti inerenti la convenzione stipulata con la società appaltatrice gestrice del servizio 020202, ossia lo sportello informativo del Comune di Milano, spesso soggetto a inefficienza e a gravi lacune organizzative e di comunicazione;
-         All’Amministrazione il motivo dell’indisponibilità dei centralinisti di poter dare informazioni riguardo alla TARSU, le procedure e le modalità formative del personale, la sussistenza di corsi di aggiornamento utili e funzionali a garantire un servizio adeguato e puntuale alle richieste dell’utenza, le tipologie contrattuali sussistenti tra il personale e l’azienda stessa
 
 
Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano
 

Giovedì, 15 Gennaio, 2009 - 08:58

MORATTI INDAGATA: PM CONTABILE, COLPA GRAVE PER SINDACO

MORATTI INDAGATA: PM CONTABILE, COLPA GRAVE PER SINDACO -

(ANSA) - MILANO, 14 GEN - Lo spoíl system ai vertici della macchina comunale di Milano operato dalla giunta Moratti all'inizio del proprio mandato configura una 'colpa grave', imputabile in misura superiore al sindaco Letizia Moratti, ma, in subordine anche ai suoi assessori e ai cinque alti funzionari di Palazzo Marino che firmarono gli atti di assunzione dei nuovi dirigenti. Lo ha ribadìto oggi il pubblico ministero contabile Claudio Chiarenza nella sua requisitoria davanti alla Corte dei Conti della Lombardia che dovra' valutare l'eventuale danno erariale causato dà questa vicenda.

Il magistrato, che ha rilevato l'indagine a suo tempo condotta dal procuratore Domenico Spadaro e dalla Guardia di Finanza di Milano, ha sottolineato 'il carattere preminentemente politico dell'operazione illecita' che sarebbe stata animata dalla 'volontà' di fidelizzazione dei dirigenti dell'amministrazione'.

Un'operazione che, per la procura contabile, avrebbe generato un danno erariale di oltre 7 milioni di euro.

Per Chiarenza la sostituzione dei vecchi dirigenti con personale scelto in base alla fiducia personale (intuitu personae) rappresenterebbe già di per sé una violazione del dettato costituzionale che impone per gli impiegati pubblici la selezione tramite concorso e la fedeltà esclusiva alla nazione.

Ma entrando nello specifico dei singoli casi, il pm ha passato al setaccio tutte le presunte violazioni alle norme che regolano l'assunzione di dirigenti e dipendenti pubblici. Illegittime, per il pm, sono le nomine dei consiglieri regionali Gian Pietro Borghini e Alberto Bonetti Baroggi rispettivamente a direttore generale e a capo del gabinetto del sindaco per il principio non comulabilità degli stipendi.

Fuori legge sono anche tutte le promozioni a alti dirigenti di persone non laureate. "Dare a una persona che non ha i requisiti culturali uno stipendio è sempre danno", ha affermato Chiarenza.

Stesso discorso vale per il personale dell'ufficio stampa: "Tutti gli addetti dell'ufficio stampa non dotati di diploma di laurea - ha subito aggiunto - sono illegittimi e dannosi". Per il magistrato non rappresenta una scriminante per l'amministrazione la modifica del regolamento all'ordinamento degli uffici e dei servizi, approvata per altro tre giorni prima delle assunzioni, visto che un tale atto non può mutare i requisiti previsti dalla legge, ma soltanto indicare limiti, modalità e criteri delle assunzioni.

Né allevia la responsabilità degli amministratori l'aver chiesto pareri alla Funzione Pubblica e alla Corte dei Conti. "La responsabilità non cessa di fronte a un parere", ha concluso il magistrato.

Nel corso del pomeriggio sono proseguiti gli interventi delle parti davanti alla corte, che all'inizio dell'udienza ha però rigettato, per vizio procedurale, la richiesta di costituirsi come parte del consigliere comunale di opposizione Basilio Rizzo autore dell'esposto che ha dato vita tanto all'inchiesta contabile quanto alla parallela indagine penale. (ANSA)

Martedì, 13 Gennaio, 2009 - 18:05

COPERTO IL LAVATOIO DI VICOLO DEI LAVANDAI

COPERTO IL LAVATOIO DI VICOLO DEI LAVANDAI
Non è stata la recente nevicata ma la posa di diverse fioriere che hanno completamente oscurato il lavatoio di vicolo dei Lavandai, sull’Alzaia Naviglio Grande.
Un posto “da cartolina”  visitato da migliaia di persone viene dalla mattina alla sera completamente coperto da alcune fioriere messe probabilmente dal vicino ristorante.
Si tratta la roba pubblica come se fosse privata.
Era già accaduto qualche mese fa che, a causa di un cedimento della copertura, senza chiedere nessuna autorizzazione, tantomeno alla Sovrintendenza; un’impresa ha sostituito il legno che tiene le beole. Ci sono state segnalazioni alla polizia Municipale ed esposti alla Sovrintendenza.
La segnalazione è stata fatta in Consiglio di Zona 6 dal consigliere della Lista Ferrante Rovelli.
Speriamo che sortisca qualche effetto e le fioriere vengano al più presto rimosse.
Angelo Valdameri consigliere di zona 6 Lista Fo          

Martedì, 13 Gennaio, 2009 - 16:33

I disabili tra pregiudizio e realtà: LA TERZA NAZIONE DEL MONDO

E' con molto piacere che segnalo il libro scritto dal fratello di una amica di una mia amica e siccome "gli amici dei miei amici... sono miei amici" non potevo non divulgare la notizia.

Cordiali saluti atutti/e
Antonella



Serie Bianca Feltrinelli - In libreria dal 15 gennaio 2009

MATTEO SCHIANCHI

LA TERZA NAZIONE DEL MONDO

I disabili tra pregiudizio e realtà

Sono 650 milioni i disabili nel mondo, oltre il 10 per cento della popolazione globale. Tutti insieme popolerebbero la terza nazione del mondo dopo Cina e India. In Italia, sono circa 6 milioni, la seconda regione dopo la Lombardia. Sono le vittime di malattie congenite o acquisite, traumi psichici, incidenti sul lavoro e stradali, tumori. L’handicap non solo coinvolge molte persone, ma riguarda tutti poiché le sue cause stanno nei rischi, nelle fatalità, nelle casualità cui sono soggette le nostre esistenze. Proprio perché la temiamo, rifiutiamo la disabilità, la sua vista ci disturba e ci inquieta. L’handicap è un trauma che sconvolge i corpi, le soggettività, le relazioni degli individui e del mondo circostante. L’handicap è lutto della perdita della “normalità”, non una menomazione, ma una specifica condizione umana.Ma non esiste handicap senza sguardo sull’handicap. Questo sguardo è pieno di rifiuto, pregiudizi, pietismo provati dai “normali” sui disabili e dai disabili su se stessi: qui si creano e si alimentano il rifiuto e l’emarginazione. Uno sguardo stigmatizzante che in realtà ha profonde radici psicologiche e culturali. Lo stato sociale è ancora insufficiente, nella prevenzione e nelle risposte alle forme di handicap, e dovrebbe rifarsi alla recentedichiarazione Onu dei diritti dei disabili, non ancora ratificata dall’Italia. Le politiche sono incentrate sull’assistenzialismo, ma hanno buchi strutturali che fanno dell’integrazione una chimera: barriere architettoniche, risorse insufficienti, leggi parzialmente applicate, nessuna fornitura di strumenti psicologici per affrontare il trauma. Questi deficit contribuiscono a sommergere i disabili nelle difficoltà quotidiane, nelle solitudini, nelle forme di povertà, in vite completamente sacrificate all’handicap.

Matteo Schianchi, laureato in Storia contemporanea, ha  studiato presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di  Parigi. Svolge attività di ricerca storica e lavora come  traduttore di saggistica. Ha partecipato agli Europei e  ai Mondiali di nuoto   con la nazionale   italiana di sport  disabili.


http://www.feltrinellieditore.it/

Lunedì, 12 Gennaio, 2009 - 20:25

Dal letame nascono i fior...

11/01/2009 - Riccardo Gottardi

www.arcigay.it

Il coraggio, la forza, la libertà praticata prima ancora che desiderata, la sperimentazione artistica, l’esplorazione di percorsi umani, l’indipendenza e il desiderio di umanità – tutto questo e molto di più era Fabrizio De André, un poeta unico, un uomo da ricordare, per chi ha avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo, e da scoprire per i tanti e le tante che poco lo conoscono a dieci anni dalla sua scomparsa.

È triste pensare che non avremo da lui altre canzoni, dopo che ci ha regalato alcune delle canzoni, delle poesie, più belle e importanti per noi lesbiche, gay trans, esclusi tra gli esclusi.

Oggi forse è difficile pensare a cosa volesse dire essere gay nel 1978 quando è stata scritta “Andrea”, un “figlio della luna” che “perde l’amore” in guerra, “soldato del regno”, una storia d’amore così comune a tante vedove della guerra, così normale quando “normalità” è rivoluzione.

Ma non è certo la prima volta che Faber affrontava un tema “difficile”, tutta la sua poetica riguarda gli esclusi. Ricordiamo solo “Via del Campo” del 1967, la strada delle prostitute, le “graziose”,  strada proibita di giorno e frequentatissima di notte nella città vecchia di Genova – quartieri tanto cambiati da allora e allo stesso tempo rimasti così uguali.

Sembra che proprio la “graziosa” cantata in “Via del Campo” fosse in realtà un travestito, Mario, in arte Morena. La sua una delle storie che Faber ha raccolto tra i vicoli e il porto di Genova ed ha cantato.

“Via del Campo” offre poi una delle frasi forse più famose di Faber e che per certi versi è centrale “dai diamanti non nasce niente/dal letame nascono i fior”, gli esclusi come sale vero della terra.

Non solo di omosessuali parla De André, ma dei tanti e delle tante che sono ai margini, di Marinella, nella “Canzone di Marinella”, orfana, cacciata dalla famiglia e che batteva sulle sponde del Tanaro fino a che non è stata ucciso da un ladro, a cui Faber regala l’eternità e non potendole restituire la vita ha “cercato di cambiarle la morte”; canta di quelli messi in un angolo, perfino costretti al delitto come l’assassino della canzone “Il pescatore” che verso il disgraziato che gli chiede un tozzo di pane non si tira indietro, ma si comporta come Gesù con la Maddalena.

Nelle sue canzoni si sente Genova, si sente il ritmo delle vogate dei pescatori, si sente una città bella e complessa, timida e da scoprire, si sente l’anima di un’Italia che vorrebbe essere capace di guardare in faccia la realtà e affrontarla a testa alta, di aprire le braccia agli esclusi senza timore, di essere migliore.

Nelle sue canzoni si incontra “Princesa” (1996), la giovane ragazza, il suo percorso difficile, doloroso, determinato, così forte che non si può descrivere, si può solo ascoltare e leggere.

E questo è l’invito a tutte e tutti, a scoprire De André, per chi non lo conosce, e a ritrovarlo per chi già lo ama. A Genova una mostra eccezionale offre l’occasione imperdibile di un romantico incontro con Faber, le sue canzoni, la sua poesia, la sua vita.

http://www.palazzoducale.genova.it/deandre/index.htm

Lunedì, 12 Gennaio, 2009 - 14:26

112: Numero europeo per le emergenze

"Numero europeo per le emergenze"
(Il Sole 24 Ore: pag. 9 - 12 gennaio 2009)
Il numero di emergenza unico, il 112, è operativo in tutti i Paesi dell'Unione Europea. L'ultima ad adeguarsi è stata la Bulgaria. Il processo è comunque lento. In Italia mancano ancora operatori capaci di parlare inglese e servizi di interpretariato.

Il numero si affianca al 113, al 115 ed al 118 senza sostituirli.

Lunedì, 12 Gennaio, 2009 - 10:20

GAZA …anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti

GAZA …
Sono dense di significato, purtroppo, le parole che Fabrizio De André cantava:
Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Canzone del maggio
(In "Storia di un impiegato", Produttori associati, 1973)
“Si tratta di una canzone di protesta, liberamente tratta da un canto degli studenti parigini del maggio '68, quando si registrarono scioperi operai e manifestazioni studentesche contro il sistema capitalistico, accusato di produrre sfruttamento e ingiustizie sociali e di manipolare le coscienze con le verità dei mass-media.
Rievoca gli avvenimenti accaduti e, rivolgendosi a quelli che alla lotta non hanno partecipato, li accusa e ricorda loro che chiunque - anche chi, in quelle giornate, si è chiuso in casa per paura, menefreghismo o avversione - è ugualmente coinvolto negli avvenimenti. Il finale sostiene che la rivolta, lungi dall'essere esaurita, ci sarà ancora, ed ancora più forte, in futuro.
Esprimendo le motivazioni più profonde della protesta e della rivolta sessantottina, De André dichiara la propria adesione al movimento attraverso l'uso dell'aggettivo nostro e si schiera, come sempre del resto, contro i benpensanti che videro minacciato l'ordine stabilito.
Il ceto medio, opportunista e formalista, è rappresentato con grande efficacia attraverso pochi elementi: la millecento, la fiducia nella televisione, il desiderio di non compromettersi votando ancora la sicurezza, la disciplina.”
Commento tratto da http://www.giuseppecirigliano.it/Canzone_del_maggio.htm

Sabato, 10 Gennaio, 2009 - 17:20

L'arretratezza e l'autoritarismo del ministro Matteoli

E' indicativo della caratteristica e della portata di assenza totale da parte dell'attuale governo di rispetto dei territori, delle autonomie delle comunità, molteplici, che costituiscono il nostro Paese, della condivisione delle scelte, il comportamento che il Ministro delle Infrastrutture, AlteroMatteoli, ha dimostrato circa la realizzazione del progetto dell'autostrada maremmana, che dovrebbe congiungere l'Autostrada del Sole con le riviere laziali e toscane, oltrepassando l'attuale Aurelia, che vive chiaramente una situazione di disagio nell'ambito della percorribilità.
Dico questo in quanto ho avuto modo di assistere a un'intervista rilasciata da Matteoli ad Ambiente Italia, trasmissione del sabato pomeriggio su RaiTre, che invito a seguire perchè molto puntuale e attenta alle dinamiche territoriali delle varie città, dei vari comuni.
La trasmissione di quest'oggi era dedicata al tema del progetto di costruzione di un raccordo autostradale in Maremma di 350 Km che dovrebbe percorrere paesaggi ambientali, naturali e architettonici storici di indubbia rilevanza internazionale, molti dei quali soggetti a protettorato dell'UNICEF.
A Capalbio un cospicuo numero di cittadine e di cittadini si sono organizzati in Comitato, Terra di Maremma, funzionale a tutelare uno spazio di verde e di bellezze storiche e artistiche, invidiabile a livello mondiale, riunitisi per discutere del progetto ormai approvato nella sua fase definitiva, si aspetta quella esecutiva, alla presenza di Anna Donati, ex senatrice e presidente della Commissione Infrastrutture nella scorsa Legislatura, il critico letterario Alberto Asor Rosa, e tante persone di diversa estrazione sociale e culturale, da ambientalisti a nobili, da operaie ed operai a studentesse e studenti, da esponenti del mondo politico istituzionale a rappresentanti di associazioni ambientaliste e civiche.
Da ultimo volevo informare che, sull'onda di questa nutrita assemblea, Anna Donati è diventata promotrice di Altri Fasti, http://www.altritasti.it, Rete di Enti e organizzazioni, comitati contro la cementificazione in atto sul territorio nazionale, fortemente sostenuta dall'attuale governo e dal Ministro Matteoli, copertura di diversi conflitti d'interesse anzichè di edulcorati benefici nei confronti della popolazione e della cittadinanza.
Ed è proprio di questo che si tratta, dato che nel 1996, dopo diversi anni di palese opposizione a un'opera che avrebbe recato scempio a una meravigliosa porzione del nostro territorio, si incaricò Antonio Di Pietro ad amministrare il Ministero dei Lavori Pubblici, cercando di portare un po' di chiarezza nelle dinamiche fosche delle procedure di assegnazione bandi e appalti alle varie ditte interessate.
Il progetto come dicevamo è stato varato nella sua prima fase, anticipatrice di una ricezione a livello esecutivo, ultimo stadio opportuno prima di dare avvio alla realizzazione dell'opera.
Non solo questione di tutela ambientale, ma anche di poca chiarezza nei 38 anni ultimi della procedura di appalto alle varie ditte susseguitesi per la realizzazione dei lavori.
Secondo il Ministro Matteoli, però, tutto questo non sussiste e si lamenta nell'intervista rilasciata ad Ambiente Italia di oggi di un continuo ostracismo da parte di comitati locali e territoriali di cittadine e di cittadini dell'inizio dei lavori e dell'insipegabile, a suo parere, opposizione alla realizzazione dell'autostrada.
L'Aurelia presente, dice Matteoli, non è sicura: poco è lo spazio tra una fila di autovetture in corsa e l'altra, spesso teatro di incidenti. Spesso, avverte Matteoli, si hanno trattori che si innestano dai campi vicini nella strada Aurelia per raggiungere l'altro campo dove portare il materiale raccolto e le sementi. E questo arreca indubbiamente pregiudizio alla fluidità del traffico veicolare.
Fino a questo punto la fotografia della situazione presente è oggettivamente reale. Ma che fare? Secondo Matteoli occorre proseguire ad avviare le ultime procedure amministrative per rendere esecutivo il pogetto approvato preliminarmente dalla Regione Toscana, ossia la realizzazione del tratto di autostrada Maremma verso il litorale, prescindendo dal dato, a parere mio abbastanza significativo, che ci sono diversi comuni, con giunte, sindaci, diversi comitati spontanei e organizzati di cittadine e di cittadini che si oppongano a tale proposta, perchè coscienti loro direttamente del devasto "atomico", come dice poeticamente Asor Rosa, impegnato intellettualmente nella battaglia, che ne deriverebbe da tale opera, grande opera, come si suole erroneamente definire.
Ma il fatto paradossale si evidenzia nella parole di Matteoli sulla totale assenza e mancanza di rispetto dei processi deliberativi partecipati e condivisi, non comprendendo, ma penso sia cosa difficile perchè non appartiene a certa "cultura cesaristica"del Ministro e di molti colleghi di governo, il fatto che se per 38 anni si discute dell'opera è perchè da 38 anni cittadine e cittadini, enti locali e comuni si sono opposti a un progetto non necessario, sostituibile, nonchè devastante a livello urbanistico, sociale, cultruale.
Esiste un progetto che era stato approvato dalla Regione Lazio, che prevedeva l'estensione e il potenziamento dell'attuale Aurelia, soprattutto nei tratti tra Tarquinia e Civitavecchia, al fine di rendere i flussi veicolari più scorrevoli e meno impattanti. Questo progetto, ripeto approvato dalla Regione Lazio, interessata comunque alla presenza dell'opera, nonostante il ministro minimizzi sul fatto che riguardi solo 38 Km del territorio laziale, non è stato minimamente considerato dall'attuale ministero e governo, intenzionato con determinazione e decisionismo volitivo a proseguire sulla proposta di costruire l'ulteriore autostrada, senza verificare gli impatti negativi su diversi fattori territoriali del luogo.
Una miopia, è questa, sia dal punto di vista culturale, sociale e politico, ma soprattutto dal punto di vista squisitamente "imprenditoriale", dato che il sindaco di Capalbio, comune maggiormente interessato dal devastante progetto, ha previsto una riduzione notevole della domanda di turismo, oggi ricchezza di questi territori in senso primario, oltre che alle conseguenze inopportune a livello ambientale e agricolo. Capalbio vedrebbe un quarto del proprio territorio municipale assorbito da un'opera di cementificazione senza precedenti, con le conseguenze di dubbia utilità sul contesto cittadino generale. Non siamo nella logica Nimby, ossia del tutto è accettabile basta che non sia nel mio vicinato, ma siamo nella necessaria opposizione a una proposta di eliminazione totale e fisica di uno spazio ambientale e sociale unico a livello internazionale e globale. La battaglia di opposizione a simile proposta deriva anche da un principio: affermare il concetto di PARTECIPAZIONE nelle scelte decisionali che riguardano il futuro collettivo e comune di una comunità: il territorio in cui una comunità vive è MUNICIPALE, patrimonio di tutte e di tutti, ed è in questa ottica che occorrerebbe proseguire. Ma che fine ha fatto il tanto decantato "federalismo" nel programma della cosidetta Casa delle Libertà, se al primo ostacolo a decisioni centrali di natura locale, le delibere dei comuni e delle regioni, ci si oppone fermamente e a livello centralistico si proceda con forza e direi autorità?
Non è la prima volta che è dato vedere il senso altamente nominalistico e superficiale di affermazioni sedicenti cattaniane nelle pratiche governative attuali. Un caso è il conflitto tra Regione Friuli Venezia Giulia e Stato sul caso Englaro. Maquesta è un'altra dolorosa e inaccettabile storia italiana degli ultimi tempi.
Infine è assurdo che il Ministro non abbia compreso una chiave necessaria di svolta nella soluzione del congestionamento del traffico veicolare lungo l'Aurelia: il sostegno a vie di trasporto urbano e civile alternative a quelle automobilistiche e private.
L'Italia è ricca di fiumi, ogni città ne possiede uno, è attraversata da un corso d'acqua, nonchè ha una rete ferroviaria che da diversi anni necessita di un ampliamento, di un miglioramento, di un investimento adeguato a creare congiunture e comunicazioni adeguate tra comune e comune, in modo più capillare. Esistono ancora oggi molti paesi, certo non di rilevante portata, ma comunque importanti e frequentati, che non sono serviti da una stazione ferroviaria. Mi viene in mente il fatto che diversi comuni delle province italiane non abbiano servizi ferroviari adeguati alla domanda. Non solo, ma occorrerebbe anche promuovere un programma di messa in sicurezza delle vetture, di adeguamento infrastrutturale delle vie di trasporto su rotaie, nonchè, infine, di aumento delle corse e di una copertura giornaliera piùampia del servizio, essendo che dalle 24 alle 4,30 non ci sono in tutta Italia treni in partenza, a differenza di Paesi come la Francia e la Svezia dove il servizio dura ed è efficente per tutto il periodo diurno e notturno.
Ma è possibile che ancora si preveda una politica dei trasporti basata su linee progettuali lacunose e inadeguate, deleterie dal punto di vista ambientale e del benessere collettivo delle persone, dispendioso in termini economici, sia nel brevissimo periodo a livellomanutentivo e di realizzazione delle opere, sia nel lungo periodo per la pericolosità derivante dalla mobilità su ruote e dall'impatto sulla salute delle persone, data l'elevata portata delle emissioni aeree e inquinatrici derivante.

Da qui non posso che dedurre la pericolosità di certe opere che vengono definite grandi solo per il lauto guadagno possibile per le ditte appaltatrici e per l'alimentazione di certi conflitti di interesse, come il caso del Ministro Lunardi sulla vicenda del Ponte sullo Stretto e della sua realizzazione, progetto ancora in agenda, progetto che sembrava imminente nella legislatura 2001/2006.
La pericolosità è maggiore nel constatare l'assenza totale di responsabilità e di cognizione di causa, di senso istituzionale e culturale, di tutela e di rispetto delle autonomie locali e dei principi della partecipazione, da parte di chi amministrerebbe il Paese, come il Ministro Matteoli, che ha saputo palesare con grande chiarezza e con grande trasparenza politica la drammaticità di progetti da lui sostenuti sui territori piacevoli e unici d'Italia.

Quo usque tandem, qualcuno direbbe.

Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - Gruppo La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano

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